The Slayers Again Site - UNREGISTERED VERSION

Vai ai contenuti

Menu principale:

Ciò che riesce a vedere oltre la punta della sua spada

Traduzioni > Slayers Gaiden

Ciò che riesce a vedere oltre la punta della sua spada
(scritto da Hajime Kanzaka / tradotto in inglese da QP/Diana /tradotto in italiano da LetyJR)


Questa storia fu pubblicata sul magazine Fantasia Battle Royal (l’allegato extra di Ottobre al mensile Dragon Magazine), che venne pubblicato il 18 Settembre 2000 in Giappone.

Questo non è un riassunto, è l’intera traduzione della storia. Quando lessi per la prima volta questa storia in Giapponese, capii che si trattava della storia di Gourry, ma anche della storia di un altro personaggio. Quando lo riassunsi, pochi riuscirono a capirne il segreto. Quindi rinunciai a riassumere la storia e decisi invece di tradurla. Spero possiate leggerla e comprenderla (QP/Diana, 19/09/00)

*_*_*_*_*_*_*_*_*_*

Sguainò la spada.
La lama affilata rifletteva la luce del sole, il blu del cielo e del mare. Non era affatto male come spada, ma non era così perfetta come avrebbe potuto essere.
La lama, invece, era splendida.
Il giovane ammirò l’elsa della spada, istoriata da particolari decorazioni.
Molti ricordi passarono nella sua mente.
--- Se non fosse per questa spada… ---
Improvvisamente il giovane fece dondolare avanti e indietro il braccio con l’arma, come per gettarla in mare…

“La vuoi gettare via? Che spreco.” Disse una voce vicino a lui.
"…?!"

Il giovane si girò in quella direzione. I suoi lunghi capelli biondi oscillarono nella brezza marina.
Era il porto del villaggio di Kulsida. L’unica caratteristica del villaggio era quella di essere situato in riva al mare.
Nel piccolo porto, c’erano numerose barchette senza equipaggio… e un pescatore.

“Provi del rancore nei confronti della tua spada?” chiese il pescatore, continuando a guardare la propria lenza e il galleggiante che dondolava in acqua.

Che uomo strano.
Indossava una maglia, una giacca, un paio di pantaloni e un paio di stivali… vestiti comuni.
I suoi capelli neri erano lunghi, e il suo viso bello come quello di una splendida donna.
Sembrava giovane e vecchio allo stesso tempo.
Se qualcuno avesse detto che quell’uomo era giovane quanto quello che stava lì, fermo, brandendo la spada, nessuno avrebbe avuto da ridire.
Se qualcun altro invece avesse detto che il pescatore era molto più vecchio del giovane uomo… beh, anche in questo caso nessuno avrebbe detto “No, non è vero”.
Aveva in bocca una sigaretta, e sembrava un tipo elegante, ma la canna da pesca non era consona al suo stile, si vedeva che era un modello economico.

Il giovane, imbarazzato, dopo un po’ disse “Guardi che ha la sigaretta spenta …”
“Ho smesso di fumare. A mia moglie e ai miei figli non piace.” Anche il tono, troppo rude, non si addiceva al suo aspetto.
“Ha una moglie e dei bambini? E' abbastanza vecchio da avere una famiglia?”
“Ehi, la mia età non è affar tuo. Allora, la butti o no? La tua spada?”
“Nemmeno questo è affar suo”, disse il giovane. “Uh… Lasci che glielo dica… se mi chiede di dargliela, non lo farò.”
"Oh, non lo spero affatto ... So che non sono affari miei. Non mi interessa cosa sarà di te e della tua spada. Non mi importa se qualcun altro la prenderà e ucciderà delle persone. Non mi importa se la userai per salvare della gente. Non sono affari miei."
"E allora… Cosa vuole da me?"
"Beh...Quando ero più giovane, anch’io ero un mercenario. A quei tempi avevo un codice d’onore. Consideravo ‘uomo di seconda classe’ chi non si preoccupava per la sua spada. Chi la maltrattava, invece, era un ‘uomo di terza classe’. Così, hai attirato la mia attenzione e mi sono immischiato."

Il giovane non disse niente.

"Non fare caso a me. Butta via la tua spada, visto che non ti piace. E con lei liberati anche delle preoccupazioni che ti annebbiano la mente."

Il giovane rimase immobile senza dire una parola. Finalmente rinfoderò la spada e disse
"Signore, potrei sapere il suo nome? "
"Non mi chiamare ‘Signore’. Non ti hanno insegnato le buone maniere? Quando chiedi a qualcuno il suo nome, devi prima presentarti tu."
"Il mio nome è --- Gourry. Gourry Gabriev."
"Bravo ragazzo. Però attenzione... Anche se ti presenti per primo, non è detto che l’altro ti riveli il suo nome. E’ così che va il mondo. "
"... Ma che?"
Gourry scrollò le spalle e si girò, rendendosi conto che l’uomo l’aveva fatto fesso…
C’era solo il rumore delle onde --- nient’altro.

::: Oh, che sorpresa.
Questo villaggio ospita due visitatori contemporaneamente.
Questo è un piccolo villaggio di pescatori, lontano dalla strada principale.
Qualche viaggiatore passa di qui, ma quasi tutti vanno e vengono senza dire una parola.
Oggi i viaggiatori sono due.. e intendono fermarsi.
Uno è uno sconosciuto che viaggia da solo. Non mi preoccupa. Mi interessa di più l’altro.
Sembra essere un mercenario.
Cosa ne faranno?
Sanno che, se falliscono, alcuni di loro verranno uccisi.
Beh, anche in questo caso mi godrò la scena.
Hmmm... Spero che questi due facciano del loro meglio.
Mi diverto al solo pensiero…. :::

"Cosa?" mormorò, e si fermò. Il vento gli scompigliò i capelli neri.
Il villaggio si stendeva tra le colline e la costa, e il sole stava per tramontare. L’uomo era solo sulla spiaggia, immerso nel caldo colore del tramonto.
Si stava dirigendo verso la locanda dopo aver rinunciato alla pesca, quel giorno infruttuosa.
Sentì che qualcuno lo stava osservando.
Si girò, ma vide solo una piccola capanna, buia.
Si avvicinò e sollevò le tendine con la canna da pesca.
Nell’umida oscurità non c’era niente… solo cianfrusaglie.
L’uomo dai capelli neri, perso ogni interesse, si riavviò verso il villaggio.

L’odore del pesce riempì la sala da pranzo al pianterreno della locanda.
Era ora di cena, ma c’era solo un ospite.
Chi mai poteva voler cenare in quella locanda?
Ok, lì chiunque avrebbe potuto trovare molti piatti a base di pesce fresco, e una ciotola di stufato bella consistente, di quelle che ti tengono in piedi per molti giorni. Ma il vero menu, ovviamente, era quello che gli abitanti del villaggio mangiavano nelle loro case.
Probabilmente la locanda veniva gestita da qualcuno che aveva una casa molto grande, e che la gestiva sia per hobby che per guadagnarci su qualcosina.

La luce del sole, ormai quasi del tutto calato, brillava attraverso la porta aperta e le finestre, e inondava la sala da pranzo rendendo visibile il pulviscolo dell’aria salmastra.
Gourry era l’unico ospite.
Stava aspettando il pasto che aveva ordinato già da un po’.
Però non poteva mettere fretta alla cameriera, dato che questa era anche locandiera e cuoca. Era l’unica dipendente del ristorante.

"Non c’è più niente da fare, per te, giusto?"

La voce proveniva da un punto a fianco di Gourry, che riconobbe l’uomo incontrato al porto. Sì, Gourry ne era convinto. Non c’era più niente da fare.

“..Oh, è lei...," disse Gourry senza voltarsi, restando con il mento poggiato sulla mano.

L’uomo dai capelli neri si sedette dall’altra parte del tavolo, la sigaretta spenta ancora tra le labbra
Guardò Gourry… e guardò la sua spada, appoggiata al tavolo.

"... Alla fine non l’hai buttata, la spada."
”Mi lasci in pace. Perché si è seduto proprio qui? Ci sono così tanti posti vuoti.."
"Non pensarci neanche. Dicono che mangiare in compagnia sia più piacevole, o no? "
"Oh, dice che le piace la compagnia, ma attualmente si ritrova da solo o sbaglio?"
"Sì, è così." L’uomo ignorò la scortesia di Gourry, quindi aggiunse con un sorriso amaro "Sono sempre stato abituato a stare da solo. Ma ora che ho una famiglia tutta mia mi sono abituato anche alle case rumorose. Ho iniziato a viaggiare da solo perchè costretto, dopo numerosi anni di lavoro. Mi sono lasciato indietro la mia famiglia, e mi sono goduto i giorni come sono venuti. Ma presto mi sono accorto che è una situazione noiosa. Non posso però pensare di tornare a casa così presto, allora gironzolo qui e là. E oggi ho trovato te, che mi sembri così pieno di problemi."
"Insomma, sono solo un passatempo?"
"Forse. Sai, è raro che un uomo esterni così chiaramente i propri problemi. Mi sono incuriosito troppo e ti ho parlato."
"Non è così raro per un uomo avere un problema,"
"Si, hai ragione.” Disse l’uomo dai capelli neri, sporgendosi in avanti verso Gourry.
"Ma, visto che anch’io sono un uomo, ti do un consiglio. Non mostrare mai i tuoi problemi alla ragazza di cui ti innamori."
"Che?" Gourry impallidì e agitò la mano. "Ma... io non mi sono innamorato di lei!"
"Ma di cosa stai parlando? Idiota! Non ho detto niente del genere!” L’uomo divenne rosso dalla rabbia.
"... Ma.. ma lei ha detto..."
"Ma cos'hai capito? Volevo solo dire che avere un problema è normale, ma non è bello farlo sapere in giro! "
"... Oh, capisco... perchè non l’ha detto subito? "
"Te l’ho detto! Ma sei scemo?!"
"... scemo ... quindi alla fine lei..." Gourry si interruppe.
Guardò la porta d’ingresso della locanda.
Tre uomini stavano osservando Gourry e l’uomo con i capelli neri.

"Sei un mercenario, giusto?" disse il vecchio con barba e capelli grigi rispondendo allo sguardo di Gourry.
"Si, lo sono..."
"Bene... abbiamo bisogno di parlarti un attimo. Possiamo cenare con te? "
Gourry sembrò riflettere per un secondo sull’accettare o meno, e poi disse "Hmm... Posso ascoltarvi.. ma non posso promettere che accetterò."
"Grazie mille." disse il vecchio con un inchino, prima di dirigersi verso la cucina. Dopo aver parlato con la locandiera tornò al tavolo.
"Perdona l’attesa. Offriamo noi." Il vecchio si sedette allo stesso tavolo di Gourry e dell’uomo coi capelli neri. Al suo fianco, altri due uomini.
"Allora? Mi deve dire qualcosa?"
"Sì... sono il sindaco del villaggio, Kyle Bunitz," iniziò il vecchio. "Ancora adesso, non so da dove cominciare la mia storia..."
Durante il discorso, la locandiera portò la cena per Gourry e l’uomo dai capelli neri. La cena consisteva in un’insalata, una terrina di zuppa, un cestino con del pane, un piatto di pesce bollito. Un menù standard.
“Prego, mangia pure. Puoi ascoltare la mia storia mentre mangi. Non fare complimenti.”
“Davvero?" Gourry e l’uomo dai capelli neri presero le forchette, mentre il sindaco continuava la sua storia.
“Beh... cosa posso dire? Diciamo la verità, questo villaggio ha dei problemi in questo perodo..."
"Hmmm?" rispose Gourry, mangiando la sua insalata con le alghe.
L’uomo con i capelli neri mangiò il suo pane, osservando il sindaco in silenzio.
"Questo villaggio si estrende tra le colline e la costa. Alcuni vanno in mare per pescare, altri vanno a caccia sulle colline. Ci guadagnamo da vivere in questo modo."
"Hmm." Gourry stava per infilzare il pesce bollito con la propria forchetta.
"Aspetta. Scusi l’interruzione." Disse l’uomo, interrompendo sia l’azione di Gourry che il discorso del sindaco.
Nonostante il tono basso della voce, l’uomo era molto serio. Si girò verso Gourry e gli disse "Ti do un altro consiglio. Non mangiare il pesce bollito. E’ avvelenato."
"... cosa?"
Il sindaco e i suoi uomini impallidirono.
"Stai… stai scherzando?" disse il sindaco, ma l’uomo con i capelli neri gli sorrise cinicamente.
"Primo: non è neanche l’ora esatta per servire la cena. Secondo: ho sentito l’odore di questo pesce bollito. E’ l’odore del veleno del Borgi, un serpente marino, giusto? Terzo: quando ho avvertito il mio amico, poi, sei impallidito. Ecco le prove. Se sei proprio convinto che non si tratta di pesce avvelenato, beh… perché non lo mangi tu?"
"Dannazione!”
Urlò uno degli uomini del sindaco, prima di avventarsi sul tavolo… per prendere la spada di Gourry.
Ma Gourry prese la spada per primo, e alzandosi in piedi colpì la nuca dell’uomo con la fodera della propria arma.
"Gu?!" Fece l’uomo del sindaco cadendo per terra.
"Cosa vuol dire tutto ciò?" chiese Gourry al sindaco, ma il vecchio rispose, con un’espressione preoccupata in viso. “Perdonaci... E’ per i nostri concittadini.."
"Stupido! Col cavolo che ti perdono!" Strillò l’uomo coi capelli neri.
Crash!
L’uomo tirò il tavolo addosso al sindaco, colpendolo dritto in faccia.
"Gli uomini di questa locanda sono in combutta con il sindaco! Usciamo di qui!", disse a Gourry l’uomo con i capelli neri.
"Va… va bene!"

Gourry e l'uomo dai capelli neri corsero fuori dalla locanda... e si fermarono ammutoliti.
Attorno a loro c'erano tutti gli uomini del villaggio. Ognuno di loro aveva un coltello o un randello in mano.

"Oh cavolo! Tutti gli abitanti del villaggio sono in combutta!" esclamò sorpreso l'uomo dai capelli neri. "Che facciamo? Li fai tutti fuori tu con la tua spada?"
"Non ci penso neanche!" Gourry aveva sguainato la spada e ora la teneva in mano "Cosa significa? Dateci una spiegazione!"
Ma gli uomini fecero un passo in avanti, circondandoli ancora di più.
"Sai cosa stai facendo?" Gridò questa volta l'uomo con i capelli neri. "Quando mostri l'intenzione di uccidere qualcuno, è come se dichiarassi che non ti importa se verrai ucciso o meno dal tuo obiettivo. Fa male quando ti infilzano con una spada, sai?"
L'uomo si rivolse alla folla. "All'inizio ti senti come se fossi stato colpito solo da una bastonata. Ma quando vedi il sangue e vedi la tua gamba o il tuo braccio per terra, senti un dolore lancinante, estremo. Anzi, no… E' peggio del normale dolore! E' come se un paio di bastoncini roventi ti ballassero il tip tap sulla ferita, fino al punto che lo shock ti annebbia la mente. Quando entri in stato di shock, muori. O, se non muori, inizi a soffrire sia per il dolore che per la febbre… Ok, chi vuole provare per primo?"

Tutti gli abitanti del villaggio esitarono.
L'uomo dai capelli neri aveva come armi solo una canna da pesca e una piccola bisaccia, ma Gourry aveva in mano una spada.
Gli uomini sapevano che non avrebbero avuto speranze contro un combattente professionista. Sapevano che ci sarebbero state vittime nelle loro fila.. ma nessuno voleva diventarne una.

"Beh? Niente volontari? Vaaa bene, scegliamo noi il primo. Dai, Gourry. Tu vai da... " l'uomo dai capelli neri si guardò attorno e puntò il dito verso l'altra parte della strada "...quella parte!"
Il cerchio di persone si dissolse.
"Vai!"
Al grido dell'uomo dai capelli neri, i due di precipitarono.
Sempre più esitanti, gli abitanti del villaggio indietreggiarono ancora.
Gourry e l'uomo dai capelli neri li superarono... e corsero via nella strada deserta.
In quel momento il sindaco uscì dalla locanda, incespicando.
Capì cos'era appena successo e urlò "Cosa diamine state facendo?? Non lasciateli andare!!"
Troppo tardi. I due uomini erano scomparsi nella notte.

Era buio, sulla collina.
La tenue luce della luna non raggiungeva il terreno, trattenuta dalle foglie degli alberi.
Nel fondo dell'oscurità, si nascondevano i due uomini.

"Wow, hanno cominciato a setacciare le colline. Stakanovisti." Disse l'uomo dai capelli neri, vedendo in mezzo al fogliame il fuoco delle torce in avvicinamento.
"Beh, è naturale che siano così agitati. Sarebbe un bel problema per loro se si scoprisse che l'intero villaggio ha tentato di uccidere due persone."
"Ehi... posso farle una domanda?"
"Cosa c'è?" L'uomo dai capelli neri si girò verso Gourry, che gli pose la domanda con la più seria delle espressioni
"Perchè porta ancora in spalla la sua canna da pesca? La porta da quando siamo scappati dalla locanda."
"Tu non ti preoccupare. Capita anche di vedere uomini che se ne vanno in giro stringendo il proprio cuscino, mentre la loro casa va a fuoco.”
--- Oh, era terrorizzato? --- borbottò tra sè e sè Gourry.
"Non c'è niente da dire sulla mia canna da pesca. Ora dobbiamo decidere cosa fare. Tu cosa proponi?"
"Ehm... lei invece cosa farebbe in questa situazione?" disse Gourry. L'uomo dai capelli neri sembrò compiaciuto.
"Fammi pensare... La cosa più facile sarebbe correre lontano da qui e dimenticarci di tutto quello che è successo."
"E' una cosa irresponsabile. Perchè non denunciare tutto alle autorità di un'altra città...?"
"Stai scherzando? Nessuno ci crederebbe! E se anche ci credessero e controllassero il villaggio, gli abitanti si metterebbero d'accordo e la passerebbero liscia. L'indagine finirebbe in fumo… Però... ci sarebbe un modo… più complicato."
"Un modo più complicato?"
"Sì. Dovremmo capire le ragioni che li hanno spinti a cercare di ucciderci... ed eliminarle."
"Capisco. Proviamoci."
"Senti.. Lo dici come se fosse una cosa facile, ma non sono sicuro che saremo in grado di affrontare la situazione, quando scopriremo le cause di tutto ciò. Ne sei consapevole?"
"Sapremo se potremo far qualcosa solo quando troveremo le cause, giusto? E poi…" Gourry tamburellò con le dita sull'elsa della spada "... nella mia famiglia, questa spada è sempre stata fonte di problemi. Sono scappato di casa portandomela dietro, pensando che, se non fosse stato per lei... Comunque, lei mi ha detto che con questa spada potrei fare qualcosa di buono. Ora voglio proprio vedere cosa riesco a fare."
"Hmmm," L'uomo dai capelli neri sorrise. "Va bene. Allora, tanto vale fare un po' di "caccia al paesano". Individuò il fuoco delle torce.
"Da questa parte" disse, e si mise a correre in mezzo alla boscaglia, zigzagando.
Gourry lo seguiva, mezzo passo indietro.

I due uomini corsero rapidamente giù per la collina, senza luce e senza un percorso stabilito.
Un attimo dopo…
I due incrociarono quattro abitanti del villaggio. Tutti e quattro tenevano la torcia nella sinistra e un'arma nella destra.
Prima di mostrarsi, l'uomo dai capelli neri li minacciò.
"Fate silenzio o siete morti."
Brivido.
I quattro uomini iniziarono a tremare.
L'uomo dai capelli neri apparve dal fogliame, lasciando Gourry più indietro.
"Il mio amico è qui vicino. Non crediate di potervela svignare tanto facilmente"
All'inizio i quattro erano intimoriti, ma…
"Non fare tanto lo sborone, sei armato solo di una canna da pesca!" Disse uno dei quattro uomini, vedendo cosa l'uomo aveva in mano. Ma questi ignorò l'osservazione.
"Penso sia più utile questa del bastone che hai in mano"
"Come osi?" Forse era incoraggiato dall'assenza della spadaccino --- Gourry. L'uomo alzò il proprio bastone e si gettò sull'uomo dai capelli neri.
In quel momento..
La canna da pesca danzò nell'aria con un suono sibilante...
"Ahia!"
L'uomo fece cadere la torcia e il bastone, coprendosi il viso con le mani.
Gli altri tre non avevano visto cosa era successo.

Solo Gourry era riuscito a vedere che la punta della canna da pesca aveva sfiorato gli occhi dell'uomo, senza però accecarlo del tutto.
L'uomo dai capelli neri prese per il colletto l'abitante del villaggio, e lo rimise in piedi.
"Ascoltami bene. Anch'io una volta ero un mercenario. Potrei uccidere te, uomo ordinario, strozzandoti a mani nude. Se non vuoi morire dammi delle risposte. Perchè hai cercato di ucciderci?"
"Io... Io... non volevamo uccidervi! Ma se non ci avessimo provato, saremmo morti noi! Tentare di farvi fuori era l'unica cosa che potevamo fare!"
"Sareste morti voi?" l'uomo dai capelli neri corrugò la fronte.
Improvvisamente saltò all'indietro, lasciando libera la sua preda.
In quell'istante.
Booom!
Il corpo dell'uomo finì in mille pezzi!
Il sangue finì dappertutto, e pezzi di carne si sparsero ovunque.
Silenzio. E.
"Waaaaaaaaa!!"
I tre abitanti rimasti, vista la morte del loro collega, corsero via chiedendo aiuto a gran voce.

L'uomo dai capelli neri non li seguì.
Rimase fermo, fissando il cespuglio di fronte a quello dietro il quale si era nascosto Gourry.
"Cosa? Cosa accidenti è successo?" disse Gourry, uscendo dal nascondiglio dietro gli alberi. L'uomo dai capelli neri scosse la testa.
"Qualcuno ci sta tenendo d'occhio. Probabilmente è il cosiddetto burattinaio... Ma ora è scomparso"
Gourry si guardò attorno. Aveva sentito una presenza, che era apparsa e scomparsa in un attimo, proprio mentre l'uomo veniva ucciso.
"Cos'era? Il burattinaio?"
Chiese Gourry, ma non ebbe risposta. L'uomo dai capelli neri stava riflettendo sulla faccenda, senza una parola.
Gourry sospirò e guardò nella direzione in cui erano fuggiti i tre uomini ----- verso il villaggio.
"Quegli uomini credono che sia stato lei ad uccidere quell'altro. Cosa farà?"
"Andrò al villaggio" con questa semplice risposta, l'uomo dai capelli neri si mise in cammino.
"Eh... Ehi! Aspetti!" Gourry lo seguì rapidamente. "Al villaggio? E a fare che?"
"Farò qualcosa"
"Farà.... qualcosa? Qualcosa cosa?"
"Penso di aver capito cosa sta succedendo"
"Davvero??"
"Sì, ma rimandiamo le spiegazioni a più tardi. Ho paura di aver commesso un errore. Sarà brutta."
"Ma di cosa sta parlando?"
"Non ti preoccupare. Ma, se ho ragione, il nemico non è un nemico ordinario. Penso che per te sia meglio non seguirmi"
Gourry sentì la rabbia salire. "Oh, andiamo! So che lei è forte, ma ho anche fiducia nelle mie capacità"
"Un po' di autostima non è abbastanza. Se tu fossi capace di uccidere un "drago di plasma" con un coltello da cucina, come ha fatto la mia figlia maggiore, non ti fermerei"
"Sta scherzando? Nessuno può riuscire ad uccidere un "drago di plasma" con solo un coltello da cucina! Ma... se sua figlia maggiore è grande abbastanza da usare un coltello da cucina... Allora lei è veramente più vecchio di quel che sembra!"
"Non dire 'vecchio'. Comunque, se proprio vuoi, vieni pure con me. Ma se ti dico di scappare, scappa! Ok??"
"Oh... Non capisco di cosa stia parlando..."
"Chi se ne importa se non capisci di cosa parlo... basta che scappi quando te lo dico"
Parlando, i due scesero dalla collina e si diressero verso il villaggio.

Il vento soffiava, e il fuoco danzante delle torce disegnava ombre sulla terra battuta.
La foresta si stendeva fino ai confini del villaggio.
Lì Gourry e l'uomo dai capelli neri incapparono in una dozzina di uomini del villaggio.
Questi avevano tutti un'aria piuttosto assassina.
Spezzando l'atmosfera tesa, il sindaco fece un passo avanti
"Perchè siete ritornati?"
"Beh, voglio vedere il mandante in faccia" disse l'uomo dai capelli neri, aggiustandosi la canna da pesca in spalla.
...Buzz...
Ora gli abitanti del villaggio erano piuttosto agitati.
"Chi te l'ha detto?" chiese il sindaco.
"Nessuno. L'ho solo intuito" rispose l'uomo dai capelli neri.
Il fuoco delle torce faceva risaltare l'espressione preoccupata sul viso del vecchio.
"Visto che hai capito le circostanze in cui ci troviamo, puoi... esaudire il nostro desiderio. Ti prego, muori per noi"
"Va bene." disse semplicemente l'uomo dai capelli neri.
Tutti rimasero senza parole, e prima che Gourry potesse lamentarsi, l'uomo dai capelli neri puntò il dito in direzione del sindaco.
"Ma, prima, devi morire tu per me. Sai, è brutto morire da soli."
"Cosa?"
Ignorando la reazione del vecchio, l'uomo dai capelli neri puntò il dito verso un altro paesano, poi verso un altro..
"Tu morirai dopo il sindaco, e tu dopo di lui. Il prossimo sarai... tu... E..."
"Idiota! Perchè dovremmo..." gridò uno dei paesani che era stato indicato, e l'uomo dai capelli neri gli rispose con un sorrisetto cinico.
"Non puoi morire per una persona, ma pretendi che qualcuno muoia per te? Non credere di fregarmi, caro mio! Preferirei diventare carne per lupi piuttosto che morire per te."
"Ci stai provocando?"
Il sindaco si stava arrabbiando, ma l'uomo dai capelli neri lo ignorò.
"Forse cominci a capire. Non ti preoccupare. Sei un infame, ma sei comunque mille volte meglio dell'infame creatura che ti minaccia e ti da ordini. Quella stessa infame creatura che non riesce a far altro che nascondersi dietro quella capanna, tremando di paura."
Il paesano, a quelle parole, gelò ---
"--- Oh, sapevi che ero qui ---"
una voce provenne da un punto vicino allo capanna, lontano dai paesani. Gli uomini con le torce erano tutti terrorizzati.
"Master Ruzouru..." il sindaco pronunciò il nome della 'cosa'.
L'uomo dai capelli neri si girò in direzione della voce. "La mia figlia minore studia magia. Prima di partire, mi ha spiegato molte cose a proposito della magia. Mi ha spiegato che la tua razza si nutre della paura e dell'ostilità degli umani. Probabilmente sei venuto in questo piccolo villaggio, sapendo che qui non c'erano guardiani, e hai minacciato i paesani per far uccidere loro i viaggiatori di passaggio, giusto?"
"... Ottima immaginazione..."
La forma nera di un uomo apparve dal buio della capanna.
--- L'ombra di un uomo? --- Pensò Gourry --- Uhm.. Quell'ombra ha una testa troppo grossa per essere umana. Il corpo è troppo magro, e le braccia sono troppo lunghe. ---
Tutti i paesani arretrarono, allarmati.
Gourry riusciva a vedere la cosa con la poca luce che c'era.
La cosa aveva una testa grande il doppio di una umana. Sulla testa non c'erano nè capelli, nè orecchie, nè naso, nè bocca.
C'erano solo un gran numero di occhi, grandi come il pugno di un bambino.
Assolutamente per niente umano.
"Un attimo!" esclamò Gourry, sorpreso. "Come può parlare se non ha una bocca?"
"Ti sorprende di più questo che il suo aspetto?" disse l'uomo dai capelli neri. "E' un Mazoku. Stai attento. Portano solo guai."
"Sai che sono un Mazoku, e hai comunque il coraggio di etichettarmi come un semplice 'nemico problematico'. A quanto pare, credi di essere al mio stesso livello."
Il Mazoku --- Ruzouru si avvicinò all'umano, galleggiando nell'aria.
Indicò i paesani con un dito sottile, simile a quello di un magro vecchietto.
"Sì. Hai ragione. Questa gente è meschina. Li ho avuti ai miei ordini dopo averne uccisi un bel po'. Ho ordinato loro di uccidere i viaggiatori che intendevano fermarsi al villaggio, in caso contrario altri fra loro sarebbero morti. Pensavo che qualcuno si sarebbe ribellato, e invece...
In più, hanno pensato bene di prendere e dividersi il denaro e le cose delle loro vittime. Sono così meschini da essere diventati miei complici, eseguendo i miei ordini per tornaconto personale."
A queste parole i paesani iniziarono a vergognarsi e ad arrabbiarsi.
Tutti gli occhi di Ruzouru sorrisero.
"Ecco perchè mi piace questo villaggio. Non lascerò che degli uomini estranei mi disturbino. Se vuoi distruggere questo mio posticino ---"
"Mi ucciderai proprio come hai ucciso l'uomo che è esploso sulle colline?"
"Sì, lo farò. E ora, ti mostrerò perchè bisogna avere paura dei Mazoku!"
Gli occhi di Ruzouru si spalancarono.
L'uomo dai capelli neri e Gourry saltarono lontano.
Booom!!
Un attimo dopo, il punto dove prima si trovavano esplose.
Nessun paesano riuscì a vedere cosa era successo, ma l'uomo dai capelli neri e Gourry videro l'attacco.
Una sfera nera di energia apparve nell'aria.
Era il Mazoku che le creava e le lanciava nel buio. Quando queste sfere colpivano qualcosa, esplodevano.
L'uomo dai capelli neri corse dritto dritto verso il Mazoku.
Ruzouru lanciò altre sfere nere, una dopo l'altra, ma l'uomo le evitò tutte. Raggiunse il Mazoku e ---
"E ora cosa credi di fare?" Sghignazzò il Mazoku.
Ignorando la risata, l'uomo fece oscillare la mano destra e colpì la testa del Mazoku con la sua canna da pesca.
"---?!" Ruzouru saltò all'indietro, con un silenzioso lamento.
"Impossibile?!" la voce del Mazoku era piena di sorpresa.
Gourry e i paesani non riuscivano a capire cosa stesse succedendo. Il Mazoku non aveva evitato il colpo, e aveva gridato "Impossibile". Sembrava una barzelletta di pessimo gusto.
"... Dai, dillo che un'arma ordinaria contro di te non serve a niente. E ti ho colpito solo con una canna da pesca." sogghignò l'uomo dai capelli neri.
"Dillo che, contro un Mazoku puro, funziona solo un attacco spirituale con potere magico o con una grande forza di volontà. Sì, lo sapevo già. Ma questo significa che se un umano incanala la sua forza di volontà in un oggetto che ha in mano, come ho appena fatto io, una canna da pesca può far male ad un Mazoku tanto quanto una spada in cui viene incanalata la stessa forza di volontà. Me l'ha insegnato mia figlia."
"Capisco... In ogni caso... Non sei abbastanza forte per uccidermi con un singolo colpo, e sei così loquace... Probabilmente non riusciresti nemmeno a darmi il colpo di grazia..."
"Oh cavolo! L'hai capito?" Un gocciolone scese dalla tempia dell'uomo.
"Ora pagherai per avermi insultato!" Ruzouru creò numerose sfere nere e le tirò verso l'uomo una dopo l'altra. L'uomo dai capelli neri le evitò, muovendosi rapidamente.
Ma.
Una delle sfere nere si ruppe in tante sfere più piccole un attimo prima di raggiungere l'uomo.
"Cosa?"
L'uomo cacciò un grido e ---
Booom!!!
Numerose esplosioni scavarono il terreno e fecero sollevare un nuvolone di polvere.

Ruzouru guardò dove l'uomo dai capelli neri si trovava fino ad un attimo prima.
::: E' morto? Anche se non è morto, è rimasto ferito nell'esplosione. :::
Ma, in quel momento.
Da un'altra direzione, Gourry emerse dalla nuvola di polvere e corse verso il Mazoku.
Sguainò la spada, facendola oscillare. ma prima che l'arma colpisse Ruzouru, la lama si staccò dall'elsa.
Il chiodino dell'elsa era caduto, o si era rotto?
::: Quest'uomo crede di poter usare con me lo stesso trucchetto di quell'altro. Pazzo! Hai anche perso la lama. :::
Immediatamente la risata di Ruzouru scomparve.

"--- Luce, splendi!" gridò Gourry.
Un raggio di luce scaturì dall'elsa.
La luce diede vita ad una lama di potere magico, incanalando il potere della forza di volontà del possessore dell'arma. E la lama tagliò il corpo di Ruzouru dalla spalla al fianco.
--- Giiiiiiiii!! --- Urlò come una bestia ferita il Mazoku.
Una volta tagliato il corpo, però, Ruzouru rimase in piedi.
Il suo vero corpo era composto dalla sola testa. Mentre fianchi e gambe caddero a terra diventando polvere, testa e petto si sollevarono in aria per uscire dal raggio d'azione della spada di Gourry.
Era ora.
"Elmekia Lance!" La voce e il raggio di luce fecero breccia nella nuvola di polvere, e la luce bianca colpì direttamente la testa di Ruzouru.
Il Mazoku si contorse a mezz'aria, senza un grido.
Ruzouru vide un'ombra nel suo campo visivo.
Era l'ombra di Gourry che era saltato, usando il fodero della spada come trampolino!
Egli puntò la spada di luce bianca.
Gli occhi di Ruzouru rifletterono la lama di luce ---
Zank!
Il colpo tagliò a metà la testa del Mazoku.

Il vento portò nella boscaglia il profumo del mare.
Ruzouru diventò polvere nera, e sparì prima di toccare il suolo.
Gourry e l'uomo dai capelli neri erano lì, illesi.
Gourry di girò verso l'uomo e disse, "Sa usare degli incantesimi d’attacco.."
"Li ho imparati dalla mia figlia più piccola. Pensavo di usarli come ultima risorsa, però..."
L'uomo dai capelli neri osservò la spada di Gourry con un sorriso amaro. "Mi avevi detto che questa era una spada con una storia... credevo fosse una comune spada magica, invece... si tratta della leggendaria Spada di Luce!" Si avvicinò a Gourry continuando a sorridere amaramente, e gli batté la mano sulla spalla. "Se sei sempre dell'idea di buttarla, dalla a me."
"Ma... Aveva detto che non l'avrebbe mai sperato!"
"Idiota! Fosse stata una spada magica di poco valore non l'avrei sperato. Ma è la Spada di Luce! Dammela, ti prego! Dammi quella spada!"
"No, se lo scordi!"
"... E' stato... distrutto?" Una voce si alzò vicino ai due litiganti.

I due uomini videro il sindaco farsi avanti tra gli abitanti del villaggio.

"E' stato... Il mazoku Ruzouru è stato distrutto, giusto?"
"... Sì, è stato distrutto..." annuì l'uomo dai capelli neri, sembrando dispiaciuto. Prese una sigaretta e se la mise in bocca.
Non l'accese nemmeno stavolta.

"... Grazie infinite. Ci hai salvati…"
"Non essere ridicolo” disse l’uomo freddamente."Ho distrutto il Mazoku solo perchè non mi piacevano i suoi metodi. Tutto qui. Odio anche te, che hai fatto finta di niente davanti agli omicidi dei viaggiatori, credendo di essere l’unica vittima. Ok, sei stato minacciato da quel Mazoku, ma in ogni caso non condivido le tue azioni! Racconterò l’accaduto alle autorità della prossima città. Devi pagare per quello che hai fatto. Capito?”
"... Oh... No..."
"Non dire 'No'. Quando le autorità arriveranno al villaggio, non far finta di non sapere, non li imbrogliare. Sii onesto. Se non lo farai, tornerò indietro e distruggerò questo villaggio”

L’uomo dai capelli neri si voltò.

"Andiamo, Gourry."
"Uh? Ok," Gourry prese spada e fodero e seguì l’uomo.
"Ehi... il Mazoku non c’è più. Che ne dice di passare la notte al villaggio?
"Sei matto? Non starò qui un minuto di più. Ci avrebbero uccisi solo per mantenere i loro segreti."
"Oh, capisco."
"E meglio se dormiamo nei boschi… anche se, quando mia moglie troverà i miei vestiti tutti macchiati, si lamenterà di certo..”
”Oh, ha paura di sua moglie?"
”Idiota. Io amo mia moglie. "

La luna illuminò le schiene dei due uomini mentre lasciavano il villaggio.

Alla fine ---

Passarono quattro giorni prima che Gourry realizzasse di non aver mai saputo il nome dell’uomo dai capelli neri.
E ancora non sapeva se avrebbe potuto concludere qualcosa, portandosi dietro quella spada.
Non poteva esserne certo.
A volte, pensava che non c’era niente che avrebbe potuto fare.
O forse..
Qualcosina….
Sì, sentiva che sarebbe riuscito a fare “qualcosa”.

E quel giorno.

La vide in una stradina che correva dritta in mezzo ai boschi. Una ragazzina circondata da banditi.
La ragazza era vestita da maga, e sembrava troppo sicura di sé per essere spaventata.
--- Non ha bisogno del mio aiuto --- pensò Gourry.
--- Ma, visto che mi sto portando dietro questa spada… tanto vale usarla…---
Gourry sguainò la spada e disse ad alta voce
"Ok ragazzi. Ora basta. "

E lo spadaccino incontrò --- la ragazza.

(c) di Letizia "LetyJr"

Torna ai contenuti | Torna al menu