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1 - Graffiami la faccia e ti riduco in brandelli

Traduzioni > Romanzi > Romanzo # 3

Romanzo 3 - Il mostro di Sailaag

traduzione di Sabu-chan


Capitolo 1: Graffiami la faccia e ti riduco in brandelli


Erano là, in piedi proprio davanti a noi - allineati come una illustrazione uscita da una fiaba: dieci cavalieri con l'armatura scintillante. Il sole si espandeva luminoso tutto attorno a loro, ribalzando contro le punte delle loro spade, di un chiarore così acciecante che l'argento iniziava a diventare bianco. Era piuttosto magnifico.
Gourry ed io sospirammo, sapendo che entrambi condividevamo lo stesso pensiero: che bel gruppo di sfigati.
"Alla fine vi abbiamo trovati, fuorilegge!" annunciò il loro leader, estendendo il suo dito indice in nostra direzione.
Non sa che è maleducazione indicare?
Eccoci di nuovo... Eravamo incappati in questo genere di gruppi di "eroi" troppo spesso, ultimamente.
"Tu - la Folle e Famigerata Criminale Lina Inverse e Gourry Gabriev! Proprio voi! Vi annuncio che i vostri crimini terminano qui!"
Wow, prova a dirlo per cinque volte veloce! Ci annuncia che i nostri crimini finiscono qui, uh?
Il vento sollevò e smosse il mio mantello mentre lui proseguiva con la sua proclamazione. E ancora. E ancora. E ancora...
...e ancora per un bel po'! Non necessario interromperlo. Non avrebbe ascoltato una "folle e famigerata criminale" come me, comunque.
Come ci siamo ritrovati in questa situazione, esattamente? Beh, tutto è iniziato qualche giorno prima...

*************

Essendo una ragazza sveglia, mi resi conto che ero stata catturata nel momento in cui io -uh- ripresi conoscenza.
Già, catturata. Proprio catturata. Davvero.
Oh, dannazione. Provate voi a pensare a qualcosa di più complesso e intelligente la prossima volta che i vostri arti saranno legati e doloranti e la vostra testa pulsa come se aveste un ogre ballerino tra le vostre orecchie! E il bavaglio! Ho menzionato il fatto di essere stata anche imbavagliata?!
Almeno il pavimento di pietra pareva freddo a contatto con le mie guance. Non quel genere di fresco del lato-del-cuscino-pulito-e-piacevole, ma considerando che la stanza era sporca e umida e puzzava come di liquame tossico, non era totalmente spiacevole quel genere di fresco. Per quel che ne potevo dire eravamo in una sorta di sgabuzzino, qualche posto muffoso, forse?
Diedi un'occhiata attorno, sperando di poter scorgere qualcosa che mi aiutasse a dare un senso alla situazione. Notai due uomini - guardie, presumibilmente - che mi fissivano dall'altro lato della stanza. Stavamo in piedi vicino a quello che sembrava poter essere una ruota, e ognuno era armato con una clava rudimentale.
"Buongiorno, raggio di sole."
Chi l'ha detto? Mi voltai. Gourry!
Perfino con le mani e i piedi legati e privato della sua famosa spada, era sempre il solito vecchio Gourry: bello come un dipinto e stupido come uno zombie.
Cosa? Ok, va bene, lo ammetto! Ho esagerato: la verità è che Gourry è molto furbo - in confronto a uno zombie. Meglio? Sentite, Gourry è probabilmente il miglior spadaccino che abbia mai incontrato, ma non vincerà alcun premio per le sue capacità mentali. Sapete di cosa sto parlando?
E - ok, lo ammetterò - c'era qualcosa di divertente nel vederlo tutto legato. Eh eh.
Mi chiedo perchè non gli hanno messo un bavaglio. Vorrei davvero saperlo. Intendo, guardateci, entrambi legati e sono io quella che- gwaaaaah!!
Di che cosa mi stavo lamentando?! Eravamo nei guai!
"Ntnnnmh! Nmh!" Improvvisamente impanicata, mi sforzai di liberarmi dalle corde. Purtroppo, più mi agitavo più le cose andavano peggiorando.
"La ragazza è sveglia." disse la Guardia A alla Guardia B.
"Ah... già." confermò la Guardia B, che davvero non sapeva che farsene di questa informazione. "Lo sai... lei non sembra davvero il tipo." disse divertito.
Non sembravo il tipo COSA?!
"Ed è esattamente per questo che è pericolosa." la Guardia A sogghignò come se fosse un esperto di Lina Inverse. "Non abbassare la guardia solo per come si presenta esteticamente."
La Guardia B annuì saggiamente.
Oh, vi prego.
"Hey ragazzi,- si intromise Gourry - potreste dirci esattamente perchè ci tenete qui?" Tenne il tono di voce leggero, come se stesse chiedendo l'ora.
E di nuovo, A e B parvero sorpresi e pateticamente.... beh, patetici.
"Adesso chi credi di prendere in giro-" gli occhi della Guardia A si allargarono quando ringhiò a quel modo e impugnò la sua clava.
Che idiota reazionario.
"Calmati ora." lo interruppe Guardia B.
"Si, ok." la Guardia A mugugnò.
Sarebbe stato il momento migliore per calmare la situazione con il mio charme e intellilgenza - e l'avrei fatto, se non avessi avuto quello stupido bavaglio alla bocca.
La Guardia A spostò lo sguardo disturbante su di me. Disturbante era la parola giusta, finchè non si è trasformato in viscido.
Eww... cos'hai da fissare, pervertito?
"Un bello spreco, dover consegnare una ragazza così alla legge, non credi?"
Oh, ew ew ew! Come potevo sapere che una cosa del genere sarebbe arrivata?
Intendo, è vero: sono in possesso di un micidiale cocktail di attributi fisici che assieme possono essere descritti come uno schianto, irresistibile, oppure - nel peggiore dei casi - "piuttosto sexy, per essere una ragazza piattarella". Comunque, un gentleman non oserebbe.
Aspettate un attimo! Consegnarmi alla legge?!
Sono stata chiamata con diversi brutti titoli nella mia vita: Massacratrice di Banditi, Regina dell'Ade - (non ho mai davvero compreso questo, dovrei offendermi?) - ma questi sono nomi con cui mi chiamano i cattivi perchè sono spaventati.
Non c'è assolutamente ragione per cui dovrei essere dalla parte sbagliata della legge!
A meno che...
Gourry!
Oh, certo - lui sembra un bravo ragazzo, ma come posso esserne certa? Viaggiamo assieme da solo pochi mesi, e non sono davvero cosi tanto di lui. Forse c'erano delle ragione nefaste per cui non ha mai parlato di se stesso. forse stava nascondendo qualcosa delle ombre del suo passato? Ah, si. Doveva essere quello. Era tutta colpa di Gourry. Ero quasi certa di ciò.
Quindi, allora, perchè El Disturbante non stava fissando Gourry invece di me, uh?
"Cosa hai fatto questa volta?" mi chiese Gourry, ovviamente contrario alla mia teoria.
Io? Gourry, sono delusa! Come puoi non fidarti di me, dopo tutto ciò che abbiamo affrontato assieme?
Sarebbe stato divertente simulare qualche lacrimna e farlo pentire di aver dubitato di me, ma non potevo certo singhiozzare per bene con un bavaglio in bocca.
Dannato...
"Cosa intendi con uno spreco?" chiese B, il suo tono suggeriva che già conosceva la risposta.
"Dopo che la consegneremo, sarà solo questione di tempo perchè il collo le venga separato dalle sue spalle, giusto? Quindi se noi, uh, giocassimo con lei un pochetto, a chi vuoi che importi?"
A me! Yu-uuuh! Qui! A me importerebbe! Mi importerebbe giusto un poco- graziepropriotante!
Se non ero stata io e non era stato Gourry, allora poteva trattarsi di un caso di errore di identità, giusto? Nient'altro poteva avere senso! Ma dal momento che un "Oh sentite, ragazzi, avete preso la ragazza sbagliata" non avrebbe calmato i piani di A, avevo ancora un problema gravoso tra le mani.
"Non credo sia una buona idea."
Allora B era dalla mia parte! Grande, B! Ok, certo, suonava più come paura che come buona condotta morale, ma considerate le circostante non volevo guardare il pelo nell'uovo. Avevo il mio difensore.
Gliel'hai detto, B! Fai vedere a A chi comanda! Vai, B!
"Bene,- disse A - "tu farai la guardia, allora. Se proverà a fare qualche strano giochetto, colpiscila a morte."
"Si... si, ok. Ci penso io."
No! No, non "pensarci tu"!! Avanti B! Non arrenderti!
"Rilassati, ok? Non la slegherò o niente del genere. E' meglio così."
"Eh, non ci avevo pensato. Uhm, in questo caso forse potrei, uh..."
Oh, no, UH! Non cambiare squadra! Dipendo da te!
B sorrise. Non era quel genere di sorriso a cui speravo.
Cosa diavolo hai da sorridere come un pervertito?! Hey, ora! Stai lontano da me!
Entrambi mi si avvicinarono. Mi agitai e tirai calci, ma legata a quel modo non potevo ribellarmi granché. Siamo onesti: anche se non fossi stata legata, non avrei certo eccelso in uno scontro a forza bruta. Ovviamente, essendo sia spadaccina che maga, potevo fare molto più del normale con i miei incantesimi, ma con un bavaglio alla bocca non potevo affatto difendermi.
La Guardia A mi prese il mento con la sua mano davvero grande. Desiderai di poter sputare.
"Non ti piace, uh? Nonostante tutte le cose brutte che hai fatto, eh?"
Quali cose brutte?!
"Avanti allora." A mi avvicinò al suo viso...
"Adesso basta." lo ammonì Gourry. Era ancora legato, ma parlò con una certa autorità da far fermare automaticamente entrambe le guardie. "Se proverete solo a mettere una mano su di lei..."
Per un glorioso momento, le due guardie rimasero immobili.
E' tutto nelle tue mani, Gourry! Stai avendo una potente volontà qui.
La tensione era nella stanza - ognuno di noi era fermo e silente, aspettando chi avrebbe fatto la mossa successiva. Poi...
"Eh." la Guardia A sorrise, spezzando le mie speranze.
Dannazione! La grande Lina Inverse alla mercé di banditi come questi! Tutto ciò fa schifo.
La parte peggiore era che non sapevo nemmeno perchè dovevamo essere consegnati- e a chi!
"N-noi non abbiamo paura di te!" disse B, sforzandosi di mostrare che aveva una spina dorsale.
La tua voce sta tremando. Nessuno crede alla tua finta da duro, imbecille.
"Se osiamo mettere le mani su di lei, cosa?" chiese A. "Cosa credi di poterci fare? Sei tutto legato!"
"Se provate a mettere una sola mano su quella ragazza..." ripetè con calma Gourry.
"Tu che farai?" ora A stava ridendo.
"...scoprirete cosa lei ha."
A smise di ridere. Gourry sorrise.
Desideravo di poterli uccidere tutti con le mie stesse mani.
Lentamente all'inizio, i due uomini indietreggiarono. I loro corpi mostravano la tensione fisica nata dal Proviamo Con Grande Difficoltà A Non Andare Nel Panico. Sembrava piuttosto che desiderassero lavarsi le mani. Con spazzole di metallo. E candeggina.
I miei occhi si ridussero a puntini.
"Io, uhm..." A stava cercando di dominare il suo orrore e non stava facendo propri un bel lavoro. "Credo che dovremmo semplicemente lasciarla stare. Stando a quel che sappiamo, capisci?"
"G-già, al sicuro è meglio. Mi piace la sicurezza." Ci fu una pausa pregnante, e infine entrambi risero come se si fosse trattato di uno stupido scherzo. Le loro risate terminarono con un paio di lunghi, profondi sospiri
"Che ne dici se usciamo un attimo?" chiese A a B.
"Buona idea, buona idea. E' un po' umido qui dentro. Non vorrei mai beccarmi qualcosa, sai cosa intendo, vero?"
Oh, per favore...
Entrambi mi lanciarono un'occhiata per poi avviarsi all'esterno.
"Whew. Pensavo non se ne sarebbero mai andati." ridacchiò Gourry.
Grrrr!
Lo fissai e silenziosamente strisciai in sua direzione, sulla pancia, come un verme.
"Oh, avanti, Lina! Non sarai arrabbiata, vero? Era la cosa migliore che mi è venuta in mente in quel momento."
Mi avvicinai di più.
"L'importante è che sei sana e salva, giusto? Intendo, suvvia! Ti ho salvata! Lina- aspetta, non farlo!"
Il più forte che potessi, gli schiantai entrambi i piedi dritti in faccia.
Ora mi sento molto meglio, grazie.
"Non c'era bisogno di calciarmi." mugolò Gourry proprio prima di abbassarmi il bavaglio tirandolo con i suoi denti.
"No, non ce ne era bisogno, ma è stato un piacere! Non potevi pensare a nient'altro di meglio, se non suggergli che ero contagiosa?!"
"E' la prima cosa che mi è venuta in mente!"
Gli lanciai un'occhiataccia.
"Cosa avrei dovuto fare? Lasciare che quei tizi si divertissero con te mentre aspettavo che mi venisse in mente qualcosa di più sconvolgente?"
"No! Intendo..." dovevo ammettere che aveva ragione.
"Visto...?"
"D'accordo. Ok... beh... bene! Potresti avere ragione- questa volta!"
Questa era la mia versione per scusarmi.
"Questo è quello che chiami scusarsi?" ringhiò Gourry.
Duh. Stai calmo; i due idioti potrebbero sentirti.
"Seriamente Lina, tu puoi dirmi la verità: sei stata cresciuta dai lupi?"
“Oh, sta zitto! Fa niente! Cerchiamo solo di concentrarci su come fuggire di qui, ok? Questo dovrebbe andare… Bram Fang!”
Bram Fang - nel caso non vi suoni familiare- è un incantesimo che lancia frecce d’ria verso un obiettivo, facendolo a pezzi, effettivamente, con l’ria. Beh, veramente tutto ciò suona un po’esagerato. Potrebbe graffiare la pelle di un obiettivo umano, ma non danneggerebbe in alcun modo una persona che indossa, diciamo, un’rmatura in pelle. La maga che mi ha insegnato il Bram Fang mi suggerì di usarlo come repellente contro i molestatori- e giungeva proprio a proposito in quella situazione- ma immaginai che lanciarlo più volte in un’nica direzione potrebbe renderlo sufficientemente forte da tagliare qualcosa come, oh, una corda grossolana, in questa circostanza.
Una volta che ebbi liberato Gourry, mi rese il favore- alla vecchia maniera, ovviamente.
“Dobbiamo trovare le nostre spade,” disse mentre mi aiutava a rimettermi in piedi.
“Già. E poi abbiamo bisogno di capire che sta succedendo.”
“Concordo.”
Arrivammo al villaggio- che era situato proprio sulla cima della catena montuosa- giusto la notte prima. Nonostante gli abitanti ci accolsero con una certa quantità di ostilità, onestamente non ci avevamo dato troppo peso.
Vedete, noi due abbiamo viaggiato più o meno lungo la Strada Maestra del Falco, un varco che è stato aperto circa cinque anni fa. Siamo rimasti piuttosto vicini alla strada battuta, ma anche così, ogni volta che attraversavamo un villaggio, avevamo la fastidiosa sensazione che si traduceva nell’ssere osservati.
La storia si ripeteva in questo paese, ma arrivammo tardi e stanchi e non eravamo facilmente inquietabili, così prendemmo una stanza nella prima locanda che avevamo visto.
Consumammo uno spuntino e subito dopo l’omo di Sabbia venne a vendicarsi. La cosa successiva che venimmo a sapere era di essere stati catturati.
“Questa è la parte dove tu ci spiegherai- lentamente e chiaramente- perché ci avete trattenuti.” sussurrò Gourry nell’recchio della Guardia A da dietro. Stava torcendo il braccio di quel tizio verso la schiena e intanto io lo fissavo negli occhi.
“Non alzare la voce,- lo avvertii- se lo farai-
“Abbiate pietaaaaaaà!” singhiozzò e gridò Guardia A nel suo dolore.
Wow. E’stato facile.
Guardia B, che stava al pianoterra vicino al pozzo, rimase silente.
Gourry toccò la nuca di A con la punta del dito, premendo un poco. “Non fare il piagnucolone,” disse. Credo si sentisse imbarazzato per quel tipo. “Hey, dai. Il tuo amico non è né morto né altro, è solo svenuto, tutto qui.” spiegò con un tono riservato di solito ai bambini.
Erano patetici- senza ombra di dubbio- ma proseguimmo e li legammo giusto per essere più al sicuro. E anche perché fare dietrofront era una mossa regolare.

*****************

Era buio. Le stelle nel cielo e uno spicchio di luna fine quanto un filo erano le uniche fonti di luce. I ombre delle case degli abitati della cittadina si delinearono su uno sfondo sfocato. Non una singola luce bruciava in alcuna finestra. Ciò significava che gli abitanti dormivano da un pezzo.
“Dunque, cosa è questa storia? Cosa volevate da noi, eh?” chiesi.
“Co-cosa volevamo? La taglia, ovviamente! Voi avete una grossa taglia sulle vostre teste, lo sapete!”
Gourry ed io ci guardammo sperando che uno di noi avesse idea di cosa ciò significasse. Non ce l’vevamo.
“Identità errata,- ipotizzai- Beh, probabilmente. Sono Lina Inverse e questo-
“G-Gourry Gabruev… o qualcosa del genere.” mormorò A.
Huh?
Guardai nuovamente Gourry. Non aveva senso che avesse fatto qualcosa più di quanto avrei fatto io. Beh, ok… qualcuno poteva aver compiuto azioni malvagie a nome nostro, portando così una taglia a torreggiare sulle nostre teste a causa della nostra fama. Era solo un’potesi, ma non era qualcosa che potevamo comunque ignorare.
“Ad ogni modo, chi ha elargito la taglia?” chiese Gourry.
“I-io non ne ho idea… m-ma il mandante ha detto che il compenso verrà dato solo se sarete catturati vivi.” rispose A.
Solo se catturati vivi?
Era ancora più strano. Chi desierebbe così tanto Gourry e me da specificare che ci devono catturare vivi? In ogni caso, mi sembrava inutile interrogare ulteriormente quei pagliacci.
Quindi cambiai argomento: “Avete preso le nostre spade. Dove sono?”
“La- uhm- casa del capovillaggio… è l-lì che le abbiamo lasciate, comunque. Credo siano ancora lì.”
La paura lo aveva addolcito e ora il nostro uomo stava cercando di diventare loquace.
“Grandioso. Allora dove è la casa del capovillaggio?”
Non esitò a rispondere. Ora, se fossero stati veri cattivi, avrebbe appena messo in pericolo la vita del suo capovillaggio. Almeno ora sapevamo con che genere di uomo avevamo a che fare. Era debole contro la forza, forte verso i deboli, e interessato unicamente alla propria pelle su quella di tutti gli altri.
Affascinante…
D’accordo, grazie allora. Ci sei stato di grande aiuto, bocca larga. Gourry, andiamo.”
“Va bene.” Nel momento in cui Gourry rilasciò la giovane guardia, gli diede un colpo rapido sulla nuca con la punta del dito. Era una mossa speciale abbastanza efficace da mandarlo al tappeto.
Sogni d’oro, idiota.
Lasciando gli altri due forse-molestatori indietro, seguimmo le loro indicazioni verso la casa del capovillaggio.
“Fai piano,- dissi a Gourry mentre ci avvicinavamo alla casa.
“Non potrei alzare la voce anche se provassi.” sussurrò Gourry, rabbrividendo un poco. Penetrare in una proprietà altrui lo metteva sempre a disagio.
Da parte sua, il vecchio non sembrò sorpreso di avere degli ospiti. Si mise facilmente a sedere nel letto, la lampada faceva luce in un lato di oscurità.
“Ah, si. Siete voi.” disse, suonando come se ci stesse aspettando.
Eravamo sinceramente sorpresi da questo, a dire la verità.
“Noi… noi siamo venuti per le nostre spade.”
Il vecchie annui lentamente e con grazia ignorò il mio balbettio. “Sono dentro quell’rmadio nel ripiano in alto,- disse- prendetele e andate.”
Gourry cercò nell’rmadio (per forza, non ci sarei arrivata se avessi provato) e trovò le nostre spade proprio dove dovevano essere.
“Ma… perché?” fu tutto ciò che pensai di chiedere.
“Dopo aver sentito del vostro arrivo, ho ordinato che vi fosse portato il pasto e foste disarmati e presi in custodia. Comunque, osservandovi dormire, non ho potuto fare a meno di chiedermi se non ci fosse stato un errore.”
Grandi menti che pensano nello stesso modo, vecchio.
“Non avete l’ura da malvagi. Anche se è vero, ovviamente, che in questo mondo esistono persone che possono compiere grandi malvagità e apparire innocenti, hanno nell’ura qualcosa che indica il non dover essere creduti.” Il vecchio scosse il capo. “Voi non l’vete.”
“Puoi aprire la scrivania sotto il ripiano dove erano le spade, per favore?” chiese a Gourry, “Sì, quello. Puoi farlo, vero? Ora, prendi i fogli che troverai li dentro.”
Gourry fece come gli era stato detto e poi girò la lampada in modo che potesse avere una visione più chiara dei fogli.
“E’… è…” Gourry ed io eravamo increduli. Il documento che avevamo preso era un manifesto da ricercati- di noi! Ancora peggio, la ricompensa che era stata offerta per tre persone era dieci volte più alta di quanto ti aspetteresti per cinque persone.
Se avessimo ucciso un reso, non avremmo avuto così tanto sulle nostre teste!
E soprattutto non vi era alcun dubbio riguardo le nostre identità, erano inclusi i nostri ritratti- ovviamente disegnati in modo da renderci come se avessimo ucciso dei cuccioli a sangue freddo e avessimo perfino provato piacere nella caccia. Ma a parte le nostre espressioni ripugnanti, si trattava definitivamente delle nostre facce. E sotto di loro, i nostri nomi: Lina Inverse e Gourry Gabriev.
Uh…
Ciò che davvero mi sorprese, comunque, fu la terza persona ricercata. Noi tre eravamo stati coinvolti assieme in un solo incidente…
Aspetta, ciò non significherà… potrebbe essere?
“Hey Lina, questo tizio…” Gourry indicò la terza faccia sul manifesto. “Posso giurare di averlo già visto da qualche parte.”
Sveglio per essere uno zombie, eh?
“Gourry, come diavolo puoi dimenticarti di una faccia come quella?!” ero sinceramente scettica.
“La taglia era un problema.- ci interruppe il capovillaggio- Per quella somma, l’ntero villaggio potrebbe vivere nel lusso per un anno intero. Come potrei dire ai miei cittadini ‘ospetto che questi delinquenti siano innocenti’”
Non sarebbe finita bene. Riuscivo a cogliere il punto.
“C’è qualcos’ltro che dovreste sapere: la taglia è stata offerta da un uomo che… beh, anche se non lo conosco di persona, è un uomo di nobile reputazione.”
“Allora sai chi ha messo questa taglia?!” non potevo aspettare oltre per saperlo.
“E’uno dei più grandi saggi di questa epoca,- annuì il capovillaggio- il Saggio Vagabondo, Rezo il Monaco Rosso. Sicuramente ne avete sentito parlare, vero?”
Oh. Ti. Prego.
La mia mascella ciondolava aperta, e non vi era alcun modo che potessi spiegarglielo.
Anche se avessi avuto la volontà di ripetere il tutto- e non ne avevo- spiegargli l’ntera vicenda sarebbe stato troppo lungo. D’ltro canto, se l’vessi sentito detto da qualcun altro, non ci avrei creduto.
Ecco la versione breve:
Due mesi fa- circa il momento in cui Gourry e io ci incontrammo- un certo artefatto giunse alle mie mani e un certo gruppo di felloni ci avevano messo gli occhi sopra.
Il gruppo sopra menzionato era capitanato da un uomo che portava il nome del grande saggio Rezo il Monaco Rosso, e dal suo braccio destro, Zelgadiss lo spadaccino infuso di magia.
(Non c’ra dubbio nella mia mente che la terza persona sul manifesto di ricercati era Zelgadiss, comunque.)
Dopo svariate battaglie, Zelgadiss tradì Rezo, ma l’rtefatto finì nelle mani di Rezo.
Il Monaco Rosso lo usò per trasformarsi in un mazoku apocalittico. Certo, sapete- cos’ltro avrebbe potuto fare?
Ma, in una violenta battaglia che ci avrebbe quasi sconfitti tutti- e quindi anche il resto del mondo- Gourry, Zelgadiss e io riuscimmo finalmente a distruggere il Mazoku. Dunque, riassumendo ancora la lunga storia: Rezo non poteva essere vivo. E visto che le persone morte non possono pagare ricompense, il mandante doveva essere un falso.
“beh, questo mandante non è più valido.- dissi- Il Monaco Rosso è passato a miglior vita due mesi fa.” Ovviamente, non aggiunsi che noi lo avevamo sconfitto. Questo avrebbe causato più problemi dato che la natura di Rezo era ancora sconosciuta alla normale popolazione. Molti credevano che lui fosse un uomo giusto (se non al limite del santo).
“Due mesi fa?” il vecchio mi lanciò un’cchiata dubbiosa. “Questo mandato è stato compilato solo una settimana fa. La taglia stessa sembra essere stata dichiarata solo una settimana prima a questa. Probabilmente ci sono stati degli errori.”
Due settimane? Gourry ed io ci guardammo l’n l’ltro. Non può essere… vero?
“Beh, allora lei sa dove si trova questo Monaco Rosso al momento?” chiesi, chiedendomi se stessimo avendo a che fare con un impostore.
“Non lo so.- il vecchio scosse il capo- Comunque se siete veramente innocenti, andare a ovest della città di Crimson. Potete chiedere là per altri dettagli, dato che è il luogo dove verrebbe pagata la taglia. E’nella città di Crimson che potrete trovare il Monaco Rosso e risolvere questa… incomprensione.”
Stavo iniziando a dubitare che fosse veramente incomprensione, ma annuii comunque.
“Una incomprensione da vita a una tale tristezza…” mormorò il vecchio, sospirando pesantemente mentre ci allontanavamo.
Povero vecchio. Mi chiedo chi sta ricordando. Ma non avevamo tempo di pensare al cuore spezzato del capovillaggio.
“Grazie, signore.” disse gentilmente Gourry. Ovviamente, il vecchio gli aveva fatto una buona impressione.
“Non desideriamo essere più un fastidio per voi,- dissi chinandomi lievemente- quindi se vuole scusarci.”
“Certamente.” annuì il vecchio.
E con questo, Gourry ed io ci incamminammo verso la città di Crimson.

**************************

Dal momento in cui lasciammo l’ccampamento il giorno successivo, eravamo già famigerati. Eravamo rimasti svegli per buona parte della notte, mettendo più distanza possibile tra noi e i nostri precedente aguzzini prima di chiudere nuovamente gli occhi. Continuammo a muoverci mentre consumavamo una tarda colazione.
“Quindi di cosa pensi si tratti tutto ciò?- chiesi- Intendo, non ho nulla di concreto da offrirti. Ma se tu hai qualche idea…”
“Intendi riguardo Rezo il Monaco Rosso ancora vivo?”
Annuii.
“Beh, ci sono un paio di cose possibili.” disse Gourry con le braccia incrociate.
Lo seguii un po’distante per lasciargli tempo di comporre i suoi pensieri. La strada principale ricoperta di pietre si distendeva davanti a noi più lontano di quanto potessimo vedere. Le cime delle montagne ricoperte di verde si innalzavano all’rizzonte. Una gentile brezza spirò attraverso i campi erbosi. Potevo sentire gli uccelli cantare da qualche parte nelle vicinanze.
Uhm… pronto?
“Gourry… non ci avrai pensato su per tutto questo tempo, vero?”
“No.” sorrise radiosamente grattandosi la guancia.
No?!
“Se non penserai mai a nulla, il tuo cervello si trasformerà in salsa tartara!” gridai, per ragioni che, confronto a voi, per me non avevano più alcun senso.
“Uh? Cosa è la salsa tartara?” chiese Gourry, mancando completamente il punto della situazione.
Gli zombie ti stanno prendendo, Gourry. Grrrr.
“E’vero che ci sono diverse ovvie possibilità.” proseguii ignorando la questione. “Una è che avrebbe più senso se il Rezo che ha richiesto la taglia fosse un impostore. Qualche suo tirapiedi potrebbe aver usato il suo nome per cercare di vendicarsi di noi per aver ucciso il suo padrone. Questa è in cima alla mia lista delle possibilità, comunque.”
“Certamente, se fosse questo il caso, solo citare i nostri nomi non sarebbe stato abbastanza: un vendicatore vorrebbe distruggerci con le sue proprie mani- e questo potrebbe spiegare perché il manifesto specifica che dovevamo essere consegnati vivi.
“Un’ltra possibilità è semplice incompetenza. Ci fu un distacco di diversi giorni tra il momento in cui Zelgadiss ed io scappammo e quando ti incontrammo di nuovo, quindi Rezo potrebbe aver detto a un suo sottoposto di mettere una taglia su di noi in quel periodo. E allora per qualche ragione- probabilmente burocrazia governativa- non sono stata messa in lista se non due mesi più tardi.-
“No, non va bene. Non ci sarebbe alcuna ragione di volerci catturare vivi così…” pensai ad alta voce.
“C’è ancora una possibilità.” disse Gourry, suonando spaventosamente serio.
Lo guardai negli occhi e sapevo cosa intendeva. C’era ancora una possibilità, la mia spiegazione meno preferita…
Rezo il Monaco Rosso è vivo.” mormorai a bassa voce osservando il cielo blu sgombro dalle nuvole. “Se così fosse… questa volta non vinceremo.”


*****************************

Nonostante il mio ribollente desiderio di massacrare Signor Sono-molto-fighetto per vendicarmi di averci fatto sorbire il suo noioso pappine di “vi” e “voi” e “il vostro”, noi non eravamo assassini dopotutto, quindi lui e il suo sdolcinato gruppetto avevano il permesso di vivere.
Ciò non significava che non avrei ricoperto i loro corpi di polvere, comunque. Una ragazza dovrò pur divertirsi.
Sin dal momento in cui avevamo lasciato il villaggio, più gruppi di “eroi” cercarono di darci il loro “giudizio” ogni giorno. Ed erano solo sei giorni di cammino per la città di Crimson! Secondo un mio rapido calcolo, se il numero di eroi avrebbe continuato ad aumentare al medesimo modo, avremmo dovuto affrontare trecento gruppi di uomini fino al giorno del nostro arrivo.
Questo faceva schifo.
Feci del mio meglio per non pensarci. Mi sentivo tetra quanto un demone.
“Codesto è il nostro destino; noi, gli Otto Cavalieri Argentati del Ducato di Lenos?”
Questo cavaliere non sa quando tenere la bocca chiusa.
Pensavano ancora che eravamo i cattivi- nonostante ci fossimo andati piano con loro! Se fossimo stati davvero dei delinquenti, avrebbero incrociato degli incantesimi di attacco più seri, e sarebbe stato davvero peggio, ma per loro non sembrava fare molta differenza.
Cercai di tenere alto il mio spirito dandomi dei colpetti sulla schiena.
Congratulazioni, Lina! Ancora una volta, hai dimostrato il giusto livello di pietà così da non ucciderli tutti. Ciò include morti accidentali e gravi ferite. Si, tu! Lina la misericordiosa!
Non ridete. Abbiamo un detto dalle mie parti: a volte mostrare compassione è necessario per smuovere un sasso. Ed è vero! Sapete, ci sono un sacco di persone potenti e avventate in giro per questo mondo che non lo capiscono. Io- uh- devo averci messo un sacco per capirlo.
(Forse questo è un buon momento per menzionare che mia sorella maggiore è un po’più calma di me e… no, forse non dovrei parlarvene. Non sono sicura di come reagirebbe a leggere di queste cose. Fa niente. Non c’è niente da leggere qui.)
“Guardate, ahimè! Se solo ci fossimo incontrati dieci anni fa, delinquenti…”
Lanciai uno sguardo al piccolo cagnolino ringhiante e richiami un incantesimo, Bomb Split!
KA-BOOM!
“Dyaaaah!” gridarono i sette cavalieri mentre venivano travolti dal mio incantesimo pieno di compassione.
Uh? Non erano otto? Beh, va bene in ogni modo, davvero.
“Lina, stavo pensando… conosci il significato della parola misericordia?” Gourry mi guardò come se avessi appena schiaffeggiato la sua mamma.
“Certo che lo conosco! Se non avessi appena mostrato misericordia, l’nica cosa che sarebbe rimasta di quei sette- errr, otto?- sarebbero stati pezzi di armatura in fiamme!”
“Beh, certo, sono ancora vivi ma…” la voce di Gourry scemò mentre osservava, con occhi ematici, i cavalieri dimenarsi per terra.
Stavano gridando frasi mezze incomprensibili tipo “Non siamo pronti!” e “Non ancora! Non qui!” e “Tenete duro, compagni! Non morite!” prima di cozzare senza grazia per terra. Alcuni di loro perfino rimbalzarono.
Già, ok, forse ho esagerato un pochetto.
“Sai, loro non sono cattivi.- mi ricordò Gourry. Sembrava stanco.- Potresti magari…”
Emisi un suono di disapprovazione e scossi un dito in suo direzione. “Hey, sto usando incantesimi di attacco medi, ok?”
Gourry rilasciò un lungo sospiro.
Non parlammo molto per il resto della notte.

***************

Non mi ero rilassata a causa del mio attorcigliarmi e voltarmi, incapace di chiudere occhio.
Fortunatamente, pur fuggendo dalla legge, riuscimmo a infilarci in una grande città, prendere ciò di cui avevamo bisogno e alloggiare in una delle varie locande.
Ma ancora, per qualche ragione, avevo un lieve dolore al petto. La sensazione si era fatta più forte negli ultimi giorni, più notevole ogni volta che ci trovavamo in una locanda. Riuscivo a dormire pochissimo, di notte o di giorno.
Nel mio cuore dei cuori, avevo capito la causa.
Pensavo a Gourry, che probabilmente stava ancora dormendo nella stanza accanto. Era la prima volta che provavo quel sentimento da quando ci eravamo incontrati.
Forse è ancora sveglio?
Il dolore nel mio petto crebbe quando pensai a lui.
Sigh…
Rinunciai al dormire e scesi dal letto. Con calma, accarezzai il freddo e fine muro che separava le nostre stanze. Stava dormendo per forza. Premetti il mio orecchio contro la superficie, ma non riuscivo a sentire il suo respiro.
Probabilmente sta dormendo della grossa, quindi…
Sleeping!” ero così eccitata che lo dissi ad alta voce. Perché non ci avevo pensato prima?
Con questo, lancia il mio incantesimo attraverso il muro. Nemmeno il lamento di una banshee o il ruggito di un drago lo avrebbero svegliato sino al mattino successivo.
Benissimo!!
Completamente soddisfatta, sorrisi e iniziai a vestirmi: tunica bianca, pantaloni neri- fatto! Bandana sulla fronte, stivali, guanti lunghi- fatto! Spallacci in squame di drago e il mio mantello nero morte-nella-notte, più la mia spada corta al fianco- fatto, fatto e fatto!
Armatura completa!
Eh eheh… eh eheheh…
Un ghigno si allargò sul mio viso. Questo mi avrebbe curata dal dolore al petto!
Sì! Proprio così!
Sin da quando incontrai Gourry, non trovai più il tempo per cacciare i banditi. Stavo rinnegando la mia vera natura! E detto in maniera semplice, non riuscivo più a sopportarlo. Come avrebbe detto uno di quei cavalieri, è un giorno terribile se sei un bandito.
Terminai di vestirmi e procedetti verso la sala da pranzo dove alcuni degli altri ospiti stavano scambiando dicerie riguardo a gruppi di banditi che operavano lì vicino. Sembrava non fossi l’nica ad essere così impaziente.
Riuscii a farmi una vaga idea del dove si trovasse il covo dei banditi, basandomi su ciò che avevo sentito alla locanda.
Solo un folle fuggirebbe e si perderebbe lungo la via.
Mi intrufolai nella foresta sotto la copertura della notte e corsi lungo ciò che sembrava un percorso ad ostacoli più che una strada. Non c’ra dubbio, comunque; ero sulla giusta strada.
Da lontano, si potevano vedere fiamme arancio e rosso provenire da alcune rovine.
Un accampamento di banditi!
Vi era un certo numero di loro radunati attorno al fuoco. Erano armati con scimitarre e vestivano con tuniche nere. Stavano bevendo, e di tanto in tanto uno di loro vomitava.
Dei banditi ubriachi che si esibiscono attorno a un fuoco… carino e originale, ragazzi.
Nessuno dubbio che vi fossero guardie appostate non lontano dal fuoco. Le rovine dietro di loro sembravano essere il loro fortino.
Sarebbe stato divertente caricarli da davanti e farli saltare tutti in aria, ma usare il mio incantesimo più potente avrebbe distrutto le rovine e- ecco la parte importante- avrebbe sotterrato qualsiasi tesoro all’nterno, lasciandolo fuori portata. Quindi la sfida era attirarli al fuori.
Mi tolsi gli spallacci e la spada corta, legandoli meticolosamente nel mio mantello. Tenendoli in entrambe le mani con devozione che poteva essere definita religiosa.
Tornai sui miei passi. Poi, prendendo un profondo respiro…
“Aiutatemiiii!” urlai con tutto il fiato dei miei polmoni e corsi più in fretta possibile.
Quando tutti gli occhi si posarono su di me, eseguii uno spettacolare capitombolo, finendo dritta tra le loro guardie. Non lasciai mai il mio mantello affagottato- ovviamente.
“Aiuto… vi prego… aiutatemi!” singhiozzai, poggiandomi al bandito più vicino e respirando affannosamente.
Sembrava la cosa giusta da fare.
“H-hey dai! Cosa è successo?” chiese il bandito a cui mi ero aggrappata. Erano tutti perplessi.
Bene.
“Sta arrivando! Lui è- vi prego! Devo fuggire! Mi ucciderà! Mi ucciderà sicuramente, so che lo farà!” sputai fuori frasi senza senso e frammentate più velocemente possibile per far colpo su di loro.
Le guardie si guardarono cercando di decidere sul da farsi. Non erano un gruppetto molto risoluto. Finalmente, uno di loro urlò “Vado a dare un’cchiata in giro!” e corse nella foresta.
Ero aggrappata al braccio dell’omo più vicino, tremando debolmente e mormorando parole piuttosto incomprensibili per le persone normali.
Diciamolo, stavo richiamando un incantesimo di attacco veloce, Mega Brand.
BOOM! Un’splosione vicina creò uno spettacolare ruggito nell’ria.
“Cosa diav-?!” il gruppo cadde in panico.
“E’lui! E’qui!” urlai, indicando tra gli alberi.
“Dove?!” urlò qualcuno.
“Chi c’è là?!” un altro si aggiunse al coro.
Con calma, iniziai il mio incantesimo successivo.
“Cosa sta succedendo qui?!” chiese un tizio che pareva il capo dei banditi. Un momento più tardi, il resto del gruppo all’nterno delle rovine uscì per indagare sul subbuglio.
Continuai il mio portare scompiglio con l’ncantesimo Vice Flare.
GA-GA-GAB-SHOOOON! Il fuoco si sparse ovunque, sparpagliandosi verso le bottiglie di alcol e causando più esplosioni.
Bene.
“Cosa diavolo-?!”
“Dannazione che…!”
Era una caos bellissimo. Non avendo idea di cosa stesse succedendo, i banditi si riversarono nella foresta. Alcuni avevano intenzione di scappare, altri di combattere, ma nessuno di loro ricordò di doversi raggruppare e proteggere il bottino.
Quindi… tutto ciò che avevano era mio. Corretto e quadrato. Tu scappi, tu perdi, perdenti.
Dentro alle rovine vi era davvero una vera cesta del tesoro. Era piuttosto piena, quasi come quelle che ti aspetteresti dalla gilda dei mercanti.
Eeeeh eeeh, c’ra più di quanto avevo sperato!
Più della metà dei banditi erano stati massacrati nel processo per creare il grosso scompiglio che avrebbe portato gli altri a scappare. Quindi mi sentivo abbastanza sicura di curiosare in giro. Allargai il mio mantello e iniziai tirando una corda di canapa dall’sterno di una tasca. Facendo scorrere la corda alla punta e unendo le estremità assieme così…
Voilà! Un semplice zainetto!
Poi era solo un problema di scelta di quale e quanto prendere. Infilare tutto ciò che era di valore nel sacco lo avrebbe reso pesante e la corda si sarebbe spezzata. Se fossi stata avida, avrei poi perso tutto! Quindi, cercai gli artefatti con il più alto valore per oncia- cose come gioielli preziosi, qualcosa con valore artistico, oggetti magici…
Stavo cercando tra le macerie quando una voce arrabbiata mi richiamò alle spalle “Hey! Cosa stai facendo qui?!”
Ahiahi!
Ero quasi saltata via dalla pelle per lo spavento.
Se l’vversario fosse stato un semplice bandito, allora un incantesimo di attacco avrebbe segnato l-a f-i-n-e. Comunque, mi voltai molto, molto lentamente e il viso che vidi, tristemente, era quello che avevo temuto.
“Oh, hey! Ehm, ciao! Che piacevole sorpresa vederti, Gourry! Cosa ti ha portato da queste parti?” mi portai una mano sulla bocca mostrandomi incredibilmente sorpresa. Sbattei anche moltissimo le palpebre. Quello aiuta sempre.
“Cosa io sto facendo qui?” disse, non cascando nel mio tranello nemmeno per un minuto. “Sto cercando di capire cosa stai facendo.”
“Mi hai beccata? Teh eheh. Ecco, è un s-e-g-r-e-t-o.”
“Finiscila, Lina.”
Gulp… se non aveva funzionato…
Protesi in avanti il petto e dichiarai orgogliosamente “Sto cacciando i banditi.”
“Sono serio! Finiscila con questa farsa, Lina.”
Anche io sono seria! Cosa dovrei dire altrimenti?
“Non importa!- sospirai- Andiamocene di qua.”
Mormorando, Gourry mi prese la mano e iniziò a trascinarmi al suo seguito camminando.
“H-hey dai! Aspetta! Il mio tesoro!” protestai. Non si stava fermando. “Avanti! Stai esagerando un poco, non credi?!”
Gourry continuò a trascinarmi lungo la via di ritorno nella foresta.
“Su cosa sto esagerando?” sibilò. guardandomi ma senza fermarsi.
Uh-oh. Era seriamente arrabbiato.
“Scappare nella foresta- da sola- nel bel mezzo della notte! Diamine, Lina! A cosa stavi pensando! Ci hai pensato almeno?!”
“Stavo pianificando un futuro radioso.- risposi impassibile- Ad ogni modo, cosa c’è di male nel cacciare banditi? Loro sono dei miserabili che vivono rubando ad altra gente! Se gli lascio fare come credono, chi può dire chi deruberanno la prossima volta, che scompiglio creerebbero! Hey- sto eseguendo un servizio pubblico, dannazione!”
“Oh, certo, ok- quindi ciò non ha nulla a che fare con il prendere il loro tesoro?” si lasciò sfuggire un pesante sospiro.
“Cosa dovrei fare, lasciarlo lì a marcire? Non sappiamo chi è il vero proprietario, quindi non è che possiamo riportarlo indietro. Se lo lascio lì, probabilmente qualche amministratore di governo ci metterebbe le mani sopra, e farebbe solo del male a quella roba. Almeno se lo prendo e lo spendo io, promuoverei l’conomia locale.” supplicai.
“Ti sei sentita?”
“Non dovresti essere a dormire?!” gridai, esasperata. Non chiesi come aveva evitato il mio incantesimo per farlo addormentare. Oh, certo che no. Mica ero una suicida?
“Beh, stavo dormendo, ma mi sono poi svegliato e sono andato al bagno. Ho sentito dei suoni provenire dalla tua stanza e poi sono tornato nella mia stanza. Ti ho vista alla finestra. Sembrava stessi usando una sorta di incantesimo per levitare per raggiungere il terreno. Poi sei corsa via!”
Ah. Allora è andata così. Ciò spiegava perché non l’vevo sentito respirare.
Uhmpf. Stupida fortuna.
“Ad ogni modo…” una voce dall’scurità ci gelò sul posto.
Chi aveva parlato?
Osservai e ascoltai attentamente. Gli insetti ronzavano lievemente in lontananza. La luce delle stelle filtrava dolcemente tra il fogliame. Non riuscivo a vedere o sentire nulla di strano.
“Come siete stati?” continuò la voce con nonchalance. Giungeva dal profondo della selva.
La mano di Gourry si portò all’mpugnatura della spada.
“Vedo che alcune cose non sono cambiate. Non siete così scaltri, sapete.” Questa volta sembrava provenire dritto dritto dalle nostre spalle.
Impossibile.
Non percepivamo alcuna presenza. Entrambi ci voltammo, agitati. Eravamo in svantaggio.
Un figura rossa emerse dall’scurità… un prete solitario vestito di una tunica rossa come il sangue. Il suo mantello svolazzava morbidamente nel vento. Era incappucciato, ma potevo vedere che entrambi gli occhi erano completamente chiusi. Perfino con il volto così bardato, lui era chiaramente…
“Rezo il Monaco Rosso.” mormorai fissandolo, completamente confusa.
“E’da un pezzo, non è vero? Sembra stiate entrambi bene, considerando…- disse. Non vi era espressione sul suo volto.- Considerando quanto stanchi dobbiate essere. Attaccati dagli assassini giorno e notte. Dev’ssere difficile.”
“Già. Qualcuno ha messo un premio sulle nostre teste.” Mentre parlavo, realizzai qualcosa: anche se la forma di Rezo era proprio davanti a noi, non riuscivo a percepire la sua presenza.
In queste circostanze, perfino lui non sarebbe in grado di sigillare la propria aura.
“Un premio? Ah, giusto, preferisco pensare a quelle taglie come i miei inviti scritti. In questo momento, risiedo a casa del Grande Monaco di Sairaag.”
Sairaag…
Sairaag era una città a circa cinque giorni verso nord. Nonostante fosse principalmente conosciuta come una città di magia, era anche conosciuta come la Città dei Fantasmi per un periodo dopo la distruzione della Bestia Demoniaca Zanaffar un centinaio di anni prima. L’lbero, piantato dall’roe che aveva distrutto Zanaffar, crebbe enormemente e divenne il simbolo della città. Ella stessa era sbocciata. Ma stiamo divagando. Come poteva Rezo essere sia davanti a noi che a Sairaag?
“Visione.” bisbigliai il nome dell’ncantesimo che era stato usato per proiettare l’mmagine di qualcuno attraverso una davvero grande distanza, rendendo possibile comunicare a diverse miglia; era un incantesimo piuttosto comodo.
Il punto è che, Visione richiede un terminale- che può essere un altro mago- al capo della trasmissione. In altre parole, doveva esserci un mago sotto il comando di Rezo.
“Quindi stai cercando di farci venire a Sairaag, uh?” disse Gourry.
“Venite, o non venite- replicò il Monaco Rosso- La scelta è vostra. Comunque, se non verrete, continuerete semplicemente la vostra vita di fuggiaschi.”
Semplicemente, dice lui!- non potevo trattenermi dal ridere, amaramente- Non so Gourry, ma non sarebbe così semplice per me.”
“Nemmeno per me.” borbottò Gourry.
“Attenderò la vostra compagnia, allora. Non vedo l’ra giunga il giorno in cui potremmo considerare questo problema risolto.” e con ciò la sua forma svanì.
Gourry mi guardò in cerca di una spiegazione.
“Una trasmissione.” spiegai. La mia voce suonò grave, ne sono sicura.
“Ma certo, era trasmesso!” un’ltra voce parlò alle nostre spalle.
Ci voltammo ancora una volta, agitati, nonostante questa volta la presenza non era elusiva o perfino difficile da localizzare.
Ci trovammo davanti a un’nica figura, un uomo di media corporatura con indosso un mantello nero e cappuccio, tipiche vesti da mago.
Quel mago doveva essere il terminale- che si era nascosto lì sin dall’nizio, trasmettendo il discorso di Rezo, proprio come avevo sospettato.
Lanciai un’cchiata all’omo. Potevo affermare dai suoi occhi che fosse un’muncolo scadente.
“Come è che uno come te è il sottoposto di Rezo?” lo sfidai.
“Piantala di blaterare, ragazzina.- urlò, poi rise- Il grande Rezo non deve preoccuparsi dei tuoi gusti. Il mio nome è Vrumugun, e come richiesto dal mio signore, sono qui per sbarazzarmi di voi!”
Ora, aspetta un minuto.
Dopo che Rezo aveva fatto tutto quel trambusto per invitarci a Sairaag, il suo sottoposto stava per ignorare completamente i desideri del suo padrone?! Non è che era tutto così improvviso; era improvviso e stupido.
Quel tizio è stupido. I tizi stupidi sono problemi.
“Levati dai piedi, genio,- dissi, sventolando la mia mano verso di lui per invitarlo ad andarsene- E’grandioso che tu sia riuscito a trovarci e tutto il resto- complimenti- ma “sbarazzarti di noi” è un bel po’più sopra le tue capacità.”
“Ti ringrazio per le gentili congratulazioni, ma non è stato difficile trovarvi, sapete. Come una bambina, sembri incapace di girare per un giorno o due senza provocare qualche trambusto. Le tue pagliacciate qui fuori sono state una sorta di faro.”
Oh, scusatemi? Mi ha per caso chiamata bambina?
“Dici che le mie capacità sono insufficienti.- urlò- Testiamo la tua teoria!” e detto ciò, la sua mano destra andò dietro la sua schiena. Un momento dopo…
“Gah!” mi gettai in avanti, schivando un oggetto nero che si dirigeva verso la mia testa.
Con un suono sordo, il tronco dell’lbero proprio dietro di me- che era circa spesso due volte le braccia di Gourry- si divise in due.
“Una frusta di catene?!” Gourry identificò immediatamente l’rma.
Come suggerisce il nome, una frusta di catene è un aggeggio poco elegante composto da una catena e un piccolo peso attaccato alla sua punta. Come appena dimostrato, è potente, ma nelle mani di un dilettante, era molto più pericolosa per l’tilizzatore che una lama.
Vrumugun iniziò a richiamare un incantesimo ed eseguì una serie di attacchi con la frusta di catene.
Il ritmo di quell’ncantesimo… lo riconosco! Fireball?!
Fireball è un incantesimo di attacco che rilascia una sfera di luce, la quale esplode all’mpatto, sprigionando fiamme nell’rea circostante indiscriminatamente.
A che diavolo stava pensando quel tizio, usare una fireball nel mezzo di una foresta?! Se le fiamme fossero andate fuori controllo, sarebbe stato sul menù del suo stesso barbecue.
Grrr! Idiota! Incompetente! Senza speranza!
Iniziai a recitare un contrattacco.
“Fireball!” gridò, e una sfera di luce cremisi si formò dalla mano sinistra di Vrumugun.
“Freeze Bullet!” contrattaccai.
Entrambi rilasciammo le nostre sfere e si scontrarono esattamente a metà strada.
Shhhhrrreeeep! Ci fu un grande rumore come qualcosa che si stava strappando, poi… niente.
“Cosa?! Che hai fatto?” piagnucolò Vrumugun come un bambino.
Chi è il bambino adesso, uh?
Gli effetti degli incantesimi erano stati reciprocamente annullati, un piccolo trucco che avevo scoperto per errore mentre lavoravo a un incarico con un’ltra maga.
Lasciatemi un attimo per assicurarmi che abbiate capito che richiamare un incantesimo di elemento opposto non ha un effetto garantito come questo. Dipendendo da come li mischi, il potere del primo incantesimo può essere invece amplificato. Diciamo, solo mischiando una Fireball e un Freeze Bullet alla vecchia maniera potrebbe finire col creare una terrificante Fireball. Nonostante la ricerca sugli effetti della combinazioni di vari incantesimi sia un campo interessante, è uno studio fin troppo vasto per un’nica persona, perfino per una maga-genio come me. La maga con cui avevo lavorato su questo argomento se ne era andata per conto suo un po’prima che incontrassi Gourry. Ad ogni modo, è un’rea di ricerca specializzata, e svariati maghi non ne sanno molto. Vrumugun, per esempio, era senza speranza.
Era rimasto così sconvolto che, di fatto, stava semplicemente in piedi senza muoversi.
Gourry approfittò di questa distrazione e tirò via la frusta dalla mano di Vrumugun e la lanciò in aria.
“Che tu sia dannato!” gridò Vrumugun e scappò nel pieno panico. Gourry lo inseguì.
Iniziai a richiamare il mio incantesimo successivo.
Il mago tentò di agguantare qualcosa dalla sua schiena, ma Gourry lo fermò con un calcio al plesso solare.
“Guh!” il corpo del mago si piegò nell’rlo. Poi lo finii.
“Elmekia Lance!” urlai, e Vrumugun collassò definitivamente.
Elmekia Lanca danneggia la mente del nemico. Usato alla massima potenza su un essere umano, l’ncantesimo debilita enormemente l’ntelletto della vittima, spesso causando un arresto simile a un coma o un sonno molto profondo.
Ma usai l’ncantesimo al minimo del potere apposta. C’rano cose che volevo chiedere a Vrumugun, e un uomo comatoso non era adatto alle risposte volontarie.
Proprio come avevo pianificato, era disteso sulla schiena, effettivamente paralizzato. Non sarebbe stato capace di un attacco fisico o controllare un incantesimo nelle sue condizioni. Ma era ancora cosciente.
“Se non fossi stanca e infastidita, avremmo potuto provare questo centinaia di volte e sarebbe sempre finita con te davanti alla mia clemenza.- dissi, fissando direttamente il viso del mago- Questo è ciò che accade quando sopravvaluti la tua stessa forza.”
Gourry stava davanti a me, in posizione di guardia e facendo molta attenzione. Era già pronto a seppellire Vrumugun Testa di Zucca nella polvere se avesse tentato qualche mossa simpatica. Grazie al suo supporto, ho potuto concentrarmi su un interrogatorio diretto.
“Chi era quel tizio?” domandai, senza girarci troppo attorno.
Il raccapricciante sopracciglio sottile di Vrumugun si alzò con sorpresa. “Cosa intendi, chi era quello? Sono sicuro che voi conosciate Lord Rezo.”
“Noi… abbiamo distrutto… Rezo,- dissi, parlando lentamente, pronunciando ogni parola con attenzione per fargli capire- un po’più di un mese fa.”
“Che idiozia! Se l’vete fatto, allora chi era davanti a voi?”
Non lo so, ecco perché te lo sto chiedendo, idiota!” replicai.
Almeno sapevamo- per quel che importava- che questo idiota credeva di lavorare per il vero Rezo.
“Stai dicendo assurdità! Come possono novellini come voi sconfiggere lui?!” pareva sentirsi insultato.
Considerando come facilmente l’vevamo sculacciato, non aveva diritto di lamentarsi. Novellini, perfino!
“Oh davvero? In esattamente quale campo credi che pecchiamo?”
Vrumugun mi guardò dritta negli occhi e disse “Il seno.”
Non sono sicura con precisione quanto lontano l’vevo fatto volare. Lontano, ve lo assicuro. Molto, molto lontano.

*****************

Gourry ed io tornammo alla locanda proprio mentre la notte volgeva all’lba. Poi passammo ancora un’ltra giornata a camminare fianco a fianco lungo la via maestra. Ci legammo uno scialle per fingere di essere degli uomini stanchi. Avevamo carenza di sonno, ma con i nostri nemici a conoscenza della nostra posizione e della nostra direzione, era meglio darsi una mossa.
Vrumugun, comunque, terminò finalmente il suo volo e andò a sbattere contro un albero. Sicuro, avremmo potuto tagliare corto con lui da prima, ma finire un avversario completamente incapace non era proprio il mio stile.
“Dunque… cosa ne pensi, Gourry? Riguardo il ‘ezo’dell’ltra notte, intendo.” La mia domanda sembrava aver fatto breccia nel profondo dei suoi pensieri.
Non farti male così, ragazzo.
“Ad essere onesto, quella faccia… beh, non mi sembrava stessimo parlando con un completo sconosciuto, sai?”
Lo sapevo. Certamente aveva ragione. Comunque…
“Se non era lui, e non era un completo sconosciuto, ciò lascia solo una opzione, giusto?”
“Intendi… un parente di qualche sorta?”
“Ok, beh, allora due opzioni. Stavo pensando che potrebbe essere una copia di Rezo.”
Una copia?” Gourry mi guardò come se fossi ubriaca.
“Si, come un clone. Ti ricordi gli omuncoli della città di Atlas, vero?”
“Uh, credo di ricordare.- disse non convinto- No, mi dici nuovamente cosa sono?”
Ora che Gourry l’veva menzionato, mi rendo conto che non glielo avevo davvero spiegato.
“E’una persona creata artificialmente. Sono fatti con sangue umano; le loro abilità sono esattamente le stesse della persona da cui è stato preso il sangue.”
Veramente, i cloni, i golem, gli omuncoli e diversi altri uomini magici erano originariamente creati usando fluidi corporei maschili, ma nuovi metodi erano stati scoperti negli anni recenti. Molto esperimenti erano stati compiuti usando ossa di animali, distillando essenze provenienti da diverse creature e miscelate con il sangue umano in diverse porzioni.
Ad ogni modo, mettendo da parte questi particolari casi per un momento, era solo importante tener conto che un mago può creare un uomo artificiale con sangue umano e che è identico al cento per cento in apparenza e abilità all’mano da cui sono stati estratti gli elementi principali.
Come ho appena detto, gli omuncoli variano in tipo e metodo di produzione. Nonostante i maghi che sviluppano nuovi metodi possono ideare altri nomi che più garbano loro. Il sentimento prevalente de “Cosa c’è di male negli omuncoli?” era che la maggior parte delle persone si riferiva a loro con lo stesso nome.
Per complicare ulteriormente i problemi, i prodotti dei metodi antichi sono chiamati piccoli, mentre i nuovi esperimenti sono chiamati copie.
Le copie, come vengono ora chiamate, sono comunemente usate per esperimenti umani e come guardie (che vengono istruite con un certo numero di leggi sui diritti umani nei tempi recenti).
Anche se la loro apparenza e abilità non sono differenti da quelle di un normale umano, le copie non hanno volontà o memoria di loro stessi e non sono tanto differenti da un golem di carne.
“Quindi, se qualcuno usasse il mio sangue per creare uno di quelli, otterrebbe un soldato che mi combatterebbe alla pari?”
Scossi il capo.
“Le abilità di base- forza, velocità, riflessi- sarebbero certamente le stesse. Ma gli omuncoli non potrebbero competere con la tua conoscenza di spadaccino o le tattiche di battaglia. Bisogna dire che perfino un duplicato con gli esatti schemi di base non avrebbe la stessa personalità, movenze o parlantina. Gli omuncoli non hanno il beneficio dell’sperienza, quindi ci sono dei limiti. Non sono uguali all’riginale.
Anche se suppongo si potrebbe copiare la parlata di qualcuno se si era molto legato con quegli.”
“Quindi intendi che quel dilettante della scorsa notte potrebbe aver copiato quel Rezo?”
Annuii. Era una possibilità degna di nota.
“Guarda,- sospirai- non abbiamo avuto molto a che fare con Rezo per dire se quel Rezo era un impostore creato o un parente stretto. E visto che l’ncantesimo Vision è stato interrotto, non ho potuto percepire nemmeno la sua aura.”
“Ma sei piuttosto sicura si tratti di un falso?”
“Abbastanza sicura. Intendo, anche se il Rezo originale fosse vivo, non sarebbe mai più Rezo!” dissi, ricordando a Gourry della trasformazione a cui entrambi avevamo assistito.
“Già.- concordò. Non è che puoi facilmente dimenticare qualcosa come quella.- Quindi cosa dice il tuo istinto?”
“Beh, è solo un’potesi, ma penso che probabilmente uno degli scagnozzi di Rezo stia usando un facsimile del Monaco Rosso per inviare i suoi sottoposti a radunarsi a Sairaag. Probabilmente vogliono vendicare Rezo e, fallendo, infangare il nostro nome.”
Non era incredibilmente plausibile, ma era l’potesi che mi era venuta in mente.
“Uhm…” Gourry fissò nel vuoto e si grattò il mente con la mano.
“Cosa? Non sei d’ccordo?”
“Hey, mi è concessa un’pinione differente. Solo perché lo pensi tu non vuol dire sia giusto!” Gourry stava diventando isterico.
Oh davvero? Bene, allora cosa mi dici tu, genio? Niente? Proprio come pensavo.
“Bene. Ma in ogni modo, la risposta è a Sairaag.”
“Quindi immagino ci dirigeremo a Sairaag.” sospirò Gourry.
“Immagino andremo a Sairaag.” confermai.
Gourry si voltò verso la lieve luce dell’lba all’rizzonte e uno sguardo di apprensione si dipinse sul suo volto.

******************

“Glegh!”
Questo era il suono del pugno di Gourry che incontrava duramente il plesso solare di un uomo.
Castai il mio incantesimo Elmekia Lance simultaneamente, mettendo al tappeto per la conta un altro tizio.
Era il sesto gruppo di avvenenti eroi che avevamo beccato in giornata.
“Questo mi sta stufando.- disse Gourry, suonando come la noia in persona- Il sesto gruppo e non è nemmeno mezzogiorno… quante di queste ‘lleanze della Giustizia’dobbiamo ancora combattere prima di arrivare a Sairaag?”
“Forse dovremmo migliorare il nostro travestimento? Altrimenti, non avremo più forza rimanente nel momento in cui arriveremo là.”
“Suona bene, ma prima di ciò… abbiamo altra compagnia.” Gourry sembrava non sapere se sputare o piangere.
“Già, lo so.” guardai in basso verso la via maestra mentre lo dissi.
La strada svincolava su diverse vie prima di sparire dietro a una collina lievemente elevata ricoperta di pietre blu. Stando alle parole dell’ltimo locandiere che avevamo incontrato, saremmo stati in grado di avvistare la prossima città una volta giunti lì.
Notai una piccola area di foresta nella parte destra della via maestra, e alcune distese di grano. Vidi anche una catena di montagne oltre la collina in lontananza.
Mentre pensavo a quella vista, localizzai ciò che sembrava un’nica ombra nera ad entrambi i lati di un albero?
No, era un mago vestito di nero, il suo cappuccio calato sugli occhi.
“D’ccordo, vieni fuori, chiunque tu sia!” lo chiamai, poi mi incamminai in sua direzione con un grugno in volta che era probabilmente descrivibile accuratamente come “un’ria di disperazione”.
“Te lo devo per l’ltra notte.” disse il mago. Aveva una voce giovane.
Eh?
L’ltra notte? Avevamo di certo combattuto un mago la notte passata, ma era da solo…
“Di certo non avete dimenticato Vrumugun così facilmente?”
“Uhm, ecco…” alzai le mie sopracciglia. Gourry, che era proprio al mio fianco, fece lo stesso.
Certo che mi ricordavo di Vrumugun. Ricordavo anche tutto l’ncontro della notte precedente. Ma la sua voce… beh, suonava diversa.
Si avvicinò e riuscii a vedere il suo volto. Era Vrumugun- sicuramente lui, non solo una somiglianza.
A parte questo, chi vorrebbe impersonare qualcuno con un nome come Vrumugun? Ad ogni modo, ci aveva seguiti?
“Capisco.” disse Vrumugun, suonando scocciato della mia risposta.
“Dannazione! Non impari mai, eh ragazzo? Sicuramente tu non hai dimenticato come ti abbiamo gonfiato il culo?”
Il viso di Vrumugun divenne un po’rosa. “Non ho dimenticato. E oggi ho portato con me un po’di aiuto. Venite!” chiamò.
Stavo per chiedergli se conosceva la frase “Tu e quale armata?” ma appena aprii la bocca per dirlo, il suo “assistente” emerse dagli alberi.
“Tu-?!” iniziai e mi fermai, la mia mascella pendeva aperta con sorpresa.















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