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1 - Sorpresi coinvolti (come al solito)

Traduzioni > Romanzi > Romanzo # 4

Romanzo 4 - La battaglia di Saillune

traduzione di Fren*chan
impaginazione e cacciatrice di errori: Ilune


Capitolo 1: Sorpresi coinvolti (come al solito)


Era una notte chiara, e l’aria era frizzante e tonificante. La luna e le stelle gettavano un etereo bagliore sulle torri del palazzo reale davanti a noi. In differenti circostanze, avreste potuto pensare che lo scenario fosse perfettamente romantico. Ma il romanticismo era il pensiero più remoto della mia mente. Ero con Gourry - non esattamente un tipo incline a rendere romantica una ragazza. E a parte questo, eravamo in missione.
Su entrambi i lati dell’enorme porta chiusa che conduceva al palazzo c’erano due torri gemelle, ciascuna sovrastata da grosse lanterne che rischiaravano sinistramente la notte.
"Dovremmo strisciare attraverso quella," Sussurrai a Gourry da dietro all’albero che ci riparava dalla strada.
"Intendi che abbiamo finito di nasconderci?" La voce di Gourry tremò nell’oscurità. Lui era lo spadaccino più letale che avessi mai incontrato, ma poteva essere anche un grande bambino per cose che mettevano addirittura un pochino di paura. Così non era una sorpresa che fosse restio all’idea di avventurarsi fuori all’aperto, o che provasse a protestare in un completamente vano sussurro-urlo.
Oh, e giusto perché sia chiaro, io e Gourry non eravamo banditi. Non facevamo nostra la professione di entrare nelle residenze e nei palazzi per rubare gli oggetti preziosi della gente.
Comunque, lo ammetto, sono stata tentata occasionalmente.
Ma guardate, potreste essere tratti in inganno. Sbattendo tra alberi come quelli, nelle notte coperta, costituivamo sicuramente una coppia estremamente sospetta. Se i cittadini vedendoci avessero cominciato a gridare adirati, "Fermi, ladri!" colpendoci con delle pietre, sarebbe stato impossibile per noi spiegarci. E, se mi capite, avreste potuto convincervi che effettivamente ero un bandito. E dannatamente sexy se è per quello!
Dalla testa alle dita dei piedi, ero una visione in nero. Indossavo un paio di stretti pantaloni e sopra una tunica che avevo acquistato da qualche parte in uno dei miei viaggi. La tunica era impermeabile e stringeva sulle ascelle e sulle estremità, ma mi sembrava ci fosse qualcosa di attraente in quello, così dicevo a me stessa. A cingermi la vita avevo una cintura in pelle che metteva chiaramente in evidenza i miei fianchi curvilinei. E va bene, forse non erano così curvilinei, ma una ragazza può sognare, giusto? Infine, per conferire un tocco mistico all’insieme, portavo una maschera. Se solo avessi potuto vedere attraverso quelle sgangherate, piccole fessure che avevo tagliato nella maschera, avrei evitato di inciampare ed incespicare ad ogni passo che facevo attraverso gli alberi.
Io e Gourry indossavamo entrambi le nostre spade ai fianchi, giusto per accentuare l’impressione di essere una coppia di assassini che stavano provando ad intrufolarsi nel palazzo reale. Ma, hey, non mi troverete mai ad andare in missione senza le mie armi, e non importava cosa potesse pensare qualche innocente passante. Era un gioco difficile ed un’azione segreta, ma io, Lina Inverse - la più grande maga che il mondo avesse mai visto - ero pronta al pericolo!
Piuttosto, che tipo di ragazza voi pensate che io sia? Non avevo mai voluto prendere dei lavori in cui avrei dovuto uccidere e derubare delle brave persone.
Ho i miei principi, dovreste saperlo.
"Strisceremo attraverso questa strada, arrivando dove meno se lo aspettano," Ragionai con Gourry.
"E’ questo quello che pensi?" Lui scattò indietro verso di me "Il fatto che loro non se lo aspettino, non significa che non ci attenderanno con le loro lance appuntite."
"Oh, finiscila di lagnarti," gli esplosi dietro, e cominciai ad avanzare lentamente verso la strada. Gourry non si mosse da dietro all’albero. "Andiamo!!" Gli sussurrai ad alta voce, gesticolandogli di darsi una mossa. Lui protestò debolmente- c’è un non so che di divertente nel vedere Gourry, il portatore della spada di luce, comportarsi come un salame. Quando finalmente si decise a dirigersi verso di me, roteai gli occhi al cielo e furtivamente lo condussi nella strada.

"Questa città ha un aspetto peggiore di quello che avevo immaginato," Aveva detto Sylphiel con voce mite, cacciando indietro le lacrime e fissando il suo tè digestivo alla menta, mentre spostava indietro i suoi lunghi e lucenti capelli neri. Era di poco più vecchia di me e notevolmente bella. E nel suo lustro abito da sacerdotessa, sembrava veramente uno splendore.
Accidenti a lei!
Eravamo in un buco-tra-le-mura definito ristorante, in qualche stretto e lontano viottolo. Il cibo non era male, ma gli affari erano fiacchi. E questo non dipendeva dalla posizione, come voi potreste sospettare - sembrava che gli affari fossero morti in ognuna delle depresse strade dove avevamo camminato.
Questo era uno shock. Eravamo a Saillune City, dopotutto, la capitale del sacro regno di Saillune. Che era sempre stata prospera di mercanti ed artigiani, un grande centro di sapienze, cultura e musica. Ma tutto questo era cambiato negli ultimi tempi. Adesso, era nel mezzo di una completa confusione. Ma noi non avevamo fatto tutta quella strada solo per una visita turistica attraverso alla città. Eravamo la scorta di Sylphiel, e la aiutavamo a raggiungere i suoi parenti a Saillune City dopo la perdita della sua famiglia. Io e Gourry le davamo una mano a tenersi lontana dai guai, e a Saillune causare problemi era praticamente un requisito per viverci.
"Cos’è che in questa città crea una tale confusione, comunque?" Gourry si guardò attorno con aria assente. Il mio compagno di viaggio era un tipo estremamente attraente e un letale spadaccino, se mai ce n’era uno. Ma qualche volta sospettavo che della pasta di fagioli calda si fosse seduta dove avrebbe dovuto esserci il suo cervello.
"Um," Commentai, provando a non strozzarmi con la salsiccia di maiale. Più che altro avrei voluto colpirlo sulla fronte con la mia forchetta da insalata, ma resistetti. Sylphiel lottò per non strozzarsi con il suo tè alla menta, mentre sentivo i suoi occhi stringersi.
Con entrambe le mani mi premetti forte le tempie. Era tutto ciò che poteva mantenere la mia testa dall’esplodere con frustrazione.
"Aspetta un secondo," Dissi digrignando i denti "Mi stai dicendo che non hai la più pallida idea del perché la città si trovi in questo stato? Non stavi ascoltando?"
Gourry sbatté gli occhi. "Ascoltando cosa?"
"Whaa!" Esplosi "Tutto quello di cui io e Sylphiel abbiamo parlato durante l’intero viaggio! Ma dov’eri?"
"Tu davvero pensi che io perda il mio tempo ad ascoltare ogni cosa che tu dici, Lina?" Lui scosse la testa e sogghignò, chiaramente orgoglioso di quanto appena affermato.
"Chiudi quella bocca!" Non era molto energica come replica, ma era tutto quello a cui potei appellarmi considerando come svogliatamente Gourry mi avesse convinto. "E non sorridere troppo- sembri un idiota," Aggiunsi per infierire, prima di risedermi sulla sedia con un cigolio.
"Comunque," Dissi, ritornando al mio piatto " Il riassunto in breve è che c’è in atto una faida nella famiglia principale, e la città è a terra."
"Huh," replicò Gourry, addentando una rapa.
"Circa sei mesi fa," Continuai, lentamente e chiaramente per amore di Gourry, "Il re si sentiva malato. Aveva ancora i suoi poteri, ma non era fisicamente in grado di scendere dal letto, tanto meno di governare il regno. Non è certo però. Sono tutte voci di corridoio."
"Hmm," Replicò Gourry, addentando un’altra rapa.
Io ancora non ero sicura che mi stesse ascoltando.
"Così si è cominciato a discutere su chi dovesse prendere il trono alla morte del sovrano. E questo è quando tutte le agitazioni hanno cominciato ad addensarsi."
"Huh." Lui stava a quel punto masticando la sua quinta rapa.
Quello mi fece preoccupare. Non solo Gourry era un po’ lento di comprensione, ma le rape erano anche una grave causa di gas.
Se lui era intenzionato ad ignorare me in quel momento e ad appestare la locanda dopo, io ero intenzionata ad adottare un atteggiamento rude con lui. Usai anche l’ultima fibra della mia pazienza per impedirmi di spiaccicargli quella rapa sul naso. Mi piegai verso di lui, dopo avergli rivelato che quanto avevo da dirgli dopo era un segreto. Ancora assicurandomi di respirare attraverso alla bocca.
"Un gruppo di assassini- assunti da qualche abitante della città o da un membro della famiglia reale- ha cominciato ad ostacolare il primo successore reale. Da allora il successore, evidentemente informato di questo, si è allontanato dal palazzo ed è probabilmente arrotolato in posizione fetale da qualche parte nella città."
Gourry annuì solennemente con la testa. "Il risultato finale," Continuai, " E’ che adesso Saillune City brulica di tutte le specie di assassini e cospiratori desiderosi di prendere il posto sopra al trono." Risedetti indietro e tirai un lungo respiro. "Ci sei?"
Gourry mi guardava deciso, lo sguardo imperturbabile, dopodichè scosse la testa. "No, veramente."
"Ughhh!!" Gridai e mi allungai verso il collo di Gourry "Tu hai un mattone nella testa cervello di gelatina!"
"Hey!" Esclamò Gourry. "Lina, calmati adesso! Stavo scherzando! Ho capito!"
Gourry risedette indietro e sospirò. "Hey," Chiese. "Um, qual è il legame con questo primo successore, ad ogni modo?"
Contemplai il peggio e infine provai solamente a prendere un profondo respiro.
Sylphiel corrugò le sopracciglia incredula.
"Va tutto bene, Sylphiel, lasciami questo pretesto." Mi rivoltai verso Gourry e ringhiai, "Di cosa stavamo parlando?! Il primo successore reale è il primo in linea per salire al trono!"
"No, non è questo," Rispose gentilmente Gourry. "Io stavo solo domandando perché lo stiamo chiamando così. Non è primo successore reale solo un fantasioso modo di dire che lui è il principe?"
Contorto!
"Si, giusto." Disse con calma Sylphiel. I suoi occhi avevano l’aria incantata che spesso assumevano, come se stesse sognando in piedi. "Il principe di Saillune, come voi dite, si nasconde da qualche parte in questa città dagli assassini incaricati di ucciderlo. E’ piuttosto… Romantico, no?" Si sciolse nel suo mondo con un lungo sospiro.
"Jezz!" Ero circondata! Un risaputo-confuso spadaccino da una parte, e una sciocca scolaretta dall’altra. Non può una certificata, sana maga prendersi una pausa in questo mondo?!
Mi poggiai indietro, ma le gambe della sedia slittarono sotto di me, facendomi cadere sul pavimento. Così mi trovai a terra, ricoperta di foglie di insalata e fumante. La vita può essere crudele a volte, no?
"Hey Lina!" Disse Gourry, allungandosi sotto al tavolo per guardarmi. " Qual’è il problema?!"
"Che cos’è successo?" Sylphiel sbatté gli occhi.
Raccolsi un pezzo di gambero dalla mia tunica e lo sgranocchiai. Non male.
"Niente," Grugnii, masticando.
Dopo, il più calma possibile , mi tirai su dal pavimento, raddrizzando la sedia e, con un profondo respiro, mi ci risedetti sopra. Tutto quello che volevo era finire di mangiare in pace.
Decisi di non dire a Sylphiel e Gourry che avevo in effetti incontrato il primo successore reale. Era stato tempo addietro, e devo dire che quel tipo sicuramente lasciava un’impressione durevole, e non necessariamente lusinghevole. Ma non volevo far esplodere la bolla dei sogni di Sylphiel - l’avrei lasciata alle sue fantasie ancora per un po’.
"Ad ogni modo, Sylphiel," Dissi dopo un minuto. " Appena saremo sul lato sicuro, tu saprai come contattare i tuoi parenti o qual è la loro via? E comunque loro sanno che stiamo arrivando?"
"Si," Replicò Sylphiel. "Ho mandato loro un messaggio da Cannon City. A quest’ora dovrebbe essere arrivato."
Questo era sbalorditivo. Eravamo stati al ristorante tutta la sera, ma nessuno dei suoi parenti era apparso per incontrarci.
"Mi chiedo se non sono stati trattenuti?" Chiesi. "Qualche dovere dei sacerdoti, piuttosto? Che cosa pensi?"
Sylphiel prese un sorso di tè, mentre il suo viso pareva essersi oscurato. Rifletté un momento, poi aggiunse, " Ad essere sincera, ho bisogno di un lavoro. Ho bisogno di reggermi sulle mie gambe; la morte dei miei parenti mi hanno convinto di questo." Scosse la testa e bevve altro tè. "Ma guarda com’è ridotta questa città. Sarebbe già una fortuna trovare un lavoro raccogliendo i rifiuti per la strada."
"Guarda," Le feci notare in tono austero. "Potrai trovare lavoro una volta che le cose si saranno stabilizzate. Proprio adesso noi abbiamo preso il pesce più grosso da friggere."
Amo le metafore che hanno a che fare con il cibo. Sono deliziose.
Sylphiel accennò con la testa, ma tenne gli occhi bassi.
Supponevo di non averla incoraggiata più di tanto, ma almeno Gourry si era mantenuto calmo. Raccogliemmo le nostre cose, e dopo qualche minuto uscimmo fuori nella città buia.

"Là sopra," Urlò Sylphiel eccitata. "La casa con il tetto coperto di tegole marroni." Ci trovavamo in una quieta strada, sopraelevata rispetto alla città. La casa che lei ci aveva indicato era situata appena fuori dal palazzo reale, in un quartiere ricco di monumenti e residenze.
Vista l’occasione, riflettei, stavo valutando nella mia testa di essere educata.
E prima che voi possiate chiederlo, si, io potevo essere educata.
Il luogo in cui si trovava la famiglia di Sylphiel non distava molto da lì e stimai di arrivarci a breve. C’era qualcosa di veramente sconvolgente nel camminare per le vie deserte di Saillune, specialmente di notte. C’erano pochi affari e tra i più depressi in cui una città un tempo tanto rigogliosa potesse scivolare. Intendevo, la mancanza di carne fritta venduta per la strada era più che sufficiente a favorire le lacrime di una maga.
Dopo poco, eravamo davanti all’alto muro che fortificava il palazzo reale e quella che doveva essere la casa di Sylphiel. Non era molto larga - una residenza, ma piuttosto piccola avreste potuto dire - ma era ben edificata e graziosa. Proprio come me.
Sylphiel era incantata dalla vista della casa della sua famiglia. Guardò verso di noi con un’espressione tranquilla.
"Se non vi crea troppo disturbo, vorreste accompagnarmi dentro per un minuto?" Chiese a Gourry.
"Uh…Si," Mormorò lui. Non avrei potuto aspettarmi da Gourry un discorso più articolato di quello. Dopodichè lui si voltò verso di me con varie espressioni sul volto, grattandosi una guancia.
"Si, Sylphiel," Mi chiamai in causa. "Questa è una buona occasione per conoscere la tua famiglia."
Calcolai che accompagnarla dalla sua famiglia avrebbe concluso il nostro accordo: lei aveva voluto essere scortata fino a Saillune City e adesso avrebbe potuto sdebitarsi con il resto dei soldi. E quello sarebbe stato un luogo perfetto per dirsi addio ed essere sicuri che lei si trovasse bene nel suo nuovo ambiente in mezzo ad un gruppo di persone che, avrei aggiunto, a malapena conosceva.
Mi piace essere sicura che i miei clienti siano felici e soddisfatti quando il mio lavoro è finito. Come in quel caso.
Inoltre, Sylphiel aveva ancora bisogno di spiegare esattamente cos’era successo ai suoi parenti, e io immaginai che fosse meglio se io e Gourry fossimo stati là per aiutarla a chiarire i dettagli.
Gourry e io rimanemmo dietro di lei mentre bussava alla porta servendosi della maniglia a forma di testa di lupo. L’aria rimase calma e silenziosa dopo i colpi, e noi attendemmo.
"Non c’è nessuno in casa?" Chiesi infine.
Sylphiel sollevò le spalle e lentamente allungò ancora la mano verso il battente. Ma non appena fece così, avvertimmo una presenza dall’altro lato della porta. Strusciare di piedi e mormorii sommessi provenivano da dentro alla casa.
La porta cigolando si aprì in un attimo e dietro ad essa comparve il volto di un uomo di mezza età.
Avevo la sensazione che fosse invecchiato prematuramente: c’era vitalità nei suoi occhi, ma la sua faccia era solcata e delle striature bianche correvano tra i suoi capelli castani. In definitiva dava l’impressione di uomo di grande intelligenza.
I suoi occhi si posarono su Sylphiel ed egli immediatamente si illuminò.
"Ah!" Gridò. "Sylphiel!" Spalancò la porta, lanciandosi a braccia aperte a stringerla.
Lei corse nel suo abbraccio. "Da quanto tempo, nonno Gray," Strillò soffocando le lacrime.
Lo ammetto, ero un po’ commossa.
"Troppo tempo," Replicò nonno Gray con voce calma e grave. Scosse la testa e la guardò incredulo. "Oh cielo, eri una bambina l’ultima volta che ti ho visto. E adesso sei cresciuta e sei diventata veramente carina."
La guardò con entusiasmo e felicità per un momento, dopodichè realizzò che eravamo ancora fuori all’aperto.
"Oh, ma questo non è il posto per esitare," Disse, e mentre le faceva cenno di entrare, i suoi occhi si soffermarono su me e Gourry.
Sollevò una mano magra e tremolante davanti a noi. "E queste persone?" Chiese. "Chi sono?"
Non lo potevo aiutare, ma percepivo il suo sospetto.
Francamente mi irritava - dopotutto, noi avevamo appena scortato la sua cara Sylphiel fin lì, e avrei apprezzato anche un semplice grazie invece di un’occhiata circospetta.
Sylphiel incrociò le braccia e tornò verso di noi. "Questi sono la signorina Lina e il signor Gourry. Loro mi hanno salvato la vita a Sailarg e mi hanno accompagnato fin qui."
"Piacere mio," Borbottò Mr. Gray, scrutandoci con i suoi occhi stanchi e segnati.
Mr. Gray non era esattamente un tipo di bell’aspetto, ma i tempi erano così duri che avreste potuto non avere fiducia in nessuno. Pensai a quello mentre provavo a immaginarmi qualche losca attitudine di Mr. Gray.
"Sarà mio dovere ringraziarvi per il vostro disturbo," Si offrì Mr. Gray.
Risparmiami la civiltà e dammi i miei soldi.
"Non abbiamo bisogno di ringraziamenti," Dissi esitando. "E’ stato un piacere."
"Loro sono anche implicati in quanto accaduto a Sailarg," Disse Sylphiel, balbettando leggermente. "Penso che potranno spiegarti meglio tutti i dettagli."
"Vedo…" Mr. Gray annuì con uno sbuffo. I suoi occhi saettavano avanti e indietro. Certamente non sembrava affatto convinto, e stava iniziando a darmi sui nervi. "Forse domani noi potremmo organizzare qualche tipo- "
"Nonno!" Scattò Sylphiel, sollevando severamente il sopracciglio. Non stavo guardando nella sua direzione e devo dire di essere rimasta spiazzata.
"Non ci abbiamo affatto badato," Dissi agitando le braccia. "Noi stavamo giusto cercando di dire ciao e assicurarci che Sylphiel fosse a posto. Adesso prenderemo commiato e vi lasceremo."
La notizia dell’improvviso cambiamento colpì Mr. Gray. "Ah, si," Mormorò. Lui strascicò i piedi e farfugliò, cercando un modo per scusarsi. "Il fatto è che in questo momento, questo posto è un poco… uh… sgradevole. Si! C’è confusione dappertutto. Permettetemi di entrare e riordinare un po’ prima di accogliervi." balbettò in modo strano, indietreggiando.
Cos’aveva in piedi? Chi credeva di prendere in giro con tutte quelle chiacchiere evasive?
Avendo esaurito tutte le sue misere spiegazioni, Mr. Gray si sbatté la porta alle spalle. Dall’esterno, potemmo sentire mormorii e mezze frasi, e lui che spingeva cose qua e là.
"Mi chiedo cosa stia combinando mio nonno." Pensò Sylphiel a voce alta. Se ne stava accigliata, appoggiata ad una colonna, chiaramente confusa. Non potevo biasimarla, ero un po’ alterata anch’io. Per quanto riguardava Gourry, non ero sicura che avesse capito più di tanto. Se ne stava poco più in là, rimirandosi e mangiandosi le unghie.
Aspettammo per quelle che sembrarono ore, fino a che Mr. Gray non comparve sulla porta, i capelli ordinati e un caftano pulito, invitandoci ad entrare. Colsi un soffio di profumo ed oli da bagno quando entrammo nella casa e questo mi ricordò che necessitavo anch’io di farmi un buon bagno. La fortunata ricerca di avventure è un torrido, sporco lavoro.
"Scusate se vi ho fatto aspettare," Disse Mr. Gray. "Mettetevi a vostro agio." Lui sorrise, ma io avrei detto che stava facendo una fatica enorme ad essere amichevole.
Hey, amico, non cercare di essere carino per cavartela a buon mercato. Sono abituata a scossoni in questi affari.
Io e Gourry ci scambiammo uno sguardo e sollevando le spalle seguimmo Sylphiel dentro alla casa.
"Accomodatevi," Disse una donna che doveva essere probabilmente la moglie di Mr. Gray, avanzando e porgendoci un vassoio da tè. "Non è molto da offrire per una tale notizia."
"Molte grazie," Mormorai e versandomi una tazza di tè guardai verso Mr. Gray, che aveva ancora stampato sul volto quel plastificato falso sorriso. Se non fosse stato il nonno della nostra cliente, giuro che l’avrei preso a schiaffi.
"Dov’è Toran?" Chiese Sylphiel.
Mr. Gray la guardò con aria assente. "Mio figlio? Si è sposato poco tempo fa. Ha aperto un negozio specializzato in cure magiche non lontano da qui e lo vediamo di tanto in tanto." Si schiarì la gola e spostò la sedia. "Ad ogni modo," Aggiunse, sollevandosi, "Cos’è successo a Sailarg?"
Whoa, sicuramente se ne era uscito con un argomento che era una patata bollente. Hmm…Una patata bollente, non era una cattiva idea.
Sylphiel, sentendosi come un imputato sul seggio, si lasciò scappare, "Penso che la signorina Lina lo possa spiegare molto meglio di quel che potrei fare io."
"Ugh," Gemetti. Se avessi dovuto spiegare ogni cosa, cominciando da quando io e Gourry ci eravamo conosciuti, avrei dovuto dar fiato alla bocca per tutta la notte. E, dopo giorni di arduo viaggio, ancora non mi ero riavuta.
"Io suppongo," Cominciai. "Er…Così all’inizio, c’eravamo io e Gourry e-"
"Tu! Tu sei quella maga, sei tu?!" gridò improvvisamente una voce da dietro alla porta.
Mi sentii alleviata da quella distrazione, ma non rincuorata da quello che mi aveva distratto. Dalla porta semi-chiusa che conduceva al corridoio fece la sua comparsa un bizzarro uomo.
Era un tizio tozzo, barbuto e tarchiato, non dissimile da un nano. E infatti sembrava proprio un nano- un nano allungato come la pasta con un matterello. Non era una bella vista. Sembrava essere all’incirca sui quaranta e sarebbe certamente potuto passare per il capo di una banda di banditi se lo aveste spalmato con dello sporco, vestito con delle catene e se gli aveste rotto un po’ la sua ricurva dentatura.
Conoscevo quella brutta faccia molto bene.
"Tu conosci questa ragazzina?" Chiese Mr. Gray abbastanza confuso.
Ragazzina?! Era già abbastanza brutto sentirselo dire da Gourry, ma da un totale sconosciuto?!
Gli occhi di Sylphiel e Mr. Gray saettavano tra l’uomo della porta e me, mentre Gourry ancora seduto, sgranocchiava con calma mangiando con le mani e sorseggiando il suo tè.
L’uomo annuì vivamente. "Si, la conosco," Disse confidenzialmente. "Potete rilassarvi Mr. Gray, lei è la nostra unica speranza."
Mr. Gray tornò a girarsi verso di me e sospirò come se un masso enorme gli fosse stato tolto dalle spalle.
"Um, nonno… Chi è questo sconosciuto?" Chiese nervosamente Sylphiel.
"Questo è, uh…" Lui sedette e aggiunse in un tono basso e segreto " E’ meglio non dirlo ad alta voce."
Gettò uno sguardo allo sconosciuto, quindi si voltò verso la nipote. "Questo…E’ Master Philionel El Di Saillune. Il primo successore reale del sacro regno di Saillune."
Adesso era uscito.
Dopo una breve pausa, Sylphiel esclamò. "Scusa?"Con voce fievole e rotta. Poco a poco si girò verso di me.
"Il P-P-Principe?" Sussurrò.
Mi voltai verso di lei e annuii imbarazzata.
Spiacente che tu l’abbia scoperto così, bambina. La verità fa male, vero?
"Oh…" Gemette debolmente. Quindi ricadde sulla sedia come un sacco di terra, e svenne.

***

Dopo tutta l’introduzione, stavo cominciando ad elencare ai nostri ospiti i fatti di Sailarg. Proprio in quel momento comparve la moglie di Mr. Gray. Era stata a controllare le condizioni della nipote svenuta che si stava rimettendo nella sua camera da letto al piano di sopra.
"Ah! Maria, cosa sta facendo Sylphiel?" Chiese Mr. Gray.
Maria scosse la testa e prese una sedia, un piccolo sorriso sulle labbra.
"Sta dormendo tranquilla." Rispose. "Prima era agitata ed emetteva dei suoni strani e dei gemiti, ma adesso si è calmata, povera creatura."
"Scommetto che era affaticata dal viaggio. Adesso che è sana e salva, finalmente può sentirsi al sicuro, non pensate?" Sorrisi allegramente, chiedendomi se ero riuscita a convincerli.
"Forse è così," Disse Mr. Gray in tono stanco, scuotendo la testa.
Naturalmente non avevo rivelato il perché Sylphiel fosse svenuta.
Lo shock era stato grande, senza dubbio. Fino a quel momento si era immaginata che il principe di Saillune fosse un bellissimo ragazzo e solo poco prima si era trovata davanti al fatto che il suo principe da sogno fosse in realtà un tarchiato, dal naso bitorzoluto, orco di mezza età.
Sarebbe stato uno shock troppo grande da sostenere per chiunque, per non parlare delle donne in età da marito. Io non potevo dirlo, non l’avevo ancora vista arrivare.
Per quanto riguardava l’orco- principe, volevo tornare a quella che era la sua missione segreta personale. Così avrei potuto capire un filo di più sulla situazione.
Ok, devo ammettere che ero un po’ prevenuta verso questo cosiddetto principe. Ma non erano la sua vista - o la sua personalità a seccarmi in fondo. Lui era così irritante, che non potevo ragionare lucidamente.
Phil finalmente sedette, i palmi uniti. "Bene, quindi," Disse " Penso di dover tornare alla questione." Chinò la testa lentamente e profondamente, come se avesse dovuto riordinare i pensieri.
Raccontò di aver subito un tentativo di assassinio alla sua regale persona, ma di essere riuscito a proteggersi grazie alla sua abilità di persuasione. Sfortunatamente, dopo questo, le persone che gli stavano accanto avevano cominciato a cercare un modo per arrivare al potere. Notevolmente disturbato da questo susseguirsi di eventi, Phil era fuggito dal palazzo reale nella speranza di attirare i suoi assassini allontanandoli dai suoi cortigiani. Da allora, Phil era stato nascosto nella casa di Mr. Gray - una mossa che, fino a quel momento, si era rivelata efficace. I suoi nemici non si erano insediati e nessun altro assassinio era stato commesso a palazzo.
Così questo era il motivo per cui Mr. Gray era stato tanto restio a lasciare entrare in casa me e Gourry. Per lui, noi potevamo benissimo essere due assassini, e Mr. Gray non era sicuro di non star facendo niente di temerario e pericoloso per la vita del principe.
Phil si sollevò, sporgendosi in avanti. "Credo di dovervi delle scuse per tutto il disturbo che vi ho creato, Gray."
"Eccellenza," Replicò Mr. Gray, inginocchiandosi. "Questo è un onore. Voi non avete bisogno di sprecare tali parole con me."
Phil si girò improvvisamente nella nostra direzione. "Adesso, signorina Lina e signor Gourry, c’è una cosa che vorrei chiedervi, se possibile."
Entrambi guardammo nella sua direzione.
Grandioso- si comincia.
Non potevamo di certo fiondarci fuori da lì. Per quanto Phil mi disgustasse, non potevo esimermi dalla richiesta in buona fede fatta da un principe.
Dannazione! Chi ha stabilito queste regole? Portatemelo!
"Noi stavamo giusto per rimetterci in viaggio," Balbettai, lanciando un’occhiata furtiva a Gourry, i cui occhi parevano essersi momentaneamente fatti una scappata fuori dalla testa. "Non possiamo garantirvi molto, ma sarà un onore ascoltare la vostra richiesta."
"E’ per quello che vi ho detto prima, io sono fuggito dal palazzo reale e sono stato nascosto per un tempo abbastanza lungo. I miei cortigiano saranno preoccupati e vorrei solo fargli avere qualche parola di conforto per informarli che sono vivo e che sto bene. I loro dubbi sul contrario potrebbero provocare un disastro; avvertendoli, voglio solo metterli al corrente del fatto che è tutto ok."
Phil fece un cenno verso Mr. Gray. "Gray deve svolgere le sue funzioni al tempio del palazzo reale una volta ogni cinque giorni, ma sento che per un cittadino potrebbe essere pericoloso tentare questa operazione." Girò i tacchi e si voltò verso di me. "Così la scelta è ricaduta su di voi, signorina Lina e signor Gourry."
"V-V-Vedo," Mi sistemai, incrociando le braccia. Da dove ero, potevo sentire l’alito pesante del principe. E sfortunatamente per me, lui doveva aver mangiato cipolle per pranzo.
Era evidente, data la situazione pericolosa, che noi non avremmo avuto di certo la vittoria assicurata passando per la porta principale del palazzo reale nel tentativo di consegnare la missiva del principe. Forse avremmo potuto metterci in contatto con qualcuno del palazzo mentre lui o lei era fuori?
Accidenti! Non era quello il lavoro che volevo. Era troppo pericoloso per qualunque reale trascinarsi verso la città indifeso. Se avessero voluto uscire dal palazzo, in qualche rara occasione oggigiorno, avrebbero potuto solo accompagnati dai soldati.
Questo lasciava a noi una sola opzione: intrufolarci.
Dovevo ammetterlo. L’idea mi faceva affluire il sangue in circolo. A suo modo, era una piccola avventura.
"Ci sono due persone alle quali vorrei far recapitare il mio messaggio," Disse Phil " Trasportarlo a loro sarà sufficiente. Nessuno di loro deve rischiare di esporsi troppo all’esterno, così per compiere questa operazione avrete bisogno di infiltrarvi nel palazzo reale. Oserei dire che è un lavoro abbastanza pericoloso."
No! Veramente?
"Ma-" Irruppe una voce. Era di Gourry. Io non potevo credere che lui stesse veramente ascoltando, tanto meno che stesse parlando.
"Voi non avete nessun indizio su chi possa essere il capo di questa organizzazione di assassini?
Huh, il signor pasta di fagioli aveva appena posto una questione intelligente?
Naturalmente, se Phil avesse conosciuto il nome del loro capo, non avrebbe avuto motivo di passare tutti quei guai solo per consegnare un messaggio. Avrebbe potuto buttare fuori i cattivi con il resto della spazzatura, e i suoi guai sarebbero finiti.
Phil rimase fermo mentre si lisciava la barba con le sue dita tozze prima di grugnire, "C’è qualcuno di cui sospetto. Effettivamente, non posso immaginare che possa essere qualcun altro." Si sbatté il pugno sul palmo prima di aggiungere. "Il problema è la mancanza di prove."
"Bene," Feci spallucce, "Se voi siete quasi sicuro di chi sia, perché io e Gourry non dovremmo strisciare nel palazzo, cercare il vostro uomo, e dargli il colpo di grazia?" Mi rigirai fra le mani la spada. Era passato troppo tempo dal mio ultimo colpo di grazia.
Phil sogghignò e giocherellò con le sue dita. Apparentemente sembrava che per un momento avesse considerato la mia affermazione, prima di stringere gli occhi e lanciarmi uno sguardo severo.
"Voi non capite," Disse solennemente. " La mia apparenza può trarre in inganno, ma io sono un pacifista. Non voglio ricorrere alla violenza prima di aver esaurito tutti i metodi pacifici per risolvere un conflitto." Phil si portò le braccia robuste dietro alla schiena e cominciò a camminare per la stanza.
"Inoltre," Aggiunse, " Mi serve la prova inconfutabile che lui sia effettivamente l’organizzatore, includendo la dichiarazione di testimoni oculari di cui possa fidarmi, prima di considerare qualche punizione per lui."
Ugh…Pensa questo davvero? N-o-i-o-s-o.
Io vivo per l’azione, vedete. Se mi informate su questo e quello di un tipo cattivo, potete starne certi- stavo già dando la caccia a quel babbeo standogli con il fiato sul collo.
Ma a Phil ovviamente piaceva giocare con le leggi e stava già mettendo in tensione la mia ormai sottile pazienza.
Phil tornò verso di noi guardandoci in faccia. Per essere un tipo vecchio e tarchiato era molto svelto a camminare. "Adesso torniamo a come consegnare il mio messaggio. Prima mi piacerebbe sapere se avete intenzione di accettare l’incarico poi vi dirò a chi consegnarlo. Non voglio farvi pressioni: potrete rifiutare se lo desiderate e andare felicemente per la vostra strada." Lanciò a me e Gourry un’occhiata torva, della serie: questo-non-è-uno-sguardo-comprensivo-e-amichevole.
Va bene, va bene. Giocheremo il gioco alla tua maniera. Sheesh.
Annuii concordando e sorrisi più innocentemente che potei.
"Siamo già d’accordo," Dissi. "Aiutando Sylphiel ad arrivare qua in modo sicuro abbiamo fatto il nostro lavoro. Ma dopo aver visto questa città in questo stato, è ovvio che quella non poteva che essere una parte del lavoro. E dobbiamo concluderlo."
"Le mie scuse," Replicò Phil, inchinandosi profondamente. Sembrava avesse quasi le lacrime agli occhi. "Vi avevo giudicato in modo troppo affrettato."
Dovevo ammetterlo, Phil in fondo sembrava un tipo a posto. Quando sbagliava su qualcosa, si scusava con la modestia di un qualsiasi suddito. Aveva un comportamento di classe in quei riguardi.
"Molto bene," Proseguì quindi "Ho bisogno che il mio messaggio arrivi a due persone: Clawfell, il mio aiutante segreto, e Amelia."
"Amelia?" Ripetei. "E’ uno strano nome per un tipo."
Phil sorrise alla mia considerazione, e qualcosa brillò nei suoi occhi neri e lucidi.
"Lei è una donna, veramente." Si illuminò. "Amelia è mia figlia."
"Figlia?!" Io e Gourry sospirammo. Avevo trattenuto il respiro, mettendomi sulla difensiva.
Se Phil aveva una figlia questo significava che- come si poteva dire gentilmente?- lui era stato con qualcuna. Questo non solo era spaventoso, ma mi stava chiaramente facendo rivoltare lo stomaco.
E teoricamente questa figlia avrebbe dovuto assomigliare a Phil. Yikes!
Il tic che stava facendo fremere la mia faccia doveva apparire abbastanza evidente, perché notai che Mr. Gray mi stava fulminando severamente. "È proprio graziosa," Affermò, scagliando le parole come frecce. Si appoggiò indietro alla propria sedia e aggiunse. "Assomiglia molto a sua madre."
Ah. Un ambiguo modo per dire, "Non potrebbe essere così graziosa se assomigliasse al qui presente signor rospo, è così?" Stavo veramente cercando di cambiare argomento.
"C-C-Cosa mi dite su vostra moglie? Chiesi velocemente.
"Si," Sospirò Phil, il suo volto si oscurò e il sorriso gli si spense sulle labbra. "Mia moglie…E’ morta parecchi anni fa."
Il mio tentativo di cambiare discorso era miseramente fallito.
"Uh," Annaspai, "Mi dispiace."
"Via-via," Disse Phil con un gesto della mano. "Non ci pensiamo."
Seguì un lungo, imbarazzante silenzio. Io giocherellavo nervosamente e non osavo dire un’altra parola. La conversazione era scivolata abbastanza rapidamente grazie a me.
"Capisco che è un’ipotesi," Si fece avanti Gourry, "Ma vorrei chiedervelo. Chi pensate che sia a muovere i fili?"
Con voce cauta, Phil rispose. "Christopher Ul Brozz Saillune, il secondo successore al trono." Scosse la testa e si coprì il volto con le mani pelose. "Lui è il mio fratello minore."

Quello era il motivo per cui, tornando indietro, io e Gourry stavamo provando ad intrufolarci nel palazzo reale. Mi faceva sentire vagamente torbida, nascondermi nella notte come un ambizioso ladro, ma tuttavia lo preferivo alla cupa tetraggine della casa di Mr. Gray. E a proposito di quello- una cosa è essere l’obbiettivo di un omicidio, ma molto peggio è quando tuo fratello sta cercando di assassinarti.
Ci assicurammo che nessuno stesse passando prima di balzare nella strada come una coppia di conigli. Accucciati dietro alle torri della porta, guardavamo le mezze teste delle guardie di pattuglia andare avanti e indietro. Quando arrivarono abbastanza distanti dai lati della porta, ci alzammo sopra alle mura grazie al mio incantesimo di levitazione.
Carino. Mi assicurai che Gourry stesse rimanendo aggrappato e che potesse passare sopra alla porta prima di voltare leggermente la testa per lanciare uno sguardo alle guardie.
Proprio carino.
Non una singola guardia stava controllando. Presi mentalmente nota di mandare alle guardie del palazzo una lettera di ringraziamento per la loro gentilezza.
Da dove eravamo collocati, io e Gourry avevamo un libero ed evidentemente ottimo punto di vista sul palazzo reale. Phil ci aveva pronosticato che ogni cosa nel complesso era tranquilla, ma non poteva aiutarci con il posizionamento delle guardie. Scandagliai a fondo per capire chi fosse di pattuglia e chi costituisse una minaccia.
Mentre scrutavo circospetta, venni distratta dalla vista del gigantesco tempio situato davanti ai nostri occhi. Su entrambi i lati del tempio, come divinità minori che accompagnavano quell’immenso dio, stavano due dormitori di dimensioni più ridotte. In quello di destra alloggiavano i sacerdoti, mentre in quello a sinistra le sacerdotesse.
La figlia di Phil, Amelia, alloggiava nel dormitorio delle sacerdotesse. Era presumibilmente qualche importante sacerdotessa di alto livello.
Dietro al tempio stava un egualmente enorme palazzo centrale. Qui era dove Phil usava indossare il suo berretto, hem, corona, e dove Clawfell e il tiratore-di-fili Christopher avevano adesso i loro grattacapi.
L’intero complesso era così grande che cominciava a mandare in confusione la mia mente. Una cosa era sicura: avreste potuto castare un’infinità di lighting ed accendere un’infinità di lanterne tutto intorno al cortile e ancora non avreste avuto luce sufficiente ad illuminare che un piccolo e misero pezzo dell’intero luogo.
Dacché così poche guardie pattugliavano il complesso, decisi di andare da Clawfell per primo. Immaginai che Phil avesse voluto provare a contattare la figlia prima di chiunque altro, e i suoi nemici, ero sicura, sospettavano la stessa cosa, avendo aumentato le guardie di pattuglia davanti al dormitorio delle sacerdotesse. Usando un depistaggio, Clawfell risultava come l’alternativa più sicura. E strisciare dentro al palazzo sembrava quasi uno scherzo.
Sto dando l’idea? Fermatemi se sto andando troppo veloce per voi.
Tornai verso Gourry, che era ancora a faccia in giù sulla cima della porta. "Gourry," Sussurai. "C’è una cosa che probabilmente devo dirti."
Lui gemette e pi portò sconsolato le mani alla testa. "Perché ho un cattivo presentimento su questo?"
"Finiscila di lagnarti. Tutto quello che ti sto dicendo è che se ci troviamo davanti ad un guaio, non contare sulle mie offensive magiche; i miei incantesimi d’attacco hanno solo mezzo potere qui."
Guardò verso di me fissandomi stupidamente. "Intendi dire che sono ancora quei giorni del mese?"
Uomini! Quella era la loro spiegazione per ogni cosa? "No, stupido cretino!" Gli sibilai provando a colpirlo sulla fronte con lo stivale. "Le mie offensive magiche sono dimezzate a causa dello schema di questa città."
"Non hai detto questo prima," Mormorò Gourry. "Perché, che cos’ha questa città?"
La testa di legno di Gourry era scollegata per la maggior parte del tempo, quindi ero scioccata da questa sua insistenza nel chiedere informazioni.
"Uh…Bene, c’è una ragione." Gli spiegai calma. "Prima di tutto, questa città è organizzata come un grande distretto a sei punte . Tu sai cos’è un esagramma, vero?"
"Sono due triangoli messi insieme," scherzò Gourry. "Pensi che sono stupido?"
Era una descrizione da bambini dell’asilo, ma funzionava.
Indicai il palazzo. "Il palazzo reale è nel centro di un gigantesco esagramma. Mi segui?"
"Si…" Notai che la sua bocca si apriva lentamente e lui si preparava a seguire il ragionamento.
"Nella magia, l’esagramma simboleggia l’affluire della stabilità e il potere di bilanciare. Il pentacolo, dall’altra parte, destabilizza e sbilancia il flusso del potere. Il pentacolo rappresenta il potere della negazione. Capisci?"
La bocca di Gourry era talmente spalancata che avrei potuto infilargli l’intero stivale giù per la gola.
"Su una piccola scala, senza nessuna amplificazione magica, un pentacolo non è più potente di un basilare amuleto o una protezione- ma rendendola abbastanza massiccia può diventare come un’enorme scudo difensivo."
Bocca aperta. Occhi sbarrati. Uh, Gourry?
Di conseguenza- ne approfittai per ampliare la sua mente. "Saillune City è organizzata come un gigantesco esagramma, e noi stiamo guardando al centro di esso. Il punto è che le interferenze dell’area difensiva, fanno in modo che gli incantesimi che traggono il loro potere dal bilanciamento, detti anche incantesimi di magia bianca, siano amplificati. Dall’altra parte, tutti gli incantesimi che traggono forza dall’instabilità, come molti dei miei incantesimi magici, hanno un potere affievolito. Sembra piuttosto spiacevole, ma ti dico, potrebbe essere peggio. Potremmo essere nel mezzo di un bando di pentacolo. Quello sarebbe un problema maggiore."
A quel punto finii di chiacchierare, considerando che Gourry si era completamente arenato.
"In ogni modo," Dissi, "Questo è il nocciolo. Capito?"
Dopo aver sbattuto le palpebre per un paio di secondi, i suoi occhi si ripresero e la bocca si chiuse. "No," Disse distrattamente. "Sono negato."
Almeno stavolta aveva ammesso di essere un tantino lento su certi ragionamenti.
Un’altra piccola banalità- nel caso a voi interessi, era che un mago bianco- un fido consigliere del re che aveva fondato Saillune City molto tempo fa- aveva disegnato lo schema di quella città.
Abbastanza irrilevante, vero? Quindi torniamo alla nostra storia.
"Bene," Dissi, scrollandomi. "Andiamo."
Con quello, castai un altro incantesimo di levitazione, ed entrambi ci sollevammo dalla cornice della porta sorvolando il cortile.
L’effluvio dei gelsomini e dei lillà riempiva l’aria, e la fresca brezza notturna ci fece rabbrividire mentre passavamo sopra al complesso. Io e Gourry prendemmo nota di dove erano posizionate le guardie ed evitammo le macchie di luce irradiate dalle lanterne del cortile.
Passare attraverso al cortile era la parte più facile- la vera sfida era riuscire ad entrare dentro al palazzo reale. Io e Gourry passammo in rassegna il perimetro della costruzione, scoprendo che l’unica entrata era sorvegliata, come avevamo sospettato. Infatti, l’intero luogo brulicava di guardie; folti gruppetti di sentinelle ricoprivano ogni spazio dell’intera costruzione.
Non era affatto un bene. Anche se, dovevo ammetterlo, sentivo un fremito di eccitazione. Il pericolo mi pompa il sangue in circolo e questa adrenalina può provocare assuefazione dopo un po’. Ahimè.
Da quello che Phil ci aveva raccontato, la stanza di Calwfell era al terzo piano. In altre circostanze avrei potuto usare la levitazione per salire fin lassù, ma in quel caso calcolai che fluttuando a mezz’aria saremmo stati un bersaglio fin troppo facile per le guardie con le frecce. Francamente, non mi attirava troppo l’idea di diventare un puntaspilli.
Io e Gourry ci acquattammo dietro ad un piccolo riparo e provammo a pensare.
"Hey, Lina," Sussurrò Gourry. "Perché non distrai le guardie con qualche magia o qualcosa del genere?"
"Non posso," Risposi. "Se provassi ad evocare qualche incantesimo adesso, scoprirebbero la nostra copertura in un battito di cuore."
"Oh." Fece Gourry accigliato "Ma allora questo incantesimo di levitazione che stai usando? Perché nessuno l’ha notato?"
"La levitazione è un incantesimo leggero- leggero e più debole di un lighting," Gli spiegai. "Con tutti questi lighting qua intorno, la levitazione è facilmente camuffabile. Ma evocare un incantesimo di attacco? Questo richiede molto più potere. Ci rintraccerebbero." Feci una pausa per un secondo.
"Inoltre," Aggiunsi, "Io odio evocare certi incantesimi. L’ho fatto solo in passato."
"Come mai?"
"Per favore." Sorrisi furbescamente. "Non sono abbastanza vistosi. Sminuiscono il mio stile."
Alla fine, optammo per un semplice approccio: Levitation, ma seguendo un percorso contorto.
Volammo sul tetto del palazzo, da lì, calcolammo, sarebbe stato più facile dribblare le guardie ed arrivare da Clawfell al terzo piano. Per darvi l’idea: il palazzo centrale aveva cinque alti piani, così dal tetto era abbastanza facile essere al riparo dalla vista delle guardie.
Andare dal tetto al terzo piano esigeva un delicato lavoro di gambe, ma io e Gourry concordammo per optare verso un’altra alternativa.
I lucernari allineati sul tetto ci consentirono di sbirciare in tutte le stanze sotto di noi. Ogni camera sembrava occupata, e noi stavamo per scoraggiarci dal trovare un facile accesso al palazzo… Fino a che non notammo una stanza completamente vuota.
Questo è conveniente, pensai. Ma sento che è fin troppo facile.
Infine decisi di entrare attraverso la stanza in cui dormiva un’anziana donna in carne che stava russando sonoramente nel suo letto. Sembrava essere una cameriera, così immaginai che la stanza fosse sufficientemente sicura.
Dalla tasca della mia tunica pescai fuori uno spillo e un sottile filo in acciaio e mi misi al lavoro sul lucchetto che teneva chiuso il lucernario.
"Non sei stata sincera con me, vero?" Chiese Gourry con un sogghigno. "Non sarai anche campionessa in cima alla lista degli scassinatori oltre che maga?" Ero un po’ lusingata dal tono ammirato della sua voce- a una ragazza piace ricevere dei complimenti di tanto in tanto, sapete.
"Cosa stai dicendo?" Replicai. "Sono giusto nella comune media di ragazze che conoscono uno o due trucchetti per aprire un lucchetto."
Gourry sorrise. "Bugiarda."
Proprio in quella, sentii un click nel lucchetto, e con un leggero strattone il lucernario si aprì. Presi un profondo respiro e mi calai nella stanza.
Fortunatamente, proprio sotto di noi c’era un tappeto che ovattò il suono dei nostri piedi e una volta atterrati procedemmo per il pavimento.
La donna non si mosse di una virgola, continuando a russare pacificamente.
In punta di piedi mi avvicinai alla porta in quercia, premendo l’orecchio su di essa nel tentativo di captare qualche rumore dal corridoio. Dopo essermi accertata di non aver udito nulla, lentamente abbassai la mano verso la maniglia aprendo la porta.
Il corridoio era quieto e correva dritto su entrambi i lati. La fievole luce delle torce posizionate nei supporti del muro in pietra ci rivelò una guardia solitaria, appoggiata ricurva ad una parete non molto distante da lì. Per essere più precisi, stava proprio davanti alla stanza in cui avevo considerato di entrare dal tetto. Era una trappola, come avevo sospettato. Nonostante non fosse proprio il massimo, visto che si basava su un soldato mezzo addormentato.
Addormentarsi in servizio. Grazie dell’aiuto, soldato!

Fortunatamente per noi, non c’erano molte altre guardie nei paraggi. Non ne incontrammo una lungo la strada che facemmo verso la scalinata alla fine del corridoio e giù dalla rampa di scale. Ma quando sbirciammo dalla curva che conduceva verso un'altra rampa, vedemmo le ombre di alcune guardie stagliarsi contro alla parete e potemmo sentire i loro mormorii arrivare dal corridoio.
Accidenti.
Bestemmiai coloritamente in testa, ma sapevo già che avremmo dovuto avere a che fare con i soldati prima o poi. Inoltre, ci trovavamo proprio al piano in cui il tiratore-di-fili Christopher dormiva- un numero maggiore di guardie non era affatto una sorpresa.
Con un gesto della mano, lanciai sui soldati uno Sleeping. Vedemmo le ombra dei soldati cadere una ad una.
Uno o due minuti dopo ci trovavamo al piano di Clawfell, e senza aver ancora incontrato nessuna resistenza. Lo so, lo so- sembra fantastico, vero? Ma non era esattamente quello che sentivo; la facilità con cui eravamo entrati introducendoci dal tetto mi lasciava un’amara sensazione al palato. Sentivo che c’era qualche problema.
Il corridoio era stranamente quieto. Afferrammo entrambi l’elsa delle nostre spade, preparandoci a qualsiasi cosa avesse potuto balzare fuori dall’ombra, e cominciammo cautamente ad avanzare.
"Cosa ne pensi?" chiesi a Gourry, esitante.
Lui scosse la testa. "Non mi piace," Sussurrò. "Sento che c’è una trappola."
"Siamo arrivati troppo lontano per tornare indietro." Lo afferrai per il braccio e dissi quietamente, "Ascolta, quando scoveremo la stanza di Clawfell, non fare mosse avventate. Stai calmo e lasciami capire anzitutto se è veramente lui."
"Va bene" Rispose Gourry. "Lascerò le chiacchiere a te."
Immaginai che se Christopher fosse stato abbastanza astuto, aveva probabilmente spostato Clawfell in un’altra stanza sostituendolo con un impostore.
Io e Gourry avremmo avuto di che divertirci. Dopo aver trovato la porta che supponevamo essere la camera di Clawfell, cominciai a maneggiare attentamente con la serratura. Per farla scattare bastò un semplice colpo; scivolammo silenziosamente dentro alla stanza, richiudendoci la porta alle spalle.
Metà della stanza era celata dall’oscurità. L’altra metà era immersa in una tenue luce lunare che filtrava attraverso la finestra, rivelando un imponente letto in legno in cui stava dormendo un uomo anziano. Certamente corrispondeva alla descrizione che Phil ci aveva dato, ma necessitava di un’analisi approfondita. Inoltre, assomigliare a Clawfell non significava necessariamente essere Clawfell.
Lentamente estrassi la spada. Tenendola saldamente nella mano mi avvicinai in punta di piedi, e con fermezza calai l’altra mano libera sulla bocca dell’uomo.
Gli occhi gli balzarono dalle orbite. Preso dal panico, soffocò un urlo provando a liberarsi da sotto la mia arma. Non ebbe molta fortuna.
Questa è la mia spada da combattimento, bambini, ed è terribilmente forte.

Allungai la lama della spada sotto al suo mento. Quindi, nel tono più intimidatorio che riuscii ad usare, gli sibilai, "Non alzare la voce." Quando finalmente ebbe smesso di provare a liberarsi, allentai la presa che avevo su di lui, e tolsi la mano dalla sua bocca.
"Clawfell?" Gli chiesi bruscamente. Lui provò a deglutire il groppo di terrore che gli serrava la gola, e tenne gli occhi sbarrati fissi su di me.
"Siete gli assassini….Mandati da Christopher?" Chiese debolmente.
Questo era un buon segno. Se quel tipo fosse stato un impostore, con molta probabilità avrebbe detto, "Questo è tutto un equivoco!" O qualcosa del genere.
Lanciai a Gourry un cenno di approvazione e raddrizzandomi rinfoderai la spada.
Clawfell si sollevò appoggiandosi ad un gomito, e coprendosi la bocca con una mano ci guardò sospettoso.
"Non siamo qui per farvi del male o spaventarvi," Dissi. "Dovevamo solo assicurarci che foste il consigliere reale."
Lui alzò una mano e chiese in modo accorto, "Voi chi siete?"
Gourry fece un passo avanti. "Siamo qui con un messaggio da Philionel," Disse nel tono più solenne che avrebbe potuto usare.
Clawfell saltò su meravigliato. "Sua Eccellenza?!" gridò.
"Shh!" Gli sibilai. "Calma!"
Clawfell si bloccò, contraendo le labbra.
Sospirai.
Per favore, ditemi che nessuno ha sentito questo strillo.

"Sta cercando di far sapere a voi e ad Amelia che è sano e salvo."
"Vedo," Rispose, la sua voce tremò di gioia ed egli batté le mani. "Grazie agli dei Sua Eccellenza è salva."
Pareva che si stesse trattenendo dal piangere per la felicità e mi sentii dispiaciuta per quel tipo strambo- sembrava abbastanza solo.
Clawfell ci guardò con occhi ansiosi. "E dove si trova in questo momento Sua Eccel- No, aspettate. E’ meglio se non mi dite dove si trova."
"Si." Concordai. " Ci farebbe piacere se consegnaste questo messaggio ad Amelia. Dovremmo intrufolarci dentro al suo dormitorio, ma è davvero troppo rischioso."
"Sicuramente," Disse, afferrando il mio braccio con urgenza. "Per quanto vi riguarda, vi conviene tornare immediatamente. Non avete ragione di trattenervi più a lungo. E dite a Sua Eccellenza di stare attento e di non angustiarsi per noi."
"Va bene," Sussurrai. "Faremo come dice."
Lentamente indietreggiammo uscendo dalla stanza, e lo lasciammo seduto sul letto, la bocca spalancata e il lembo della camicia da notte che svolazzava leggero mosso dalla brezza. Poi, dopo esserci assicurati che il campo fosse libero, ci introducemmo nel corridoio.
Il nostro piano di fuga era abbastanza semplice: tornare da dove eravamo venuti. Perciò arrivammo davanti alla scala e cominciammo a salire.
O come minimo,  avrebbe
 dovuto essere semplice. Prima di sentire-
KA- BOOM!
Le mura e il pavimento tremarono violentemente; Io e Gourry tentammo di afferrarci l’una all’altro per evitare di rotolare giù dalla scala.
"Cos’è accaduto?!" Gridò una guardia.
"Cos’è stato questo fracasso?!"
"Gary, cosa stai combinando?!"
"Niente panico!" Esclamò quello che sembrava essere il capo delle guardie."Ritornate ai vostri posti! Mantenete la postazione finché non riceveremo ordini ufficiali dall’esterno."
Allarme, paura e commozione invasero i corridoi sopra e sotto di noi. Nel tentativo di evitare le guardie, barcollammo in avanti verso il piano superiore. Un momento dopo raggiungemmo l’ultimo piano infilandoci nella stanza da cui eravamo arrivati.
Nonostante tutta quella confusione, l’anziana donna continuava a russare sonoramente come un orso grizzly in letargo.
Anche se dovevo ammettere che la mia curiosità era particolarmente eccitata dall’imprevisto accaduto all’interno del palazzo, la mia principale priorità in quel momento era riuscire a portarci fuori da lì. Castai la Levitation e afferrai Gourry per la mano prima di innalzarmi verso il lucernario. Una volta sul tetto, mi premurai di ricollocarlo nella sua posizione originaria. Non ero in grado di richiuderlo con la chiave, ma date le circostanze, chi se ne sarebbe preoccupato in quell’inferno?
Dovremmo levitare fuori da qui
, pensai, e dovremmo essere fuori dal questa confusione in non molto tempo.  Non avevo fatto in tempo a pensarlo che Gourry, da dietro, mi diede un leggero colpetto.
"Non guardare adesso, Lina." Gourry emise un suono gutturale, simile al ringhio di una tigre, ed estrasse la spada.
Sopra di noi, sospeso a mezz’aria, c’era un uomo solitario avvolto in una fluente veste. Avrei dovuto sapere che la mia fortuna non era destinata a durare.
"C’è qualcosa che posso fare per voi?" Disse con calma l’uomo fluttuante.
Dovevo dire che quell’immensa volta stellata dietro al suo lungo, svolazzante mantello, gli conferiva un aspetto decisamente elegante. E se non fosse stato per la brutta cicatrice che gli attraversava la guancia, e per l’espressione gelida dei suoi occhi, forse avrei potuto dire che era abbastanza affascinante. C’era un sinistro scintillio nelle sue pupille, e la curva del ghigno sulle labbra sottili sembrava dire, "Sono stato un cattivo, cattivo ragazzo."
Quel tipo sapeva che ci eravamo intrufolati a palazzo, ed rimasto ad aspettare che riemergessimo; Aveva scatenato quel pandemonio tra le guardie per distrarle e fare in modo di intercettarci sul tetto.
In ogni caso, qualunque fossero state le sue ragioni, avrei detto che la fuga- non la battaglia- era la soluzione migliore in quel momento.
"Ray Wing!" Afferrai Gourry mentre il mio incantesimo di levitazione ci avvolgeva completamente. Con quello il perfido mago con il suo Levitation avrebbe mangiato la nostra polvere in mezzo secondo. La barriera del Ray Wing inoltre creava un’area che ci avrebbe isolati da Flare Arrows ed altre fastidiose offensive magiche.
Ma tutto fu vano! Appena cominciammo ad allontanarci velocemente, un colpo violento ed improvviso ci raggiunse.
Aveva urtato la mia barriera con una tale intensità che per un attimo temetti mi si fosse sciolto il cervello. Dopodiché cercai di recuperare l’equilibrio a mezz’aria. La forza dell’impatto ci aveva scagliato sopra al cortile, e appena cominciammo a rallentare la corsa, allarmammo e provocammo il panico tra le guardie.
Fortunatamente per me e Gourry, la barriera magica era rimasta intatta. Se fosse stata distrutta nella collisione, saremmo stati polverizzati entrambi all’istante.
L’incantesimo d’urto più la levitazione erano degni di un mago che non fosse né uno sprovveduto né un dilettante.
Nel frattempo, le guardie che correvano nel cortile avevano capito quello che era successo, e gridavano di terrore mentre noi sfrecciavamo nella notte come una coppia di meteore umane. Con occhi sbarrati e sconcertati, provarono a riprendere il controllo della situazione.
"Cosa…Cos’è  quello
?!" Gridò una guardia.
"Intrusi!!" Incitò un’altra.
Intrusi?! Bene, duh!

Provai a frenare il nostro impatto a terra nel tentativo di non renderlo troppo traumatico. Ma non ebbi molta fortuna.
"Ahi- ahi- ahi!" Gridò Gourry rimbalzando e ruzzolando attraverso il prato.
"Dannazione!" Sibilai, mentre tentavo di fermarmi scivolando sui palmi.
Avevo un fianco ammaccato, la caviglia mi faceva male, ed ero ricoperta di graffi. Provate voi a schiantarvi contro un’onda d’urto e vedrete quanto fa bene.
Gemendo di dolore in qualche modo ci rimettemmo in piedi.
"Identificatevi!" Gridò il capitano delle guardie.
Avrei potuto dire che gli tremavano le ginocchia per quanto impaurivamo quel cretino, ma stava tuttavia tentando di usare tutta la propria autorità e la propria forza.
Gourry, che si stava rialzando mentre provava a riprendere fiato, fece un cenno verso le guardie che allarmate sfoderarono le spade.
"Non preoccupatevi," Insisté spolverandosi i pantaloni. "Non siamo del tutto sospetti."
Per abitudine, sguainò la sua spada, tenendola sollevata a mezz’aria nella mano destra. Così le sue spiegazioni per convincere i soldati ad abbassare le armi non risultavano propriamente persuasive.
"La prego, capitano Razes."
Era la voce del mago. Volteggiava nell’aria non lontano da sopra il cortile. Lentamente cominciò a scendere verso di noi, con deliberata grazia nel controllare gli elementi. I suoi piedi toccarono il suolo in un modo quasi impercettibile, dopodiché, con passo deciso, si avvicinò a noi, ed esclamò. "Lasciateli a me."
Il volto del capitano era incredulo. "Siete voi, Kanzeil?" Il disprezzo distorceva la sua faccia come se si fosse appena seduto su una torta alla crema di banana. "Questa è una faccenda del palazzo reale." Ringhiò.
Proprio in quel momento, una voce vicina lo interruppe con, "Lasciagli fare come gli pare, Razes."
Guardai nella direzione del palazzo reale, e vidi due figure, semi-celate nell’ombra, avvicinarsi da lontano.
Non sapevo chi fossero, ma una cosa era certa: il tipo più imponente aveva decisamente un bell’aspetto ed era curato in modo impeccabile. Va bene, forse poteva essere un pochino vecchio per me; gli avrei dato sulla quarantina, nonostante avesse un fisico alto e slanciato. Aveva anche dei begli occhi neri, che trasmettevano uno sguardo morbido e pacato, a differenza dello sguardo maligno e viscido del mago. Qualcuno più giovane lo seguiva appena un passo dietro- suo figlio, forse, e da dove ero potevo vedere che assomigliava nel fisico al padre.
Questa doveva essere la notte fatta apposta per guardare uomini.

"Ma sire!" Razer implorò il distinto signore. "Questi sono due prigionieri!"
"Razer, tu sei il capitano delle guardie reali, no?" L’attraente uomo aggrottò le sopracciglia. "Ed essendo ciò, non sei forse un mio subordinato?"
Il capitano lo guardò confuso per un momento. Infine abbassò il capo con aria di rassegnazione.
In pochi secondi avevo ottenuto un paio di informazioni per quel che riguardava il bel quarantenne:
#1: Poteva avere un temperamento un poco prepotente.
#2: Poteva essere Christopher.
"Molto bene," Disse Kanzel con leggerezza, allungando la mano destra davanti a noi. " Lasciatemi l’onore di uccidere questi due."
E proprio in quel momento, cominciò a castare un incantesimo.
Rallenta! Questo onore vorresti averlo adesso?

Pensavo che la conversazione sarebbe andata avanti ancora per un po’, che forse avrebbe detto qualcosa del tipo: "Devo catturare questi due ed estorcergli il nascondiglio segreto di Philionel!" E continuare a farneticare maniacalmente mentre pensavo ad un piano di fuga.
Ma il perfido mago sembrò saltare tutte le cortesi formalità pensando al modo giusto per ucciderci. Sarebbe stato appropriato dire che io e Gourry eravamo sbalorditi, e che l’impeccabile e affascinante signore sembrava tanto scioccato quanto noi.
"A-aspetta, Kanzeil!" Urlò Christopher, raggiungendolo. "Cosa stai- ?!"
Una luce comparve dalla mano destra di Kanzeil e andò aumentando di potere rapidamente. Formulò l’incantesimo in modo confuso e veloce. "Morite!" Tuonò, stendendo la mano tremante davanti a noi. Un bagliore scaturì dal suo palmo, ma Kanzeil era troppo in ritardo. Nella frazione di secondo in cui l’uomo di mezza età aveva parlato, avevo lanciato l’incantesimo di levitazione che avevo formulato mentre Kanzeil preparava l’attacco.
Era un piano brillante avrei detto.
Afferrai stretto Gourry e mi sollevai proprio mentre la sfera di fuoco di Kanzeil attraversava il punto in cui eravamo appena un secondo prima. Disegnando un arco nell’aria, mi diressi verso la porta meridionale prima che Kanzeil avesse il tempo di preparare e lanciare un nuovo colpo.
Sfortunatamente, non andò esattamente come avrei voluto.
VUUN!
Con un enorme eco, un fascio rosso sbatté contro alla mia barriera, mandandoci ruzzoloni nell’aria. Provai a recuperare il controllo della corsa e conservai la stretta su Gourry.
"Ow!" Gridò improvvisamente Gourry.
Guardai verso di lui. "Cos’è successo?" Gli urlai.
"La gamba." Grugnì trasalendo. "M- ma è solo un graffio. Non preoccuparti, adesso andiamo!"
Ero preoccupata. Poteva anche dirmi che era solo un graffio, ma sapevo che probabilmente stava minimizzando la faccenda; il fremito del suo viso parlava per lui. Digrignai i denti e provai a pensare.
Il fascio magico non poteva arrivare da Kanzeil. Ma allora chi ha lanciato il secondo colpo?

Quel fascio era stato abbastanza potente da perforare la mia barriera magica, così chiunque l’avesse lanciato non poteva essere da sottovalutare.
"Coraggio, rimarrai appeso ancora per poco," Confortai Gourry. "Saremo indietro in non molto tempo."
Con quello, accrebbi la distanza dal palazzo puntando alla casa di Mr. Gray.

***


"E questo è quanto ci è successo," Conclusi. Sospirando mi rilassai poggiandomi allo schienale della sedia. Nel salotto di Mr. Gray, presi un altro sorso dalla mia tazza di tè nero e lasciai Mr. Gray e Philionel a digerire tutto quello che avevo raccontato fino a quel momento.
Lanciai un’occhiata sconsolata alla gamba mezza- fasciata di Gourry. Era stata parzialmente bruciata dall’esplosione, e Mr. Gray aspettava che il sole sorgesse sulla città per procurargli un rimedio.
Phil scosse la testa passeggiando su e giù. "Sono desolato di avervi arrecato tanti guai," Mormorò. "E soprattutto, la cosa peggiore," Fece una pausa, indicando la gamba di Gourry, "Sofferenze ingiuste."
"Non è niente," Si sforzò di dire Gourry in modo spensierato, dalla sua posizione sdraiata sopra al divano. Sapevamo tutti che in realtà era molto più grave; non ingannava nessuno. Fortunatamente, il fascio di energia aveva solo sfiorato la gamba di Gourry evitando le ossa, e Mr. Gray era un guaritore di notevole abilità. Così Gourry non avrebbe dovuto sopportare il dolore ancora a lungo.
Questo però non mi faceva sentire molto meglio.
"Così quell’affascinante uomo di una certa età…." Mi schiarì la gola e distolsi lo sguardo da Gourry. "Era veramente Christopher, huh?" Phil accennò vistosamente. "Si," Disse. "Mi assomiglia molto, non trovate?"
Uh…Se lo dici tu, vecchio.

"E quel giovane che c’era con lui…E’ suo figlio?"
"Esattamente," Rispose Phil, versando del tè in una tazza capiente. "Quel ragazzo è il figlio di Chris, Alfred." Phil rimestò lo zucchero nel suo tè e prese un sorso. "Ma non è lui il problema. Il problema è Kanzeil."
Kanzeil certamente  era
 un problema. Quel maniaco ci aveva quasi fatti arrosto.
"Christopher sostiene che Kanzeil sia un suo vecchio amico, ma naturalmente non può essere così; tutti i problemi sono cominciati dopo che Chris ha invitato Kanzeil al palazzo reale."
Gourry si sollevò, puntellandosi sul gomito. "Così voi pensate che gli assassini stiano prendendo ordini direttamente da Christopher?"
Phil guardò fisso attraverso la scialba luce del mattino. "Sembra terribile ma è così. Prima, porta un serpente dentro al palazzo reale nella forma di Kanzeil- qualcuno che può solo incoraggiare le sue malvagie ambizioni. Quindi, spedisce assassini non solo contro di me ma anche contro i miei più cari alleati." Era chiaro che il cuore di Phil si stesse stringendo mentre parlava. "Come posso perdonarlo? Il mio stesso fratello!"
Un lungo silenzio calò su di noi, prima che finalmente trovassi il coraggio di chiedere a Phil, "Cosa farete adesso?"
La mia domanda scosse Phil dai suoi truci pensieri.
"Bene," Ponderò, "Come dicevo prima, ho bisogno della prova definitiva che Christopher sia implicato nell’intera faccenda. Ma continuare a nascondersi probabilmente non è una buona idea."
"Direi di no," Lo assecondai.
Phil bevve il resto del suo tè, posò la tazza, e riprese a camminare avanti e indietro con le tozze mani dietro alla schiena. Non avevo mai visto nessuno camminare intorno così a lungo. Era un tipo nervoso e guardandolo stava cominciando a girarmi la testa.
Finalmente sedette su una sedia, sfregandosi la fronte con la mano. "Il problema è quando tornare a palazzo."
THUD!
La porta d’ingresso si spalancò di colpo scostata da mani impaurite.
"E’ appena successa una cosa terribile! Gridò Maria barcollando dentro al salotto. Traballò fino ad una sedia vicino all’ingresso, il volto di un mortale pallore.
"Maria?" Esclamò Mr. Gray, allarmato.
"Ho appena ascoltato…Una dichiarazione dal…Dal palazzo reale,"Ansimò. "Questa notte, Lord Clawfell è stato arrestato per cospirazione con gli assassini del re."
"Cosa?!" Gridammo tutti insieme.
"Lord Clawfell è il primo indagato nella lista degli assassini. Il principe Christopher ha giurato di adottare per Clawfell una punizione della massima misura!" Maria si coprì il volto con le mani e ruppe in singhiozzi.
"Maledetto!" Ruggì Phil. "Sta provando a usare come esca le minacce contro ai miei amici!"
"Mi dispiace," Disse Gourry. "Questo è successo a causa degli eventi di questa notte."
"Non è colpa vostra." Phil camminò fino alla finestra, e, lentamente, vidi le sue sopracciglia corrugarsi torvamente.
"E’ tempo di cominciare ad agire." Dichiarò.
"Va bene," Disse Gourry, rimettendosi in piedi, "Ma lasciateci venire con voi. Dopotutto, il nemico ha arrestato Clawfell subito dopo che noi abbiamo irrotto in camera sua: non possiamo andarcene con un semplice ‘Buona fortuna con i guai in cui vi abbiamo aiutato a cacciarvi, ciao- ciao!’"
Aveva ragione. Per una volta Gourry poteva guadagnarsi un piccolo punto diplomatico.
Phil annuì riconoscente. "Vi ringrazio," Disse.
Presi un respiro e spostai la sedia.  Va bene,
 pensai,  a questo punto andiamo.
"Aprite le porte!" Gridò Phil a pieni polmoni. "Sono io, Philionel Di Saillune!!"
Per essere un tipo strambo, aveva certamente molto fiato.
I soldati di vedetta ci videro e si affrettarono a togliere i chiavistelli. Non molto tempo dopo la porta principale del palazzo reale si aprì davanti a noi.
Senza esitazione Phil marciò all’interno, seguito un passo dietro da me e Gourry. Il principe indossava il suo abito regale di seta quel giorno, e sebbene non avesse molti ricami dorati, recava l’insegna della corona reale. Ciò nonostante, una ragazza ha il dovere di essere sincera: quello non era assolutamente l’abbigliamento adatto a Phil. Era come mettere un vestito ad un bulldog.
Capite il paragone?
Gourry portava dei pantaloni di lino che gli aveva dato Mr. Gray. Era davvero affascinante…Al di là dei pantaloni. Sopra quelli indossava la corazza con l’insegna del serpente di ferro, e la lunga spada appesa alla cinta.
In quanto a me, avevo dei pantaloni neri ed una tunica che avevo preso in un negozio di Saillune. Il mantello nero in fibra di mythril, tenuto dagli spallacci in oro e scaglie di dragone, e il meglio del mio abbigliamento: bandana magica, spada corta, e i miei inseparabili gioielli-amuleti.
Va bene, forse così ero un pochino carica. Ma non succedeva tutti i giorni di essere ammirate scortando un principe nel suo palazzo.
"E questi due chi sono, sire?" Chiesero riverenti due soldati.
"Alleati." Rispose tranquillamente Phil. La sua unica intenzione era confrontarsi con Christopher, ed era determinato a procedere.
"Sua eccellenza!" Gridò un soldato.
"Sua eccellenza è tornato!" Annunciò un altro.
Phil si interruppe a metà strada, riconoscendo qualcuno che stava fermo ai piedi del tempio. Da quella distanza, sembrava una sacerdotessa. Improvvisamente la ragazza si animò, eruppendo in un lungo grido.
"Papiiiiiiiii! Sei a casa!!"
La sacerdotessa sollevò il bordo della veste correndo con grazia tra le braccia spalancate di Phil. A metà strada, con meno grazia, inciampò.
Va bene, devo dirvi la verità: era carina. Non era molto più grande di me e portava i capelli all’altezza delle spalle. Aveva occhi grandi e bellissimi e una pelle chiara. L’unico difetto che avrei potuto trovarle (minimo, per una prima impressione- ma datemi tempo) era che l’abito da sacerdotessa risultava di almeno un paio di taglie fuori misura. Ma stranamente, le scivolava addosso in un modo da farla sembrare ancora più carina.
Fortunatamente per lei, non assomigliava di una virgola a suo padre.
"Amelia!" Gridò Phil con un sorriso smagliante. " Come stai?"
"Sheesh! Sto bene papà!" Esclamò entusiasta "E sapevo che lo eri anche tu!"
Phil la abbracciò. "Quindi," Chiese premuroso. "Mi stai dicendo che sapevi che ero sano e salvo?"
"Sicuro," Rispose lei. "Sai perché? Perché la giustizia vince sempre alla fine!"
Uh, ragazza, parliamone. Ho una novità per te.

Amelia si voltò verso me e Gourry.
"E loro chi sono?" Chiese.
"Ah!" Phil spostò il volto verso di noi. "Questi sono la signorina Lina e il signor Gourry, i miei alleati."
Phil mise un braccio attorno alle spalle di Amelia. "Lei è," Dichiarò con orgoglio. "La mia seconda figlia."
"Seconda?" Mi feci scappare senza riflettere.
"Si, la mia prima figlia è Gracia. In questo momento si trova in viaggio per un percorso di formazione, e non è ancora tornata."
"La sorellona si sarà persa come al solito," Disse Amelia con un grosso sorriso.
Fantastico.

Phil scostò una ciocca di capelli dietro l’orecchio di Amelia e le carezzò il volto. "Se posso dirlo," Osservò, "E’ davvero bella. Proprio come suo padre."
Io e Gourry non potemmo fare altro che scambiarci un’occhiata sconvolta.
"E’ un piacere conoscervi!" Disse Amelia baldanzosa. Sventolò la mano e sorrise così ampiamente da rendere i muscoli attorno alla  mia
 bocca doloranti. Mi chiedevo se il tutto dipendesse da un incidente e fosse il risultato di qualche medicazione.
"S-si," Disse Gourry. "Anche per noi."
Amelia incespicò nel vestito, il sorriso ancora stampato sul volto. Improvvisamente, qualcosa catturò il suo sguardo.
"Oh!" Esclamò. "Guarda, lo zio sta venendo a darvi il benvenuto." Tre figure, ancora in ombra, emersero dall’entrata del tempio e scesero dalle scale, avvicinandosi a noi.
Per dirla in modo celato, era un trio che ci aveva riservato un’accoglienza memorabile la notte passata: l’affascinante uomo di mezza età che si era rivelato essere Christopher, suo figlio Alfred, e il mago Kanzeil.
"Fratello!" Esclamò Christopher, le braccia tese. "Sei salvo?"
Uno sguardo severo induriva il volto di Phil. "Naturalmente."
Ci fu un momento di imbarazzo, in cui Christopher realizzò che Phil non voleva un abbraccio da lui, e a malincuore abbassò le braccia."Dove sei stato per tutto questo tempo?"Chiese a quel punto. "Ero molto preoccupato per te." Il tono di Christopher era diffidente, per usare un eufemismo. Sicuramente sentiva che Phil dubitava di lui, ma ancora insisteva, probabilmente per vedere quanto lontano potesse spingersi prima che Phil lo costringesse a cedere.
Naturalmente, Christopher ci vide, e chiese con affettata indifferenza, "E queste persone che sono con te?"
Non importava quanta delicatezza avesse potuto usare, non c’era modo di girarci intorno: noi eravamo i due intrusi della scorsa notte, adesso rientrati a palazzo in compagnia del legittimo erede. Mettendo insieme i pezzi, potrete vedere in quale delicata situazione ci trovavamo io e Gourry.
"Oh, intendi loro?" Lo interruppe Amelia. Non sorrise in quel momento. "Sono vecchi amici di papà."
Vecchi amici?
 Oh, giusto- la stessa scusa che Christopher aveva usato con Kanzeil. La linea degli schieramenti si andava delineando, tutto a posto.
Con un incerto balbettio, "Vedo…" Fu l’unica cosa che riuscì a rispondere Christopher.
"Questa è la signorina Lina Inverse," Spiegò Phil con calma, "E questo è il signor Gourry Gabriev."
Kanzeil corrugò le sopracciglia, facendosi vigile. "Tu
 sei Lina Inverse?"
La mia reputazione mi precede, lo so. Dallo sbalordito sguardo sulla sua faccia, ipotizzai che Kanzeil avesse sentito le solite leggende sul mio conto.
Va bene, sono pericolosa, passiamoci su!

"Silenzio, Kanzeil," Scattò Christopher.
"Perdonatemi." Borbottò Kanzeil facendo un passo indietro, il capo chino.
C’era evidentemente sotto qualcosa tra quei due. Se Kanzeil fosse stato dell’umore, avrebbe polverizzato Christopher con uno schiocco di dita. E da parte sua, Christopher aveva cercato l’aiuto di Kanzeil solo per aumentare il suo potere. Non erano precisamente i più affettuosi degli amici, dedussi.
"Permettimi, papà," Disse Amelia. Tornò verso di noi, disegnando una curva in aria con un braccio, e dichiarò. "Questo è Christopher, il mio adorato zio!"
Christopher ci guardò addolorato. Se non fossi stata a conoscenza della situazione, avrei detto che aveva un disperato bisogno di un lassativo.
"E questo è Alfred," Continuò in modo allegro Amelia. "E questo è un vecchio amico di mio zio, Kanzeil. Pensate che tutti i guai all’interno del palazzo reale sono cominciati proprio dopo il suo arrivo, ma sono sicura si tratti solo di una spiacevole coincidenza!"
Sinceramente dubitavo che Amelia stesse provando ad essere sarcastica, ma aveva fatto quel commento abbastanza forte da essere sentita dai soldati. Sapevo che probabilmente anche loro sospettavano di Christopher, così li sentii sghignazzare non appena Amelia ebbe finito la frase.
"E’ un piacere incontrarvi ancora," Dissi confidenzialmente. "Oh, ho detto  ancora
? Perché in effetti è la prima volta che ci incontriamo, scusatemi."
Sentii Gourry soffocare una risatina. Potevo percepire l’agitazione di Christopher salire, ma lui ancora una volta riprese il controllo di sé, tornando a guardare verso il fratello.
"Bene, sono contento di vedere che sei salvo." Mormorò a Phil. "Ora se volete scusarmi, prendo commiato."
Girò velocemente i tacchi apprestandosi a darsela a gambe, ma Phil gli intimò di fermarsi. "Aspetta, Chris!"
Christopher si fermò, e tornò verso di noi in uno stato servile, l’espressione ansiosa e dolorante stampata sul volto.
Per favore, qualcuno dia della crusca a quest’uomo!

"Si, caro fratello?" Sibilò.
"Fai rilasciare Clawfell," Ordinò Phil. "Adesso!"
Christopher scosse la testa risoluto. "Non posso farlo," Disse, mentre un sorriso compiaciuto prendeva forma sul suo volto. "Abbiamo inconfutabili prove che Clawfell fosse in combutta con gli intrusi penetrati la scorsa notte. Dovresti ringraziarmi per averlo arrestato, fratello, credo che lui sia senza ombra di dubbio coinvolto nella cospirazione per il tuo assassinio."
"Finiscila di blaterare," Ringhiò Phil, indicando me e Gourry. "Questi sono messaggeri che io ho inviato, e sono miei amici!"
"Co-!" Le parole morirono nella gola di Christopher, e l’espressione del suo viso si irrigidì. Christopher, ero sicura, aveva pensato di risolvere tutto con quella mossa, ma Phil lo aveva gettato sui carboni ardenti. Sorprendendo persino me, ma non tanto quanto Christopher.
"Messaggeri?" Chiese. "A quale scopo?"
"I miei messaggeri hanno contattato Clawfell in segreto la scorsa notte," Phil si portò le mani hai fianchi. "E mi hanno informato del fatto che mentre tornavano, sono stati intercettati da un mago e sono scampati per miracolo ad una sfera infuocata. Quindi voglio chiederti: non pensi sia più probabile che sia quel mago con i suoi alleati ad essere in combutta con chi sta cercando di uccidermi?"
La bocca di Christopher rimase aperta.
"Clawfell non è colpevole." Phil, le mani strette a pugno, si avvicinò a Christopher fino a che non fu ad un pollice dal suo naso. "Rilascialo…Adesso!"
"M- ma…" Balbettò Christopher.
"Ma  cosa
?!"
"E’ vero…Quello che stai dicendo?"
Un sorriso furbo comparve sul volto di Phil. "Sicuramente non starai insinuando che io stia coprendo Clawfell? Perché dovrei farlo? A meno che non sia io stesso ad organizzare i colpi per cercare di assassinarmi." Phil stava usando la logica. "E’ davvero questo che pensi, fratello?"
Christopher rimase muto. Sbatté le palpebre per un paio di secondi e finalmente borbottò, "Naturalmente no!" La sua faccia era rossa e agitata, ed io e Gourry la adorammo.
"Bene, quindi siamo d’accordo- Fai rilasciare Clawfell." Ordinò Phil. "E il prima possibile!"
"Lascia che ti aiuti papà," trillò Amelia. "Lascia che ti aiuti!"
Phil tornò da me e Gourry.
"Devo sistemare qualche affare qui a palazzo," Disse. "E’ inevitabile, sono dispiaciuto. Vorrebbe qualcuno essere così gentile da scortare i miei amici per il palazzo mentre sono occupato?"
Quello mi rese un tantino preoccupata. Era una buona idea per Phil andarsene in giro da solo senza le uniche due persone di cui poteva fidarsi? Però poi realizzai che in effetti era pieno giorno. Chi avrebbe potuto attaccare Phil a quell’ora, soprattutto con il cortile che pullulava di guardie? Inoltre, per quel che avevo potuto vedere, Christopher era un debole- abbaiava ma non mordeva.
Mentre stavo rimuginando ciò, Kanzeil fece un passo avanti. "Se vi fa piacere, sire," Disse con riverenza. "Sarei felice di accompagnare i vostri ospiti."
Dopo che hai provato a fare un barbecue con noi la scorsa notte?! Non penso che sia così.

Ma, come Amelia e Phil, stetti al gioco.
"Grazie molte," Dissi, sorridendo più dolcemente che potei. "Così potremo approfondire la nostra conoscenza."
Salimmo una sfarzosa scala in lucido marmo bianco e passammo sotto un immenso arco. Magnifiche vetrate colorate erano allineate nel muro, ritraendo i vari monarchi che si erano succeduti al trono di Saillune City nei secoli.
Non indagai su quale artista li avesse realizzati, ma non vi era dubbio che avesse fatto un ottimo lavoro. Non erano né eccessivamente sfarzose, né scialbe. I ritratti sembravano un bilanciamento perfetto tra maestosità e modestia. Un lungo tappeto cremisi si stendeva fino al grande altare.
Ma non soffermiamoci su queste frivolezze.

"Questo è il tempio dedicato a Shylpheed, il drago rosso," Spiegò Kanzeil, la sua voce echeggiò attraverso la stanza. "Qui è dove di norma avvengono le incoronazioni e i matrimoni regali." Il suo tono sembrava stranamente disinteressato. "Le strutture di destra e sinistra sono adibite a dormitori. Le sacerdotesse stanno a sinistra, e i sacerdoti a destra…E questo credo sia tutto quello che posso dirvi sul tempio. Gli ospiti non sono autorizzati ad entrare nei dormitori," Spiegò in modo calmo, " Così dovremo passare sull’altro lato del tempio per raggiungere il palazzo centrale."
Kanzeil con passo deciso si avviò all’uscita del tempio, preoccupandosi a malapena di indicarci qualsiasi altra cosa. Provai a lanciare un’occhiata alle sculture ed ai magnifici arazzi appesi in alto, mentre Gourry si affrettava a seguirci, la bocca aperta e lo sguardo all’insù.
Kanzeil più che altro, sembrava annoiato e distratto. Già mi aspettavo qualche commento sulla notte precedente, e sul fatto che avrebbe potuto polverizzarci in un battito di ciglia se solo lo avesse voluto. Sapete, le classiche minacce che ci aspetta di sentire da un simile idiota.
Ero disposta ad attendere, e vedere quale asso avrebbe tirato fuori dalla manica. Camminammo attraverso ad un corridoio in vetro che conduceva al palazzo reale, e guardando in alto, attraverso i pannelli trasparenti, potemmo scorgere il cielo limpido e azzurro.
Se non fosse stato per la tesa (per non dire irritante) situazione che si era creata, avrei potuto dire che era proprio una splendida mattinata. Forse avrei fatto volentieri una passeggiata per i giardini del palazzo reale, sedendomi a riposare sulla fontana. In effetti avevo proprio bisogno di una bella dormita.
Dopo pochi minuti di sogni ad occhi aperti, improvvisamente notai che Kanzeil aveva accelerato il passo, ponendo una discreta distanza tra lui e noi. Io e Gourry cercammo di recuperare il ritmo, ma proprio in quel momento, avvertii una strana sensazione.
Non importava quanto veloce avessimo camminato, non potevamo più tenere il passo con Kanzeil. Mentre notavo con stupore quanto avesse potuto allontanarsi tanto velocemente da noi, improvvisamente svanì. Bloccandomi mi voltai verso Gourry.
Era scomparso con Kanzeil.
Accidenti va all’inferno.

Ero caduta nell’incantesimo di quello stronzo di un mago.


(c) di Fren*chan


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