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Manifesto GLADS 1

Fanworks > Manifesto GLADS

Manifesto Gourry x Lina
O GLADS (Gourry Lina Amore Del Secolo)
redatto da Son-Lina-chan

PARTE 1


Ecco il mio manifesto sulla coppia Lina e Gourry, basato sui romanzi pubblicati finora...^^
Il manifesto è lunghetto, ma sono più che altro traduzioni delle scene dei romanzi, e di penna mia c'è molto meno di quanto potreste aspettarvi...XD Per cui volendo potete anche solo leggere le scene (che sono bellissime...*_*) e saltare i commenti (che, in effetti, sono molto più inutili...XDDDD)
Spero che i fan della coppia apprezzino! *_*
Iniziando dal primo romanzo...
Quando ho iniziato a leggere la saga di romanzi su cui è stato basato l’anime di Slayers, non mi aspettavo sinceramente di trovarvi grandi spunti di carattere “romantico”. Slayers è stato concepito principalmente un fantasy umoristico, e Kanzaka ha dichiarato spesso di non essere particolarmente tagliato per scrivere romance. Ero convinta in effetti che per lo più gli accenni romantici che costellano l’anime fossero stati aggiunti a posteriori, a beneficio del pubblico della serie animata.
Le motivazioni del mio amore per Slayers non si limitavano ovviamente alla coppia L/G, per cui mi sono imbarcata comunque con entusiasmo nella lettura. Speravo di ritrovare anche nei romanzi lo spirito dissacratorio della serie, e riponevo grandi attese soprattutto nella trama (che avevo letto essere più articolata, seria a anche più “cruda” rispetto a quella dell’anime) e nella caratterizzazione dei personaggi, che mi aspettavo essere ancora più a tutto tondo, dato il maggiore spazio offerto dalla carta stampata.
Nessuna di queste aspettative è andata delusa (*piccolo angolo pubblicitario per i romanzi* XD), ma sono rimasta sinceramente (e piacevolmente) stupita nello scoprire che ciò che avevo immaginato riguardo allo sviluppo della relazione fra Lina e Gourry era completamente sbagliato. Se ero sostenitrice della coppia L/G nell’anime, i romanzi sono riusciti a farmela adorare ancora di più. Perché è vero, non ci sono baci e dichiarazioni altisonanti, ma la relazione fra i protagonisti si approfondisce in modo graduale, e realistico, in un crescendo che si coglie in tanti piccoli dettagli e allusioni. Inoltre, la caratterizzazione di Lina e (soprattutto) di Gourry è un po’ diversa rispetto all’anime e se nell’anime alcuni aspetti della loro indole sono stati enfatizzati a fini comici, nei romanzi sono molto più evidenti le sfumature del loro carattere. Grazie a questo, il fondamento della loro relazione appare, a mio parere, ancora più solido.
Questo manifesto descrive la mia visione del rapporto fra Lina e Gourry così come si è formata attraverso i romanzi e spiega su quali basi io li ritenga una coppia “letteraria” estremamente ben riuscita… ^^ Per lo più, si tratta di un commento a singole scene dei romanzi (tradotte dall’inglese) attraverso le quali emerge l’evoluzione della coppia. Ovviamente, la MIA personale interpretazione di ogni scena non si propone come una verità universale, e non è detto che tutti debbano vederle allo stesso modo. ^^ (*incoraggia la discussione costruttiva*)
Non avendo letto i romanzi dal nono al quindicesimo, non potrò includerli nell’analisi… ma sono presenti ampi spoiler per quanto riguarda i primi otto, e alcuni riferimenti allo spin-off scritto da Kanzaka sul passato di Gourry, “Le cose che vede oltre la punta della sua spada”.


Romanzo uno – Occhi di Rubino

“Grandioso. E’ solo una bambina.”

Il primo romanzo della saga di Slayers corrisponde ai primi dieci episodi dell’anime. Narra dell’incontro fra Lina e Gourry, della statuetta contenente la Pietra Filosofale, della lotta e successiva alleanza di Lina e Gourry con Zelgadiss, di Rezo, e del combattimento con una delle sette parti di Shabranigdu. La serie animata, in questo caso, segue in modo piuttosto fedele il romanzo.
La storia è auto-conclusiva, ma nella più ampia economia della saga serve a presentare i personaggi principali, e a gettare le basi per i più intricati sviluppi dei capitoli successivi. Ed è importante, ovviamente, anche nell’ottica del rapporto fra Lina e Gourry, perché al suo interno avviene il loro incontro, e si imposta la loro relazione.
Come nell’anime, anche nel romanzo l’incontro fra Lina e Gourry apre la storia.

“Ci hai davvero fregati. All’inizio pensavamo di inseguirti ed esigere la nostra vendetta, in un modo che si addicesse alla nostra rude reputazione, ma a un certo punto lungo la strada ho iniziato a pensare che potesse esserci un metodo migliore, hmmm…? Forse la cosa migliore da fare è farti unire a noi, eh? Che ne dici, tesorino?”
‘Unirmi a voi? Sento di dovermi fare una doccia solo per il fatto di averti parlato, idiota.’
“Dovrai restituirci il bottino, ovviamente, ma se accetti di unirti a noi considereremo il fatto che tu abbia ucciso il nostro capo come acqua passata.”
Finsi di pensarci su.
“Non ti sto offrendo un cattivo affare.” Proseguì lui. “E’ ciò che potresti chiamare una risoluzione di conflitto non violenta, il ricavare il meglio possibile da una brutta situazione. E’ un dare e offrire: noi ci serviamo delle tue capacità, e tu ne ricavi una banda. Tu ci restituisci il nostro tesoro rubato, e noi ti lasciamo continuare a vivere. Non è un cattivo affare, vedi? Che ne dici?” Chiese, e il suo sorriso si aprì come una ferita.
‘Ho capito come stanno le cose.’ Pensai. Fino a quando non avevo eliminato il loro capo, il pelato lì era stato il suo secondo. Quindi, in effetti, gli avevo fatto un favore. Non voleva vendetta; voleva solo riavere il suo tesoro, e l’aggiunta delle mie speciali abilità al suo arsenale. Probabilmente aveva anche un debole per me. Chi poteva biasimarlo? Sfortunatamente per lui, ho una rigida politica di non restituzione per quanto riguarda i tesori, e non sono semplicemente abbastanza depravata da unirmi a una banda di banditi.
Potete immaginare svegliarsi ogni mattina con un tizio del genere che ti chiede “Come va, tesorino?” No, grazie. Ragazze, dove sono i principi sui cavalli bianchi che ci promettevano le fiabe, eh? Non potrebbe essercene almeno uno, in mezzo a questo mare di delinquenti bifolchi?
Già, immaginavo di no. Oh, beh. Una ragazza può sognare.
“Farai meglio a rispondere in fretta, tesorino. Non si sa mai che genere di feccia si aggiri da queste parti. Non è un buon posto per starsene a ciondolare.”
Il tizio sicuramente aveva una bella parlantina. Tenete presente che io non avevo detto una parola da quando aveva iniziato a blaterare. Me ne ero stata lì zitta mentre lui parlava e parlava. E parlava. E parlava, ancora. Come si dice, degli uomini che amano sentire il suono della propria voce?
Proprio mentre si accingeva a finirla, dicendo “Allora, tesorino, che cosa ne pensi?” mi accorsi di un’altra presenza che faceva il suo ingresso nell’area in cui ci trovavamo. Hmmm…
“Assolutamente no.” Ringhiai, nel tono più basso che riuscii a produrre senza sforzarmi, e puntai i piedi al suolo, per enfatizzare la mia scelta.
“Tu, piccola…” Ringhiò e si bloccò, la bocca aperta, mentre il suo piccolo cervello da bandito lottava per elaborare contemporaneamente la rabbia e il disappunto. Fare più di una cosa alla volta evidentemente non era il suo punto forte, e la pressione gli fece assumere un colorito rosso acceso. In effetti, pensai di vedere del fumo uscire dalle sue orecchie.
“Tu, piccola…” Provò nuovamente.
Finalmente, trovò le parole che stava cercando: “Tu, piccola cagna arrogante.”
‘Oh, bravo. Capisco perché ti ci è voluto così tanto per tirarlo fuori.’
“Ti ho fatto un’offerta generosa, e tu me la hai rigettata in faccia! Per questo, ti faremo mangiare il fegato! Prendetela, ragazzi!”
E a quel punto, dieci uomini uscirono dalla foresta e mi circondarono. Dieci.
“Dieci uomini? E’ tutto qui?” Mi sfuggì. Non volevo essere maleducata, ma dieci? Avanti. Era un insulto. Oh, certo, i dieci tizi mostravano i muscoli e facevano bella mostra di quanto erano duri, cosa che supponevo di apprezzare, ma davvero. Dieci uomini? Era come se non avessero fiducia in me. Triste.
“Oh, non siamo tutti qui, tesorino. I nostri compagni nella foresta proprio ora ti stanno puntando contro le loro frecce aguzze come rasoi. Basta una mia parola e… THWANNG! Tu ti trasformi in un puntaspilli. Ora, ti darò un’altra possibilità di salvarti.”
Dilettanti! Quelle erano ovvie bugie. Come spadaccina e maga, ho un istinto impeccabile per quando mi trovo sotto tiro. Se mi fossi trovata nel mirino di qualcuno, lo avrei saputo. Quegli idioti erano decisamente al di sotto della mia abilità, e cominciavo a essere annoiata, quando…
“Devo attendere che chiamiate qualche compagno, in modo da avere uno scontro equo?”
La presenza che avevo avvertito prima! Tutti ci volgemmo, per vedere da dove proveniva quella secca battuta. Un mercenario errante, solo, si materializzò fra gli alberi, i raggi della luce del mattino che si riflettevano sulla sua spada estratta.
Qualcuno faccia partire il coro degli angeli, vi spiace?
Quell’uomo era una impressionante visione di meravigliosa meraviglia. Era alto, era biondo, e ho già detto che era alto? I suoi pettorali erano stati forgiati dalle scaglie di un serpente di ferro nero e a giudicare dalla sua spada si guadagnava discretamente da vivere come il tipico spadaccino: veloce e abile. Vi ho detto che era alto, giusto? Ho menzionato il fatto che era sexy?
“Un consiglio, ragazzi: se iniziate a correre a tutta velocità ora, alcuni di voi potrebbero in effetti riuscire a tornare alla roccia da sotto la quale siete strisciati prima che io vi raggiunga e vi stermini come i vermi che siete. Uno o due di voi potrebbero perfino riuscire a sopravvivere. Questo, se iniziate ora.”
‘Non male come minaccia.’ Pensai.
La bestia pelata e chiacchierona farfugliò e sputò e sputacchiò e alla fine gridò di rimando. “Chi diavolo sei per uscirtene furtivamente dal bosco e interrompere le nostre delicate trattative con le tue brutte minacce e insulti, eh?”
“Non ho intenzione di insudiciare il mio nome rivelandovelo.” Replicò il biondo.
Ahi. Ok, beh, era un po’ imbarazzante. Francamente, tutto si fece sempre più simile a un cliché e difficile da digerire a partire da quel momento. Non che avessi scelta. Voglio dire, dove potevo andare? Rimasi semplicemente lì in piedi, probabilmente con l’aria di aver inghiottito un insetto, il che era più o meno come mi sentivo.
Non avrei dovuto lamentarmi, giusto? Voglio dire, quale ragazza non vorrebbe un affascinante soccorritore che entra impetuosamente in scena quando si trova in pericolo? E allora, che importava se l’affascinante soccorritore in questione non aveva l’acutezza verbale in cui lei sperava? Una ragazza non può permettersi di essere troppo schizzinosa in tempi come questi, no? Lo so, lo so, ma assecondatemi, ok?
“Tu, piccolo…”
‘Oh, no. Pensate che farà di meglio, questa volta?’
“Tu piccola canaglia impertinente!”
‘Suppongo di no.’
“Faremo mangiare il fegato a entrambi,ora! Prendeteli, ragazzi!”
Alla fine, lo scontro di spada cominciò.
Considerai di aiutare il tizio, ma non volevo metterlo in imbarazzo. Inoltre, il ruolo appropriato per una eroina è correre intorno e gridare a voce assurdamente acuta, non è così? Voglio dire, altrimenti qual è il punto?
Non avevo mai provato l’opzione “corri intorno e grida”, e devo dire, se vi capitasse l’occasione, la raccomando vivamente. E’ molto più divertente di quanto potreste aspettarvi.
Comunque, ero lì, che gridavo come se la mia vita dipendesse da questo e fingevo di non avere idea di quanto succedesse accanto a me. Purtroppo, il tutto finì presto. Il biondo vinse, ovviamente.
Ansante e infiammato dalla vittoria, si fece strada in un campo minato di corpi di banditi e avanzò verso di me. “State bene, milady?” Chiese, mentre i suoi occhi cercavano i miei. Mi diede la prima lunga occhiata, abbeverandosi alla mia grazia e… rimase senza parole.
Ora, non voglio vantarmi, ma non sono esattamente carente dal punto di vista dell’aspetto fisico. Grandi occhi rotondi, una pelle di pesca; il tutto su un piccolo corpo snello e dalle proporzioni minute. Pover’uomo, non aveva nessuna possibilità.
Sospirò – per l’ammirazione e il desiderio, ne ero certa. Quando infine fu in grado di parlare, lo fece in tono bassissimo, come se stesse mormorando una preghiera. Era appena udibile, come un sussurro, e se non fossi stata una maga dotata, con l’udito fino che conseguiva a quel ruolo, probabilmente non lo avrei sentito per nulla. Oh, com’ero fortunata.
“Grandioso. E’ solo una bambina.”
‘Solo una bambina? Ok, questo brucia un po’.’
Oh, ma aspettate. C’è di più!
“Ecco che cosa ottengo, a non guardare più attentamente prima di farmi coinvolgere in queste cose. Voglio dire, mi piacciono i bambini, voglio essere un bravo ragazzo, ma andiamo! Dieci uomini, ho combattuto! Dieci uomini! E’ troppo chiedere che una volta o l’altra ci sia una bellezza ad aspettarmi alla fine? Qualcuno di eccitante, sapete? Tutta senza fiato e grata… è troppo sperare in una cosa del genere? Pare di sì. E ora mi ritrovo a badare alla piccola Miss Senza Tette.”
Aaaah!
Ok, suppongo di non essere molto sviluppata per una ragazza della mia età. E non sono… non sono molto alta. D’accordo, sono bassa. E’ quello che volete sentirmi dire? Sono bassa, e sono piatta. E allora? Almeno riesco a correre velocemente e i vestiti mi stanno bene addosso. Le tette sono sopravvalutate, se me lo chiedete.
Merda! Perché ti colpiscono sempre dove sei più sensibile?
Sono certa che non pensasse che potessi sentire il suo borbottare. Una persona normale non avrebbe potuto farlo, ma che sia un bene o un male, le mie orecchie sono sensibili come quelle di un elfo. Quella volta era un male, direi. Ahi.
In ogni caso, mi aveva aiutata quando mi trovavo in pericolo, quindi ero obbligata a ringraziarlo.
“G-grazie mille.” Balbettai, e sorrisi più ampiamente che potevo.
“Non c’è davvero bisogno di ringraziarmi.” Riuscì a produrre qualcosa come un sorriso in risposta. “Sei ferita, ragazzina?”
‘Ragazzina? Dio, aiutami…’
Sai, non è sicuro per una ragazzina vagare da sola in una zona come questa. Stavi viaggiando con tuo padre o qualcun altro? Vi siete separati? Persi?
‘Grr…’ “No, no… sono –uh – da sola…”
Supposi che tutti quei capelli biondi gli rendessero difficile vedere. Voglio dire, se fossi stata al suo posto, mi piace pensare che avrei capito abbastanza in fretta che la graziosa creatura di fronte a me non era una piccola bambina indifesa.
“Beh, non vorrei che ti accadesse qualcosa di male. Che cosa ne dici se ti accompagno a casa, piccola?”
‘Oh, ora… aspetta solo un dannato minuto…!’
“Dove vivono la tua mamma e il tuo papà?”
‘Grrrrrr!’ “Uh, sono da sola. Non vivo da nessuna parte, esattamente… mi stavo solo dirigendo alla città di Atlas…”
“Capisco, beh, non c’è bisogno che tu spieghi, capisco perfettamente. Ti trovi in una situazione piuttosto difficile, non è così?”
“Eh?”
“Capisco perfettamente. Tutti abbiamo i nostri problemi.” Disse, in un tono esasperatamente condiscendente.
“No, uhm, non credo che tu capisca.”
“Oh, capisco più di quanto tu pensi che io capisca.”
‘Cosa?! Non penso nemmeno di capire cosa tu pensi che io pensi che tu non capisca!’
A posteriori, penso che pensasse di aver salvato una ragazzina indifesa che era stata costretta a vivere da sola a causa di qualche tipo di tragedia. In quel momento, sospettai che avrebbe continuato a vomitare quelle rassicurazioni fino a che lui non fosse morto per soffocamento o io non fossi morta per l’imbarazzo. Uno di noi due doveva mettere fine a quella faccenda.
“No, davvero. Sto bene. Apprezzo la tua gentilezza, ma non sono una vittima. Sono un’avventuriera che vuole vedere il mondo.” Gli stavo dicendo la verità – il che, per inciso, non è poco, per me!
“Davvero, non ho intenzione di ficcare il naso, signorina. Non devi inventare scuse per me.”
‘Ok, questo è davvero il colmo. Per una volta nella mia vita, non sto inventando scuse!’
Non sapevo cos’altro dire.
“D’accordo, allora, signorina. Che ne dici se rimango con te e mi assicuro che tu raggiunga in sicurezza la città di Atlas?”
‘Cattiva idea! Cattiva idea! Cattiva – idea!’
“Oh, signore, n-no… no – non c’è bisogno che tu devi così tanto dalla tua strada! I- io non potrei.”
Nemmeno io scherzavo. La città di Atlas distava DIECI GIORNI. Non potevo immaginare di trascorrere ventiquattro ore al giorno al fianco del Signor Percezione per DIECI GIORNI senza cedere alla tentazione di commettere l’omicidio premeditato di un biondo.
“Non c’è problema.” Disse. “Penso che tu abbia bisogno di un amico.”
Era evidentemente votato all’idea.
“Ma… io…”
La conversazione proseguì a quel modo per un po’. Io obiettai. Lui obiettò alla mia obiezione. Capii le sue motivazioni, ma pensai che avesse frainteso. Lui apprezzò la mia comprensione, ma pensò che avessi frainteso la sua comprensione. E così via, finché fra il comprendere, il fraintendere, il pensare e l’obiettare la mia testa iniziò a pulsare e non mi importò più di chi veniva con me, a patto che cominciassimo a muoverci.
Non eravamo sulla via da venti minuti che già sentì il bisogno di parlare nuovamente. “Non credo che ci siamo ancora presentati. Io sono Gourry. E come probabilmente avrai dedotto, sono uno spadaccino errante. E tu?”
Considerai di dargli un falso nome, ma onestamente ero troppo stanca per vederne il motivo.
“Sono Lina. Sono… una viaggiatrice.”
Ecco. Gli avevo dato il mio vero nome. E sono una viaggiatrice. Forse avevo tralasciato alcuni dettagli importanti. E allora? Gourry aveva già provato di non essere tipo da fare domande penetranti. Immaginai che avrebbe creduto più o meno a tutto quello che volevo fargli credere riguardo alla mia situazione, il che, per quanto mi riguardava, era un punto a suo favore.
E forse non era esattamente un genio, ma sembrava una brava persona. Il suo cuore era al posto giusto,in ogni caso.
Non era certo del tipo “Ehi, ragazzina, facciamo un piccolo viaggio insieme, eh, eh, eh…” Uhm, bleah. Se avesse rivelato qualche squallido doppio fine, lo avrei trasformato in carne da troll. Ma sembrava genuinamente preoccupato per me, quindi non potevo esattamente essere scortese con lui. E in effetti non mi infastidiva come pensavo avrebbe fatto. Comunque, la prospettiva di essere trattata come una bambina per tutta la strada fino alla città di Atlas non era felice, per nessuno dei due. Non è che volessi che flirtasse con me, non sto dicendo questo. Volevo solo… mi sto scavando la fossa da sola, non è così? Ok, lasciamo perdere. Limitiamoci a dire questo: sembrava una brava persona.

Occhi di rubino – pp.13-24


Lo spadaccino, intervenuto in soccorso della maga nella speranza di una… piccante ricompensa, rimane deluso, trovandosi di fronte a quella che crede una ragazzina indifesa. E la maga liquida lo spadaccino come il più classico cavaliere errante pronto a gettarsi in soccorso delle fanciulle indifese. Splendente, letale, ma eccessivamente spaccone, e tutto sommato piuttosto banale. Il bell’aspetto di Gourry (abbiamo capito che è alto, vero?XD) induce temporaneamente Lina ad assumere la maschera della bella da salvare, ma la banalità della situazione comincia velocemente a stare stretta alla maga, e la sua indole pratica e il suo umorismo pungente tornano in fretta ad avere il sopravvento.
Non si tratta decisamente di amore a prima vista. Anzi, la scena prende palesemente in giro i più classici cliché romanzeschi. Ma questo, a mio parere, contribuisce a rende più realistico e meglio delineato il rapporto fra Lina e Gourry. ^^ La loro relazione non è ovviamente l’oggetto centrale del romanzo, ma, nell’ottica del loro rapporto, si può dire che lo scopo del libro sia proprio mostrare come, in una progressione naturale, gli iniziali fraintendimenti vengano superati e i due personaggi giungano a rispettarsi per ciò che sono, e ad apprezzare la reciproca compagnia.

L’irritazione di Lina nei confronti dello spadaccino, comunque, è stemperata quasi da subito dalla constatazione della indole gentile di Gourry. La maga apprezza il fatto che lo spadaccino sia una persona di buon cuore e che si preoccupi genuinamente per lei. Dopo solo poche decine di minuti di convivenza, osserva che il suo carattere non la infastidisce come inizialmente aveva temuto. L’unico tratto dell’atteggiamento di Gourry che continua realmente a seccarla è il suo fare vagamente paternalistico. Lina continuerà infatti praticamente per tutto il romanzo a lamentarsi del fatto di essere trattata come una bambina.
Gourry, da parte sua, nonostante l’iniziale delusione si mostra straordinariamente votato all’idea di scortare Lina. Il punto di vista della narrazione è quello di Lina, e dunque si possono fare solo ipotesi sul motivo del suo impegno, ma nello spin-off sul suo passato si getta luce su molte delle sue possibili ragioni. Gourry, al suo interno, è descritto fondamentalmente come una persona alla ricerca di uno scopo, e più nello specifico di un modo per rendere utile la spada che ha portato via alla sua famiglia, in preda alla frustrazione per le continue lotte interne da essa generata. Lina, probabilmente, gli fornisce l’occasione per realizzare questo desiderio. Inoltre, il fatto che lo spadaccino giunga immediatamente alla conclusione che Lina è sola a seguito di qualche problema famigliare può far pensare che Gourry proietti su di lei la sua stessa situazione (in fondo, lui è DAVVERO fuggito di casa) e, pur sulla base di un fraintendimento, che lo spadaccino scelga di rimanerle a fianco per una sorta di comune sentire.

Al di là delle possibili premesse, comunque, di certo la relazione fra Lina e Gourry non trova immediatamente un suo equilibrio. Gourry continua per gran parte del libro a non trattare Lina da adulta, e non si osserva reale confidenza fra lui e la maga, se non nel finale.
Lina e Gourry, in effetti, sembrano “studiarsi” per tutto il corso del romanzo. Lo spadaccino, in particolare, pare osservare Lina con crescente attenzione e il carattere della maga deve in qualche modo intrigarlo da subito perché, a tratti, mostra di avere colto con inaspettata perspicacia la sua natura.

Un esempio è la scena in cui Lina chiede a Gourry di dargli delle spiegazioni, dopo avere subito il primo attacco di Zolf (a questo punto meglio noto come uomo-mummia…XD). Zolf, alla guida di un gruppo di troll, ha fatto irruzione nella locanda dove lei e Gourry stavano cenando, per farsi restituire gli oggetti che Lina ha rubato alla banda della Zanna del Drago. Prima ancora che la porta della locanda si aprisse, però, Gourry si era reso conto che delle persone stavano per irrompere, e sembrava sapere con certezza che il loro obiettivo era Lina.


“Gourry, che cosa ci fai qui? Questa è la mia stanza!”
“Mi hai promesso una spiegazione, non è così?”
“Davvero?”
“Davvero.”
‘Ah. Beh, ok, allora.’ Anche io avevo un paio di domande da fargli. Tanto valeva tirare fuori tutto in una volta.
“Ok, mi sembra giusto. Ma prima, ho una domanda per te.”
“Sono un libro aperto, ragazzina. Spara.”
‘Ancora con quel dannato “ragazzina”’.
“D’accordo, siediti.”
Gourry afferrò la sedia più vicina e ci si mise a cavalcioni sopra. “Sono seduto.”
“Ora dimmi…” Dissi, avvicinandomi e guardandolo dritto negli occhi. “Cosa provi per me?”
Silenzio.
‘Beccato.’
Per poco non andò in iperventilazione.
“Gourry. Sto scherzando… solo scherzando.”
Emise un ampio sospiro, come se gli fosse stata appena risparmiata la camera delle torture
“Ah, insomma, Lina. E’ stato davvero crudele. Ho pensato di stare per morire, per un mome…”
“Ehi, e questo che cosa dovrebbe significare?”
‘Cavoli.’
“Seriamente, Lina, che cos’è che vuoi sapere? Ti dirò qualsiasi cosa, tranne le mie misure – quelle sono segrete.”
‘Ah, ah, divertiti pure, spiritosone.’
“Come sapevi che quei tizi stavano cercando me?”
“Non sapevo nulla del genere.”
Era inutile negare. “Ehi, sei stato tu a dirlo. Subito prima che quei troll facessero irruzione hai detto ‘pare che nel giro di un secondo vedrò cosa sei in grado di fare’.”
“Oh, quello.” Rispose, imperturbato. “Stavano certamente cercando qualcuno all’interno. Ho immaginato che stessero tentando di recuperare qualcosa che gli era stato rubato. Chiamala una educata deduzione.”
“Ma cosa ti ha fatto pensare che fossi io? C’erano almeno una dozzina di persone…”
“Ehi, ascolta. Odio dover essere io a darti questa notizia, ma non era così difficile. Ho immaginato che stessero cercando te perché tu ficcheresti il naso là dove non dovrebbe stare. Sembri il tipo di persona che trova guai.”
‘Centro.’
Che cosa dovevo fare, ribattere? Mi piace pensare di avere un giudizio migliore della maggior parte delle persone, ma lui aveva ragione. Ho in effetti una sorta di talento nel trovare guai. Mia sorella maggiore era solita dire lo stesso, a casa.

Occhi di rubino – pp.53-55


Gourry conosce Lina da poco più di un giorno, ed è buffo pensare che abbia scelto per descriverla le stesse parole normalmente usate dalla sorella, che la conosce da una vita. ^^
Peraltro, già da questa scena, si osserva una certa propensione giocosa della coppia (con Lina che chiede a tradimento a Gourry cosa prova per lei, e il povero spadaccino che rischia il soffocamento…) Scene di questo tipo costellano anche il secondo romanzo, in cui Lina e Gourry, che ormai si conoscono piuttosto bene, iniziano a scherzare più apertamente sulla propria relazione. Decisamente, la reazione di Gourry in questa occasione non è un segno di imperituro amore (e d’altra parte, dubito che anche le intenzioni di Lina si discostassero di molto dalla volontà di prendersi gioco del malcapitato). Ma la risposta di Gourry a questo genere di situazione varierà decisamente nel corso della saga. Dal poco celato ribrezzo di questa scena ai molto più sospetti (e più lusinghieri per Lina) rossori e imbarazzi dei romanzi successivi. ^^

Reazioni semi-disgustate a parte, comunque, lo spadaccino sembra iniziare a riconoscere e apprezzare da subito alcuni aspetti del carattere della maga. Pochi minuti dopo questo dialogo, Zelgadiss bussa insieme a Zolf alla stanza di Lina, e chiede di trattare l’acquisto dell’oggetto misterioso di cui la sua banda è alla ricerca. Lina gli propone un prezzo assolutamente irragionevole, e la trattativa fallisce miseramente, portando Zel ad abbandonare la stanza con la promessa di diventare suo nemico giurato, a partire dal giorno successivo. Questo atteggiamento della maga lascia Gourry perplesso.


Gourry chiuse la porta con un piccolo tonfo. Attese fino a che non fu certo che i nostri ospiti fossero fuori portata d’ascolto, quindi, finalmente, parlò. “Pensavi davvero che avrebbero accettato il prezzo che avevi chiesto?”
“Ovviamente no! Che cosa ti aspettavi che facessi – che vendessi l’oggetto a quei tizi senza fare domande? Sei pazzo?”
Gourry scosse la testa e sospirò. Non pensava che potessi vederlo, ma anche dall’altra parte della stanza, mi resi conto che stava sorridendo.

Occhi di rubino – p.65



Personalmente, adoro questa, pur breve, scena. ^^ Ho l’impressione che Gourry, alla spiegazione di Lina, si ripeta mentalmente, sospirando, quanto ha avuto ragione nel giudicare la maga una fonte certa di guai… ma il sorriso che gli sorge spontaneo alle labbra, e che cerca di nascondere, sembra suggerire che, suo malgrado, a Gourry l’imprevedibilità e l’astuzia di Lina non dispiacciono affatto. ^^

Questi brevi momenti di parziale complicità, comunque, rimangono ancora fondamentalmente soverchiati dal numero delle occasioni in cui, realisticamente, la relazione fra Lina e Gourry appare impacciata.
Ad esempio, la scena in cui Lina rimane ferita combattendo i berserker inviati da Zelgadiss.


“E’ buffo come io non mi stanchi mai di questo bel cielo.” Ero sdraiata supina su un prato verde, e fissavo il limpido, limpido blu. Il sole era tiepido sul mio viso; la terra calda sotto la mia schiena. Si stava davvero bene.
Avevamo finalmente raggiunto la fine del sentiero che tagliava attraverso la foresta.
L’aria attorno a noi era ravvivata dal canto degli uccelli e pregna dell’odore del sangue.
“Giàààà. E’ davvero un bel cielo.”
“Ehi, Lina.” Giunse una voce dalla mia sinistra. Era sdraiato supino sul prato anche lui.
“Sì, Gourry?”
“Non credo che dovresti prenderla così alla leggera. Specialmente mentre gli altri stanno ancora combattendo.”
Ho menzionato i cumuli di corpi di berserker al suolo dietro Gourry e me? No? Beh, c’erano dei cumuli di corpi di berserker al suolo dietro Gourry e me.
“Già, scusami. Però ho combattuto… un po’.”
“Già, lo hai fatto. Ti ho visto. E non ti sto negando questo. Sto solo dicendo, hai lanciato un incantesimo di attacco – il che andava bene – e poi hai detto ‘lascio a te il resto’, ed è finita lì.”
“Immagino che possa sembrare che io abbia fatto così.”
“No, Lina, ti assicuro, è esattamente quello che hai fatto.” Usando la spada come un bastone, si alzò lentamente in piedi.
“Vorrei riposare un altro po’.” Dissi.
Gourry volse la testa verso di me. “Saremo un obiettivo facile per loro se non arriviamo alla prossima città entro il crepuscolo. Alzati, Lina. Andiamo.”
Non era irragionevole, ma non me la sentivo ancora di allontanarmi da quelle nuvole. Ero piuttosto stanca per tutto il duro lavoro che avevo fatto prima.
“Linaaaa…” Cantilenò, come un padre al suo bambino. Sperando che mi sarei alzata e lo avrei seguito, cominciò ad allontanarsi a un passo più lento del solito
“Solo altri cinque minuti. E’ bello e caldo, qui. Si sta davvero bene.”
“Adesso basta!” Gridò, e, voltandosi, afferrò il mio mantello proprio sopra la mia spalla, e mi tirò su.
“AAAHHHH!”
Il dolore fu insopportabile. La mia fronte colpì il suolo quando caddi, reggendomi il fianco destro.
E’ imbarazzante ammetterlo, ma devo confessare che non me la cavo molto bene con il dolore. Piazzando la mano destra sulla ferita e concentrandovi la mia energia, riuscii, in un irregolare vibrato, a emettere un roco incantesimo di guarigione. Sembrarono volerci cent’anni, ma finalmente il dolore diminuì. Una ferita leggera sarebbe guarita molto in fretta, ma questa? Questa probabilmente avrebbe richiesto un po’ di tempo.
“Lina?”
“Hmmm?” Rimasi calma quanto le circostanze mi permettevano. Non che pensassi di ingannare nessuno, ma solo per il mio personale benessere.
“Sei ferita?”
Riuscii a produrre un breve sorriso, e lo feci sembrare più femminile che potei.
“Ho solo mal di stomaco.” Tubai, dolcemente.
Lo sguardo di Gourry scese dal mio volto al fianco che stavo stringendo.
“Ugh!” Una acuta fitta di dolore mi fece nuovamente sussultare. Gourry aveva inaspettatamente infilato una mano nel mio mantello e localizzato la ferita – si trovava sul mio fianco destro.
L’umidità che vi avvertì gli fece ritirare la mano per la sorpresa e (conoscendo Gourry) per il disgusto.
“Stai…” La sua voce era colma di allarme. “Stai sanguinando!”
“Oh, sto bene.” Dissi, assumendo un’aria coraggiosa. Non stavo cercando di ingannarlo, però. Il dolore stava davvero diminuendo.
“Dici di stare bene…”
“Sto bene, Gourry, te lo giuro. Ho lanciato un incantesimo di guarigione solo pochi minuti fa. Sarò come nuova in un attimo…”
“Ma…”
“Ascolta, avrei preferito lasciarti pensare che sono pigra piuttosto che sentirti domandare ogni dieci secondi se sto bene!”
“Mi dispiace…”
“No! No, va bene, è solo… lasciami solo riposare un altro po’ mentre mi curo, d’accordo?”
“S- sì… certo.” Quindi Gourry si sedette di fronte a me, osservandomi mentre mi curavo. Il che era produttivo più o meno come osservare l’acqua bollire. Ero felice che fosse preoccupato, ma non mi piace che la gente mi veda quando sono debole. Mi fa sentire a disagio. E non c’è niente di peggio che sentirsi deboli e a disagio.
“Quindi sei stata ferita per tutto questo tempo?” Domandò. “Non stavi guardando le nuvole. Eri totalmente impegnata dal tentativo di guarirti. Mi spiace così tanto di aver frainteso…”
“Gourry, ti ho detto che sto bene.”
Cadde in silenzio. Per un po’, si sentì solo il rumore del vento.
“Stanno di nuovo cercando quella cosa.” Dissi, spezzando il silenzio. “Ho controllato un po’ di cose mentre ero sola la notte scorsa.”
“Che genere di cose?”
“Cose come che genere di marchio magico l’uomo mummia potrebbe aver posto su qualsiasi oggetto desiderasse rintracciare.”
“E sei riuscita a capire qualcosa?”
Scossi la testa.
“Stiamo parlando di una statua di una dea in Orihalcon, di un pugnale affilato dalla lama ampia e di un gruppo di monete d’oro da collezione. Nessuno di questi oggetti ha qualche tipo di marchio magico.”
“D’accordo, e quindi…?”
“Penso che possiamo escludere le monete. Sembra chiaro che stia cercando un solo oggetto, non un gruppo di oggetti. Questo lascia il pugnale e la statua.”
“Sarà un bene che tu parli così tanto mentre sei ferita?”
“Cosa? Oh, sto bene. Sono quasi completamente guarita, ora.”
“Quasi completamente guarita non è completamente guarita!”
‘Oh, grazie, papà.’ “Ho detto che sto bene! Comunque, la magia del pugnale probabilmente serve a mantenerlo affilato. Non è un incantesimo di alto livello. Però, potrebbe portare il marchio. D’altra parte, la statua è fatta di Orihalcon, un metallo raro che ha la capacità di sigillare la magia.”
“Quindi non è possibile porvi un marchio?”
“Sì e no. Dal piano astrale, è possibile rintracciare l’energia spirituale emanata dal metallo… Capisci dove voglio arrivare?”
“Non ne ho idea.”
“E’ sufficiente dire che avrebbe potuto marcare entrambi.”
“La cosa più importante è, perché è così deciso a ottenerlo, qualunque cosa sia?”
“Esattamente! Non riesco a capirlo. L’Orihalcon è un metallo prezioso, e il pugnale è un prodotto di decente fattura, ma non c’è niente di speciale in nessuno dei due oggetti. Ma qualcosa fa sì che lui desideri disperatamente uno di quegli oggetti.”
“Ha detto che in sei mesi ti avrebbe dato tre volte il prezzo che gli avevi chiesto. Quindi, deve valere ancora di più per lui. Forse l’oggetto serve a mostrargli dove è nascosto qualche tipo di tesoro sepolto, o una cosa del genere.”
So che cosa state pensando, perché lo pensai anche io. L’idea del tesoro sepolto suonava come qualcosa di uscito da una fiaba, giusto? Giusto. Però, aveva anche decisamente senso.
“Vuoi dire che potrebbe essere un qualche tipo di chiave. Brillante.” Replicai.
“Davvero?” Gourry era quello che ci aveva pensato, ma non sembrava soverchio di fiducia riguardo alla sua teoria.
“Una chiave magica! Sì, potrebbe assolutamente esserlo! Ho sentito di nobili che usano qualcosa del genere per proteggere le loro ville. Mettiamo che ci sia una fontana in un cortile, che si apre per rivelare un tesoro quando una certa giovane donna vi entra. In un caso del genere, la giovane donna è la chiave.”
“Quindi questa chiave… potrebbe essere qualsiasi cosa, magico o meno, giusto?”
“Esatto.”
“Quindi se la statua o il pugnale si trovassero nel posto giusto…”
“Qualcosa potrebbe accadere. O no.”
“Penso di avere capito il punto.”
“E’ solo un’idea, per ora. Comunque…” Mi levai in piedi, in qualche modo. Camminare era ancora un po’ difficile, ma non impossibile.
“Ehi, aspetta…”
“Su, su, sto bene. Sono un po’ stanca, ma non inerme.”
Mentre si alzava, Gourry mi osservò come se fossi fatta di vetro.
“Ah!” Gridai, mentre Gourry mi sollevava fra le sue braccia. Non mi fece male, mi colse solo di sorpresa. “E-ehi! Che cosa diavolo credi di fare?!” Il mio volto assunse il colore di un papavero, mentre mi spiegava esattamente cosa credeva di fare.
“Ti porterò per un po’, solo finché per te non sarà più facile camminare.”
“Sto BENE! E anche tu sei stanco, Gourry…”
“Mia nonna mi faceva sempre promettere di essere gentile con le ragazzine.” Disse, con una strizzata d’occhio.
Se avesse lasciato stare la parte del “ragazzina”, probabilmente non lo avrei picchiato. Oh, beh.

Occhi di rubino – pp. 66-72



Gourry non sa ancora che Lina non è tipo da risparmiarsi nella lotta… in effetti, il fatto che la maga abbia vestito la maschera della damigella in pericolo la prima volta che si sono incontrati potrebbe facilmente suggerirgli che non ami combattere le proprie battaglie.
D’altra parte, appena si rende conto del suo errore, lo spadaccino non esita a scusarsi, e si mostra ancora una volta genuinamente preoccupato per il benessere della maga. I sentimenti di Lina a riguardo, però, paiono contrastanti. Da un lato, riconosce a Gourry il merito del suo atteggiamento cavalleresco, d’altro lato non nasconde di non essere abituata a un trattamento eccessivamente protettivo, e di esserne addirittura piuttosto infastidita.
Con l’avanzare della saga emergerà chiaramente che questo fastidio è legato piuttosto alle circostanze e alle insicurezze di Lina che a una reale avversione per l’aspetto protettivo del carattere di Gourry. A questo punto, l’atteggiamento dello spadaccino non sembra ancora legato realmente a un attaccamento nei confronti di Lina. Piuttosto, a una combinazione di simpatia per la maga, di personale buon cuore, di senso di colpa e di generica volontà “cavalleresca” di aiutare una persona più debole in difficoltà (restando così fedele alla promessa rivolta alla nonna). Credo che questo ultimo aspetto influenzi molto la risposta della maga, che non a caso, nel finale, rimarca di essere stata disturbata dal trattamento da ragazzina, più che da qualsiasi altra cosa. Inoltre, Lina si trova di fronte una persona che le è ancora fondamentalmente estranea, di cui si fida limitatamente, ma che non gode certo della sua intimità e confidenza. Apparire debole di fronte a qualcuno del genere la mette, come lei stessa sottolinea, a disagio. A mano a mano che conoscerà Gourry, però, Lina si farà sempre meno remore ad accettare il suo supporto, materiale ed emotivo. Gourry diventerà di fatto uno dei pochi personaggi, se non l’unico, a cui Lina accetterà di appoggiarsi nei romanzi successivi.
Nella scena, peraltro, emergono per la prima volta anche le differenze fra la caratterizzazione di Gourry nei romanzi e quella dell’anime. In questa occasione, lo spadaccino mostra di essere in grado di condurre una conversazione alla pari con Lina, pur limitato dalle sue scarse conoscenze in fatto di magia. In effetti, nei romanzi lo spadaccino è per lo più presentato come un personaggio non stupido, ma che si intende poco di magia, e che diviene dunque l’occasione per divulgare al lettore le informazioni necessarie allo svolgimento della trama.

La reazione di Gourry alla ferita di Lina, comunque, non è l’unico momento di imbarazzo nell’interazione fra la maga e lo spadaccino.
Un altro esempio è la scena in cui, dopo essere stata attaccata nel cuore della notte dagli uomini di Zelgadiss (messi poi in fuga, almeno apparentemente, da Rezo), Lina decide di fermarsi a dormire, per sicurezza, nella camera di Gourry.


Mentre parlavo, chiusi la porta della mia stanza e entrai in quella di Gourry, accoccolandomi in un angolo.
“Uhm, scusami ragazzina.” Mi chiamò Gourry. “Sei nella mia stanza…”
“Lo so.” Spiegai, più semplicemente che potei. “Se torno nella mia stanza, potrebbe esserci un altro attacco.”
“E stare nella mia stanza, come potrebbe…?”
“Stare in due mi fa sentire più al sicuro che stare da sola.”
“Ho capito. Dormi sul letto. Io dormirò sul pavimento.”
“Non posso. Sono io che mi sto imponendo.”
“… va bene, va bene.”
Sapendo che non poteva convincermi, Gourry si distese in un angolo sul lato opposto della stanza.
“Ehm… perché non dormi sul letto?” Fui io a domandarlo, stavolta.
“Un uomo non può dormire sul letto mentre una ragazza dorme sul pavimento.” Dichiarò. Chiaramente, era la ovvia verità.
Riuscii a produrre un sorriso forzato.
“Beh, come preferisci… buona notte, Gourry.”
“Notte notte, ragazzina.”
‘Uff. E’ davvero un bravo ragazzo. Se solo non mi trattasse così tanto come una bambina.’

Occhi di rubino – pp.85-86



Lina è sufficientemente a suo agio con Gourry, e si fida abbastanza di lui da decidere di condividere coi lui la stanza. Ancora una volta, però, la maga appare incerta su come reagire alla sua cavalleria. Da un lato sembra esserne vagamente divertita, dall’altro, però, ne è anche chiaramente infastidita (dal momento che descrive il proprio sorriso come “forzato”). A frenare il suo apprezzamento per l’atteggiamento di Gourry, probabilmente, sono esattamente gli stessi argomenti elencati sopra. Lina ancora non conosce Gourry. Inoltre, anche se il comportamento di Gourry sembra spontaneo, è lo stesso che rivolgerebbe a una qualsiasi ragazzina inerme. Lo spadaccino ancora non rispetta Lina per quello che veramente è, e l’idea di essere trattata da bambina unicamente per il suo aspetto evidentemente continua a non sorridere particolarmente alla maga. (anche se, bisogna dire, Gourry mostra di aver già capito che, quando Lina è ferma riguardo a qualcosa, non vale la pena di insistere…; P)

La stessa impressione si riconferma nel loro dialogo della mattina successiva.


“Ieri hai parlato con molto rispetto di quel Rezo, di fronte a lui.” Notò. “Ma non ho avuto l’impressione che ti fidassi di lui.”
‘Bingo, Gourry.’
“E’ tutta una questione di prospettiva, suppongo…” Anche io parlai a bassa voce. “Come facciamo a sapere che quel tizio è davvero Rezo? Rezo è una leggenda vivente, ma nessuno ha riferito di averlo incontrato di persona da almeno una decina di anni.”
“Quindi pensi che uno dei nemici potrebbe dichiarare di essere Rezo solo per avvicinarsi a noi?”
“Potrebbe essere.”
“Come fai a sapere che sono davvero chi dichiaro di essere, Lina? Sembri fidarti di me.”
“Davvero pensi che mi fidi di te?” Scherzai.
“Ehi, questo non è carino!” Si lamentò Gourry.
“Sto scherzando. Non sembri una persona con doppi fini.”
“Grazie, ragazzina.” Disse Gourry, come se stesse accarezzando un cucciolo sulla testa.
‘Bel modo di rovinare un bel momento, amico. Di nuovo!’

Occhi di rubino – pp.90-91



Gourry mostra ancora una volta una certa abilità nel leggere nella mente di Lina, e Lina ammette di avere fiducia di in Gourry. Ma allo spadaccino basta tornare al suo ricorrente atteggiamento da fratello maggiore, per rovinare un momento che, come sottolinea la maga, poteva avere un che di complicità.

Sul finire del romanzo, però, le dinamiche dell’interazione fra Lina e Gourry sembrano iniziare a mutare.
In primo luogo, pare venire alla luce un aspetto che diventerà tipico della loro relazione nei romanzi successivi: la tendenza a porre la sicurezza dell’altro prima di ogni altra cosa. Ne è un esempio la scena in cui Lina e Gourry si sono appena rincontrati, dopo che Lina è stata prima rapita e poi liberata da Zelgadiss. La maga ha raccontato allo spadaccino quanto è successo da quando si sono separati; dopo il racconto di Lina, Zelgadiss ha chiesto a Gourry di consegnarli la statuetta con la pietra filosofale, ma Gourry si è rifiutato, sostenendo che la volontà di vendetta di Zel nei confronti di Rezo è un fine egoistico esattamente quanto il desiderio di Rezo di ritrovare la vista. A questo punto, Gourry e Zelgadiss sono sul punto di iniziare un duello, e Lina cerca di convincerli a tornare alla ragione e pensare piuttosto a una strategia da adottare contro Rezo…


Alzai la voce. “Ho detto di smetterla!” Gridai. “Avremo un sacco di tempo dopo per combattere fra di noi. Ora, abbiamo problemi più urgenti a cui dedicarci!”
“La signora non ha idea di quanto abbia ragione.” Disse una voce che sembrava vetro affilato. Veniva proprio da dietro – no, proprio da vicino al mio orecchio. Sentii qualcosa di appuntito e freddo risalirmi il collo. Seppi d’istinto che, se avessi anche solo sussultato, sarei morta.
Gli occhi di tutti si volsero in mia direzione, ed ebbero modo di osservare bene chi si trovava dietro di me. Io non dovevo vedere di chi si trattava. La sua voce era inconfondibile.
“Rezo.” Gourry fu il primo a pronunciare il suo nome.
“Sì. Mi spiace di non essermi tenuto in contatto con voi. Lasciamo stare le solite formalità, che ne dici? Dovresti sapere cosa voglio, non è così… Gourry? Oh, sì. Lo sento. Sì, certamente lo sai.”
“Vuoi la pietra.”
“Voglio, in effetti, ‘la pietra’, come la hai così irrispettosamente chiamata. Sono certo che tu capisca, ma per favore, lascia che te lo espliciti: se dovessi tentare qualcosa di avventato, se dovessi anche solo starnutire in modo inaspettato, io mi farei avanti, solo di un poco. E quel movimento, per quanto minimo, sarebbe sufficiente a piantare questo ago in questo grazioso collo, uccidendo la ragazza… all’istante.”
‘Aiuto.’
I battiti del mio cuore accelerarono, mentre afferravo la realtà di quanto stava accadendo. Iniziai a sudare. A secchiate.
‘Non voglio morire.’
“Sta bluffando! Non farlo!” La voce di Zelgadiss si levò in un grido. Nessuno gli credette, nemmeno per un momento. Zelgadiss sapeva meglio di chiunque altro che Rezo non era tipo da bluffare. Era pronto a sacrificarmi per la pietra.
Una goccia di sudore scese dalla mia guancia al mio collo. Avrebbe potuto sembrare una lacrima.
“Dimmi che cosa vuoi fare con la pietra.” Ordinò Gourry.
“La ragazza te lo ha spiegato prima. Voglio solo vedere il mondo con i miei occhi. Niente di più.”
“Sacrificheresti la mia vita per la tua vista?” Gli chiesi, restando immobile. “Perché?”
“Non c’è spiegazione che una persona che riesce a vedere possa capire.”
‘E’ così, dunque.’
“Ora, la pietra…” Rafforzò la sua presa.
“D’accordo.” Gourry abbassò la spada.
“Fermo! No! Non dargliela…!”
Ignorando le suppliche di Zelgadiss, Gourry estrasse la statua di Orihalcon.
“Eccola.” Disse, lanciando la statua a Rezo. Sembrò attraversare lo spazio fra loro due al rallentatore. Rezo allungò la mano destra e la afferrò, stringendola con forza.
“Ce l’ho.” Disse, più a se stesso che a chiunque altro. “Ce l’ho… dopo tutti questi anni, è mia!” La sua voce era cambiata. Era colma di malvagia gioia.
“Lascia andare la ragazza!” Gridò Gourry.
“Non ti preoccupare, la rilascerò subito.”

Occhi di rubino – pp.160-162



Mentre in questa scena la preoccupazione principale di Zelgadiss è quella di evitare che Rezo si impossessi della pietra (al punto da accettare, al pari del Monaco Rosso, di sacrificare la vita di Lina per fare sì che ciò non accada), Gourry sceglie di dare la precedenza alla sicurezza di Lina, e consegna incautamente la statua a Rezo.
A questo punto della storia, non si può dire che Zel e Lina abbiano avuto meno occasione di Lina e Gourry di stabilire un rapporto di amicizia. Lina ha trascorso qualche giorno da sola con Gourry, quindi è stata rapita, e prima di ritrovare lo spadaccino ha passato qualche giorno da sola con Zelgadiss (in una convivenza, peraltro, sostanzialmente apprezzata da entrambi). Certo, Gourry non condivide con Zelgadiss l’odio verso Rezo, e dunque la questione della statuetta per lui è meno personale. Ma lo spadaccino è anche consapevole del fatto che il Monaco Rosso non è tipo da farsi scrupoli, e che potrebbe utilizzare la pietra in un modo pericoloso. Dal momento che lui e Lina non si conoscono da molto, potrebbe sfiorarlo il pensiero di mettere a repentaglio la vita della maga per un bene superiore, così come Zel sarebbe pronto a sacrificarla per i suoi scopi di vendetta. Ma, nonostante il rischio, la vita di Lina rimane, già in questa fase della storia, la sua prima scelta.

Ma è la battaglia con Rezo/Shabranigdu a mutare totalmente, e definitivamente, la considerazione che Gourry ha di Lina.

“Io combatterò…” Dichiarò Zel, alla fine. “So che non vincerò, ma se continuassi a scappare, Rodimus e Zolf non mi perdonerebbero mai.”
Il fuoco si spense, nuovamente.
“Verrò con te.” Disse Gourry, forse leggendo un presagio nell’estinguersi delle fiamme. “Anche se non funzionerà, non posso lasciarti andare da solo.”
“Mi spiace… non era la tua lotta.” Sussurrò Zel.
“Ehi, non c’è problema. E’ anche il mio mondo. Ed è una mia scelta.” Replicò Gourry.
Presa questa decisione, entrambi tornarono al silenzio. Capii, ovviamente, che stavano attendendo la mia risposta. Non che non potessi darla. Non che non stessi prestando attenzione. Stavo solo osservando il fuoco che si consumava.
“Io…” Aprii la bocca e cercai di parlare. Nessuno dei due rispose, supposi perché non volevano influenzare la mia decisione. Rimasero fermi, osservando le braci scintillanti.
“Io non voglio morire.” Mormorai, e mantenetti lo sguardo fisso sul fuoco.
“Nessuno ti sta forzando.” Gourry si volse, e mi guardò gentilmente, mentre parlava.
Mi alzai. Avvertii la rabbia ribollirmi nel sangue.
“E’ così? Sapete una cosa? Combattere per morire è stupido. Gli uomini parlano sempre di cose stupide come il ‘coraggio’ e l’ ‘onore’, prima di gettare via le loro vite! Quando muori… è finita! E’ tutto finito, gente! Non potete portarvi l’onore nella tomba!”
“Fai come preferisci.” Disse Zelgadiss. “Continua a scappare, se scegli di farlo. Solo… non allearti con lui. Se lo farai, ti ucciderò con le mie mani.”
Mi portai le mani ai fianchi, e feci un grosso sospiro. “Ehi… mi avete sentito dire che non avrei combattuto?”
“Cosa?” Entrambi mi guardarono, e nessuno dei due comprese.
“Non fraintendetemi. Dire, ‘non voglio combattere per perdere’ non è solo un altro modo per dire ‘non voglio combattere’, capite? E’ un altro modo di dire ‘non voglio perdere’. Se abbiamo anche solo l’un per cento di possibilità di vincere, e combattiamo per perdere, quell’uno per cento di trasforma in un grosso, grasso zero. Io non voglio assolutamente morire. Ecco perché, quando combatto… combatto per vincere. Con voi ragazzi, ovviamente… se mi volete con voi.”
[…]
“Allenamento, dici? Certo, parteciperemo. Può essere utile un po’ di allenamento, non è vero, ragazzi? Ma stai attento, Rezo. Potresti essere tu a pentirtene.”
“Ah, ah, ah. Forse. Ma questo morale alto è una buona cosa. Vi voglio vitali. Altrimenti, inseguirvi sarebbe stato un totale spreco di tempo.”
“Non intendiamo perdere, sai.” Disse Gourry. Sia lui che Zelgadiss si alzarono.
[…]
Ci fu un’esplosione.
“Aaaah!” Gourry fu spinto all’indietro di circa cinquanta piedi. Colpì duramente il suolo.
“Gourry!”
“Sto bene!” Gridò, mentre si trovava ancora al suolo e non appariva affatto come uno che “sta bene”.
“Direi che ho finito di giocare con voi. Avete detto le vostre preghiere? E’ giunto per voi il momento di morire.” Annunciò, come un dato di fatto. Che tatto, eh?
“No, dannazione!” Zelgadiss si ritirò. La sua figura venne istantaneamente avvolta dalle fiamme.
“Zel!” Gridai.
“E’ fatto di pietra, Lina, starà bene! Non brucerà. E comunque… prendi questa!” Gridò Gourry, lanciando qualcosa in mia direzione. La afferrai di riflesso.
‘Che diavolo?!’
La afferrai, ma i miei occhi erano puntati sul Signore dei Demoni, che era avanzato di un passo.
‘La Spada di Luce?!’
“Usala bene, Lina!” Disse Gourry. “Usa il potere della spada con la tua Magia Nera!”
“Intendi usare il potere della Luce per aumentare il potere dell’Oscurità?” Shabranigdu era così divertito che non tentò più di contenere la sua ilarità. “Follia…” Ridacchiò.
Aveva ragione. Non si può combinare la Magia Bianca e la Magia Oscura. Le due forze opposte si cancellerebbero semplicemente a vicenda.
‘Però…’
“Spada! Concedimi il tuo potere!”

Occhi di rubino – pp.166-179


Di fronte alla sua iniziale (apparente) riluttanza a confrontarsi con Shabranigdu, Gourry assicura immediatamente alla maga, con gentilezza, che non è costretta a combattere. Da un lato, questo atteggiamento riflette la natura dolce e accomodante di Gourry (che ben risalta dal contrasto con la crudezza di Zelgadiss, inizialmente meno mitigata, nei romanzi, rispetto all’anime). D’altro lato, però, questo comportamento sembra fare paio con la scarsa propensione di Gourry, nel corso di tutto il romanzo, a fare affidamento sulle capacità di Lina.
Di lì a poco, tuttavia, il discorso di Lina sul “combattere per vincere”, il suo fegato nel criticare l’atteggiamento fatalista dei due uomini, sembra impressionare Gourry. E’ infatti lo spadaccino, che poco prima aveva detto a Zelgadiss che la loro lotta poteva essere inutile, a comunicare a uno strafottente Shabranigdu, richiamando le parole di Lina, che lui e i suoi compagni “non hanno intenzione di perdere”.
Ho l’impressione che questo sia il punto di svolta per Gourry, e che a partire da questo momento l’ammirazione e la fiducia dello spadaccino nei confronti della maga siano in continuo crescendo. Nel corso della battaglia, infatti, Gourry fa apertamente affidamento su Lina, e assume per lei un ruolo di supporto. La rassicura sulla propria sorte e quella di Zelgadiss, cercando di farla rimanere focalizzata sulla battaglia. E, affidandole la Spada di Luce (che prima, come nell’anime, aveva rifiutato di farle anche solo toccare), la pone (non si sa se per esperienza, per fortuna, o per una sorta di recondito intuito) sulla strada di quello che sarà il suo colpo risolutivo. Lina e Gourry hanno cominciato a lavorare come una squadra. E la loro coordinazione in battaglia e il loro legame si faranno, a partire da questo momento, sempre più stretti.

Questa svolta nella relazione fra Lina e Gourry diviene esplicita nell’epilogo del romanzo.

Pronunciati gli addii, Zelgadiss lasciò la mia mano, volse la schiena, e si allontanò.
“Lina…” Iniziò Gourry, mentre entrambi osservavamo la figura di Zelgadiss rimpicciolire in lontananza.
Sin dalla battaglia con il Signore dei Demoni, Gourry aveva iniziato a chiamarmi “Lina” invece di “ragazzina”.
“Lina, il modo in cui gli hai stretto la mano… non ti starai innamorando di quel tipo, vero?”
“Non essere ridicolo.” Risi.
“Non penso sia così ridicolo.” Disse, e fortunatamente cambiò argomento. “Allora, cosa farai quando arriveremo nella città di Atlas?”
“Hmmm, non lo so…” Divenni pensosa. “Perché non mi dai la Spada di Luce come hai detto che avresti fatto, Gourry?”
“Che cosa avrei detto? Quando?”
“Non me la darai, allora?”
“Ovviamente no.”
“Peccato. Sarei stata praticamente invincibile. Sarebbe stato un fantastico progetto di ricerca…”
“Ho detto di no.”
“Già, lo so.” Annuii.
“Quindi, cosa hai intenzione di fare?” Chiese Gourry, confuso.
“Ho deciso che continuerò a viaggiare.”
“Dove?” Chiese, ancora non comprendendo.
“Ovunque tu vada.”
“Eh?”
“Ti seguirò ovunque fino a che non deciderai di darmi la Spada di Luce.” Gli strizzai l’occhio. “Comunque… andiamo.”
“Oooooh.” Disse Gourry, sorridendo. “Oh, siamo d’accordo, allora.”
Con questo, cominciammo a muoverci.
Verso la città di Atlas.


Occhi di rubino – pp.192-194


Ormai Lina, per Gourry, è solo Lina. Il fatto che lo spadaccino non la chiami (e la consideri) più “ragazzina” è il segno del fatto che la maga si è guadagnata definitivamente il suo rispetto. E’ su questa base che la relazione fra Lina e Gourry inizierà a svilupparsi, dai romanzi successivi, in un senso molto più stretto e profondo.
L’apparente disagio di Gourry nel domandare a Lina se si sta innamorando di Zelgadiss sembra anche sottintendere qualcosa di più del semplice rispetto. Sinceramente, non credo che Gourry a questo punto sia perdutamente innamorato di Lina. Però, ho l’idea che provi verso la maga un misto di amicizia e sentimenti più confusi (che si chiariranno soprattutto a partire dal terzo romanzo). Certamente, l’impressione generale è che Gourry sia riluttante ad attenersi all’accordo preso con Lina all’inizio del viaggio e ad allontanarsi da lei; o quanto meno, il sorriso con cui suggella il nuovo “patto” con lei, nel finale, suggerisce che non è decisamente infastidito dalla scelta della maga di restargli a fianco.
Anche la volontà di Lina di continuare a viaggiare con Gourry non sembra totalmente dettata dalla “scusa ufficiale” della Spada di Luce. Se non le piacesse la compagnia dello spadaccino, troverebbe di certo una soluzione alternativa, per cercare di ottenere la sua spada, al rimanere ventiquattro ore al giorno al suo fianco. Credo che Gourry si sia semplicemente rivelato per lei un amico, e un buon compagno di viaggio. Questo, a maggior ragione dopo aver imparato a conoscerla e rispettarla realmente.
Lo sguardo che Lina e Gourry si scambiano, fissando le nuove condizioni su cui si baserà la loro convivenza, sembra sottintendere una reciproca, silenziosa comprensione delle rispettive motivazioni. La cosa certa, comunque, è che a partire da questo momento la maga e lo spadaccino non si separeranno più l’uno dall’altra, a meno di non esserne costretti.


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