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2 - Guerrieri grotteschi strisciano nella notte ad Atlas

Traduzioni > Romanzi > Romanzo # 2

Romanzo 2 - Lo Stregone di Atlas
traduzione di Sabu-chan e Maggiolia


Capitolo 2 - Guerrieri grotteschi strisciano nella notte ad Atlas

- Oh oh! Allora avete deciso di accettare! Vi sono riconoscente, davvero riconoscente!- Piagnucolando rallegrato, il signor Tarim continuava ad arrostire la sua carne. (Ediventata il Signor Tarim da quando abbiamo accettato il lavoro. Non puoi chiamare il tuo sponsor con il suo nome. Lo sanno tutti.) Di tanto in tanto si portava il sigaro alla bocca, dando qualche sbuffo di fumo per darsi un tono.
Come è possibile che riesca a sentire il sapore del suo cibo dopo aver avuto quella cosa in bocca?
Eravamo seduti attorno a un tavolo nel cortile del retro del palazzo, a parlare del lavoro.
- Ealtamente rassicurante, devo dirlo. Ora posso dormire la notte senza preoccuparmi di Daymia e i suoi tentativi di assassinio.-  disse sorridendo. A dirla tutta, se quel sorriso fosse stato più ampio, avrebbe potuto inghiottire la sua intera faccia.
- Non mi interessa se vi sentite più al sicuro, ma non usate questo come scusa per correre folli rischi, dccordo?-  lo misi in guardia. - Per quanto tempo pensa di tenerci con se?-
- Ah, si. Dettagli! Il nuovo sindaco sarà eletto tra due settimane. Le cose dovrebbero calmarsi dopo questo. Fino a quel momento, sarete pagati giornalmente comprese le spese.-
La somma che il signor Tarim aveva offerto era molto più di quella che mi aspettavo, e non era già poco. Dopotutto, se non avesse tirato in ballo una cifra seria, era come se dicesse che non pensava valessimo così tanto denaro. E sicuramente non vuoi che le tue stesse guardie del corpo pensino che non hai fede in loro.
Inoltre, se consideriamo che cacciare un Mazoku era parte della descrizione del lavoro, beh, allora la somma sembrava perfino bassa. Ma non volevo lamentarmene.
Concludemmo la negoziazione e decidemmo di dare uncchiata approfondita del posto. Conoscere ciò che ti circonda è una parte importante in ogni lavoro di protezione. Meglio se te lo segni.
- Giro turistico?-  una voce derisoria ci richiamò dal primo piano della casa mentre stavamo salendo al secondo.
Con le braccia incrociate e fissandoci in contemplazione, non poteva che essere Lantz.
- Oh bene. Sei tu.-  replicai, esprimendo il mio dispiacere.
- Stiamo ispezionando, non facendo un giretto. Se ci fosse un attacco, faremmo meglio a conoscere il luogo in cui combatteremo e come difenderci. Ma non mi dovrei aspettare che qualcuno che non sa tenere le mani lontane dal sedere di una ragazza si evolva abbastanza da mettere in piedi una strategia.-  dissi, mandandogli uncchiataccia. Immaginavo che il naso di Lantz sanguinasse dopo un colpo simile, ma rimase impassibile.
Dannazione.
- Mi dispiace, non mi aspettavo di vedere una ragazzina e il suo cucciolo di gorilla passeggiare senza sorveglianza in un posto simile.-
Ragazzina?! Grrrr!
Dccordo, sì: sono un popiù bassa della maggior parte delle persone. Eun fatto, ma non tollero che mi venga ribadito in faccia!
- Oh, lo capita, ti piacciono i sederi delle ragazzine. Mi dispiace, ma non penso che potremmo essere amici.-
- Ma cosa-  Lantz rimase momentaneamente senza parole.
Beccato.
- Che succede? Ho toccato un nervo scoperto, Lantz? Tu  hai nessun amico, vero, amante-dei-culetti?-
- S-stai zitta!-  mi stava prendendo sul serio. Annuii un paio di volte esageratamente.
- Beh, lo si immagina, con quella personalità.-
- Già, dovresti fare qualcosa per quel carattere e in fretta.-  aggiunse Gourry.
Esatto, Gourry! Questa è una grande rimonta, genio.
- Se non lo fai, finirai per diventare uno come Lina.-
THWACK! Ficcai la sua testa nellngolo della ringhiera.
Spero che faccia male.
- Cosa diavolo intendevi con quello?-  chiesi - Da che parte stai?!-
Gourry mi guardò con unspressione dolorante, grattandosi la testa.
- Beh, non stavo propriamente pensando -
- Chiaramente!-  dissi, e mi voltai verso lltro buffone. - Ok, Lantz, dove eravamo? Prima di tutto, il signor Tarim immagina che siamo capaci di svolgere il compito- e lo pensa anche Rod. Pensi che assumerebbero due estranei se non fossero sicuri che faremo il lavoro? Lo pensi?-
- Non lo so. Forse.-  Lantz replicò come un bambino scontroso.
- Senti, eri là quando abbiamo sconfitto il mago di Daymia, no?-
- Cosa? Tutto ciò che avete fatto è stato navigare nel fango. Non prova nulla eccetto che il vostro nemico era un idiota.-
Argh!
Dccordo, chiaramente il mio nemico è stato un idiota - non potevo dire niente su questo. Ma ovviamente Lantz provava ancora rancore per quello sfortunato incidente al ristorante con il suo inguine e lngolo. Era ancora arrabbiato per quello? Che piagnucolone!
- Dccordo, che ne dici di questo? Ti mostrerò cosa possiamo fare.-  disse Gourry, estraendo disinvoltamente la sua spada.
Gourry! A cosa stai pensando?!
- Va bene!-  rispose Lantz.
- Ragazzi, ragazzi, ora calmatevi -  troppo tardi.
Lantz estrasse la sua spada e prese una moneta dro dalla tasca, scuotendo le mani. Alzò la mano destra puntandola verso il cielo. Con la mano sinistra, piazzò la moneta sulla punta della lama e poi la fece stare in equilibrio.
Bello.
Era il genere di trucchetto che poteva essere eseguito da un talentuoso dilettante, ma ero comunque impressionata.
- Ah!-  Gourry gridò e roteò la sua spada direttamente davanti a sé. Poi giunsero due suoni lievi e metallici e sia io che Lantz eravamo sbalorditi.
Il pezzo dro cadde per terra, diviso perfettamente in due proprio nel mezzo! In un movimento solo, Gourry aveva sezionato la moneta mentre era in equilibrio sulla spada di Lantz. La capacità, la velocità e la forza richiesta per quel piccolo spettacolo erano inimmaginabili!
- I-io non è incredibile.!-  La voce di Lantz echeggiò con ammirazione sincera.
Feci alcuni passi su per le scale.
Avendo soddisfatto il suo orgoglio, Gourry ripose la spada e si voltò per seguirmi.
Eora di spaccargli la testa, penso.
Il colpo volante col ginocchio mandò Gourry gambe allria. La sua fronte fece un tonfo sonoro contro il pavimento.
- Perché hai fatto questo al fratellone?!-  urlò Lantz in mia direzione mentre aiutava Gourry a rialzarsi da terra, i suoi occhi traboccavano di preoccupazione.
Fratellone?! Da quando Gourry è diventato il fratello maggiore di questo tizio?
- Hey, fa male! P-perché lai fatto?!-  chiese Gourry mentre si alzava, massaggiandosi la fronte.
- Questo--  SMACK! - -era per--  SMACK! - -aver sprecato--  SMACK! - il denaro!-  SMACK! SMACK! SMACK!
Posso anche essere una maga, ma vengo da una famiglia di mercanti, e nessun mercante che valesse questo nome se ne starebbe a guardare mentre una moneta viene trattata in quel misero modo.
Cosa posso dire? I miei genitori erano patiti della responsabilità fiscale. Né io né mia sorella ci siamo mai messe negli affari di famiglia (lei è una cameriera) ma hey, è nel nostro sangue. La seziona tura di un pezzo dro innescò un modo di indignazione dal davvero, davvero mio profondo.
- Aspetta!-  protestò Gourry - Non colpirmi più! Se la moneta che ho tagliato potesse ancora essere utile, mi perdoneresti?-
- Certo. Ma come?-
Gourry si sedette sul pavimento e prese entrambi i pezzi, mentre io e Lantz guardavamo.
- Mi inventerò qualcosa.-  promise - Lo divisa davvero bene, se posso dirmelo da solo.-
- Già, siamo tutti impressionati. Ora-
- Lo sai, non do spesso spettacolo alla gente in questo modo,-  mi interruppe - ma Lantz, non ti piacerebbe avere questo come portafortuna? Diciamo per cinquanta livie.-
Una livia vale circa una decimo di un pezzo dro.
Sembra che anche Gourry avesse un podi sangue di mercante da qualche parte dentro di se.
- Venduta.-  Lantz mi diede uncchiata ostile e misi la moneta tagliata nella sua tasca con la massima cura.
- E tu cosa puoi fare?-  chiese - Immagino che tu abbia qualche potenzialità per affiancare il fratellone se lo tratti così, qui. O forse lui è solo il tuo giocattolino, te lo porti dietro per gli spettacoli?-
Un giocattolo?!
- Oh, ti mostrerò cosa riesco a fare, daaaaaaccordo!!!-  e iniziai a pronunciare una formula.
- Daaaah! Stop! Lina! Ti sto pregando, fermati ti prego!-  In un attimo di suprema compassione, mi fermai nel richiamare il mio Dragon Slave. Ma solo dopo aver sentire il patetico richiamo di Gourry, fatto col cuore.
Ci eri vicino tanto così, caro.
- Se avessi saputo che sarebbe stato così affollato qui in giro -  mormorai e proseguii, determinata a continuare la nostra ispezione.
Lantz mi diede uncchiata. - Già, vero.-
Grrr.


*************

Terminammo di ispezionare il palazzo di Tarim e andammo ad esplorare la città. Lantz, che si era preso come una cotta per Gourry, ci fece da guida turistica.
Apparentemente, tutto ciò che si trovava oltre il mercato era considerato "periferia. E nel punto in cui eravamo prima vicino al castello le cose era molto tranquille durante il giorno.
Siamo arrivati, fratellone.-  disse Lantz e si fermò.
Diversi edifici ci circondavano. Quello che stava puntando Lantz era molto simile alla residenza di Tarim, ma più grande. Era alto solo tre piani, ma la sua spropositata mole rendeva quello di Tarim una sciocchezza a confronto.
- Allora è questa...-  sospirò Gourry.
- La residenza di Daymia.-  sussurrò Lantz senza indugio.
- Perchè è così grande?-  pensai ad alta voce.
- Ti sembro un ufficio informazioni, io?-  ribatté Lantz in risposta.
E adesso perchè questo comportamento?!
Lui stava tenendo il muso! Lo sapevo!
- Ehm, Lina...-  mi richiamò Gourry, provando a distrarmi prima che iniziassi una zuffa.
- Vuoi andare a controllare?-  chiesi.
Entrambi gli uomini alzarono le loro sopracciglia contemporaneamente.
- Controllare cosa?-
- La zona di Daymia.-  Duh.
- No!-  gridò Lantz come una signorinella. - Sei seria?! Non possiamo penetrare nella casa di qualcuno in pieno giorno!-
- E adesso chi avrebbe detto che ci intrufoleremo?-  replicai. - Entreremo dalla porta principale come persone civilizzate e faremo una bella chiacchierata. Se ci mostriamo educati, loro dovranno comportarsi ragionevolmente, altrimenti gireranno voci su di loro nel vicinato. Andrà tutto bene.-
- Uh, non sono così sicuro di questo.-  disse Gourry, incrociando le braccia. - Secondo le parole del signor Tarim, Daymia non è quel genere di persona onesta e impeccabile. E se succedesse qualcosa, la città finirà per preferire le parole di un onesto cittadino alle nostre, e così passeremo per i cattivi di turno.-
- Mmmh...-  mormorai a labbra chiuse. Era una piccola sorpresa sentire Gourry esprimere un parere ben pensato. Avevo quasi dimenticato che ogni tanto sapeva contribuire in modo diretto di tanto in tanto.
- Giusta osservazione.-  gli concessi riluttante. Dovevamo ideare un altro piano. - Ok, andiamo avanti. Prossima tappa: la casa del sindaco Halcyform...-
Toc toc. Usai il batacchio a forma di testa di drago due volte. Era piuttosto figo.
Il signor Tarim che l'assistente di nome Rubia viveva ancora nella desolata magione del sindaco, nella speranza che questi tornasse.
Sicuramente lei sapeva qualcosa, giusto?
Nessuna risposta.
- Forse non è in casa?-  alzai lo sguardo, ammirando l'architettura con calma.
- Sì?-  alla fine una voce giunse da dentro la casa.
Aspetta un attimo! Quella voce...
Sbloccò la porta con la chiave, e quando la aprì, non potevo fare a meno di fissarla.
I capelli colore del sole calante, occhi colmi di tristezza...
Era lei - la ragazza che avevo incontrato per strada. Quella che mi aveva detto di non farmi coinvolgere, per poi sparire. Si, era proprio lei.
Aprì la porta e ci guardò con evidente sospetto.
- Cosa posso fare per voi?-  chiese, come se non ci fossimo mai incontrate prima.
Oh, allora le cose stanno così, uh? Bene, allora possiamo giocare in due.
- Lei è la signorina Rubia?-
Annuì.
- E' un piacere incontrarla. Stiamo investigando sulla sparizione del sindaco...-  le mentii dritto in faccia.
La sua espressione mutò giusto un poco. - Ho detto al Concilio della Gilda tutto ciò che sapevo. Non ho altro da aggiungere. Per favore, andatevene.-  disse, e iniziò a chiudere la porta.
- Solo una domanda!-  esclami, introducendo la mia scarpa nella chiusura della porta. Ero giunta fin lì per avere una vera risposta alla domanda per la quale il signor Tarim mi aveva lasciata senza parole, e non me ne sarei andata senza averla esaudita. - Quali erano le ricerche del sindaco?-
Fece spallucce. Era esattamente la stessa reazione che ebbe il signor Tarim.
Per un momento, mi guardò direttamente. - Ricerche... sulla vita. Non posso dire altro.-  mi spostò il piede e sbatté la porta.
- Che diavolo ha quella donna?!-  disse Lantz, un grugno sul suo viso.
In pace, uh?
- Per cosa stai sogghignando?-  chiese Gourry.
- Oh, nulla...-  il mio mantello svolazzò. - E' solo che... tutto ciò sta diventando interessante.-

************

Mi voltai nel letto insofferente.
Ero stata lasciata in una delle stanze per gli ospiti del signor Tarim. Gourry ed io avremmo dovuto riposarci a turno mentre le nostre cose venivano portate nella locanda, ma non riuscivo a chiudere occhio.
Gli assassini preferiscono agire di notte, per ovvie ragioni. Quindi le guardie del corpo non potevano esattamente prendersela comoda e far finta che il lavoro fosse finito. E perchè abbiamo fatto portare la nostra roba alla locanda? Beh, finché saremo stati sotto contratto, proteggere il signor Tarim doveva essere la nostra priorità. Se, per esempio, la sua magione venisse incendiata, non saremmo in grado di scortarlo e intanto mettere al sicuro anche i nostri averi.
Poteva sembrare una precauzione sciocca, ma soprattutto tra le mie cose c'erano svariati oggetti magici non rimpiazzabili - oggetti impagabili degni di ogni avventuriero. Una cosa era vendere i miei servizi, ma un'altra era mettere in pericolo la mia intera esistenza. La stregoneria è un affare molto caro!
Ovviamente, anche la locanda dove avevo lasciato le mie cose poteva venire bruciata, ma impazziresti se dovessi pensare a ogni remota eventualità.
Ad ogni modo, non era la preoccupazione per i miei beni che disturbava il mio sonno. Era... una premonizione, o una sorta. Ogni tanto mi vengono. E' semplicemente così.
Ero stanca, ma non potevo restare addormentata per molto. Ero certa che gli assassini avrebbero colpito quella notte - ed avevo ragione!
Mi svegliai sulle coperte di una stravagante stanza singola fatata. Era un po' troppo stravagante per una guardia, credo, ma il signor Tarim si fece una risata, definendosi un "edonista" . Gourry dormiva con gli altri uomini quando non gli toccava il turno di guardia.
Scesi dal letto e trovai le mie ciabatte. I miei vestiti erano gli stessi che portavo di giorno, ad eccezione del mantello lasciato sulla testata del letto, dato che avrebbe interferito con il mio già elusivo sonno.
Ero completamente pronta ad avere a che fare con gli intrusi in qualsiasi momento.
Giusto per precauzione, estrassi la spada dalla mia cintura e lasciai la stanza.
Non è che avevo notato qualcosa di sospetto; dovevo solo andare in bagno.
Un certo numero di uomini stavano dormendo lungo il corridoio. Che stessero diritti in piedi o distesi su un fianco con un lenzuolo su di loro o in piena guardia, le loro spade non li lasciavano mai.
Proseguii in direzione dell'entrata, facendo attenzione a non pestare nessuno.
Nonostante facesse piuttosto caldo durante il giorno, le notti della città di Atlas facevano rabbrividire abbastanza da dover indossare un mantello. Non ce ne era bisogno per una gitarella così breve, comunque.
- Brrr... freddo...-  mormorai, e mi fermai. Avevo notato una figura sospetta contro una porta vicina. Da qualche parte alle mie spalle, un rametto venne spezzato. C'era una strana presenza in avvicinamento.
Dimentica ciò che ho detto. Non era esattamente una presenza. Più un'entità.
Circa dieci uomini erano di guardia all'esterno, ma ovviamente non avevano notato nulla di insolito. Qualcosa più del freddo mi diede orribili brividi. Percepivo come un'aura aliena fuori dalla porta.
Un momento più tardi, una sensazione agghiacciante si inerpicò su per la mia spina dorsale, dicendomi di correre.
Là!
Sentii un suono. Qualcosa come uno sfrigolio di metallo - era abbastanza.
- Alzatevi, in allerta! Tutti in piedi! Siamo sotto attacco! Non è un gioco, ragazzi!-
Dopo aver risvegliato gli uomini, entrai di fretta nella porta più vicina. Potevo sentire l'odore di sangue nell'aria. Le coincidenze giunsero in fretta. Spade sfoderate danzavano nel buio, tenute in aria solo da luci e la luce della luna.
Quando si combatte nel buio, il problema più serio sono i propri alleati. Non ci potevano essere dei "Ooops, scusa" per nessuno che per sbaglio avesse attaccato Gourry o Rod. Richiamai svariate incantesimi di luce in tutta l'area.
Fu allora che li vidi: una grottesca banda di assassini stava attaccando.
Erano dieci giganti in tutto. Non intendo giganti per altezza, purtroppo; il problema era il loro volume. Le loro braccia erano larghe quasi quanto il mio torso. Con quel genere di potere muscolare, potevano brandire le loro mazze pesanti come carriarmati con una sola mano e impugnare spade di esecuzione nell'altra. Immagina quanto sia effettiva una forza simile in battaglia. Non credevo potessimo fisicamente abbatterli.
La parte più strana era che avevano tutti la stessa faccia. Erano di circa venti, ventidue anni, e nessuno di loro aveva capelli in testa. I loro visi erano completamente senza espressione. Né gioia, né rabbia, né niente.
Se dovevo fare una supposizione, dovevano essere marionette costruite da Daymia.
Proprio come aveva suggerito il signor Tarim, se qualcuno che usava la pratica di costruire simili droni fosse diventato sindaco, la città di Atlas avrebbe avuto una brutta reputazione in ogni angolo del mondo - da Zephilia a nord fino alla Federazione di Keln al sud! Ma non avevo tempo di ponderare sulle conseguenze in quel momento.
Quei giganti non erano i soli nella stanza impegnati a compiere un massacro. I punti rossi che avevo visto brillare nell'oscurità si erano rivelati grazie agli incantesimi di luce ed appartenevano a grossi lupi ricoperti di squame vellutate e un disparato numero di spesse spine. Tra i lupi e le marionette, i nostri nemici erano in tutto quattordici.
Per numero, la nostra parte era in vantaggio; eravamo in terribile svantaggio, invece, riguardo alla forza bruta. Il coraggio e lo spirito dei mercenari che lavoravano per un piccolo extra monetario non era comparabile a un nemico che vive per unicamente per guerreggiare.
Non importava quanti rinforzi venivano dai lati della magione, i mostri di Daymia non mostravano paura, e non volevano nemmeno battere in ritirata.
Ovviamente noi avevamo dei validi guerrieri dalla nostra. Rod emerse dall'oscurità di volata. Con una mano estrasse la spada dalla sua schiena e caricò il leader dei giganti. Appena la marionetta rispose, portando la sua grande spada davanti, Rod cambiò immediatamente traiettoria, attaccando il fianco destro del gigante.
La spada di esecuzione tagliò inutilmente l'aria, mentre la lama nuda di Rod fuoriuscì dalla sua schiena - gli incantesimi di luce si riflessero come polvere di fata. I due uomini lo trapassarono un'altra volta; la mazza del gigante emise un forte suono quando rotolò sul pavimento, e sangue fresco sprizzò dal suo fianco. In un solo colpo, Rod aveva colpito anche il braccio che tratteneva la mazza ed aprì una profonda ferita nel suo fianco. Comunque...
Il gigante ululò e alzò la sua spada ancora una volta. Nonostante la sua ferita fosse profonda, non gridò né si ritrasse, ma iniziò con il suo contrattacco. E' possibile che non percepisca il dolore? Non si lamentava per il suo arto perduto?
Mentre il gigante compiva un unico attacco curvo ad altezza testa, Rod lo evitò accovacciandosi, per poi alzarsi con un movimento elegante, la sua spada ora brillava di sangue. Il corpo del gigante era stato diviso in due da un unico taglio verticale.
Gourry entrò nella stanza, sfoderando pigramente la spada e scegliendo casualmente il suo avversario. Lo sfortunato pupazzo alzò la sua spada. Argentee luci gemelle si scontrarono in un coro di sfrigolii. Alla prima apertura, Gourry fece scivolare la sua lama dalla fronte fino al profondo del petto del gigante.
Gli ora-cadaveri tremarono, poi caddero a terra.
- Wow hey!-  Gourry saltò indietro, sorpreso. Qualcosa era stato sparato nell'aria, in direzione del suo viso. La sua spada brillò ancora, facendolo ricadere sul pavimento. Era una piccola spina.
Il lupo ricoperto di scaglie aveva proiettato una delle sue spine come una freccia. Il lupo (era un lupo?) respirò pesantemente, recuperando le forze per un'altra scarica di attacchi.
Un momento più tardi, una tempesta di spine piovve su Gourry. L'abile spadaccino sarebbe diventato un puntaspilli. Fortunatamente, Gourry era molto più che abile.
- Uh-uhhh!-  urlò quando colpì il pavimento e rotolò per evitare l'attacco. Una volta trovatosi in salvo, tornò in piedi e corse incontro al lupo.
Aveva fatto male i conti ancora una volta.
Gourry, determinato a non lasciargli una seconda occasione, lo fissò negli occhi - quasi come a dirgli addio - e si tuffò tra le sue ginocchia, penetrando la carne con la spada, bisezionando il suo corpo con un lungo, lento colpo.
Il lupo esplose in pezzi come un palloncino in tutte le direzioni.
Lantz era un soldato più capace di quanto mi aspettassi. Caricò direttamente verso la gola di uno dei giganti, tenendo la sua spada bastarda con due mani. La sua arma incontro quella del suo nemico con uno stridio. Roteando al di fuori dell'incontro di spade, Lantz penetrò proprio dentro la guardia del gigante. La sua mano destra lasciò la spada, e con la sinistra colpì la mascella del suo nemico. La testa del gigante ricadde indietro rumorosamente. Lantz si avvicinò.
Un momento prima che il gigante potesse rimettersi in sesto, Lantz lo tagliò dal lato. Il colpo andò a segno. La marionetta si divise nel punto in cui era, ricadendo sulle ginocchia. Lantz lo finì con un'unica stoccata attraversando il suo cervello e, giusto per precauzione, si collocò dietro il corpo e usò l'elsa della spada per trasformare le sue cervella in brodo.
Lo stile di Lantz mescolava la scherma classica con la  lotta a mani nude da taverna.
- Andiamo, bastardi! -  url
ò Lantz
- Mi concederete questo ballo, giusto?! - mentre Lantz lanciava il suo strano grido di battaglia, saltò fuori un lupo a  bloccargli il passo.
- Io ... eh ... in realtà parlavo con gli altri tizi,  i giganti  - farfugliò Lantz.
Naturalmente, mentre accadeva tutto questo, io non stavo là fuori solo per guardare.  Lo avrei voluto, ma gli assassini non me lo permisero. Uno dei lupi che era vicino a me fece un respiro profondo.
Non va bene!
Cercai freneticamente l'incantesimo adeguato alla situazione, mentre il lupo sparava ogni spina dal suo corpo in un unico colpo!
- Diem Wig! - gridai, e lria intorno a me si  condensò, inviando  unnda d'urto al lupo.
Estato solo un incantesimo di vento debole, neanche abbastanza potente da far perdere lquilibrio ad un avversario, ma abbastanza potente da respingere le spine da dove erano venute.
Lasciandogli solo i segni di quelle che erano state le sue spine, il lupo non poteva fare altro che ululare e rimanere imbambolato.
- Andiamo!-
- Qui!-
- Prendi questo! E questo! E questo!-
Un plotone di mercenari alleati riversò la sua paura e lra sul lupo impotente con unndata di coltelli e calci.
Mentre osservavo lncantevole spettacolo, vidi unmbra errante un gigante dietro di me! Mi girai da un lato, sfuggendo alla spada del boia per un pelo. Questo mi fece arrabbiare.
Prendi questo, maledetto truffatore!
Iniziai a evocare un contrattacco. Mi accovacciai e premendo i palmi della mano contro il suolo evocai:
- Bephis Bring!-
Era un incantesimo che, in principio, si usava per invocare uno spirito della terra e scavare un tunnel. Lo invocai direttamente sotto i piedi del gigante. Un attimo dopo, la sua figura è stata inghiottita da un foro profondo, e le sue mani rimasero in alto. Il fosso non era così profondo da far sì che la caduta lo uccidesse. Nonostante questo, non era così poco profondo da far sì che ne potesse uscire.
- Ragazzi, incaricatevi di questo qui!- gridai a dei mercenari che erano lì.
- Lo faremo!-
Non so se lo hanno lapidato fino a farlo morire o se lo hanno bagnato dceto e gli diedero fuoco, ma se avessi avuto tempo, sono sicura che mi sarei dispiaciuta per quella stupida e grande marionetta.
Niente di più (del tempo) che questo pensiero entrasse e uscisse dalla mia testa, e sentì che qualcuno mi osservava mi girai.
Potevo distinguere solo la silouette di una figura appoggiata contro una parete bianca vicina alla porta principale.
Portava una maschera bianca.
- Seigram!-
Andai a tutta velocità verso il Mazoku dalla maschera bianca.
- E così, hai deciso di non tenere in considerazione il nostro messaggio? Dltronde - mormorò Seigram con tranquillità.
Mi arrestai di fronte a lui e notai una cosa che avevo prima ignorato. Al notare quella cosa, sentì un tuffo al cuore.
Forse era stato perché lltra sera ero leggermente ubriaca, ma non mi ero resa conto durante il nostro primo incontro che lvversario demoniaco che avevo di fronte era di rango abbastanza alto.
Avevo pensato di poter sconfiggere Seigram facilmente, grazie ad un potere superiore. Ma adesso? Per un sacco di ragioni, immaginai che sarei stata abbastanza fortunata se avessi ottenuto una vittoria risicata.
Naturalmente, ero sicura di poter annientare Seigram con il mio incantesimo segreto. Ma era pericoloso e un poesagerato.
Se lo avessi usato, crano molte probabilità di trasformare la città di Atlas in un cratere. Sarebbe stato bello poter usare lncantesimo offensivo contro una sola persona, il Ra-Tilt, che distrugge il nemico sul piano astrale, ma non potevo usare quellncantesimo. Cioè, non lo avevo studiato!
Vedete, non ero mai stata in grado di usarlo prima e beh non è molto figo! Il Drag Slave è molto più attraente, e ho imparato questo al suo posto.
Non è ora di lamentarsi! Devo riuscirci in un modo o nellltro!
- E quindi, la mezza-maschera si è preso il giorno libero?- chiesi. Ero abbastanza certa del fatto che quel tale Gio stava in qualche parte nelle vicinanze, ma non riuscivo a vederlo.
- Gio Gaia. Non sono io che mi occupo di questo. Mi si è semplicemente ordinato di osservare il risultato di questa battaglia.
- Da Daymia il Blu, eh?-
Seigram rispose alle mie parole con il silenzio.
Anche se invocare Gio non richiedeva molto talento, invocare un demone come Seigram, questo sì richiedeva un mago che fosse molto più che accettabile.
Ci guardammo in silenzio.
- Chi inizia?-
Un sudore freddo mi colò per la schiena. E dopo
- Ti serve una mano?- una voce totalmente indifferente esclamò alle mie spalle. Sapevo chi era, anche senza voltarmi.
- Come va lì, Gourry?- domandai, mentre continuavo a guardare Seigram.
- Oh, Rod è di là, e se la può sbrigare senza di me, inoltre qui c’è una persona demonio.
Una persona demonio? Bel linguaggio!
Retrocedetti un poco in modo da stare al suo fianco.
- E sei venuto per aiutare la mia umile persona? Andiamo, Gourry, sei troppo gentile.
Anche se non potevo usare lrtiglieria pesante, lrma di Gourry era un buon rinforzo. Ma prima che potessi ultimare un piano mentale
- Mi dispiace non potermi misurare con la mia spada con voi in questo momento- Seigram mormorò con calma.
- Tu cosa..?- rispondemmo Gourry e io simultaneamente.
- Mi hanno incaricato di osservare lo svolgimento di questa battaglia. Visto che non mi hanno ordinato di battermi con voi, non ho intenzione né ragione di farlo.
- Che diavolo stai dicendo?- gridai, sputando di rabbia- vieni qui, lanci un attacco a sorpresa con omuncoli berseker e lupi chimera, e hai il coraggio di dire che non vuoi combattere? Bene, può essere che tu non voglia, ma posso assicurarti che noi si!
- Capisco. Quindi non ho scelta- disse Seigram, mentre dava un passo in avanti. Istintivamente io e Gourry facemmo un passo indietro. E dopo
Il mazoku dalla maschera bianca saltò da terra e salì al cielo. Un momento dopo, la sua figura era completamente scomparsa.
Ci aveva ingannati con una finta riuscendo a scappare con facilità!
- Oh, non se ne parla!- mi lanciai dentro lntrata seguendo il mantello nero.
- Ehi, Lina! Aspetta!- Gourry mi chiamò e si unì allnseguimento.
Abbiamo continuato con la nostra ricerca fino alle prime ore del mattino. Il silenzio regnava sulla città. Con le nubi che coprivano la luna, lnica luce veniva dalle lanterne magiche e dagli incantesimi di luce ambientale. Seigram galleggiò con rapidità nellria fredda della notte. In qualche modo il suo mantello non faceva rumore mentre ondeggiava.
Tutto quello che Gourry e io potevamo sentire erano i nostri passi e il ritmo regolare del nostro respiro. Un pensiero mi colpì inaspettatamente mentre ero assorta nella ricerca: era come  tentare di catturare un sogno. Il mazoku non si era fuso con lscurità come aveva fatto lltra notte. Chissà se lo aveva fatto perché aveva immaginato che le nostre abilità potevano essere una sfida per Gio, per lui noi non rappresentavamo lontanamente una minaccia.
O forse
Ci stava attirando verso un qualche posto. Una trappola?
Può essere che Gourry stesse pensando la stessa cosaoppure non stava pensando a niente in assoluto. Non riuscivo a capirlo dalla sua espressione.
Il percorso che Seigram aveva scelto era strano. Invece che provare a seminarci per le strade secondarie, volò sulla strada principale. Allora ho capito.
Ci sta portando verso la casa di Daymia il Blu!
La figura di Seigram scomparve quando la silouette di una casa colossale si stagliò davanti ai nostri occhi.
Proprio come pensavo! La tenuta di Daymia il Blu!
Anche se non crano guardie in servizio nel piccolo cortile, molta luce filtrava dalle finestre della casa.
Non mi piacque. Era troppo prevedibile. Chiunque avrebbe capito che si trattava di una chiara ed evidente trappola.
- Credo che ci dobbiamo fermare qui- disse Gourry
- Conosci questo posto?-
Aaaaahi.
Caddi in ginocchio alle parole di Gourry.
- Oggi, durante la giornata, sei stato qui, stupido! Ricordi? Lantz ci stava insegnando il posto?
- Sul serio?- incrociò le braccia, immerso nei suoi pensieri- Ah. Le cose sembrano diverse la notte, vero?- domandò totalmente serio- e quindi cos’è questo posto?
- L-a-c-a-s-a-d-i-D-a-y-m-i-a. - dissi lentamente, attraverso la mandibola chiusa con forza.
- Eh!- Gourry sbatté sonoramente il pugno sul palmo della mano- giusto quello che pensavo!-
- Credi che questo sia divertente? È così? Stai cercando di farmi qualche scherzo strano? Perché, davvero, Gourry, non sono in venae ora, andiamo!-
- Andare dove?-
Che qualcuno sia la sua compagna al posto mio! Per favore!
- A-l-l-a-c-a-s-a-d-i-D-a-y-m-i-a. - replicai, sul punto di scoppiare.
- Uh, ma - cominciò Gourry con unspressione seria- credo che sia una trappola.
- Già lo so!- gridai - Naturale che sia una trappola! Ma trappola o no, attratti qua o no, non sappiamo quali sono le sue intenzioni! Vero? E c’è solo un modo per scoprirlo! Ti può sembrare stupido ma lasciare che la paura e le preoccupazioni dettino ognuno dei nostri passi mi sembra molto più stupido!- mi alzai in piedi indignata e inveì sopra la spalla andandomene.
Gourry posò delicatamente una mano sulla stessa spalla.
Eh?
- Lina - il suo sguardo penetrò i miei occhi e parlò con voce soave.
Aspetta un momento. Lui sta perdendo la calma, non può fare sul serio con me in questo modo.
- Ora, Lina, voglio che tu mi ascolti bene
- Cosa che perché ti stai facendo così… serio?-
Ho potuto sentire anche del nervosismo nella mia voce.
- Lina, ascoltami: fare un sacco di baccano la notte ci metterà nei guai con i vicini.
Il mio silenzioso pugno impattò con la sua mascella.
Sapientone.

*************

- E quindi, è sicuramente una trappola?-
- Si è una trappola.
Ci scambiavamo battute ingegnose, mentre camminavamo per un corridoio deserto, mantenendo basso il volume della nostra voce.
Eravamo nella tenuta di Daymia, ma basandoci sulla luce che avevamo visto prima, eravamo abbastanza sicuri che avevano ritirato le guardie per prepararci unmboscata. Anche se
Non abbiamo visto unnima.
Una fila di porte fiancheggiava il corridoio. Probabilmente portavano allttracco delle guardie. Aprimmo alcune porte, ma vi trovammo solo cassettoni per i bagagli.
Se Daymia era stato capace di inviare assassini come quelli dietro di noi,  poteva essere così stupido da lasciare la sua casa senza protezione?
Certo che no.
Questo lasciava aperta sono una possibilità: ci stavamo dirigendo verso qualche posto.
Camminammo lì per tanto tempo che successe qualcosa di strano: iniziai ad annoiarmi. Avevo pensato che saremmo arrivati in qualche posto arrivati a quel punto, ma la casa era come un grande labirinto.
Già da fuori sembra abbastanza grande, ma ora che eravamo veramente infiltrati, la situazione era più demenziale di quello che credevo.
La prima cosa insolita che notai fu che le scale non conducevano mai al terzo piano. La gente non costruisce così le case. La gente sana di mente, in ogni caso.
Sicuramente, i sani di mente non creano nemmeno eserciti di omuncoli.
Ad ogni modo, dopo aver vagato per un incredibile periodo di tempo, arrivammo finalmente alla grande porta blindata di una sala con disegnato sopra un pentagramma. Evidentemente era una stanza utilizzata per canalizzare la magia.
Sentì una presenza umana dallltro lato.
- E‘… qui?- chiese Gourry a voce bassa.
- Equi,- risposi - so che è una trappola, ma stiamo per entrare. Sei pronto?-
- Non c’è motivo perché io lo sia.-
Lo fissai.
- Perché dovrei scendere allnferno ogni volta che lo vuoi?-
- Perché è salutare per te fare qualcosa di temerario di tanto in tanto?-
- Chiami questo qualcosa di temerario?!-
- Non è male- replicai con ammirazione.- Non sai quello che vuol dire temerario, è vero?-
- No, non lo so! Però pensavo che avrei potuto dissimulare!-
- Bene, sssssh. - dissi tranquillamente. Non era un buon momento per iniziare a fare storie.
- Guarda, sei con me in questo o no?-
- No! Non possiamo fare questo macello, Lina!-
- Mi stai dando dellmprudente?-
- Beh, si! Bene: cosa farai per prima cosa quando si aprirà la porta?-
- Non lo so, forse lanciare un paio di Fireball?-
- Mi riferivo proprio a questo! Per cominciare, può essere che stiamo sbagliando completamente -
- Lo so già! Guarda, Tarim ha avuto una reazione molto strana quando ha saputo del Presidente Halcyform, vero? Bene! Andrò a parlare con Daymia per scoprire cosa nasconde Tarim!-
- Veramente?- mi guardò sbalordito - re realmente avrei voluto che tu mi avessi detto questo prima.
Diavolo, non possiamo retrocedere dopo essere arrivati così lontano!
- SSSSH, Gourry!-
- Cosa?-
Appoggiai lrecchio alla porta.
- Che succede?- non sembrava essersi reso conto di quello che tramavo.
- La nostra unica opzione è entrare-
- Ora?!- si guardò intorno con nervosismo, ma non cra nulla da vedere. Lunica presenza era quella che stava dietro la porta.
Mi guardò con sguardo dubbioso.
- Se sei sicura, dccordo! Andiamo!- disse, e aprì la porta con una pedata.
Vedete? Io e lui? Siamo una squadra.
Gli occhi di Gourry si serrarono.
Noi due ci fermammo sulla porta, spalla a spalla.
Era come guardare in un enorme tendone da circo. La sala era di proporzioni mostruose e perfettamente rotonda. Probabilmente occupava metà della casa!
Sul suolo era disegnato un pentagramma protettivo gigante, la punta della sua stella dava al nord.
Un Rune Breaker
I pentagrammi si usano per creare un campo che interferisce e debilita tutto il potere magico al suo interno. Un aspetto particolare di questo incantesimo è che la forza del campo aumenta non solo proporzionalmente allbilità del mago ma anche alla dimensione del campo.
In altre parole, se sufficientemente grande, la protezione avrebbe potuto includere anche il mio potere, e non importa se il mago che lo ha creato fosse un novizio.
Naturalmente, non è che io mi stia vantando, ma anche con queste dimensioni, io non stavo di certo tremando di paura.
Cra una specie di altare sul lato opposto della stanza, e un uomo solo stava in piedi di fronte a esso, un sorriso delirante e disgustoso gli attraversava il viso.
Aveva i capelli scuri e i baffi. Occhi grandi e sfuggenti, costantemente in movimento e indossava un mantello blu.
- Il signor Daymia, suppongo?- dissi chiamandolo, e lomo indietreggiò.
- Assassini di Tarim!- i suoi grandi occhi si aprirono completamente e urlò con tono assordante.
Entrambi abbiamo dato un respiro.
- Beh, uh suppongo che lo siamo, per dirla così.- rispose Gourry con franchezza (e stupidità).
- Lo sapevo! Sì! Sapevo che lo avrebbe fatto, quel rospo! Dal principio, sapevo che pensava di uccidermi non appena ci fosse riuscito!- continuò Daymia-  lo sapevo, lo sapevo! Lo sapevo dal primo momento! Lo sapevo dalla parola andare! veramente pensava che non lo sapessi?-
Io e Gourry ci scambiammo uno sguardo.
Uh
- Questo tizio è pazzo- sussurrai.
- Ehi! Tu sei quella che ci ha messo in questo guaio! Tu sei quella che ha preso lncarico!- Gourry rispose comprensivo.
Nellltro lato della sala, Daymia continuava con i suoi disturbi maniacali, con i suoi occhi fuori dalle orbite e i suoi denti stridentisempre sorridendo. Seriamente, faceva paura.
Ma
Mi preoccupava qualcosa che aveva detto Daymia:
Sapevo che pensava di uccidermi non appena ci fosse riuscito!
Dopo aver fatto cosa?
- Aspetta! Non abbiamo intenzione di farti del male!-gridai. Per quanto potesse sembrare cosa disperata, bisognava pressare per ottenere maggiori dettagli.
Daymia smise di parlare e ci guardò.
- Spettacolo di idioti. - mormorò Gourry canticchiando. Dopo iniziò a fare un fischio che suonava come un cucù, cucù”. Lo ignorai.
- Non siete assassini?- disse Daymia girando i suoi occhi da rana verso di noi.
- Ecosì. Non siamo assassini.-
Dopo una pausa, Daymia iniziò a ridere ancora una volta con la sua risata da pazzo.
- Capisco. Capisco, capisco quindi, so! Ho capito tutto! Se non siete assassini di Tarim, allora siete qui per rubare le mie preziose chimere!
Uh, nanay.
- Bene, provate a fare quel che potete! Non le avrete! Sono le mie preziose figlie! Non le avrete! Non lo farete!
Ehm terra chiama pazzo.
- Signore! Non siamo qui nemmeno per rubare le sue chimere!
- Non cosa siete?- Daymia ci offrì un altro sguardo duro e prolungato.
Ohi.
- Capisco si, si!Lo so! Se non siete ladri, allora dovete essere assassini di Tarim!-
AAAAAAH! mi afferrai la testa con entrambe le mani.
- Etroppo per il piano parlare con lui- disse Gourry con serietà.
- Si, temo di si- risposi- Dccordo, dobbiamo catturalo. Possiamo fargli dopo le domande su queste questioni. Sii buono con lui, dccordo?-
- Io? Io sono sempre buono. Sii tu buona con lui.-
- Sì, sì, dccordo- dissi, agitando una mano e facendo un passo in avanti.
Daymia retrocedette bruscamente.
- In indietro! Non vi avvicinate di più! Vo volete far male al co al corpo di Daymia il blu? Non dovete! Non dovete fare questo!-
Come è che niente è mai facile, eh?
Continuammo ad andare verso lltro lato della sala, ignorando le sue suppliche e i suoi pianti e il suo balbettio psicotico.
- Indietro! Se vi avvicinate ancora, solo di un altro passo, io -
- E se lo facciamo? Allora? Che farai, eh?-
- Questo- Daymia afferrò una corda e tirò.
PLOP! Il colossale simbolo magico ai nostri piedi si trasformò in un colossale buco del suolo a forma di simbolo magico. Ops.
- Oh-oh. -
Oh! Ora ho capito!
- Lina!-gridò Gourry. Si afferrò a me mentre cadevamo nellbisso.
- Usa la tua magia!- disse.
Come se non ci avessi pensato! Già lvevo iniziata-
- Levitation!- esclamai.
Il mio incantesimo di levitazione poteva sollevare normalmente un carro armato pieno fino allrlo con facilità. Anche se la barriera di Daymia aveva danneggiato parte del mio potere, l’effetto non doveva essere grave la nostra caduta sarebbe finita rapidamente uh come è che non ci fermiamo?
Non eravamo proprio in caduta libera, ma continuavamo decisamente a cadere, scendendo per un foro così profondo che sembrava non avere mai fine.
- Ehi, Lina! Continuiamo a cadere!-
- Lo so! Non ti preoccupare!- avevo già immaginato il perché, ma non era il momento di dare spiegazioni.- è sufficiente per il peso di una persona!-dissi.
La paura si impossessò della testa di Gourry. Mi abbracciò forte, schiacciandomi il seno.
- Ehi! Non essere sfacciato!-
- Lina! Moriamo insieme!-
- Cosa? Stai scherzando, Gourry. Dio! Solo ehi! Non fare quest aaaaaaah!-
Il mio equilibrio in aria si spezzò, sprofondando a tutta velocità verso il fondo dellscurità.
Splash! Con un grande rumore dcqua, si alzò unnorme onda credo.
Sto facendo delle congetture, perché in quel momento avevo perso coscienza.




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