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Accusata ingiustamente pt. 1

Traduzioni > Romanzi > Slayers Special # 9

Slayers Special: Accusata ingiustamente
Traduzione inglese di Rebmatsu
Traduzione italiana di Dynast Grausherra


Parte prima




"Sei tu Lina Inverse?"

Quel pomeriggio luminoso e soleggiato Naga e io eravamo sedute sulla terrazza di un café locale intente a ingurgitare, in una serrata gara mangereccia e con la nostra consueta floreale delicatezza, il loro piatto speciale dell’ora del tè, quando udii la voce di un uomo che mi chiamava. Alzai lo sguardo e vidi un uomo anziano, che aveva probabilmente superato la quarantina, dirigersi senza indugio nella nostra direzione. Non dava l’impressione di essere un individuo dalle grandi ricchezze, tuttavia era curato e ben vestito, il che fu sufficiente a suggerirmi che aveva, cionondimeno, una certa classe.

"Mm-hmm", biascicai con un boccone di torta mezzo masticato che avevo in bocca. Non fraintendermi; in circostanze normali avrei provato ad allontanarlo o a cambiare argomento o dirgli che aveva scelto la persona sbagliata per cercare guai, ma quella era una gara che non potevo permettermi di perdere – e intendo letteralmente -  dal momento che il conto del locale sarebbe stata un’incombenza del perdente. Ogni secondo che sprecavo a parlare con quel tizio era un altro secondo sottratto al boccone che mi accingevo a portare alla bocca, e non avevo la minima intenzione di perdere del tempo prezioso o il mio denaro accampando scuse.  Ehi, era un signor
conto.

Mentre noi continuavamo ad abbuffarci freneticamente, l’uomo frugò nella tasca della sua giacca e un istante dopo esibì un oggetto tenendolo in mano. Evidentemente intendeva catturare la mia attenzione ma, se devo essere sincera, in quel momento non suscitò in me il minimo interesse. Cioè, almeno fino a quando non si presentò.

"Ispettore Wizer Freion, dell’Unità Investigativa Speciale di Ruvinagald", disse.

La mia mascella si arrestò di colpo e ingoiai ciò che mi era rimasto in bocca. Ora, aveva tutta
 la mia attenzione. Lanciai un’occhiata a un ciondolo che penzolava dalla sua mano tesa, con sopra inciso quello che sembrava essere, a tutti gli effetti, uno stemma reale sormontato da armi incrociate.

Il Regno di Ruvinagald… Dal nome diresti che si tratta di una vasta e gloriosa nazione ma, per dirla tutta, di grandioso ha soltanto il nome. In realtà è un paese poco conosciuto, degno di nota unicamente per la sua inclusione nell’Allenza degli Stati Costieri, nonostante sia abbastanza piccolo da rivaleggiare con una città di grandi dimensioni e lontano da qualsiasi grande massa d’acqua. Diciamo che si tratta di un appezzamento di terreno trascurabile, il cui unico elemento di interesse risiede nella coltivazione del locale Cedro di Ruvina, impiegato principalmente per la costruzione di imbarcazioni (di ottima
qualità, in tutta franchezza); eccezion fatta per quest’ultimo particolare, la gente di solito si riferisce ad esso come "uno di quei paesi dell’Alleanza".
Cavoli, l’unica ragione che spinse me e Naga a visitarlo fu la sua casuale menzione in una conversazione, la quale ci convinse che sarebbe stato divertente farci un salto, giusto per poter dire di essere state anche lì.

La domanda, però, era: che cosa poteva volere un ispettore reale dalla sola e unica Lina Inverse? Non mi veniva in mente niente ma, in ogni caso, non sembrava volesse il mio autografo.

"La Gilda dei Maghi è stata così gentile da informarmi che ti trovavi da queste parti," continuò con un tono frizzante e carico d’importanza, mentre riponeva con cura il suo ciondolo nella tasca. "Lina Inverse", disse, "sto investigando sul tuo sospetto coinvolgimento in una serie di rapimenti."

Credo che smisi di respirare.

"Tu cosa?!"
gridai incredula prima di riuscire a fermarmi. "A-Aspetta un minuto! Non sono a conoscenza di alcun rapimento!"

Wizer si esibì in una grassa risata. "Non fare l’innocente con me, Lina Inverse. So per certo che ci sei tu dietro la scomparsa dei bambini in tutta Ruvinagald, e prima ammetterai i tuoi crimini, meglio sarà per te!"

"Questo è ridicolo!" sputai. "Siamo arrivate qui solo da un paio di giorni! Diglielo, Naga!" Mi voltai cercando lo sguardo della mia compagna di viaggio, ma diciamo solo
che non fu di alcun aiuto.

La forchetta di Naga non rallentò un solo istante mentre continuava il suo assalto sui piatti di torta davanti a lei, un sottile sorriso dipinto sulle labbra per tutto il tempo. "Oh, diglielo
, Lina," disse maliziosamente. "Potresti perfino convincerlo ad andarci piano con la tua condanna."

"Andiamo,"
ringhiai. "Lo sai che io non--!"

"Questo lo conferma, allora!" gridò Wizer trionfante, interrompendomi
prima che potessi interrompere Naga a mia volta. Puntò un dito contro la mia faccia e proclamò, con voce abbastanza alta da farsi sentire da ogni singolo cliente del ristorante, "La mia deduzione era esatta! Tu sei certamente la colpevole!"

"Te l’ho detto, io non ho fatto niente!" insistetti, e a quel punto socchiusi gli occhi. "In ogni caso, su quali basi si fonda la tua deduzione?"

Wizer gonfiò inorgoglito il petto. "Il mio intuito!"

"Il tuo intuito?"
Scattai in piedi, rovesciando accidentalmente la mia sedia. "Vuoi dire che mi stai accusando di un crimine che credi io abbia commesso perché te lo dice il tuo intuito?! Dove, in tutto il mondo, puoi trovare un sistema giudiziario che supporta questo tipo di logica? Chiunque sia anche lontanamente sospettato da te è automaticamente un criminale?!"

"Precisamente!"

"Questo non sta succedendo," gemetti lasciando cadere la testa fra le mani. Ero inebetita. Perfino sbalordita. Nemmeno nei miei sogni più sfrenati avevo mai creduto che potessero esistere persone che si basano esclusivamente sui loro presentimenti; eppure qui, in piedi davanti ai miei occhi, c’era la prova inconfutabile che individui del genere esistono eccome
.

In tal senso, sono certa che questa rappresenti un’assurdità
per qualsiasi spettatore imparziale, ma se la stupida idea di fornire a un tipo del genere un qualunque potere in un qualsivoglia sistema dovesse attraversarvi il cervello, fate un favore a tutti e ignorate l’impulso, perché il tizio in questione sarà un intralcio, oltre che per se stesso, per il sistema e per chiunque abbia a che fare con lui. Il vecchio di fronte a me ne era l’esempio lampante. Ma torniamo alla storia.

"Senti," sbottai, "se te ne vai in giro ad arrestare ogni losco individuo che incontri sulla tua strada, i tuoi amici ispettori rischiano di ritrovarsi in inferiorità numerica con un rapporto di 2 a 1! Hai almeno delle prove
per affermare che ho commesso il crimine di cui parli?"

Wizer ridacchiò. "Se le avessi, ti avrei già arrestata da un pezzo. Comunque, diversi casi analoghi suggeriscono chiaramente che dietro a questi misfatti non puoi esserci che tu!"

"Davvero." Sbuffai scettica. "Okay. Sentiamo di questi tuoi casi
, allora."
"Sicuramente ti renderai conto che ormai è troppo tardi per fingere di essere innocente," disse con una risata. "Ma sarei più che lieto di ricordarti gli innumerevoli crimini che hai commesso." Non ero sicura cosa intendesse con "troppo tardi", ma, ragazzi, questo Wizer sembrava assolutamente fiero di sé stesso. Davanti ai miei occhi, estrasse dalla tasca un piccolo blocco per gli appunti e iniziò a leggere.

"Circa un mese fa, nel villaggio di Medelt, un bambino di nome Tom, cinque anni di età, è scomparso, e in un campo di grano nelle immediate vicinanze è stata rinvenuta quella che sembrava essere l’impronta colossale di un demone minore!"

"Va bene, e allora?"

"Chiaramente questa non poteva che essere opera di Lina Inverse!"

In un primo momento non riuscii a dire nulla. Come potevo ribattere a un’affermazione del genere? Voglio dire, avevo sentito parlare di conclusioni affrettate, ma questo era semplicemente ridicolo. Infine, optai per la risposta più intelligente che potessi formulare in quel momento.

"Eh?"

"Alcuni giorni dopo," continuò Wizer, "la piccola Jessie, tre anni, scompare nella città di Farlit, dove, di lì a poco, un testimone afferma di aver visto la testa di una bestia gigantesca emergere dalle profondità del lago vicino! Ancora una volta, tutto questo non può che essere stato fatto da Lina Inverse!"

"… Stai scherzando, vero?"

"Allo stesso tempo, nel villaggio di Rumafik, all’imbrunire, Bob sta accompagnando suo figlio Rick, poco meno di cinque anni, a casa a bordo del suo carro, quando improvvisamente una luce arancione appare nel cielo notturno e…"

"Un momento, amico," dissi avvicinandomi a Wizer. "Stai insinuando che ogni singolo evento bizzarro che si verifica nel mondo è colpa mia?"

"Naturalmente!" replicò Wizer senza esitazioni. "Di sicuro, non vorrai farmi credere di non avere familiarità con la tua reputazione?"

Feci un balzo indietro, grugnendo. Beh… Sì, certo, la gente dice delle cose su di me. Alcuni mi chiamano l’Assassina dei Ladri, altri dicono che un drago cambierebbe direzione pur di evitarmi, e svariate altre cose che al momento preferirei tralasciare. Il punto è che ho quella che tu chiameresti reputazione,
senza dimenticare i soprannomi che mi sono stati dati, molti dei quali non fondati su fatti reali, per non parlare delle esagerazioni e delle voci assolutamente false, quindi non fu difficile per me capire da dove provenissero le sue informazioni.

"Mi riferisco alla tua cosiddetta capacità di proiettare una luce misteriosa dalla bocca, in grado di annientare una banda di banditi in pochi secondi, per non parlare della tua capacità di sparare tentacoli dalla fronte, grazie ai quali catturi le mosche per poi divorarle!"

"Basta!" urlai.

"Ora, ti chiedo," continuò Wizer, "Può questa Lina Inverse, alla quale sono attribuite così tante capacità strane e innaturali, essere considerata davvero un essere umano? La risposta è no! No, lei non può esserlo! Inoltre non riesco a trovare nessuna buona ragione per non convincermi che ogni strano e innaturale incidente che ha luogo nel mondo è, alla luce dei fatti, causato dall’agire nefasto di Lina Inverse!
È il mio intuito di Ispettore Speciale a suggerirmelo, e pertanto so che deve essere vero!"

"Sai dire solo questo di me, dannazione!" urali in preda alla frustrazione e, senza pensarci, gli assestai un poderoso calcio avvitato che lo fece schiantare contro il tavolo accanto al nostro. Ma niente, l’ispettore non si dissuase. Un sorriso inquietante gli si dipinse sul volto e, lentamente, si levò dalle macerie del servizio da pranzo con una risatina bassa.

"E così, dal momento che non sei riuscita a convincermi della tua innocenza con le parole, ricorri alla violenza fisica. Direi che la tua colpevolezza è evidente!"

"Una ragazza non può far altro che ricorrere a questi estremi, per impedirti di oltrepassare il limite, amico!" Urlai. "Chiunque, al mio posto, avrebbe fatto la stessa cosa!"

"Oh, permettimi di dissentire! Io credo, invece, che ti sei scagliata con così tanta veemenza perché i tuoi crimini sono stati messi a nudo davanti a tutto il mondo, e non sei riuscita a mandare giù la cosa. Le tue scuse sono inutili con questo ispettore!"

"Tu non sei un ispettore! Credi forse che dei ridicoli titoli di fantasia ti diano l’autorità per dichiarare che ogni cosa che dici sia oro colato?! Perché se davvero credi questo, ti suggerisco di liberarti di quella patetica imitazione di cervello che hai ficcato fra le orecchie, e tornare quando avrai trovato qualcosa di meglio con cui riempire il vuoto!"

Wizer rise. "Parole forti, per una criminale!"

"Io non sono una criminale!" risposi. "E almeno io non sono una povera demente che cerca di incolpare di un crimine una ragazza innocente perché glielo suggerisce il suo istinto!" Wizer e io ci trovavamo faccia a faccia e, per attimo, fu possibile percepire le scariche elettriche che partivano dai nostri occhi, la tensione era altissima. Ma poi…

"Oh, oh, oh!
Sembra che io abbia vinto questa battaglia, Lina Inverse!" E chi balzò in piedi, senza alcuna considerazione per la situazione o per le persone sbalordite intorno a noi, con la sua peculiare e assolutamente ridicola risata se non l’unica, e sola, Naga del Serpente!

"Naga!" Mi girai verso di lei per la sorpresa. "Mi ero dimenticata che tu fossi qui."

"Tu… dimenticata?" Naga si sgonfiò. "Oh, Lina… Sei così distratta, ultimamente…"

Sospirai. "Sono piuttosto occupata al momento, Naga. Che succede?"

Lei ridacchiò. "Oh, non credere di riuscire a cavartela così facilmente, Lina. Ricordi il nostro patto, ora paga."

… Oh, per l’amor del-! Con Wizer che si presenta qui rovesciandomi addosso una dopo l’altra le sue folli accuse, avevo completamente dimenticato la mia gara mangereccia con Naga, che avrebbe decretato a chi spettava pagare il conto! I miei occhi saettarono verso il suo lato del tavolo e, come temevo, erano visibili i rimasugli delle dieci porzioni dei piatti dell’ora del tè. Avevo perso! Io, fra tutte le persone, avevo perso una sfida a tavola!
E, come se questo non fosse già abbastanza umiliante, ora dovevo pure pagare il conto di cui parlavo in precedenza! Dentro di me gemetti. La vergogna mi avrebbe perseguitata per gli anni a venire!

"Sono accusata di un crimine, qui!" Scattai. "Credo che questo sia un po’
più importante!"

"Oooh, oh, oh, oh!
Se credi che una sciocchezza del genere basti a cancellare il fatto che tocchi a te pagare, allora stai commettendo un grave errore!"

Dannazione
. Mi aveva letto nel pensiero… Ma anziché lasciare che la delusione trasparisse dal mio volto, mi limitai a roteare gli occhi e a tornare su Wizer. "Ascolta" gli dissi. "Se non hai alcuna base per queste accuse e non puoi fornire nemmeno uno straccio di prova, allora non hai nessun diritto di parlarmi in questo modo!"

"Lina, il conto!"

"Voglio dire, perché mai dovrei rapire un gruppo di bambini, tanto per cominciare?!"

"Il rapimento di bambini fa parte del repertorio di qualsiasi vile criminale!"

"Su quale pianeta?!"

"Non ignorarmi, Lina!"

"Non so quale sia il tuo problema, ma almeno trova qualche prova e stabilisci un movente, prima di andartene in giro a chiamare le persone criminali!"

"Che stupidaggini" Non capisci che il vero motivo per il quale sono venuto qui è perché non ho né la prova della tua colpevolezza né, tantomeno, il movente?"

"E sei fiero
di questo?"

"Paga il conto!"

Yeeeeek!

Improvvisamente l’aria venne trafitta dal grido acuto di una donna, e la disputa tra me, Wizer e Naga ebbe un brusco freno.

"Cosa è stato?!" gridò Wizer.

"Veniva da fuori," dissi. "Andiamo a vedere!"

"Lina! Il conto!" La voce di Naga mi chiamò non appena Wizer e io ci precipitammo fuori dal ristorante, ma prima che potesse seguirci, vidi il personale del locale accorrere per fermarla, così da riscuotere il nostro pagamento, prima di lasciarla andare. Sì! Questo significava che Naga era bloccata per via del conto, dopotutto!

Questo significava anche che l’unica cosa di cui dovevo preoccuparmi, a quel punto, era di dissipare i sospetti di Wizer sulla mia attività criminale. A pensarci bene, forse sarebbe stato meglio occuparsi del conto, invece…

"Ispettore Wizer Freyon, della Regia Unità Investigativa Speciale!" declamò Wizer. "Qual è il problema?" Forse quel suo titolo pomposo fu utile dopotutto, perché la folla intorno a noi ci piombò praticamente addosso per spiegare la situazione.

"… Non so cosa fosse, signore… Ma è volato via e ha portato un bambino con sé!"

"Da che parte sono andati?" domandò Wizer.

"Verso il lago!" gridò un altro testimone, e Wizer e io iniziammo a correre più velocemente che potevamo.

Diversamente dalla maggior parte del paese, questa città si affacciava su una massa d’acqua, un lago per la precisione. Mentre Wizer e io correvamo a perdifiato, potei scorgere la nebbia risalire dalla scintillante superficie blu in lontananza.

"Lina! Aspetta!" gridò una voce fiacca dietro di noi. "Ho pagato il conto, ma non azzardarti a dimenticare di risarcirmi!" Oh, perfetto! Naga! Proprio la persona che, in quel momento, NON volevo proprio affrontare! Non poteva capire la situazione?!

"Ora non è il momento, Naga! Qualcuno è stato rapito!"

Rise. "E scommetto che vorresti approfittare di tutta la confusione per farmi dimenticare del conto!" Inciampai. Cavolo, sa essere perspicace, quando si tratta di denaro…!


"Ne parleremo più tardi! Il bambino è più-"

"Laggiù!" Wizer mi interruppe a metà discorso. I miei occhi scattarono in avanti e, dopo aver passato in rassegna l’orizzonte, riuscii a distinguere la rapida forma di una creatura contro il cielo azzurro.

"Un demone minore?" gridai prima di riuscire a fermarmi. In volo, dando le spalle a un fin troppo chiaro cielo azzurro, e spostandosi rapidamente verso lo specchio d’acqua c’era infatti un demone minore. E fra le sue braccia c‘era un bambino, di non più di tre o quattro anni.

Avevo sentito dire che i demoni minori, una classe inferiore della razza dei mazoku, erano in grado di farsi spuntare le ali e volare quando la situazione lo richiedeva, ma quello fu il primo che riuscii a vedere di persona. Ma non era il momento per un’osservazione occasionale. Mi rivolsi a Wizer, che riusciva facilmente a tenere il passo accanto a me mentre inseguivamo il demone.

"Vedi quello?" sbottai. "Il tuo colpevole è proprio laggiù, e non sono io!"

"E potresti benissimo essere tu a controllarlo!" rispose Wizer. "Per quel che ne so, potresti aver usato qualche stratagemma per causare l’incidente mentre venivi interrogata da un ispettore, per evitare di attirare l’attenzione su di te. Proprio il genere di bassezze che compierebbe un comune criminale!"

Inciampai di nuovo. D-Di tutte le idee stupide, strampalate…! È proprio deciso a darmi la colpa anche di questo!

"Lina! Piantala di cambiare argomento!"

"Non adesso, Naga!" sbottai. Proprio mentre pronunciavo queste parole (le quali continuarono a echeggiare nella mia testa), raggiungemmo la riva del lago. Mi morsi il labbro. Di questo passo il demone sarebbe riuscito a fuggire con il bambino e non avremmo potuto fare un bel niente per riuscire a fermarlo. Conoscevo un incantesimo che mi avrebbe permesso di volare a grande velocità ma l’inconveniente era che, se anche avessi recuperato lo svantaggio sul demone, non sarei stata in grado di sferrare nessun altro incantesimo decente, dal momento che ne stavo già utilizzando uno. Peggio ancora, se si fosse accorto che gli ero alle calcagna avrebbe potuto sferrare un attacco aereo contro di me, e non avrei avuto alcuna possibilità di deviarlo o di contrattaccare.

Potevo attaccare il demone dalla riva, ma se avessi mancato anche di poco il mio bersaglio avrei rischiato di colpire il bambino al posto suo. E anche se fossi riuscita a colpire il demone, beh, probabilmente il bambino sarebbe caduto nel lago affogandovi. Questo significava…

"Linaaaa," piagnucolò Naga, "Il conto!"

"Dannazione, Naga!" gridai. "FINISCILA!"

"Hah! Bene!" Suppongo fosse necessario perdere la mia indifferenza per Naga perché capisse finalmente la situazione. Gettò i suoi lunghi capelli neri oltre la spalla con indifferenza. "Prima occupiamoci del problema attuale e DOPO parleremo del conto!" Appena finì di pronunciare queste parole, la sentii recitare un incantesimo. E non un incantesimo qualsiasi…

Un momento, era un incantesimo offensivo?
Voleva far saltare in aria il demone minore?! Inizialmente pensai di sferrare un bel calcio rapido sul suo plesso solare per impedirle di completare l’incantesimo, ma un’altra idea prese rapidamente forma nella mia mente e iniziai a castare uno dei miei incantesimi. Naga completò il suo per prima.

"Gaav Flare!" Un incantesimo offensivo estremamente adatto per infliggere ferite mortali a quasi tutti i mazoku. Naga tese la sua mano, e un lampo di luce rossa venne sparato dal suo palmo verso il cielo, puntando dritto verso il demone. Quasi nello stesso momento, finii di castare il mio incantesimo:

"Ray Wing!" Mi librai nell’aria e volai parallelamente alla luce rossa dell’incantesimo di Naga. Il mio piano era quello di aspettare che il suo incantesimo colpisse il demone minore, dopodiché acchiappare al volo il bambino mentre precipitava. L’unico problema era che, fino a quando l’incantesimo restava attivo, esso avrebbe generato una barriera difensiva attorno al castatore, il che significava che se il bambino si fosse avvicinato a sufficienza non avrei potuto salvarlo—L’avrei probabilmente spazzato via a causa della barriera che mi circondava. In questo caso, c’era un’unica cosa che potevo fare.

Non appena il Gaav Flare di Naga colpì alle spalle il demone vaporizzandolo all’istante, girai su me stessa per volare sotto il bambino che precipitava e allora…

Interruppi l’incantesimo. Tesi le mie braccia mentre il bambino precipitava a spirale verso il basso e lo raggiunsi, mentre entrambi piombavamo verso la superficie del lago. Il vento soffiava impetuoso nelle mie orecchie e la superficie del lago si profilava sempre più grande davanti a noi, e appena prima di piombare nelle sue gelide profondità finii di castare l’incantesimo che avevo iniziato a recitare subito dopo aver interrotto il Ray Wing.

"Levitation!"
gridai, e la nostra velocità diminuì rapidamente trasformandosi in una dolce discesa. Con il bambino ancora tra le mie braccia, mi raddrizzai mentre fluttuavamo dolcemente sempre più in basso, finché sembrò come se mi reggessi in piedi sulla superficie dell’acqua, sospesa a mezz’aria.

*******

"Ce l’hai fatta!"

"È stato incredibile, signora!"

Quando tornai a riva, fui accolta da una folla acclamante di spettatori. Mentre, non molto lontano, un altro genere di folla la pensava diversamente.

"Cosa ti è saltato in mente?! È stato un azzardo!"

"E se colpivi il mio bambino?!"

"Eeek?!"

Naga era stata messa alle strette da quelli che sembravano essere i genitori del bambino più una moltitudine di persone dall’aria ostile. Decisi di rimanere dove mi trovavo e crogiolarmi nella gratitudine degli spettatori per un po’.

"È stato un bello spettacolo, Lina Inverse."

Non appena la folla si fu diradata fui avvicinata da Wizer, che aveva un sorriso ironico stampato sul volto. Lo fissai silenziosamente per parecchio tempo prima di iniziare, infine, a parlare.

"Qualcosa mi dice che niente di tutto questo è servito a farti cambiare idea."

Ridacchiò. "Certo che no. Ma posso intuire il tuo scopo: provocare un piccolo incidente e risolverlo in maniera tale che io, l’ispettore, fossi presente, così da ottenere la mia fiducia e liberarti da ogni sospetto. Un altro trucco comune, ma gli occhi di un ispettore non possono essere ingannati!"

"Allora fatti dare un’occhiata alle cataratte!" scattai. "E se è per questo —" puntai il dito in direzione del lago — "se una persona NORMALE vede un demone minore volare in quel modo portando un bambino con sé, COMUNEMENTE penserebbe, ‘Oh, caspita, forse sta accadendo qualcosa laggiù!’"

"Un modo comune di pensare mal si adatta a un ispettore!"

"Solo perché il tuo modo di pensare non è normale non significa che sia giusto!" sbottai. "Cavolo, dà un’occhiata all’acqua! Hai provato a chiederti PERCHE’ c’è tutta quella nebbia in mezzo al lago anche se non c’è una nuvola in cielo e siamo nel bel mezzo del giorno?" chiesi. "Non credi che sia un tantino
strano? Perché investighi su di me e non su questo particolare?"

"Cerchi ancora di evitare la questione, non è così?" ridacchiò Wizer. "Suppongo tu abbia dato per scontato che saresti stata catturata, a un certo punto, e hai causato gli incidenti nei villaggi e nelle città intorno al lago al fine di avviare un’indagine inutile!"

Aspetta un attimo.

"Ehi…"

"Cosa c’è?"

"Questi… incidenti,"
dissi lentamente, "Mi stai dicendo che si sono verificati solo nelle città e nei villaggi che si affacciano sull’acqua…?"

"In effetti è così," disse Wizer. "E allora?"

Soppressi un gemito. Questa storia non mi piace
, pensai. "Tu… hai ispezionato il lago… non è vero?"

"Certo che no", disse con una risata di scherno. "Non sprecherei mai il mio tempo con una ricerca inutile."

Non appena Wizer pronunciò queste parole, emisi un profondo respiro che sembrava provenire dal punto più intimo del mio cuore. Praticamente il posto grida sospetto… e lui lo ignora…?

"Come puoi essere così incompetente?" mi lamentai.

"Come ti permetti?!"
gridò Wizer. "Ti informo che, di tutti gli ispettori stimati, io sono quello più perspicace e abile, secondo le mogli locali!"

Se lui era il più perspicace del gruppo… Rabbrividii immaginando come ragionasse il resto di loro. Ma questo era irrilevante. Di una cosa ero certa: finché Wizer trovava le sue prove immaginarie per qualsiasi crimine che non
avevo commesso, non sarei riuscita a levarmelo dai piedi tanto presto. Odiavo il pensiero di stare vicino a lui un solo minuto più del necessario, ma non c’era assolutamente niente che potessi fare.

"Bene," sospirai infine, rivolgendomi a Wizer.

"Ti sei finalmente decisa a confessare i tuoi crimini?"

"Non confesso un crimine che non ho commesso!" scattai. "Ma se ti provo che non sono io la colpevole qui, allora mi lascerai finalmente in pace?"

Wizer ridacchiò. "E come fai a trovare una prova che non esiste?"

"Stammi bene a sentire,"
dissi. "Tutto quello che devo fare è scoprire chi è il vero colpevole del rapimento di tutti quei bambini."

"Oh, sì," rise. "Sono sicuro che ti piacerebbe realizzare la tua grande fuga, scappando chissà dove alla vana ricerca di questo tuo ‘vero colpevole’ e sparire così all’improvviso, non è vero? Oh, no, non mi ingannerai così facilmente!"

"Oh, per l’amor del-! Se non puoi fidarti di me, allora sentiti libero di andartene per la tua strada!" gridai. "Se è una prova che vuoi, la troverò. Diamine, includerò perfino dei testimoni, mentre la cerco! Ad ogni modo, se trovo il vero responsabile di tutto questo, allora
ti riterrai soddisfatto?!"

"Cosa intendi con vero responsabile?" Emise una grassa risata. "Molto bene. Come vuoi, giocherò a questa tua farsa. Se non altro, sono certo che commetterai un passo falso e finirai per tradirti, prima o poi."

Roteai gli occhi. "Dovrai rimangiarti ogni parola quando tutto questo sarà finito, amico."
"Linaaa," si lamentò una voce accanto a me, "il conto…" Ma ignorai Naga (in realtà mi chiedevo per quanto tempo sarebbe rimasta aggrappata a una sciocchezza come quella?) mentre Wizer e io continuavamo a guardarci in cagnesco.

*******

Ora, per quanto riguarda l’indagine vera e propria… Onestamente, tutto fu abbastanza chiaro non appena quel lago comicamente
sospetto fu portato alla mia attenzione. Sapevo che, fino a quando avessi limitato le mie domande a questo, avremmo ottenuto tutte le risposte di cui avevamo bisogno. Questo non vuol dire che potevamo andarcene in giro a fare domande in ogni singola città e villaggio che costellano la campagna di questa zona, naturalmente; sarebbe stata una perdita di tempo, e volevo chiudere questa faccenda il prima possibile. Invece, avevo bisogno di restringere il mio campo di indagine a un insediamento che, pur affacciandosi sul lago, non era stato interessato da alcun rapimento. E c’era un solo posto con queste caratteristiche.

Il lago era ancora coperto dalla nebbia quando noi tre arrivammo in città, il che era proprio adatto.

Mantenni la mia linea di indagine semplice e diretta: Primo, avevo bisogno di sapere se ci fossero dei luoghi di interesse celati dalla nebbia sul lago, e Secondo, se delle navi fossero entrate o uscite da lì a intervalli regolari. Le risposte che ottenni furono… a dir poco interessanti.

Secondo la gente del paese c’era, infatti, una piccola isola al centro del lago, ed era da diversi mesi che la nebbia era diventata troppo fitta per permettere ai pescatori di allontanarsi abbastanza dalla riva per andare a pescare. Per quanto riguarda le navi, beh, nessuno aveva prestato sufficiente attenzione per notare qualcosa.

D’altra parte, i pescatori che vivevano sulla spiaggia non furono in grado di dirmi nulla; niente di niente in realtà.

"Qui c’è qualcosa che non quadra," dissi pensierosa mentre facevo mente locale insieme a Naga e Wizer attorno al tavolo del ristorante situato al primo piano della locanda dove ci trovavamo, poco lontano dalla riva del lago. "Lo stavano praticamente gridando."


Wizer rise e aggiunse sarcastico, "Oh, ne sono sicuro. Lasciare a un’opportunista la possibilità di distorcere una testimonianza per soddisfare i propri scopi."

"Come se tu fossi
nella posizione per parlare di persone che distorcono i fatti… " mormorai.

Naga si schiarì la voce. "Lina, potremmo tornare alla questione del conto? È necessario ricordarti che devi ancora risarcirmi…?"

Mi dispiace, per caso ho detto fare mente locale? Perché questo avrebbe implicato una qualche attività cerebrale, la quale era tristemente assente nella mia attuale compagine.

"In caso di dubbio," dissi lanciando un’occhiataccia a Naga per farla tacere riguardo quel dannato
conto, "non fa mai male ricorrere al buon vecchio gioco di gambe! Domani noleggiamo una barca e ci dirigiamo verso quell’isola in mezzo al lago per dare un’occhiata!"

"Una perdita di tempo," disse Wizer con tono di scherno. "Ma suppongo che non ci sia niente di male se acconsento. Sono un uomo di parola, dopotutto."

"Lina, sul serio," insistette Naga. "Il conto…?"

Sbattei le mani sul tavolo e urlai. "Per l’amor di tutto ciò che è buono e sacro
, Naga, non puoi darci un taglio?! Senti, quando capiremo chi c’è dietro tutto questo, ti regalerò una parte del suo bottino, okay? Così va meglio?"

"Davvero, Lina?" esclamò Naga. "Non ti impossesseresti del bottino tenendolo tutto per te mentre io non sto guardando, vero?"

"Certo che no."

Per tutto il tempo, Wizer rimase a guardare con evidente costernazione dipinta sul volto. "Signore," sospirò, "potreste gentilmente astenervi dal discutere dei vostri ignobili saccheggi di fronte a un ispettore?"

Oops. Era ora di cambiare argomento!

Mi schiarii la voce. "Bene, salperemo domattina al più presto, quindi andiamo a dormire e concediamoci un po’ di riposo."

*******

Ebbi il vago sospetto che qualcuno non fosse intenzionato a lasciare che ogni cosa andasse secondo i nostri piani. I fatti mi diedero ragione.

KA-BOOOOM!

Più tardi, quella notte, una delle stanze al terzo piano della locanda in cui ci trovavamo esplose in una furiosa palla di fuoco. La mia stanza. Dall’oscurità di un vicolo vicino alla locanda emersero due figure oscure, i cui occhi ardenti erano rivolti verso le macerie in fiamme di quella che una volta era la mia stanza.

Il primo ridacchiò cupamente. "Un’uccisione facile," disse.

"Non so chi sei o da dove vieni," disse il secondo, "ma prova a ficcare il naso in faccende che non ti riguardano e questo è quello che ti aspetta…"

"Oh, caspita ragazzi. Mi dispiace di non aver opposto maggiore resistenza."

Gli uomini gridarono per la sorpresa, facendo scattare all’unisono le loro teste in direzione della voce sopra di loro, per vedere la sagoma di una figura solitaria che galleggiava a mezz’aria, oscurata dalla luna crescente che si stagliava alta nel cielo notturno; la sagoma della sola e unica Lina Inverse!

"Ora, correggetemi se sbaglio," dissi, "ma secondo la mia esperienza, niente zittisce un manipolo di pescatori come una minaccia da parte di qualche grande organizzazione. Ho immaginato che, se non avessi fatto mistero del fatto che stavo cercando risposte, non avrei avuto alcuna difficoltà a ottenerle." Qui feci una pausa per dare maggiore enfasi, poi sorrisi. "Sono lieta di vedere che avevo ragione."

"Ma tu dovevi essere là dentro!" gridò scosso uno degli uomini. "Come facevi a sapere che avevamo intenzione di--?!"

"Facile. Mentre ero seduta con i miei compagni di viaggio, non ho potuto fare a meno di notare i due loschi figuri che origliavano dal tavolo accanto al nostro. Sospettavo che stessero pianificando qualcosa per stanotte, così ho finto di tornare nella mia stanza mentre sorvegliavo da quassù, a distanza di sicurezza." Feci una smorfia. "In tutta onestà, però, non mi aspettavo che l’avreste fatta saltare in aria con una Fireball."


Gli uomini imprecarono sottovoce e rapidamente iniziarono a borbottare incantesimi; nello stesso momento, interruppi il mio incantesimo di levitazione per atterrare su un tetto vicino, e iniziai a castare uno dei miei attacchi. Ma furono più veloci.

"Freeze Arrow!"

"Damu Brass!"

I due incantesimi d’attacco mi furono scagliati addosso dal manto di oscurità contemporaneamente, ma riuscii facilmente a schivare entrambi grazie alla posizione privilegiata che occupavo sul tetto. Questo non vuol dire che fossi in completo vantaggio, naturalmente. Dalla mia posizione non ero in grado di distinguere gli uomini chiaramente, e anche se fossi riuscita ad avvicinarmi sufficientemente a loro per vedere i loro volti, nel frattempo gli stavo solo offrendo maggiori possibilità di colpirmi con i loro incantesimi.

Quello che non
sapevano era che io conoscevo un incantesimo fatto apposta per situazioni come queste: il Van Rail. L’incantesimo agisce producendo una lingua di ghiaccio dal palmo della mano del castatore, la quale si propaga lungo il terreno e sopra o intorno agli ostacoli, congelando ogni cosa con cui entra in contatto. Se avessi usato quell’incantesimo per congelare gli uomini sul posto, avrei potuto saltare giù, riempirli di botte per ottenere le informazioni di cui avevo bisogno, e tutto sarebbe finito lì. E vissero felici e contenti, bla, bla, bla.

Finii di castare l’incantesimo e spinsi la mia mano giù contro il tetto quando—

"Ti stavo cercando, Lina Inverse!" urlò una voce nel mio orecchio.

"Nwwwhaaa?!" gridai prima di riuscire a fermarmi. Mi guardai intorno, e non chiedermi come faceva a sapere dove mi trovassi o come fosse arrivato lì senza che me accorgessi, ma a fissarmi dritto in faccia c’era l’ispettore imbranato per eccellenza – hai indovinato – Wizer.

"Co… Cosa stai facendo qui?!" sbottai.

"È sacrosanto diritto di un ispettore essere presente dove meno te lo aspetti!" dichiarò.

Certo che lo era. "Oh, ad ogni modo!" gridai, e puntai il mio dito giù verso il vicolo. "Quelli sono i tizi che prima hanno lanciato quella Fireball dentro la locanda!"

"Ancora con le tue evidenti bugie," mi schernì Wizer. "Credo, piuttosto, che tu abbia fatto saltare in aria la tua stessa stanza con una Fireball per far credere di essere stata uccisa da qualche estraneo misterioso, ma non puoi ingannare gli occhi di questo ispettore con i tuoi piccoli trucchi!"

Lanciai un muto grido di frustrazione. "Vuoi ASCOLTARMI, almeno?! Sto dicendo la verità! Se non mi credi guarda semplicemente laggiù—" Stavo ancora parlando quando mi arrestai di colpo, colpita da un’improvvisa consapevolezza. Gli incantesimi si erano fermati.

I due assassini erano scomparsi.

*******

"A quest’ora il caso poteva essere già chiuso se la scorsa notte non ti avessi avuto tra i piedi," borbottai. "E non saremmo costretti a uscire con una stupida barca a questa stupida ora del giorno."

"Hah. Ancora a difenderti con quella ridicola messa in scena, capisco."

"… Hmph…! A parte questo, come minimo pagherai
la colazione, non è così, Lina?"

La mattina seguente, di buon’ora e con il terreno ancora bagnato dalla rugiada, marciavamo lungo la riva del lago. Vorrei poter dire che avevamo deciso di fare una passeggiata mattutina, ma non era così; a quell’ora pazzesca, quando ogni abitante della città era ancora immerso in un sonno beato, eravamo in missione per trovare una barca da condurre fino all’isola al centro del lago.

"Sono ancora preoccupato riguardo la faccenda del noleggio della barca," disse Wizer mentre camminava accanto a me. "Se stamattina i pescatori locali non sono già usciti per andare a pescare, sicuramente stanno ancora dormendo. Date le circostanze, cosa diamine proponi di fare per noleggiare una delle loro barche?"

Chiusi i miei occhi e sospirai. "Fammi indovinare. Non ti sembra strano
il fatto che non andranno più a pescare, vero?"

Tirò su col naso. "Il fatto che tu creda questo mi offende. Infatti, ho la mia personale teoria sulla ragione: che Lina Inverse è la colpevole!"

… Ero certa che l’avrebbe detto.

"In ogni caso, dovremmo ottenere delle risposte più chiare una volta arrivati a quell’isola. Adesso, riguardo la barca…"Ammutolii mentre raggiungevamo una moltitudine di navi ancorate al molo e mi feci largo verso una barca a caso in mezzo ad esse. "Questa può andare bene, secondo voi?" chiesi mentre battevo la mia mano sul bordo.

"O… Ora aspetta un minuto!" gridò Wizer inorridito. "Stai dicendo che ne prenderemo una senza il permesso del proprietario?!"

"Sì," annuii come se non fosse un grosso problema.

Ma aveva senso. A quel punto era ovvio che qualcuno stava facendo pressione sulla gente del paese, il che rendeva abbastanza improbabile che qualcuno ci prestasse una barca se fossimo semplicemente andati da loro a chiederne una. Avevamo le mani legate.

"Ma… Ma questo è un furto!"

Sbuffai. "Certo che non lo è. Ce ne stiamo appropriando temporaneamente come ausilio in un’investigazione." Se leggevi fra le righe, potevi facilmente intuire il significato recondito delle mie parole: "Se qualcosa va storto, è tutto sulle tue spalle!
"Fortunatamente per me, Wizer non sembrava portato per l’arte del linguaggio ambiguo.

"M… Ma…"

"Senti, so che non è quello che farebbe un onesto cittadino, ma più a lungo portiamo avanti questa indagine maggiore è la probabilità che, nel frattempo, succeda qualcosa a quei bambini rapiti. Sei disposto a metterli ancora di più in pericolo?"

"C… Certo che no. Assolutamente…"Wizer espresse il suo consenso con la mano.

"Ottimo. Ora salpiamo!"

*******

Creak…
Splish…

Solo lo scricchiolio dei remi e il dolce sciabordio delle onde contro il fianco della barca rompeva il silenzio attorno a noi, mentre continuavamo il nostro viaggio dirigendoci sempre più verso il centro del lago. Ogni tanto si poteva distinguere il rumore provocato dai pesci che saltavano fuori dall’acqua per ripiombarvi dentro con un tonfo. Nel frattempo, il bianco puro della nebbia che ci circondava restava assolutamente impenetrabile.

Eravamo completamente tagliati fuori dal resto del mondo.

La barca di cui ci eravamo impossessati era mediocre, ad essere gentili. Fino a quando non fosse stata caricata con del pesce, suppongo che avrebbe potuto sopportare quattro persone; forse cinque, se eri disposto a fare amicizia con i tuoi compagni di viaggio. Al comando della barca c’era, ovviamente, l’ispettore Wizer; se in questa situazione era necessario far ricorso ai muscoli, immaginai fosse giusto lasciare questo compito al solo uomo del gruppo.

"Quanto è lontana quest’isola…?"

"Non lo so. La nebbia è troppo spessa per dirlo," risposi a Wizer mentre questi continuava a remare senza sosta. Nonostante guardassi tutt’intorno alla barca, le uniche cose che potevo distinguere intorno a noi erano l’incresparsi dell’acqua e il bianco della nebbia.

"Hmph! Ti avverto, Lina Inverse, se salta fuori che hai trascinato Naga del Serpente per tutta questa strada inutilmente, allora io—Aiieee?!" risuonò la voce di Naga mentre il suono di un tonfo nell’acqua ruppe il silenzio.

Mi voltai credendo di vedere Naga tentare di aggrapparsi al bordo della barca, ma tutto quello che vidi fu, invece, la superficie increspata del lago.

Roteai gli occhi. "Sapevo che il suo seno fuori misura era destinato a sbilanciarla di nuovo, prima o poi…"

KER-SPLASH!

Poco dopo aver pronunciato queste parole, il lago si divise improvvisamente, rivelando uno spettacolo che non avrei dimenticato tanto presto!


(Accusata ingiustamente: continua!)

Anteprima del prossimo capitolo

Cos’era lo strano spettacolo che ci siamo trovati davanti non appena il lago si è diviso?

Cosa ci attendeva sull’isola in mezzo al lago?

Riuscirò MAI a convincere Wizer a lasciar cadere le sue accuse contro di me?!

E, cosa ancora più importante, riuscirò a ricavare del denaro da questa avventura?!

Potreste ottenere tutte le risposte che state cercando nel prossimo capitolo— o d’altra parte, forse no! In entrambi i casi, restate con noi per Accusata ingiustamente: Parte 2!









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