The Slayers Again Site - UNREGISTERED VERSION

Vai ai contenuti

Menu principale:

2 - E' bello trovare un uomo duro

Traduzioni > Romanzi > Romanzo # 1

Capitolo 2 – E’ bello trovare un uomo duro!
Il titolo in inglese "it's good to find an hard man" (è buono/bello trovare un uomo duro) è un gioco di parole su "it's hard to find a good man" (è difficile trovare un brav'uomo) dove good e hard sono scambiati.



Era di certo una vista interessante. Il suo intero corpo era coperto di bianco.
Indossava un mantello bianco, un vestito bianco e un cappuccio bianco. Tutto era avvolto nel bianco tranne gli occhi. E c’era qualcuno con lui.
"Splendido. Sei tu." La mia espressione cambiò quando riconobbi l’uomo mummia di prima.
I due entrarono nella stanza lentamente, con l’uomo mummia che trascinava i piedi abbastanza da adularmi. Gourry chiuse la porta dietro di loro e l’intero corpo dell’uomo mummia tremò mentre gettava un’occhiata alle sue spalle.
L’uomo in bianco, invece, non mosse un muscolo.
Si fermarono precisamente al centro della stanza, a metà strada tra Gourry e me.
"Vi conoscete già voi due, eh?"
"Come no, ci conosciamo da secoli. Proprio questo pomeriggio dipingevamo assieme la città di rosso" dissi.
Se credi sia possibile, la mummia sbiancò.
L’uomo in bianco sollevò una mano per tenerlo al suo posto.
"Ci piace giocare assieme, non è vero, amico bendato?"
Scommetto di no.
"Le mie scuse" disse l’uomo in bianco "Questo è il mio socio, Zolf. È sempre leale, ma eccessivamente zelante a volte. Ti chiedo di perdonare le sue azioni."
"Per me va bene. Aumenterò solo il prezzo." ghignai. Proprio in quel momento, notai per la prima volta che l’uomo in bianco non era completamente umano. La luce nella stanza non era un granché, ma potevo lo stesso notare, attraverso l’apertura del suo cappuccio, che la pelle attorno agli occhi era di pietra. Non avevo mai visto una cosa del genere, e all’inizio credevo quasi di essermelo sognato, ma no… no la faccia di quel tizio era fatta di pietra.
Forse è un golem? considerai. Ma i golem sono creati per essere servili, e gli occhi di quel tipo scintillavano di libera volontà. Era senza dubbio il sovrano di se stesso.
"Seiproprioun’affarista.Chenedicidi cominciare col negoziato?"
"Sicuro. Quindi, vuoi comprare un oggetto…"
"Certo. Uno degli oggetti che tu… ehm… hai liberato dalle grinfie di una certa banda di ladri poco tempo fa."
"Un oggetto in particolare?"
"Non ti dirò quale."
Che cosa? Piegai un sopracciglio. "Non vuoi dirmi quale?"
"No."
"Allora penso che abbiamo incontrato la nostra prima buca nella strada."
"Se specificassi quale oggetto desidero, potresti non venderlo più giusto per curiosità, non credi? Ecco cosa ti propongo: concordiamo insieme un prezzo per ogni oggetto, poi io prendo quello che desidero. Pagherò allora il prezzo pattuito."
"Astuto.  Sai,non ricordodiaverti  visto all’accampamento dei banditi."
"Infatti non  mihaivisto. Sono solo  un ammiratore dell’oggetto in questione."
Così dice lui.
"All’inizio avevo incaricato Zolf di cercarlo. Era riuscito a infiltrarsi tra i banditi e, usando le abilità di ricerca dei ladri, a localizzare e ottenere l’oggetto.
Anche lui stava per prelevarlo dai banditi alla prima opportunità, ma poi…"
"Sono arrivata io."
"Esatto."
"Hai usato i banditi per fare il lavoro sporco."
"Non penso tu sia in una posizione per giudicare."
Touchè. "Ok, ho avuto un’idea generale, passiamo al sodo. I miei beni sono: una statua, una spada e varievecchie monete. Sicuramente nonsei interessato alle gemme. Sono dozzinali e non valgono molto, figuriamoci ‘qualsiasi prezzo tu vorrai’ ".
L’uomo in bianco annuì lentamente. "Giusto."
"Allora, cominciamo dalla lama…" Stabilii i miei prezzi in successione.
L’uomo in bianco rimase letteralmente spiazzato.
Fece un passo indietro, mentre l’uomo mummia mi guardò intontito con occhi e bocca spalancati. Gourry mi fissò, confuso (ovviamente)
Gli uomini non sono bravi a fare shopping.
Aveva detto che avrebbe pagato qualsiasi prezzo avessi fatto. Allora cos’era quello shock? Avevo chiesto cento volte il loro valore di mercato, il che era, garantito, abbastanza per comprare un castello e mezzo, ma aveva detto ‘qualsiasi prezzo tu vorrai’!
Se  avesse  voluto dire  ‘qualsiasiprezzo RAGIONEVOLE  tu vorrai’avrebbe  dovuto specificarlo! Che gli serva da lezione, se vuoi saperlo. Dammi l’opportunità di sognare e io sognerò in grande. Sono fatta così.
"Ero preparato a pagare due o tre volte il valore di mercato" sbottò l’uomo in bianco "Non cento
volte."
Risi. Perchè era divertente.
"Questo non è un gioco" disse, suonando impaziente.
"Credo di no. Va bene, solo perchè sei tu—offerta promozionale! Ti faccio tutto a metà prezzo."
"Metà?!"
"Sicuro. Sconto del cinquanta per cento sugli oggetti rubati! Prendeteli finchè sono caldi, ragazzi!" Oggetti rubati. Caldi. L’hai capita?
"Come puoi avere l’ardire di…" sibilò l’uomo mummia.
"Silenzio, Zolf!"
Come posso avere l’ardire? Non è stato difficile. Sono ardita. È quello che faccio.
"Non credo tu possa accettare delle rate, vero?" la mummia ringhiò sotto i baffi.
"Non proprio. Inoltre, non intendo acconsentire a condizioni ridicole mentre vengo trattata come una bambina da un mago di terza categoria che non sa distinguere una Fireball da un Lighting."
"C-cosa?" La voce dell’uomo mummia si alzò di un’ottava quando si rese conto di essersi fatto
fregare da una Fireball fasulla.
"TU—! Prima di tutto…" Fece una pausa per prendere un bel respiro prima di sciorinare una litania di offese, ma l’uomo in bianco intervenne.
"Zolf! Ti avevo detto di stare calmo!"
L’uomo mummia si infilò la coda tra le gambe e piagnucolò al rimprovero.
"Allora, come offerta finale, accetteresti di unirti a noi? In un anno—no, in sei mesi—saresti ripagata due o addirittura tre volte la cifra che chiedi."
"Uhm…"  dissi,incrociando lebracciae grattandomi il mento nella posa universale del ‘ci
sto pensando’.
"Se rifiuto la tua offerta" chiesi alla fine " mi dichiareresti tua nemica, vero?"
L’uomo in bianco non rispose. Mosse solamente il sopracciglio destro.
"Mi spiace ma devo rifiutare la tua gentile offerta. Ho l’abitudine di evitare tipi come te ad ogni costo. Chiamala intuizione femminile."
"Umph…"
"E, intuizione o no" dissi, con gli occhi sulla mummia, "morirei piuttosto che essere associata a gente come te."
Zolf si sporse e stava per dire qualcosa di, nella sua testa, arguto e velenoso, ma l’uomo in bianco lo
fermò.
Paura e ferocia si incontrarono nello spazio tra l’uomo in bianco e me. La forza della sua volontà era palpabile. Non era un essere comune. Continuammo a fissarci per lungo tempo.
Sospirò rumorosamente "Sei una donna testarda. Sembra che il nostro negoziato abbia raggiunto un impasse."
"Che peccato." dissi, fingendo disappunto.
"Sì, l’hai detto. Come convenuto, mi ritirerò per stasera. Poi, quando il sole sorgerà domani, non sarò più trattenuto dal mio onore e ti assalirò con tutta la mia potenza. Tu e io diverremo nemici nel momento stesso in cui metterai piede fuori da questa locanda."
Annuii quasi impercettibilmente per indicare che avevo capito.
Mi voltò le spalle lentamente "Andiamo, Zolf."
"M-ma…"
L’uomo continuò verso la soglia, dove Gourry tratteneva la porta. Zolf esitò per un attimo, poi seguì l’uomo fuori. L’uomo in bianco si voltò a guardarci mentre disse: "Oh! Mi chiamo Zelgadiss."
"Lo ricorderò." risposi, maledettamente seria.
Gourry chiuse la porta con un piccolo rimbombo.
Aspettò di essere sicuro che i nostri ospiti non fossero più a portata di orecchie prima di parlare.
"Pensavi veramente di ottenere il prezzo che hai chiesto?"
"Certo che no! Che aspettavi che facessi, che vendessi l’oggetto a quella marmaglia, senza domande? Sei scemo?"
Gourry scosse la testa e sospirò. Non pensava fossi in grado di vederlo, ma anche attraverso tutta la stanza potevo vedere che stava sorridendo.


***


"È buffo come non mi possa mai stancare di questo cielo bellissimo."
Ero stesa a faccia in su sopra un campo verde, perdendo lo sguardo nel chiaro, chiaro blu. Il sole era tiepido sulla mia faccia; la terra era tiepida sotto la mia schiena. Era una bella sensazione.
Finalmente avevamo raggiunto la fine del sentiero che attraversava la foresta. L’aria intorno era viva di suoni di uccelli e densa di odore di sangue.
"Sissignore. Questo è certamente un bel cielo."
"Ehi, Lina…" una voce provenne dalla mia sinistra. Era anche lui steso sull’erba.
"Sì, Gourry?"
"Non penso che dovremmo prendercela così alla leggera. Specialmente quando altri stanno ancora combattendo."
Ho menzionato il mucchio di cadaveri di guerrieri sparsi a terra dietro Gourry e me? No? Beh, c’erano cadaveri di guerrieri sparsi a terra dietro Gourry e me.
"Sì, scusami . Ho combattuto, anche se… solo un pochino."
"Sì, ti ho vista. E non te lo sto rinfacciando. Sto solo dicendo, tu prima hai lanciato un incantesimo d’attacco—che era buono—e poi hai detto ‘Lascio il resto a te’ e amen."
"Potrebbe sembrare che abbia fatto solo quello."
"No, Lina, ti assicuro, hai fatto solo quello."
Usando la spada come un bastone da passeggio, si alzò lentamente in piedi.
"Vorrei riposare un altro pochino." dissi.
Gourry girò la testa verso di me. "Saremo un bersaglio facile per loro se non arriviamo alla prossima città prima di stanotte. Alzati, Lina, ce ne andiamo."
Non era irragionevole, ma non me la sentivo di separarmi già dalle nuvole. Ero parecchio esausta da tutto il lavoro che avevo fatto prima.
"Liiiiina" canticchiò, come un padre con la sua bambina. Sperando che io mi alzassi e lo seguissi, iniziò a correre a una velocità inusualmente lenta.
"Solo cinque minuti. È bello e comodo qui. Mi dà una bella sensazione."
"Ora basta!" urlò e, voltandosi, afferrò il mantello sopra il mio spallaccio destro, dandomi uno strattone.
"AAAAAHHH!"
Il dolore era insopportabile. La mia fronte sbattè contro il terreno mentre collassavo, artigliando il mio fianco destro.
È una cosa imbarazzante da dire, ma devo confessare che non me la cavo molto bene col dolore.
Ponendo la mano destra sulla ferita e focalizzando l’energia lì, riuscii velocemente a tirare fuori un incantesimo guaritore. Sembrava ci volessero cento anni, ma alla fine il dolore si allontanò. Una ferita superficiale sarebbe guarita molto in fretta, ma questa qui? Questa qui probabilmente ci avrebbe messo parecchio.
"Lina?"
"Mmmmh?" rimasi più calma che potevo in quellecircostanze.Nonèchepensavodi abbindolare nessuno, lo facevo per il mio benessere.
"Sei ferita?"
Accennai un piccolo sorriso, rendendolo più femminile che potevo.
"È solo aria nella pancia" tubai dolcemente.
Lo sguardo di Gourry si abbassò dalla mia faccia al fianco che stringevo.
"Ugh!" Una pugnalata tagliente di dolore mi fece guaire di nuovo. Gourry bruscamente infilò una mano sotto il mio mantello e individuò la ferita—era sul lato destro.
L’umidità che sentì lì lo fece ritrarre la mano sorpreso e (conoscendo Gourry) disgustato.
"Stai…" lasuavoceeraallarmata"Stai sanguinando!"
"Oh, sto bene." dissi, sfoggiando una faccia coraggiosa. Non volevo far finta, però. Il dolore stava realmente diminuendo.
"Tu dici di stare bene."
"Io sto bene, Gourry, te lo prometto. Ho iniziato un incantesimo di guarigione solo pochi minuti fa. Sarò come nuova in poco tempo…"
"Ma—"
"Senti, preferisco che tu mi creda pigra piuttosto che tu mi chieda come sto ogni dieci secondi!"
"Scusa…"
"No! No, va tutto bene. Solo… solo lasciami riposare un altro po’ mentre mi curo, ok?"
"S-sì… certo." Quindi Gourry si sedette di fronte a me, osservandomi guarire. Il che era produttivo quanto guardare una pentola che sta per bollire. Ero contenta che si preoccupasse, ma non mi piace farmi vedere fragile dalla gente. Mi fa sentire giù di corda. E non c’è niente di peggio che sentirsi debole e giù di corda.
"Allora sei stata ferita per tutto questo tempo?" chiese "Non stavi guardando le nuvole. Avevi le mani  occupate  a guarirti. Mi spiace avere frainteso…"
"Te l’ho detto, Gourry, è tutto ok."
Divenne silenzioso. Per molto tempo, udimmo solo il soffiare del vento.
"Cercano ancora quell’oggetto." dissi, rompendo il silenzio.
"Ho controllato delle cose mentre ero sola la scorsa notte."
"Che cose?"
"Cose come che tipo di marchio magico l’uomo mummia potrebbe aver piazzato su qualunque oggetto volesse individuare."
"Trovato niente?"
Scossi la testa.
"Stiamo parlando di una statua di una dea fatta di Orihalcon, di un coltello affilato e dalla lama spessa, e un mucchio di monete d’oro da collezione. Nessuno di questi oggetti ha un marchio magico."
"E allora che si fa?"
"Penso possiamo escludere le monete. Mi sembrachiaro che stia cercando un solo oggetto e non un gruppetto. Ciò ci lascia con il coltello e la statua."
"Puoi parlare così tanto mentre sei ferita?"
"Cosa? Oh, sto bene. Ora sono  quasi completamente guarita"
"Quasi completamente non è completamente!"
Uffa! Grazie papino. Ho detto che sto bene!
Dunque, la magia sul coltello è probabilmente lì per mantenerlo affilato. Non è un incantesimo di alta qualità. Però potrebbe portare con sè il marchio. Dall’altro lato, la statua è fatta di Orialchon, un metallo raro che ha il potere di sigillare la magia."
"Quindi non puoi marchiarlo?"
"Sì e no. Se qualcuno andasse sul piano astrale, potrebbe tracciare l’energia spirituale proveniente dal materiale… Capisci dove vado a parare?"
"Proprio per niente."
"In parole povere, potrebbe aver marchiato entrambi."
"Soprattutto, perchè è così categorico nel volere quel determinato oggetto?"
"È proprio questo il punto. Non riesco a capirlo. L’Orialchon è un metallo prezioso, e il coltello è un prodotto di rispettabile artigianeria, ma non c’è niente che salta all’occhio in entrambi i manufatti. Ma qualcosa gli fa volere disperatamente uno di questi oggetti."
"Ha detto che in sei mesi ti avrebbe dato tre volte il prezzo che hai chiesto. Quindi deve valere ancora di più per lui. Forse l’oggetto potrebbe mostrargli dov’è nascosto una specie di tesoro sepolto o roba del genere."
So che stai pensando perchè anch’io l’ho pensato.
Il concetto del ‘tesoro sepolto’ suona come qualcosa che viene dalle favole, giusto? Sono d’accordo. Però poteva avere un senso.
"Vuoi dire che potrebbe essere una sorta di chiave. Che idea brillante." risposi.
"Veramente?" Era stato Gourry ad averla, ma non sembrava pieno di fiducia nella sua stessa teoria.
"Una chiave magica! Sì,  potrebbeessere decisamente questo! Ho sentito di nobili che usano cose del genere per salvaguardare le loro magioni. Poniamo che ci sia una fontana in un cortile che si apre e conduce alla stanza del tesoro solo quando una certa giovane donna entra. In casi come questi, la donna è la chiave."
"Allora questa chiave… potrebbe essere qualsiasi cosa, magica o meno?"
"Esatto."
"Quindi, se la statua o il coltello si trovano nel posto giusto—"
"Potrebbe succedere qualcosa. O no."
"Ho afferrato il concetto."
"Non è granchè come idea, ancora. Tuttavia…" mi alzai in piedi in qualche modo. Trovavo ancora difficile camminare, ma non impossibile.
"Ehi, che fai…"
"Cavoli, sono a posto. Sono un po’ stanca, ma non totalmente indifesa.
Mentre Gourry si alzava, mi adocchiò come se fossi fatta di vetro.
"Ack!" gridai mentre Gourry mi sollevava tra le sue braccia. Non mi fece male, solo mi sorprese.
"E-ehi! Che diavolo pensi di fare?" la mia faccia divenne color papavero mentre spiegava cosa
intendeva fare.
"Ti trasporterò per un po’. Solo finchè non riesci a camminare meglio."
"Sto BENE! E anche tu sei stanco, Gourry…"
"Mia nonna mi faceva sempre promettere di essere carino con le ragazzine." mi disse facendo l’occhiolino.
Se si fosse risparmiato la parola ‘ragazzine’, forse non l’avrei colpito. Oh, vabbè.


***


Ancora loro!
Passi. All’inizio pensai che il cigolio del pavimento fosse frutto della mia immaginazione.
Ero esausta, dopo tutto. Ero stata sveglia quasi tutta la notte a rimuginare, senza riuscire a dormire. Che fortunata interruzione era quella! Quei passi non erano fatti da persone uscite fuori a bere e che  si trascinavano verso la propria camera. Quelli erano chiaramente passi di persone che camminavano furtivamente nel cuore della notte e cercavano distintamente di non sembrare persone che camminavano furtivamente nel cuore della notte.
Sgusciai fuori dal letto. Certo, non potevo essere sicura di essere io il loro obiettivo, ma calcolai che la probabilità era piuttosto alta, quindi era meglio essere preparati. I passi si avvicinarono.
Presi il mio mantello da terra.
Cosa? Dove pensavi che fosse? Non mi conosci, ormai?
Infilai il mantello sotto le coperte, dandogli la forma di un corpo addormentato. Mi assicurai di muovermi molto, molto silenziosamente.
All’istante, i passi si fermarono giusto davanti alla mia porta. Un secondo dopo, qualcuno calciò la porta e un manipolo di figure maschili si infilarono nella stanza. Si diressero dritti al mio letto. Fu fantastico quando realizzarono che il gonfiore sotto le coperte non ero io. I figuri sbatterono gli uni con gli altri, saltarono su e giù e imprecarono.
"Dove diavolo è quella?" urlò uno di loro, frustrato.
"Proprio qui, babbeo!"
L’ho veramente detto ad alta voce? Lo sapevo dal momento in cui avevo dato fiato alla bocca che avevo fatto un grosso errore.
Troppo tardi per farci nulla, ormai, pensai mentre mi alzavo in piedi. Inoltre, non ero un’idiota completa.
Per tutto il tempo in cui ero stata seduta, mi stavo preparando. Infatti avevo giusto finito di recitare il mio incantesimo.
Riunii le mani davanti al petto e iniziai, lentamente, a separare i miei palmi. Una sfera di
luce sbrilluccicante apparve nello spazio tra di loro.
Non era un Lighting stavolta. Era quella vera: una Fireball.
Le figure si girarono verso di me, ma era troppo tardi. Scagliai la Fireball nella stanza e mi buttai fuori nel corridoio, sbattendo la porta dietro di me.
Certo che avevo controllato se c’erano assassini nel corridoio. Non hai proprio fiducia in me, eh?
Normalmente una Fireball detonata in una stanza chiusa ha il doppio della sua forza distruttiva, per tua informazione.
KA-BOOM!
Fu un’esplosione bella notevole. Le mie Fireball sono di prima qualità, capaci di sciogliere l’acciaio con un colpo diretto.
"Che diav—! Cos’era quello?" urlò Gourry mentre si precipitava dalla sua stanza. Visto che era un mercenario, io e lui avevamo molto in comune.
Come me, Gourry era armato e vestito per l’emergenza.
"Assassini!" Quella parola era abbastanza per riassumere la situazione.
"Li hai fatti secchi?"
"Non lo so" confessai. Se l’attacco fosse avvenuto il giorno prima, non avrei esitato. Ma, appena finii di parlare, la porta della stanza si aprì e un fiume di figure si riversò fuori, accompagnato dalla puzza di carne bruciata.
"Maledizione!"
Gourry estrasse e colpì con la spada in un solo movimento. Uno dei suoi avversari cadde a terra. I nostri nemici, ora visibili, erano un umano con una spada e un’armatura semplice, con un’armata di troll come rinforzi. Non prometteva bene.
Gourry eliminò il suo secondo avversario.
Sfortunatamente, i troll riuscivano a tollerare sia le bruciature su tutto il corpo sia i tagli di Gourry, e continuavano ad avanzare.
Non sembravano neanche troll di capacità media.
Questi tipi erano professionisti.
Il suo terzo sfidante, invece, era umano, di mezza età e tarchiato.
"Dunque sei con la ragazza, vero giovane?" disse l’uomo, incrociando la spada con Gourry.
"Non sei male, papino."
"È il prodotto dell’esperienza."
I due si staccarono simultaneamente. Il primo troll che Gourry aveva steso si stava rialzando in
piedi. Questa si chiama rigenerazione. Ma non era il momento di ammirare i miracoli della natura.
Eravamo in un pasticcio terribile.
Era inevitabile che, mentre Gourry e il vecchio duellavano,  itrollavrebbero  rivolto leloro attenzioni verso di me. Normalmente non sarei stata molto preoccupata, ma in quel momento non avevo la forza per difendermi contro un’armata di troll. La mia magia era al suo livello più debole.
Ilcombattimento  dovevaesserefinitonel momento in cui Gourry si era precipitato dalla sua stanza. Quando aveva chiesto "Li hai fatti secchi?" avrei dovuto rispondere "Certo!" e fare l’occhiolino nel mio solito modo carino… e poi avremmo dovuto spegnere il fuoco nella mia stanza. E buonanotte al secchio.
Ma no. Tutto quello che ero riuscita a fare era stato bruciacchiare loro vestiti e capelli. Non avevo la forza per fare della vera magia.
Sappi che la mia abilità con la spada non è affatto male. Non sono proprio al livello di Gourry, ma ho fiducia nelle mie capacità… contro avversari umani. Ma, se non puoi usare la magia, l’unico modo per far fuori un troll è tagliargli la testa di netto in un colpo solo.
Voglio ribadire per i posteri che il punto non era che fossi indifesa con una spada in mano; solo era improbabile che riuscissi a separare la testa di un troll dal corpo in un solo colpo. Avrei dovuto contare su Gourry  per  fare il grosso del combattimento corpo a corpo mentre io usavo
qualunque magia potevo contro il nemico. La cosa migliore sarebbe stata ingannarli in qualche modo. Il fatto che il campo di battaglia fosse lo stretto corridoio di una locanda voleva dire che i nemici non potevano attaccarci tutti assieme. Dovevano caricarci ad ondate. Quella almeno era una buona notizia.
"Diamoci  una mossa!"  urlò il vecchio, ovviamente pronto a combattere.
Proprio allora, i troll si bloccarono nella loro avanzata. Il vecchio sembrò improvvisamente fissare
il vuoto. Non c’era nessun segno di vita nei suoi occhi. Doveva essere un incantesimo burattinaio.
L’incantesimo burattinaio non è una tecnica particolarmente difficile. Troll e altre creature dalle
menti semplici ne sono facile preda. Normalmente, un incantesimo burattinaio è usato su di un singolo bersaglio, permettendo al mago di usare il suo avversario come un burattino per uno specifico periodo di tempo. Tuttavia, usarlo su tutti i troll e sul vecchio simultaneamente era al di là delle capacità di un mago medio. Questo particolare incantatore doveva avere una grande potenza magica.
"Uh, che gli prende?" chiese Gourry.
Un chierico solitario anticipò la mia replica "È difficile avere una conversazione in questa locanda quando gli altri avventori fanno tanto baccano." disse.
Il chierico, non notato fino ad allora, era stato tutto il tempo in piedi dietro ai troll, vicino all’uscita.
Sembrava amichevole. Non riuscivo a capire la sua età. Sembrava giovane e vecchio allo stesso tempo, e non riuscivo a vederne gli occhi, perchè li teneva entrambi ben chiusi.
Di solito le tuniche dei chierici sono bianche, possibilmente risaltate con del viola o verde chiaro, o un colore associato alla divinità principale della loro congrega.
Ma la tunica di questo chierico era di un colore rosso pieno. Era rosso sangue, o forse rosso veleno, non potevo esserne sicura nella luce fioca del corridoio.
"A chi dobbiamo il ringraziamento per il nostro salvataggio?" chiesi.
"Non sono che un altro avventore di questa locanda. Ho notato qualcosa di sospettoso e ho deciso di investigare."
"Parla proprio come te, non trovi?" sussurrò Gourry. Lo ignorai completamente. Era una faccenda seria.
"E hai lanciato un incantesimo del sonno su tutti gli altri ospiti?"
Il viso dell’uomo indicava di si. "Da cosa l’hai capito?"
"È semplice: nessuno è venuto a controllare nonostante tutto il casino che abbiamo fatto."
"Una folla di curiosi avrebbe reso la situazione ancora peggiore—"
"Tutto questo cosa ha a che fare con te?" lo interruppi.
Il chierico schioccò le dita. Al suo comando, i troll e il loro compagno marciarono fuori in fila indiana, come se stati sotto il controllo di un mago.
"Ho visto già questo gruppetto. Sono sgherri di Zelgadiss."
"Lo conosci?"
"Sì." il chierico annuì "Zelgadiss cerca un oggetto che tu possiedi. Il suo scopo è resuscitare il Re Demone Shabranigdu."
Beh, ora si che stava diventando una faccenda seria.
"Uh? Cos’è un Sha… Shabra-coso?" chiese Gourry, imbarazzandomi orribilmente.
"Te lo spiego dopo" risposi a denti stretti. I bambini di oggi, bah.
"Aspetta. Non stai scherzando?" chiese.
"No, Gourry. Nemmeno un poco." mi girai verso il chierico. "Per favore, continua."
"Ti assicuro, Zelgadiss èun problema decisamente serio. È una chimera—composta da un uomo, un golem e un blow demon. Sta pianificando di usare l’immenso potere del Re Demone per distruggere il mondo."
"Che idiozia. Perchè vorrebbe fare una cosa del genere?"
Il chierico scosse la testa "Non lo so. Sono solo sicuro che egli è, e deve essere, il nostro comune nemico."
Uh uh. Ho un brutto presentimento.
"Il nostro comune nemico? Frena… quand’è che tu sei diventato suo nemico?"
"Sono un chierico. Non posso stare a guardare mentre qualcuno—o qualcosa—cerca di resuscitare il Re Demone."
"Ok, ha senso…" meditai ad alta voce e incrociai le  braccia mentre  Gourry mi guardava completamente perso.
"Quindi vuoi che lo combattiamo insieme?"
"No, non potrei farti questa richiesta" Il chierico scosse la testa, palesemente agitato. Faccio questo effetto sugli anziani.
"È mia deduzione che tu, per caso, sia venuta in possesso della chiave per liberare il Re Demone, e che per questo lui ti abbia dichiarato sua nemica. Sono corretto in questa deduzione?"
"Qualcosa del genere."
"Forse sarebbe meglio se mi consegnassi la chiave. Ciò non richiederebbe un tuo ulteriore coinvolgimento."
"Date le circostanze, non sarebbe meglio se mi limitassi a distruggere la chiave—"
"No, non lo fare!" urlò il chierico, sconcertato
"Questo è il modo per resuscitare il Signore Oscuro."
"Ma, se ti diamo la chiave, dovrai combatterlo tutto da solo."
"Non devi preoccuparti per me. Certamente è un avversario difficile, ma io, Rezo il Chierico Rosso, non ho intenzione di essere sconfitto da tipi come Zelgadiss."
Il Chierico Rosso? "Stai dicendo che sei Rezo il Chierico Rosso?" chiesi, arrossendo.
"È come sono chiamato." disse con un sorriso amaro.
Rezo il Chierico Rosso è famoso in tutto il mondo non solo per le sue vesti rosse, ma anche per le sue buone azioni. È un maestro di poteri spirituali che equivalgono quelli degli Alti Sacerdoti di Saillune, e uno dei Cinque Saggi della nostra epoca; un maestro non solo della Magia Bianca associata ai chierici, ma anche della Magia Shamanica e della Magia Nera. Si crede  che abbia solo due difetti: nacque completamente cieco in entrambi gli occhi e… oh, mannaggia. Sapevo che ce ne era un’altra… ah sì! Il suo nome lo fa sembrare un cattivo. È così famoso che anche i bambini di cinque anni sanno chi è.
Sentii uno strattone al mantello da dietro. Era Gourry.
"Allora… è qualcuno famoso?"
Testa vuota. "Sì! Te lo spiegherò più tardi."
Riguadagnai il contegno e continuai il dialogo con il celebre chierico.
"Se le cose stanno così, lei deve permetterci di combattere al suo fianco."
"Beh…"
"Andiamo! Dopo aver sentito tutto questo, non posso limitarmi a dire ‘Certo, tenga. Buona fortuna a combattere i grossi demoni cattivi’ o sbaglio?"
"Apprezzo la tua preoccupazione per la mia salute, ma ti assicuro…"
"No no no, non sto mica dubitando delle sue abilità—non si tratta di questo. Ma, se il Re Demone resuscita, nessuno sarà al sicuro. So bene che i miei poteri non sono per niente paragonabili ai suoi, ma sicuramente posso assistere Sua Santità a compiere la sua missione."
L’espressione del  chierico mostrava preoccupazione. "Ma…"
"Suvvia, non si preoccupi per noi! Sono una maga di alto livello, e Gourry qui è uno spadaccino maledettamente bravo. Non le faremo da palla al piede."
Il chierico sospirò pesantemente. "Molto bene, allora. Sembra che non possa dissuadere una persona così determinata a servire il sommo bene."
"Sì!"
"Quando il tempo verrà, scenderemo in battaglia assieme."
"Sicuro!"
Gourry mi strattonò il mantello ripetutamente. Lo ignorai.
"Nel frattempo, prenderò in custodia la chiave" disse il chierico.
No no, non lo farai. Scossi la testa.
Il chierico era visibilmente confuso.
"Non sanno che ci siamo alleati. Con tutto il rispetto, penso sia meglio che io e Gourry distraiamo
il nemico mentre lei ci dà man forte nell’ombra… Sua Santità."
"Ma… questa strategia vi pone in grave pericolo. Dovrei essere io l’esca."
"Nooo, se lei avesse la chiave, saprebbero che siamo entrati in contatto. Se lo sanno saremo esposti,
e avere un’esca sarebbe inutile."
"Potrebbe essere così, ma…"
"Sua Santità, è così. Si fidi di me."
Stai pensando che stava succedendo qualcosa di strano. Sicuramente anche Gourry lo pensava.
"Bene! Lascerò la chiave nelle tue mani per adesso." detto questo, il chierico camminò verso la mia stanza.
Che diav…?!
Tirò fuori una pallina dalla tasca e la lanciò attraverso la porta aperta. Poi, recitò lentamente un incantesimo. Sembrava simile al resurrection, ma leggermente diverso. Appena ebbe iniziato a recitare, si fermò. Non ero neanche sicura avesse finito.
"Ritornerò nella mia stanza. Come convenuto, vi assisterò nell’ombra da domani in poi. Dormite bene." iniziò ad allontanarsi anche prima di finire di parlare.
"Beh, la tua stanza sembra totalmente normale." disse Gourry, mentre sbirciava dentro con la testa
"Che diamine ha fatto?"
"Lasciami vedere" sbirciai anch’io nella stanza.
Wow! Ero completamente senza parole. Come aveva detto Gourry, la stanza sembrava totalmente normale. A partire dal letto disfatto e dalle grezze tende bianche. Tutto era esattamente uguale a come era prima che lanciassi la Fireball. Se la stanza fosse rimasta bruciacchiata, mi
sarebbe toccato  un  pesanterimprovero  dal locandiere la mattina dopo. Non avevo pensato a
cosa fare nel caso, ma ora non dovevo più preoccuparmene. Rezo il Chierico Rosso aveva
restaurato la camera alle sue condizioni pre- esplosione di fuoco.
Grazie, Rezo!
"È bravo." fischiai in approvazione.
"Oh davvero? Che c’è di speciale in lui?"
"Lasciamocelo per domani. Ora, ho bisogno di chiudere gli occhi. Non posso combattere i cattivi senza il mio sonno di bellezza." Mentre parlavo, chiusi la porta della mia camera e entrai in quella di Gourry, accucciandomi in un angolo.
"Uhm, scusami,  signorinella" mi apostrofò Gourry "Sei nella mia stanza."
"Lo so." la feci più semplice che potevo. "Se torno nella mia stanza, potrebbe esserci un altro attacco."
"E se sei nella mia stanza—?"
"Due persone sono più al sicuro che una sola."
"Capito. Tu dormi nel letto. Io dormo per terra."
"Non posso farlo. Sto già dando disturbo."
"…D’accordo, d’accordo."
Sapendo che non poteva farmi cambiare idea, Gourry si stese in un angolo nel lato opposto della
stanza.
"Err… perchè non dormi nel letto?" ero io a chiedere, stavolta.
"Un uomo non può dormire in un letto mentre una ragazza dorme a terra." annunciò. Chiaramente, era una verità ovvia.
Feci un sorriso forzato.
"Bene, fa come vuoi… buonanotte, Gourry."
"Notte notte, signorinella."
Sigh. È veramente un bravo ragazzo. Se solo non mi trattasse come una bambina.


***


"Allora, veramente non sai niente di Ruby Eye Shabranigdo, il Re Demone?" gli chiesi mentre camminavamo spalla a spalla in un sentiero soleggiato. La porzione di foresta attorno a noi sembrava esattamente uguale a quella che avevamo superato giorni prima. Vedere sempre gli stessi alberi mi stava dando sui nervi. E visto che la strada per arrivare ad Atlas City tagliava attraverso la Grande Foresta Kresaus, questo di certo voleva dire che avremmo visto sempre più gli stessi alberi prima di arrivare in città. Oh mamma.
"Mmmmh" mugugnò Gourry, cercando di ricordare. "No, niente di niente."
La leggenda di Shabranigdo è strafamosa, e non solo tra maghi! Tutti sanno la storia. Tutti tranne Gourry, apparentemente.
Emisi un sonoro sospiro. "Va bene. Racconterò la storia una sola volta, quindi stammi bene a sentire."
"Sto sentendo."
Sospirai di nuovo e dubitai che Gourry fosse anche capace di capire il peso filosofico di quello che stava per sentire. Scommisi di no, ma andai avanti con la storia comunque, pensando che finchè eravamo costretti a camminare attraverso monotone file di alberi, dovevo fare uno sforzo per far passare il tempo.
"L’universo comprende diversi mondi oltre a quello in cui viviamo. Molto, molto tempo fa, un numero incalcolabile di aste vennero innalzate nel Mare del Caos e attorno ad ogni asta si formò un mondo, contemporaneamente piatto e rotondo. Immagina la terra come una torta con un bastoncino inserito in essa dal basso. Proprio così! E uno di questi mondi è quello in cui stiamo vivendo proprio qui e adesso".
Indicai a terra, nel caso che ‘qui e adesso’ fosse un concetto difficile da afferrare per Gourry. Benchè questa teoria rappresentasse la concezione più diffusa tra i maghi ancora oggi, gliela stavo riportando in modo non convenzionale. Se non l’avessi fatto, sono certa che gli sarebbe entrata da uno degli orecchi adorni di riccioli biondi e uscita dall’altro.
"Nei tempi antichi, attraverso i vari mondi, ci fu una grande guerra combattuta tra due grandi razze. Una era quella degli Dei, l’altra era la razza dei Demoni, i Mazoku. Gli Dei erano i protettori dei mondi, mentre i Demoni cercavano di distruggere i mondi impadronendosi delle aste su cui erano sostenuti." Lina proseguì, con un respiro profondo.
"Su alcuni mondi, avrebbero vinto gli Dei— portando la pace. Su altri mondi, avrebbero vinto i Demoni—e quei mondi sarebbero andati distrutti. Questa guerra continua ancora oggi, su alcuni di questi mondi".
"Sul nostro mondo" continuò Lina "Il Re Demone Ruby Eye Shabranigdu, e la Divinità, Flare Dragon Ceipheed, conosciuto anche come Dio Drago, combatterono per il dominio. La loro battaglia continuò per migliaia di anni, fino a quando infine il Dio Drago divise il corpo del Re Demone in sette pezzi e sigillò separatamente ogni pezzo per tutto il mondo."
 "Quindi hanno vinto gli Dei?" chiese Gourry.
Scossi la testa. "Tutto ciò che ha fatto il Dio Drago è stato sigillare i resti del Re Demone. Non lo ha distrutto."
"Ma tuttavia… il corpo del Mazoku è stato fatto a pezzi, giusto?"
"Questo non basta per uccidere un Re Demone. Ad ogni modo, una volta che i resti del Re Demone furono sigillati, il Dio Drago, esaurita la sua forza, sprofondò nel mare del Caos."
"Aveva bisogno di un sonnellino…?"
"Non era un sonnellino! Temendo l’eventuale ripresa del Re Demone, il Dio Drago usò le sue ultime forze per dividersi in quattro diversi signori dei draghi, occupando ciascuno i loro rispettivi elementi di terra, aria, fuoco e acqua. Questi diversi signori dei draghi avrebbero protetto i quattro punti cardinali—est, ovest, nord e sud. Si dice che questa divisione ebbe luogo circa cinquemila anni fa.
"Circa un migliaio di anni fa, i timori del Dio Drago si avverarono. Uno dei sette pezzi di Shabranigdu fu ripristinato da un essere umano la cui mente e il cui corpo furono presi dal Re Demone nel tentativo di fare risorgere se stesso.
"Quando il Re Demone invase il nord, combattendo contro le trappole ben congegnate del signore dei draghi d’acqua, ebbe il sopravvento, distruggendo  il drago d’acqua nel processo. Tuttavia, come risultato il suo stesso corpo si trasformò legandosi alla terra, rendendolo non più in grado di muoversi."
"Beh, non ha vinto nessuno dei due quindi" interloquì Gourry.
"È successo perché erano praticamente uguali in potenza," spiegai. "In ogni caso, questo sforzo distrusse l’equilibrio che manteneva la pace nel mondo, cosa che, a sua volta, fece comparire oscure creature."
"Eh, non stai scherzando?" Gourry sembrava piuttosto impressionato.
"Beh," chiarii, "che il mito sull’origine del mondo sia letteralmente vero o falso, qualcosa chiamato Shabranigdu, che si fa chiamare il Re Demone e che è in possesso di un potere immenso, esisteva in questa zona chissà quanti anni fa. E qualcos’altro è similmente esistito nelle terre del nord."
"Allora…" Gourry fece una pausa, mettendo insieme i pezzi. "Questo tizio vestito di bianco, Zel-come-si-chiama, vuole mettere insieme i sette pezzi e fare risorgere nuovamente questo Re Demone?"
"Proprio così. Supponendo che Rezo il Chierico Rosso abbia detto il vero, è così."
"Ora che ne stai parlando," disse Gourry con una voce che si avvicinava a un sussurro. (Io mi vanto di avere un eccellente udito, ricorda.) "Ieri hai parlato con molto rispetto di quel Rezo, di fronte a lui," notò, "ma non ho avuto l’impressione che ti fidassi di lui."
Bingo, Gourry.
"È tutta una questione di  prospettiva,
suppongo…" Anche io parlai a bassa voce. "Come facciamo a sapere che quel tizio è davvero Rezo? Rezo è una leggenda vivente, ma nessuno ha riferito di averlo incontrato di persona da almeno una decina di anni."
"Quindi pensi che uno dei nemici potrebbe dichiarare di essere Rezo solo per avvicinarsi a noi?"
"Potrebbe essere."
"Come fai a sapere che io sono davvero chi dico di essere, Lina? Sembri fidarti di me."
"Davvero sembra che mi fidi di te?" Scherzai.
"Ehi, questo non è carino!" protestò Gourry.
"Sto scherzando. Tu non sembri una persona con secondi fini."
"Grazie, signorinella." disse Gourry, come se stesse dando una pacca sulla testa a un cucciolo.
Che modo di rovinare un momento, amico. Di nuovo!
"Gourry dovresti davvero smetterla di trattarmi come se fossi una ragazzina" pregai. Onestamente la mia più grande preoccupazione era che stavo realmente iniziando a farci l’abitudine!
"Tu continui a dire così, ma quanti anni hai dopo tutto?"
"Venticinque".
Gourry diventò rosso come un peperone.
"Sto scherzando! In realtà ho quindici anni."
"Ehi, mi hai quasi fatto venire un attacco di cuore! Ah, così hai quindici anni. Tu sei ancora una ragazzina, vedi?"
"Cosa?! Beh, sono… Non sono esattamente un’adulta, ma non sono neanche una bambina"
"Dev’essere un’età difficile, eh?"
"Che cosa dovrebbe significare esattamente? Guarda, solo… niente. Non pensiamoci più, va bene?"
Feci un respiro profondo e cercai di restituire alla mia voce qualcosa di simile a un tono normale. "Io non sarò in grado di usare la magia per i prossimi giorni. Quindi, ti ritroverai a combattere di più nel frattempo, va bene? Io comunque ti aiuterò come posso."
"Non puoi usare la magia?" Fu colto di sorpresa, certo, ma non era scioccato come mi aspettavo.
Annuii lentamente.
"Oh…" disse Gourry, immerso nei suoi pensieri.
"È quel periodo del mese?"
"Gourry!" Arrossii intensamente.
"Cosa?" lui mi guardò dritto negli occhi e ripeté,"Beh? È così?"
Io distolsi il mio sguardo. "Che ne sai tu a proposito di ‘quel periodo del mese’? "
Per quanto possa essere difficile da immaginare, le donne con dei poteri se la passano ancora peggio di quelle che non ne hanno, durante il ciclo. Per due o tre giorni durante quel periodo, i poteri di maghe, sacerdotesse, e vestali di templi si indeboliscono fino al punto di non essere più in grado di usare la magia in modo efficace. Per la cronaca: la vecchia leggenda metropolitana che sostiene che una maga che perde la sua verginità durante il suo periodo diventerà una normale donna senza poteri magici è un mito. Il mio vero problema era però molto più semplice: i miei poteri magici sarebbero rimasti molto deboli il giorno dopo o giù di lì; quindi, se fossimo stati attaccati, com’era praticamente certo…
Oh, tutto questo non ha importanza. Il mio vero problema era come arrivare al fatto che Gourry, che sembrava avere la forza di un orco e l’intelletto di una medusa (credo che sia una corretta valutazione), avesse capito che ‘Non posso usare la magia’ significasse ‘Questo è quel periodo del mese’!
"Non  è un grosso problema,"disse.
Naturalmente non era un grosso problema—per lui!
Era un enorme, imbarazzante grande problema per me.
"Quando ero un bambino, di circa cinque anni o giù di lì," proseguì, "c’era una vecchia indovina che abitava vicino a noi. Lei chiudeva il suo negozio per alcuni giorni ogni mese, puntuale come un orologio.
Quando le chiesi il motivo lei sorrise e disse: ‘È quel periodo del mese’. Ho capito che le donne non possono usare la magia durante quel periodo del mese, ma non ho mai avuto realmente chiaro come sapessero esattamente quando fosse il momento giusto del mese di diventare quel periodo del mese. Allora, qual è la storia, Lina? Puoi spiegarmelo?"
Incredibile! Chiaramente, avevo avuto torto su tutte le sciocchezze di questo ‘bel ragazzo’. Gourry era ovviamente un orribile cretino che si divertiva a prendersi gioco di giovani donne vulnerabili. Idiota!
"Oops! Basta giocare." Il comportamento di Gourry divenne bruscamente serio. "Sembra che abbiamo un problema, signorinella."
Smisi di camminare. Una fitta foresta copriva il nostro lato destro. Una grande radura si trovava alla nostra sinistra. Proprio di fronte a noi, invece, c’era un uomo che con risolutezza ci bloccava la strada.
Portava un soprabito e sembrava avere circa ventidue anni. Era anche piuttosto bello, se vi capita di avere un debole per ragazzi dalla pelle di pietra blu scuro e con argentei capelli di metallo. (Non si sa mai, potrebbe essere.) Impugnava uno spadone a due mani.
Capii di chi si trattava.
"Allora, signor Zeligaldiss…" Gourry parlò per primo. "Il grande capo finalmente mostra il suo volto…"
Um. Gourry…? "Penso che sia Zelgedes, non è vero?"
"ZELGADISS!" gridò l’uomo, evidentemente infastidito.
Voi non detestate quando sbagliano il vostro nome? Restereste scioccati nel sentire i molti modi con cui la gente ha potuto storpiare ‘Lina Inverse’!
Davvero, la mente vacilla.
Gourry non disse nulla.
Io non dissi nulla.
Zelgadiss sentì che non avevamo detto nulla e in risposta non disse nulla.
La tensione era sospesa nell’aria, densa come salsa. Una sgradevole salsa grumosa.
Qualcuno doveva dire qualcosa! "È quello che ho detto!" sbottai. "Zelgadiss"
"A-anch’io…" aggiunse Gourry in modo poco convincente.
"Il mio nome non ha importanza," gridò Zelgadiss. Non ci credevo. Sembrava piuttosto incazzato. "Sono venuto per l’oggetto. Se rifiutate ancora di sentire ragioni, non mi lasciate altra scelta che prenderlo con la forza. Scegli con attenzione, signorina Sophia."
Chi…?
Gourry e io ci guardammo intorno e alle nostre spalle, nel caso che questa signorina Sophia si stesse nascondendo dietro un cespuglio.
"Ooooh!"  capimmo entrambi nello  stesso momento. Non c’era nessuna signorina Sophia.
Quello era il nome che avevo dato a Zolf, il compagno mummia, quella notte alla locanda. Deve aver pensato che gli avessi dato il mio vero nome, che poi ha dato al suo capo. Idiota come sembra, quel tipo.
"Mi chiamo Lina!" gridai.
"Cosa?"  la voce  di Zelgadiss  suonava progressivamente sempre più sconvolta.
"Liinaa! Sophia è un nome fittizio che ho dato a quel tipo, Zolf," spiegai.
Zelgadiss non reagì affatto. Stavamo riuscendo nella nostra strategia di destabilizzare il nostro avversario utilizzando solo l’arma di un botta e risposta incredibilmente noioso. Fico.
Oh, voi ridete, ma ogni buon guerriero sa che la metà di una battaglia si combatte nella mente. È un dato di fatto. Potete anche controllare.
"A chi importa come ti chiami?" chiese una seconda voce. Chiunque fosse stato a parlare, era proprio dietro di noi. Mi voltai molto lentamente e mi trovai faccia a faccia-pelosa con… un lupo mannaro!
Oppure… forse non era un lupo mannaro.
Avrebbe potuto essere stato un mezzo lupo e mezzo troll; era difficile da dire. In ogni caso, anche se il termine lupo mannaro non fosse stato tecnicamente corretto, era davvero un uomo bestia. Oppure, un imbecille, anche se questo non è un termine tecnico, in senso stretto.
Indipendentemente da ciò, il tizio aveva la testa di un lupo e il corpo di un uomo. Portava una scimitarra di grandi dimensioni su una spalla, e indossava una corazza di cuoio che pareva davvero da sfigati. Eh, eh.
"Allora capo, abbiamo solo bisogno della statua della dea e questo è tutto, giusto?" chiese lo sfigato mannaro.
"Dilgear!" Zelgadiss scattò.
Uh oh, l’hai fatta grossa, Dilgear.
A Dilgear, l’imbecille mannaro, ci volle un momento per mettere insieme esattamente che casino avesse fatto. "Oh… Oops! Scusa capo. Dovevamo chiamarlo ‘l’oggetto’ davanti a loro, eh? Beh, non ha molta importanza, dal momento che ho intenzione di ucciderli comunque."
Feci un passo avanti, punta sul vivo. "Uh, scusami!" Gridai. "Siamo in grado di sentirti, sai. E francamente, non credo che tu sappia con chi hai a che fare. Non sei neanche al mio livello, Fido".
Dilgear socchiuse gli occhi nella mia direzione.
"Hai una bocca terribilmente grande per una signorina così piccola," abbaiò. "Vediamo che sai fare!"
"Bene. Ma un combattimento due-contro-due contro voi pagliacci non sarà abbastanza interessante per noi,"dissi,"Uno-contro-due è più che abbastanza per quelli come te. Vai, Gourry— prendili!"
"Cosa?" Lui mi guardò come se l’avessi offerto volontario per una missione suicida poichè, se me lo chiedete, stava gravemente sopravvalutando le capacità di Dilgear. "A-aspetta solo un secondo, signorinella!"
Dannazione, Gourry!… Te l’avevo detto che avresti dovuto combattere tu…
"Allora, che cosa è questa sciocchezza dell’uno- contro-due?" strillò una terza voce. Stavolta era una voce che avevo già sentito. "Stai cercando di lasciarmi fuori dal divertimento?"
Lo sapevo!
Il vecchio, che aveva attaccato la mia stanza con i troll la notte precedente, apparve e si fermò accanto Zelgadiss.Questa  volta eradotato  di una formidabile alabarda. Era così impressionante, in effetti, che mi ritrovai a chiedermi proprio dove avesse comprato la sua alabarda. Decisi, purtroppo, che sarebbe stata una cosa troppo strana da chiedere sul campo di battaglia.
"Ehi, tre contro uno non è giusto!" esclamai, invece.
"Già!" aggiunse Gourry, arguto come al solito.
"Non so cosa ci hai fatto la notte scorsa, ma sono abbastanza sicuro che non accadrà la stessa cosa oggi," disse il vecchio.
Aveva  ragione. Ci trovavamo in  grave svantaggio. Le nostre possibilità di scappare,figuriamoci di vincere, sembravano davvero esigue.
Dovevo pensare a qualcosa.
"Basta con quest’attesa! Andiamo!" Zelgadiss si mosse. Spingendo la sua mano destra davanti a lui, formò una decina di Flare Arrows dall’aria.
Flare Arrows! Dannazione.
Gourry ed io tentammo di ripararci, ma un attimo dopo le Flare Arrows cominciarono a cadere ed esplodere tra di noi, riempiendo l’aria di fuoco e fumo. Ci perdemmo di vista l’un l’altro.
Oh, merda. Ci hanno separati. Non va bene…
Attraverso le fiamme, potevo sentire lo stridere acuto di metalli che si scontrano. Pensai che fosse Gourry che incrociava le spade con il nemico. Immaginai che una delle spade fosse quella di Gourry, ma non riuscii a capire chi fosse il suo avversario attraverso la foschia.
"Gourry!" urlai nella direzione in cui avevo sentito il suono stridulo. Colsi il luccichio della spada di qualcuno. Qualcosa mi sfrecciò accanto, mancandomi per un soffio.
"Ah!" Saltai ed estrassi la spada dal fianco.
"Vediamo—" Nel bel mezzo delle fiamme che si indebolivano, una forma stava diventando visibile dinanzi a me. "—quanto sei brava davvero!"
"Zelgadiss!"
"Haa!" Zelgadiss calò un fendente. Io parai.
"Gii!" Non riuscivo a vedere. Persi l’equilibrio e quasi feci cadere la mia lama.
Zelgadiss era un vero professionista. Ogni suocolpo mostrava ampia velocità e potenza. La mia forza non avrebbe potuto tenergli testa per molto tempo.
Ora come ora non c’è alcuna possibilità che possa batterlo.
Pensai che non avevo scelta se non correre. Mi girai e corsi a tutta velocità nel bosco. Zelgadiss mi avrebbe  sicuramente seguito. Programmai di seminarlo nella foresta, per poi tornare indietro a dare il mio supporto a Gourry. Questo era il Piano A, quanto meno. Peccato che non ci fosse un Piano B.
Zelgadiss mi seguì nella foresta. Questo andò proprio come avevo sperato. Ma una volta nella foresta, mi superò in un istante. In meno di un secondo, in mezzo agli alberi, sentii un ginocchio colpirmi duramente nello stomaco.
La contromossa che tentai con la mia spada fu ridicola; sferrai un colpo e non colpii nulla eccetto l’aria.
La mia schiena andò a sbattere contro un albero.
Per un attimo, non potei respirare.
"Non lo sai che non dovresti," mi fermai per unmomento tossendo sangue, prima di continuare, "colpire le ragazze?" Ero stata atterrata, ma non sconfitta.
Okay, ero quasi sconfitta. Ma stavo cercando di tenere duro, tentando di mettere a fuoco la direzionedel mio nemico.
"Se tu mi avessi consegnato l’oggetto quando te l’ho chiesto, non avrei avuto bisogno di essere tanto cattivo!" sogghignò.
La sua voce mi diede un riferimento sulla sua posizione generale, se non sulla sua esatta posizione.
Mi misi a correre in direzione opposta. Zelgadiss mi seguì.
"Light!" Gridai, lanciando una debole sfera nella sua direzione.
Per nessun altro motivo a parte fortuna sfacciata, misi a segno un colpo diretto.
«Guaahh» strillò. Non era stato abbastanza per batterlo, ma lo fece distrarre per un momento. Nelle mie condizioni, avrei potuto gestire un incantesimo di luce, ma una Fireball era fuori questione.
Fuggii, con la coda tra le gambe, e mi misi a correre come se la mia vita dipendesse da questo, perché, beh, la mia vita dipendeva da questo. Non provai nemmeno a ipotizzare un contrattacco. E comunque, dubitavo che la mia spada avrebbe potuto attraversare una pelle di pietra.
Corsi a tutta velocità attraverso il bosco fino alla riva di un laghetto. Ero in trappola ed esposta. In preda al panico, tornai indietro verso il riparo della foresta.
Zelgadiss si trovava tra la salvezza e me.
Non c’era nessun altro posto dove andare.
Cominciai a correre lungo la riva.
"Non scapperai!", mi schernì, e, con la coda dell’occhio, lo vidi gettare qualcosa verso di me.
Provai a spostarmi alla mia sinistra senza voltarmi. Ma… non ci riuscivo. Guardando indietro, vidi la lama di metallo che Zelgadiss aveva lanciato: inchiodata a terra, direttamente nella mia ombra.
Uno Shadow Bind! Era una semplice ma efficace tecnica usata per vincolare i movimenti di un avversario dal piano astrale.
Oh no. Oh no, oh no, oh no!
Diedi uno strattone alla lama, ma non si mosse. Pensa, Lina. Pensa!.
Ci sono! Recitai un incantesimo di luce e sospesi la sfera direttamente sopra  l’ombra. Una volta eliminata la mia ombra il mio corpo avrebbe potuto muoversi di nuovo liberamente!
Troppo tardi! Mi voltai trovandomi faccia a faccia con Zelgadiss.


Torna ai contenuti | Torna al menu