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4 - Oh ci siamo!

Traduzioni > Romanzi > Romanzo # 1

Capitolo 4 – Oh, ci siamo!


Gourry scosse la testa mentre Zorom parlava… o trasudava o qualunque cosa Zorom stesse facendo per produrre dei suoni.
"Sei un amico della ragazza, vero?"
"Sono più che un suo amico. Sono la sua guardia del corpo"
La mia guardia del corpo?
"Non fa nessuna differenza per me! In qualsiasi modo tu definisca la tua relazione con questa ragazza, finirai sempre per essere mio nemico! Mi sbaglio?"
"Affatto, vecchio!"
"Allora ti distruggerò."
"D’accordo… prepara il tuo colpo migliore!" urlò
Gourry, mentre si mise a correre, attirando l’orribile e grosso puntaspilli via da me.
"Haaaaaa!" con quel grido di battaglia che faceva gelare il sangue, il demone lanciò le sue lingue di fuoco e gli aghi argentei in un unico colpo.
La spada di Gourry si illuminò.
Cavolo! Non riuscivo nemmeno a seguire la lama con i miei occhi. Era la prima volta che vedevo Gourry in azione. La sua abilità era ad un livello completamente diverso dal mio.
Un istante dopo, la sua lama aveva tagliato la testa di Zorom in due. Bello!
"Ha!" Zorom rise.
Gourry si girò appena in tempo per schivare una serie di lampi argentei diretti alla sua schiena.
"Così giovane anche! Impressionante per un novellino!" Zorom parlò come se i tagli non avessero alcuna importanza.
"Sei un demone, dunque?" Gourry fece la domanda come se stesse chiedendo casualmente,
"Allora, da dove vieni?"
Certo che è un demone, idiota! Non ci hai fatto caso?
"Certo. Il che significa che non sarai in grado di procurarmi nessun danno con quella spada, giovanotto. Semplicemente non è tagliata per farlo."
Humour da demone. Si sapeva che faceva schifo.
Comunque, aveva ragione. Tutti i Mazoku, compresi i mezzo demone, i lesser demons, i brass demons e quelli purosangue come questo, esistono sul piano astrale.
La loro forma fisica non può essere distrutta perchè non sono veramente qui—ha senso? Esistono due modi, quindi per avere la meglio su un Mazoku: intrappolarlo in un talismano sacro (non ne avevamo nessuno al momento) o sconfiggerlo con una spada magica. Gourry era sorprendente con la sua spada, ma la lama stessa non sembrava nulla d’eccezionale.
Persino la mia spada incantata non era abbastanza forte per farcela.
Anche secondo me la situazione era abbastanza inutile come aveva detto Zorom. Senz’altra alternativa, ero costretta a fare sul serio.
"Oh, è tagliata." rispose seccamente Gourry.
Taglierà i suoi capelli, forse, ma la cosa non ci gioverà!
"Oh, davvero? Beh, mostramelo, allora! Sono ansioso di vederlo."
"D’accordo, visto che lo chiedi…"
Non avevo assolutamente idea di cosa stesse pensando Gourry quando invece di sguainare la sua spada, prese un unico ago dalla sua tasca con la mano destra.
"Vuoi infastidirmi a morte con punture di spillo?" Zorom riuscì a malapena a contenere il suo divertimento. "Vuoi forse finirmi con dei taglietti?"
"Certo che no!" Gourry sorrise mentre afferrava l’elsa della sua spada inguainata con la mano sinistra. "Non essere stupido."
"Se posso chiedere,cosa intendi fare esattamente?"
"Questo."E con ciò, Gourry infilò l’ago all’interno dell’elsa.
Eh? Cosa sta facendo? Stava pasticciando con la giuntura che bloccava la lama della spada all’elsa. Il che significava che… stava sganciando la lama?
Perchè?
Gourry impugnava l’elsa ormai senza lama, si infilò l’ago in tasca, guardò il demone e sorrise.
"Capisci ora?"
Capire cosa?!
Era calmo e fiducioso. Il che non aveva nessun senso dato che stava per combattere contro un demone purosangue mentre brandiva… un’elsa.
"Giovanotto," Zorom sospirò. "Mi diverti molto e ti ringrazio per questo. Ma non posso dire di aver capito qualcosa".
"Allora che ne dici di—QUESTO!" Gourry impugnò l’elsa della spada con la mano destra, spingendola avanti.
Mmh… no, sembri ancora un’idiota che brandisce un manico di legno, Gourry. Mi dispiace.
"Beh… quello che capisco è che sei un pazzo!" rise Zorom mentre dozzine di frecce fiammeggianti apparvero, tutte dirette a Gourry.
"È tutto quello che sai fare?" lo spadaccino si fece beffe del demone e—incredibilmente—schivò il grande numero di colpi.
Ad ogni modo, era ancora lontano dallo sconfiggere Zorom. Non importava quanti attacchi evitasse, stava solo prolungando l’inevitabile.
Zorom si avvicinò. E fu allora che…
"Luce!" ruggì Gourry.
Zorom si irrigidì. Io spalancai gli occhi. Zorom fu tagliato in due dalla testa alla punta dei piedi. Ci volle un minuto, ma riuscii ad urlare.
Gourry teneva la spada nella mano destra. Dove una volta c’era la lama di acciaio, ora brillava una lama di luce.
"La… la Spada… la Spada di Luce…" balbettai.
Davanti ad i miei occhi, vibrante nella mano di Gourry… non c’erano dubbi. Era la leggendaria Spada di Luce. Accidenti.
Il corpo di Zorom si spaccò in due come un tronco, prima di ridursi in polvere e ritornare al piano astrale.
Gourry rimise la spada nel fodero, dal momento che aveva compiuto il suo dovere.
"G-Gourry…" dissi infine, la mia voce crepitante come olio in un pentolone d’acciaio incandescente.
"Sì, madame?" Gourry fece un sorriso a trentadue denti e guardò verso di me."Come stai, signorinella?"
"Gourry—!" Mi misi a correre verso di lui con tutta la velocità che le mie delicate gambette potevano raccogliere. Mi fermai proprio di fronte a lui, fissandolo in volto.
"Gourry?"
"Lina?"
"Dammiquellaspada!" urlai. "Dammela dammela dammelaaa!"
Gourry quasi inciampò.
Non cadere sulla spada!
"Hey, un attimo…" fece Gourry come se stesse alzandosi barcollando dal letto. "Che ne dici di saltare tra le mie braccia e dirmi quanto sei felice di vedermi, eh?"
"Quello? Sì, d’accordo. Possiamo farlo dopo. Ma ora, dammi quella spada! No, aspetta, non volevo essere scortese. Mi dispiace. Non darmi la spada—
La comprerò da te. Come ho potuto essere così sconsiderata?La comprerò per cinquecento monete!"
"Aspetta un minuto, dannazione!" Gourry alzò la voce.
"Cinquecento monete… è un prezzo più che buono per quella tua spadina ridicola" parlavo così veloce che mi era difficile riprendere fiato. "Oh,va bene, Cinquecentocinquanta! Ma solo perchè siamo amici. Su, forza! Mollalla! Dammela, dammela, dammelaaa! Non essere avaro!"
"Non essere avaro? Pensi seriamente che ti darei la Spada di Luce per cinquecento monete?"
"Sì."
"Sei pazza! E sei tirchia!"
Buttate via pochi spiccioli e presto avrete dilapidato una fortuna. Sono la figlia di un commerciante, dopotutto.
"Prima di tutto, questa spada è un cimelio di famiglia, tramandata di generazione in generazione.
Non la venderei mai a nessun prezzo!"
"Allora dammela, e sarà il cimelio della mia famiglia! Andrebbe bene, allora? Vero? Fin quando rimane in una famiglia?"
"Sei pazza! Che problema hai? No, non lo farò!
N-O!
"Mostro! Come osi trattare così una fanciulla?
Davvero! Mi metto a piangere!"
"Allora piangi!"
"Okay. Non mi metterò a piangere. Allora?"
Appena dissi questa cosa, ritornai in me. Non sapevo perchè, ma avevo dato solo un’occhiata a quella spada e avevo perso la testa. Un paio di profondi respiri e stavo di nuovo apparentemente bene. Il povero Gourry era piuttosto sconvolto dal mio tornare in me, come lo era stato dal mio iniziale cambiamento d’umore.
"Eh?"
"Scusami, sto meglio adesso. Ho una fissa per le spade, cosa ci posso fare? Non aspettai una risposta; bisognava che ci muovessimo. "Ascolta. Non ho tempo di spiegarti, ma un tizio che mi ha aiutato mentre non c’eri è nei guai. Puoi venire con me ad aiutarlo? Glielo devo."
"Ah, sì, certo…"
"Okay, grande! Di qua!" Mi misi a correre, sperando che fossimo in tempo per salvare Zelgadiss. Per quanto fosse bravo, era messo in minoranza da nientemeno che veri mostri. Gli orchi e i berserkers erano solo gli antipasti. Se perdeva troppo tempo con loro, non avrebbe avuto le energie per affrontare i flussi di mantidi e durahans, con Dilgear al loro fianco.
Ci dirigemmo verso quella sottospecie di idiota di Dilgear.
Gourry tirò fuori la spada di Luce e fece a pezzi un durahan ancor prima di vedere cosa fosse.
"Siamo qui per combattere!" dissi.
Ma non ce n’era bisogno. La situazione si era completamente rovesciata. Le forze di Rezo si stavano già ritirando, solo un orco e un berserker stavano ancora in piedi con Dilgear che stava lamentandosi chiaramente.
E…
"Cosa sai?" sospirò Zelgadiss.
Ci fermammo tutti e tre.
"Sì" Dilgear guardò oltre la sua spalla, la gioia pervase il suo viso. "Rodimus!"
Il vecchio… Rodimus stava lì, con l’alabarda in mano. C’era qualcuno con lui che non riconobbi. Un uomo più vecchio notevolmente affascinante.
"Siete venuti! Finalmente siete venuti! Siamo salvi!" soffiò una mantide nel sibilo più esuberante che potesse fare.
"Hai quasi ragione," replicò lo spadaccino, e colpì Dilgear senza preavviso. L’uomo-lupo galleggiò
nell’aria e andò a sbattere contro un albero, producendo uno sfortunato suono scricchiolante.
Eravamo tutti troppo scioccati per muoverci.
"R-Rodimus! Che stai…?" La mantide da guerra era inorridita. "Sei impazzito?"
"No, non sono pazzo, se è questo che vuoi dire!"
Si mosse di proposito. "Ho giurato fedeltà al mio signore Zelgadiss, e nessuna sciocchezza del Chierico Rosso mi farà mettere contro i miei compagni!"
"Tu!"la mantide attaccò Rodimus precipitosamente. Sfortunamente, ciò la rese una preda facile dell’alabarda.
"Doryaa!"Il combattimento ebbe fine nel momento in cui Rodimus gridò. Il busto della mantide fu squarciato chiaramente in due. La parte inferiore impiegò diversi passi prima di andare a sbattere contro un albero. Quella superiore cadde al suolo, si contorse per un attimo straziante, poi smise.
I combattenti che rimanevano si allontanarono senza dire una parola.
"Grazie di essere venuti" disse Zelgadiss in tono umile, "ma credo che abbiamo le cose sotto controllo."
"D’accordo, non ci sono problemi" sorrise
Gourry, dopodiché si volse verso i due spadaccini più anziani. "Seriamente, solo per essere chiari: siamo tutti dalla stessa parte qui, vero?"
"Per il momento" rispose il tipo affascinante.
Aspetta,dove ho sentito quella voce prima?
"Mi dispiace di avervi trascinati in questo, Rodimus… Zolf," disse Zelgadiss.
Z-Z-Zolf? Il tipo affascinante è Zolf? Noooo!!!!!
Lo sguardo di Zolf si diresse verso di me. "Beh, signorina… sono felice di vedere che ce l’hai fatta."
Sì, ci scommetto.
Non cominciate a pensare che abbia cambiato idea su di lui solo perchè era più affascinate, okay?
Tutto ciò che importava a questo punto era che fosse nemico di Rezo il Chierico Rosso. Il che lo rendeva mio amico… un mio affascinante amico.
"Affinchè possiamo aumentare le nostre forze, spero di poter concordare un nuovo inizio." disse.
Annuii, indicando la mia intenzione di metterci una pietra sopra. "Hai dei piedi piccoli. Su questo non cambio idea. E sei un mago di terza categoria—e un sadico. Ma un alleato è un alleato. Poichè siamo più forti insieme che divisi, sarò felice di chiamarti amico!"
"Come sono fortunato. Immagino di non essere l’unico che sa tenere il broncio."
"Chi, io? No, non io. Sei completamente perdonato per aver cercato di farmi mettere incinta da un pesce che cammina. Completamente. Le uniche persone che tengono il broncio sono quelle che permettono all’orgoglio di prendere la loro parte migliore. Distorce le loro personalità e non importa quanto siano affascinanti—"
"Guarda, stronzetta—!"
"Lina!" si intromise Gourry. "Non per cambiare discorso, ma ho bisogno che tu mi spieghi quello chemi sono perso."
Oh, già. Non avevo dato a Gourry ancora nessun dettaglio.
Iniziando dal momento in cui ci eravamo separati, gli raccontai tutto quello che era successo.
La chiesa, il pesce, la fuga, Dilgear, il veleno, il mio pisolino… Raccontai tutto molto dettagliatamente.
Ho un dono per i racconti, come sapete bene.
Finii al tramonto, "…ed è qui che sei arrivato tu.
Capisci?"
Dovetti chiedere una risposta. "Prontoooo?
Nessuna domanda?"
Gourry non disse una parola. Guardava—no, fissava—nella mia direzione. Tutti, eccetto me, erano seduti per terra. Immaginavo che tutto quel combattere li avesse sfiniti. Eeehh, ragazzi. E io che pensavo di avere un problema di resistenza.
"Sai," disse Rodimus, guardando una serie di segni che aveva fatto sul terreno di fronte a lui. "Hai parlato senza interruzione per più di un’ora."
"Davvero?"
Tutti annuirono decisamente.
Davvero? …Oh.
"Beh, comunque. Hai capito il succo?"
"Oh, penso di aver capito qualcosa di più del succo!" disse Gourry, alzandosi lentamente.
"Ho una domanda," continuò Zelgadiss, e si alzò anche lui in piedi. "Ora cederai la Pietra Filosofale?"
"Affatto" sospirai. "Mi dispiace"
"Non mi soprende" replicò Zelgadiss. C’era ostilità nel suo tono.
"Rezo la vuole per recuperare la sua vista. Tu la vuoi per vendetta. Sono entrambi comportamenti egoistici, nessuno di loro vale la pietra."
"Non giudicarmi, ragazza, a meno che tu non voglia iniziare una guerra."
"Non voglio iniziare una guerra, Zelgadiss, ma non ti cederò la pietra. E questo è quanto. Se ciò significa che siamo nemici, allora che sia. Non ho escluso la possibilità che questo sia tutto uno schema tra te e Rezo, ricordatelo.
"Speravo che non si arrivasse a questo", disse
Zelgadiss, brandendo la sua spada. "Ma sembra che tu non mi dia scelta."
"Potresti allontanarti" disse Gourry, con l’elsa in mano. Immagino che sapesse che non sarebbe successo.
Aaah… ragazzi.
Zolf e Rodimus si schierarono ai due lati di Zelgadiss.
"Voi due state indietro," comandò Zelgadiss.
Almeno voleva un combattimento leale. Rodimus fece un passo indietro, poi fece un sorriso.
"M-ma…" balbettò Zolf.
"Ritiratevi" ripetè Zelgadiss.
Zolf si allontanò sconsolato.
"Aspettate," dissi. "Smettetela, tutti! Questo è stupido!"
Nessun combattente poteva togliere gli occhi dal proprio nemico.Nemmeno Zolf e Rodimus volevano guardarmi.
Gourry e Zelgadiss gradualmente accorciarono la distanza tra loro.
Alzai la voce. "Ho detto, piantatela!" urlai.
"Avremo tempo a sufficienza per combattere tra noi più tardi. Ora, abbiamo problemi molto più urgenti che ci aspettano!"
"La signora non ha idea di quanto abbia ragione!
disse una voce tagliente come il vetro. Veniva proprio da dietro—no, vicino il mio orecchio. Sentii qualcosa di freddo e affilato che si faceva strada fino alla mia nuca. Sapevo istintivamente che se avessi indietreggiato di un millimetro, sarei morta.
Gli occhi di tutti si voltarono nella mia direzione, e diedero una bella occhiata a chi c’era dietro di me.
Non avevo bisogno di guardare per sapere chi fosse.
La voce era inconfondibile.
"Rezo." Gourry fu il primo a dire il suo nome.
"Sì. Mi dispiace di non avervi fatto sapere nulla. Lasciamo perdere le formalità, d’accordo? Dovete sapere cosa voglio… vero, Gourry? Sì, lo sento. Lo sapete certamente."
"Vuoi la pietra."
"Certo che voglio ‘la pietra’, come l’avete irrispettosamente chiamata. Sono certo che già l’avete capito, ma per favore lasciate che ve lo ribadisca: se doveste cercare di fare qualcosa di imprudente, se doveste anche solo starnutire inaspettatamente, io potrei piegarmi in avanti il minimo. E quella mossa, per quanto lieve, sarebbe abbastanza per indirizzare quest’ago in questo adorabile collo, uccidendo la ragazza… all’istante."
Cavoli.
Il battito del mio cuore accelerò mentre io capii la realtà di quello che stava succedendo. Cominciai a sudare. Secchiate di sudore.
Non voglio morire.
"Sta bluffando! Non farlo!" Zelgadiss alzò la voce fino a gridare. Nessuno se la bevve nemmeno per un momento. Zelgadiss sapeva meglio di chiunque altro che Rezo non era il tipo da bluffare. Era disposto a sacrificarmi per la pietra.
Una goccia di sudore mi attraversò la guancia fino ad arrivare al mento. Sarebbe potuta sembrare una lacrima.
"Dimmi cosa vuoi fare con la pietra!" intimò Gourry.
"La ragazza te lo ha spiegato prima. Desidero solo vedere il mondo coi miei stessi occhi. Niente di più."
"Sacrificheresti la mia vita per la tua vista?" gli chiesi, rigidamente in piedi. "Perchè?"
"Non c’è nessuna spiegazione che una persona dotata della vista potrebbe probabilmente capire."
Ah, è così.
"Ora, la pietra…" strinse la presa.
"Va bene" Gourry abbassò la sua lama.
"Fermati! No! Non dargliela—!"
Ignorando le richieste di Zelgadiss, Gourry mostrò la statuetta di Orihalcon.
"Eccola," disse mentre lanciava la statuetta a Rezo. Sembrava che avesse descritto una curva nello spazio tra di loro, al rallentatore. Rezo tese la sua mano destra e la prese, afferrandola saldamente.
"È mia," disse, più a se stesso che a chiunque altro. "È mia… dopo tutti questi anni, è mia!" La sua voce era cambiata. Era sopraffatta da una gioia malvagia.
"Lascia andare la ragazza!" urlò Gourry.
"Non avere timore. La rilascerò tra poco."
Con un rumore, la statuetta di Orihalcon si auto- distrusse mentre Rezo la teneva nella sua mano. La vicinanza del potere del grande mago unita al potere della pietra era troppo anche per un materiale forte come l’Orihalcon.
Rezo estrasse una piccola pietra nera dai resti.
Sembrava… una roccia, o forse un pezzo di carbone.
Niente che un geologo si interesserebbe di raccogliere. Quel ciottolo era la Pietra Filosofale.
"Sì. È questa… è sicuramente questa!"
Rezo mi fece cadere sulla schiena.
"Ahia!" Scivolai parecchio sul terreno ruvido prima di fermarmi. Mi misi subito in piedi, trovai l’ago che ancora sporgeva dal mio collo, e lo tirai fuori.
Brrr. Solo il pensiero mi dà ancora i brividi.
Il dolore era stato sopportabile, ma se quell’ago— che era lungo all’incirca come un pollice e somigliava più ad piccolo e affilato rasoio che ad uno spillo—fosse stato infilato più in profondità, avrebbe intaccato il fascio di nervi nella mia colonna vertebrale, e sarei morta o rimasta paralizzata di sicuro. Questo piano demoniaco era stato macchinato dal celebre Chierico Rosso. Grazie mille.
Zelgadiss cominciò a formulare un incantesimo.
Gourry prese la Spada di Luce.
E Rezo? Lui prese la piccola pietra dalla sua mano e la mise in bocca.
Non vorrà…
Sì, voleva. La ingoiò.
Un forte vento uscì fuori dal nulla, mandandomi il mantello contro il viso,e quasi sollevandomi come un aquilone nell’aria. Mi coprii la bocca con la mano, mentre la nausea scaturiva dentro di me. Non era il vento. Era la certezza che qualcosa nel mondo era sbagliato.
Le raffiche di vento che laceravano l’aria non erano parte di una tempesta improvvisa. Erano la manifestazione fisica di un intenso miasma. Al suo interno, Rezo era da solo. E rideva.
Un ruggito venne da Zelgadiss, e con quello, diresse una colonna di fiamme blu verso Rezo. Si avvolsero attorno al Chierico Rosso come una crisalide e poi… scomparvero.
Qualunque incantesimo fosse—e io non lo conoscevo—non ebbe nessun effetto.
"Ah ha ha ha…! Posso vedere! posso VEDERE!"
Fui ipnotizzata. Lo fummo tutti. Non avevamo mai visto qualcosa di simile nelle nostre vite. Gli occhi di Rezo si aprirono. Globi di rosso si sprigionarono dall’oscurità al loro interno. I suoi occhi erano del colore dei rubini e del sangue, e le lingue di fuoco, e dietro di loro…
"Bwa ha ha ha ha! Sono aperti! I miei occhi si sono aperti!" La carne dalle sue guance cadde a terra con un tonfo. Qualcosa di bianco poteva essere visto al di sotto.
"Che cosa è stato?" chiese qualcuno.
Un altro tonfo. Dalla sua fronte, stavolta.
E allora… capii. Sapevo cosa era stato sigillato dietro agli occhi di Rezo. Il suo volto si trasformò in una maschera di pietra bianca, con dei rubini dove avrebbero dovuto esserci gli occhi. Il suo intero corpo, ancora coperto di vesti rosse, si indurì in qualcosa che non era umano.
"Non può essere…" mormorò Zelgadiss. L’aveva riconosciuto bene:, il demone dagli occhi di rubino, Ruby Eye Shabranigdu viveva.
Un silenzio cadde in tutta la zona come nessun silenzio prima d’allora.
Gli uccelli smisero di cantare. Il gorgoglio dei fiumi si acquietò. Era come se tutto si fosse fermato per testimoniare ciò che stava accadendo.
"Potete scegliere il sentiero che desiderate," Rezo, o Shabranigdu, disse tranquillamente, la sua bocca marmorea aperta. "Se scegliete di obbedirmi, vi sarà permesso di vivere oltre le vostre vite naturali. Vi offro questo come espressione di gratitudine per avermi riportato in vita. Invece, se doveste scegliere di essere nemici, allora non vi mostrerò pietà. Prima che vada a liberare il Re Demone del Nord, un altro aspetto di me che fu sigillato tempo fa, sarò vostro nemico. Scegliete saggiamente."
Non era esattamente quella che si dice una scelta facile. Permettergli di liberare il Re Demone del
Nord significava condannare il mondo alla distruzione. Combatterlo significava farsi nemico uno dei sette aspetti del Signore dei Demoni, che un Dio aveva combattevano per l’egemonia sul mondo. La vittoria in quella battaglia aveva risucchiato ogni grammo della potenza di quel Dio. Un gruppo di guerrieri e maghi disorganizzati,quindi,non sarebbe certamente bastato.
Sopravvivere alla distruzione del mondo non era un destino migliore che la morte stessa.
Tale era la scelta che affrontammo.
"Questa è follia!" Zolf urlò, mostrando nessun giudizio per la pesantezza della situazione.
"Gli umani non sono come ci ricordi, Lord Shabranigdu! Abbiamo avuto migliaia di anni per evolverci mentre sei rimasto sigillato!" si vantò.
"Nessun Re Demone ultimo arrivato può mettersi contro Zolf!"
Wow,veramente aveva capito. Alzò entrambe le mani sopra di lui mentre iniziò a formulare un incantesimo.

Tu che sei più oscuro della notte,
Tu che sei più rosso del sangue che scorre,
Tu attraverso di cui il tempo scorre,
Faccio appello al tuo nome.


No! Il Dragon Slave? Il Dragon Slave è l’incantesimo più potente della scuola di Magia Nera. Il Dragon Slave è un incantesimo altamente distruttivo che originariamente fu creato per abbattere un drago in un colpo solo. Due o tre maghi che invocano l’incantesimo contemporaneamente potrebbero spazzare via un regno intero. Non potevo credere che Zolf potesse padroneggiare il Dragon Slave.
So che non era molto carino considerato il nostro attuale status come alleati, ma fino a quel punto non avevo idea del perchè Zelgadiss avesse scelto come servitore qualcuno con le presunte abilità di Zolf.
Mistero risolto. Alla faccia della terza categoria…
Ma…
Proprio come avevo temuto, l’incantesimo non avrebbe sconfitto Shabranigdu.
"Fermati, Zolf! È inutile!" gridai, ma Zolf non stava ascoltando.
"Cos’è questo, ora?" Il Re Demone chiese ammirato. Naturalmente, sapeva benissimo cosa fosse.
"Aspetta…" Zelgadiss protestò debolmente. Zolf aveva finto il suo incantesimo un momento prima che Zelgadiss avesse finito di parlare.
"Dragon Slave!"
Un enorme esplosione si sprigionò dal corpo del Re Demone.
"Sì!" gridò Zolf, alzando le mani come se avesse vinto un torneo.
"Zolf! Scaaaappaaaaa!" gridò Rodimus. L’aveva sentito anche lui. Era ancora vivo.
"Cosa?" Zolf ancora non aveva capito, ma il dubbio si stava facendo strada sul suo volto.
"Dannazione!" mormorò Rodimus mentre si mise a correre verso Zolf, cercando di afferrarlo.
Un istante dopo, i due erano immersi in un mare di fiamme.
"Rodimus! Zolf!" gridò Zelgadiss. "Nooo!"
L’unica risposta fu un profilo rosso nel mezzo delle fiamme. Un profilo che emanava più rossore delle fiamme stesse.
No…
Mi sentii come se potessi quasi sentire una voce dentro il ruggito del fuoco, ma non sapevo dire cosa stesse dicendo.
"Scappate…" Zelgadiss mormorò a bassa voce.
"Cosa?" risposi, iniziando a riprendere coscienza.
"SCAPPATE!"
A quel consiglio, scappammo tutti e tre come topi che abbandonano una nave che affonda.


***


Silenziosamente, guardammo le piccole fiamme del nostro bivacco bruciare. Ognuno di noi ricordava l’orribile vista di cui eravamo stati testimoni precedentemente.
Non avevamo speranze contro Shabranigdu, e lo sapevamo. Eravamo scappati per il momento, ma sapevamo che, non importava quanto lontano andavamo, lui ci avrebbe trovati. E non puoi sfuggire al tuo destino.
"Combatterò…" Zelgadiss mormorò alla fine.
"Capisco che non vincerò, ma se continuerò a scappare,so che Zolf e Rodimus non mi perdoneranno mai."
Sshhh. Il fuoco si spense ancora.
"Immagino che verrò con te."disse Gourry, forse trovando un presagio nello spegnersi delle fiamme.
"Anche se non funzionerà, non posso lasciarti andare da solo."
"Mi dispiace… non era la vostra battaglia," sussurrò Zelgadiss.
"Ehi, è tutto a posto. È anche il mio mondo. Ed è la mia scelta." replicò Gourry.
Stabilito ciò, entrambi ritornarono silenziosi.
Capii, naturalmente, che stavano aspettando la mia risposta. Non era che non riuscivo a dirlo. Non era che non stavo facendo attenzione. Stavo solo guardando il fuoco che covava sotto la cenere.
"Io…" aprii la bocca e provai a parlare. Nessuno di loro rispose, non volendo influenzare la mia decisone, suppongo. Rimasero fermi, osservando la brace.
"Non voglio morire," mormorai, e tenni gli occhi sul fuoco.
"Nessuno ti sta obbligando a farlo," Gourry si girò e guardò verso di me gentilmente mentre parlava.
Mi alzai. Sentivo la rabbia scorrere nelle vene "È così? Sapete una cosa? Combattere per morire è stupido. Gli uomini parlano sempre di cose stupide come ‘spina dorsale’ e ‘onore’ prima di buttare via le loro vite. Quando si muore—è così! Finisce tutto, gente! Non si può portare l’onore nella tomba!"
"Fai come devi," Zelgadiss parlò. "Continua a scappare se è ciò che scegli. Solo… non ti alleare con lui. Se lo farai, ti ucciderò con le mie stesse mani."
Mi misi le mani sui fianchi e feci un grande sospiro. "Hey… mi hai sentito dire che non avevo intenzione di combattere?"
"Cosa?" Mi guardarono entrambi, non capendo nessuno dei due.
"Non fraintendetemi. Dire ‘Non voglio combattere per perdere’ non è solo un altro modo di dire ‘non voglio combattere’, capito? È un altro modo di dire ‘Non voglio perdere’. Se abbiamo anche solo l’un per cento di possibilità di vincere, e combattiamo per perdere, quell’uno per cento diventa uno zero spaccato. Non voglio assolutamente morire. Questo è il motivo per cui, quando io combatto… combatto per vincere! Con voi ragazzi, naturalmente… se vorrete."
I due si scambiarono delle occhiate.
"Certo che vogliamo vincere, ma non so se abbiamo nemmeno quell’un per cento, Lina, mi dispiace," Zelgadiss rispose in quella che era per lui, un’insolita debole voce.
"Certamente io non posso batterlo con la mia Magia Nera, ma forse in combinazione con la tua Magia Sciamanica, potremmo avere una possibilità…"
"No, Lina."
"N… o? No?"
"È così. No. Hai notato l’incantesimo che ho fatto su di lui al momento del suo risveglio?"
"Le fiamme blu? Sì. Non sapevo che incantesimo stessi usando, ma gli è rimbalzato addosso. Aspetta…"
"Sì. Era il Ra Tilt."
"Merda!" mi strinsi il viso con le mani.
"Cosa? Che significa? Cos’è un Raw Tilt?" domandò Gourry, senza speranza come sempre.
"Il Ra Tilt è…" feci una pausa, cercando una risposta semplice. "Ra Tilt è l’incantesimo più potente della Magia Sciamanica. È una tecnica usata per distruggere un avversario del Piano Astrale.
Sebbene agisca su un solo avversario, è potente quanto il Dragon Slave nella sua stessa tradizione."
"Drag and Slave?"
Idiota! Non hai mai letto un libro? "Il Dragon Slave è il più potente incantesimo di Magia Nera che gli umani possano usare. Fu il primo incantesimo usato da un saggio chiamato Lei Magnus per distruggere un Arc Dragon di 600 anni, così l’hanno chiamato Dragon Slayer, ossia uccisore di draghi. Nel corso del tempo, si è evoluto in Dragon Slave. È l’incantesimo che Zolf ha provato ad usare sul Chierico Rosso."
"Se questi incantesimi sono così potenti, perché non hanno funzionato? Li hanno sbagliati?"
Argh, ne avevo abbastanza. "Passo. Zelgadiss, spiegaglielo tu."
"La Magia Sciamanica è composta di magia che usa i quattro elementi princicpali—terra, acqua, fuoco e aria—come la magia spirituale che che usa il piano astrale. Come ha detto Lina, il Ra Tilt è un incantesimo che attinge l’energia spirituale dal piano astrale. Ad ogni modo, un Re Demone è molto più vicino ad essere puro spirito di quanto lo sia un essere umano. Così, anche un attacco potenziato dal piano astrale, se fatto da un umano, a malapena fa qualcosa contro un demone.
È scontato che gli incantesimi elementali di terra, acqua, fuoco e aria possono distruggere un umano.
Ma naturalmente il livello di potere acquisito per distruggere qualcosa fatto di spirito è molto più grande che quello che può raccogliere la Magia Sciamanica. Per cui, tutti gli strumenti della Magia Sciamanica sono abbastanza inutili in questo caso," concluse. "Passo".
"La Magia Nera non funzionerà su Shabranigdu per una ragione molto semplice,"spiegai, riprendendo da dove Zelgadiss aveva lasciato.
"La fonte principale di potere della Magia Nera è il lato oscuro della natura umana: odio, paura e malvagità. Ma l’ultima personificazione di quel potere è lo stesso Dark Lord.
"Zolf l’ha detto all’inizio di quell’incantesimo, ricordi? Tu che sei più oscuro della notte, tu che sei più rosso del sangue che scorre. È di Shabranigdu che stava parlando."
Fui interrotta a metà della frase.
"L’ha detto?" Gourry mi guardava in modo divertito.
"Certo che lo ha detto! Eri lì! Oh, certo, non conosci le Parole del Chaos"
"Parole del Chaos?"
"Sì, sono… sono le parole che si usano quando si fa un incantesimo di Magia Nera. È difficile da spiegare. Comunque. È così. È un segreto del mestiere. Spiegarlo, è come dire ‘Ecco, lascia che io ti aiuti ad uccidermi!’ Persino tu puoi capire che idiozia sia."
"Cosa intendi dire, persino io?"
Oops.
"Ad ogni modo," continuai, "la Magia Bianca non ha veramente degli incantesimi di attacco. Ha magie per esorcismi che funzionano su fantasmi e zombie, ma non sono così potenti da colpirlo. Così il succo di tutto ciò è: Zelgadiss e io non possiamo batterlo usando la magia."
"Bene, dobbiamo fare qualcosa," disse Zelgadiss,
voltando lo sguardo verso Gourry. "Sembra che tu e la spada di Luce siate la nostra migliore speranza."
"Così,alla fine sei tu quello che dovrà combatterlo. Faremo il possibile per aiutarti."
"Huh. D’accordo. È più facile a dirsi che a farsi, temo."
"Non credo ci siano altre alternative," dissi, "hai un'idea migliore?"
"Beh… no," sospirò Gourry.
"È stabilito così, allora." affermò Zelgadiss, sigillando il patto.
"Sono contento che siate finalmente giunti ad un accordo."
I nostri sguardi si volsero nella direzione della sua voce. Non ci si poteva sbagliare riguardo quel suono demoniaco.
Quando è arrivato qui? Per quanto tempo è stato lì?
La sua oscurità rosso sangue nascosta nell'ombra degli alberi... il Re Demone, Ruby Eye Shabranigdu.
"Combattenti come quei due che hanno incontrato il loro destino poco fa… non sono stati— come potrei metterla? Non sono stati un buon esercizio. Troppo facile. Così ho sperato che sceglieste di allenarvi con me. Sono stato sigillato così a lungo. Sono—come dite voi—arrugginito? I miei innumerevoli ed importanti viaggi possono
aspettare fino a che abbiamo completato i nostri esercizi."
"Stupidaggini…" mormorai, alzandomi in piedi.
Vuole macellarci per fare pratica. Si è dato la pena di seguirci per potersi allenare, perchè i suoi muscoli di distruzione si sentivano evidentemente indolenziti.
Certo, Zolf aveva una personalità ripugnante. E Rodimus non aveva un aspetto gradevole da guardare. Ma lui li aveva bruciati vivi… per divertimento.
Non pensavo di essere qualificata per fare alcuna ramanzina sull'agire umano. Anch’io avevo ucciso delle persone. E non era certamente diverso per Zelgadiss o Gourry.
Ma…
Questo era in qualche modo differente. Questo, non lo avrei perdonato o dimenticato.
"Allenamento, dici? Sicuro, giocheremo insieme.
Potrebbe esserci utile un po’ di allenamento, vero ragazzi? Ma stai attento, Rezo. Potresti essere tu a pentirtene."
"Ha ha ha! Forse. Ma questo è lo spirito giusto. La sfrontatezza è ciò che voglio. Oppure, l’avervi inseguito sarebbe stato una perdita del mio tempo."
"Non intendiamo perdere, lo sai." disse Gourry.
Sia lui che Zelgadiss si alzarono in piedi.
"L'intenzione è completamente irrilevante. Sicuramente persino voi lo capite."
"Certo," replicai. "Capisco cosa intendi, Lord
Shabranigdu. Ma abbiamo ancora intenzione di prenderti a calci nel sedere."
Potrebbe essere stata la mia immaginazione, ma pensai di vedere il Re Demone indietreggiare.
"Cominciamo." E con ciò, il Re Demone colpì il suolo con il bastone che aveva nella sua mano. E la terra si mosse.
No…!
Il movimento non proveniva dal terreno, piuttosto esso proveniva da sotto il terreno—dalle radici degli alberi della foresta. Shabranigdu li aveva stimolati, facendoli insinuare nella terra sotto i nostri piedi come enormi serpenti.
"Che attacco scarso!" non potei fare a meno di ridere.
"Hey, Zelgadiss!"
"D’accordo! Dug Haut!" Capì istantaneamente la mia richiesta.
Questa volta, la terra si scosse veramente.
Con un unica scossa,i serpenti-albero furono fatti a pezzi. Le radici che si contorcevano caddero nelle loro tombe già preparate, le crepe nella terra prodotte dal Dug Haut.
"D’accordo, la prossima tocca a me!"
"Tutto tuo, ragazzina." Zelgadiss cercò di sorridere.
"Oh,bene. Mi chiedo cosa farai. Qualcosa di interessante?" il Re Demone gemette.
"Non è qualcosa di grosso. È solo speciale perché è mio," alzai la mano destra. Si creò una sfera di luce.
"Davvero, non vorrai usare una palla di fuoco contro di me?" disse il Re Demone. Sembrava deluso. Non potevo importarmene.
"Sì, una palla di fuoco, certo…" la lanciai lievemente nella sua direzione. La sfera fiammeggiante pigramentes’involò verso Shabranigdu, fermandosi finalmente proprio di fronte ai suoi occhi.
"Questa è arancione…" Disse il Re Demone, nello stesso modo in cui un bambino direbbe: "Questo è un coniglio."
"Un colpo diretto da una palla di fuoco—anche un colpo diretto da una palla di fuoco arancione— non mi farà del male in nessun modo," disse, perplesso.
"Lo so." dissi, "ma diamogli una possibilità, solo per divertirci un pò."
"Non sto né ridendo, nè sogghignando," Shabranigdu disse, alzando lentamente il bastone che teneva in mano.
"Rompiti!" urlai al momento giusto. La sfera di luce si ruppe, i suoi resti ricaddero sul Re Demone in uno schema ad elica.
"Cosa? Cos’è questo?" chiese il Re Demone, la sua voce che mostrava sorpresa.
Non si era preparato per questo e la sua figura presto scomparve in una tempesta di sabbia infuocata.
"Gourry! Tocca a te!"
"Capito!" rispose Gourry, mettendosi a correre, con la Spada di Luce a portata di mano.
"Corri, Gourry!" lo esortò Zelgadiss.
"MUORI, Re Demone!" Gourry emise il suo grido di battaglia. La Spada di Luce produsse un brusìo.
Allora… Shabranigdu, la creatura che avevamo prima conosciuto come Rezo il Monaco Rosso… cominciò a ridere.
"La Spada di Luce? La spada che uccise Zanaffer, il Demon Beast a Sairaag, nella Città della Magia?
Oh, sto t-t-tremando, nemici miei," mormorò. Stava veramente tremando. Dalle risate. "Capirete che un Demon Beast è un moscerino in confronto al Re Demone."
Allora lui… fermò la Spada di luce con una sola mano nuda.
"Un pò di calore, forse. Ma è quasi piacevole," rise fragorosamente.
Era proprio un mostro.
Gourry ringhiò piano. Non importava quanto forte provasse, la spada non si smuoveva.
"Piccolo uomo, anche nelle mani di un maestro, questi mezzi sono davvero troppo deboli per sconfiggermi. Comunque, se ti può consolare, potrai morire sapendo di aver fatto tutto ciò che un umano può fare."
Ci fu un esplosione.
"Gwaaa!" Gourry fu spazzato via all’incirca di una decina di metri. Colpì duramente il suolo.
"Gourry!"
"Sto bene!" urlò mentre era ancora sul terreno, e non sembrando affatto ‘stare bene’.
"Credo di aver finito stanotte con voi. Vi siete messa l’anima in pace? Il tempo di morire è arrivato," annunciò il Re Demone come se fosse un dato di fatto. Modi da capezzale, uh?
"No, dannazione!" Zelgadiss arretrò. Il suo corpo fu istantaneamente fagocitato dalle fiamme. "Zel!" urlai.
"È fatto di roccia, Lina, è tutto a posto!" Non brucerà! E ad ogni modo—prendi questa!" urlò Gourry, buttando qualcosa verso di me. La presi di riflesso.
Che diavolo?
La presi ma i miei occhi erano sul Re Demone, che fece un passo avanti.
La Spada di Luce?
"Usala nel modo giusto, Lina!" disse Gourry.
"Usa il potere della Spada con la tua Magia Nera!"
"Vuoi utilizzare il potere della Spada per potenziare il potere dell’Oscurità?" Shabranigdu era così divertito, che non poteva più contenere la sua ilarità. "Sciocchezze…" ridacchiò.
Aveva ragione. Non si possono usare Magia Bianca e Nera insieme. Le due forze in contrasto possono solo annullarsi.
Ad ogni modo…!
"Spada! Dammi il tuo potere!" sentii il suo potere crescere nelle mie mani. In un secondo, la lama di luce si materializzò. Mentre quando l’aveva usata Gourry, la lama era come una spada lunga, questa lama aveva la foggia di una spada corta.
Il che significava che avevo immaginato bene.
"Che cosa inutile!" Il Re Demone sogghignò.
Stava diventando impaziente con questo esercizi etto d’allenamento. Non sapevo dire quanto a lungo sarebbe durato.Cominciai ad invocare più velocemente che potevo.
Cominciava proprio come il Dragon Slave. Un incantesimo che chiamava tutta l’oscurità dell’intero mondo era niente rispetto all’oscurità di Shabranigdu, ma conoscevo un’altra leggenda, di un Demon Lord tra i Demon Lords, che era caduto dal paradiso stesso. Era conosciuto sia come il Signore dei Demoni Dorato, sia come il Signore degli Incubi, Lord of Nightmares.
La Magia nera che richiamava gli stessi poteri di Shabranigdu non poteva essere usata per fargli del male. Ma era possibile che anche Ruby Eye potesse essere ferito da un potere attinto da un Demon Lord ancora più potente.

Tu che sei più oscuro dell’oscurità,
Tu che sei più profondo della notte,
Tu che fluttui nel Mare del Chaos,
Il Re Dorato dell’Oscurità…

Giurai di aver visto Shabranigdu iniziare a tremare. "Astuta puttanella! Chi ti ha detto di invocare quel nome?"
Lo ignorai e continuai:

Io qui ti invoco
Io qui ti prometto me stessa
Lasciami camminare al tuo fianco
E lascia che gli sciocchi
Che vogliono distruggerci
Sentano la forza del nostro vero potere.

Un’improvvisa oscurità mi circondò. Era come se l’aria fosse diventata nera. Un’assenza impenetrabile da cui nessuno poteva essere portato indietro… un portale per la morte stessa.
Funzionava in entrambi i modi, lo sapevo. Se avessi perso il controllo dell’incantesimo, la magia avrebbe assorbito tutta la mia energia… e io sarei morta.
"Non importa," disse, dopo essersi calmato notevolmente. "Ed è quasi affascinate il modo in cui tu ti rifiuti di veder nell’inutilità!"Ancora contemplando il mio fascino, il Re Demone iniziò ad invocare, creando e rilasciando diverse sfere di energia.
Ognuna di esse indubbiamente conteneva abbastanza potere da spaccare una roccia.
Improvvisamente, l’oscurità a spirale intorno a me si dissolse. Questa era la mia primissima dimostrazione pubblica della più segreta delle mie tecniche segrete—il Giga Slave.
La prima volta che l’avevo provata, avevo trasformato una bella spiaggia sabbiosa in un enorme insenatura. Ho sentito che anche adesso, i pesci evitano il posto.
Ero consapevole che nessun mio incantesimo da solo poteva sconfiggere Ruby Eye. Non importava quanto duramente provassi. Nessun essere umano nella storia era stato capace di progettare un incantesimo che potesse sconfiggere il Re Demone.
C’era solo un’ultima alternativa.
La lama scintillante della Spada di Luce continuava ad assorbire l’oscurità intorno a me.
Forse quella, almeno, sarebbe stata avvertita da Shabranigdu.
La Magia Bianca imbevuta all’interno della spada stava infatti annullando la Magia Nera del mio incantesimo. Quella parte, Gourry non se l’era aspettata. Comunque, sospettai che anche qualcos’altro stesse succedendo.
Confermando i miei sospetti, il Re Demone apparve nervoso. Comunque… "Spada!" invocai.
Devo provarci
"Consuma l’oscurità con la tua lama!"
"Che stai combinando, ragazza?"
L’oscurità creata dal Giga Slave fluì dalle mie mani nella lama, mischiandosi con essa. Era proprio come avevo pensato: la Spada di Luce era un amplificatore della volontà umana. La ‘luce’ era solo la forma che prende. Ciò che me lo aveva fatto capire, era come Gourry riusciva ad usarla, nonostante non possedesse nè capisse alcun tipo di potere mistico. È la forza di volontà che li controlla entrambi e determina la sua forza.
Non ero affatto convinta che il mio piano funzionasse, ma era praticamente l’unica opzione che rimaneva…
"Ne ho abbastanza di questo!" Il Re Demone preparò il suo bastone da chierico. Mormorò in una voce bassa, parlando una lingua che non avevo mai sentito prima.
Non va bene! La mia spada ancora aveva bisogno di tempo per assorbire tutta l’oscurità del Giga Slave.
Non importava quanto grande o piccolo fosse l’incantesimo che un mago stesse facendo, un campo mistico lo protegge durante la sua durata.
Mentre stavo formulando il Giga Slave il campo sarebbe stato comuque protetto da quelle potenti sfere di energia. La domanda era: quanto potrebbe resistere il campo mistico del Re Demone mentre formula un incantesimo? Ad essere sinceri, volevo davvero qualche modo per testare la mia idea prima di provarla veramente.
In qualunque caso,ero ancora nel bel mezzo di far confluire l’energia del Giga Slave dentro la Spada.
Scoprire se la barriera mistica resistesse o meno, doveva aspettare.
La punta del bastone del Re Demone emise un bagliore rosso.
Più veloce!
Il Re Demone non sarebbe sceso a compromessi.
Era—
"Smettila!" la voce di Zelgadiss annunciò. A chi sta parlando?
"È abbastanza…! Hai detto che volevi vedere il mondo, no? Non credo che tu voglia distruggerlo! REZO! Ascoltami!"
Il suo discorso era frenetico. Stava quasi farfugliando.
Ma allora… l’incantesimo si fermò. Il bagliore rosso in cima al bastone del Re Demone scomparve.
Shabranigdu—o Rezo, forse?—abbassò il suo sguardo per fissare Zelgadiss.
Fatto! Ho bisogno solo di un altro momento…
Dopo una lunga pausa, Shabranigdu parlò sdegnosamente.
"Pazzi…"
In quell’istante,la Spada di Luce fu completamente caricata.
"Rezo il Chierico Rosso!" dissi. "Ascoltami!"
La lama della Spada dell’Oscurità si estese mentre parlavo.
"Puoi permettere a Shabranigdu di divorare completamente la tua anima, o puoi vendicarti! Sei tu che determinerai il risultato. Scegli bene!"
"Sì…" sussurrò una voce affabile dall’interno del corpo del Chierico Rosso.
"Impossibile," urlò Shabranigdu dalla stessa bocca, nello stesso momento.
"Spada! Distruggi l’oscurità rossa!" dissi mentre portavo la mia arma proprio sotto di lui.
La luce nera abbandonò la sua forma e avanzò verso il Re Demone.
"Che nuvoletta patetica! Te la rimanderò in una tempesta!" Il Re Demone alzò il suo bastone. Energie oscure si ammassarono insieme, formando una colonna di fiamme nere, e allora…
Qualcosa andò male nel suo finale. Forse qualunque cosa fosse rimasta del Chierico Rosso era intervenuta…? Qualunque cosa fosse successa, il potere della Spada era capace di farsi strada.
"Sì…" sussurrai, e per un momento, sentii una vera speranza. Asciugai il sudore dalla mia fronte.
Dentro la colonna di fiamme, potevo vedere una forma tremolante.
Il silenzio fu finalmente rotto.
"Ha ha ha ha ha!" La risata del Re Demone fu abbastanza forte da far tremare la foresta.
"No…" crollai sulle mie ginocchia.
"Congratulazioni, umana!" continuò ridendo.
"Non lo pensavo possibile!"
Sentii un sommesso crepitio.
"Ben fatto. Ben fatto, puttanella. Tu,sopra a tutti gli altri del tuo genere, meriti di avere il titolo di
‘Maestro’"
Hey, di solito sono felice di ricevere complimenti dove posso trovarli, ma a questo punto, non avevo nessuna energia per la felicità. Avevo usato tutto il mio potere in quell’unico attacco. Nessun grammo di forza rimaneva per scappare dal calore radiante della colonna di fuoco. Tutto ciò che potevo fare era cadere al suolo e cercare di non respirare nel fumo che bruciava.
"Sfortunatamente, bambina, dubito che vivrai abbastanza a lungo da ripetere quest’impresa. Per quanto tu sia impressionante come maga, sei ancora solo umana."
CR-ACK.
Quel suono crepitante, ancora. Cosa…?
"Ancora, quelli che usano la magia a volte vivono per secoli. Nemmeno io posso predirre il corso della storia, o se un’altra parte di me si sveglierà mentre tu vivi…"
Huh? Cosa significa…?
Alzai la testa, vedendolo finalmente: innumerevoli piccole crepe correvano lungo il corpo del Re Demone Shabranigdu.
"Potrei riprendermi per un lungo periodo, e combattere con te ancora… ma no… no. Scelgo di onorarti, e accettare… la mia distruzione."
"Qui… muoio." Entrambe le voci divennero pesanti. Quella di Ruby Eye Shabranigdu e quella di Rezo il Chierico Rosso.
La guancia della maschera del Re Demone si spaccò. Prima di cadere al suolo, si trasformò in polvere e si sparse nell’aria.
"È stato divertente… signorina…" cantò il vento.
"Grazie… mi dispiace…"
"Veramente… veramente…"
"Ugh… uhhhh… ughhh…"
Guardai inespressivamente mentre la forma sorridente del Re Demone Ruby Eye Shabranigdu, si trasformava in polvere davanti ai miei occhi.
Solo la sua risata rimaneva, rilasciata nel vento.


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