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Accusata ingiustamente pt. 2

Traduzioni > Romanzi > Slayers Special # 9

Slayers Special: Accusata ingiustamente
Traduzione inglese di Rebmatsu
Traduzione italiana di Dynast Grausherra


Parte seconda


La storia finora


L’ultima volta che ci siamo lasciati, io, la vostra Lina Inverse, ero stata accusata ingiustamente dall’Insulso Ispettore Wizer Freion di aver perpetrato una serie di rapimenti che non ho mai commesso! Niente di quello che ho detto è servito a convincerlo della mia innocenza, così ho deciso di riscattare il mio nome conducendo una personale indagine su vasta scala per trovare il vero responsabile—e ho trascinato Wizer e Naga in questo viaggio. Ma a quanto pare, qualcuno ha ritenuto che mi stessi avvicinando troppo alla verità per potermi lasciare in circolazione, così ha inviato una coppia di assassini per togliermi di mezzo! E in seguito, mentre ci dirigevamo verso l’isola dove stava in agguato il vero colpevole, il lago si è diviso rivelando uno spettacolo che non avrei dimenticato tanto presto!



"HIIYAAAA-!
Glurble burble…"

"Cosa diavolo è quello?" gridò Wizer nello stesso momento in cui Naga emise un urlo agghiacciante misto a uno strano gorgoglio.

Il "quello" in questione era probabilmente
l’enorme tentacolo che emergeva dalla superficie dell’acqua. Non riuscii a stabilire se appartenesse a un calamaro o a un polipo, ma suppongo non fosse importante quanto il fatto che, avvolto strettamente fra le sue viscide appendici, c’era il corpo guizzante di Naga.

Fu allora che realizzai che non era caduta nel lago—era stata trascinata
dentro.

"È un kraken!"
disse Wizer con un filo di voce che era scioccata e sbalordita allo stesso tempo. Per la cronaca, un kraken è una sorta di mostro che somiglia a un incrocio tra un polipo e un calamaro, tipico delle grandi masse d’acqua—mari e grandi laghi, principalmente. Concesso, un gigantesco "Calampolpo" non sembra esattamente il genere di cosa che incute timore nei cuori dei marinai più impavidi, ma la caratteristica più terrificante di queste creature non risiede solo nella loro gigantesca mole; bensì l’enorme potenziale distruttivo che essa comporta. Inutile dirlo, avrebbe potuto facilmente allungare uno dei suoi tentacoli, sollevare la nostra barchettina da pesca fuori dall’acqua e fracassarla in un istante, e tutto quello che avremmo potuto fare sarebbe stato rotolare e resistere.

Il kraken oscillò il tentacolo nel quale era avvolto il corpo scalpitante di Naga e lo fece scattare in avanti con una sferzata, scagliandola attraverso l’aria—dritta verso di noi!
Cosa aveva intenzione di fare, affondarci con una palla di cannone inflazionata!?

"Che stai facendo?"
gridai. "Diem Wind!" lanciai l’incantesimo che trae potere dal vento facendo volare altrove Naga… beh, non dove ci trovavamo noi, questo è sicuro. E davvero, era l’unica cosa che mi preoccupava.

"EAAAAAAAGH…!"




Splash.

Il suono del suo corpo che impattava contro l’acqua era musica per le mie orecchie. Ridacchiai sottovoce, mentre un ghigno sinistro si dipinse sul mio volto. Riposa in pace, Naga.

"Co-cosa hai fatto?!
" Gridò Wizer, inorridito. "Non è questo il modo di trattare i tuoi compagni!"

"Chi, Naga? Starà bene" dissi congedandolo. "Sarei più preoccupato per noi, se fossi in te." Feci appena in tempo a pronunciare queste parole quando il peschereccio iniziò improvvisamente ad agitarsi. Il rumore dell’acqua che si divideva esplose nelle mie orecchie mentre un altro tentacolo emergeva dalla sua superficie increspata. Un altro boato, mentre un nuovo tentacolo emergeva. Quindi un altro. E un altro ancora. Quando le acque del lago si placarono la nostra barca era circondata da almeno dieci appendici, tutte erette nell’acqua come le sbarre di una gabbia carnosa. Poi, all’improvviso, conversero verso di noi tutte insieme!

I miei occhi scattarono rapidamente verso le appendici che avanzavano. Non potevo eliminarle una per una; semplicemente non c’era abbastanza tempo. E non conoscevo nemmeno incantesimi che potessero arrecare danni diretti al corpo principale del kraken, situato nelle profondità che si celavano sotto la superficie dell’acqua. Però avevo un’idea.

"Puntano proprio verso di noi!" esclamo Wizer con il panico che iniziava a crescere nella sua voce, e, lanciandogli uno sguardo con la coda dell’occhio, iniziai a recitare il mio incantesimo. Colpendo l’acqua con uno schiaffo
, spinsi il palmo della mia mano giù contro la superficie del lago.

"Sea Blast!"
gridai, e la superficie del lago eruttò, mentre onde ornate di cresta si sollevarono in risposta alle parole dell’incantesimo. Dal momento che l’incantesimo si limita a produrre il semplice effetto descritto, non potevo aspettarmi di arrecare qualche danno diretto al kraken sotto il lago; però potevo usarlo per aprire un varco. Ricordate, ragazzi! Gli incantesimi offensivi non servono solo per attaccare!

Con l’acqua che si agitava tutto intorno a noi, la nostra barca cavalcò facilmente le onde e superò la barriera costituita dai tentacoli, senza che questi fossero in grado di fermarci. Eravamo evasi! Beh, almeno per il momento. Al kraken sotto di noi la cosa non sarebbe piaciuta affatto. Sapevo che avrei dovuto affrontare il suo corpo principale, prima o poi, ma la domanda era: come?

Mentre questa domanda ronzava nella mia mente, sentii il rumore di uno scroscio d’acqua alle nostre spalle. Guardai per scoprire che i tentacoli del kraken si erano ripresi e stavano rapidamente guadagnando terreno.

"Arrivano di nuovo!" gridò Wizer sopra il fragore delle onde. "Fa’ qualcosa!" Non me lo feci ripetere due volte—avevo già recitato metà del mio incantesimo seguente.

"Levitation!"
Non appena castai l’incantesimo la nostra barca iniziò la sua ascesa nell’aria, portandoci con essa.

"Questa è pazzia!"

"Sta’ zitto e aggrappati a qualcosa se non vuoi cadere fuori bordo!" gridai in risposta all’accesso di panico di Wizer. Salivamo sempre più in alto nell’aria mentre i tentacoli si lanciavano al nostro inseguimento sfiorando appena il fondo della barca, finché un’ultima spinta ci spedì ancora più in alto, dove i tentacoli non potevano raggiungerci.

Wizer guardò prima in direzione dei tentacoli del kraken, quindi di nuovo verso di me con evidente sgomento stampato sul volto. "Stai scappando? Questo è il tuo piano?"

"Sì, beh, non siamo venuti qui per andare a caccia di kraken," risposi seccamente. "Siamo qui per indagare su quell’isola."

"Ma sicuramente… No." Wizer si interruppe, quindi incrociò i miei occhi con uno sguardo fisso e la mascella immobile. "Non puoi lasciarlo vagare libero come se niente fosse! Pensa al pericolo che costituisce per i pescatori di ritorno verso la riva! Dimmi, pur sapendo che potresti mettere a repentaglio la loro vita, te ne starai qui senza far niente?" chiese.

"Potresti sempre affrontarlo tu se vuoi, ispettore."

L’ispettore Wizer scattò in avanti e puntò il dito verso l’isola. "A tutta birra!" gridò.

Lo status quo per l’umanità, suppongo.

Roteai gli occhi. "Lieta di vedere che abbiamo messo in chiaro le cose. Ora discutiamo del—" Il rumore di uno scroscio d’acqua coprì quanto stavo per dire. Sporsi la testa oltre il fianco della barca per cercare la fonte del rumore. "Cosa diavolo
?" borbottai.

Sotto di noi, i tentacoli si stavano impennando velocemente verso la nostra direzione.

"Il kraken sta emergendo!" gridò Wizer. Aveva parzialmente ragione. Mentre i tentacoli salivano verso l’alto l’ombra scura alla loro base avanzò sotto la superficie dell’acqua, e con un grosso spruzzo balzò fuori dalle profondità del lago! Ci aspettavamo di vedere il kraken, ma al suo posto c’era una bestia completamente diversa.

GROAAAAR!


Il potente ruggito della bestia echeggiò per tutto il lago mentre un serpente marino emerse con forza dall’acqua. Attaccati al suo tronco c’erano un gran numero di tentacoli che si contorcevano—gli stessi che, fino a quel momento, ci avevano fatto passare le pene dell’Inferno—aveva anche un paio di ali che spuntavano dalla schiena. Inutile dirlo, qualcosa di bizzarro che non potrebbe esistere senza un piccolo aiuto esterno.

"Co-Cosa dia-!" farfugliò Wizer. Evidentemente lo shock lo aveva privato della sua solita eloquenza.

"È una chimera," risposi alla domanda che, chiaramente, non riuscì a formulare. "E sono pronta a scommettere che le persone che l’hanno creata si trovano sull’isola."

RAAAAAH!

Con un altro ruggito assordante la chimera indietreggiò, spiegò interamente le ali e iniziò a sbatterle con forza. Stava… quasi non credevo ai miei occhi. La cosa stava volando! Più guadagnava quota, più il mio stomaco sprofondava verso il basso. Puntava dritta verso di noi e sembrava che, dopotutto, non avessi altra scelta se non affrontarla. Lottai per riuscire a mantenere il controllo sull’incantesimo di levitazione e iniziai a recitarne un altro sottovoce.

"Dolf Zoke!"

Un getto d’acqua proruppe dal lago e assunse la forma di un’impareggiabile lama.
Non appena guadagnò velocità sul serpente in ascesa, si scagliò contro la bestia dividendola in due, il tutto in un batter d’occhio. Il colpo fu letale… Ma l’incantesimo non era il mio. Mentre ciò che rimaneva del corpo della chimera cadeva in acqua con un tonfo assordante, una inequivocabile, terribilmente familiare e penosamente irritante
risata risuonò sopra il rumore delle onde.

"Oooh-ho-ho-ho!
Nessuno alza le mani su Naga del Serpente Bianco e sopravvive per raccontarlo, specialmente non una stupida chimera! Riflettete su questo nell’aldilà!"

Guardai in direzione della voce e, come previsto, c’era Naga, le mani sui fianchi in atteggiamento fiero, in piedi… Aspetta un attimo. Sull’acqua?


"Naga, come diavolo
riesci a stare in piedi sull’acqua?" chiesi.

"Oooh-ho-ho!"
rise. "Buffo che tu lo chieda! Vedi, dopo che una certa persona mi ha spazzato via con un Diem Wind, ho incrociato per caso una medusa di passaggio, la quale mi ha salvata da una spiacevole e umidiccia fine."

Ora che me lo faceva notare, riuscii a distinguere a fatica una gigantesca massa semitrasparente ondeggiare dolcemente nell’acqua sotto i suoi piedi. Beh, che io sia dannata… Stava dicendo la verità.

Naga ridacchiò. "Un’ulteriore prova dei miei innati poteri di persuasione, suppongo," si vantò, con il petto gonfio d’orgoglio.

Dovetti
fermarmi e rifletterci sopra. Se poteva convincere una medusa di passaggio ad avvicinarsi e salvarla, allora di che razza di poteri di persuasione stavamo parlando…? Giunsi alla conclusione che Naga non era esattamente una persona comune, sotto diversi punti di vista, ma… beh, pazienza.

"Se lo dici tu," dissi con un sospiro rassegnato. "Ma quello scherzo della natura è la prova inequivocabile che su quell’isola c’è qualche misterioso affare in corso, e qualcuno vuole tenerci lontano per non farci scoprire di che si tratta." Puntai il dito in avanti e indicai la forma confusa a malapena visibile attraverso la nebbia sospesa. "Adesso andiamo a scoprire di che si tratta! Terra, ehi!"

*****

"Oh, sì. C’è senz’altro qualcosa qui…"

Stranamente, eravamo riusciti ad approdare sull’isola praticamente indisturbati, eccezion fatta per il precedente attacco della chimera. Basandomi sulle informazioni che avevo raccolto su quel posto, credevo che ci saremmo trovati davanti a un insignificante quadrato di terra, quindi puoi immaginare la mia sorpresa quando sbarcammo e constatammo che era più grande della maggior parte dei villaggi che avevamo visitato fino a quel momento. Il luogo in cui approdammo ospitava sia un pontile che un considerevole numero di barche.

"Qualcosa, di sicuro
," disse Wizer lentamente, guardandomi con occhi dubbiosi, "Ma queste barche non potrebbero appartenere ai pescatori tornati sulla riva?"

Sospirai profondamente. Da dove posso cominciare?
"Tutti in città hanno detto che i pescatori non sono stati qui per mesi. Ciononostante, sembra che queste siano appena state usate, e, ehi! Eccone una buona! Non sono nemmeno barche da pesca!"

"In effetti…" mormorò Wizer mentre esaminava le barche ormeggiate al molo. "In effetti," ripeté, "tra la chimera e queste barche… devo dire che sei molto meticolosa riguardo le tue tattiche diversive, Lina Inverse."

"Per l’amor del cielo!" gridai. "Hai intenzione di distorcere tutto
questo per farlo sembrare un mio piano?!"

"Naturalmente! Come ho asserito fin dall’inizio, il grande intuito e l’esperienza lavorativa del sottoscritto hanno chiaramente stabilito che tu, Lina Inverse, sei la responsabile di tutto questo!"

"Il tuo intuito è pari a quello di un martello arrugginito! O di un…" mi interruppi. Sai, ero stufa di battibeccare con lui. "Oh, vabbè," sospirai. "Se non mi hai creduto prima, dubito che inizierai a farlo ora. Tuttavia sarà un vero piacere
sentire cosa avrai da dire in proposito una volta che avremo messo a soqquadro quest’isola."

Sbuffò. "E io non vedo l’ora di ascoltare le scuse che senza dubbio porgerai quando la nostra ricerca si concluderà in un nulla di fatto."

"Oh, vedremo chi riderà quando tutto questo sarà finito! E quando avremo il colpevole dietro le sbarre, voglio vederti strisciare carponi implorando il mio perdono!"

Naga si schiarì la voce. "Ancora più importante, Lina, mi aspetto una fetta extra del tesoro che troveremo, come risarcimento per quel brutto tiro che mi hai giocato sul lago."

Continuammo tutti e tre a litigare senza sosta mentre ci dirigevamo verso il centro dell’isola. Francamente non avevo la minima idea su dove potesse trovarsi il covo dei criminali, ma dal momento che non si preoccuparono affatto di condurci lontano dalle barche o dal pontile, ebbi il vago sospetto che avessero già qualcos’altro pronto ad accoglierci lungo la strada. Certo, questo significava guai, ma almeno non avremmo dovuto vagare per l’intera isola cercando di trovare il posto.

"Va bene, va bene! Torniamo in tema," dissi infine. "L’entrata del loro nascondiglio deve essere qui intorno da qualche parte. So che la nebbia non renderà le cose facili, ma tenete gli occhi ben aperti per qualsiasi cosa—" Le parole mi si bloccarono in gola. Qualcosa è stato qui, benissimo. Ed era assetato di sangue. Potevo percepirlo. Guardai nei dintorni ed emisi un rantolo nel vedere diversi punti rossi luminosi emergere dalla nebbia. Era--?

ROOOOAR!

Non appena il tremendo urlo raggiunse le mie orecchie, i punti rossi scattarono in avanti e iniziarono a sfrecciare dritti verso di noi! Balzai lateralmente senza un attimo di esitazione, proprio al momento giusto. La peluria dietro il mio collo si rizzò non appena vidi un gruppo di Flare Arrows sfrecciare con un fischio acuto nel punto in cui ci trovavamo un attimo prima. Appena un po’ più lenta e non me la sarei cavata solo con un capello bruciacchiato.

"YEEEEK?!"

…D’accordo, uno di noi non fu così fortunato. Oh, beh, non era un mio problema!
Misi da parte quel piccolo pensiero insignificante e iniziai a recitare il mio contro incantesimo.

"Cosa vi porta qui?"
chiese la voce incorporea di un uomo dal punto di provenienza delle frecce infuocate.

"Oh, credo che tu sappia per quale motivo siamo qui," dissi. "Niente dice ‘coscienza sporca’ come mandare una coppia di assassini a uccidermi nel sonno o mettere nel lago quel cane da guardia che chiami chimera per tenerci lontani da qui."

La voce rimase in silenzio per un momento, prima di ricominciare a parlare. "Mi sembra giusto… Ma a te che importa di quello che facciamo qui?"


"Siamo venuti a prendere i bambini che hai rapito, naturalmente!" sentenziò Wizer in direzione della voce, prima che avessi l’opportunità di aprire bocca. Beh, che io sia dannata. Sembrava che stesse finalmente iniziando a ragionare. "Anche se fai parte della banda di Lina Inverse!"

Come non detto, ipotesi bocciata.

"Non so di cosa stai parlando… Ma adesso che siete qui, temo di non potervi lasciare andare."
Alle parole della voce, lentamente una figura solitaria emerse dal manto bianco attorno a noi. Era un demone minore. Mi venne in mente che, probabilmente, le frecce erano state scagliate proprio da quella cosa, ma perché l’uomo ne stava mandando soltanto uno? A che gioco stava giocando, quel tizio? Voglio dire, certo, un demone minore costituirebbe una minaccia per qualunque spadaccino o stregone, ma per una spadaccina esperta e maga dotata come la sola e unica Lina Inverse, esso rappresentava un avversario ridicolmente debole.

"Solo uno?" lo schernii. "Sei sicuro che sia sufficiente per occuparti di me?"

La voce ridacchiò. "Sono certo che non rappresenti una minaccia per te,"
convenne, in maniera abbastanza sconvolgente. "Cioè, se fosse un comune demone minore…"

Roteai gli occhi. "Bluffare non ti sarà di alcun aiuto," dissi. "Da quaggiù sembra un comune demone minore."

"Oh, sicuramente lo sembra… In termini di capacità è identico."

"Stiamo arrivando a un punto, qui?"

"Il punto è che la sua stessa esistenza è ciò che lo contraddistingue. Un demone minore ordinario verrebbe evocato da un altro piano astrale tramite incantesimo, ma questo… questo è il prodotto della mia minuziosa ricerca. È stato creato usando come base qualcosa di diverso… Perché credi che stessimo rapendo quei bambini, altrimenti…?"

"…Cosa?"

"Voi, farabutti senza cuore!" gridò Wizer nello stesso momento. "Come avete potuto fare una cosa del genere?!"

Ma la voce si limitò a continuare. "Infatti… Usando bambini che non avessero ancora sviluppato la piena coscienza di sé come base sulla quale poter costruire, siamo stati in grado di trasformarli in demoni minori. Questo è il fondamento della ricerca che abbiamo condotto qui, e il risultato è in piedi proprio davanti a te."

"Ne ho visto di bluff traballanti, nella mia vita, ma questo li batte tutti" dissi con una smorfia. Il tizio stava senza dubbio mentendo.

"…Cosa te lo fa pensare?"

"Non hai bisogno
di crearli, tanto per dirne una. Se per rapire i bambini ti sei servito direttamente dei demoni minori, e lo hai fatto, allora questo mi suggerisce che tu o i tuoi amici sapete utilizzare gli incantesimi per l’invocazione dei demoni. Questo significa che la ricerca di cui stai parlando non sarebbe valsa il tempo e il denaro necessari non solo per il rapimento di un bambino ma per condurre la ricerca stessa, prima di tutto."

"I demoni non obbediscono a nessuno eccetto lo stregone che li ha invocati," rispose immediatamente la voce, completamente impassibile. "In definitiva sono utili come lo sono gli attrezzi per un artigiano . Tuttavia, cosa diresti se certe condizioni fossero state soddisfatte per creare un demone che obbedisce a qualsiasi comando tu gli dia? Non potrebbe un gruppo di tali creature essere impiegato come forza combattente finale? Quello che stiamo facendo qui è creare armi da guerra a partire dai demoni. In parole povere, i più efficiente mezzi di creazione per dette armi sembrano essere i bambini umani. Chiamalo bluff se vuoi, ma tutto quello che ti troverai davanti quando ucciderai quel demone sarà il corpo di un bambino morto."

Digrignai i denti, e accanto a me potevo sentire Wizer fare lo stesso. Beh, almeno eravamo d’accordo su qualcosa.

"Se ora abbiamo finito di parlare,"
continuò la voce con un tono quasi annoiato, "penso che per voi sia giunta l’ora di morire. Uccideteli!"

Il demone rispose con un ruggito e scagliò una nuova ondata di Flare Arrows. Wizer e io saltammo per evitare il nugolo di frecce in arrivo, ma ogni volta che riuscivamo a schivare una raffica di fuoco un’altra seguiva immediatamente, dato che il demone ci attaccava incessantemente.

Ci aveva messo con le spalle al muro. In normali circostanze avrei potuto annientare tre di quei demoni alla volta, ma se c’era del vero in tutto quello che la voce incorporea sosteneva, quel demone poteva essere un ragazzino o una ragazzina spaventati. Io non sono esattamente quello che tu definiresti un modello di moralità, ma non sarei più riuscita a dormire la notte con il sangue di un bambino sulle mie mani.

"Qual è il problema?"
ridacchiò la voce mentre lottavamo per avere la meglio sull’incessante pioggia di fuoco. "Non andrete da nessuna parte con tutto quel correre! Ma, naturalmente, non sareste in grado di sconfiggere quel demone in ogni caso!"

Sentii una debole risata. "Oh, ne sei proprio sicuro?" disse l’ultima voce che persino io, date le circostanze, volevo sentire. Prima che Wizer o io potessimo dire qualcosa per fermarla—

"Dynast Breath!"
In un batter d’occhio e con uno scricchiolio che fece torcere il mio stomaco, il corpo del demone fu congelato in un blocco di ghiaccio. In seguito… si frantumò in un milione di pezzi, e una pioggia di polvere bianca ricadde al suolo.

Mi sentii venir meno.

"Che cosa hai fatto?!"
gridò Wizer con voce piena di rabbia.

Naga è Naga, fu impossibile dire se avesse sentito o meno uno di noi. Portò la sua mano alla bocca e iniziò a ridere in maniera esasperante. "Oooh-ho-ho-ho!
Ecco! Ho sconfitto il vostro demone per voi! Persone più in gamba di te hanno provato a sfidare Naga del Serpente Bianco fallendo miseramente! Riprova fra dieci anni!"

"Qu… Questo è impossibile! Come facevi a sapere che stavo mentendo?"
gridò la voce in… Aspetta… Mentendo?!

"Alt, alt, alt!" gridai. "Vuoi dire che era
tutto un bluff?!"

La voce emise uno strozzato e irritato ringhio, e quella fu l’ultima cosa che disse.

"Oooh-ho-ho-ho!"
rise Naga. "Deve essersi reso conto della follia dei suoi mezzi ed è scappato per la vergogna!"

Wizer mugugnò un suono di apprezzamento. "A dire la verità, fino ad ora ti avevo considerata un peso inutile, ma dopo aver visto con quanta rapidità sei riuscita a svelare il suo bluff, devo dire che mi hai costretto a rivalutare la mia opinione su di te!"

All’elogio di Wizer, Naga gonfiò il petto ancora di più. "Oh ho-ho-ho!"
rise un po’ più a lungo, quindi si affievolì." …Di quale bluff stai parlando?"

Wizer e io ammutolimmo .

"La storia sui bambini rapiti impiegati per creare i demoni…" Spiegò lentamente Wizer. Naga avvicinò le sopracciglia confusa.

Aspetta un attimo. Non dirmi…

"Solo per sapere, Naga, ma quando quel demone prima ci ha attaccati e tu hai sferrato il colpo, intendevi… eliminarlo
, per caso?"

Lei ridacchiò sommessamente. "Beh, sì. Quando sono arrivata stavate correndo in cerchio come se la vostra vita dipendesse da questo. Ho sentito qualcuno dire ‘Non puoi sconfiggere questo demone,’ o qualche assurdità del genere, così ho deciso di occuparmi della faccenda personalmente."

"Ecco, questo è quello che chiamano ‘un colpo di fortuna,’" riflettei.

"Perlomeno era solo un bluff," aggiunse Wizer con un sospiro rassegnato.

"In ogni caso," dissi, dopo che tutti noi ci prendemmo un momento per renderci conto della nostra fortuna sfacciata, "almeno adesso sappiamo che la loro base operativa è da qualche parte nelle vicinanze, e questo significa che, probabilmente, lo sono anche i bambini. So che il tizio stava bluffando riguardo ai demoni, ma sono pronta a scommettere che non stava mentendo quando ci ha detto a cosa stessero realmente puntando. Ora diamoci una mossa e salviamo quei bambini, prima che li trasformino in cavie da laboratorio!"

*****


KA-BOOM!

I frammenti di quella che, fino a poco prima, era stata
la porta del covo nemico esplosero intorno a me, non appena la feci saltare in aria con un incantesimo ben piazzato. Il mediocre camuffamento che avrebbe dovuto tenerla nascosta fu del tutto inutile. Guardai in basso e vidi una scalinata che conduceva sottoterra, insieme a un lungo corridoio bianco rischiarato da brillante muschio, che rivestiva le sue pareti fino in fondo. In giro non c’era anima viva.

"La via è libera. Andiamo!" Chiamai Naga e Wizer da sopra la spalla, mentre scendevo rapidamente le scale.

Mentre correvo a perdifiato lungo il corridoio, c’era un assillante pensiero che non abbandonava la mia mente. Normalmente ti aspetteresti che nascondigli come quello siano dotati di ogni sorta di trappola—frecce che volano fuori dai muri, botole che si aprono attraverso il pavimento, quel genere di cose, giusto? Eppure, per qualche ragione, quel posto non sembrava avere niente di tutto questo. Forse i proprietari non avevano interesse a predisporlo in quel modo, oppure non presero mai in considerazione la possibilità che qualcuno potesse riuscire a spingersi così lontano, tanto per cominciare, non lo sapevo. D’altronde, se in quel paese Wizer rappresentava lo status quo per gli ispettori, non riuscivo a immaginare che qualcuno dei criminali locali potesse sentirsi minacciato al punto da fare pensieri tanto lungimiranti. Non che li biasimi…


Proseguimmo silenziosamente lungo il corridoio per diversi minuti, finché una voce familiare ci fece arrestare di colpo.

"In qualche modo sapevo che voi testardi avreste trovato la strada fin qui"
disse, apparentemente dal nulla, la stessa voce incorporea che ci aveva parlato dalla nebbia.

"Dove sei? Fatti vedere!" intimò Wizer mentre strillavamo verso un punto al centro del corridoio.

"Calmati" dissi. "Probabilmente sta usando qualche sorta di megafono."

"Ottima deduzione"
disse la voce. "Ma dal momento che siete riusciti ad arrivare fin qui, non mi lasciate altra scelta se non quella di opporre resistenza personalmente."

"Davvero? Questo sì
che è essere ragionevoli" dissi.

"Basta con i trucchi"
disse la voce. "Sistemiamo questa faccenda qui e adesso. Io e i miei contro te e i tuoi. Prosegui dritta lungo questo corridoio e prendi la prima porta di pietra alla tua destra. Lì regoleremo i conti. Ti aspetto."

"Mi sembra una buona idea. Vado."

"Potrebbe essere una trappola" avvertì Wizer. "Anzi, credo proprio che lo sia."

"Oh, lo so
che lo è," risposi con un ghigno. "Ed è per questo che andremo."

Wizer si limitò a guardarmi con le sopracciglia aggrottate. "Ma è assurdo…"

"Oooh-ho-ho-ho!
Complimenti, Lina! Hai finalmente imparato il significato di ‘estetica!’" Naga spiegò il suo mantello con un gesto plateale e assunse una posa drammatica. "Irrompere nella fortezza del tuo nemico pur sapendo che una trappola ti attende dall’altra parte! Reclamare la vittoria sfidando ogni probabilità! Questo è il modo di… Oh, Lina! Non lasciarmi indietro!" chiamò Naga alle mie spalle mentre me ne andavo senza di lei. Cosa, pensavi che me ne sarei rimasta seduta ad ascoltare i suoi stupidi discorsi quando avrei potuto chiudere quella faccenda? Wizer e Naga affrettarono il passo per raggiungermi, e in breve tempo il nostro allegro, piccolo gruppo si imbatté per caso nella porta che la voce ci aveva indicato poco prima.

"Aspetta! Non vorrai sul serio andare fino in fondo?" Domandò Wizer. Caspita. Il ragazzo non sa proprio cogliere un’allusione, non è così?
Ignorai le sue proteste e mi concentrai per castare un incantesimo.

"Vu Vraimer."
Come previsto, un debole brontolio si levò dalle mura di pietra del corridoio, le quali cominciarono a ruotare e a curvarsi in risposta al mio incantesimo, dando origine a un unico, grande golem, ampio abbastanza da occupare quasi interamente il corridoio. Lo piazzai di fronte all’ingresso e spinsi la porta aprendola da un lato. Immediatamente—

VWOOOSH!

Innumerevoli – un centinaio, forse di più—Flare Arrows vennero sparate dall’interno della stanza ed esplosero contro il corpo del golem!

Avevano cercato di tenderci un’imboscata! Mantenni la mia posizione fino a quando non ci fu una temporanea pausa nel bombardamento, quindi cacciai rapidamente la testa dietro l’angolo per dare un’occhiata in giro. All’interno c’era un’enorme stanza che dava l’impressione di essere stata un magazzino, un tempo, e piazzati proprio al centro c’erano una decina di stregoni e altrettante di quelle deformi creature chimera pronte ai loro ordini. Quindi il piano prevedeva di concentrare l’artiglieria pesante in quel luogo e attirarci lì per poi toglierci di mezzo senza il minimo sforzo. Un piano davvero ben
congegnato. Notai che la soglia sulla quale mi trovavo rappresentava l’unica via di accesso o di uscita della stanza.

Non appena fui soddisfatta della mia rapida ricognizione, chiusi prontamente la porta e mi rivolsi al golem. "Siediti appoggiando la schiena contro la porta e non fare uscire anima viva per nessun motivo" ordinai. Solo un’altra delle mie tecniche preferite: fingere di accettare una sfida, quindi usarla come pretesto per dare la caccia ai pezzi grossi e imprigionarli!

"Oh, andiamo!"
gridò una voce familiare attraverso un tubo invisibile nascosto chissà dove. "Credevo avessimo concordato di sistemare questa faccenda!"

"’Noi chi?’ Ho detto che sarei andata, e così è stato. Ma se parliamo di persone che non mantengono la parola, qui, ho notato che tu là non c’eri. Che mi dici di questo, eh? Soddisfatto di lasciare il lavoro sporco ai tuoi lacchè mentre tu fai il moralista e guardi da lontano?"

"C-Cosa ti fa pensare che io non fossi laggiù?!"
farfugliò la voce.

"Semplice. Non c’erano demoni." La voce non disse nulla, così continuai. "Vedi, se mettiamo insieme tutti i pezzi, ormai è ovvio che quello che ha invocato e che controllava il demone durante la nostra precedente visita eri tu. Ora, se ti fossi trovato in quella
stanza, credo che la tua principale preoccupazione sarebbe stata quella di rafforzare il tuo potere offensivo, così avresti invocato almeno uno, se non due demoni per volgere le probabilità a tuo favore. Ma dal momento che lì non ce n’era nemmeno uno, direi che è abbastanza evidente che non c’eri nemmeno tu. Oh, e a proposito? Aggiunto al fatto che volevi ucciderci proprio qui, beh, non ci vuole un genio per capire che ti trovi da qualche parte lungo questo corridoio. Quindi mettiti comodo e preparati, perché sto venendo a prenderti! " Mi girai verso i miei compagni sfoderando un ampio sorriso. "Bussiamo a qualche porta, squadra!"

"Sicuro!"

"Lina, aspetta! Che mi dici del tesoro?!"

"Chiederemo del tesoro non appena lo avremo scovato!"

Naga emise una grassa risata. "Prima è, meglio è, allora!"

Lasciammo il golem dove si era seduto e corremmo lungo il corridoio. Partendo da un lato, iniziammo a sfondare, in successione, ogni porta in cui ci imbattevamo. Se dentro non c’era niente passavamo alla porta successiva e così via. Proprio mentre aprivo la porta dell’ultima stanza—

VRRRN!

"Whoa?!"
Gridai involontariamente non appena un nugolo di Flare Arrows sfrecciò a un soffio dal mio naso, abbastanza vicino da poter sentire il calore. Solo mezzo passo in più e avrei ricevuto un colpo diretto proprio su un lato della mia faccia… Rabbrividii. Ebbi appena il tempo di prendere in considerazione un’esistenza priva di uno dei miei beni più preziosi, quando una voce gridò. Ma stavolta non stava parlando attraverso un sistema di tubazioni.

"Non muovetevi!"

Scrutai in giro per la stanza e subito scorsi, sul lato, una pesante porta di ferro. In piedi di fronte ad essa c’era uno stregone allampanato, e insieme a lui c’era la sagoma immobile di un demone minore.

"Aah, finalmente ci troviamo faccia a faccia, amico."

"Non muovetevi
, ho detto!" disse lo stregone con una voce acutissima. Il suo volto era cinereo e i suoi occhi erano pieni di terrore mentre, con un gesto convulso, spingeva la sua mano contro la porta di ferro alle sue spalle, armeggiando con qualche tipo di leva installata lateralmente. "I bambini che state cercando si trovano proprio dietro questa porta! Avete la minima idea di quello che succederà se tiro questa leva? Allora?!"

"Ragna Blast."

SHOOO-KOOM!

Aspettai che lo stregone finisse la sua tiritera, quindi castai il mio attacco rispedendo il demone minore nell’oscurità da cui proveniva. "Te lo dico
io cosa succederà una volta che avrai tirato quella leva: un bel niente. È solo un altro dei tuoi stupidi bluff."

"Cos… Ma…" farfugliò lo stregone. Evidentemente non si aspettava che lo capissi così facilmente.

"Vediamo, secondo il tuo punto di vista quei bambini sono essenziali per la vostra ricerca. Dal momento che non hai dotato questo posto di una sola, singola trappola—prova lampante, questa, che non hai mai nemmeno lontanamente considerato
la possibilità che qualcuno penetrasse qui—ciò può solo voler dire che non ti sogneresti mai di riempire la stanza dove tieni prigionieri i bambini con delle stravaganti trappole."

Lo stregone mi osservò silenziosamente per diversi istanti. Capii che mi stava studiando con calma. "Suppongo questo significhi che," disse semplicemente. "Hai vinto." Ovviamente lo avevo proverbialmente messo con le spalle al muro, ma, stranamente, non sembrava più così terrorizzato. Anzi, sembrava quasi… sollevato. Era stato qualcosa che avevo detto? "Ma ricordati questo" aggiunse. "Sentirai ancora parlare di noi."

"Oh, io non credo proprio." Wizer irruppe nella stanza con tutto l’impeto di cui era capace, oltrepassandomi per piazzarsi di fronte all’uomo e alla sua porta di ferro. "Io, l’ispettore Wizer Freion, sono stato testimone dei tuoi crimini, che la qui presente maga viaggiatrice Lina Inverse sicuramente confermerà, oltre ad aver sentito la tua ammissione di colpevolezza."

"Cosa?!" Lo stregone strabuzzò gli occhi. "I-Ispettore?! Ma questo è impossibile! Nessun ispettore verrebbe qui!"

…Cosa te lo fa pensare?

"Impossibile o no, eccomi qui. Raduna tutte le bugie che riesci a inventare e, per favore, sentiti libero di arricchire la tua storia inserendoci i tuoi complici. Ora che la tua riprovevole attività è stata scoperta, nessun aiuto verrà mai a salvarti. Questo te lo garantisco."

…Aspetta, cosa?

All’accusa di Wizer il volto del mago si fece diafano, mentre questi si accasciò al suolo in preda alla disperazione.

--Così, alla fine, sventammo il complotto dei cattivi e i bambini furono presi in custodia.

E il tesoro? Beh… non c’era
mai stato.

*****

"Beh, mi avevi ingannato" dissi a Wizer diversi giorni dopo la risoluzione del caso, mentre sedevamo insieme in un angolo angusto del ristorante nel quale era venuto a trovarci.

"Hm? Temo di non capire cosa intendi" commentò innocentemente Wizer mentre sorseggiava una fragrante tazza di tè, felice, come sempre, di comportarsi da citrullo.

"Dietro questo caso c’era lo stesso Regno di Ruvinagald, non è così?" chiesi irriverentemente. Wizer si arrestò con la tazza vicino alle labbra, mentre Naga sembrava trattenere il respiro. "Beh, il regno o qualcuno di alto rango al suo interno" aggiunsi. "Ma a giudicare dal modo in cui i pescatori stavano sulle spine, deve trattarsi di qualcuno di grande importanza. Voglio dire, se facciamo caso a tutta la pantomima de ‘l’ispettore incompetente’, senza tralasciare la tua abilità nel farlo, e aggiungiamo il modo in cui lo stregone ha affermato che ‘era impossibile
’ che un ispettore potesse trovarsi lì… suona strano, non è vero? Non dici che ‘è impossibile’, se non hai dei fatti a sostegno della tua tesi. Ciò mi ha suggerito che, chiunque fosse dietro all’operazione, uomo, donna o organizzazione, doveva anche avere forti legami con l’Unità Investigativa Speciale del regno."

"Aspetta, Lina. Se, e sottolineo se
, dietro a tutto questo c’era il paese stesso, allora perché mai avrebbero dovuto fare una cosa tanto stupida come quella di dare i propri figli in pasto a quei demoni?"

"Pensaci su, Naga. Non possiedono nessuna area commerciale, e non c’è niente che attiri i turisti. Questo significa nessuna fonte di reddito estero. L’unica risorsa naturale da barattare è rappresentata dal cedro di Ruvina per la costruzione di imbarcazioni, che
, oltre a non essere particolarmente redditizia, non è nemmeno inesauribile. Se non riescono a trovare una diversa fonte di profitto, e in fretta, allora il paese di Ruvinagald ha un biglietto di sola andata per la bancarotta.

"La mia opinione è che la soluzione alla quale sono giunti risieda nella produzione artificiale di demoni controllabili pressoché da chiunque. Ora, se volevano venderli agli altri paesi come merce, utilizzarli all’interno dei propri confini o impiegarli come strumenti da guerra, questo non lo so.

"Certo, potevano
usare i bambini provenienti dagli altri paesi, ma così facendo avrebbero rischiato di attirare l’attenzione delle autorità locali, e non sarebbero stati in grado di eludere le indagini per sempre. Alla fine il tutto sarebbe degenerato in un conflitto internazionale. Al contrario, era nel loro migliore interesse sottrarre bambini appartenenti al popolo comune, in quanto il tutto sarebbe stato più facile da insabbiare, e anche se l’unità investigativa avesse avviato un’inchiesta, non avrebbero potuto fare molto una volta che il paese avesse iniziato a fare pressione su di loro per sospendere e desistere. Vado bene, fin qui, ispettore?"

"Hm?" Wizer distolse gli occhi con fare innocente.

"L’hai detto tu stesso. ‘Nessun aiuto verrà mai a salvarti.’ Insomma sapevi, o perlomeno sospettavi, che stesse ricevendo finanziamenti a livello nazionale, il che significava che se volevi continuare le indagini avresti molto probabilmente dovuto affrontare la forte opposizione di personaggi estremamente
influenti. E quando hai saputo che mi ero fermata nel paese, ti sei aggrappato al più piccolo pretesto che potessi trovare accusandomi di star perpetrando il reato io stessa. In questo modo, le alte sfere avrebbero liquidato il tutto come una ricerca inutile, e tu saresti stato libero dal timore che potessero sospettare qualcosa. Anzi, questo avrebbe generato una situazione in cui io ero quella che svolgeva le indagini, mentre tu ti saresti limitato a venirmi dietro. La ragione per la quale mi hai ostacolato quando, alla locanda, avevo messo quegli assassini con le spalle al muro, era perché non volevi che mettessi a repentaglio l’operazione e mangiassi la foglia a causa di un paio di assassini tirapiedi. Guardandola in questo modo, molte altre cose cominciano ad avere un senso. Quindi, in sostanza, hai finto di essere un idiota incompetente quando, in realtà, mi hai manovrato come un burattino. Suppongo che tutta quella storia sul fatto che tu fossi il più acuto ispettore in circolazione non sia del tutto una bugia, non è così?"

"A… Aspetta, Lina" disse Naga lentamente. "Non vorrai dire che noi…?"

Alzai semplicemente le spalle. "Proprio così" dissi. "Abbiamo lavorato gratis. Ho indovinato, Mr. Wizer?"

"Hm. Beh, temo ancora di non sapere di cosa tu stia parlando" ma riuscii a scorgere il fugace scintillio di un sorriso nei suoi occhi. Non potei fare a meno di sogghignare.

"Oh, d’accordo. Se sei così determinato a comportarti da citrullo, fai pure. Ma sai che ti dico: paga il nostro conto, e noi ci riterremo ripagate per averti aiutato con la tua indagine. Affare fatto?"

"Oh," disse Wizer, "se è tutto quello che volete, allora certamente…" Al consenso di Wizer, Naga e io ci guardammo l’un l’altra scambiandoci un ampio sorriso.

Inutile dirlo, tra me e Naga, mangiammo e bevemmo fino a quando Wizer, infine, balzò in piedi dal suo posto con le lacrime agli occhi, implorandoci di fermarci.

*****

Oh, giusto. Suppongo che dovrei menzionare il fatto che qualche tempo dopo, nel corso di una disputa con un altro paese, l’intero caso di Ruvinagald venne portato alla luce e la famiglia reale fu detronizzata, cosicché, perlomeno, finì bene.

…Sebbene io, da tutto questo, non ci abbia ricavato un solo, misero centesimo…

(Wrongfully Accused: The End)

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