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1 - Spada magica dove cavolo sei?

Traduzioni > Romanzi > Romanzo # 9

Romanzo 9 - La spada magica di Vezeld
Traduzione di Akuma

Terza di copertina

Una fanciulla graziosa e, contemporaneamente una guerriera ed una geniale maga: questa sono io, Lina Inverse! E questo… è il mio compagno. Ex possessore della Spada di Luce, con una medusa al posto del cervello; Gourry, lo spadaccino. Siamo in viaggio, alla ricerca d’una nuova spada leggendaria.

Per via di alcuni casini coi Mazoku Gourry ha finito col perdere la Spada di Luce. La Spada del Drago Rosso, il Bastone Famelico d’Ossa, la Blast Sword, l’Elmekia Blade… Ci sono tantissime spade considerate "Leggendarie"; però queste non piovono dal cielo. Fidandoci delle chiacchiere abbiamo provato ad andare qua e là, rimanendo sempre a mani vuote…
La leggendaria e comica serie Fantasy torna, col secondo ciclo di romanzi!



1. Spada magica, dove cavolo sei?



*Sting*

Un rumore sottile, fin troppo chiaro: la spada si era spezzata senza troppi complimenti.
"Eh?"
"Aaaaaaargh!"
La stupida voce di Gourry e l’urlo del sovrintendente al turismo riecheggiavano nell’aria.
"Ma… che cavolo! Che stai combinando! Hai rotto la spada!" Il Sovrintendente si avvicinò a noi con un’espressione mista di rabbia ed ansia.
"Ma cosa vai dicendo! Tanto per cominciare, mi spieghi che razza di spada leggendaria è una che si rompe soltanto appoggiandocisi dopo aver inciampato?"
Alla mia risposta, la sua faccia diventò improvvisamente bluastra: "Err… Beh… Insomma, questa spada leggendaria è fatta così."
"Ma che razza di spada è!?"
*Sdonk*

In preda alla rabbia colpii il funzionario direttamente sul viso con un  corkscrew punch
.

- Un’arma leggendaria. -
Facciamo una panoramica, limitandoci solo a quelle più famose: il  Bastone Famelico d’Ossa
, arma posseduta dai demoni; la  Spada del Drago Rosso di Ceifeed,  Elmekia Blade, la spada che colpisce soltanto il corpo spirituale,  Blast Blade, la famosa spada con cui è stato sconfitto persino il drago Deimos, eccetera eccetera… Insomma, non semplici lame la cui potenza è stata amplificata da gemme e talismani magici, bensì spade magiche appartenenti alla classe "mitico", le quali non si trovano tanto facilmente in giro.
Ma… di chiacchiere su queste armi leggendarie ce ne sono fin troppe.
Qualcuno sostiene che giacciano al fondo di sperdute caverne, altri dicono che sono tenute nascoste nelle tane di alcune losche associazioni. C’è chi afferma che, gettando una normalissima spada in un lago, poi esca una bellissima ragazza pronta a regalarti un’arma mitica. La diceria più popolare è però quella secondo cui esiste, in qualche luogo al mondo, una spada infilata in una roccia: chiunque riesca ad estrarla, ne diverrà il proprietario. Questa è la regola.
Inoltre, quando ci si trova in difficoltà, di tanto in tanto, alle estremità di alcuni villaggi, è veramente possibile trovare delle spade incastonate in delle rocce. Ovviamente, si tratta di falsi, preparati dagli abitanti dei villaggi vicini. Vi state chiedendo perché facciano cose del genere? Beh, la risposta è semplice: le dicerie sulle armi leggendarie danno una fortissima spinta all’economia dei paesi.
Basta decorare una spada in modo da farla sembrare leggendaria, lavorarla in modo da poterla infilare in una roccia ed adattarla per far sì che estrarla sia un’impresa impossibile; qualunque paese, persino il più repellente, diventa così una celebre località turistica che attira moltissima gente. Ai paesi ed alle città con false spade non resta altro da fare, oltre ad accordarsi sui costi delle visite turistiche e sulle tariffe per ogni tentativo d’estrarre la spada.
Insomma, fino a quel giorno io ed il mio compagno di viaggio Gourry avevamo girovagato per paesi di questo tipo. Dopo aver atterrato il Sovrintendente al Turismo, eravamo tornati al villaggio.
Mentre ingurgitavamo un pranzo a base di pollo al vapore in una taverna iniziammo a parlare: "Ma guarda… Mica avrai pensato che fosse veramente una spada leggendaria! Era solo un semplice trucchetto, e poi questo modo disgustoso per fare spiccioli viene usato in un sacco di posti… Mi hanno fatto incavolare!"
"Su, su… anche se hai fretta, c’è poco da fare."
"Ehi, piantala di parlarne come se non ti riguardasse! Stiamo parlando della ‘tua’ spada! La ‘tua
’!" Urlai all’altro capo del tavolo a Gourry, che mangiava senza pausa del salmone affumicato.
Insomma, in quel momento, io e Gourry stavamo girando qua e là, alla ricerca d’una spada magica. Quel Gourry è assai carente per quel che riguarda la capacità celebrale, ma è uno spadaccino di prima classe. Sembra incredibile, eppure fino a poco tempo prima era il possessore della  Spada di Luce
, un’arma che poteva sconfiggere persino i mazoku. Però ora, a causa dei casini in cui l’avevo trascinato, si era dovuto separare da questa.
Perciò, come avrete capito, stavamo cercando una spada simile, in grado di rimpiazzarla; era per questo che io e Gourry avevamo vagabondato un po’ ovunque, affidandoci a chiacchiere e dicerie.
"Però, non ti sembra che in giro non ci siano poi molte spade leggendarie?"
"Ovvio. Non ce ne sono tante… Altrimenti che leggenda sarebbe?"
"Per me andrebbe bene anche una spada normale…"
"Ma che cavolo dici!?" Presi con la destra la mano che Gourry usa per tenere la forchetta e gliela strinsi guardandolo con un paio d’occhioni lucidi. "So che sei uno spadaccino eccezionale, però, non sei invincibile!" Mentre parlavo, stando attenta a non farmi notare da Gourry, utilizzando la mano sinistra, che era libera, trasferii uno, due pezzi di salmone  sauté
 dal suo piatto al mio. "Con una misera spada qualunque, non potresti fare nulla contro uno spettro o un Mazoku! Insomma, tu sei ancora abituato alla Spada di Luce, nonostante tutto. È un comportamento pericoloso, non posso permetterlo! Se provassi a combattere con un mago come facevi una volta, e provassi a tagliare le frecce di fuoco lanciate dal nemico, ti ritroveresti tutto bruciato ad agitare soltanto l’elsa della spada… Non posso credere che tu non ci abbia pensato!"
"È vero, non ci avevo pensato!"
Quell’idiota… Se l’ era già dimenticato…
Aaaah…
Feci un sospiro profondo, e continuai: "Comunque, non mi sento tranquilla se non riusciamo a trovare una qualche spada magica da farti usare in battaglia."
"Però… Se è così difficile trovarne, non ci conviene comprarcene una piuttosto che cercarcela da soli ed avere un sacco di problemi? Qualche tempo fa ti avevo accompagnato in un negozio di articoli magici, c’erano anche molte spade."
"Vedi, quelle sono normali spade potenziate grazie ad amuleti e talismani magici. Se devi difenderti da qualche attacco magico, ad esempio, in caso di combattimenti contro spettri o robetta del genere, può anche essere utile… In caso contrario, non si tratta di armi potenti. Insomma, non puoi usarla neanche per difenderti dalle magie nemiche. Se combattessimo contro un Mazoku vero e proprio, con una spada del genere non mi sentirei affatto tranquilla.
Insomma, per farla breve, se vogliamo una di quelle spade mitiche, dobbiamo trovarcela per conto nostro, ecco."
"Quindi, queste spade leggendarie non vengono vendute nei negozi di magia, no?"
"Certo che no. Se per caso qualcuno vendesse una spada simile, nel momento in cui la cosa diviene di pubblico dominio, arriverebbe un qualche principe o nobile e la comprerebbe all’istante. Alla fine, se pensiamo di voler entrare in possesso di un’arma del genere, non possiamo fare altro che cercarcela da soli. Già."
"Capisco. È così dura…"
"Eddai… piantala di parlare come se non fossero affari tuoi!"
Ma, proprio mentre stavamo parlando…
"Oh! Eccoli! Eccoli!" Ci girammo senza nessun motivo in particolare per vedere a chi appartenesse la voce rauca che si sentiva dall’entrata; c’era un vecchio, accompagnato da quel Sovrintendente che avevo steso poco fa, sulla montagna.
Era forse venuto per lamentarsi perché gli avevamo spezzato la spada?
Avvicinandosi a noi due con passo deciso, il vecchio ci parlò a bassa voce, con circospezione: "Scusatemi. Per caso voi avete cercato di estrarre la spada, prima, sulla montagna?"
"Già, è così. Ma… Noi abbiamo spezzato la  Spada Leggendaria
. È venuto qui per lamentarsi di questo?" Parlai con sarcasmo, mostrando un sorrisetto diabolico, ma il volto del vecchio si contrasse con una risata stentata.
"No, no, non c’è problema… A dire il vero… A proposito di questo…" Si sedette sulla sedia libera al mio fianco, ed iniziò a parlare sottovoce: "Io sono il capo del villaggio. Come avrete potuto constatare, questo non è certamente un paese ricco. Si trova in una zona collegata male con il resto del mondo e non abbiamo nessun prodotto tipico celebre. Per questo, insomma, dobbiamo fare una cosa del genere. Riuscite a capirci?"
Come no... Mi stava dicendo di non andare in giro a spiattellare il fatto che la leggenda fosse una truffa. Però, una tecnica strappalacrime come questa potrebbe funzionare con una persona qualunque, ma non con me, la guerriera e maga geniale, Lina Inverse!
Beh, in quel caso il fatto che io fossi una geniale maga ed una guerriera contava poco…
"Non è un villaggio ricco, eh… Non mi sembra proprio così, Signor Capo, dato che sei vestito in maniera così pulita ed ordinata…"
"Argh!"
"Hai un bell’aspetto per uno della tua età. Ed anche i tuoi vestiti, nonostante sembrino semplici, sono fatti con una stoffa di qualità. Lo stesso vale per il sovrintendente, lì…"
"Argh!"
"Argh!!"
Le mie parole causarono un palese cambiamento di colore nelle facce dei due.
Questi due… Si sono arricchiti approfittandosi della truffa della spada!
"Beh, non tocchiamo quest’argomento. Per ora, vi restituiremo i soldi che avete speso per la visita e per il tentativo d’estrarre la spada." Disse il capo. Dopodichè dal suo petto, da una tasca cucita all’interno della camicia, estrasse un borsellino di pelle che posò sul tavolo con un tintinnio.
Il rimborso spese sembrava ben più corposo rispetto a quello che aveva preannunciato. Fissai il Capo ed il Sovrintendente con rabbia: "Forse è inclusa nel prezzo anche, per dirla in termini tecnici, la tariffa del  tieni-la-bocca-chiusa
?"
"Ma no, ma no! Vede, ecco, se si spargono strane voci nel mondo, la reputazione del villaggio crollerà; per questo, non avremo più turisti…"
"Insomma, ci cucite le labbra, così potrete riempirvi le tasche grazie alla truffa della spada leggendaria?"
"Argh! No, no, non lo faremo più!" Disse il Capo, prodigandosi in scuse ed agitando le mani. Anche se i suoi occhi dicevano "Accidenti! Ci ha fregato!
"
"Pe-però… Oltre alle spese… Ohoh! Ecco!" Il vecchio batté una volta le mani. "Sembra che voi siate alla ricerca d’una spada e, fortunatamente, si dia il caso che io conosca una specie di leggenda! Io vi racconto questa storia, e voi, per quanto riguarda quella cosa…"
"Una spada leggendaria, eh…" Visto che il suo discorso mi suonava sospetto, aggrottai vistosamente le sopracciglia. Mi risultava difficile credere ad una leggenda riguardante una spada raccontata da un vecchio che lucrava creando spade mitiche fasulle.
"Tanto sarà anche questa una bugia, vero?"
"No, no! Naturalmente, non sono andato a vedere di persona il luogo in cui è custodita la spada della leggenda, c’è un racconto e, per questo, si tratta certamente d’un fatto reale!"
"Hm… Stando a ciò che mi hai detto, ora come ora mi conviene provare ad ascoltare questa  leggenda
."
"Aaaah! Benissimo!"
"Aspetta un attimo…" Il volto del capo stava assumendo un colorito rilassato, quando lo indicai con decisione: "Abbiamo già sentito abbastanza fesserie, capito?"
"Sì, naturalmente!"
"Ok. Ascoltiamo pure la tua storia."
"S… sì. Da qui, uscendo dalla strada principale verso est, se andate verso nord per circa quattro, cinque giorni, troverete la città di Vezeld."
"Hmm, hmm."
"Lì c’è una montagna, con una caverna a metà della sua altezza" Una caverna in una montagna? Iniziavo a sentire puzza di bruciato… "Dentro a questa c’è una roccia, in cui è conficcata una…"
"Ancora con queste fesserie!!"
*Sbadabang*

In un impeto di rabbia, sferrai un diretto sul viso del capo.

"Ma pensa te… Se proprio vuoi raccontarmi una storia inventata di sana pianta, almeno trovane una decente…" Forse avevo esagerato nel mettere a tacere le maldestre panzane del capovillaggio, visto che l’avevo steso con un colpo. Conclusa questa vicenda, io e Gourry lasciammo il villaggio.
Il cielo azzurro sembrava quasi trasparente; il tempo pareva essersi addolcito. Il carro procedeva sferragliando sulla via, trascinato da un asino. Visto che la ricerca di indizi sugli indizi sulle spade magiche non aveva dato nessun risultato, vagabondavamo senza una meta, godendoci un raro momento di tranquillità.
Tanto ero certa che a breve sarebbero sbucati fuori dei banditi; io li avrei stesi e mi sarei appropriata del loro magnifico bottino. Non chiedevo di meglio.
"Ma, Lina, ora che facciamo?" Mi chiese Gourry, mentre dalla strada iniziava ad intravedersi un piccolo villaggio circondato da un bosco.
"Già. Per ora pensavo che dovremmo provare ad andare a Vezeld."
"Vezeld?" Gourry aggrottò leggermente le sopracciglia. "Dove ho già sentito questo nome?"
"Sei assurdo… Ce l’ha detto quel truffatore del capo del villaggio di prima. Proprio quella città."
"Aaah, già, già." Gourry aveva dato l’impressione di aver capito per qualche istante. Poi aggrottò nuovamente le sopracciglia. "Ma… quella di prima… era una bugia; non avevi detto così?"
"Si, è quello che ho detto. Si trattava d’una bugia, non ci sono dubbi."
"…?" Alle mie parole, Gourry restò in silenzio. Il canto degli uccelli, seppur mite e delicato, fu per un po’ di tempo l’unico rumore che si potesse sentire.
"Non capisco bene… Allora, perché andiamo a Vezeld?"
"A voler essere sinceri, il motivo è che non abbiamo nessun altro posto in cui andare."
"Già, vero."
"Non esistono molte storie concrete riguardo le spade leggendarie. Se ci fossero in giro delle storie con fondamenti di verità, qualcun altro avrebbe già trovato l’arma in questione. Visto che ora non abbiamo una meta, anche se sappiamo già da ora che probabilmente sarà inutile, adesso non possiamo fare altro che provare ad andare. Ecco perché andiamo là.
Fai finta che sia un viaggio di piacere; andiamo con calma e tranquillità."
"Capisco. Ogni tanto possiamo fare anche un viaggio tranquillo."
"Proprio così." Annuii con un dolce sorriso.
*BOOM*

Fu proprio in quel momento che il rumore lontano di un’esplosione spazzò via l’atmosfera pacifica. Non fu difficile trovare l’origine del rumore; in un angolo del villaggio che si ergeva di fronte a noi, si innalzava un singolo filo di fumo nero.
"Cos’è successo, così, all’improvviso?"
"Non mi sembra che potremo stare tranquilli! Andiamo, Lina!"
"Ok!" Dove c’è casino, ci sono sempre pericoli e soldi!
Io e Gourry iniziammo dunque a correre verso il villaggio.

Quando arrivammo sul luogo dell’incidente si era già radunata una folla di abitanti del paese in prede alla curiosità. Tutti stavano guardando una villa; sembrava fosse stata colpita da una palla di fuoco o qualcosa del genere. Una parte era stata completamente distrutta; dalle macerie si alzava del fumo, nonostante non vi fosse la minima traccia di fuoco.
"Cos’è successo?"
"Ma, neanche noi sappiamo nulla!" Mi rispose uno dei cittadini, con aria perplessa.
"Siete venuti quando il rumore vi ha spaventato?"
"Qui ci abita una ragazzina! Voi due, dovete darci una mano con le macerie![1]"
"OK! Lasciate fare a noi! Faremo in un baleno!" Recitai una formula.
"Vu Vraimer"
*Vrrvrrvrrvrrvrrrrrrrr
*
In risposta alle parole magiche, un golem prese forma dalla sabbia e si eresse.
Un brusio serpeggiò tra la folla. "Un golem! Spazzerà le macerie!"
"Uooooooooh!"
Al mio comando il golem spostò con facilità le macerie, ancora fumanti. Ma, subito dopo aver iniziato il lavoro…
*Boom*

Udimmo per la seconda volta un’esplosione, stavolta proveniente da dentro il bosco dietro al villaggio.
"Golem! Se trovi delle persone tirale fuori da lì, poi aspetta. Se non trovi nessuno, continua pure il tuo lavoro!" Lasciato un ordine al golem, io e Gourry ci precipitammo nel bosco.
Si poteva sentire un umido odore di verde. Forse per la paura, forse per l’atmosfera minacciosa, non si riusciva a sentire il canto degli uccelli.
*BOOOOOM*

La terza esplosione sembrava provenire da vicino. Io e Gourry ci guardammo, annuimmo, senza parlare, poi iniziammo a correre in direzione del rumore.

"Ngh!"
Quella che atterrò in un cespuglio con l’agilità degna di quella d’un gatto era una giovane ragazza, probabilmente sui 14 o 15 anni. Piccolina, dagli occhi grandi, a giudicare dai vestiti sembrava la tipica abitante d’un villaggio qualunque. Aveva lunghi capelli neri, raccolti in una treccia, che le scendevano delicatamente sulle spalle.
"Non penserai mica di poter scappare!"
Di fronte a noi c’era un uomo vestito completamente di nero; sembrava quasi un’ombra. Era completamente coperto dai suoi abiti; solo gli occhi erano visibili. Sembrava quasi un assassino. A dire il vero, anche se l’ho descritto come tale, dava l’impressione di essere qualcos’altro.
"Se per un qualche miracolo riuscissi a scapparmi… poi! Dove avresti intenzione d’andare? Non hai nessuno su cui contare, né una casa in cui tornare; la mia palla di fuoco l’ha già distrutta. Sotto il cielo notturno, senza alcuna compagnia, non soffrirai la solitudine?
Non insistere per motivi insignificanti, se vieni con me senza fare troppe storie sarà meglio anche per te."
"Ma guarda. Nonostante le apparenze, sei uno che parla parecchio!" Ad aver parlato non era però la ragazza…
"Che cosa!?" L’uomo si voltò verso di… Non credo ci sia bisogno di dirlo… Me, Lina, e Gourry, che eravamo finalmente arrivati nel luogo da cui veniva il rumore dell’esplosione ed i suoni d’una battaglia.
"Voi chi siete!? Maledetti!"
"Non ho motivo di presentarmi, come una sciocca, ad un tipo losco come te."
"Losco! Non dire che sembro una persona cattiva!" L’uomo in nero alzò la voce.
Ma guarda te… Così conciato come puoi pretendere d’essere considerato un brav’uomo?
"Ma voi, cosa volete? Non ho idea né di chi siate, né di cosa facciate qua!"
"Eravamo nei dintorni quando hai fatto saltare in aria quella casa nel villaggio, poi, abbiamo sentito un’esplosione qui, nella foresta! Di solito, se qualcuno fa un simile casino, a chiunque viene la tentazione d’andare a controllare… Ma, a parte questo, mi viene spontaneo chiederti: dalle tue parti qualcuno che distrugge a colpi di magia le case altrui e rapisce giovani fanciulle non lo considerate un tipo losco?"
"Err… Ehi! Sono in missione, quindi anche questo è lecito!"
"Missione?" Aggrottai istintivamente le sopracciglia.
"Voi non c’entrate nulla!"
"Ma, comunque stiano le cose…" Gourry fece un passo in avanti. "Questa non è una cosa che io possa lasciarti fare. Perché non proviamo a risolvere il problema parlando?"
"Certamente. Vi voglio dare un consiglio, visto che vi permettete di ficcare il naso in faccende che non vi riguardano atteggiandovi a paladini della giustizia. Se non ve ne andate tranquillamente, mi costringete a prendere provvedimenti. Capite quello che vi voglio dire?"
"Insomma, dovremmo starcene zitti e buoni?" Le minacce dell’uomo in nero mi fanno ridere. "Senti, le tue intimidazioni non ci fanno né caldo né freddo, non abbiamo mai avuto problemi contro i tipi sospetti come te."
"…" L’uomo, restando in silenzio, estrasse con un sibilo la sua spada corta. Assunse una posizione da combattimento perfetta; sembrava un tipo piuttosto forte. Quell’uomo in nero… Anche se era un po’ chiacchierone, cosa che non gli si addiceva più di tanto, da come si muoveva rivelava una certa abilità.
Nel frattempo, la ragazza che era stata inseguita, per qualche motivo non si era mossa, come se volesse che le cose procedessero così come stavano facendo. Non mosse neppure un muscolo. Personalmente, avrei preferito se fosse scappata in fretta, approfittando del momento in cui noi parlavamo con l’uomo in nero; purtroppo non avevo la possibilità di dirglielo chiaramente.
Gourry estrasse la sua spada lunga: "Io sono Gourry Gabriev!"
"Chiamatemi Zain."
"Idiota!"
Dietro di Zain, sentimmo una voce di rimprovero. Ci fu un lieve fruscio d’erba, ed apparve un altro uomo in nero, vestito nella stessa maniera di Zain.
Aveva completamente celato la sua presenza!
Forse la ragazza non si era mossa perché aveva percepito la presenza del tipo che era nascosto qui intorno? Neppure io ero riuscita ad accorgermene.
Zain era rimasto piuttosto turbato dalla sgridata del secondo uomo in nero.
"Ga… Gal…"
"Non chiamarmi col mio nome!"
"Eh… ma…"
"Non solo ti presenti col tuo nome a degli avversari sconosciuti, chiami persino per nome un tuo compagno! Sei fin troppo imprudente!"
"Ma… Ma… I nostri sono nomi in codice…"
"Uff…" Le parole di Zain fecero arrabbiare il secondo uomo in nero tanto da fargli gonfiare le vene sulle tempie. Eeeh… Dev’essere dura avere gente del genere come sottoposti…
"Dato che vi chiamate con dei nomi in codice… Voi probabilmente fate parte d’una qualche servizio segreto al soldo d’un re o d’una famiglia aristocratica…"
"Ehi! Come fai a saperlo!?"
Ed eccolo qua, dritto dritto nel mio tranello!
"Hah…" Gal fece un grosso sospiro a causa dell’uscita di Zain.
"Uff. Adesso sapete troppe cose." Contrariamente a Zain, che era fin troppo esagitato, lui parlò con un tono di voce freddo e compassato. "Peccato. Vi dovremo far tacere. Se proprio volete dare la colpa a qualcuno, prendetevela con la vostra mania di ficcare il naso e con quel chiacchierone sconsiderato di Zain."
"Parli come se fossi sicuro di vincere... Interessante! Perché non provi a vedere se riesci a fare quel che affermi?"
Il mio sguardo e quello di Gourry si scontrò con quello dei due uomini in nero, sprizzando scintille!
Però… Mi preoccupava un po’ il fatto che la ragazza non si fosse ancora mossa da lì. Era solo perché i suoi piedi erano rimasti paralizzati e faticava a muoversi, oppure… Il vero motivo era che percepiva la presenza di un altro compagno degli uomini in nero qui intorno?
"Sha!" Zain si mosse per primo, interrompendo il mio ragionamento. Facendosi strada tra gli alberi in corsa, percorse la distanza che lo separava da Gourry in un attimo! Com’era veloce! Fra i rami si intravedevano due fasci di luce argentata; i riflessi dei raggi di luce che filtravano dai rami.
*Tink*

"Tch!" Gourry parò con la sua arma il primo attacco. Zain fece uno schiocco con la lingua e, senza aspettare, partì subito con un secondo attacco. Era senza dubbio forte, ma, come mi aspettavo, Gourry gli era superiore, anche se non di molto.
Nello stesso istante in cui Zain attaccò per la seconda volta, l’altro uomo in nero estrasse la spada e si lanciò di corsa verso di me.
Non c’era tempo per pronunciare una formula! Estrassi la mia spada corta dal fodero sulla gamba ed iniziai a recitare una formula, mentre bloccavo il suo attacco.
*Tonk!*

Anche lui è molto forte!
Fortunatamente, negli ultimi tempi avevo ricevuto da Gourry qualche lezione su come combattere con la spada; altrimenti, molto probabilmente, l’attacco precedente mi avrebbe ferito.
Anche l’uomo in nero numero due, esattamente come Zain, non appena vide che avevo parato l’attacco, ritirò la spada, poi, con un gran balzo di lato, si preparò ad un nuovo assalto sollevando l’arma al di sopra della propria testa. Abbassando la spada, si lanciò all’attacco; questa volta non punto me, ma Gourry.
Avevano intenzione di attaccare assieme Gourry per poterlo sconfiggere per primo?!
Gourry bloccò con la lama l’assalto dell’arma del secondo uomo in nero, poi si mosse, scansando per un soffio l’attacco di Zain. La punta della sua spada graffiò l’armatura di Gourry, producendo uno spiacevole rumore stridente.
Mentre il secondo uomo in nero ostruiva ogni possibile via di fuga di Gourry, Zain si preparava nuovamente ad attaccare… Però, stavolta, riuscii a completare la formula magica prima che i due si lanciassero all’assalto.
"Dim Wind!"
*Gwooooooooo…*

"Uwah!"
Lanciai il mio incantesimo con la forza necessaria per sbalzarli in aria, senza far loro del male; il vento fece volar via tutti e tre gli uomini, che precipitarono uno sopra l’altro formando un mucchio. Beh, sì, avevo lanciato Gourry in aria assieme agli altri, ma quello che contava era che avevo bloccato gli attacchi degli uomini in nero!
"Ma tu… hai colpito anche il tuo compagno!" Disse Zain con aria meravigliata, alzandosi in fretta dal suolo erboso.
"Hmph! Come sei ingenuo! Mai sentito dire ‘il fine giustifica i mezzi’
?"
"Ma tu… Che tipa…" Stava parlottando tra sé e sé, strabuzzando gli occhi, mentre io feci un leggero sorriso.
Intanto, mentre io e Zain ci stavamo esibendo nel nostro siparietto comico, Gourry si era già rialzato ed era pronto a combattere. Avevo fatto quella battuta proprio per far guadagnare tempo a Gourry e dargli modo di rimettersi in piedi e prepararsi.
Era senza alcun dubbio questo il motivo per cui mi ero comportata così. Quello che avete visto non era il mio vero carattere. Vi prego, credetemi.
Comunque, questi tipi… Erano proprio forti, sarebbe stato meglio evitare d’andarci leggeri. Anche se Zain sembrava un po’ tonto, restava un avversario da non sottovalutare.
Beh, decisi di concludere il tutto con un colpo solo!
"Gourry! Adesso inizio a fare sul serio! Scusami se colpisco anche te!"
Il mio bluff causò una certa preoccupazione tra gli uomini in nero, però il più agitato nel gruppo era decisamente Gourry.
"A…aspetta, Lina! Ripensaci!"
"Lina!? Stai forse dicendo… Lina Inverse!?" Gal o come cavolo si chiamava parve meravigliato.
"La conosce!? Questa ragazza?" Gli chiese Zain.
"Come fai a non sapere chi è!? È conosciuta con tantissimi nomi e soprannomi che sarebbe meglio non dire a voce alta, è nella nostra Top Ten delle persone con cui non vogliamo stringere rapporti amichevoli ed è uno dei tre maghi più forti!"
"Ma dove cavolo è stata fatta questa Top Ten!" Gridai istintivamente in risposta. Ma pensa te…Uno fa qualcosa qua e là per diventare un po’ famoso, ed ecco che delle chiacchiere assurde e diffamatorie lo precedono in tutto il mondo… È così che funziona…
"Tch." Il secondo uomo in nero fece uno schiocco di lingua. "Stiamo combattendo contro un nemico terribile… Però, dato che siamo in due contro due, forse abbiamo qualche possibilità di farcela."
"Allora, che ne pensi di quattro contro due?" Disse una voce che proveniva da dietro di noi, in direzione del villaggio.
Continuando a fissare con la coda dell’occhio i due uomini in nero, per non perderli di vista, mi voltai leggermente per scorgere, da dietro le mie spalle, una coppia: erano un uomo ed una donna. Avevano tutti e due all’incirca vent’anni. Il ragazzo era alto ed aveva capelli neri e corti; anche se non sembrava particolarmente malvagio, i suoi occhi lasciavano trasparire un non so che di cattivo. La donna invece aveva lunghi capelli argentati, raccolti in una coda. Era piuttosto alta e molto bella. Lui indossava un’armatura leggera, lei un guardaspalle di pelle; entrambi avevano una spada al fianco. A giudicare dalle apparenze li avrei definiti due mercenari erranti; almeno così pensavo. Di certo non sembravano compagni degli uomini in nero.
"Adesso che cosa facciamo!? Se continuiamo a far casino, attireremo la gente del villaggio!"
"Tch… Ritiriamoci!" L’uomo numero due in nero saltò tra i cespugli e sparì, lasciandoci soltanto con uno schiocco di lingua.
La fuga è stata una saggia scelta.
"Non pensate che finisca così! Torneremo ancora, aspettateci!" Contrariamente al suo collega, Zain fece la classica sparata da cattivone in fuga, prima di scappare a sua volta.
*Phew.*
Quando i due si furono allontanati a sufficienza e non riuscimmo più a percepire le loro presenze, io e Gourry tirammo un sospiro di sollievo.
"Ad ogni modo, ci avete dato una mano. Grazie."
L’uomo mi rispose scuotendo entrambe le mani. "Tranquilla, tranquilla. Non avevamo nessuna intenzione di aiutarvi. Noi siamo conoscenti di quella ragazza." Si voltò verso la ragazza con la treccia e le parlò con disinvoltura. "È un po’ che non ci si vede, Shera-chan. Anche il gruppo degli uomini vestiti di nero di poco fa… Forse, si tratta di quella cosa?"
"E che ne so!" Rispose bruscamente lei, prima di spostare la sua treccia, che le si era fermata su di una spalla.
Quel-la-co-sa?

"Ehm, se fosse possibile, mi piacerebbe se qualcuno mi spiegasse tutto ciò…"
L’uomo, senza neanche girarsi, agitò una mano: "Ah. Siete ancora qui. Voi potete anche tornarvene a casa."
Grrr…
"Ehi!"
"Shera-chan, capisco quel che provi. Però, nella vita, l’insistenza non basta a risolvere ogni cosa."
"Ohi!"
"Con la tua insistenza, alla fine, riusciresti soltanto a cacciarti nei guai, proprio com’è successo oggi."
"Ehi! Tu! Vecchio!"
*Crik!*

Il mio "Vecchio!
" causò un tremore nelle spalle del tipo.
Evvai! Si era arrabbiato, si era arrabbiato! O.K.! L’avevo trascinato nel mio ritmo!
"Ve…vecchio…?"
Le vene sulla sua fronte si gonfiarono, scricchiolando, e l’uomo si voltò verso di me. Però io fui più veloce di lui; iniziai subito ad elencare le mie lamentele.
"Tanto per cominciare, siamo stati noi i primi ad arrivare qui! E poi, voi siete sbucati fuori all’improvviso senza fare assolutamente nulla; non ci avete dato neanche una spiegazione e tu, pensando solo ai fatti tuoi, ci hai bollato dicendoci ‘tornatevene pure a casa
’… Che immensa sfacciataggine! Questa è proprio la prova che siete un vecchio ed una vecchia!"
"Argh…"
Mentre sparavo ininterrottamente le mie accuse, l’uomo si voltò verso la sua compagna, come se fosse in cerca d’aiuto. Però, la ragazza si limitò a fissarci, incuriosita. Sembrava non avesse la minima intenzione di difenderlo.
Evvai! Stavo continuando a pungolarlo chiamandolo "vecchio
"… Ehi, no, aspetta…
Non avevo iniziato questo casino soltanto per chiamarlo "vecchio
", ma per chiedere spiegazioni su cosa stesse succedendo. Heh, mi sono lasciata prendere la mano…
A quanto pare, anche continuando a parlare con lui in questo modo mi sarei limitata ad un litigio; sarebbe stato assurdo pensare che mi avrebbe raccontato qualcosa. La sua compagna sembrava una tipa piuttosto taciturna…
Non potevo far altro che puntare sull’unica persona rimasta!
Oltrepassai l’uomo e mi rivolsi alla ragazza chiamata Shera con un sorriso affabile.
"Ehi, tu… Sai chi sono io?"
"E…eh… Sì… D’altronde sei famosa per molte ragioni…"
Le sue "molte ragioni
" mi fecero un po’ incavolare, ma in quel momento riuscii a far finta di nulla.
"Oh, bene. Allora possiamo passare subito alle tue spiegazioni. Ti darò il mio autografo in cambio!
"
"Eh…?"
*Krr…krr…*

Il viso di Shera divenne improvvisamente rigido.
"Eh… No, cioè… Però…"
"Ehi… tu…" Gourry si rivolse con un tono di voce sinceramente preoccupato a Shera, che, per qualche motivo, aveva iniziato a farfugliare. "Sta attenta a quello che dici. Devi comportarti come se fossi stata attaccata da una belva feroce; è meglio se accetti l’autografo di Lina, anche se farlo ti renderebbe infelice."
*Grrr…*
"Se provi a dirle sinceramente ‘non lo voglio
’, una come Lina si infurierebbe di sicuro. E poi, anche un autografo come il suo può essere utile; puoi usarlo come protezione dai banditi o come sottobicchiere…"
*SDONK*

Senza dire una parola, presi una pietra grande come una testa e ci colpii Gourry sulla nuca, mettendolo finalmente a tacere.
"Comunque, credo di sapere che in giro non si parli troppo bene di me. Però non si può giudicare una persona basandosi soltanto su delle semplici chiacchiere, senza accertarci prima di come stanno realmente le cose coi nostri occhi… Non credi?"
Le mie frasi di sincera persuasione fecero irrigidire ulteriormente il volto di Shera, che riuscii a stento ad annuire.
"Penso che chiunque abbia almeno uno o due segreti di cui proprio non vuol parlare. Non so perché, però gli uomini in nero ti hanno presa di mira, e quel gruppo ha provato ad ucciderci semplicemente perché ci siamo impicciati. Questo ti va bene? Vuoi che tutto finisca così, senza spiegarci cosa sia  quella cosa
, soltanto perché non ne hai voglia?"
"…" La ragazza restò in silenzio.
Dai! Un’altra spinta!
"Però… Anche se sono così insistente, poiché ci siamo intromessi in questa storia senza che nessuno ce lo chiedesse, non ti sto facendo una richiesta egoistica come ‘dimmi tutto, dall’inizio alla fine!
’ Però mi piacerebbe che ci raccontassi almeno ciò di cui puoi parlare liberamente. Anche solo aprendoti, forse puoi tranquillizzarti; capisco che possiamo sembrare degli impiccioni, ma se magari potessimo esserti d’aiuto…"
"No, no, no, no! Non c’è bisogno che vi dica nulla!"
Non riuscii a replicare all’ultima battuta di Shera, poiché l’uomo le si avvicinò improvvisamente.
"Se mai avesse bisogno d’aiuto, ci penseremo noi a darle una mano, vero Milina?"
Sul volto della ragazza dai capelli argentati affiorò un sorriso amaro: "Non che mi importi qualcosa di quello che fai, Luke, ma è evidente che hai qualcos’altro in mente…"
"Ehi! Non parlare di me come se agissi per un secondo fine! Semplicemente, non posso far finta di nulla quando c’è una bella ragazza in difficoltà, ecco. Ma non fraintendere le mie parole, Milina, perché, in realtà, io amo soltanto te
"
"Idiota." Fu la risposta, sottovoce, alla dichiarazione di Luke o come cavolo si chiama.
Se, quando sussurrò quell’idiota
, avesse distolto leggermente lo sguardo mentre le si arrossavano le guance, avremmo potuto pensare una cosa come "Ooh! Una timida coppia da commedia romantica!"
Però, in realtà, quel "(sei proprio un) idiota
" fu pronunciato con un velo di disgusto. Pare proprio che l’amore di Luke per Milina non fosse ricambiato.
Comunque, in quel momento, l’argomento non era di mio interesse.
"Se non puoi far finta di nulla quando c’è una bella ragazza in difficoltà, allora mi spieghi come mai ora che io sono in difficoltà sei così tranquillo?"
Luke mi fissò con decisione: "Adoro vedere una racchia nei guai."
*SDONK*

"COOOOSA HAI DETTOOOOOO!?"
Ancor prima di lanciare il mio urlo di protesta, avevo già piantato la suola dello stivale sul viso di Luke.
"Ma… tu…!? Che cavolo fai!"
"Taci! È la punizione per ciò che hai detto!"
"Che ho detto di male!?"
"Hai detto cose palesemente sbagliate! Se fai delle uscite insensibili come questa, è ovvio che poi Milina ti respinga!"
"Argh! Chi è che mi respinge!? Ovunque andiamo, chiunque ci veda pensa subito che siamo una coppia super innamoratissima! Vero, Milina?"
"Assolutamente no." Le dichiarazioni imbarazzanti di Luke sembravano averla un po’ offesa.
"Percheeeeeeeé!? Perché non hai ancora compreso il mio amore?!"
"Ah-ha! Hai visto! Non siete affatto una coppia!"
"Stai zitta! Come puoi pretendere di capire le raffinatezze dell’amore tu, che hai un corpo da bambina?"
"Cosa!? Chi avrebbe un corpo da bambina?"
"Ehi… Non so se vi interessa, ma quella ragazza se ne sta andando…"
"Gourry, stai zit… Eh?"
Le parole di Gourry, che chissà quando si era rimesso in piedi, mi spinsero a voltarmi nervosamente qua e là; scorsi la figura solitaria di Shera, che camminava in fretta verso il villaggio.
"Ehi… Asp… Aspetta!"
"Aspettaci! Shera-chan!"
Ci affrettammo a seguirla tutti e quattro.
"Perché la state seguendo anche voi?" Luke mi guardò di traverso.
Ricambiai l’occhiataccia: "Guarda che noi stiamo andando al villaggio. Voi, piuttosto, perché la seguite sempre? Vedete, non mi sembra che siate esattamente suoi amici…"
"Oh, e tu, allora? Sei una sua amica?"
"Di sicuro non la detesto."
"Ehehe… Ne sei certa?"
"Hm, hm, hm. Posso confermartelo tutte le volte che vuoi."
Il mio sguardo incrociò quello di Luke, sprizzando scintille, mentre nel bosco si diffuse un’atmosfera pesante. Gourry e Milina, che si erano allontanati leggermente da noi, seguivano la scena con distacco.
Però… Luke e quella tizia… Stando a quello che si erano detti con Shera, sembrava che quei due la seguissero sempre sebbene la detestassero. Probabilmente questi due avevano lo stesso obiettivo degli uomini in nero di poco prima. Il problema era: qual’era quest’obiettivo
?
La possibilità numero uno era, manco a dirlo… che si trattasse d’un tesoro. Shera possedeva le chiavi d’un qualche tesoro, e proteggeva il suo nascondiglio. Doveva essere per questo che era seguita sia dagli uomini in nero che dalla squadra di Luke.
Se era così come pensavo, tutto avrebbe avuto una spiegazione logica.
Inoltre, se, come supponevo, gli uomini in nero fossero membri dei servizi segreti d’un qualche regno o aristocrazia, il tesoro a cui puntava un gruppo del genere non poteva certo essere un oggetto senza valore!
Se avessi avuto ragione, non potevo certo lasciar perdere questa storia!  Povera Shera, stiamo venendo a toglierti dai guai! Così ci ricompenserai a dovere...

"Nyaaaaaaaaah!"
L’urlo di Shera interruppe all’improvviso i miei pensieri.
"E adesso che succede?!" Corsi in fretta verso la ragazza.
Tra le mie elucubrazioni ed i battibecchi con Luke, non mi ero accorta che eravamo tutti e quattro tornati al villaggio. Davanti a Shera, che si era irrigidita e lanciava urla, c’era un mucchio di paesani ed il golem che avevo evocato precedentemente. Beh, c’era anche quella che una volta era la casa della ragazza e che, ormai, era solo spazzatura.
"Allora stai bene!?"
"Cos’è successo!?"
Ignorando le domande dei vari paesani, Shera sussurrò: "La mia… casa…"
"Aaaah! Ecco, questa tipa…" Uno degli abitanti del villaggio mi indicò e le spiegò: "Dato che pensavamo che tu fossi rimasta sotto le macerie, eh, lei ha chiamato il golem e gli ha detto di rimettere tutto in ordine."
"Woooo…" Shera si voltò lentamente verso di me. "Certo, una parte era stata distrutta dalla palla di fuoco, ma potevo ancora abitare nell’altra… Però, tu, gentilmente, le hai dato il colpo di grazia con quel golem?"
Uh!? Ma come!? Le pupille di Shera bruciavano distintamente con fiamme di rabbia.
Dovevo rimediare a tutto ciò in qualche modo!
"N… Non ho fatto apposta… Ho detto al golem  ‘sposta le macerie’
, poi sono venuta nel bosco, però… Pare che questa specie di golem non fosse in grado di distinguere le macerie dalla parte di casa ancora in piedi… Alla fine, mi sa che ha spostato tutto… Aha… Ahahahah… Eh, già, è un bel guaio…"
"Non dire  ‘è un bel guaio’
!" Urlò lei. "Cos’hai intenzione di fare!? Per colpa tua, stasera non ho un posto in cui dormire!"
"Err… Beh, ehm… Ad ogni modo, se c’è qualche problema, me ne occupo io!"
"È colpa tua se sono nei guai! Cosa hai intenzione di fare, per quel che riguarda la casa?"
"U…uhm… E…Ecco! Creerò un sacco di golem e li farò mettere insieme, così fermeranno una casa, giusto!"
"Non voglio vivere in una casa così! È inquietante!"
Uhm, che tipa esigente per il proprio habitat… Vagai con lo sguardo, pensando e ripensando, cercando di capire se esistesse una buona trovarle per risollevare il morale di Shera.
Alla fine, per quella notte mi toccò pagarle le spese per alloggiare in una locanda in quel villaggio, così, in qualche modo, riuscì a calmarsi.

"E voi cosa ci fate qui?"
Chiesi a Luke e Milina, che sedevano al nostro tavolo, di fronte a noi. Era ormai giunta la sera, ed eravamo al piano ristorante della locanda. Luke, senza scomporsi, rispose tranquillamente: "Non potevamo fare altrimenti. In questo villaggio, non ci sono altre locande oltre a questa."
"Si, va bene. Allora ditemi, perché siete seduti al nostro stesso tavolo?"
"Veramente non siamo proprio seduti al vostro tavolo. Siamo seduti a quello di Shera-chan."
Shera fece finta di non accorgersi che noi quattro stessimo parlando di lei e, con un’espressione che trasudava pessimo umore, portava del cibo alla sua bocca senza fiatare.
Uhm… Non mi sembrava che le fosse tornato più di tanto il buon umore…
In quel momento, piuttosto che compiacerla o assecondarla, era meglio starsene tranquilli ed in silenzio. Dato che Milina era piuttosto taciturna e che Shera non aveva intenzione d’aprir bocca, restavamo solo io e Luke, che finivamo sempre col litigare. Ovviamente Gourry non andava neanche preso in considerazione. Trascinarlo in un litigio o in una trattativa sarebbe come decidere di praticare il  bungee jumping
 utilizzando un ramoscello di salice come elastico.
Continuare a battibeccare con Luke, anche se soltanto in maniera fredda e distaccata come prima, non avrebbe certo aiutato a tranquillizzare Shera.
Date le circostanze, avevo deciso di cambiare approccio e di rivolgermi direttamente a Shera.
"Shera, sei ancora arrabbiata?" La guardai placidamente, mentre mi riempivo la bocca con del salmone saltato al burro.
"Certo, per colpa del mio ordine frettoloso al golem la tua casa è andata completamente distrutta, non posso negarlo…" Mi infilai in bocca un blocco di  roast beef
 avvolto nella lattuga, e ripresi a parlare con aria sottomessa. "Ho fatto un errore, penso proprio di doverti chiedere scusa." Mi infilai in bocca dei gamberi in salsa dolce; uno, e due. "Però, anche se ti chiedo scusa, non può finire tutto così, con un semplice ‘OK, tutto a posto!’" Feci un panino con della lattuga, una salsiccia ed una fettina di limone, lo chiusi e gli diedi un morso.
"Ecco perché vorrei almeno aiutarti in qualcosa…"
"Non sei per niente convincenteeeeeeeeeeee!"
*Sbonk*

Chissà per quale motivo, Shera batté sul tavolo coltello e forchetta, per poi alzarsi dalla sedia con aria contrariata. "Dimenticatevi della mia casa! Piuttosto, smettetela di seguirmi! Sia voi che voi!" Indicò con fare severo prima me e poi Luke, poi si voltò, dandoci le spalle, e si incamminò verso la sua stanza.
"Ora che stai facendo? Cerchi di farla arrabbiare ulteriormente?" Luke parlo con un tono di voce subdolo, mentre mi guardava di traverso.
"Non dare la colpa a me!"
"È indubbiamente colpa tua."
"Ma dove!?"
"Con un comportamento del genere, chiunque penserebbe d’essere preso in giro."
"Non penso proprio!" Incrociai lo sguardo di Luke, sprizzando scintille.
"Aspetteremo fino a domattina." Con una sola frase tranquilla, Milina riuscì a placare piuttosto facilmente una situazione che sembrava in procinto d’esplodere.
"Se ci prendiamo una serata di riposo, magari si calmerà anche lei."
"S…sì… Senza dubbio."
"Anche se Milina la pensa così, non sono d’accordo!"
"Oh, va bene. Ma almeno facci mangiare in pace." La ragazza ci rivolse un sorriso dolce.

"Oh, a proposito di Shera-chan; se n’è andata stamattina, sul presto."
"Eh?" Strabuzzammo tutti e quattro gli occhi nel sentire la risposta del nonnetto della locanda. Era la mattina del giorno dopo, ed avevamo appena concluso una colazione contornata dalla stessa atmosfera di ieri sera, ma con una differenza: Shera non era con noi.
Poiché non sembrava che si sarebbe fatta viva, stavo iniziando a preoccuparmi, così sbirciai dentro la sua stanza; ma lei, ormai, non era più lì. Allora chiesi al padrone della locanda se, per caso, si era accorto se gli uomini in nero del giorno prima l’avessero rapita.
Ma la sua risposta fu quella di poco fa.
Per essere stata una passeggiata mattutina, era fin troppo lunga.
"Ehm, allora, non è che per caso le ha detto dove sarebbe andata?"
Il nonnetto ci pensò per un attimo. "Hmm, non, non mi ha detto nulla del genere."
"Le ha detto qualcos’altro?"
"Soltanto una cosa…"
"E cosa?"
"Che la maga dai capelli castani – Tu, insomma – avrebbe pagato il conto."
"…" Restai senza parole; era l’unica frase che non mi aspettavo di sentire.
Guardandomi con la coda dell’occhio Luke parlò con un tono di voce odioso. "Insomma, Shera-chan non vorrà più tornare qui. Poverina… È tutta colpa di qualcuno, che gli ha distrutto la casa…"
"Argh! Ma cosa! Ieri avete detto ‘Facciamo passare una notte, magari si calma’
!"
"Non dare la colpa a Milina!"
"Eh, allora sarebbe tutta colpa mia… Vabbè, meglio lasciar perdere. Comunque, adesso la cosa più importante è trovare Shera. È possibile che sia ancora nei dintorni. Io vado a cercarla. Gourry, dammi una mano!"
"Sì!"
Io e Gourry ci alzammo con un certo entusiasmo dalle nostre sedie.

Tornammo alla locanda poco prima di mezzogiorno, a mani vuote.
"Non era vicino ai resti di casa sua e sembra che nessuno al villaggio l’abbia vista; probabilmente se n’è già andata da qui." Dissi con aria depressa, sorseggiando del succo di frutto seduta al tavolo del piano-ristorante.
Argh! Mi sono già fatta scappare gli indizi per una storia che avrebbe portato un sacco di soldi?!
"Ma, allora, adesso che facciamo?"
"Che facciamo…" Sospirai. "Visto che la ragazza è sparita, non possiamo fare nulla. Se se n’è già andata dal villaggio, non possiamo neanche capire dov’è andata…"
"Lei non si trova… E poi sono spariti anche quei due…"
"Magari stanno facendo un giro qui intorno. Sempre se anche loro sono realmente usciti dal paese…"
Anche perché rispetto a stamattina non è cambiato nulla.
 – Era quello che avrei voluto dire… Però…
Quando noi eravamo andati a cercare Shera, quei due, chissà perché, avevano deciso di restare alla locanda, per il momento. Questo atteggiamento significa che… Per caso, quei tipi avevano qualche idea su dove Shera sarebbe potuta andare?
Perciò loro sono rimasti qui e, dopo che ce ne siamo andati, si sono diretti verso il luogo che avevano in mente?
*Gluglugluglu!*

*Clonk!*

Trangugiai il succo d’un fiato e mi alzai dalla sedia. Mi misi in cerca della figura del nonnetto che gestiva la locanda.
"Mi scusi! Mi sa dire che fine ha fatto la coppia che era con noi stamattina?"
Il nonnetto, che era in cucina e stava lavando i piatti, interruppe la sua opera. "Hmm… Vediamo… Dopo che siete usciti, hanno pagato per il loro alloggio, poi se ne sono andati."
"Hanno per caso detto dove sarebbero andati o roba del genere?"
"No, niente di tutto ciò, però… Ah, già. L’uomo mi ha chiesto di riferirvi questo messaggio:  Visto che Shera se n’è andata, non ha senso restare qui. Noi lasciamo perdere, ce ne andiamo.
"
"Hmm?" Aggrottai istintivamente le sopracciglia.
Sospetto. Assolutamente sospetto.
Tanto per cominciare, perché quel tipo con cui non avevo fatto altro che bisticciare mi avrebbe dovuto lasciare un messaggio in cui mi diceva chiaramente "Noi lasciamo perdere.
"?
Mi veniva in mente un’unica possibilità.
Ossia, quei due non avevano assolutamente lasciato perdere questa storia.
Insomma, avevano perlomeno un’idea di dove potesse essere diretta Shera.
Forse era proprio questo il motivo per cui ci avevano lasciato quel messaggio in cui ci esprimevano la loro intenzione di lasciar perdere? Ed era sempre per questo che avevano lasciato la locanda mentre noi eravamo fuori?
Se avevo ragione, ci restava una sola scelta! Ossia, seguire Luke e Milina!
Bisognava subito iniziare a raccogliere informazioni!
"A proposito… Noi non sappiamo molto su quei due… Lei, invece? Magari quello che sa lei e la destinazione di Shera sono collegati in qualche modo… Almeno spero…"
Il vecchio si grattò la testa. "Hmm… Nah… Forse sono mercenari erranti, non mi sono interessato più di tanto… Alloggiavano qui da tre o quattro giorni e mi pare che di tanto in tanto andassero a casa di Shera-chan."
"Si conoscevano già da prima?"
"Boh… Vedete, il fatto è che neanche Shera-chan vive qua da molto tempo."
"Allora viene da qualche altro paese?"
"Non vi so dire con certezza quando sia venuta ad abitare qui; quando ci siamo accorti di lei, abitava già in questo villaggio."
"Che tipo irresponsabile…"
"No, no. A dire il vero, prima in quella casa ci abitava un tizio che si chiamava Guren.
Lui è originario di questo villaggio; all’inizio viveva soltanto con la madre. Però non era affatto un tipo che rigava dritto; faceva piangere sempre quella povera donna."
Il nonnetto aveva iniziato a sproloquiare su un argomento che non c’entrava nulla con le mie domande.
Ooh! Quando ci si comporta così senza volerlo, significa che siamo stati colpiti dal cosiddetto "Morbo della chiacchiera
"!
Si tratta d’un male che colpisce vecchietti e vecchiette che abitano in piccoli paesi o in zone di campagna; costoro in genere sono costretti a vivere nel loro piccolo mondo, così, se per caso un forestiero fa loro delle domande, questi gli parlano tantissimo, in continuazione, senza neanche farci caso; questa è una cosa terribile.
Se vieni catturato da qualcuno che ha contratto questa malattia, sarà tuo destino ascoltare per molto, molto tempo le sue storie; non importa se queste sono un’enorme rottura di scatole. Però esiste un modo per filarsela; basta dire qualcosa come "Ho fretta
" ed andarsene senza esitare.
Beh, al mondo vi sono anche avversari così temibili da essere immuni persino a questa tecnica, ma un nonnetto come questo, molto probabilmente non era uno di loro.
Nonostante tutto, a volte da chiacchiere come queste possono effettivamente spuntar fuori senza fare apposta delle storie interessanti, quindi in quel momento assecondai le chiacchiere del vecchio, e continuai ad ascoltarlo docilmente.
"Era un tipo sempre in cerca di facili guadagni. Adorava alcool, donne e gioco d’azzardo; se sentiva parlare di qualche ghiotto affare nei paesi qui intorno, uno di quelli in cui si poteva fare una fortuna in un colpo solo, spariva da casa per molto tempo. Insomma, questo era Guren.
Alla fine, quando sua madre morì, non si fece neppure vivo.
Insomma, credo sia chiaro che, a noi del villaggio, lui non piaceva molto.
Poi… Saranno stati due… tre anni fa? Beh, tornò all’improvviso, in compagnia d’una ragazza. Dato che né Guren né Shera-chan avevano detto nulla in proposito, nel villaggio si diffuse la decisa diceria secondo cui lei sarebbe una figlia illegittima dell’uomo. Qualche tempo dopo quel Guren, ubriaco fradicio, cadde nel fiume ed annegò. Ecco perché da allora quella ragazza viveva da sola in quella casa.
Ma dimmi, ti sto annoiando con le mie storie?"
"No, no, anzi, le trovo molto interessanti!" Agitai nervosamente i palmi delle mani di fronte al vecchio, la cui mente era improvvisamente tornata al presente.
"Però… Il tuo compagno sta schiacciando un pisolino…"
"Eh…?"
Mi girai di scatto verso un lato per vedere che, appoggiato ad uno dei muri della locanda, Gourry dormiva pacificamente.
Ma guarda tu questoooooo…
Pensai di svegliarlo a suon di calcioni, ma così avrei interrotto le ciarle del vecchio, e non era mia intenzione farlo.
"Beh, se ha sonno, lasciamolo dormire… Vada avanti."
Per il momento riuscii ad evitare di prendere a calci Gourry, ed esortai il vecchio a continuare il suo discorso.
"Beh, insomma, a causa tutto quello che vi ho detto, quella ragazza iniziò a vivere qui. Probabilmente lei pensa ancora d’essere una forestiera. C’è chi non la vede di buon occhio, però, in genere nel villaggio viene considerata una brava ragazza. A dire il vero, nella maggior parte dei casi più che di simpatia si tratta di compassione. Molto probabilmente, si sarà trovata a fronteggiare numerose difficoltà."
"Dice che la ragazza dovette superare molti problemi… Questo vuol dire che, dopo la morte di suo padre, aveva trovato un qualche lavoro?"
"Lavoro? Mmm… Boh, non è che ne sappia molto…" Il vecchio non si accorse che stavo pilotando con una certa naturalezza i suoi racconti.
Hm, capisco. Pare che dopo la morte di quella canaglia del padre, Shera avesse potuto continuare a vivere senza doversi cercare un lavoro. Insomma, da come si prospettava la vicenda, la mia ipotesi del tesoro nascosto cominciava a farsi più realistica.
"Non ha un lavoro… E poi, quel tizio, suo padre, lì, come si chiama, da quello che ho sentito non mi sembra il tipo da lasciare una qualche eredità…"
Il nonnetto agitò le mani a destra ed a sinistra; "È assurdo anche soltanto pensare che abbia potuto lasciarle dei soldi. Se avesse avuto a disposizione del denaro, un tipo come lui se lo sarebbe speso tutto in alcool, altro che fondi per il futuro. Si era venduto pure i mobili di casa, e poi si lamentava in continuazione della sua povertà. Ecco perché cercava di fare tanti soldi in un sol colpo.
Una volta raccontò una storia assurda; pare che fosse andato a cercare fortuna a Vezeld come minatore d’orihalcon."
Hmm… La storia stava deviando parecchio.

"Eh!? Orihalcon!?" Istintivamente, mi misi a gridare.
Per la gente normale è soltanto un metallo qualunque; però, per via della sua interessante capacità di bloccare fino ad un certo grado l’energia magica, è parecchio richiesto dai maghi, sia per motivi di studio che di sperimentazione. Tuttavia viene prodotto in quantità decisamente inferiori rispetto a quella di altri metalli, come, per esempio, l’oro. Naturalmente questo lo rende piuttosto costoso; il suo valore commerciale supera diverse volte quello del platino.
In fin dei conti, si trattava realmente d’un ottimo metodo per fare un bel po’ di soldi in fretta.
"Da dove sarebbe uscita ‘sta roba? Un posto chiamato Vezeld? Vezeld?" Aggrottai d’istinto le sopracciglia.
Proprio a Vezeld… Anche il capo del villaggio della spada leggendaria fasulla aveva affermato che lì c’era sicuramente una qualche spada, però…
"Anche se c’era qualcuno che sosteneva d’averne trovato, adesso… ah, ecco, saranno passati più o meno vent’anni, beh, in pratica, pare che in realtà ne avesse trovato solo una quantità misera. Quando quel Guren lo seppe, decise d’andare a sua volta a Vezeld. Ovviamente, non trovò nessun orihalcon. Tornò a mani vuote, e la gente lo prese in giro, apostrofandolo con un ‘Te l’avevamo detto!
’. Secondo te, che scusa tirò fuori quel tizio?"
Ed il discorso deragliò nuovamente.
"Quando te lo dirò, ti metterai a ridere. Guren non trovò orihalcon, però, mentre scavava una buca, trovò una grotta e, in fondo a questa c’era una strana spada, infilata in una roccia. Poiché c’era un’atmosfera sinistra, scappò via e se ne tornò a casa…"
"Coooooosaaaaaa!?" Lanciai senza accorgermene un grido. "Per caso lei ha detto… spada?"
"Ah… Aaah, beh, naturalmente è solo una panzana. Come potete immaginare, quando raccontò questa storia, quel tipo era gonfio d’alcool."
"Capisco." Annuii in maniera vaga.
Se, quando aveva raccontato questa roba quel tizio lì, Guren, aveva bevuto… Il suo racconto diventava improvvisamente più credibile. In genere, nelle panzane sparate quando si è ubriachi, non si esce con frasi come "Sono scappato per la paura
".
Se era sua intenzione trovare una storia che giustificasse il suo non aver trovato orihalcon, poteva inventarsene una in cui si vantava della sua forza, del suo coraggio… Ad esempio poteva raccontare qualcosa riguardante l’essere stato attaccato da un mostro dal quale sarebbe riuscito a sfuggire a stento.
Comunque, questa storia resta ancora troppo poco come base per stabilire se effettivamente ci sia una spada a Vezeld.
"Beh, questa storia mi è stata riferita da mia moglie. Stando alle voci, Shera dovrebbe essere stata concepita da Guren mentre era a Vezeld. Vista l’età di Shera-chan, la sua data di nascita coincide più o meno con quel periodo. E poi, si sa, Guren era un donnaiolo…"
Ascoltai il flusso delle chiacchiere del vecchio con la testa tra le nuvole, mentre saltava senza alcuna responsabilità da un argomento all’altro.
Qualcosa era reale, però, dov’era, lì, in mezzo alle fandonie?
Ad ogni modo… C’era solo una cosa di cui potevamo essere certi. La chiave per risolvere ogni enigma era a Vezeld.



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