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1 - Attenzione ai banditi che brontolano nella notte

Traduzioni > Romanzi > Romanzo # 1

Capitolo 1 - Attenzione ai banditi che brontolano nella notte!

Ed ero lì, a sfrecciare attraverso i boschi a tutta velocità, con un branco di banditi assassini alle calcagna.
Perché
 mi stavano inseguendo, mi chiedi? Beh, è una storia lunga e noiosa, e in ogni caso da dove vengo io non è poi così strano essere inseguiti per i boschi a tutta velocità da un branco di banditi assassini. Specialmente se sei me.
Se proprio vuoi sapere  perché
 te lo posso dire, ma non ne hai bisogno. In effetti probabilmente è più sicuro se non lo sai.
Guarda, ti potrebbe rovinare la storia, va bene? E tu non vuoi rovinarti la storia, non è vero? Certo che no.

Allora, dov’eravamo prima che fossi interrotta in modo scortese? Ah, sì: sfrecciavo per i boschi a tutta velocità, con un branco di banditi assassini alle calcagna.

Ok, forse avevo rubato qualcosa ai banditi. Ecco. Sei contento ora? Può darsi che io mi fossi intrufolata nel loro piccolo accampamento e mi fossi concessa una particina minuscola, infima di tesoro, e si può supporre che fossero un tantino irritati da questo. E immagino che ciò potesse aver avuto a che fare col perché mi stessero inseguendo. Forse.
Avevo preso meno di una briciola di polvere di fata, lo giuro. E per quello mi volevano tirare il collo! Sheesh. Quanto si può essere puntigliosi? Non che abbia mai sentito parlare di banditi  generosi
, certo. Però…
Possiamo andare avanti?

Ero lì, a sfrecciare attraverso i boschi a tutta velocità, con un branco di banditi assassini alle calcagna. Avevo su di loro un buon vantaggio, ma loro procedevano spediti sui loro piedi assassini e maschi, mentre io stavo, uhm, andando a spasso con i miei mai-così-graziosi boccioli di loto – Che vuoi? I miei piedi  sono
 graziosi! – quindi sapevo che il vantaggio non sarebbe durato a lungo.

Non dando molta importanza alle misure cautelari, frenai e sbirciai da sotto il cappuccio per valutare le mie possibilità. Gli alberi ad ambo i lati della strada erano troppo fitti per essere attraversati. Anche a mezzogiorno, non sarei riuscita a vedere a due piedi di distanza.
I banditi si stavano avvicinando , la loro sete di sangue si sentiva spessa nell’aria. Anche gli uccelli avevano percepito il pericolo e avevano smesso di cantare… ero in trappola!

Ora, quando dico  strada
, tieni presente che la strada che stavamo percorrendo era più che altro un  sentiero. Era come se qualcuno si fosse aperto la strada attraverso i boschi a colpi di machete pensando che la fila indiana fosse un buon modo per andare in giro. L’erba  cresceva alta su entrambi i lati, e dar via ad una baruffa là in mezzo non era esattamente invitante.

Conoscendo il terreno meglio di me, il nemico era stato in grado di accerchiarmi e circondarmi. Non ero molto sicura della situazione, quindi decisi che nel frattempo sarebbe stato meglio moderare i termini. Eppure dovevo escogitare qualcosa per impressionarli.
"So che siete lì" gridai, mordendomi la lingua per reprimere il sarcasmo.
"Beh, allora ciao, tesoruccio."
Chi sarebbe stato stavolta? Mi chiesi. Uno scheletro parlante, forse? Uno zombie? No. Chi avrebbe mai detto che il tipico bruto pelato con benda oculare avrebbe avuto il fegato di chiamarmi "tesoruccio"? Vai a capire.
Forse contava di puntellare la propria spavalderia con la sua oh-così-spaventosa tenuta da fuorilegge? Conscio del fatto che ogni bellezza comincia dalla cura della pelle, pelatone aveva optato per un bagliore bronzeo, ottenuto massaggiando la pelle con ciò che a giudicare dall’odore poteva essere solo sugna rancida. Faceva sfoggio di un completo a torso nudo con scimitarra, ottenendo uno stile che urlava "SONO LURIDA, RIVOLTANTE TEPPA!" Eppure, nonostante lo stile da bruto, sembrava intenzionato ad uccidermi  a parole
.
"Quello che c’hai fatto non è stato carino", grugnì.
Certo che no, genio.
"Ed ora eccoti qua, tutta sola soletta e alla nostra mercè." si leccò le labbra.
Uhm…bleah

"Puoi rilassarti adesso" disse, e scivolò in un sorriso così unto che le sue guance fecero suoni sciaquettosi
"Non voglio combattere con te, tesoruccio. Sembri una di quelle che mordono, e non ho intenzione di attaccar briga con una che mi lascerebbe il segno"
"Ti dirò, c’hai proprio un bel set di palle. Proprio ammirevole. E la tua tecnica è professionale, saltare fuori e sparare magia qua e là, dare fuoco a tutto, abbrustolire il boss e approfittare della caciara per penetrare nel deposito e sgattaiolare via con il bottino. Professionalmente parlando, devo ammettere che sono rimasto impressionato."

Ahem, prima mi ero dimenticata di menzionare le parti a proposito del fuoco e del capicidio, vero? Scusami. Immagino che anche quello avesse a che fare col perché mi stessero inseguendo.
Oh beh. Come dico sempre io, nessun riposo per i malvagi.

"C’hai proprio fregato. Prima pensavamo che ti avremmo inseguito e avremmo preteso la nostra vendetta, in una maniera che si addice alla nostra pessima reputazione , ma ad un certo punto della strada mi sono messo a pensare che forse c’è un modo migliore, mmmh...? Forse dovresti unirti a noi, eh? Che ne pensi, tesoruccio?"
Unirmi a voi? Sento il bisogno di dovermi fare una doccia solo perché ho parlato con te, cretino.

"Dovrai restituire il maltolto, ovviamente, ma se ti unisci a noi considereremo il tuo aver ucciso il boss acqua passata."
Finsi di pensarci su.
"Quello che ti sto offrendo non è male come affare," proseguì "È quello che si chiama risoluzione nonviolenta di un conflitto, rendere il meglio da una brutta situazione. Dare e avere: noi facciamo uso delle tue capacità e tu acquisti una banda. Tu ci ridai il tesoro e noi ti lasciamo continuare a respirare. Non è un brutto affare, vedi? Che te ne pare?" chiese, e il sorriso gli si aprì come una ferita.

Ho capito come stanno le cose
, pensai. Prima che stendessi il loro capo, il qui presente pelatone era il numero due. Quindi in realtà gli avevo fatto un favore. Non voleva vendetta; rivoleva solo il suo tesoro e in più le mie capacità speciali per il suo arsenale. Era anche carino con me. Chi potrebbe biasimarlo?

Purtroppo per lui, ho una politica rigidamente niente-rimborsi riguardo i tesori, e non sono abbastanza depravata da unirmi a una banda di ladri.
Riesci a immaginare di svegliarti ogni giorno al fianco di un tipo come quello che ti chiede "Come va, tesoruccio?" No grazie.
Ragazze, dove sono finiti i principi su cavallo bianco promessici dalle fiabe, eh? Non potrebbe essercene anche solo uno in mezzo a questa marmaglia di buzzurri?
No, non credo. Oh be’. Una ragazza ha il diritto di sognare.

"Rispondi in fretta, tesoruccio. Non si sa mai che genere di feccia può vagare per quest’angolo di bosco. Non è un posto dove poter schiacciare un sonnellino."
Quel tipo era sicuramente un parlatore. Tieni presente che non avevo detto nulla da quando aveva cominciato a blaterare. Me ne stavo lì in silenzio mentre lui continuava, e continuava e continuava. E continuava. E ancora, un altro po’. Ma che hanno gli uomini che amano tanto sentire il suono della loro stessa voce?

Proprio quando cominciò a rallentare con un "Allora tesoruccio, che ne pensi?" percepii un’altra presenza entrare a far parte della nostra sfera. Mmmh…
"Manco per sogno," ringhiai nella voce più bassa che potessi fare senza sforzarmi, e puntai i piedi a terra per sottolineare la mia posizione.
"Perchè, tu piccola…" mugghiò, a bocca spalancata mentre il suo cervellino da bandito cercava di processare contemporaneamente ira e disappunto.

Fare più cose nello stesso momento evidentemente non era uno dei suoi punti forti, e la pressione lo rese rosso acceso. Gli uscì addirittura del vapore dalle orecchie, credo.
"Tu piccola…" ritentò.
Alla fine, trovò le parole che stava cercando: "Tu piccola puttanella arrogante."
Oh, bravo. Capisco perché ti ci è voluto tanto per uscirtene con 'sta frase.

"Ti ho fatto un’offerta generosa e tu me la sbatti in faccia! Per questo ti faremo mangiare il tuo fegato! Prendetela, ragazzi!"
E con ciò, dieci uomini uscirono dalla foresta e mi circondarono. Dieci.
"Dieci persone? Tutto qua?" Mi sfuggì. Non volevo essere scortese, ma dieci? Andiamo. Era un insulto. Oh certo, quei dieci gonfiarono il petto e fecero sfoggio di come erano forti, cosa checredo apprezzai, ma seriamente. Dieci? Era come se non avessero fiducia in me. Che tristezza.

"Oh, ma non siamo ancora tutti, tesoruccio. I nostri compari nei boschi stanno puntando le loro frecce affilate su di te. Quando gli do l’ordine…THWAANNG! Sei un puntaspilli. Ora ti offro un’altra possibilità di salvarti."

Principianti! Erano palesi menzogne. Come spadaccina e maga, ho un’istinto impeccabile per quando sono presa di mira. Se fossi nel mirino di qualcuno, me ne sarei accorta.

Quei decerebrati erano molto al di sotto delle mie capacità e stavo cominciando ad annoiarmi, quando…
"Devo aspettare che chiamate altri amici, così possiamo avere uno scontro alla pari?"
La presenza che avevo percepito prima! Ci girammo tutti per vedere da dove fosse venuta quella frecciatina. Un solo mercenario errante si materializzò in mezzo agli alberi, i raggi del sole riflessi dalla sua spada sguainata.
Qualcuno può far partire il coro angelico?
Quell’uomo era una visione strabiliante di meravigliosa meraviglia. Era alto, biondo, ho già detto alto? La sua corazza era stata forgiata dalle scaglie di un serpente di ferro nero e a giudicare dalla spada, doveva guadagnarsi un bel vivere come un archetipo guerriero leggero: abile e veloce. Ti ho detto che era alto, vero? E che era un gran figo?

"Un consiglio, ragazzi: se adesso partite tutti a razzo, qualcuno di voi forse riesce a tornare al sasso da sotto il quale siete strisciati fuori prima che vi raggiunga e vi stermini come i vermi che siete. Uno o due di voi potrebbero anche scamparla. Cioè, se iniziate a fuggireadesso.
"
Non male come minaccia
, pensai.
Il bestione ciarliero pelato incespicò e tossicchiò e sputazzò e alfine rispose
"Ma chi diavolo sei tu che salti fuori dalla boscaglia e interrompi i nostri delicati negoziati con i tuoi orridi insulti e minacce, eh?"
"Non mi prendo la briga di sciuparmi il nome dandolo a voi" rispose il biondino.
Ahia. Ok, questa era un po’ imbarazzante. Francamente l’intera faccenda prese a farsi più clichè e difficile da sopportare da lì in poi. Non che avessi scelta, voglio dire, dove sarei potuta andare? Me ne stetti là, probabilmente dando l’impressione di aver appena ingoiato un insetto, il che era più o meno come mi sentivo.
Non avrei dovuto lagnarmi, vero? Voglio dire, non è desiderio di ogni ragazza che arrivi un aitante salvatore quando si trova spalle al muro? E allora che importa che avrebbe potuto benissimo gestire la situazione da sola e che il salvatore in questione non avesse l’acume verbale che sperava? Una fanciulla non può essere troppo schizzinosa questi giorni, nevvero? Lo so, lo so, ma stiamo al gioco, ok?

"Brutto piccolo…!"
Oh no. Credi che farà di meglio stavolta?

"Discolaccio impertinente!"
Direi di no.

"Ora vi faremo mangiare il fegato a tutti e due! All’attacco ragazzi!"
Finalmente cominciò il duello.
Presi in considerazione l’idea di aiutare il ragazzo, ma non volevo metterlo in imbarazzo.
Fra l’altro il ruolo di un’eroina è di correre qua e là starnazzando con una voce dolorosamente acuta, vero? Voglio dire, altrimenti qual è il punto?
Non avevo mai fatto prima di allora quella cosa del correre-e-strillare, e devo dire, se ti capita la possibilità, te lo raccomando. È molto più divertente di quello che sembra.
Comunque, eccomi, a strillare come se la mia vita dipendesse da ciò e fingendo di non avere idea di cosa mi stesse accadendo intorno. Purtroppo l’intera faccenda si risolse in fretta. Il biondino prevalse, ovviamente.
Col fiatone e splendente di vittoria, si fece largo in un campo minato di corpi banditeschi e avanzò verso di me. "Sta bene, milady?" chiese, mentre i suoi occhi cercavano i miei. Mi diede un primo, lungo sguardo, sorseggiando la mia avvenenza, e… rimase senza parole.

Ora, non per vantarmi, ma nel reparto estetico non si può dire che sia difettata. Occhi grandi e tondi, pelle color crema e pesca; il tutto su un corpo piccolo e sodo dalle minute proporzioni. Povera stella, non aveva possibilità.
Sospirò (di ammirazione e brama, ne ero sicura). Quando alfine riuscì a parlare, lo fece a voce bassa, come se stesse mormorando una preghiera. Era appena udibile come sussurro, e se non fossi stata una maga dotata con l’udito potenziato che accompagna quel ruolo, probabilmente non l’avrei sentito per niente. Oh, come sarei stata fortunata.
"Grandioso, è solo una bambina."

Solo una bambina? Ok. Quello faceva male

Oh, ma aspetta, c’è di più!

"Ecco cosa ottengo per non guardare più con attenzione prima di gettarmi in queste cose. Cioè, io amo i bambini. Voglio essere un bravo ragazzo, ma andiamo! Dieci uomini, ho combattuto! Dieci uomini! E’ troppo chiedere che uno di questi giorni ci sia una sventola che mi aspetta dall’altro lato? Qualcuna sexy, ci siamo capiti? Tutta senza fiato e riconoscente... è troppo per sperarlo? E’ così apparentemente. E ora sono bloccato a dover badare alla Signorinella Senza Tette."
Gah!

Ok, suppongo di essere un po’ poco sviluppata per una ragazza della mia età.
E sono... non sono molto alta. Va bene, sono bassa. E’ questo che vuoi sentirmi dire? Sono bassa e ho il seno piatto. Qual è il problema, huh? Almeno posso correre veloce e i miei vestiti calzano bene. Le tette sono sopravvalutate, secondo me.
Merda! Perchè ti colpiscono sempre dove sei sensibile?
Sono sicura non pensasse che potevo udire i suoi mugugni. Una persona normale non avrebbe potuto, ma per fortuna o per sfortuna, le mie orecchie sono sensibili come quelle degli elfi. Per sfortuna questa volta, devo dire. Ouch.
Tuttavia, mi aveva aiutato a tirarmi fuori da un’emergenza, quindi ero obbligata a ringraziarlo.
"Gr-grazie mille " balbettai, e sorrisi il più largamente possibile.

"Non c’è bisogno di ringraziarmi" Riuscì a fare qualcosa come un sorriso in risposta "Sei ferita, signorinella?"
Signorinella? Dio, aiutami...

"Lo sai, no, non è sicuro per una ragazzina andare in giro in un area come questa da sola. Stavi viaggiando con tuo padre o qualcun altro? Ti sei separata da lui? Persa?
Grr...
 "No, no... Sono -- uh -- da sola..."
Scommisi che forse tutti quei capelli biondi gli rendevano difficile vedere. Cioè, se fossi stata io, mi piace pensare che avrei capito molto in fretta che quell’adorabile creatura di fronte a me non era una ragazzina indifesa.
"Beh, non voglio che ti accada niente. Che ne dici se ti scorto fino a casa, dolcezza?"
Oh, ora... aspetta un maledetto minuto --!

"Dove vivono il tuo papà e la tua mamma?"
Grrr!
 "Uh, sono da sola. Non vivo da nessuna parte, esattamente... mi stavo solo recando ad Atlas City--"
"Capisco, beh, non c’è bisogno che spieghi nulla. Capisco perfettamente. Sei in un momento proprio difficile, non è vero?"
"Huh?"
"Capisco completamente. Tutti abbiamo i nostri problemi," disse in un tono accondiscendente in modo esasperante.
"No, uhm, non credo che tu capisca"
"Oh, capisco più di quello che tu pensi che io capisca."
Cosa? Non penso nemmeno che io capisco cosa tu pensi che io penso che tu non capisca!

In retrospettiva, credo che pensasse di aver salvato una ragazzina indifesa che era costretta a vivere da sola come risultato di una qualche specie di tragedia. Al tempo, sospettavo che avrebbe continuato a vomitare le stesse rassicurazioni fino a che fosse morto soffocato o io fossi morta dall’imbarazzo. Uno dei due doveva porre fine a tutto questo.
"No,  sul serio
. Sto bene. Apprezzo la tua gentilezza, ma non sono una vittima. Sono un’avventuriera, in giro per vedere il mondo." Gli stavo dicendo la verità -- il che, incidentalmente, non era un’impresa facile per me!
"Veramente, non ho intenzione di impicciarmi, signorina. Non hai bisogno di inventare scuse a mio beneficio."
Ok, ora è proprio tutto uno schifo. Per una volta nella mia vita, non mi sto inventando scuse!

Non sapevo cosa altro dire.
"Va bene allora, signorina. Che ne pensi se sto incollato a te e mi assicuro che tu raggiunga Atlas City sana e salva?"
Pessima idea! Pessima idea! Pessima -- idea!

"Oh signore, n-no...non c’è bisogno che tu vada così lontano dalla tua strada! N-non potrei."
Non stavo scherzando. Atlas City era A DIECI GIORNI DA LI’. Non potevo immaginare di passare ventiquattr’ore al giorno gomito a gomito col Signor Ricettività per DIECI GIORNI  senza soccombere alla tentazione di commettere l’omicidio premeditato di un biondo.
"Va tutto bene," disse "Penso tu abbia bisogno di un amico."
Era ovviamente convinto della sua idea.
"Ma... io... "
La conversazione andò avanti in quel modo per parecchio tempo. Io obiettavo. Lui obiettava alle mie obiezioni. Io capivo da dove venivano le sue parole, ma pensavo avesse frainteso. Lui apprezzava la mia comprensione, ma pensava avessi frainteso la sua comprensione. E così via finchè, tra  comprendere
,  non comprendere,  pensare  e  obiettare  , la mia testa stava per  scoppiare  e non mi importava più chi venisse con me, purchè ci fossimo  mossi.
Non eravamo in strada neanche da venti minuti prima che gli venisse l'urgenza di parlare ancora.
"Non credo ci siamo ancora presentati. Sono Gourry. Come sicuramente hai dedotto, sono uno spadaccino errante. E tu?"
Considerai l'idea di dargli un nome falso, ma onestamente, ero troppo stanca per vederne la ragione.
"Sono Lina. Sono una... viaggiatrice".
Ecco. Gli avevo dato il mio vero nome. E  sono
 una viaggiatrice. Beh forse lasciai fuori qualche dettaglio importante. E allora? Gourry aveva già provato che non era il tipo da fare domande intrusive.
Immaginai che si sarebbe bevuto praticamente qualunque cosa avrei voluto raccontargli delle mie circostanze, il che, per quanto mi riguarda, era un punto a suo favore.
E lui probabilmente non era un tipo neanche introspettivo, ma sembrava una brava persona. Aveva il cuore al posto giusto, dopotutto.
Non si era comportato da "Ehi, signorina, facciamo questo viaggetto insieme, heh heh heh…" uh,  bleah
. Se avesse fatto cenno di qualsiasi sordido secondo fine, lo avrei trasformato in cibo per troll. Ma sembrava realmente preoccupato per me, quindi non potevo essere cattiva con lui. E non mi stava dando sui nervi come pensavo avrebbe fatto. Eppure, l’idea di essere trattata come una bambina fino ad Atlas City non diceva bene a nessuno dei due. Non che volessi flirtare con lui, non dico questo. Solo che… mi sto scavando la fossa, vero? Ok, al diavolo. Limitiamoci al "sembrava una brava persona".

Con Gourry che mi "scortava", non riuscii a starmene per conto mio fino a quando non trovammo una città per la notte, ottenemmo le indicazioni per la locanda locale, cenammo, affittammo le stanze, vi entrammo e ci dicemmo  bonsoire
 per la notte. Era meraviglioso starsene sola. La stanza non era particolarmente grande, e sapeva di olio per lampade. Il, ehm, décor lasciava un po’ a desiderare, ma c’era tutto ciò di cui avevo bisogno: un letto, un tavolo, e una lampada ad olio, e dopo una giornata come quella sembrava certamente sfarzoso.

Mi slacciai il mantello e lo gettai sul pavimento. Colpì il pavimento con un tonfo, un ding, e un po’ di cling clang.
Oh, come se tu non avessi mai buttato i vestiti per terra. Chi sei, mia madre? Ero stanca. Lasciami in pace.
Grazie ad un incantesimo che ho fatto per tenermi le mani libere, il mio mantello, che mi va dal collo alle ginocchia, è sempre piatto, nonstante sia foderato di tasche per tenere il bottino.
Questo lo rende liscio, ma sfortunatamente non silenzioso, e il ding dang della refurtiva confiscata ai banditi mi aveva fatto uscire di testa tutto il giorno. Stavo aspettando l'occasione di svuotarmi le tasche e ammirare il mio malloppo. Non era un compito da poco, perché… ehm… mi ero data da fare per un bel po’ senza prendermi un giorno di ferie, e non avevo avuto occasione per riassettare. E quelle tasche di cuoio si riempiono in fretta a causa della mia semplice filosofia di saccheggio, ossia agguanta qualunque cosa sembri di valore e verifica dopo.

La scarsa quantità di luce offerta da una lampada ad olio da quattro soldi era difficilmente sufficiente per una valutazione precisa del tesoro, quindi formai una sfera di luce fra i miei palmi aperti e la levai fino al soffitto.  Voilà!
 Un semplice incantesimo di luce, ma era luminoso abbastanza per abbronzarsi nella stanza dopo aver finito.

Vuotai le mie tasche di pelle e sparpagliai il loro contenuto sul pavimento attorno a me. Contai due o tre centinaia di gemme lucenti, qualche moneta, un grosso pugnale, e una statuetta.
Capii subito che molte delle gemme erano difettate. La statutetta sembrava di una dea, ma quel che conta era che fosse fatta in Orihalcon , motivo che da solo la rendeva una notevole scoperta. Il pugnale aveva una qualche magia di potenziamento che non riuscii a identificare. Ipotizzai di provare a utilizzarlo, ma non si sa mai cosa una cosa del genere potrebbe fare a un passante innocente. Decisi che la cosa migliore da fare sarebbe stato venderla al prossimo negozio di magia che avrei incontrato. Infine, qualche dozzina di monete coniate dal Ducato di Ledis, e siccome il Ducato era stato distrutto un cinquecento anni fa, immaginai che sarebbero valse una bella sommetta.
Era tutto.
Non era un colpaccio, ma cos’altro ci si poteva aspettare da un gruppo di bassa lega come Pelatone De Orbis e i suoi dieci Allegri Compari?

Una montagnola di gemme difettate è pur sempre una montagnola di gemme, e una montagnola di gemme è un bello spettacolo. Una ragazza si sarebbe potuta pagare un bel po’ di cenette sontuose anche con metà montagna di gemme.
E di cos’altro ha bisogno una ragazza?
Beh, in realtà, se è una maga, le serve un po’ più di qualche cenetta per farsi strada nel mondo! Ma non precorriamo i tempi. Torniamo alle gemme.

Le divisi per tipologia, e poi fra difettose e prive di difetti. Le gemme buone andavano bene così com’erano, ma quelle incrinate non potevano essere vendute per molto, a meno che…
Pescai una sfera di cristallo grossa come il pugno di un bambino dalla borsa e la piazziai per terra davanti a me. Girò su sé stessa per un po’, poi si arrestò puntando il simbolo incisovi sopra alla mia destra.
Estrassi una pergamena dalla borsa. In larghezza e ampiezza misurava una spanna del mio braccio e splendeva del colore della pelle di una fanciulla elfica.
Questo probabilmente va da sé, ma in caso: non devi dire niente di ciò che ti svelo sui miei materiali. I miei incantesimi sono segreti professionali, e l’ultima cosa di cui ho bisogno è un gruppo di principianti che stuzzichino poteri che non sono in grado di gestire. Quindi, tutti i dettagli del lancio degli incantesimi sono fra noi, ok? Bene!

Dalla borsa tirai fuori un’altra pergamena, più piccola, recante un simbolo stampato sopra. Presi uno dei rubini senza difetti e lo posizionai sopra il simbolo della pergamena più grande. Piazzai poi la pergamena più piccola sopra il rubino, come se stessi facendo un panino di pergamena e rubino. Mentre recitavo un incantesimo di Fuoco, il foglio più piccolo si accese, incenerendosi istantaneamente.
"Passo uno, fatto!" diedi un’occhiata dall’alto alla gemma. Il simbolo del foglio più piccolo si era sigillato nella gemma.
Selezionai poi uno dei rubini scadenti e lo tenni nella mano sinistra, quattro-sei pollici al di sopra della gemma marchiata, mentre recitavo un incantesimo d’Aria. La pietra nella mia mano si sbriciolò in una pioggia di polvere color sangue, che si posò sulla pietra incantata sotto.
Ripetei la tecnica finché non mi sbarazzai dell’ultimo dei rubini imperfetti e la pergamena grande, sulla quale giaceva la pietra, era coperta da un montarozzo di polvere di rubini.
"Passo due…"
Sul mucchietto spruzzai un po’ di liquido trasparente da una bottiglietta, piazzai il mio palmo sinistro sopra di  esso
, e recitai una successione di incantesimi di Terra e Acqua, come avevo fatto prima con gli incantesimi di Aria e di Fuoco. Il mio palmo si riscaldò mentre la polvere di rubino si infiammava di luce bianca splendente. Dopo un istante, la luce si affievolì, e il mucchietto aveva preso la forma di un grosso malloppo rubinoso. Ta-da! Vittoria totale!
Cosa? Non ti piacciono i grossi malloppi rubinosi? Ok, genio! Non era questo il mio scopo. Aspetta e vedrai.
Inizialmente, il malloppo sembrava un tentativo malriuscito di fare ceramica. Ma lentamente la superficie iniziò a smaltarsi, e qualche minuto dopo, si indurì. Il malloppo si era sistemato in una versione più grande del rubino incantato, con tanto di simbolo incorporato.
"Fuori uno!"
Utilizzai la stessa tecnica con i restanti smeraldi, zaffiri, e ametiste. Quando terminai avevo un gruppo di gemme incantate che si potevano utilizzare come semplici talismani o combinati con altri incanti o armi per potenziarne i poteri. E quel che è importante, avrei potuto rivenderli a un prezzo molto migliore.

Tempo scaduto. Vorrei prendere un attimo del tuo tempo per far notare che il mio stesso medaglione, come la bandana e la spada corta che porto alla cintola, sono stati incantati in questo stesso modo. Se non hai un amuleto ingioiellato, ti raccomando di procurartene uno. Sono alla moda, pratici, e al momento sono l’ultimo grido per le persone benestanti. Se decidi di procurartene uno, ti consiglierei di non risparmiare e prendere il migliore che ti puoi permettere. Se ne hai la possibilità, te ne puoi anche far fare uno da una maga talentuosa ed esperta.
Qualcuno come me, insomma. Ti sistemerei ben bene. Ok, fine spazio pubblicitario.
Altri nove giorni ad Atlas City. Resisti, Lina!
***
Il mattino seguente io e Gourry ci rimettemmo in viaggio, fianco a fianco.
Il tempo era splendido, e una sinfonia di gorgoglii ,provenienti da un  fiume lì vicino, riempiva l'aria.
Una brezza leggera spirava attraverso la vegetazione intorno a noi, trasformando le foglie di diversi alberi in confetti naturali. Una luce dorata filtrava attraverso le nuvolette, facendo brillare il sentiero di fronte a noi. Era una di quelle giornate magiche.
Chiusi gli occhi, riempii il petto dell'aria più pura del mondo e pensai:
Se non mangio qualcosa al più presto, va a finire che uccido qualcuno.
Ehi! Io non scherzo quando si parla di mangiare. Una ragazza deve mangiare quando deve mangiare. E questa ragazza deve mangiare  spesso.
La prossima locanda era a un'intera giornata di cammino da quella che avevamo appena lasciato, con niente in mezzo a parte rocce e erbacce.
Allo scoccare di mezzogiorno, cominciai a guardarmi attorno in cerca di un'area adatta fuori dalla strada per fermarci a pranzare.
"Tieni duro, signorinella"
Gourry aveva notato il mio calo di energia e aveva preso la mia fame insaziabile per stanchezza.
Stava cercando qualcosa da dire per risollevarmi lo spirito, il che era carino, ma sinceramente speravo la finisse con questa storia della "signorinella"..
"In tempi come questi, un uono deve fare quello che un uomo deve fare"
"Eccetto che io non sono un uomo"
Mi sa proprio che con questa l'ho spento..
"Beh.. quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare!"
"Bene, quand'è che i duri si fermano per pranzo?"
Ebbe bisogno di pensarci per un minuto. Ci fermammo. Ci guardammo in faccia. Contemplammo la situazione mentre l'acqua gorgogliava in sottofondo... fu quella a farci venire la brillante idea di pescare nel corso d'acqua che scorreva parallelo al sentiero.
Il corso d'acqua in questione era ben più di un semplice fiume - troppo esteso per nuotarci in sicurezza anche se l'acqua era limpida. Fortunatamente, la riva sabbiosa era comoda per sedersi e pescare.
"Qui, pesciolini pesciolini!" cantai fra me e me mentre raccolsi da terra un ramo adatto e ripescai un amo dalla borsa.. Mi strappai qualcuno dei miei lunghi, bellissimi capelli castani e li usai come lenza. Voilà! Una canna da pesca.
"Ehi, sei brava con queste cose" disse Gourry, sinceramente impressionato.
"Come dice il saggio, Gourry: Non hai ancora visto niente"
Fissai al mio fianco la canna e mi diressi alla riva. Spostai qualche roccia, scavai nella fanghiglia e fui ricompensata con una manciata di vermi viscidi. Misi l'esca sull'amo e cominciai a pescare.
Qui pesciolini, pesciolini, pesciolini...

Niente. Beh, per pescare ci vuole pazienza.
Qui pesciolini, pesciolini, pesciolini...

Niente ancora.
Qui stupidi pesciolini $#@!$#-!!!

Alla fine riuscii a pescarne un bel po', ma ciò richiese un po' più di parole dolci.
Gourry accese il fuoco; io pulii e salaii i pesci, e li facemmo arrosto sul posto. Erano BUONISSIMI! Francamente, ero così affamata che avrebbero potuto essere fritti in sangue di goblin e ne avrei mangiati una dozzina comunque.
"Lina, mangi le code?"
Non fare la femminuccia, Gourry.

"Non si gettano le perle ai porci" risposi, pensando di dovergli render pan per focaccia per il suo "quando-il-gioco-si-fa-duro-i-duri-cominciano-a-giocare" senza senso.
Non fece neanche un sorrisino. Perchè nessuno capisce le mie battute??
"Gourry, posso capire non mangiarsi gli occhi se sei schifiltoso,  ma perchè vuoi gettarne anche le interiora? Sono quasi un terzo del peso del pesce!"
"Non mangerò le interiora del pesce" mi rispose risoluto.
"Ma sono la parte più saporiita!", lo presi in giro, facendo uso della mia voce armoniosa.
Raccolsi alcune interiora con le dita e gliele avvicinai al viso, prima di riprenderle e mostrargli come fare.
Con un sorrisone, mandai giù l'ultimo pezzetto.
"Lina, lo stomaco fa parte delle interiora..."
"Sì, Gourry."
"Quindi, i vermi che hai usato come esca.. li hai appena mangiati."
Ci pensai per un minuto e quindi iniziai a sputazzare.
Sputai, sputai e sputai, mi pulii la lingua con l'erba, grattandola con le unghie e stando bene attenta a non vomitare.
"Ok, ma anche in questo caso - "
"Lo è"
"Si, l'ho capito! Ma anche in questo caso, non dovresti far notare certe cose proprio  mentre
 qualcuno sta mangiando!"  Grrrr
Mangiammo il resto del pesce  senza
 le interiora. Gourry mangiò solo la sua parte. Ho controllato. Sedemmo per un po'usando le lische come stuzzicadenti.
"Ho ancora fame, Gourry"
"Anch'io" disse. Mi allungai per prendere la canna e pescare qualcos'altro, ma mi immobilizzai a metà strada. Avevo percepito qualcosa di brutto lì vicino
"Goblin.." sussurrò Gourry, mentre provavamo a comportarci normalmente, ".... sono almeno quattordici"
O-k!
Agguantai la mia canna da pesca.
Ricordi quando dissi che non c'era niente tra una città e l'altra, a parte rocce e erbacce?
Mi correggo: erbacce, rocce  e un'intera armata di goblin
. Grazie.
Cosa sai sui goblin? Lascia che ti dia le basi: i goblin sono più o meno umanoidi, ma come altezza arrivano più o meno al petto di un essere umano adulto. Generalmente - ma non esclusivamente- sono notturni, stupidi e inclini alla violenza.
Si spaventano facilmente, quindi tendono ad evitare villaggi e città, anche se ogni tanto si divertono a rubare le mandrie in periferia. Generalmente non vanno matti per gli esseri umani, e non credo che trovarsi della gente che gironzola attorno alle loro zone li renda molto felici. Questa è la cattiva notizia.
Quella buona è che sono facili da prendere in giro.
Presi la canna da pesca con la mano sinistra, mi concentrai e iniziai a formulare un incantesimo di mia creazione.
Non intendo insegnarti l'incantesimo, quandi non me lo chiedere neanche.
Io
 cerco di usarlo il meno possibile, e se te lo insegnassi, tu lo insegneresti a qualcun altro e ben presto non ci sarebbero più pesci nel mare! Quindi, seriamente, non chiedere.
Avevo appena finito quando uno di quei goblin lanciò un orribile grido che doveva essere un grido di guerra.
Da sottoterra una moltitudine salì urlando, con mazze chiodate arruginite e spade pronte. Si aspettavano che corressimo via, ovviamente.
"Shhh! Calmi!" Urlai in una passabile lingua Goblin, e Gourry e io mantenemmo le nostre posizioni.
I goblin si fermarono.
Traendo vantaggio dalla loro apertura momentanea, abbassai la canna da pesca sotto la superfice dell'acqua.
Qui pesciolini pesciolini pesciolini...
Silenzio.
I Goblin mormorarono tra loro qualcosa che suona come "Che vuole fare quella pazza dai capelli rossi?". Mi guardarono circospetti, cercando di capire cosa stessi facendo, ma non attaccarono.
E poi... presi qualcosa.
"Evvai!" Urlai, tirando di colpo sia la lenza che il pesce in alto, sopra l'acqua. "Whoa! E' proprio grosso!" Un enorme pesce danzò a mezz'aria, dibattendosi contro la lenza e spruzzandoci di acqua di fiume. Strappai via il pesce dalla lenza, ancora a mezz'aria,  e crollò a terra vicino a noi.
L'ultima parte, incidentalmente, fu persino più difficile di come suona. Stupisciti.
"Prendetelo!" urlai in Goblin.
"Giii!" risposero.
"Gya gya, gukiii!"
"Gyuge!"
Si, ben fatto.
I goblin danzarono intorno come se avessero appena vinto la lotteria. Continuavo a pescare pesce, e loro continuavano a danzare. Dovetti prendere due dozzine di pesci prima che si disponessero in cerchio come li volevo io.
Diedi la mia canna da pesca al babbeo più vicino.
"Gi?"
"Sicuro. Questa qui funziona davvero bene. La vuoi provare?"
"Gi...?"
Piegò la testa da un lato e mi guardò come se le mie parole non avessero senso. Che maleducato! Il mio Goblin potrebbe non essere proprio  pulito
 ma non è esattamente una lingua sofisticata. Abbassai l'amo nell'acqua per lui e -- prese un pesce istantaneamente!
"Giggi!"
I suoi compagni si congratularono con lui e si dimenticarono convenientemente di me e Gourry. Ci allontanammo silenziosamente dalla zona.
***
"Conosci dei trucchetti veramente bizzarri," disse Gourry, e dovetti sorridere a quella uscita.
Nella notte, entrammo nella sala da pranzo della locanda a un piano solo del paese. L'aria era profumata di odore di birra e tabacco; ma avevo un'altra volta fame, e quando ci portarono i nostri spiedini di carne, subito mi dimenticai di ciò che mi circondava. Gli spiedini erano veramente buoni.  Mmmm....

Sbattei gli occhi quando Gourry parlò, e la stanza ritornò a fuoco. Gourry mi stava fissando inespressivo dall'altra parte del tavolo.
Cosa?
 Sbattei gli occhi di nuovo. La fiamma della candela sul tavolo traballava. Mi portai una tazza alle labbra e bevvi un sorso di succo.  Dei trucchi veramente bizzarri?Diedi un altro morso allo spiedino nella mia mano sinistra...
La bocca di Gourry era aperta , incredula.
Ah, ora ricordo.
 "A proposito di prima..."
L'espressione incredula di Gourry aumentò in una che diceva allora-chi-è-sta-ragazzina.
Cosa? Che c'è di grandioso in un piccolo incantesimo per pescare? Sheesh. Pensava che fossi totalmente indifesa?

"Era una magia abbastanza di base" spiegai. "Non vale la pena interessarsene, ti assicuro"
Grugnì in ammirazione "Quindi... sei una specie di maga allora?"
Gah!

Ora era il turno della mia mascella di cascare a terra "Una specie di maga? Si, sono una specie di maga! Che pensavi?"
Ora voglio precisare che dal momento che Gourry mi posò gli occhi addosso per la prima volta, sono stata sempre vestita da UNA SPECIE DI MAGA. Indosso pantaloni e stivali lunghi, che in verità non indicano niente sulla mia professione eccetto, forse, che non sono una principessa. Tuttavia, indosso anche un abito ampio, cinto in vita da una spessa cintura di pelle, un paio di guanti di pelle e una bandana sulla mia fronte. Degli spallacci leggermente corazzati proteggono le mie spalle e il mio mantello mi arriva alle ginocchia. E senti questa: ogni oggetto che ti ho descritto fin ora è ornato da simboli magici ricamati con filamenti d'argento . E la spada corta che porto sul fianco sinistro ha incassata una gemma incantata che ho fatto io stessa. Non potrei sembrare di più una maga neanche se avessi un adesivo sul petto con su scritto " Ciao, mi chiamo LINA e sono UNA MAGA!"
Pensava seriamente che fossi una specie di pescivendola o una cameriera a Le Cafè Sorcerie?
"Mmmmh... Non sono molto sicuro ora che me lo chiedi. Dopo tutto quell'affare lì sul fiume, pensavo potessi essere una specie di pescivendola o forse una cameriera?"
Muori, Gourry! MUORI!

Seppellii la mia faccia nel piatto della zuppa.
Oh, hey...è rimasto ancora qualcosa qui...

"Rilassati" disse Gourry "Stavo scherzando. Non pensavo fossi una pescivendola. Ti ho capito proprio bene, invece..."
"Si, sicuramente. Stavo per ucciderti, ma sono stata distratta dalla mia zuppa" usai un fazzoletto per pulirmi la faccia dallo stufato mentre parlavo. Non rise. Probabilmente avrei dovuto spiegare che anch'io stavo scherzando, ma non sono molto sportiva. Meglio lasciarlo dubitare.
"Allora, quanto sei brava? Puoi usare una fireball? Hai l'aria di una che potrebbe usare la Magia Nera."
Ti spiego, la magia è divisa in tre classi: Magia Bianca, Magia Nera e Magia Shamanica. L'ultima fa uso dei quattro elementi (terra, acqua, fuoco, aria) e del mondo spirituale, è il perno di ogni mago. La mia vera specialità, tuttavia, è la Magia Nera, che non è cattiva come suona -- uso solo gli incantesimi d'attacco, non le maledizioni. E' un malinteso comune pensare che tutti gli incantesimi d'attacco siano Magia Nera, ma molti di questi sono di Magia shamainca. La Fireball che Gourry aveva menzionato è classificata come Magia Shamanica -- ed è potentissima!
"Ho l'aria di una che  potrebbe
 usare la Magia Nera? Pensi così poco di me?"
"No! E' solo che, sembri un tipo molto tranquillo."
Ceeeerto.

"Beh, fa niente" sospirò " Sembra che vedrò che sai fare tra un secondo, in ogni caso."
Che vuol dire?
 Mi chiesi. Nel tempo che ci misi a formare quel pensiero, la porta della locanda si aprì con un calcio.
"E' lei." Ruggì qualcuno.
Girai la testa nella direzione del putiferio e incontrai gli occhi di chi aveva ruggito.
Oh, merda
. Stava puntando verso di me. Speravo che mi sarei girata per scoprire che il rozzo che aveva ruggito fosse in cerca di qualche altra sfortunata "lei", ma il dito indice sulla mia faccia squarciò le mie speranze.
Non supponi che abbia visto i capelli di Gourry e l'abbia scambiato per una donna vero? Niente fortuna.

Una parata di troll entrò subito dopo; e dietro di loro, una mummia che sembrava controllarli tutti. Guardando più da vicino, vidi che non era veramente una mummia, ma una persona viva avvolta in bende. Chiunque era, era chiaramente un mago.
"Accidenti! Sono sicura che stiate puntando alla ragazza sbagliata!" Gli diedi un sorriso largo due pugni e cercai di trattenere i miei occhi dal fissarlo così non sarei sembrata troppo intelligente.
"Il mio nome è Sophia. Penso che stiate cercando--"
"Zitta! Non mi importa niente del tuo nome, conosco la tua faccia! Sei quella che ci ha derubato!
Ops. Ok, mi hai trovato.

"Oh, è stato così terribile? Sono spiacente, ragazzi. Forse possiamo metterci d'accordo..."
Gourry mi fissò sospettoso.
"Ti spiegherò dopo" gli sussurrai "Prima, meglio se --"
Subito dopo, sentì fiato di troll sulla mia guancia.
Sei ferrato in troll? Un piccolo ripasso in ogni caso: i troll sono più o meno il doppio degli umani e sono parecchio forti. Sono anche sorprendentemente agili, considerando la loro enormità. La cosa più importante da ricordare su i troll, però, è che sono dotati di rapida rigenerazione, il che vuol dire che ogni danno inferiore a un colpo mortale si cura nel giro di secondi.E ciò vuol dire, ovviamente, è che l'unico modo per ucciderli è con un colpo solo. Inoltre è bene menzionare: combattere un troll con incantesimi d'attacco spettacolari in un luogo chiuso è un buon modo di distruggere la locanda e far evaporare i tuoi risparmi. Non che sto parlando per esperienza-- solo credimi su questo. Tende anche ad essere pericoloso per gli spettatori.
"Come vuoi, " dissi mentre mi sollevavo dalla sedia "Sistemiamo le cose fuori."
"Neanche per idea."
"Ok"
Grande. Il padrone della locanda mi odierà.

"Ridacci indietro quello che hai rubato e ce ne andremo."
Oh, molto improbabile

"Non ci contare. Non rispondo bene alle minacce. Specialmente alle minacce che provengono da maghi ladri.
"Scusami, ma non sei anche tu una maga ladra?" Gourry mi interruppe dalle retrovie.
"Oh, piantala. Rubare ai ladri è un gioco leale" Sfortunatamente, la mia linea di ragionamento stava fallendo nell'impressionare i cattivi che ci superavano in numero.
"Prendeteli!" Comandò l'uomo mummia, e i troll passarono all'azione. Passai anch'io all'azione.
I miei nemici erano armati solo di clave appuntite e forza bruta, ma credimi, era abbastanza. Anche se i miei vestiti, da talismani, erano incantati, quegli artigli non avrebbero avuto nessun problema a tranciare le mie viscere. Un colpo ed ero cibo per troll.
Il primo e più grosso lanciò l'attacco iniziale, che evitai. Usando la sua mano destra come leva, mi buttai all'indietro in una mezza capriola mentre il prossimo troll si avvicinava. sfruttando il momento di quella mossa, scivolai tra le gambe del troll che veniva verso di me, colpendolo sui genitali e afferrando uno dei suoi piedi. Potrei non essere in grado di battere un troll con le acrobazie, ma riuscì a farlo sbilanciare per un momento, consentendomi di usarlo come scudo, minimizzando così il vantaggio numerico dei miei nemici. Suona come l'avessi pianificato così, vero?
Percepì sete di sangue dietro di me, e nel momento successivo un altro troll affondò i suoi artigli nel mio mantello.
Scusa, bruttone, ma il mantello è tutto ciò che otterrai.

L' avevo sganciato dalle mie spalle una frazione di secondo prima.  Sono così brava!

Il troll aveva messo così tanta forza nel suo colpo che ciò lo portò a precipitare per terra. Calpestai prooprio leggermente la sua testa mentre mi facevo largo verso il prossimo avversario.
Le cose andarono avanti così per un po', e mi trovai presto di fianco a Gourry. Solo questa volta, io stavo combattendo e lui guardava, come se fosse una specie di spettacolo di lotta libera!
"Bentornata!"
"Grazie. Ti sono mancata?" sussurrai.
Che cosa pensava di fare, stare seduto e guardare una povera ragazza innocente affrontare da sola una massa di troll?
Non discutere. Posso giocare la carta della "povera ragazza innocente" quando voglio, grazie mille. E, in ogni caso, il suo comportamento era completamente imperdonabile!
I troll non erano per niente scoraggiati. Probabilmente perchè non ero riuscita a fare di più di buttarne a terra uno solo.
"Tu maleducata,piccola --"
Beh almeno avevo ottenuto qualcosa. Stavo dando sui nervi all'uomo mummia. Forza.
"Gourry! Potresti sforzarti a colpire quei troll?" Chiesi pungente.
"Sicuro ma... lo sai che i troll si rigenerano, vero?"
"Certo che lo so! Non farmi una lezione. Fallo e basta -- presto!"
"Beh, se va bene qualsiasi ferita anche se piccola--"
"Va bene, fallo!"
Mentre io e Gourry stavamo mettendo a punto la strategia, i troll avevano ridotto la distanza tra noi e loro.
E' il momento di fare sul serio, Gourry.

"Ok! lo faccio! "disse, affondando la sua mano destra nella sua tasca e tirando fuori un pugnetto di noci. Si, noci. Quelle cose che piacciono tanto agli scoiattoli. Mi stavo chiedendo se anche nel suo cervello ci fossero le noci quando...
"Argh!"
"Ack!"
Facendo scattare le punte delle dita, Gourry era riuscito non solo a prenetrare la pelle dei troll con quelle piccole noci, ma anche ad affondare quel cibo per scoiattoli dentro la loro carne. Aveva sparato quelle noci con un livello di forza che sarebbe stato sufficiente a stendere un uomo normale.
"Tecnica interessante, ragazzino" sogghignò l'uomo mummia.
"Peccato per la rigenerazione rapida..." ma prima che il signor mummia ebbe finito di compiacersi, i troll gridarono all'unisono. Le piccole ferite che Gourry aveva inflitto si stavano espandendo velocemente.
"C-che succede? Che hai fatto?" disse in un urlo acuto l'uomo mummia, visibilmente agitato.
Le ferite si espansero in tutte le direzioni, squarciando in pezzi le pancie tozze dei troll. Quando tutto fu finito, più della metà dei loro corpi erano spariti.
Il tutto faceva un po' schifo. Sono contenta non fosse avvenuto prima di cena.
L'uomo mummia e i troll rimanenti erano veramente spaventati e parevano aver perso la voglia di combattere. Bisbigliavano tra loro sulla bizzarra magia sconosciuta che avevo usato per tagliuzzare i loro compari. La paura dell'ignoto è una potente arma.
Ti confiderò un piccolo segreto: quello che avevo fatto ai troll era più intelligente che difficile. Pensalo come l'inverso di un incantesimo di guarigione da Magia Bianca.
Ecco come funziona: un incantesimo di guarigione, come il nome suggerisce, usa potere spirituale per accellerare la velocità con cui il danno inferto a un corpo fisico viene riparato.
Invertendolo, ho usato le capacità curative dei troll contro loro stessi. Ovviamente, ciò è avvenuto a velocità molto elevata. Ricorda: i troll hanno già capacità rigenerative molto veloci. Quindi, invertendo quell'abilità e amplificandola, una piccola ferita può mandare un corpo in auto distruzione.
Grazie, grazie. Ora, per favore, contenete gli applausi fino alla fine dello spettacolo, gente.
E si, visto che te lo chiedi, è proprio un altro incantesimo originale. Normalmente non userei mai qualcosa di così cattivo in combattimento, ma non ce la si può cavare solo rallentando i troll.
Se  non
 l'avessi usato, avrei finito col perdere molto più che solo il mio fiato.

L'incantesimo si era esaurito, ma scommisi che il resto del gruppo se la sarebbe filata a quel punto. Sfortunatamente, un ultimo troll risultò più testardo di come mi aspettavo. Mi fissò negli occhi e caricò. Sfoderai la spada dal mio fianco e iniziai a recitare mentre si avvicinava.
Fortunatamente, ero più veloce a improvvisare che lui.
Artigli e spada brillarono una seconda, poi una terza volta. Il troll si lasciò scoperto per un attimo e...
"Aha!" urlai, e la mia spada si conficcò nel suo ventre.
Sorrise.
Altro annuncio di pubblico servizio: un troll che sorride non è mai un buon segno. Ora saprai perchè.
Mi aveva proprio dove mi voleva. Il suo obiettivo era stato di esporre il suo torso e così avrei colpito. Poi, sarei stata in trappola. Se avessi lasciato la mia spada, sarei stata indifesa e già carne morta. Se non l'avessi fatto, sarei stata intrappolata alla portata del mio nemico, mentre egli sarebbe sopravvissuto grazie ai poteri rigenerativi.
Ma proprio mentre si preparava a gongolare, stavo per sistemare il combattimento.
"Lighting!" castai, usando la mia spada come conduttore per l'incantesimo "Mono Volt". Il torso del troll si aprì in due.
Ecco cosa ottieni per fare lo sbruffone, bestione.

L' ossatura del poveretto si dimenò mentre urlava di dolore e finalmente- per misericordia- perì. Ci fu un colossale THUD mentre ognuno dei suoi arti simultaneamente precipitava al suolo.
Il prossimo?

"E' finita la ricreazione, bambini." Misi le mani in posizione di preghiera davanti al mio petto, chiusi gli occhi e iniziai a recitare. Mentre separavo lentamente i palmi delle mie mani, una sfera di luce bianco-blu apparve tra loro e crebbe sempre più luminosa.
"F-f-fireballll!" Gli occhi dell'uomo mummia si dilatarono mentre muggiva "Correte! Correte!" Lui e i troll rimasti se la filarono in tutta fretta, urlando come se avessero già i pantaloni in fiamme.
"Ffiuuuu" Emisi un lungo sospiro di sollievo, sempre trattenendo la sfera di luce.
"Fiuuu un cavolo!" urlò Gourry la femminuccia dall'altro angolo della stanza. "Che vuoi fare con quella fireball?"
Apparentemente anche lui aveva paura del potere dell'incantesimo fireball e avanzava verso l'uscita.
La Fireball è un noto incantesimo d'attacco di fuoco usato dai maghi più o meno ovunque. L'area dove la palla di fuoco cade è circondata da fiamme istantaneamente, sterminando chiunque che vive o respira nella zona.
Anche se il suo potere distruttivo varia da mago a mago, un colpo diretto trasformerà invariabilmente un umano da " al sangue" a "ben cotto" prima che il poveretto si accorga di quello che succede.
"oh, questa...?" diedi una lunga occhiata a quello che c'era tra le mie mani e poi lo mollai gentilmente verso l'alto.
"Aaaaaah!" Tutti nella stanza urlarono, e poi:
Ci fu silenzio.
Gourry fu il primo ad a guardare... timidamente.
"Oh rilassati. Non è una fireball." Sorrisi e puntai al festone bianco nell'aria sopra di me.
"E' un incantesimo lighting." e risi, e risi ancora. Santo cielo, sono così divertente. Mi scompiscio da sola.
"Che hai intenzione di fare per riparare a tutto questo?" si interpose il padrone della locanda, che non mi trovava per niente divertente.
Lo sapevo
.
I tavoli e le sedie erano tutti scassati. Cadaveri erano sparsi per terra come gusci di noccioline e l'aria era profumata di  Eau de Sangue de Troll
. C'era d'avvero un sacco di sangue sparso. Voglio dire, un sacco. E grazie all'incantesimo Lighting, non potevi perderne neanche una goccia. Tutto ciò era un po' disgustoso, credo. Più macelleria che taverna, non era esattamente il tipo di ambiente in cui le persone ardono di andare a cena.
La maggior parte degli avventori si erano già piazzati nella locanda seguente in fondo alla strada. I rimanenti piagnucolavano e tremavano avanti e indietro.
Diavolo, non potevo biasimare quell'uomo. Se fosse stata la mia locanda, sarei stata infuriata anch'io. Tuttavia, avevo appena decimato una piccola armata di troll e non ero in vena di prediche, quindi indossai la mia migliore faccia da pentita. Oltre che nella magia, sono un esperta nel sembrare carina.
"Caspita, signore. So che io e il mio compagno vi abbiamo causato un mucchio di problemi ma, " Sollevai il mento, diedi uno sguardo da cerbiatta al vecchio e sussurrai " se non l'avessimo fatto, ci avrebbero ucciso!" Feci scivolare la mano che avevo dietro la schiena fuori dal guanto, e poi in tasca. Come mi aspettavo, il cipiglio del vecchio si stava addolcendo.
Fin qui tutto bene.

"Forse..." Tirai fuori dalla tasca tre gemme, ma le tenni nascoste nel pugno. "Forse voi accettereste queste come scuse?
Afferrai il polso del vecchio con una mano e vuotai le gemme nel suo palmo con l'altra. Non poteva ancora vedeva cosa teneva in mano, anche se poteva indovinare. In ogni caso, non potevo permettegli di distogliere lo sguardo. Tenni i suoi occhi puntati su di me e trattenni il suo polso in un abbraccio gentile. Puoi immaginare che effetto avesse su di lui.
"Per favore, mi comprenda, ho paura che questa magra offerta sia inadeguata come scusa, ma è il meglio che posso fare." Mi morsi le guance in modo che i miei occhi risaltassero di più.
Alla fine, rilasciai la mia presa sul suo polso. Il propretario guardò dentro il palmo della sua mano, poi lo chiuse approvando ciò che aveva visto.
"Beh, signorina. Visto che la mette così, che posso dire? Chiamerò uno dei miei ragazzi a pulire questo disastro. Perchè lei non torna nella sua camera e si riposa?"
Vittoria!

Di solito, quando ci sono problemi di quel genere in una locanda, sei costretto a scappare via dalla città immediatamente. Credevo che sarebbe finita in quel modo, e ero rassegnata a ciò. Se qualcuno ti chiede di andartene, ti consiglio di farlo. Non c'è motivo di stare dove non ti vogliono,giusto?
Non pensare che ho imparato questa lezione con le cattive, ma fidati, è meglio che segui il mio consiglio.
D'altro canto, sborsare un piccolo, uhm, regalino -- come una gemma, forse -- lancia il messaggio che sei davvero dispiaciuto. Implica anche che ci potrebbero essere altre pietre, e che il proprietario della locanda beneficierebbe dal chiudere un occhio a queste innocue eccentricità. Anche quell'affare degli occhi da cerbiatta e delle mani non fa male.
Chinai il capo umilmente molte volte mentre Gourry e io tornavamo nella direzione delle nostre camere.
Parlando di Gourry, indovina chi era molto seccato con me? Mi lanciò uno sguardo di disapprovazione appena girammo l'angolo. Mi serviva da lezione, credo. Non ero stata completamente sincera con lui dopo tutto, non è vero?
Non c'era bisogno di rispondere così velocemente!
"Hai le palle." sospirò "Lo devo ammettere."
Mi stavo appoggiando con i fianchi contro il letto mentre Gourry parlava.
"Non penso di capire." dissi, facendo la gnorri.
Non se la beveva.
Poi mi resi conto di una cosa. "Gourry, che ci fai qui? E' la mia camera!"
"Mi avevi promesso una spiegazione, non è vero?"
"L'ho fatto?"
"L'hai fatto."
Ah bene, ok allora.

Avevo anch'io qualche domandina per lui. Potevo approfittare per tirarle fuori.
"Ok, è giusto. Ma prima, ho una domanda per te."
"Sono un libro aperto, signorinella. Spara."
No, ancora quella scemenza del 'signorinella'.

"Va bene, siediti."
Gourry prese la sedia più vicina e ci si sedette a cavalcioni.
"Sono seduto."
"Ora, chiariscimi questo" dissi, avvicinandomi e fissandolo direttamente negli occhi "Che sentimenti provi per me?"
Silenzio.
Beccato.

Andò quasi in iperventilazione.
"Gourry, sto scherzando... solo scherzando."
Tirò fuori un lungo sospiro come se si fosse risparmiato la camera di tortura.
"Uah,mio Dio, Lina. E' stato crudele. Pensavo di stare per morire per un sec--"
"Ehi, cosa vorresti dire?"
Uomini.

"Seriamente, Lina, che vuoi sapere? Ti dirò tutto tranne le mie misure -- quelle sono top secret."
Ha ha. Hai un futuro nella commedia.

"Come sapevi che quei ragazzi cercavano me?"
"Mica lo sapevo."
Negarlo era inutile "Ehi, l'hai detto tu. Proprio prima che i troll entrassero, hai detto 'Sembra che vedrò che sai fare tra un secondo'"
"Ah, quello" rispose tranquillo. "Cercavano sicuramente qualcuno all'interno. Ho solo indovinato che stavano cercando qualcosa di rubato. Chiamala ipotesi per esperienza."
"Cosa ti ha fatto pensare che fossi io? C'erano almeno una dozzina di persone--"
"Ehi ascolta. Tra tutti tu sembri proprio il tipo che si caccia volentieri nei guai.".
Centro.

Che dovevo fare, ribattere? Penso di avere più giudizio della maggior parte delle persone, ma lui aveva ragione. Sono un genio nel cercare guai. La mia sorellona diceva la stessa cosa di me a casa.
"Ti sembra una linea di ragionamento valida?"
"Si." Ammisi.
"Qualche altra domanda?"
"No"
"Ok, è il mio turno. Esattamente perchè quei ceffi ti stavano cercando?"
Sospirai. "E' una storia lunga"
"Non sto andando da nessuna parte. Spara."
Allora, gli raccontai l'intera sordida storia su come, dopo che avevo visto che quei banditi cattivi stavano derubando e uccidendo paesani innocenti, mi ero messa a vendicare i paesani, sterminare i banditi e restituire i beni rubati (meno una piccola percentuale per coprire le mie spese, ovviamente) Ed era per questo che ce l'avevano con me.

Cosa? Ti apettavi che dicessi a Gorry che li avevo attaccati perchè ero annoiata e al verde? Speranza vana. In ogni caso, non mi avrebbe creduto. Gli piaccio. Dissi a quel povero ragazzo ciò che voleva sentirsi dire. Veramente, gli stavo facendo un favore...
Non mi guardare così!

Quando ebbi finito il mio monologo, Gourry annuii convinto.
"Capisco completamente. Certe cose capitano troppo spesso quando qualcuno cerca di fare la cosa giusta."
Eh eh. Ha abboccato completamente.

Se la stava bevendo. Non solo la stava accettando, ma  la stava bevendo completamente.
 Sembrava così, almeno.
"Si, non me ne parlare," dissi, e poi spostai la conversazione in un'altra direzione "C'è qualcos'altro che mi preoccupa, però."
"Cosa?"
"Quei tizi non avevano mai visto la mia faccia prima di trovarmi. Ciononostante, cercavano proprio me, specificatamente. Il capo doveva essere un mago."
"Uomo Mummia?"
"Si, doveva esserlo. E si aspettavano di cogliermi di sorpresa. Sono feriti, adesso, ma probabilmente si sono solo ritirati fino a domani. Non penso che ce ne siamo sbarazzati."
"Pensi abbia usato la magia per trovarti?"
"Si, sicuro"
"I maghi possono fare tutto, huh?"
"No, non  tutto
. Ci sono cose che non si possono fare con la magia. Per esempio, l'uomo mummia deve aver messo un marchio magico su qualcosa prima che l'avessi presa. Probabilmente è così che mi ha rintracciato. Senza un segnale di qualche tipo, anche il mago migliore non può rintracciare una persona facilmente."
"Oh, ho capito..." disse Gourry, ma non suonava come qualcuno che ha capito.
"Si, hai capito," stetti al gioco "Altre domande?"
"No, maestra."
"Divertente. Allora ricapitoliamo --"
Qualcuno bussò.
Ci muovemmo simultaneamente ciascuno a un lato della porta. Gourry mise la mano sulla maniglia.
"Chi è?" dissi.
"Qualcuno che vuole fare una transazione commerciale. Pagherò qualsiasi prezzo tu vorrai per un oggetto che possiedi." disse la voce dall'altra parte della porta.
"Ci perdoni se diciamo che suona molto sospetto, vero?"
"Infatti, non penso che avrei aperto la porta a ruoli invertiti." rispose la voce.
"Quindi... ci stai avvertendo di non farti entrare?"
Perchè le cose non sono mai facili?

"Sono solo onesto. Sono anche onesto quando ti dico che non voglio farti del male questa volta"
Questa volta? Che diavolo vuole significare?

"Quindi forse cambierai idea quando ti avremo fatto entrare?"
"Non devi preoccuparti, anche se ammetto che dirlo potrebbe essere inutile. Forse sarebbe più persuasivo ricordarti che hai una guardia del corpo affidabile."
La mia "guardia del corpo" e io ci guardammo a vicenda.
"Argomentazione ragionevole. Va bene, alla prima stranezza ti avverto, ti inchioderò sul posto con un incantesimo."
"Lina? Non stai seriamente per farlo entrare...?" Gourry era agitato.
"Tutto a posto. Ho una guardia del corpo affidabile, ricordi?" parlai piano e strizzai l'occhio. Lasciai la mia posizione e camminai al centro della stanza.
"Sto per aprire la porta. Entra con calma e lentamente" avvertii.
"Vai, Gourry. Aprila"
Un momento dopo, Gourry fece come avevo detto, e posai lo sguardo per la prima volta sull'uomo che voleva fare affari con me.



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