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3 - Nella notte di Solaria sbocciano i fiori della battaglia

Traduzioni > Romanzi > Romanzo # 10

Slayers 10 - Il complotto di Solaria
Traduzione di SonLinaChan


CAP. 3 - NELLA NOTTE DI SOLARIA, SBOCCIANO I FIORI DELLA BATTAGLIA



«Chi siete? Non muovetevi!»  
Mentre pronunciava quelle parole, Luke estrasse la spada e scattò verso di noi.  
"Dannazioneeeee!"  
Di riflesso, Gourry ed io prendemmo a correre in direzione opposta.  
«Non scappate!» gridò assurdamente Luke, inseguendoci.  
"Le persone normali scappano, quando un tizio le insegue brandendo contro di loro una spada!"  
In realtà, ero conscia del fatto che apparivamo piuttosto sospetti, con il volto nascosto e il nostro aspetto diverso dal normale. In più, anche se non indossavamo delle armature, portavamo comunque delle spade e poco lontano da noi c’erano le figure riverse al suolo delle guardie che avevamo messo fuori gioco. Non potevo dire di non capire perché Luke avesse estratto la spada.  
"Il problema, però, è… che diavolo facciamo ora?"  
Dovevamo continuare a scappare, oppure dovevamo rivelare chi eravamo e fermarlo?  
"Scappare." scelsi, senza sforzo.  
Con Luke che gridava a quel modo, presto sarebbero arrivate altre guardie: in quelle condizioni, non c’era modo di spiegare con calma i fatti a Luke e Millina. Una volta in salvo, avremmo avuto tutto il tempo, il giorno successivo, per metterci in contatto con loro in qualche modo e spiegare la situazione.  
"Ora che è deciso, ci vuole un modo per fuggire."  
Recitai un incantesimo, fra le labbra.  
«Dam Brass!»  
Voltandomi, scagliai l’incantesimo. Con una violenta esplosione, esso colpì il mio obiettivo: il soffitto che si trovava fra Luke e me.  
«Cos…!?» Luke smise di correre e indietreggiò, per evitare le macerie cadute dal soffitto andato in frantumi.  
Nel frattempo, io recitai un altro incantesimo e afferrai la mano di Gourry.  
«Ray Wing!»  
Con l’incantesimo per volare ad alta velocità, uscii dal buco che si era aperto nel soffitto e atterrai sul tetto.  
Il Ray Wing era una buona soluzione per quando si era inseguiti, ma la sua velocità, la sua potenza e la quantità di peso che poteva trasportare erano proporzionali alla potenza magica di chi lo lanciava. Trasportando Gourry, anche se davo fondo a tutte le mie energie, il massimo che potevo fare era raggiungere la cima del tetto. Usando la versione potenziata potevo trasportarlo molto più facilmente, ma nelle condizioni in cui ci eravamo trovati non avevo avuto tempo di pronunciare la formula necessaria. Una volta giunta sul tetto, cancellai il mio precedente incantesimo e la recitai.  

Signori dell’oscurità dei Quattro Mondi  
Io vi imploro, nel nome dei vostri frammenti,  
Con ogni potere in vostro possesso,  
Donate maggiore forza alla mia magia.


In risposta alla mia semplice formula, i Demon Blood, i talismani che portavo appesi al collo, ai polsi e alla cintura, si illuminarono. E al contempo, come immaginerete, il mio intero corpo si colmò di energia magica.  
"E ora, il Ray Wing."  
«Aspettate!»  
Prima che potessi terminare l’incantesimo, Luke e Millina, servendosi del Levitation o di qualche altra formula, fecero la loro apparizione sul tetto.  
"Che ostinati!"  
Luke scattò verso di noi. Tuttavia, un momento prima che ci raggiungesse, io completai la mia formula.  
«Ray Wing!»  
Gourry ed io ci librammo nel cielo notturno, ad una velocità incomparabilmente più elevata di prima.  
Ora, una buona volta, la avrebbero finita di starci addosso.  
«Lina! Ci sono addosso!»  
«Eeeeeeeeeeeeh!?» Alle parole di Gourry, levai inavvertitamente la voce. «Non può essere! Prima gli uomini in nero, e ora anche Luke e Millina!?»  
«Non è molto veloce questo incantesimo, eh?»  
«Stai scherzando??? Un incantesimo lanciato da un mago comune non potrebbe mai tenere il passo con questo!»  
«Però quei due ci sono alle calcagna. Oh… ora ho capito!»  
«Cosa!?»  
«Anche ieri notte i tuoi incantesimi non hanno funzionato contro gli uomini in nero! Vuol dire che  
sei in quei giorni!»  
«Noooooooo!» Senza volerlo, mi trovai a gridare.  
Era vero, come diceva Gourry, che non ero riuscita a scappare o ad abbattere i miei avversari quando avrei dovuto farlo, ma questo non dipendeva dal fatto che la mia potenza magica stesse diminuendo. La velocità del mio Ray Wing e la potenza del Dam Brass che avevo usato per mandare in frantumi il tetto non avevano nulla di diverso dal solito.  
In altre parole… erano i nostri avversari a essere più forti del normale. Non era possibile che un comune Ray Wing tenesse testa al mio Ray Wing potenziato, ma non era impossibile riuscirci potenziando in qualche modo l’incantesimo – ad esempio con una modifica della formula. A quanto pareva, Luke e Millina possedevano qualche bell’asso nella manica.  
Ad ogni modo, avremmo avuto tempo chiedere loro spiegazioni a riguardo in seguito. Per il momento, dovevamo sbrigarci a chiarire la situazione.  
Avevamo raggiunto una zona piuttosto lontana dal castello, vicino a uno dei muri che dividevano la città. Cancellai l’incantesimo, atterrando in un punto dove non parevano esserci persone, e in breve Luke e Millina ci raggiunsero. A quanto pareva, avevano volato tenendosi per mano. Probabilmente, avevano recitato entrambi il Ray Wing e, sommando i due incantesimi, ne avevano  
aumentato la velocità.  
Ma non era quello il momento per pensarci.  
«Voi due! Ferm…»  
Prima che potessi gridare il mio ammonimento, Luke protese la mano destra, e sul suo palmo comparve una luce magica.  
"Ehi! Aspetta un…!"  
«Preparatevi a morire!» Ci sputò contro Luke. Senza lasciarci il tempo di replicare, scagliò la luce contro di noi. Nell’aria, essa si divise in innumerevoli piccoli proiettili, che schizzarono verso me e  
Gourry.  
«Aaaaaaaaaaaaaaaaah!»  
Gourry ed io balzammo di lato, scansandoci rapidamente dal luogo in cui ci trovavamo, e le innumerevoli luci esplosero scoppiettando ai nostri piedi. I singoli proiettili non sembravano troppo potenti, ma non per questo avevo intenzione di provare a intercettarne uno con il mio corpo.  
«Non scansatevi!»  
«Insomma, fermati!» gridai, volgendomi nuovamente verso Luke e Millina e togliendomi la striscia di tessuto che mi nascondeva il viso. «Siamo noi! Noi!»  
Come mi aspettavo, Luke cessò istantaneamente di muoversi, con aria allibita. Millina invece, anche dopo aver visto il mio volto, rimase come sempre priva di espressione.  
"Che si fosse già resa conto della nostra identità?"  
«Voi…» Luke si rivolse a noi con voce sorpresa. Evidentemente, lui non si era accorto di nulla.  
«E così, infine, avete scelto la via del male!?»  
«Che idiozie vai dicendo?!»  
«Basta chiacchiere! Prendete questo!» Luke evocò ancora una volta la luce magica nel palmo della mano. Ma proprio in quel momento…  
«Faresti meglio ad ascoltare, quando la gente ti parla.» intervenne una voce nota.  

Luke interruppe l’attacco che stava per scagliarci contro, e si guardò attorno. I suoi occhi vagarono per qualche istante, quindi, improvvisamente, si bloccarono. Seguendo il suo sguardo, mi trovai a fissare una figura, in piedi su un tetto vicino alle mura.  
"L’uomo mascherato!"  
«Tu, moro, che agisci a questo modo, sei consapevole di quali siano le ambizioni di Laavas?» chiese l’uomo mascherato.  
«Cosa?» Luke parve tentennare. «Le ambizioni… di Laavas? Che vorresti dire?»  
«Vuole dire che il capo degli uomini in nero contro cui abbiamo combattuto a Bezeld potrebbe essere Laavas!» Questa volta fui io a intervenire, dal suo fianco.  
«Dici sul serio!?»  
«Non ne sono certa, ma ci eravamo introdotti a palazzo proprio per indagare.»  
«Vi avviso che Laavas non si sta limitando a rafforzare i propri armamenti.» L’uomo mascherato mi rivolse un’occhiata. «A quanto pare, però, questo non è il momento migliore per darvi spiegazioni.»  
Alle parole dell’uomo mascherato, una serie di presenze si palesarono, tutto intorno a noi. A quanto pareva, a seguire Gourry e me non erano stati solo Luke e Millina. Come ombre generate dalla luce della luna, gli a noi ben noti uomini in nero presero a strisciare verso di noi da ogni direzione. Il loro numero superava ampiamente la decina.  
«Fate attenzione.» disse l’uomo mascherato, guardandosi attorno con circospezione. «Diversi di questi uomini hanno fuso il loro corpo con dei demoni.»  
"Cosa?"  
A quella rivelazione inaspettata, volsi senza pensarci lo sguardo verso l’uomo mascherato. Ma non fui l’unica a perdere la calma.  
«T… tu… chi diavolo sei? Come fai a sapere queste cose?» domandò, in tono agitato, uno degli uomini in nero, confermandomi che l’uomo mascherato diceva la verità.  
"Perciò… il motivo per cui Zain è tanto più potente di prima e il motivo per cui sono riusciti a tenere testa al mio Ray Wing potenziato è che… si sono fusi con dei demoni?"  
Se era vero, non si trattava di avversari con cui potessimo scherzare. Si erano dimostrati in grado di scagliare incantesimi senza preavviso e di bloccare i nostri attacchi a mani nude… non perché avessero recitato delle formule senza che noi ce ne accorgessimo, ma perché i comuni incantesimi non funzionavano contro di loro.  
«Prendete l’uomo mascherato vivo. In quanto agli altri… uccideteli.»  
A quelle parole, gli uomini in nero si mossero. Uno di loro balzò sulle mura ed evocò una lancia di luce, scagliandola verso l’uomo mascherato. Tuttavia, con perfetta calma, quest’ultimo protese la mano destra e…  
«Bas Grud!» recitò.  
Forse perché era riuscito a prevedere la mossa dell’avversario, aveva evocato una barriera magica, delle dimensioni di un piccolo scudo. L’attacco dell’uomo in nero si infranse contro di essa, svanendo.  
«Cosa!?» L’uomo in nero si bloccò per un istante, colto alla sprovvista.  
Io approfittai di quell’istante per recitare un incantesimo.  
«Blast Ash!»  
Senza nemmeno avere il tempo di emettere un grido, l’uomo in nero sulle mura si trasformò istantaneamente in polvere nera.  
«Non sottovalutarci!» gridò un altro degli uomini in nero.  
Riconobbi la sua voce: Zain.  
«Comincerò con te, Lina Inverse!»  
L’uomo in nero che avevo identificato come Zain scattò verso di me. Non c’era molto spazio fra di noi, e se non mi fossi mossa a recitare un incantesimo mi sarei trovata nei guai. Completai la formula ancora prima che Zain potesse estrarre la spada e la scagliai, calcolando la traiettoria che il mio avversario avrebbe seguito nella corsa.  
«Blast Ash!»  
Per inciso, l’unico incantesimo che conoscessi che fosse al contempo ad ampio raggio ed efficace su un avversario con quel livello di resistenza alla magia era il Dragon Slave. Tuttavia, non potevo scagliare una cosa del genere nel mezzo di una città.  
In quel modo, invece, una massa nera avrebbe istantaneamente inghiottito l’area che avevo scelto come bersaglio e si sarebbe allargata sul mio avversario, che si trovava al suo centro; una volta dissipata l’oscurità, lo avrei trovato letteralmente frantumato, ridotto a una polvere nera. La massa nera si allargò sull’area in cui si trovava Zain e, quando scomparve, al suo posto  
rimase…  
… nulla.  
"!?"  
«Lina!»  
Al suono della voce di Gourry, fui percorsa da un brivido e balzai immediatamente in avanti. Qualcosa mi aveva sfiorato la schiena.  
Mi volsi, velocemente, e mi trovai di fronte la figura di un uomo in nero, con la spada estratta.  Non poteva avermi semplicemente teso un agguato. Si trovava al centro di uno spazio circondato da un lato da me e da Gourry e dall’altro da Luke e Millina. Ciò significava che…  
«Quel tizio… è comparso dal nulla!» Il grido di Luke confermò le mie supposizioni.  
«Zain! Sei in grado di fare una cosa del genere?»  
«Esattamente.» replicò quietamente l’uomo in nero, alle mie parole.  
"Perciò… è proprio così, eh…?"  
Zain aveva lasciato che recitassi l’incantesimo e ne aveva approfittato per comparirmi alle spalle e aggredirmi con la spada prima che potessi volgermi.  
Zain si era teletrasportato.  
Quella abilità poteva spiegare anche la strana capacità di movimento che Zain aveva mostrato durante il nostro scontro della notte precedente. Però… era vero che quella del teletrasporto era una capacità posseduta, talvolta, dai Mazoku di una certa potenza, ma per quanto si fosse fuso con un demone, Zain manteneva pur sempre un corpo fisico… riuscire lo stesso a fare una cosa del genere…  
"Questo tizio vuole proprio essere seccante fino in fondo, eh?"  
L’attacco con cui mi aveva appena colpito alle spalle fortunatamente mi era valso solo uno strappo alla veste, ma dubitavo che al successivo mi sarebbe andata altrettanto bene. Inoltre, se ciò che l’uomo mascherato aveva detto era vero, Zain non doveva essere l’unico a possedere quella capacità.  
Senza contare che i nostri avversari ci erano numericamente superiori. Poteva anche essere che la maggior parte di loro fosse costituita da uomini comuni, ma non c’era modo per noi di capirlo semplicemente dal loro aspetto.  
"Ho idea… che il combattimento non sarà dei più semplici."  
Nell’attimo di confusione generato in noi dalle capacità di Zain, gli altri uomini in nero ne avevano approfittato per coprire la distanza che ci separava.  
"Noi cinque dobbiamo assolutamente collaborare."  
Ma proprio mentre lo pensavo…  
All’improvviso, l’uomo in nero saltò dal tetto su cui si trovava sulle mura, quindi spiccò un altro balzo e scomparve in un altro dei settori della città.  
"Aaaah! E’ scappato da solo!?"  
Non fui l’unica a essere messa in agitazione dal comportamento dell’uomo mascherato.  
«Cosa!?» Anche Zain levò la voce per lo stupore e, istantaneamente, si bloccò.  
«Razor Crawer!»  
Millina ne approfittò per scagliare un incantesimo di attacco, ma Zain lo schivò facilmente.  
«Quattro di voi, dietro quell’uomo! Gli altri, qui a sistemare le cose!»  
Come Zain aveva ordinato, alcuni degli uomini in nero inseguirono l’uomo mascherato, sparendo oltre il muro.  
"Oh… adesso capisco."  
L’uomo mascherato sembrava sapere qualcosa, perciò gli uomini in nero non potevano lasciarlo andare. Forse, scappando, aveva voluto liberarci di un po’ di avversari.  
Anche così, tuttavia, rimanevamo comunque in inferiorità numerica. Non eravamo in condizione di poterci permettere distrazioni.  
Zain volse nuovamente lo sguardo verso di me e scattò in mia direzione. Si udì un suono metallico e scintille di luce saettarono nell’aria: Gourry si era interposto fra me e Zain, e aveva intercettato la sua lama con la propria.
Uno scontro violento quanto quello della notte precedente ebbe inizio. Ma io non ebbi il tempo di starmene a guardare: gli altri uomini in nero si stavano precipitando in massa verso di me.  
Estrassi a mia volta la spada e rimasi immobile, volta verso uno degli uomini che stavano correndo verso di me. Nel frattempo, iniziai a recitare un incantesimo. Bloccai con la spada l’attacco dell’uomo in nero, proprio nell’istante in cui terminai la formula.  
«Freeze Bullet!» In risposta alle mie parole magiche, diverse decine di frecce di ghiaccio si materializzarono di fronte a me. Dieci frecce erano il massimo per l’incantesimo nella sua forma normale, ma io avevo scagliato la versione potenziata.  
«?!»  
Perdendo la calma, come avevo previsto, l’uomo in nero ritrasse la spada, e spiccò un balzo indietro.  
«Via!»  
Mirando all’uomo in nero e ai compagni che gli stavano attorno, scagliai l’incantesimo. Le frecce saettarono verso di loro, fischiando e scintillando nell’aria, e, numerose com’erano, calarono su di loro come gocce di pioggia. Per quanto agili potessero essere, non era possibile che le evitassero tutte.  
«Aaaah!»  
«Uaaah!»  
Si levarono grida di sorpresa e di dolore, e almeno due degli uomini in nero caddero. Un attacco del genere non poteva funzionare con quelli fra gli avversari che si erano fusi con dei demoni, ma a quanto pareva molti fra gli uomini in nero non lo avevano fatto. Avevo agito proprio per eliminare quella parte di avversari, e mi era andata bene.  
Proprio mentre prendevo a recitare un altro incantesimo, un suono metallico risuonò alle mie spalle.  
Non mi ero accorta di quando si fosse avvicinata, ma Millina, ora, si trovava con la schiena contro la mia, in guardia, con la spada sguainata. Di fronte a lei, a una certa distanza, si trovavano due uomini in nero, entrambi con la mano destra alzata, come nel gesto di lanciare qualcosa: Millina doveva aver intercettato con la propria spada dei pugnali, o qualche altro tipo d’arma che gli uomini in nero avevano scagliato in mia direzione.  
«Non giocate scorretto!» gridò Luke.  
La sua spada scintillò nell’aria, generando un vento magico che fece perdere l’equilibrio agli uomini in nero. E proprio nell’istante più opportuno…  
«Ferzared!»  
Millina scagliò un turbine di sfere di luce bianche verso di loro, abbattendo entrambi.  
Niente male… la loro sincronia in combattimento era pressoché perfetta.  
Forse innervositi dal fatto che diversi dei loro compagni erano stati abbattuti, alcuni degli uomini in nero presero a muoversi con maggiore circospezione. Tuttavia, diversi di loro continuarono a comportarsi come se nulla fosse avvenuto: forse erano semplicemente avventati, o forse la loro fiducia era legata al fatto che possedevano capacità demoniache. Certo, il numero degli uomini in nero era diminuito, ma gli avversari davvero temibili rimanevano ancora. Avremmo fatto bene a ricordarcelo.  
"E allora… proviamo con questo."  
«Fireball!»  
Scagliai in alto l’incantesimo che avevo recitato. Normalmente la Fireball esplode quando viene a contatto con qualcosa, ma io avevo modificato lievemente la formula.  
«Break!»  
Nel momento in cui feci schioccare le dita, la Fireball, in alto sopra di me, esplose, e le sue fiamme si schiusero come fiori purpurei nel cielo notturno.  
Due giorni prima, quando avevamo incontrato per la prima volta l’uomo mascherato, di fronte alla sua minaccia di sollevare un grosso clamore gli uomini in nero erano subito battuti in ritirata. Perciò, immaginavo che se avessi fatto abbastanza baccano, anche in quella circostanza i nostri assalitori sarebbero fuggiti.  
«Ehi, tu! Che idiozie combini? Non stiamo giocando!» protestò Luke, che non conosceva il mio  
piano.  
La mia mossa, tuttavia, riuscì nell’intento di mettere in agitazione gli uomini in nero.  
Tutti tranne uno.  
«Aaaaaaaaaaah!»  
L’unico fra gli uomini a non mostrare alcun segno di agitazione emise un grido simile a quello di una bestia, e si gettò contro Millina, con la spada levata.  
Sembrava agire come un berserker, ma i suoi movimenti apparivano innaturali e tirava fendenti a un ritmo incessante.  
«Ah…!»  
Parando in qualche modo con la propria spada quella serie ininterrotta di attacchi, Millina indietreggiò progressivamente.  
«Bastardo! La mia Millina!» Luke giunse in suo soccorso, prendendosi, nel suo accesso d’ira, qualche libertà terminologica di troppo.  
«Chi sarebbe tua?» Anche in quella situazione, Millina lo rimise al proprio posto in tono del tutto calmo.  
Chiaramente, nel frattempo, io avevo completato un’altra formula. Avrei voluto usare quell’incantesimo per aiutare Gourry o Millina, ma se mi fossi intromessa al momento sbagliato  
avrei rischiato di ostacolarli, piuttosto che essere loro d’aiuto. Perciò, preferii andare sul sicuro e mirare agli altri avversarsi.  
Mi preparai a scagliare l’incantesimo che avevo recitato e…  
«Che sta succedendo?»  
Proprio in quel momento, risuonò una voce inopportuna.  
Vicino al muro di divisione, fece la sua apparizione la figura di un uomo anziano. Probabilmente un curioso, un abitante del vicinato che si era accorto del baccano ed era venuto a vedere cosa stesse succedendo.  
«…!»  
Zain, che prima era stato totalmente assorbito dal combattimento con Gourry, entrò immediatamente in agitazione. Fece un balzo indietro, ponendosi a distanza di sicurezza dal proprio avversario.  
"Grande! Proprio come avevo immaginato! Se continueranno a raggrupparsi curiosi, probabilmente gli uomini in nero si daranno alla ritirata!"  
Tuttavia… l’uomo in nero impegnato nello scontro con Millina reagì in modo molto differente da  
Zain. Anche lui indietreggiò e prese le distanze da lei, ma…  
«Un ostacolo.» dichiarò, semplicemente, levando la mano destra.  
«Ah!»  
In quello stesso istante, il nostro anziano spettatore emise un grido di dolore e si accasciò al suolo.  
"Co…?!"  
«Che diavolo hai fatto? Zord!» lo aggredì Zain.  
«Ho solo ucciso un testimone.» replicò l’uomo in nero chiamato Zord, in un tono di voce che suonava divertito. «Che c’è di male, a eliminare uno dopo l’altro tutti coloro che ci impediscono di uccidere i nostri obiettivi?»  
«Sei pazzo? Solleveremo troppo clamore! Si staranno già radunando delle altre persone!»  
«E allora dobbiamo sbrigarci a uccidere queste persone.»  
Così dicendo, levò la mano sinistra… in mia direzione!  
"?!"  
Fui investita da una indescrivibile volontà omicida. Balzai immediatamente di lato, ma una ciocca dei miei capelli, che si erano levati al mio movimento, venne tagliata via da una lama invisibile.  
"Dannazione! I miei capelli sono il mio orgoglio!" Avrei voluto poter gridare qualcosa del genere, ma non era decisamente il momento di preoccuparsi di frivolezze simili. Forse, anche quell’anziano uomo era stato ucciso allo stesso modo.  
Avevo pensato che si fosse trattato di un coltello da lancio, o qualcosa del genere, ma… non avevo visto né la sagoma di un oggetto, né una luce venire verso di me. Però, non c’era dubbio che i miei capelli fossero stati tagliati. Poteva trattarsi di un’onda invisibile…? Forse Zord ne aveva evocata una con la mano sinistra, delle dimensioni grossomodo di un coltello, e me la aveva scagliata.  
"Stiamo scherzando? E come lo affrontiamo, un attacco del genere?"  
L’unico modo per non essere colpiti era tenere d’occhio i movimenti di Zord e scansarsi quando la sua postura rivelava che era sul punto di attaccare. Ma nelle condizioni in cui ci trovavamo, con altri avversari ancora in gioco, non potevamo permetterci di concentrare la nostra attenzione unicamente su di lui.  
"Se è così, dovrò abbatterlo per primo!"  
Dovevo recitare un incantesimo che gli fosse il più difficile possibile evitare, per cui optai nuovamente per il Blast Ash. Mi augurai vivamente che Millina non ne venisse coinvolta.  
«Blast Ash!» Scagliai il colpo, mirando alla schiena di Zord.  
Forse prevedendo la mia mossa, o forse semplicemente per istinto, in quello stesso istante Zord balzò in avanti… ma venne intercettato da Luke, che, con un abile fendente, calò la propria lama su di lui. Gli inflisse una profonda ferita al fianco.  
"Grande! E ora…  
Non feci nemmeno in tempo a finire di rallegrarmi. Zord, pur con il fianco ferito, si volse verso  
Luke e lo attaccò con immutata violenza.  
«Eh?!» Luke emise un grido di stupore, ma riuscì in qualche modo a parare l’attacco. «Come  
diavolo…?!»  
«Ah ah ah! E’ inutile! Non basta un colpo del genere a uccidermi!»  
Aaaah, quel tizio non si decideva a morire! Dovevamo trovare in fretta un modo per abbatterlo!  
Ma prima che potessimo mettere in atto la nostra mossa successiva…  
«Ritirata!» risuonò la voce di Zain.  
In risposta, gli uomini in nero si allontanarono immediatamente dal fronte di battaglia.  
Ancora una volta, tutti tranne uno.  
«Zord!»  
«Scappa pure, se vuoi! Io voglio ancora combattere con loro!» replicò seccamente Zord, al  
rimprovero di Zain.  
"Come gli è saltato in mente di dare un potere simile a un tizio con un carattere del genere?"  
Anche se, in effetti, era possibile che il suo carattere fosse diventato così proprio a causa della fusione con il demone…  
«E cosa penserà lui della tua disobbedienza!?»  
A quella semplice minaccia, Zord per la prima volta apparve turbato. Si affrettò a saltare indietro,  
ponendosi a distanza di sicurezza da Luke e Millina.  
«Ho… ho capito! Ho sbagliato!» Improvvisamente, pareva avere fretta di mostrarsi remissivo.  
"…?"  
«Ritiriamoci.»  
A quel secondo ordine di Zord, tutti gli uomini in nero si dileguarono nell’oscurità. Anche Zain si ritirò, e restammo solo noi quattro, insieme ai curiosi che avevano iniziato a radunarsi lì attorno.  
«Sarà meglio tagliare la corda.» dichiarai.  
«D’accordo.» assentì Millina, annuendo brevemente. «E la nostra meta sarà un posto in cui sia possibile parlare tranquillamente.»  

***  

«Capisco… quindi è così che è andata …»  
Mi trovavo seduta a un tavolo, di fronte a un bicchiere di vino, e Luke aveva mormorato banalmente quel commento dopo che io avevo terminato la mia spiegazione.  
Dopo la lotta con gli uomini in nero, Gourry ed io eravamo tornati per un momento alla locanda a prendere le nostre cose, quindi ci eravamo allontanati dal settore centrale della città, quello circondato dalle mura, e avevamo raggiunto, insieme a Luke e Millina, una locanda in un’area periferica, in un settore di recente costruzione. Quella zona non era tenuta in nessuna cura, e appariva come un luogo confuso e disordinato, in cui gli edifici davano l’impressione di essere spuntati uno dopo l’altro senza alcuna logica come funghi. Nemmeno in termini di ordine pubblico sembrava brillare: brulicava di tipi sospetti e dall’aria poco raccomandabile. Noi, poi, ci eravamo trasferiti in una locanda di costruzione piuttosto recente, ma dall’aria particolarmente desolata.  
D’altra parte, era il luogo ideale per tirare un po’ il fiato.  
«Perciò, ormai possiamo dare per scontato che il reggente e gli uomini in nero siano complici.»  
«Beh… a questo punto direi di sì.» annuii, addentando il sandwich al salmone che mi era stato servito con la mia cena.  
«Dannazione. E noi ci siamo caduti in pieno.» sputò Luke, con aria irritata.  
«Non "noi". Solamente tu.» intervenne Millina dal suo fianco, in tono calmo.  
«Eh…?» A quelle parole, gli occhi di Luke si strinsero. «V… vuoi dire… che tu non ti fidavi del reggente, Millina?»  
«Non te l’avevo già detto? Non mi piacciono le persone con i capelli rossi.»  
«M… ma… è solo un pregiudizio, no…? Insomma…»  
«Però sei stata tu ad accettare l’incarico di scorta del reggente, non è così?» mi intromisi nella loro conversazione, dal loro fianco.  
Luke di certo ci aveva detto che le cose erano andate così.  
«E’ vero. Ma avevo una buona ragione per farlo.»  
Millina, nel suo consueto tono calmo e privo di espressione, prese a raccontarci i dettagli .  

Una sera di qualche tempo prima, in una città poco distante da quella in cui ci trovavamo, avendone (e qui cito letteralmente) "avuto abbastanza dei noiosi assalti amorosi di Luke", Millina era uscita da sola dalla locanda. Per la strada, si era imbattuta in un uomo che le aveva detto di essere al soldo del Lord Langmayer di Solaria. Questi le aveva rivelato che in quel momento  
qualcuno stava cercando di impadronirsi della posizione del Lord e che tutti i membri della famiglia del Lord si trovavano in pericolo di venire assassinati. Aveva spiegato di stare viaggiando verso il palazzo reale per andare a riferire la situazione e aveva chiesto a Millina di fargli da scorta lungo il cammino.  
Millina aveva rifiutato.  
La scusa che aveva addotto era un qualche capriccio degno di Luke, come il fatto che l’incarico fosse troppo banale. In realtà, però, il vero motivo era che pensava che l’uomo le avesse mentito. Non era una convinzione irragionevole. Non era molto normale che uno se ne andasse a raccontare a una combattente che aveva incontrato per caso, e che avrebbe potuto rifiutare come accettare la sua richiesta, di una cospirazione a danno del Lord. Millina era giunta alla conclusione che intendesse servirsi di lei per qualche scopo che non aveva voluto rivelarle.  
Tuttavia, il giorno successivo, il cadavere dell’uomo era stato ritrovato sulla strada.  
Mentre lo osservava, nel cuore di Millina era sorto per la prima volta il dubbio che le sue parole potessero essere state vere. Forse, mettersi improvvisamente a raccontare tutto a una sconosciuta era stato l’ultimo disperato tentativo di un uomo braccato di salvare la propria vita, o forse si era trattato di un modo per lasciare alle proprie spalle qualcuno che conoscesse la verità nell’eventualità del proprio assassinio.  
Per questo, Millina era venuta a Solaria, allo scopo di accertarsi di persona di come stessero le cose.  

«Però… non è strano, se quel reggente è a capo degli uomini in nero, che vi abbia ingaggiati?» domandò Gourry, dopo aver ascoltato sommariamente il racconto di Millina.  
«Forse di fronte al fatto che potevamo essergli utili ha scelto di non farsi troppi scrupoli.» disse Millina, sorbendo a piccoli sorsi il suo tè corretto al brandy. «Avrei voluto restare un altro po’ al castello a indagare, ma ormai non ci si può fare più nulla.»  
«Oh. Ciò significa che quando ci siamo incontrati anche voi stavate perlustrando il castello?» dedussi. Millina assentì silenziosamente alla mia domanda.  
«Nella stanza in cui ci eravamo introdotti dormiva un uomo anziano. Lo stanno drogando.»  
A quelle parole, la fronte di Millina si aggrottò impercettibilmente.  
«E’ solo una mia deduzione, ma… potrebbe trattarsi di Lord Langmayer.»  
«Sempre che tutto il discorso sul tentativo di usurpare la sua posizione sia vero …» mormorò Gourry, con aria contrariata.  
«Ma supponendo che sia così, allora chi diavolo è quel Laavas?»  
«Sappiamo di certo è un nemico.» concluse Luke, molto semplicemente. «Piuttosto, quell’uomo mascherato… lui sì che è un punto interrogativo. Voi avete idea di chi sia?»  
«No… non sembra essere un nemico, però…»  
«Chi lo sa. E se fosse una spia del re? Magari si sta servendo di noi perché gli siamo utili per portare alla luce i segreti di Laavas… e magari è per questo che sa tutte quelle cose. Oppure può essere che il figlio del Lord, Beisam, sia sopravvissuto e sia riuscito a fuggire da qualche parte, e che quello sia un suo sottoposto. Anche in questo caso sarebbe normale che fosse in possesso di tutte quelle informazioni. Però se questa ipotesi fosse vera… non pensate che, dopo essersi servito di noi ed essersi liberato di Laavas, potrebbe decidere di tapparci la bocca per evitare  
complicazioni?»  
«E se è così non è il caso di considerarlo un nostro alleato, eh?»  
«Il modo migliore per evitare seccature …» Luke, grattandosi la testa, volse lo sguardo verso Millina. «… sarebbe andarsene subito da questa città, riferire tutto al re e lasciare la cosa nelle sue mani.»  
«E allora perché non te ne vai a riferire tutto al re? Da solo, intendo.» replicò Millina, freddamente.  
«Millinaaaaaaaa!» Luke si aggrappò a lei, con le lacrime agli occhi.  
«E sentiamo un po’… noi due, invece, che cosa faremo?» Gourry sorrise, nel pormi quella domanda. Ovviamente, conosceva già la risposta.  
Sorrisi a mia volta, nel replicare. «Non abbiamo scelta, no? Se qualcuno attacca briga con noi, non importa che sia un gatto, un cucchiaio da cucina o un reggente: dovrà comunque pagarla cara!»  
«Infatti non abbiamo scelta.» intervenne Millina, senza mutare tono di voce.  
Anche Luke, come cambiando idea di colpo, abbozzò un sorriso. «Perciò, aspettiamo per un po’ che si calmino le acque e poi passiamo al contrattacco, non è così?»  
«Cosa sono questi discorsi da bambinetto impaurito?» inghiottendo l’ultimo boccone di sandwich, mi levai in piedi. «Facciamo irruzione. Ora.»  

***  

La notte di Solaria era insolitamente rumorosa.  
Ovviamente c’era da aspettarselo, considerando che da due notti in città si susseguivano incidenti.  
Nella zona in cui avevamo combattuto, i curiosi si affollavano sulla strada e le guardie andavano e venivano, per mantenere l’ordine e per fare indagini sul posto.  
Tenendo costantemente d’occhio la situazione nelle strade, noi quattro volammo nel cielo notturno.  
La nostra meta era l’edificio simile a una cappella in cui Gourry ed io ci eravamo introdotti la prima notte. Ma a differenza di allora, eravamo in numero maggiore… e non eravamo più lì per indagare, ma per attaccare battaglia.  
Là sotto doveva esserci qualche edificio molto importante. Poteva persino essere il luogo in cui veniva data vita agli uomini-demone come Zain e Zord.  
Ce ne saremmo accertati, quindi lo avremmo distrutto.  
Chiaramente, se avessimo voluto liquidare in fretta i conti, avremmo potuto irrompere all’improvviso al castello, stanare Laavas, fargli confessare tutto e quindi eliminarlo. Per dirla onestamente, in principio avevo proposto di fare proprio questo, ma Millina si era opposta. Date le circostanze, era abbastanza chiaro che Laavas fosse sospetto, ma era anche vero che non avevamo  
prove certe che fosse il capo degli uomini in nero. Secondo Millina, nel caso Laavas si fosse rivelato non colpevole il nostro errore sarebbe risultato irrimediabile.  
Io avevo suggerito che in quel caso avremmo potuto semplicemente dire qualcosa come  
"Scusateci. Ci siamo sbagliati.
Eheheh. ", ma Millina aveva rifiutato freddamente la mia idea.  
Perciò, avevamo eletto come obiettivo del nostro attacco quegli edifici. Che Laavas fosse o meno uno degli uomini in nero, non c’era dubbio che quelle fossero le loro basi. Avremmo inflitto un duro colpo alle loro forze armate e in più, se avessimo avuto fortuna, avremmo trovato prove riguardo agli scopi del capo degli uomini in nero, o riguardo alla ribellione che probabilmente  
intendeva porre in atto. Inoltre, c’era la possibilità che questa volta Zain e i suoi uomini si dirigessero dal capo degli uomini in nero per riferirgli l’accaduto e che noi potessimo seguirli.  
Forse perché non si aspettavano un nostro contrattacco tanto presto, la sorveglianza degli edifici non era particolarmente serrata. Non potevamo lasciarci sfuggire quella occasione.  
«Eccolo!» sussurrai, all’interno della barriera di vento.  
Davanti a noi, era comparso l’edificio simile a una cappella, con il suo riconoscibile tetto a cupola.  
Controllando l’incantesimo, mi diressi verso di esso. Non riuscivo a vedere chiaramente, per via del buio della notte e del tremolare della barriera di vento attorno a me, ma ebbi l’impressione che il numero di guardie fosse diminuito rispetto all’altra volta in cui ci eravamo recati laggiù.  
Atterrammo tutti e quattro sul tetto.  
«Millina, crea una barriera di vento intorno a noi.»  
«Perché?»  
«Per attutire il rumore.»  
Dovette intuire le mie intenzioni da quella breve risposta, perché recitò l’incantesimo, e tutti e quattro venimmo circondati dalla barriera.  
"E ora…"  
«Dam Brass!»  
Il mio colpo mandò in frantumi il tetto sotto i nostri piedi. Il rumore fu piuttosto forte, ma la barriera di vento che ci circondava doveva avere impedito che risuonasse eccessivamente all’esterno. Usando la levitazione, ci servimmo del buco che si era aperto per scendere nell’edificio.  
Esattamente come la prima volta in cui ci eravamo recati lì, ci trovammo circondati dalla più completa oscurità. Tuttavia, stavolta potevamo permetterci di agire più liberamente.  
Proprio mentre mi apprestavo a recitare un incantesimo per illuminare l’ambiente, però, la porta che dava sull’esterno si aprì, e, accompagnato da un coro di grida, un gruppo di guardie si precipitò all’interno.  
«Chi va là?»  
«Chi siete? Fermi!»  
«M… ma come!? Non avevamo attutito il suono?»  
«Forse hanno sentito il suono delle macerie che cadevano qua dentro.» sussurrò Luke in tono calmo, in risposta al mio grido.  
"Ah… ora che me lo fa notare, in effetti…"  
La barriera di vento aveva impedito al rumore di risuonare al di fuori del tetto, ma i suoi confini non erano stati sufficienti a impedire il riecheggiare del suono delle macerie che cadevano all’interno dell’edificio.  
… e di chiasso dovevano averne fatto un bel po’…  
"… al diavolo! Ora non è il momento di piangere sul latte versato!"  
Mi affrettai a recitare un incantesimo e lo indirizzai ai soldati che, aggirando le panche allineate nella sala, stavano accorrendo verso di noi.  
«Sleeping!»  
Una dopo l’altra, le guardie crollarono al suolo. A giudicare da come erano caduti addormentati in fretta, fra quei soldati non c’era nessun uomo-demone come Zain o Zord. Altre guardie accorsero, ma gli incantesimi miei e di Millina le misero a dormire, e quelle che riuscirono a eludere la nostra magia vennero facilmente messe fuori gioco dagli attacchi di Gourry e Luke.  
Alla fine, restammo soli. Nessuna guardia tentò più di entrare nella sala, e attorno a noi rimasero solo i corpi stesi di quelle che avevamo già messo fuori combattimento.  
La volta precedente anche lì dentro c’erano stati due uomini in nero, ma forse perché erano stati chiamati a raccolta per l’assalto di qualche ora prima e non erano ancora tornati, o forse per qualche altra ragione, questa volta non si fecero vedere.  
Era anche possibile, però, che ci stessero semplicemente aspettando, in agguato, da qualche parte… magari nel vero edificio sotterraneo a cui quella cappella faceva da copertura.  
In ogni caso, presi nuovamente a recitare l’incantesimo che avevo interrotto…  
«Lighting!»  
Scagliai la luce verso il soffitto, dove si fermò fluttuando e rischiarando l’interno dell’edificio.  
Panche allineate, con un corridoio al centro. Davanti a noi, alle spalle della statua di una divinità, uno sfarzoso altare. Avrebbe davvero potuto trattarsi di una semplice cappella. Se non avessero commesso l’errore di sorvegliarla in modo così evidente, anche io forse non avrei mai pensato che fosse una copertura.  
Forse da qualche parte c’era una porta nascosta, o qualcosa del genere, ma non avevo intenzione di mettermi a cercarla. Recitai un incantesimo fra le labbra.  
«Dam Brass!»  
Scagliai senza esitazione il mio colpo potenziato verso il pavimento del corridoio. Quello andò in frantumi, svelando, al di sotto… la nuda terra.  
«Diamine. Perciò non è qui.»  
Avevo pensato che, se mi fosse andata bene, sarei potuta riuscire ad aprire un passaggio verso l’edificio sotterraneo.  
Mi misi a recitare un altro incantesimo.  
«Ehi… non avrai mica intenzione di continuare a scagliare quell’incantesimo finché non riuscirai ad aprirti una strada?» mi domandò Gourry, in tono stupito.  
Ovviamente, non avevo intenzione di agire in modo tanto stupido.  
Poggiai la mano sulla terra nuda venuta alla luce con il mio precedente incantesimo.  
«Bephis Bring!»  
Con quell’incantesimo, che serviva a scavare tunnel, aprii un buco lungo e stretto nella terra. Mi sarei servita ripetutamente di quell’incantesimo, aprendo tunnel in diversi punti, e così avrei trovato
in fretta il luogo in cui si trovava l’edificio sotterraneo.  
Tuttavia, prima che potessi ripetere l’incantesimo…  
«Trovato.»  
Dal fondo del tunnel filtrò una luce.  
A quanto pareva l’edificio sotterraneo era lì sotto. Solo, era nascosto a una certa profondità.  
Presi a recitare un altro incantesimo, ma all’ultimo mi bloccai.  
«Aspetta un attimo…»  
Avevo pensato di usare il Levitation, o qualcosa del genere, per entrare nel buco, ma cambiai idea, e presi a recitare un altro incantesimo. Mirai al fondo del tunnel.  
«Fireball!»  
Nel momento in cui le fiamme che si erano levate dal tunnel si spensero, Luke e Millina si servirono del Levitation per scendere. Gourry ed io li seguimmo un istante dopo.  
Il luogo in cui scendemmo era un corridoio spoglio, che correva diritto, senza alcuna deviazione. Le pareti erano bianche, salvo per la parte annerita dalla mia Fireball. Avevo scagliato l’incantesimo pensando che qualcuno potesse tenderci un agguato nell’istante in cui fossimo scesi, ma pareva che non ci fossero nemici nei paraggi.  
Tuttavia, c’era sempre la possibilità che avessero sentito il baccano che avevamo fatto e si stessero radunando. E se fossero sbucati dei nemici e ci avessero aggrediti con armi da lancio in un luogo del genere, non avremmo avuto modo di evitarle. Dovevamo muoverci in fretta di lì.  
Presi nuovamente a recitare un incantesimo.  
«Dam Brass!»  
Muovendomi ad intuito, indirizzai l’incantesimo verso la parete opposta a me.  
"Centro!"  
Nella parete si aprì una grossa buca. Al di là di essa, intravidi un largo ambiente e, senza nemmeno accertarmi precisamente di cosa contenesse, balzai verso il suo interno.  
«C… co…?»  
Dentro la stanza, piuttosto grande, si trovavano cinque maghi. Rivolsero verso di me uno sguardo stupito e spaventato.  
Che si trattasse di maghi era comprensibile dal loro aspetto e dal loro atteggiamento, ma non sembravano del genere specializzato in incantesimi di attacco… piuttosto, del genere specializzato nella ricerca.  
I maghi non erano gli unici esseri presenti nella stanza… o forse, in questo caso più che di esseri si dovrebbe parlare di cose? Nella stanza c’erano alcune decine di tubi di cristallo usati per la fabbricazione di chimere.  
I tubi erano colmi di "acqua della vita", e al loro interno galleggiavano quelli che, probabilmente, erano i frutti di un qualche esperimento di fusione fra demoni e esseri umani. Degli uomini, la cui forma sembrava un incrocio fra quella di un essere umano e quella di un Lesser Demon. Delle donne, che dal collo in giù avevano subito una qualche strana mutazione. E poi…  
Dei bambini. Il cui intero corpo, sottoposto a qualche mutazione, aveva assunto un aspetto deforme.  
Le creature che galleggiavano nei cristalli un tempo erano state esseri umani, ma era chiaro che non era per loro scelta che erano diventati materiale per quegli esperimenti.  
«Bastardi!»  
Luke levò la voce per la rabbia e afferrò con violenza il bavero del mago che si trovava più vicino a lui.  
«A… aaaaaaaaah!»  
Uno dei maghi, che si trovava vicino a una porta, sul lato opposto della sala rispetto a quello da cui eravamo arrivati, allungò la mano verso la maniglia…  
Prima che potesse riuscire a toccarla, la spada di Luke, lanciata attraverso la stanza, gli si piantò nella schiena. Il suo corpo si accasciò contro la porta e scivolò al suolo.  
«Non muovetevi. Altrimenti vi ammazzo.»  
La voce di Luke suonò bassa e calma. I maghi compresero che faceva sul serio e si gelarono dove si trovavano.  
Luke tornò a volgere lo sguardo verso il mago di cui aveva afferrato il bavero.  
«Parla. Se non lo farai, ti spezzerò le dita, una ad una. E se dopo che lo avrò fatto ancora non vorrai parlare, ti ammazzerò e passerò a interrogare uno dei tuoi compagni.»  
I suoi occhi erano completamente seri. Se lo avessimo lasciato fare, avrebbe davvero messo in atto le sue minacce. E dopo aver visto quello che c’era dentro quei cristalli, nessuno di noi aveva molta voglia di fermarlo.  
«Ho… ho capito! Parlerò!»  
Forse perché aveva intuito che il silenzio non sarebbe servito a nulla, o forse perché non era di carattere particolarmente forte, il mago levò subito la voce.  
«C… ci è stato ordinato di fare degli esperimenti, qui! Degli esperimenti per la fusione fra esseri umani e demoni evocati dal piano astrale!»  
"Eh?" Qualcosa, nelle parole del mago, attirò la mia attenzione.  
«Dovevamo verificare cosa sarebbe successo usando per la fusione dei bambini ancora in fase di crescita, e osservare i mutamenti nelle capacità, nelle attitudini e nell’aspetto di uomini e donne, e di adulti e bambini.»  
«Non mi importa delle vostre ricerche.» La voce calma di Luke interruppe il balbettio terrorizzato e disperato del mago. «Chi vi ha dato l’ordine?»  
A quella domanda il mago esitò, solo per un istante. «È… è stato il Signor Laavas.»  
"Proprio come pensavamo…"  
«Capisco… per cui è per ordine del reggente Laavas che avete condotto questi sporchi esperimenti sugli esseri umani.»  
«È… è stato un ordine! N… noi non abbiamo nessuna colpa!»  
«Oh… davvero…?» Alle parole del mago, prive di qualsiasi traccia di pentimento, l’espressione di Luke si fece per un momento pericolosa. «Le donne e i bambini che galleggiano in quei cristalli non hanno scelto di propria volontà di sottoporsi a questi esperimenti. Ma se si tratta di un ordine, chiunque l’abbia emanato, voi non avete colpa, giusto? Perciò, se dopo averne ricevuto ordine da qualcuno io vi ammazzassi tutti, non sarebbe colpa mia, esatto?»  
«… ah!?»  
Il mago emise un gemito soffocato, e il suo corpo venne scosso da un tremito.  
«…!»  
Inconsciamente, Gourry ed io trattenemmo il fiato.  
Non sapevo dove lo avesse tenuto nascosto, ma la mano di Luke, prima vuota, ora reggeva un pugnale. Con un solo, istantaneo colpo, lo piantò nel petto del mago. Luke rilasciò la presa sul suo bavero, e il corpo del mago crollò al suolo.  
«Adesso basta, Luke.»  
«Non provi nulla, vedendo una cosa del genere!? Millina!» Millina lo aveva ammonito quietamente, ma Luke controbatté in tono insolitamente violento. «"È stato un ordine", ha detto!  
Questi bastardi… non pensano di avere alcuna colpa per ciò che hanno fatto!»  
«Ma prima di fare qualsiasi cosa a loro dobbiamo occuparci degli uomini in nero, non è così?»  
«…» Alle parole di Millina, Luke strinse i denti. «Quando vedo queste cose… inizio a odiare gli esseri umani…»  
«Anche io sono un essere umano. E anche tu.»  
Alle quelle parole, le spalle di Luke si rilassarono lievemente. «Questo… è vero…» Luke lanciò un’occhiata verso i maghi. «Questi tizi, però…» I maghi, impauriti, si strinsero gli uni agli altri.  
«Sleeping.»  
Recitai l’incantesimo all’improvviso, e lo diressi verso di loro. A uno a uno, caddero addormentati.  
«Che ne dici se per ora ci limitiamo a sistemarli così?»  
«Va… bene.» assentì Luke, in tono amaro.  
La sua collera non sembrava essersi ancora placata, ma non pensavo che si sarebbe spinto, per vendetta, al punto di uccidere i suoi avversari mentre dormivano.  
«Non preoccupiamoci dei pesci piccoli, ora. Dato che ormai è certo chi è l’obiettivo da abbattere, andiamo al castello ed eliminiamo Laavas. Se vorrai stanare ed eliminare a uno a uno tutti i suoi sottoposti, dopo, sarai liberissimo di farlo.»  
«Prima di uscire di qui, però, c’è un’altra cosa di cui dobbiamo occuparci.» intervenne Gourry.  
Stava fissando il corridoio, attraverso il buco che avevo aperto nella parete.  
«Nemici?»  
«Già. Come pensavo.» Continuando a fissare il corridoio, estrasse la spada. «Non si vedono ancora e stanno cercando di mascherare la loro presenza, ma credo che questa stanza sia circondata.»  
«Riesci a capirlo?» Alle parole di Gourry, Luke gli rivolse un’occhiata dubbiosa.  
Ovviamente noi non riuscivamo a percepire quelle presenze… no, meno che presenze, lievi sentori della presenza di qualcuno. Tuttavia, almeno per quanto ne sapevo io, l’istinto da animale selvatico di Gourry sino a quel momento non si era mai sbagliato.  
E se quella stanza era circondata, la strategia dei nostri avversari doveva essere…  
"Che sia così?!"  
Mi affrettai a recitare un incantesimo.  
«Bene! Perché non ce ne occupiamo, allora? Ho proprio bisogno di sollevarmi il morale!» dichiarò Luke, con maggiore vigore. Si avvicinò alla porta e recuperò la spada dalla schiena del mago che aveva abbattuto.  
In quello stesso istante, con un suono fragoroso, la porta andò in frantumi, inondando di schegge l’interno della stanza. Probabilmente, era stata colpita dall’esterno con un Dam Brass.  
"Eccoli!"  
Con l’incantesimo che avevo recitato, schermai il vano della porta con una barriera di vento. Istantaneamente, la barriera tremolò, si gonfiò e si tinse di rosso, investita da una fiammata: una palla di fuoco scagliata da uno dei nemici che si trovavano al di là della porta.  
In altre parole… avevano cercato di toglierci di mezzo abbattendo la porta e contemporaneamente lanciando all’interno della stanza una palla di fuoco, senza considerare il fatto che lì dentro, insieme a noi, c’erano anche i maghi che in teoria avrebbero dovuto essere loro compagni.  
Forse, avevano stabilito che se noi fossimo riusciti ad evitare la palla di fuoco e questa fosse volata nel corridoio attraverso il buco nella parete, i loro compagni in agguato ai lati del corridoio si sarebbero fatti avanti, e ci avrebbero bersagliati con le loro armi da lancio. Probabilmente non ci avevano attaccati immediatamente proprio per riuscire ad accerchiarci a quel modo.  
Tuttavia, il loro errore era stato sottovalutare l’istinto di Gourry.  
Non appena le fiamme al di là della porta si spensero, io cancellai la barriera di vento. Volgendosi, Gourry scattò verso la porta e balzò all’esterno. Luke e Millina si scambiarono un’occhiata, annuendo, e lo seguirono. Feci per accodarmi a loro, ma… colta da una improvvisa ispirazione, elaborai un piccolo stratagemma e mi attardai a recitare un incantesimo.  
Seguii i miei tre compagni e, oltre la porta, mi trovai in una stanza ancora più grande della precedente. Doveva trattarsi di un’altra sala per gli esperimenti, e qua e là si allineavano apparecchiature che non conoscevo e cristalli vuoti.  
Nella stanza c’era una decina di uomini in nero. Forse perché avevano abbassato la guardia, credendo di averci abbattuti, o forse perché erano meno abili dei miei compagni, quando arrivai alla porta almeno due di loro si trovavano già al suolo.  
Uno degli uomini in nero stava arretrando, sopraffatto dagli assalti della spada di Gourry.  
All’improvviso, da dietro un tubo di cristallo vuoto che si trovava a fianco di Gourry , un altro uomo sbucò e levò la spada.  
"Illuso!"  
Indietreggiando di un mezzo passo, Gourry prese le distanze dall’avversario che aveva di fronte e, usando il piede sinistro come perno, ruotò su se stesso. L’avversario al suo fianco perse l’equilibrio e crollò in avanti, e Gourry lo spinse con un calcio verso l’uomo in nero che aveva di fronte. Questi intercettò in pieno il corpo del proprio compagno, bloccandolo. E, nello stesso istante, la spada di Gourry calò su entrambi, abbattendoli contemporaneamente.  
Nel frattempo, Luke e Millina avevano abbattuto insieme un altro uomo in nero, e io avevo terminato di recitare il mio incantesimo…  
«Uaaaah!»  
Alle mie spalle udii un suono fragoroso, e un grido di dolore.  
Ah. Beccati!
«Fireball!»  
Mi volsi, e indirizzai il mio incantesimo verso gli uomini in nero che erano caduti nella mia trappola. Ovviamente, non ebbero modo di schivare. Tutti furono colpiti dall’attacco direttamente, finendo bruciati, e vennero spazzati via dall’impatto.  
Questo, tutto grazie allo stratagemma che avevo ideato in precedenza. Pensando che gli uomini in agguato nel corridoio si sarebbero presto fatti avanti, avevo usato il Bephis Bring per scavare un tunnel sul pavimento vicino al buco nella parete da cui si accedeva alla sala. Avevo lasciato solo una striscia di pavimento tanto sottile che se qualcuno ci avesse camminato sopra sarebbe andata immediatamente in frantumi.  
Gli uomini in nero in attesa ai lati del corridoio, dal momento che, per quanto aspettassero, la Fireball non si decideva esplodere nella stanza, dovevano essere entrati il allarme. E, accorgendosi che dall’altra parte era in atto un combattimento, erano probabilmente entrati in tutta fretta, cadendo in pieno nel mio tranello.  
Tuttavia, avevo spazzato via solo una parte di loro. Sicuramente un certo numero di uomini stava ancora venendo verso di noi.  
"D’accordo. Vorrà dire che lascerò gli avversari in questa stanza agli altri, e io mi occuperò di  
loro!"  
Fortunatamente, fra i nemici che si erano presentati finora non sembrava essercene nessuno che fosse mezzo uomo e mezzo demone, ma non sapevamo quando anche avversari del genere sarebbero arrivati. Per il momento, era necessario che cercassimo di ridurre il numero dei nemici il più possibile.  
«Blast Ash!»  
Il mio colpo eliminò diversi altri degli uomini in nero che avevano fatto la loro apparizione nel corridoio. Previdi che i miei avversari avrebbero cercato di contrattaccare lanciando una palla di fuoco, o qualcosa del genere, all’interno della stanza e, in risposta, presi a recitare un incantesimo…  
Proprio nel momento in cui terminavo la formula, un uomo in nero fece la sua apparizione al di là della parete in cui avevo aperto la fenditura. Fra le dita, reggeva una sfera luminosa color arancio.  
"Proprio come pensavo. Tanto peggio per lui!"  
«Fireball!»  
«Diem Wind!»  
Scagliammo i due incantesimi in contemporanea. Una Fireball comune, la cui formula non sia stata modificata, esplode nell’istante in cui viene a contatto con qualcosa, disseminando fiamme attorno a sé. Tuttavia una Fireball non ha la forza di contrastare e superare il vento impetuoso generato da un Diem Wind.  
Per questo l’uomo in nero, senza averlo previsto, si trovò a fronteggiare la propria stessa Fireball.  
«?!»  
Compresa la situazione, l’uomo cercò di scappare, ma nel mezzo del forte vento generato dal Diem Wind non poteva muoversi liberamente. Come risultato, venne abbattuto dal proprio stesso incantesimo.  
"Bene. Ora gli uomini nel corridoio ci penseranno due volte prima di farsi avanti."  
Tuttavia, un attimo prima che potessi iniziare a recitare il mio incantesimo successivo… accanto a me, avvertii sorgere una volontà omicida e, del tutto inaspettatamente, in un angolo della stanza apparve la figura di un uomo in nero.  
"Il teletrasporto…"  
«Zain!?»  
«Mi spiace di averti fatto attendere.»  
Mezzo uomo e mezzo demone.  
L’essere in nero dalle doppie capacità si parò di fronte a me.








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