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Il principe di Saillune pt. 1

Traduzioni > Romanzi > Slayers Special # 1

Slayers Special Vol. 1 – Il Principe di Saillune
Traduzione di Sabu-chan


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Prima Parte


"Quindi saresti una maga?" chiese l’uomo in quel piccolo villaggio.  

Questo accadde dopo aver richiesto alla cameriera un’altra portata del "Dinner Special" in quella minuscola baracca con una sola stanza.  

Guardai l’uomo e annuii in silenzio. Ora realizzo che quel "annuire in silenzio" è una cosa che solitamente fa una persona molto sicura di sé quando deve fare una dichiarazione, mentre io l’avevo fatto solo perché avevo la bocca piena e non potevo parlare.  

Ero vestita con un mantello nero, una fascia, una collana e un amuleto sulla spada corta alla mia cintura. Se non ero una maga, vestita così potevo solo essere o una comica o una lunatica.  

L’uomo mi fissò con uno sguardo di critica: era vestito come un sacerdote, sembrava ancora molto giovane – e bello, in effetti. Dopo molti anni, sarebbe diventato un affascinante signore di mezza età.  

"Che sollievo… ti stavo cercando. Dopotutto, siamo proprio un piccolo villaggio. Nessuno di noi è veramente in grado di combattere…"  

"In grado di combattere?" Ripetei le sue parole dopo aver inghiottito il cibo che mi rimaneva in bocca. In verità, non ne ero molto colpita.  

"Se vorrai, ci sarebbe un lavoro per cui vorremmo la tua collaborazione …"  

"Bene, va avanti. Ascolterò la tua storia." dissi con una voce apparentemente calma e profonda. Non è il genere di voce che ci si aspetta da una ragazza, ma ho avuto molte richieste che mi sono state negate solo perché non ho dimostrato la mia percepibile forza. Il mondo è tutto un teatro.  

"Allora, ti prego, vieni con me all’altro tavolo…"  

"Prima di questo…" fermai così l’uomo che stava sollevando le braccia. "Hey, cameriera, prenderò il resto della cena all’altro tavolo, grazie!"  

…Prima che me ne rendessi conto, l’uomo mi stava fissando con sospetto. Non era un buon segno.  

"Bè allora, andiamo" dissi con calma, mentre internamente stavo andando in panico. Naturalmente, l’uomo continuava a osservarmi sospettoso.  

C’era già un altro cliente seduto al tavolo.  

Barboso e robusto, sembrava un uomo molto forte con una spada bastarda sulla sua schiena. Se fosse stato più basso di qualche pollice, avrebbe potuto essere un nano, ma nel modo in cui si presentava nessuno sarebbe stato sorpreso se fosse stato il seguace di qualche poco di buono.  

Ero nervosa.  

Nonostante io sappia usare la magia, sono ancora una ragazza carina. (si, sto parlando di me stessa. Sono seria.) Come potevo relazionarmi a un omaccione come quello in un posto come quello…  

"Vi stavo cercando." L’uomo che mi aveva portata a quel tavolo salutò il tizio nerboruto con un piccolo inchino.  

"Hurrumph," il tipo vigoroso rispose annuendo.  

Una donna era al suo cospetto e ancora non aveva accennato ad alzarsi dalla sua sedia. Era un bandito. Quel tipo doveva essere un bandito.  

Dal primo giorno in cui ho iniziato a prendere questo tipo di richieste, ero in grado di comprendere il genere di persona da lontano un miglio.  

"Comunque… prendi posto."  

L’uomo indicò una sedia dalla parte opposta di quel bandito. Senza dire nulla, mi sedetti. Naturalmente, mi mancava un po’ di coraggio.  

"Prima di parlare, vorrei mostrarti un marchio che identifica la mia persona." disse il bandito lanciandomi un’occhiata sinistra.  

"Per favore, non prenderti il disturbo di mostrarmi il tuo "marchio"…"  

Improvvisamente, puntò una daga dritto verso la mia faccia. Ma non la parte della lama, bensì quella dell’impugnatura. Era sfarzosa ma non malvagia. All’interno del marchio, vi era impresso un simbolo molto famigliare…  

"Oh? Questo simbolo sembrerebbe…"  

"Hai ragione," non sapevo in cosa consistesse la mia ragione, ma l’uomo che mi aveva portata a quel tavolo mi parlò con grande orgoglio. "Questo onorevole uomo è il primo successore al trono del regno di Saillune. Lui è il Principe Philionl El di Saillune."  

RIP, RIP, RIP…  

Mentre si poteva sentire il suono del mio mantello strapparsi, intrappolato tra il mio sedere e la sedia, scivolai lentamente sul pavimento in ginocchio.  

Per un istante, i miei occhi si oscurarono!  
Se spingi qualcuno a immaginare un "principe", molte persone immaginerebbero un uomo affascinante sul bianco destriero, mentre il resto andrebbe perfino ad immaginare una persona dignitosa sotto la luce lunare. In entrambi i casi, la parola "principe" rimanda alla parola "grazia", "virilità" e "fascino". E in tutta onestà, quella era il genere di immagine che avevo in mente in tutti questi anni su come potesse essere esteticamente un principe.  

Avevo effettivamente sentito dei pettegolezzi sul fatto che il Principe Philionel el di Saillune stava viaggiando in queste zone da solo e in incognito. E onestamente, stavo abbracciando la fantasticheria su un nostro incontro casuale e che sarebbe rimasto incantato dalla mia bellezza e non impaurito dalla mia magia… In altre parole, l’affascinante principe mi avrebbe inseguita e proposto questo e quello, portandomi la ricchezza e la felicità che ogni ragazza sogna.  

Ma quella fantasia si era sbriciolata davanti agli occhi della realtà. Perché non vi era alcun errore, quell’uomo era reale.  

Nessuno sarebbe così folle da provare a ingannare una maga e spacciarsi per principe. D’altronde, se fosse stato sorpreso qualcuno di non sangue reale con un sigillo di corte, sarebbe stato giustiziato senza processo.  

Sicuramente…  

Se il re corrente regnava ancora, un principe era un principe che avesse dodici o quarant’anni. E pensandoci bene, non ho mai sentito parlare dell’età del Principe di Saillune. In altre parole, ero saltata a troppe conclusioni sbagliate riguardo questo principe solo per il titolo che portava.  

"Stai bene?  

"Certo che NON sto bene," mi rivolsi così all’uomo che non sembrava così tanto interessato riguardo la mia salute. In qualche modo cercai di riarrampicarmi sulla sedia.  

"In questo momento sono in incognito, quindi ti prego di non essere troppo formale con me…"  

Non è QUESTO il punto, Principe…  

"Oh, e io sono il suo sacerdote, Randy. Potremmo cortesemente sapere il tuo nome?"  

"…Lina. Lina Inverse."  

Avevo appena detto il mio nome che…  

"Ohh!" dissero il pirata (mi suonava ancora abbastanza strano definirlo "principe"… è così ingiusto…) e Randy all’unisono.  

Forse non lo dimostro, ma sono abbastanza popolare.  

"Quindi sei tu la ragazza magica di cui tutti parlano!"  

"Lina, la Stermina-banditi!"  

SLIP, SLIP, SLIP, SLIP….  

Ancora una volta, scivolai giù dalla mia sedia. Dopo questa avrei dovuto assolutamente riparare il mio mantello. Cosa diavolo dicono le persone alle mie spalle?!  

"Hmm, abbiamo sentito molti pettegolezzi in tuo riguardo."  

"Abbiamo sentito che hai riportato molti oggetti rubati da alcuni banditi ai loro giusti proprietari e fatto in modo che i furfanti non fossero più in grado di attaccare i villaggi!"  

Bugie! Tutte bugie!


O meglio, la storia era ben curata, ma non erano solo  alcuni  
banditi…  

Ma non avevo intenzione di correggerli. Dopotutto, quello che aveva detto Randy era parzialmente vero. I miei obiettivi non sono mai stati che banditi. Non provo nessun piacere o gloria a depredare un innocente delle sue ricchezze e libertà… Al contrario mi divertono le occasionali zuffe con i non-proprio-innocenti.  

…A-ehm.  

E del resto, essendo una maga, ho bisogno di tener alta la mia reputazione. Se non mi credi, farai bene a guardarti le spalle, ozioso cittadino di Saillune con un debito da pagare, ma che ancora lavora per guadagnarsi il cibo. Prova ad andare in un negozio di magia a richiedere un vassoio pieno di frutti Plaudia. A partire da domani, troverai il vassoio con solo un frutto e sarai perduto.  

C’è stato anche un fastidioso episodio molto tempo fa, quando avevo appena lasciato la mia città e possedevo abbastanza monete da acquistare un piccolo castello con una manciata di soldati. Quando andai a comprare alcune erbe Bamun, il gatto del proprietario del negozio stava giocando lì vicino e, accidentalmente, mi investì, facendomi andare a sbattere contro un gruppo di cinque banditi…  

…o forse mi sbaglio.  

Ad ogni modo, non penso che la gente mi conosca veramente solo per quei due nomi così contrastanti tra loro… lo spero.  

"Cosa intendi per "ragazza magica" e "stermina-banditi"…?"  


Appena lo chiesi, Randy rispose velocemente. "Stando ai pettegolezzi, sei proprio tu che ti definisci in tal modo…"  

"Sono più che certa che non mi definisco così!"  

"Bè, non ha importanza." disse il principe-bandito.  

Non aveva importanza?  

"Puoi chiamarmi Phil. Dopotutto, ora come ora sono in incognito e sono sicuro che "Philionel" è un po’ troppo complesso da pronunciare per te" disse con un piccolo sorriso.  

Suppongo che dovevo essergli grata per questa richiesta. Se mi avesse chiesto di chiamarlo "Mio Principe" o qualche altro modo folle, scappare sarebbe stata la mia unica scelta.  

"E ora torniamo agli affari… Randy."  

"Certo."  

E il sacerdote iniziò a descrivere la richiesta di lavoro. Di fatto era un compito ordinario. Un mostro si era stabilito in una caverna lì vicino e le colture erano state interrotte, le case saccheggiate e l’importante sfera per curare, che apparteneva all’unico prete del villaggio, era stata rubata…  
Era il genere di storiella che avrebbe fatto salire le lacrime agli occhi.  

E Phil-san era appena giunto in quel tragico villaggio durante uno dei suoi viaggi. Si era infervorato, dichiarando "Non posso lasciare che i miei sudditi soffrano in questo modo!" e decise di mandare qualcuno ad esorcizzare il mostro, nonostante quella pratica fosse considerata un po’ antica rispetto agli standard di oggi.  

"E soprattutto, è una vera disdetta che Randy sia il solo uomo nel villaggio in grado di combattere. E’ una piccola cittadina con nemmeno un soldato a cavallo. Ero preoccupato che i cittadini avessero perso la fede e la speranza… finchè non ho sentito parlare di te" aggiunse Phil-san, dopo che Randy aveva finito di raccontare.  

"Randy è l’unico… quindi tu non combatti" gli chiesi senza pensarci.  

“Bè, soprassediamo per il momento,” disse Phil-san con una sorta di grazia casuale che nessun uomo avrebbe potuto avere dopo un exploit come il mio.

Suppongo che fosse una prova della sua unicità. Anche se forse era più la prova della sua stupidità.

“Naturalmente, non consegnerò questo incarico a voi due e me ne starò nelle retrovie a osservare e divertirmi.”

“Vi accompagnerò entrambi in qualche modo. Dopotutto, finché la sfera del guaritore non sarà riconsegnata… potrebbero emergere molte persone malate. Quindi vi chiedo aiuto in loro nome. Come si potrebbe dire…”

In realtà non sembrava un brutto affare… e comunque non avevo di meglio da fare. Quindi decidi di accettare la richiesta.

“Bene! Quindi accettera?!” Spinta dal potere di Phil-san, perfino il mansueto Randy fu trascinato con entusiasmo. “Allora facciamo subito i preparativi per la missione…”

“Ma prima di fare ciò, hai menzionato le molte persone malate. Randy, se sei un sacerdote, dovresti conoscere qualche incantesimo di magia bianca e castarlo su di loro. Se lo conosci, per favore offri i tuoi servigi a loro ancor prima di partire…”

“Bè, lo farei, ma…” iniziò a dire Randy, grattandosi la testa e assumendo un’espressione sconfortata. “Ma il mio titolo di “sacerdote” non è altro che solo un titolo… E quando casto il mio incantesimo Recovery, non funziona molto bene… tu, invece?”

“Lo stesso per me.”

Phil-san assunse una strana espressione mentre conversavamo.

“Il Recovery non li cura?” Hey, che modi, come puoi definirti il Primo Successore al Trono?... o almeno era quello che stavo per urlargli. Saillune era anche chiamata la “Capitale della Magia Bianca” e ciò perché, per coincidenza, radunava un grande numero di praticanti di questa arte. Ma non tutti loro potevano usare i poteri curativi. Supposi che, alla fine, quella era un’altra delle mie supposizioni senza certezze.

Tutti gli esseri viventi hanno il potere di curare sé stessi e altri malati. L’incantesimo Recovery richiamava il potere naturale tra le persone per un istante, così erano in grado di auto curarsi.

Se la malattia dilagava così tanto che nemmeno il Recovery avrebbe avuto effetto, significava che il morbo era andato oltre al corpo. Noi maghe tendiamo a definirlo colloquialmente “batterio”. Se un mago impreparato avesse provato ad usare quell’incantesimo, la potenza del batterio si sarebbe intensificata e sarebbe mutato e moltiplicato in una malattia spaventosa.

Prima di partire per il mio viaggio, proprio quando avevo appreso il Recovery ma non la sua completa natura, morivo dalla voglia di usarlo. Finchè una donna di un villaggio prese un’insolazione. Quindi per mettermi in mostra, ho tentato di curarla con quell’incantesimo e cambiai il suo malessere in una polmonite – era una storiella divertente. Almeno fino a quando lei si riprese e mi volle pestare selvaggiamente.

Ma non avevo avuto la pazienza di spiegarle tutta la questione e non volevo farlo nemmeno col principe.

Probabilmente era colpa del mio pregiudizio, ma avevo la sensazione che, anche avessi tentato di spiegarglielo, non avrebbe compreso.

“Bè, è così che va il mondo.” dissi.

“Capisco. Ha senso.” disse Phil-san con sorprendente comprensione.

Arrivammo sulla scena davvero velocemente. Non era poi così lontano dal villaggio.

“…quindi è questo il posto.” disse Phil-san, equipaggiato con un’armatura a pezzi, a Randy, nel suo mantello strappato.

Perché quei due erano vestiti in tal modo? vi starete chiedendo. Suppongo che non ci sia molto da dire. Mentre eravamo sulla strada, abbiamo incrociato una grande cascata e decisi di fermarmi a darmi una pulita. Detesto fortemente essere appiccicaticcia e sudata… O almeno penso non ci siano molte persone su questo pianeta a cui invece PIACE essere appiccicosi e sudati…

Ad ogni modo, pensai di usare un incantesimo Fireball per far scaldare immediatamente l’acqua. Ma sentendo il trambusto causato dalla mia magia, quei due sono corsi in mia direzione. E per ringraziarli dell’imbarazzo, ho castato un Mega Brand su di loro.

Non è stata esattamente una battaglia epica, ma il fatto che è avvenuta sul nostro cammino ancor prima di arrivare al posto designato è stato un po’ scoraggiante… ma ho curato le loro ferite, ok? Quindi è tutto apposto!

E comunque, ora le nostre tre paia di occhi stavano davanti a una grande, nera entrata. Più di una normale caverna, sembrava piuttosto un’antica rovina… o una catacomba.

“Entriamo!”

“D’accordo!” dissi con un tono di voce vivace. E Randy annuì passando inosservato.
"Shh!" Randy provò a fermarmi.  

….Oops, avevo capito. Me ne ero dimenticata per un momento, ma Phil-san era il futuro Re (nonostante mi rifiutassi ancora di definirlo "principe"). Era più di un sovrano comodamente seduto sul trono, sembrava fosse più portato ad essere là sul campo di battaglia a far roteare la spada…  

"Bè… Solitamente, non è consuetudine del futuro re prendere le armi e combattere a fianco dei suoi cittadini per la loro salvezza…" disse Phil-san con un’espressione perplessa.  

Sembrava che fosse solo un mi-fingo-nobile (scusatemi) senza alcuna intenzione a sporcarsi le mani. Non di meno.  

"O meglio, non sembrerebbe ma sono contro la violenza…"  

"Maledetto bugiardo!" Ancor prima di rendermene conto, lo stavo già urlando.


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