Manifesto Gourry x Lina
O GLADS (Gourry Lina Amore Del Secolo)che dir si voglia
redatto da Son-Lina-chan
 
Ecco il mio manifesto sulla coppia Lina e Gourry, basato sui romanzi pubblicati finora...^^ 
Il manifesto è lunghetto, ma sono più che altro traduzioni delle scene dei romanzi, e di penna mia c'è molto meno di quanto potreste aspettarvi...XD Per cui volendo potete anche solo leggere le scene (che sono bellissime...*_*) e saltare i commenti (che, in effetti, sono molto più inutili...XDDDD)
Spero che i fan della coppia apprezzino! *_*
Iniziando dal primo romanzo...
Quando ho iniziato a leggere la saga di romanzi su cui è stato basato l’anime di Slayers, non mi aspettavo sinceramente di trovarvi grandi spunti di carattere “romantico”. Slayers è stato concepito principalmente un fantasy umoristico, e Kanzaka ha dichiarato spesso di non essere particolarmente tagliato per scrivere romance. Ero convinta in effetti che per lo più gli accenni romantici che costellano l’anime fossero stati aggiunti a posteriori, a beneficio del pubblico della serie animata.
Le motivazioni del mio amore per Slayers non si limitavano ovviamente alla coppia L/G, per cui mi sono imbarcata comunque con entusiasmo nella lettura. Speravo di ritrovare anche nei romanzi lo spirito dissacratorio della serie, e riponevo grandi attese soprattutto nella trama (che avevo letto essere più articolata, seria a anche più “cruda” rispetto a quella dell’anime) e nella caratterizzazione dei personaggi, che mi aspettavo essere ancora più a tutto tondo, dato il maggiore spazio offerto dalla carta stampata.
Nessuna di queste aspettative è andata delusa (*piccolo angolo pubblicitario per i romanzi* XD), ma sono rimasta sinceramente (e piacevolmente) stupita nello scoprire che ciò che avevo immaginato riguardo allo sviluppo della relazione fra Lina e Gourry era completamente sbagliato. Se ero sostenitrice della coppia L/G nell’anime, i romanzi sono riusciti a farmela adorare ancora di più. Perché è vero, non ci sono baci e dichiarazioni altisonanti, ma la relazione fra i protagonisti si approfondisce in modo graduale, e realistico, in un crescendo che si coglie in tanti piccoli dettagli e allusioni. Inoltre, la caratterizzazione di Lina e (soprattutto) di Gourry è un po’ diversa rispetto all’anime e se nell’anime alcuni aspetti della loro indole sono stati enfatizzati a fini comici, nei romanzi sono molto più evidenti le sfumature del loro carattere. Grazie a questo, il fondamento della loro relazione appare, a mio parere, ancora più solido.
Questo manifesto descrive la mia visione del rapporto fra Lina e Gourry così come si è formata attraverso i romanzi e spiega su quali basi io li ritenga una coppia “letteraria” estremamente ben riuscita… ^^ Per lo più, si tratta di un commento a singole scene dei romanzi (tradotte dall’inglese) attraverso le quali emerge l’evoluzione della coppia. Ovviamente, la MIA personale interpretazione di ogni scena non si propone come una verità universale, e non è detto che tutti debbano vederle allo stesso modo. ^^ (*incoraggia la discussione costruttiva*)
Non avendo letto i romanzi dal nono al quindicesimo, non potrò includerli nell’analisi… ma sono presenti ampi spoiler per quanto riguarda i primi otto, e alcuni riferimenti allo spin-off scritto da Kanzaka sul passato di Gourry, “Le cose che vede oltre la punta della sua spada”.


Romanzo uno – Occhi di Rubino

“Grandioso. E’ solo una bambina.”


Il primo romanzo della saga di Slayers corrisponde ai primi dieci episodi dell’anime. Narra dell’incontro fra Lina e Gourry, della statuetta contenente la Pietra Filosofale, della lotta e successiva alleanza di Lina e Gourry con Zelgadiss, di Rezo, e del combattimento con una delle sette parti di Shabranigdu. La serie animata, in questo caso, segue in modo piuttosto fedele il romanzo.
La storia è auto-conclusiva, ma nella più ampia economia della saga serve a presentare i personaggi principali, e a gettare le basi per i più intricati sviluppi dei capitoli successivi. Ed è importante, ovviamente, anche nell’ottica del rapporto fra Lina e Gourry, perché al suo interno avviene il loro incontro, e si imposta la loro relazione.
Come nell’anime, anche nel romanzo l’incontro fra Lina e Gourry apre la storia.
“Ci hai davvero fregati. All’inizio pensavamo di inseguirti ed esigere la nostra vendetta, in un modo che si addicesse alla nostra rude reputazione, ma a un certo punto lungo la strada ho iniziato a pensare che potesse esserci un metodo migliore, hmmm…? Forse la cosa migliore da fare è farti unire a noi, eh? Che ne dici, tesorino?”
‘Unirmi a voi? Sento di dovermi fare una doccia solo per il fatto di averti parlato, idiota.’
“Dovrai restituirci il bottino, ovviamente, ma se accetti di unirti a noi considereremo il fatto che tu abbia ucciso il nostro capo come acqua passata.”
Finsi di pensarci su.
“Non ti sto offrendo un cattivo affare.” Proseguì lui. “E’ ciò che potresti chiamare una risoluzione di conflitto non violenta, il ricavare il meglio possibile da una brutta situazione. E’ un dare e offrire: noi ci serviamo delle tue capacità, e tu ne ricavi una banda. Tu ci restituisci il nostro tesoro rubato, e noi ti lasciamo continuare a vivere. Non è un cattivo affare, vedi? Che ne dici?” Chiese, e il suo sorriso si aprì come una ferita.
‘Ho capito come stanno le cose.’ Pensai. Fino a quando non avevo eliminato il loro capo, il pelato lì era stato il suo secondo. Quindi, in effetti, gli avevo fatto un favore. Non voleva vendetta; voleva solo riavere il suo tesoro, e l’aggiunta delle mie speciali abilità al suo arsenale. Probabilmente aveva anche un debole per me. Chi poteva biasimarlo? Sfortunatamente per lui, ho una rigida politica di non restituzione per quanto riguarda i tesori, e non sono semplicemente abbastanza depravata da unirmi a una banda di banditi.
Potete immaginare svegliarsi ogni mattina con un tizio del genere che ti chiede “Come va, tesorino?” No, grazie. Ragazze, dove sono i principi sui cavalli bianchi che ci promettevano le fiabe, eh? Non potrebbe essercene almeno uno, in mezzo a questo mare di delinquenti bifolchi?
Già, immaginavo di no. Oh, beh. Una ragazza può sognare.
“Farai meglio a rispondere in fretta, tesorino. Non si sa mai che genere di feccia si aggiri da queste parti. Non è un buon posto per starsene a ciondolare.”
Il tizio sicuramente aveva una bella parlantina. Tenete presente che io non avevo detto una parola da quando aveva iniziato a blaterare. Me ne ero stata lì zitta mentre lui parlava e parlava. E parlava. E parlava, ancora. Come si dice, degli uomini che amano sentire il suono della propria voce?
Proprio mentre si accingeva a finirla, dicendo “Allora, tesorino, che cosa ne pensi?” mi accorsi di un’altra presenza che faceva il suo ingresso nell’area in cui ci trovavamo. Hmmm…
“Assolutamente no.” Ringhiai, nel tono più basso che riuscii a produrre senza sforzarmi, e puntai i piedi al suolo, per enfatizzare la mia scelta.
“Tu, piccola…” Ringhiò e si bloccò, la bocca aperta, mentre il suo piccolo cervello da bandito lottava per elaborare contemporaneamente la rabbia e il disappunto. Fare più di una cosa alla volta evidentemente non era il suo punto forte, e la pressione gli fece assumere un colorito rosso acceso. In effetti, pensai di vedere del fumo uscire dalle sue orecchie.
“Tu, piccola…” Provò nuovamente.
Finalmente, trovò le parole che stava cercando: “Tu, piccola cagna arrogante.”
‘Oh, bravo. Capisco perché ti ci è voluto così tanto per tirarlo fuori.’
“Ti ho fatto un’offerta generosa, e tu me la hai rigettata in faccia! Per questo, ti faremo mangiare il fegato! Prendetela, ragazzi!”
E a quel punto, dieci uomini uscirono dalla foresta e mi circondarono. Dieci.
“Dieci uomini? E’ tutto qui?” Mi sfuggì. Non volevo essere maleducata, ma dieci? Avanti. Era un insulto. Oh, certo, i dieci tizi mostravano i muscoli e facevano bella mostra di quanto erano duri, cosa che supponevo di apprezzare, ma davvero. Dieci uomini? Era come se non avessero fiducia in me. Triste.
“Oh, non siamo tutti qui, tesorino. I nostri compagni nella foresta proprio ora ti stanno puntando contro le loro frecce aguzze come rasoi. Basta una mia parola e… THWANNG! Tu ti trasformi in un puntaspilli. Ora, ti darò un’altra possibilità di salvarti.”
Dilettanti! Quelle erano ovvie bugie. Come spadaccina e maga, ho un istinto impeccabile per quando mi trovo sotto tiro. Se mi fossi trovata nel mirino di qualcuno, lo avrei saputo. Quegli idioti erano decisamente al di sotto della mia abilità, e cominciavo a essere annoiata, quando…
“Devo attendere che chiamiate qualche compagno, in modo da avere uno scontro equo?”
La presenza che avevo avvertito prima! Tutti ci volgemmo, per vedere da dove proveniva quella secca battuta. Un mercenario errante, solo, si materializzò fra gli alberi, i raggi della luce del mattino che si riflettevano sulla sua spada estratta.
Qualcuno faccia partire il coro degli angeli, vi spiace?
Quell’uomo era una impressionante visione di meravigliosa meraviglia. Era alto, era biondo, e ho già detto che era alto? I suoi pettorali erano stati forgiati dalle scaglie di un serpente di ferro nero e a giudicare dalla sua spada si guadagnava discretamente da vivere come il tipico spadaccino: veloce e abile. Vi ho detto che era alto, giusto? Ho menzionato il fatto che era sexy?
“Un consiglio, ragazzi: se iniziate a correre a tutta velocità ora, alcuni di voi potrebbero in effetti riuscire a tornare alla roccia da sotto la quale siete strisciati prima che io vi raggiunga e vi stermini come i vermi che siete. Uno o due di voi potrebbero perfino riuscire a sopravvivere. Questo, se iniziate ora.”
‘Non male come minaccia.’ Pensai.
La bestia pelata e chiacchierona farfugliò e sputò e sputacchiò e alla fine gridò di rimando. “Chi diavolo sei per uscirtene furtivamente dal bosco e interrompere le nostre delicate trattative con le tue brutte minacce e insulti, eh?”
“Non ho intenzione di insudiciare il mio nome rivelandovelo.” Replicò il biondo.
Ahi. Ok, beh, era un po’ imbarazzante. Francamente, tutto si fece sempre più simile a un cliché e difficile da digerire a partire da quel momento. Non che avessi scelta. Voglio dire, dove potevo andare? Rimasi semplicemente lì in piedi, probabilmente con l’aria di aver inghiottito un insetto, il che era più o meno come mi sentivo.
Non avrei dovuto lamentarmi, giusto? Voglio dire, quale ragazza non vorrebbe un affascinante soccorritore che entra impetuosamente in scena quando si trova in pericolo? E allora, che importava se l’affascinante soccorritore in questione non aveva l’acutezza verbale in cui lei sperava? Una ragazza non può permettersi di essere troppo schizzinosa in tempi come questi, no? Lo so, lo so, ma assecondatemi, ok?
“Tu, piccolo…”
‘Oh, no. Pensate che farà di meglio, questa volta?’
“Tu piccola canaglia impertinente!”
‘Suppongo di no.’
“Faremo mangiare il fegato a entrambi,ora! Prendeteli, ragazzi!”
Alla fine, lo scontro di spada cominciò.
Considerai di aiutare il tizio, ma non volevo metterlo in imbarazzo. Inoltre, il ruolo appropriato per una eroina è correre intorno e gridare a voce assurdamente acuta, non è così? Voglio dire, altrimenti qual è il punto?
Non avevo mai provato l’opzione “corri intorno e grida”, e devo dire, se vi capitasse l’occasione, la raccomando vivamente. E’ molto più divertente di quanto potreste aspettarvi.
Comunque, ero lì, che gridavo come se la mia vita dipendesse da questo e fingevo di non avere idea di quanto succedesse accanto a me. Purtroppo, il tutto finì presto. Il biondo vinse, ovviamente.
Ansante e infiammato dalla vittoria, si fece strada in un campo minato di corpi di banditi e avanzò verso di me. “State bene, milady?” Chiese, mentre i suoi occhi cercavano i miei. Mi diede la prima lunga occhiata, abbeverandosi alla mia grazia e… rimase senza parole.
Ora, non voglio vantarmi, ma non sono esattamente carente dal punto di vista dell’aspetto fisico. Grandi occhi rotondi, una pelle di pesca; il tutto su un piccolo corpo snello e dalle proporzioni minute. Pover’uomo, non aveva nessuna possibilità.
Sospirò – per l’ammirazione e il desiderio, ne ero certa. Quando infine fu in grado di parlare, lo fece in tono bassissimo, come se stesse mormorando una preghiera. Era appena udibile, come un sussurro, e se non fossi stata una maga dotata, con l’udito fino che conseguiva a quel ruolo, probabilmente non lo avrei sentito per nulla. Oh, com’ero fortunata.
“Grandioso. E’ solo una bambina.”
‘Solo una bambina? Ok, questo brucia un po’.’
Oh, ma aspettate. C’è di più!
“Ecco che cosa ottengo, a non guardare più attentamente prima di farmi coinvolgere in queste cose. Voglio dire, mi piacciono i bambini, voglio essere un bravo ragazzo, ma andiamo! Dieci uomini, ho combattuto! Dieci uomini! E’ troppo chiedere che una volta o l’altra ci sia una bellezza ad aspettarmi alla fine? Qualcuno di eccitante, sapete? Tutta senza fiato e grata… è troppo sperare in una cosa del genere? Pare di sì. E ora mi ritrovo a badare alla piccola Miss Senza Tette.”
Aaaah!
Ok, suppongo di non essere molto sviluppata per una ragazza della mia età. E non sono… non sono molto alta. D’accordo, sono bassa. E’ quello che volete sentirmi dire? Sono bassa, e sono piatta. E allora? Almeno riesco a correre velocemente e i vestiti mi stanno bene addosso. Le tette sono sopravvalutate, se me lo chiedete.
Merda! Perché ti colpiscono sempre dove sei più sensibile?
Sono certa che non pensasse che potessi sentire il suo borbottare. Una persona normale non avrebbe potuto farlo, ma che sia un bene o un male, le mie orecchie sono sensibili come quelle di un elfo. Quella volta era un male, direi. Ahi.
In ogni caso, mi aveva aiutata quando mi trovavo in pericolo, quindi ero obbligata a ringraziarlo.
“G-grazie mille.” Balbettai, e sorrisi più ampiamente che potevo.
“Non c’è davvero bisogno di ringraziarmi.” Riuscì a produrre qualcosa come un sorriso in risposta. “Sei ferita, ragazzina?”
‘Ragazzina? Dio, aiutami…’
Sai, non è sicuro per una ragazzina vagare da sola in una zona come questa. Stavi viaggiando con tuo padre o qualcun altro? Vi siete separati? Persi?
‘Grr…’ “No, no… sono –uh – da sola…”
Supposi che tutti quei capelli biondi gli rendessero difficile vedere. Voglio dire, se fossi stata al suo posto, mi piace pensare che avrei capito abbastanza in fretta che la graziosa creatura di fronte a me non era una piccola bambina indifesa.
“Beh, non vorrei che ti accadesse qualcosa di male. Che cosa ne dici se ti accompagno a casa, piccola?”
‘Oh, ora… aspetta solo un dannato minuto…!’
“Dove vivono la tua mamma e il tuo papà?”
‘Grrrrrr!’ “Uh, sono da sola. Non vivo da nessuna parte, esattamente… mi stavo solo dirigendo alla città di Atlas…”
“Capisco, beh, non c’è bisogno che tu spieghi, capisco perfettamente. Ti trovi in una situazione piuttosto difficile, non è così?”
“Eh?”
“Capisco perfettamente. Tutti abbiamo i nostri problemi.” Disse, in un tono esasperatamente condiscendente.
“No, uhm, non credo che tu capisca.”
“Oh, capisco più di quanto tu pensi che io capisca.”
‘Cosa?! Non penso nemmeno di capire cosa tu pensi che io pensi che tu non capisca!’
A posteriori, penso che pensasse di aver salvato una ragazzina indifesa che era stata costretta a vivere da sola a causa di qualche tipo di tragedia. In quel momento, sospettai che avrebbe continuato a vomitare quelle rassicurazioni fino a che lui non fosse morto per soffocamento o io non fossi morta per l’imbarazzo. Uno di noi due doveva mettere fine a quella faccenda.
“No, davvero. Sto bene. Apprezzo la tua gentilezza, ma non sono una vittima. Sono un’avventuriera che vuole vedere il mondo.” Gli stavo dicendo la verità – il che, per inciso, non è poco, per me!
“Davvero, non ho intenzione di ficcare il naso, signorina. Non devi inventare scuse per me.”
‘Ok, questo è davvero il colmo. Per una volta nella mia vita, non sto inventando scuse!’
Non sapevo cos’altro dire.
“D’accordo, allora, signorina. Che ne dici se rimango con te e mi assicuro che tu raggiunga in sicurezza la città di Atlas?”
‘Cattiva idea! Cattiva idea! Cattiva – idea!’
“Oh, signore, n-no… no – non c’è bisogno che tu devi così tanto dalla tua strada! I- io non potrei.”
Nemmeno io scherzavo. La città di Atlas distava DIECI GIORNI. Non potevo immaginare di trascorrere ventiquattro ore al giorno al fianco del Signor Percezione per DIECI GIORNI senza cedere alla tentazione di commettere l’omicidio premeditato di un biondo.
“Non c’è problema.” Disse. “Penso che tu abbia bisogno di un amico.”
Era evidentemente votato all’idea.
“Ma… io…”
La conversazione proseguì a quel modo per un po’. Io obiettai. Lui obiettò alla mia obiezione. Capii le sue motivazioni, ma pensai che avesse frainteso. Lui apprezzò la mia comprensione, ma pensò che avessi frainteso la sua comprensione. E così via, finché fra il comprendere, il fraintendere, il pensare e l’obiettare la mia testa iniziò a pulsare e non mi importò più di chi veniva con me, a patto che cominciassimo a muoverci.
Non eravamo sulla via da venti minuti che già sentì il bisogno di parlare nuovamente. “Non credo che ci siamo ancora presentati. Io sono Gourry. E come probabilmente avrai dedotto, sono uno spadaccino errante. E tu?”
Considerai di dargli un falso nome, ma onestamente ero troppo stanca per vederne il motivo.
“Sono Lina. Sono… una viaggiatrice.”
Ecco. Gli avevo dato il mio vero nome. E sono una viaggiatrice. Forse avevo tralasciato alcuni dettagli importanti. E allora? Gourry aveva già provato di non essere tipo da fare domande penetranti. Immaginai che avrebbe creduto più o meno a tutto quello che volevo fargli credere riguardo alla mia situazione, il che, per quanto mi riguardava, era un punto a suo favore.
E forse non era esattamente un genio, ma sembrava una brava persona. Il suo cuore era al posto giusto,in ogni caso.
Non era certo del tipo “Ehi, ragazzina, facciamo un piccolo viaggio insieme, eh, eh, eh…” Uhm, bleah. Se avesse rivelato qualche squallido doppio fine, lo avrei trasformato in carne da troll. Ma sembrava genuinamente preoccupato per me, quindi non potevo esattamente essere scortese con lui. E in effetti non mi infastidiva come pensavo avrebbe fatto. Comunque, la prospettiva di essere trattata come una bambina per tutta la strada fino alla città di Atlas non era felice, per nessuno dei due. Non è che volessi che flirtasse con me, non sto dicendo questo. Volevo solo… mi sto scavando la fossa da sola, non è così? Ok, lasciamo perdere. Limitiamoci a dire questo: sembrava una brava persona.
Occhi di rubino – pp.13-24


Lo spadaccino, intervenuto in soccorso della maga nella speranza di una… piccante ricompensa, rimane deluso, trovandosi di fronte a quella che crede una ragazzina indifesa. E la maga liquida lo spadaccino come il più classico cavaliere errante pronto a gettarsi in soccorso delle fanciulle indifese. Splendente, letale, ma eccessivamente spaccone, e tutto sommato piuttosto banale. Il bell’aspetto di Gourry (abbiamo capito che è alto, vero?XD) induce temporaneamente Lina ad assumere la maschera della bella da salvare, ma la banalità della situazione comincia velocemente a stare stretta alla maga, e la sua indole pratica e il suo umorismo pungente tornano in fretta ad avere il sopravvento.
Non si tratta decisamente di amore a prima vista. Anzi, la scena prende palesemente in giro i più classici cliché romanzeschi. Ma questo, a mio parere, contribuisce a rende più realistico e meglio delineato il rapporto fra Lina e Gourry. ^^ La loro relazione non è ovviamente l’oggetto centrale del romanzo, ma, nell’ottica del loro rapporto, si può dire che lo scopo del libro sia proprio mostrare come, in una progressione naturale, gli iniziali fraintendimenti vengano superati e i due personaggi giungano a rispettarsi per ciò che sono, e ad apprezzare la reciproca compagnia.

L’irritazione di Lina nei confronti dello spadaccino, comunque, è stemperata quasi da subito dalla constatazione della indole gentile di Gourry. La maga apprezza il fatto che lo spadaccino sia una persona di buon cuore e che si preoccupi genuinamente per lei. Dopo solo poche decine di minuti di convivenza, osserva che il suo carattere non la infastidisce come inizialmente aveva temuto. L’unico tratto dell’atteggiamento di Gourry che continua realmente a seccarla è il suo fare vagamente paternalistico. Lina continuerà infatti praticamente per tutto il romanzo a lamentarsi del fatto di essere trattata come una bambina.
Gourry, da parte sua, nonostante l’iniziale delusione si mostra straordinariamente votato all’idea di scortare Lina. Il punto di vista della narrazione è quello di Lina, e dunque si possono fare solo ipotesi sul motivo del suo impegno, ma nello spin-off sul suo passato si getta luce su molte delle sue possibili ragioni. Gourry, al suo interno, è descritto fondamentalmente come una persona alla ricerca di uno scopo, e più nello specifico di un modo per rendere utile la spada che ha portato via alla sua famiglia, in preda alla frustrazione per le continue lotte interne da essa generata. Lina, probabilmente, gli fornisce l’occasione per realizzare questo desiderio. Inoltre, il fatto che lo spadaccino giunga immediatamente alla conclusione che Lina è sola a seguito di qualche problema famigliare può far pensare che Gourry proietti su di lei la sua stessa situazione (in fondo, lui è DAVVERO fuggito di casa) e, pur sulla base di un fraintendimento, che lo spadaccino scelga di rimanerle a fianco per una sorta di comune sentire.

Al di là delle possibili premesse, comunque, di certo la relazione fra Lina e Gourry non trova immediatamente un suo equilibrio. Gourry continua per gran parte del libro a non trattare Lina da adulta, e non si osserva reale confidenza fra lui e la maga, se non nel finale.
Lina e Gourry, in effetti, sembrano “studiarsi” per tutto il corso del romanzo. Lo spadaccino, in particolare, pare osservare Lina con crescente attenzione e il carattere della maga deve in qualche modo intrigarlo da subito perché, a tratti, mostra di avere colto con inaspettata perspicacia la sua natura.

Un esempio è la scena in cui Lina chiede a Gourry di dargli delle spiegazioni, dopo avere subito il primo attacco di Zolf (a questo punto meglio noto come uomo-mummia…XD). Zolf, alla guida di un gruppo di troll, ha fatto irruzione nella locanda dove lei e Gourry stavano cenando, per farsi restituire gli oggetti che Lina ha rubato alla banda della Zanna del Drago. Prima ancora che la porta della locanda si aprisse, però, Gourry si era reso conto che delle persone stavano per irrompere, e sembrava sapere con certezza che il loro obiettivo era Lina.


“Gourry, che cosa ci fai qui? Questa è la mia stanza!”
“Mi hai promesso una spiegazione, non è così?”
“Davvero?”
“Davvero.”
‘Ah. Beh, ok, allora.’ Anche io avevo un paio di domande da fargli. Tanto valeva tirare fuori tutto in una volta.
“Ok, mi sembra giusto. Ma prima, ho una domanda per te.”
“Sono un libro aperto, ragazzina. Spara.”
‘Ancora con quel dannato “ragazzina”’.
“D’accordo, siediti.”
Gourry afferrò la sedia più vicina e ci si mise a cavalcioni sopra. “Sono seduto.”
“Ora dimmi…” Dissi, avvicinandomi e guardandolo dritto negli occhi. “Cosa provi per me?”
Silenzio.
‘Beccato.’
Per poco non andò in iperventilazione.
“Gourry. Sto scherzando… solo scherzando.”
Emise un ampio sospiro, come se gli fosse stata appena risparmiata la camera delle torture
“Ah, insomma, Lina. E’ stato davvero crudele. Ho pensato di stare per morire, per un mome…”
“Ehi, e questo che cosa dovrebbe significare?”
‘Cavoli.’
“Seriamente, Lina, che cos’è che vuoi sapere? Ti dirò qualsiasi cosa, tranne le mie misure – quelle sono segrete.”
‘Ah, ah, divertiti pure, spiritosone.’
“Come sapevi che quei tizi stavano cercando me?”
“Non sapevo nulla del genere.”
Era inutile negare. “Ehi, sei stato tu a dirlo. Subito prima che quei troll facessero irruzione hai detto ‘pare che nel giro di un secondo vedrò cosa sei in grado di fare’.”
“Oh, quello.” Rispose, imperturbato. “Stavano certamente cercando qualcuno all’interno. Ho immaginato che stessero tentando di recuperare qualcosa che gli era stato rubato. Chiamala una educata deduzione.”
“Ma cosa ti ha fatto pensare che fossi io? C’erano almeno una dozzina di persone…”
“Ehi, ascolta. Odio dover essere io a darti questa notizia, ma non era così difficile. Ho immaginato che stessero cercando te perché tu ficcheresti il naso là dove non dovrebbe stare. Sembri il tipo di persona che trova guai.”
‘Centro.’
Che cosa dovevo fare, ribattere? Mi piace pensare di avere un giudizio migliore della maggior parte delle persone, ma lui aveva ragione. Ho in effetti una sorta di talento nel trovare guai. Mia sorella maggiore era solita dire lo stesso, a casa.
Occhi di rubino – pp.53-55


Gourry conosce Lina da poco più di un giorno, ed è buffo pensare che abbia scelto per descriverla le stesse parole normalmente usate dalla sorella, che la conosce da una vita. ^^
Peraltro, già da questa scena, si osserva una certa propensione giocosa della coppia (con Lina che chiede a tradimento a Gourry cosa prova per lei, e il povero spadaccino che rischia il soffocamento…) Scene di questo tipo costellano anche il secondo romanzo, in cui Lina e Gourry, che ormai si conoscono piuttosto bene, iniziano a scherzare più apertamente sulla propria relazione. Decisamente, la reazione di Gourry in questa occasione non è un segno di imperituro amore (e d’altra parte, dubito che anche le intenzioni di Lina si discostassero di molto dalla volontà di prendersi gioco del malcapitato). Ma la risposta di Gourry a questo genere di situazione varierà decisamente nel corso della saga. Dal poco celato ribrezzo di questa scena ai molto più sospetti (e più lusinghieri per Lina) rossori e imbarazzi dei romanzi successivi. ^^

Reazioni semi-disgustate a parte, comunque, lo spadaccino sembra iniziare a riconoscere e apprezzare da subito alcuni aspetti del carattere della maga. Pochi minuti dopo questo dialogo, Zelgadiss bussa insieme a Zolf alla stanza di Lina, e chiede di trattare l’acquisto dell’oggetto misterioso di cui la sua banda è alla ricerca. Lina gli propone un prezzo assolutamente irragionevole, e la trattativa fallisce miseramente, portando Zel ad abbandonare la stanza con la promessa di diventare suo nemico giurato, a partire dal giorno successivo. Questo atteggiamento della maga lascia Gourry perplesso.


Gourry chiuse la porta con un piccolo tonfo. Attese fino a che non fu certo che i nostri ospiti fossero fuori portata d’ascolto, quindi, finalmente, parlò. “Pensavi davvero che avrebbero accettato il prezzo che avevi chiesto?”
“Ovviamente no! Che cosa ti aspettavi che facessi – che vendessi l’oggetto a quei tizi senza fare domande? Sei pazzo?”
Gourry scosse la testa e sospirò. Non pensava che potessi vederlo, ma anche dall’altra parte della stanza, mi resi conto che stava sorridendo.
Occhi di rubino – p.65


Personalmente, adoro questa, pur breve, scena. ^^ Ho l’impressione che Gourry, alla spiegazione di Lina, si ripeta mentalmente, sospirando, quanto ha avuto ragione nel giudicare la maga una fonte certa di guai… ma il sorriso che gli sorge spontaneo alle labbra, e che cerca di nascondere, sembra suggerire che, suo malgrado, a Gourry l’imprevedibilità e l’astuzia di Lina non dispiacciono affatto. ^^

Questi brevi momenti di parziale complicità, comunque, rimangono ancora fondamentalmente soverchiati dal numero delle occasioni in cui, realisticamente, la relazione fra Lina e Gourry appare impacciata.
Ad esempio, la scena in cui Lina rimane ferita combattendo i berserker inviati da Zelgadiss.


“E’ buffo come io non mi stanchi mai di questo bel cielo.” Ero sdraiata supina su un prato verde, e fissavo il limpido, limpido blu. Il sole era tiepido sul mio viso; la terra calda sotto la mia schiena. Si stava davvero bene.
Avevamo finalmente raggiunto la fine del sentiero che tagliava attraverso la foresta.
L’aria attorno a noi era ravvivata dal canto degli uccelli e pregna dell’odore del sangue.
“Giàààà. E’ davvero un bel cielo.”
“Ehi, Lina.” Giunse una voce dalla mia sinistra. Era sdraiato supino sul prato anche lui.
“Sì, Gourry?”
“Non credo che dovresti prenderla così alla leggera. Specialmente mentre gli altri stanno ancora combattendo.”
Ho menzionato i cumuli di corpi di berserker al suolo dietro Gourry e me? No? Beh, c’erano dei cumuli di corpi di berserker al suolo dietro Gourry e me.
“Già, scusami. Però ho combattuto… un po’.”
“Già, lo hai fatto. Ti ho visto. E non ti sto negando questo. Sto solo dicendo, hai lanciato un incantesimo di attacco – il che andava bene – e poi hai detto ‘lascio a te il resto’, ed è finita lì.”
“Immagino che possa sembrare che io abbia fatto così.”
“No, Lina, ti assicuro, è esattamente quello che hai fatto.” Usando la spada come un bastone, si alzò lentamente in piedi.
“Vorrei riposare un altro po’.” Dissi.
Gourry volse la testa verso di me. “Saremo un obiettivo facile per loro se non arriviamo alla prossima città entro il crepuscolo. Alzati, Lina. Andiamo.”
Non era irragionevole, ma non me la sentivo ancora di allontanarmi da quelle nuvole. Ero piuttosto stanca per tutto il duro lavoro che avevo fatto prima.
“Linaaaa…” Cantilenò, come un padre al suo bambino. Sperando che mi sarei alzata e lo avrei seguito, cominciò ad allontanarsi a un passo più lento del solito
“Solo altri cinque minuti. E’ bello e caldo, qui. Si sta davvero bene.”
“Adesso basta!” Gridò, e, voltandosi, afferrò il mio mantello proprio sopra la mia spalla, e mi tirò su.
“AAAHHHH!”
Il dolore fu insopportabile. La mia fronte colpì il suolo quando caddi, reggendomi il fianco destro.
E’ imbarazzante ammetterlo, ma devo confessare che non me la cavo molto bene con il dolore. Piazzando la mano destra sulla ferita e concentrandovi la mia energia, riuscii, in un irregolare vibrato, a emettere un roco incantesimo di guarigione. Sembrarono volerci cent’anni, ma finalmente il dolore diminuì. Una ferita leggera sarebbe guarita molto in fretta, ma questa? Questa probabilmente avrebbe richiesto un po’ di tempo.
“Lina?”
“Hmmm?” Rimasi calma quanto le circostanze mi permettevano. Non che pensassi di ingannare nessuno, ma solo per il mio personale benessere.
“Sei ferita?”
Riuscii a produrre un breve sorriso, e lo feci sembrare più femminile che potei.
“Ho solo mal di stomaco.” Tubai, dolcemente.
Lo sguardo di Gourry scese dal mio volto al fianco che stavo stringendo.
“Ugh!” Una acuta fitta di dolore mi fece nuovamente sussultare. Gourry aveva inaspettatamente infilato una mano nel mio mantello e localizzato la ferita – si trovava sul mio fianco destro.
L’umidità che vi avvertì gli fece ritirare la mano per la sorpresa e (conoscendo Gourry) per il disgusto.
“Stai…” La sua voce era colma di allarme. “Stai sanguinando!”
“Oh, sto bene.” Dissi, assumendo un’aria coraggiosa. Non stavo cercando di ingannarlo, però. Il dolore stava davvero diminuendo.
“Dici di stare bene…”
“Sto bene, Gourry, te lo giuro. Ho lanciato un incantesimo di guarigione solo pochi minuti fa. Sarò come nuova in un attimo…”
“Ma…”
“Ascolta, avrei preferito lasciarti pensare che sono pigra piuttosto che sentirti domandare ogni dieci secondi se sto bene!”
“Mi dispiace…”
“No! No, va bene, è solo… lasciami solo riposare un altro po’ mentre mi curo, d’accordo?”
“S- sì… certo.” Quindi Gourry si sedette di fronte a me, osservandomi mentre mi curavo. Il che era produttivo più o meno come osservare l’acqua bollire. Ero felice che fosse preoccupato, ma non mi piace che la gente mi veda quando sono debole. Mi fa sentire a disagio. E non c’è niente di peggio che sentirsi deboli e a disagio.
“Quindi sei stata ferita per tutto questo tempo?” Domandò. “Non stavi guardando le nuvole. Eri totalmente impegnata dal tentativo di guarirti. Mi spiace così tanto di aver frainteso…”
“Gourry, ti ho detto che sto bene.”
Cadde in silenzio. Per un po’, si sentì solo il rumore del vento.
“Stanno di nuovo cercando quella cosa.” Dissi, spezzando il silenzio. “Ho controllato un po’ di cose mentre ero sola la notte scorsa.”
“Che genere di cose?”
“Cose come che genere di marchio magico l’uomo mummia potrebbe aver posto su qualsiasi oggetto desiderasse rintracciare.”

“E sei riuscita a capire qualcosa?”
Scossi la testa.
“Stiamo parlando di una statua di una dea in Orihalcon, di un pugnale affilato dalla lama ampia e di un gruppo di monete d’oro da collezione. Nessuno di questi oggetti ha qualche tipo di marchio magico.”
“D’accordo, e quindi…?”
“Penso che possiamo escludere le monete. Sembra chiaro che stia cercando un solo oggetto, non un gruppo di oggetti. Questo lascia il pugnale e la statua.”
“Sarà un bene che tu parli così tanto mentre sei ferita?”
“Cosa? Oh, sto bene. Sono quasi completamente guarita, ora.”
“Quasi completamente guarita non è completamente guarita!”
‘Oh, grazie, papà.’ “Ho detto che sto bene! Comunque, la magia del pugnale probabilmente serve a mantenerlo affilato. Non è un incantesimo di alto livello. Però, potrebbe portare il marchio. D’altra parte, la statua è fatta di Orihalcon, un metallo raro che ha la capacità di sigillare la magia.”
“Quindi non è possibile porvi un marchio?”
“Sì e no. Dal piano astrale, è possibile rintracciare l’energia spirituale emanata dal metallo… Capisci dove voglio arrivare?”
“Non ne ho idea.”
“E’ sufficiente dire che avrebbe potuto marcare entrambi.”
“La cosa più importante è, perché è così deciso a ottenerlo, qualunque cosa sia?”
“Esattamente! Non riesco a capirlo. L’Orihalcon è un metallo prezioso, e il pugnale è un prodotto di decente fattura, ma non c’è niente di speciale in nessuno dei due oggetti. Ma qualcosa fa sì che lui desideri disperatamente uno di quegli oggetti.”
“Ha detto che in sei mesi ti avrebbe dato tre volte il prezzo che gli avevi chiesto. Quindi, deve valere ancora di più per lui. Forse l’oggetto serve a mostrargli dove è nascosto qualche tipo di tesoro sepolto, o una cosa del genere.”
So che cosa state pensando, perché lo pensai anche io. L’idea del tesoro sepolto suonava come qualcosa di uscito da una fiaba, giusto? Giusto. Però, aveva anche decisamente senso.
“Vuoi dire che potrebbe essere un qualche tipo di chiave. Brillante.” Replicai.
“Davvero?” Gourry era quello che ci aveva pensato, ma non sembrava soverchio di fiducia riguardo alla sua teoria.
“Una chiave magica! Sì, potrebbe assolutamente esserlo! Ho sentito di nobili che usano qualcosa del genere per proteggere le loro ville. Mettiamo che ci sia una fontana in un cortile, che si apre per rivelare un tesoro quando una certa giovane donna vi entra. In un caso del genere, la giovane donna è la chiave.”
“Quindi questa chiave… potrebbe essere qualsiasi cosa, magico o meno, giusto?”
“Esatto.”
“Quindi se la statua o il pugnale si trovassero nel posto giusto…”
“Qualcosa potrebbe accadere. O no.”
“Penso di avere capito il punto.”
“E’ solo un’idea, per ora. Comunque…” Mi levai in piedi, in qualche modo. Camminare era ancora un po’ difficile, ma non impossibile.
“Ehi, aspetta…”
“Su, su, sto bene. Sono un po’ stanca, ma non inerme.”
Mentre si alzava, Gourry mi osservò come se fossi fatta di vetro.
“Ah!” Gridai, mentre Gourry mi sollevava fra le sue braccia. Non mi fece male, mi colse solo di sorpresa. “E-ehi! Che cosa diavolo credi di fare?!” Il mio volto assunse il colore di un papavero, mentre mi spiegava esattamente cosa credeva di fare.
“Ti porterò per un po’, solo finché per te non sarà più facile camminare.”
“Sto BENE! E anche tu sei stanco, Gourry…”
“Mia nonna mi faceva sempre promettere di essere gentile con le ragazzine.” Disse, con una strizzata d’occhio.
Se avesse lasciato stare la parte del “ragazzina”, probabilmente non lo avrei picchiato. Oh, beh.
Occhi di rubino – pp. 66-72


Gourry non sa ancora che Lina non è tipo da risparmiarsi nella lotta… in effetti, il fatto che la maga abbia vestito la maschera della damigella in pericolo la prima volta che si sono incontrati potrebbe facilmente suggerirgli che non ami combattere le proprie battaglie.
D’altra parte, appena si rende conto del suo errore, lo spadaccino non esita a scusarsi, e si mostra ancora una volta genuinamente preoccupato per il benessere della maga. I sentimenti di Lina a riguardo, però, paiono contrastanti. Da un lato, riconosce a Gourry il merito del suo atteggiamento cavalleresco, d’altro lato non nasconde di non essere abituata a un trattamento eccessivamente protettivo, e di esserne addirittura piuttosto infastidita.
Con l’avanzare della saga emergerà chiaramente che questo fastidio è legato piuttosto alle circostanze e alle insicurezze di Lina che a una reale avversione per l’aspetto protettivo del carattere di Gourry. A questo punto, l’atteggiamento dello spadaccino non sembra ancora legato realmente a un attaccamento nei confronti di Lina. Piuttosto, a una combinazione di simpatia per la maga, di personale buon cuore, di senso di colpa e di generica volontà “cavalleresca” di aiutare una persona più debole in difficoltà (restando così fedele alla promessa rivolta alla nonna). Credo che questo ultimo aspetto influenzi molto la risposta della maga, che non a caso, nel finale, rimarca di essere stata disturbata dal trattamento da ragazzina, più che da qualsiasi altra cosa. Inoltre, Lina si trova di fronte una persona che le è ancora fondamentalmente estranea, di cui si fida limitatamente, ma che non gode certo della sua intimità e confidenza. Apparire debole di fronte a qualcuno del genere la mette, come lei stessa sottolinea, a disagio. A mano a mano che conoscerà Gourry, però, Lina si farà sempre meno remore ad accettare il suo supporto, materiale ed emotivo. Gourry diventerà di fatto uno dei pochi personaggi, se non l’unico, a cui Lina accetterà di appoggiarsi nei romanzi successivi.
Nella scena, peraltro, emergono per la prima volta anche le differenze fra la caratterizzazione di Gourry nei romanzi e quella dell’anime. In questa occasione, lo spadaccino mostra di essere in grado di condurre una conversazione alla pari con Lina, pur limitato dalle sue scarse conoscenze in fatto di magia. In effetti, nei romanzi lo spadaccino è per lo più presentato come un personaggio non stupido, ma che si intende poco di magia, e che diviene dunque l’occasione per divulgare al lettore le informazioni necessarie allo svolgimento della trama.

La reazione di Gourry alla ferita di Lina, comunque, non è l’unico momento di imbarazzo nell’interazione fra la maga e lo spadaccino.
Un altro esempio è la scena in cui, dopo essere stata attaccata nel cuore della notte dagli uomini di Zelgadiss (messi poi in fuga, almeno apparentemente, da Rezo), Lina decide di fermarsi a dormire, per sicurezza, nella camera di Gourry.


Mentre parlavo, chiusi la porta della mia stanza e entrai in quella di Gourry, accoccolandomi in un angolo.
“Uhm, scusami ragazzina.” Mi chiamò Gourry. “Sei nella mia stanza…”
“Lo so.” Spiegai, più semplicemente che potei. “Se torno nella mia stanza, potrebbe esserci un altro attacco.”
“E stare nella mia stanza, come potrebbe…?”
“Stare in due mi fa sentire più al sicuro che stare da sola.”
“Ho capito. Dormi sul letto. Io dormirò sul pavimento.”
“Non posso. Sono io che mi sto imponendo.”
“… va bene, va bene.”
Sapendo che non poteva convincermi, Gourry si distese in un angolo sul lato opposto della stanza.
“Ehm… perché non dormi sul letto?” Fui io a domandarlo, stavolta.
“Un uomo non può dormire sul letto mentre una ragazza dorme sul pavimento.” Dichiarò. Chiaramente, era la ovvia verità.
Riuscii a produrre un sorriso forzato.
“Beh, come preferisci… buona notte, Gourry.”
“Notte notte, ragazzina.”
‘Uff. E’ davvero un bravo ragazzo. Se solo non mi trattasse così tanto come una bambina.’
Occhi di rubino – pp.85-86


Lina è sufficientemente a suo agio con Gourry, e si fida abbastanza di lui da decidere di condividere coi lui la stanza. Ancora una volta, però, la maga appare incerta su come reagire alla sua cavalleria. Da un lato sembra esserne vagamente divertita, dall’altro, però, ne è anche chiaramente infastidita (dal momento che descrive il proprio sorriso come “forzato”). A frenare il suo apprezzamento per l’atteggiamento di Gourry, probabilmente, sono esattamente gli stessi argomenti elencati sopra. Lina ancora non conosce Gourry. Inoltre, anche se il comportamento di Gourry sembra spontaneo, è lo stesso che rivolgerebbe a una qualsiasi ragazzina inerme. Lo spadaccino ancora non rispetta Lina per quello che veramente è, e l’idea di essere trattata da bambina unicamente per il suo aspetto evidentemente continua a non sorridere particolarmente alla maga. (anche se, bisogna dire, Gourry mostra di aver già capito che, quando Lina è ferma riguardo a qualcosa, non vale la pena di insistere…; P)

La stessa impressione si riconferma nel loro dialogo della mattina successiva.


“Ieri hai parlato con molto rispetto di quel Rezo, di fronte a lui.” Notò. “Ma non ho avuto l’impressione che ti fidassi di lui.”
‘Bingo, Gourry.’
“E’ tutta una questione di prospettiva, suppongo…” Anche io parlai a bassa voce. “Come facciamo a sapere che quel tizio è davvero Rezo? Rezo è una leggenda vivente, ma nessuno ha riferito di averlo incontrato di persona da almeno una decina di anni.”
“Quindi pensi che uno dei nemici potrebbe dichiarare di essere Rezo solo per avvicinarsi a noi?”
“Potrebbe essere.”
“Come fai a sapere che sono davvero chi dichiaro di essere, Lina? Sembri fidarti di me.”
“Davvero pensi che mi fidi di te?” Scherzai.
“Ehi, questo non è carino!” Si lamentò Gourry.
“Sto scherzando. Non sembri una persona con doppi fini.”
“Grazie, ragazzina.” Disse Gourry, come se stesse accarezzando un cucciolo sulla testa.
‘Bel modo di rovinare un bel momento, amico. Di nuovo!’
Occhi di rubino – pp.90-91


Gourry mostra ancora una volta una certa abilità nel leggere nella mente di Lina, e Lina ammette di avere fiducia di in Gourry. Ma allo spadaccino basta tornare al suo ricorrente atteggiamento da fratello maggiore, per rovinare un momento che, come sottolinea la maga, poteva avere un che di complicità.

Sul finire del romanzo, però, le dinamiche dell’interazione fra Lina e Gourry sembrano iniziare a mutare.
In primo luogo, pare venire alla luce un aspetto che diventerà tipico della loro relazione nei romanzi successivi: la tendenza a porre la sicurezza dell’altro prima di ogni altra cosa. Ne è un esempio la scena in cui Lina e Gourry si sono appena rincontrati, dopo che Lina è stata prima rapita e poi liberata da Zelgadiss. La maga ha raccontato allo spadaccino quanto è successo da quando si sono separati; dopo il racconto di Lina, Zelgadiss ha chiesto a Gourry di consegnarli la statuetta con la pietra filosofale, ma Gourry si è rifiutato, sostenendo che la volontà di vendetta di Zel nei confronti di Rezo è un fine egoistico esattamente quanto il desiderio di Rezo di ritrovare la vista. A questo punto, Gourry e Zelgadiss sono sul punto di iniziare un duello, e Lina cerca di convincerli a tornare alla ragione e pensare piuttosto a una strategia da adottare contro Rezo…


Alzai la voce. “Ho detto di smetterla!” Gridai. “Avremo un sacco di tempo dopo per combattere fra di noi. Ora, abbiamo problemi più urgenti a cui dedicarci!”
“La signora non ha idea di quanto abbia ragione.” Disse una voce che sembrava vetro affilato. Veniva proprio da dietro – no, proprio da vicino al mio orecchio. Sentii qualcosa di appuntito e freddo risalirmi il collo. Seppi d’istinto che, se avessi anche solo sussultato, sarei morta.
Gli occhi di tutti si volsero in mia direzione, ed ebbero modo di osservare bene chi si trovava dietro di me. Io non dovevo vedere di chi si trattava. La sua voce era inconfondibile.
“Rezo.” Gourry fu il primo a pronunciare il suo nome.
“Sì. Mi spiace di non essermi tenuto in contatto con voi. Lasciamo stare le solite formalità, che ne dici? Dovresti sapere cosa voglio, non è così… Gourry? Oh, sì. Lo sento. Sì, certamente lo sai.”
“Vuoi la pietra.”
“Voglio, in effetti, ‘la pietra’, come la hai così irrispettosamente chiamata. Sono certo che tu capisca, ma per favore, lascia che te lo espliciti: se dovessi tentare qualcosa di avventato, se dovessi anche solo starnutire in modo inaspettato, io mi farei avanti, solo di un poco. E quel movimento, per quanto minimo, sarebbe sufficiente a piantare questo ago in questo grazioso collo, uccidendo la ragazza… all’istante.”
‘Aiuto.’
I battiti del mio cuore accelerarono, mentre afferravo la realtà di quanto stava accadendo. Iniziai a sudare. A secchiate.
‘Non voglio morire.’
“Sta bluffando! Non farlo!” La voce di Zelgadiss si levò in un grido. Nessuno gli credette, nemmeno per un momento. Zelgadiss sapeva meglio di chiunque altro che Rezo non era tipo da bluffare. Era pronto a sacrificarmi per la pietra.
Una goccia di sudore scese dalla mia guancia al mio collo. Avrebbe potuto sembrare una lacrima.
“Dimmi che cosa vuoi fare con la pietra.” Ordinò Gourry.
“La ragazza te lo ha spiegato prima. Voglio solo vedere il mondo con i miei occhi. Niente di più.”
“Sacrificheresti la mia vita per la tua vista?” Gli chiesi, restando immobile. “Perché?”
“Non c’è spiegazione che una persona che riesce a vedere possa capire.”
‘E’ così, dunque.’
“Ora, la pietra…” Rafforzò la sua presa.
“D’accordo.” Gourry abbassò la spada.
“Fermo! No! Non dargliela…!”
Ignorando le suppliche di Zelgadiss, Gourry estrasse la statua di Orihalcon.
“Eccola.” Disse, lanciando la statua a Rezo. Sembrò attraversare lo spazio fra loro due al rallentatore. Rezo allungò la mano destra e la afferrò, stringendola con forza.
“Ce l’ho.” Disse, più a se stesso che a chiunque altro. “Ce l’ho… dopo tutti questi anni, è mia!” La sua voce era cambiata. Era colma di malvagia gioia.
“Lascia andare la ragazza!” Gridò Gourry.
“Non ti preoccupare, la rilascerò subito.”
Occhi di rubino – pp.160-162


Mentre in questa scena la preoccupazione principale di Zelgadiss è quella di evitare che Rezo si impossessi della pietra (al punto da accettare, al pari del Monaco Rosso, di sacrificare la vita di Lina per fare sì che ciò non accada), Gourry sceglie di dare la precedenza alla sicurezza di Lina, e consegna incautamente la statua a Rezo.
A questo punto della storia, non si può dire che Zel e Lina abbiano avuto meno occasione di Lina e Gourry di stabilire un rapporto di amicizia. Lina ha trascorso qualche giorno da sola con Gourry, quindi è stata rapita, e prima di ritrovare lo spadaccino ha passato qualche giorno da sola con Zelgadiss (in una convivenza, peraltro, sostanzialmente apprezzata da entrambi). Certo, Gourry non condivide con Zelgadiss l’odio verso Rezo, e dunque la questione della statuetta per lui è meno personale. Ma lo spadaccino è anche consapevole del fatto che il Monaco Rosso non è tipo da farsi scrupoli, e che potrebbe utilizzare la pietra in un modo pericoloso. Dal momento che lui e Lina non si conoscono da molto, potrebbe sfiorarlo il pensiero di mettere a repentaglio la vita della maga per un bene superiore, così come Zel sarebbe pronto a sacrificarla per i suoi scopi di vendetta. Ma, nonostante il rischio, la vita di Lina rimane, già in questa fase della storia, la sua prima scelta.

Ma è la battaglia con Rezo/Shabranigdu a mutare totalmente, e definitivamente, la considerazione che Gourry ha di Lina.


Citazione:
“Io combatterò…” Dichiarò Zel, alla fine. “So che non vincerò, ma se continuassi a scappare, Rodimus e Zolf non mi perdonerebbero mai.”
Il fuoco si spense, nuovamente.
“Verrò con te.” Disse Gourry, forse leggendo un presagio nell’estinguersi delle fiamme. “Anche se non funzionerà, non posso lasciarti andare da solo.”
“Mi spiace… non era la tua lotta.” Sussurrò Zel.
“Ehi, non c’è problema. E’ anche il mio mondo. Ed è una mia scelta.” Replicò Gourry.
Presa questa decisione, entrambi tornarono al silenzio. Capii, ovviamente, che stavano attendendo la mia risposta. Non che non potessi darla. Non che non stessi prestando attenzione. Stavo solo osservando il fuoco che si consumava.
“Io…” Aprii la bocca e cercai di parlare. Nessuno dei due rispose, supposi perché non volevano influenzare la mia decisione. Rimasero fermi, osservando le braci scintillanti.
“Io non voglio morire.” Mormorai, e mantenetti lo sguardo fisso sul fuoco.
“Nessuno ti sta forzando.” Gourry si volse, e mi guardò gentilmente, mentre parlava.
Mi alzai. Avvertii la rabbia ribollirmi nel sangue.
“E’ così? Sapete una cosa? Combattere per morire è stupido. Gli uomini parlano sempre di cose stupide come il ‘coraggio’ e l’ ‘onore’, prima di gettare via le loro vite! Quando muori… è finita! E’ tutto finito, gente! Non potete portarvi l’onore nella tomba!”
“Fai come preferisci.” Disse Zelgadiss. “Continua a scappare, se scegli di farlo. Solo… non allearti con lui. Se lo farai, ti ucciderò con le mie mani.”
Mi portai le mani ai fianchi, e feci un grosso sospiro. “Ehi… mi avete sentito dire che non avrei combattuto?”
“Cosa?” Entrambi mi guardarono, e nessuno dei due comprese.
“Non fraintendetemi. Dire, ‘non voglio combattere per perdere’ non è solo un altro modo per dire ‘non voglio combattere’, capite? E’ un altro modo di dire ‘non voglio perdere’. Se abbiamo anche solo l’un per cento di possibilità di vincere, e combattiamo per perdere, quell’uno per cento di trasforma in un grosso, grasso zero. Io non voglio assolutamente morire. Ecco perché, quando combatto… combatto per vincere. Con voi ragazzi, ovviamente… se mi volete con voi.”
[…]
“Allenamento, dici? Certo, parteciperemo. Può essere utile un po’ di allenamento, non è vero, ragazzi? Ma stai attento, Rezo. Potresti essere tu a pentirtene.”
“Ah, ah, ah. Forse. Ma questo morale alto è una buona cosa. Vi voglio vitali. Altrimenti, inseguirvi sarebbe stato un totale spreco di tempo.”
“Non intendiamo perdere, sai.” Disse Gourry. Sia lui che Zelgadiss si alzarono.
[…]
Ci fu un’esplosione.
“Aaaah!” Gourry fu spinto all’indietro di circa cinquanta piedi. Colpì duramente il suolo.
“Gourry!”
“Sto bene!” Gridò, mentre si trovava ancora al suolo e non appariva affatto come uno che “sta bene”.
“Direi che ho finito di giocare con voi. Avete detto le vostre preghiere? E’ giunto per voi il momento di morire.” Annunciò, come un dato di fatto. Che tatto, eh?
“No, dannazione!” Zelgadiss si ritirò. La sua figura venne istantaneamente avvolta dalle fiamme.
“Zel!” Gridai.
“E’ fatto di pietra, Lina, starà bene! Non brucerà. E comunque… prendi questa!” Gridò Gourry, lanciando qualcosa in mia direzione. La afferrai di riflesso.
‘Che diavolo?!’
La afferrai, ma i miei occhi erano puntati sul Signore dei Demoni, che era avanzato di un passo.
‘La Spada di Luce?!’
“Usala bene, Lina!” Disse Gourry. “Usa il potere della spada con la tua Magia Nera!”
“Intendi usare il potere della Luce per aumentare il potere dell’Oscurità?” Shabranigdu era così divertito che non tentò più di contenere la sua ilarità. “Follia…” Ridacchiò.
Aveva ragione. Non si può combinare la Magia Bianca e la Magia Oscura. Le due forze opposte si cancellerebbero semplicemente a vicenda.
‘Però…’
“Spada! Concedimi il tuo potere!”
Occhi di rubino – pp.166-179


Di fronte alla sua iniziale (apparente) riluttanza a confrontarsi con Shabranigdu, Gourry assicura immediatamente alla maga, con gentilezza, che non è costretta a combattere. Da un lato, questo atteggiamento riflette la natura dolce e accomodante di Gourry (che ben risalta dal contrasto con la crudezza di Zelgadiss, inizialmente meno mitigata, nei romanzi, rispetto all’anime). D’altro lato, però, questo comportamento sembra fare paio con la scarsa propensione di Gourry, nel corso di tutto il romanzo, a fare affidamento sulle capacità di Lina.
Di lì a poco, tuttavia, il discorso di Lina sul “combattere per vincere”, il suo fegato nel criticare l’atteggiamento fatalista dei due uomini, sembra impressionare Gourry. E’ infatti lo spadaccino, che poco prima aveva detto a Zelgadiss che la loro lotta poteva essere inutile, a comunicare a uno strafottente Shabranigdu, richiamando le parole di Lina, che lui e i suoi compagni “non hanno intenzione di perdere”.
Ho l’impressione che questo sia il punto di svolta per Gourry, e che a partire da questo momento l’ammirazione e la fiducia dello spadaccino nei confronti della maga siano in continuo crescendo. Nel corso della battaglia, infatti, Gourry fa apertamente affidamento su Lina, e assume per lei un ruolo di supporto. La rassicura sulla propria sorte e quella di Zelgadiss, cercando di farla rimanere focalizzata sulla battaglia. E, affidandole la Spada di Luce (che prima, come nell’anime, aveva rifiutato di farle anche solo toccare), la pone (non si sa se per esperienza, per fortuna, o per una sorta di recondito intuito) sulla strada di quello che sarà il suo colpo risolutivo. Lina e Gourry hanno cominciato a lavorare come una squadra. E la loro coordinazione in battaglia e il loro legame si faranno, a partire da questo momento, sempre più stretti.

Questa svolta nella relazione fra Lina e Gourry diviene esplicita nell’epilogo del romanzo.


Citazione:
Pronunciati gli addii, Zelgadiss lasciò la mia mano, volse la schiena, e si allontanò.
“Lina…” Iniziò Gourry, mentre entrambi osservavamo la figura di Zelgadiss rimpicciolire in lontananza.
Sin dalla battaglia con il Signore dei Demoni, Gourry aveva iniziato a chiamarmi “Lina” invece di “ragazzina”.
“Lina, il modo in cui gli hai stretto la mano… non ti starai innamorando di quel tipo, vero?”
“Non essere ridicolo.” Risi.
“Non penso sia così ridicolo.” Disse, e fortunatamente cambiò argomento. “Allora, cosa farai quando arriveremo nella città di Atlas?”
“Hmmm, non lo so…” Divenni pensosa. “Perché non mi dai la Spada di Luce come hai detto che avresti fatto, Gourry?”
“Che cosa avrei detto? Quando?”
“Non me la darai, allora?”
“Ovviamente no.”
“Peccato. Sarei stata praticamente invincibile. Sarebbe stato un fantastico progetto di ricerca…”
“Ho detto di no.”
“Già, lo so.” Annuii.
“Quindi, cosa hai intenzione di fare?” Chiese Gourry, confuso.
“Ho deciso che continuerò a viaggiare.”
“Dove?” Chiese, ancora non comprendendo.
“Ovunque tu vada.”
“Eh?”
“Ti seguirò ovunque fino a che non deciderai di darmi la Spada di Luce.” Gli strizzai l’occhio. “Comunque… andiamo.”
“Oooooh.” Disse Gourry, sorridendo. “Oh, siamo d’accordo, allora.”
Con questo, cominciammo a muoverci.
Verso la città di Atlas.
Occhi di rubino – pp.192-194


Ormai Lina, per Gourry, è solo Lina. Il fatto che lo spadaccino non la chiami (e la consideri) più “ragazzina” è il segno del fatto che la maga si è guadagnata definitivamente il suo rispetto. E’ su questa base che la relazione fra Lina e Gourry inizierà a svilupparsi, dai romanzi successivi, in un senso molto più stretto e profondo.
L’apparente disagio di Gourry nel domandare a Lina se si sta innamorando di Zelgadiss sembra anche sottintendere qualcosa di più del semplice rispetto. Sinceramente, non credo che Gourry a questo punto sia perdutamente innamorato di Lina. Però, ho l’idea che provi verso la maga un misto di amicizia e sentimenti più confusi (che si chiariranno soprattutto a partire dal terzo romanzo). Certamente, l’impressione generale è che Gourry sia riluttante ad attenersi all’accordo preso con Lina all’inizio del viaggio e ad allontanarsi da lei; o quanto meno, il sorriso con cui suggella il nuovo “patto” con lei, nel finale, suggerisce che non è decisamente infastidito dalla scelta della maga di restargli a fianco.
Anche la volontà di Lina di continuare a viaggiare con Gourry non sembra totalmente dettata dalla “scusa ufficiale” della Spada di Luce. Se non le piacesse la compagnia dello spadaccino, troverebbe di certo una soluzione alternativa, per cercare di ottenere la sua spada, al rimanere ventiquattro ore al giorno al suo fianco. Credo che Gourry si sia semplicemente rivelato per lei un amico, e un buon compagno di viaggio. Questo, a maggior ragione dopo aver imparato a conoscerla e rispettarla realmente.
Lo sguardo che Lina e Gourry si scambiano, fissando le nuove condizioni su cui si baserà la loro convivenza, sembra sottintendere una reciproca, silenziosa comprensione delle rispettive motivazioni. La cosa certa, comunque, è che a partire da questo momento la maga e lo spadaccino non si separeranno più l’uno dall’altra, a meno di non esserne costretti.
 
 
Secondo romanzo – Lo stregone di Atlas
“Solo che Gourry ed io eravamo abituati a lavorare come una squadra.”


Il secondo romanzo copre gli eventi narrati nelle puntate 3-6 di Slayers Next, ovvero la lotta politica interna alla Gilda dei Maghi di Atlas e la ricerca dell’immortalità da parte dell’ex Gran Maestro, Halcyform.
Le differenze rispetto all’anime, in questo caso, sono più numerose. Il romanzo si apre nel bel mezzo di una rissa, in una locanda della città di Atlas. Lina, accucciata sotto un tavolo (e intenta a continuare il suo pranzo mentre il pandemonio esplode attorno a lei), rivela ai lettori la causa della rissa: un ragazzo di nome Lance ha cercato di abbordarla mentre si trovava sola al bancone, e ha allungato indebitamente le mani sul suo fondoschiena (da questo momento, Lance sarà meglio noto come “amante dei sederi”…XD). Lina ha reagito colpendolo con un vassoio e scaraventandolo contro un tavolo… occupato. Gli occupanti del tavolo ovviamente non l’hanno presa bene, e hanno trasformato Lance in un punching ball, e la sala in un inferno (Gourry dovrebbe imparare a non andare in bagno lasciando Lina in libertà…XD).
Mentre Lina e Gourry cercano di escogitare un modo per porre rimedio al disastro, però, la rissa si acquieta spontaneamente. Un mercenario fa infatti ingresso nella locanda, richiamando l’attenzione dei presenti. L’uomo afferma di chiamarsi Rod, e di essere stato inviato dal futuro Gran Maestro della Gilda dei Maghi, Tarim, in cerca di volontari per un lavoro come guardie del corpo. Lina lo considera immediatamente con diffidenza. E’ un giovane più o meno dell’età di Gourry, e di aspetto piuttosto avvenente, ma la sua aura, al contrario di quella dello spadaccino, emana un che di inquietante. Nonostante questo, Lina decide di approfittare della scappatoia che le viene offerta per uscire senza colpo ferire dalla locanda, e si fa avanti per seguirlo e ascoltare i dettagli del lavoro. L’attenzione di Rod viene immediatamente catturata da Gourry, la cui abilità con la spada il mercenario sembra riuscire a constatare con un semplice sguardo. Rod afferma di desiderare combattere con lui, una volta che la loro temporanea alleanza si sarà conclusa.
Seguiti da Lance (che si rivela essere un altro degli uomini di Tarim), Lina e Gourry si recano presso la residenza del candidato alla carica di Gran Maestro. Sulla via, un gruppo di assassini li attacca, senza dichiarare il proprio mandante, ma viene facilmente sgominato da Rod. Agli assassini segue anche un mago, Kaluas, che dichiara di essere stato inviato da un altro contendente al titolo di Gran Maestro, Daymia; anche lui, però, viene messo fuori gioco da Lina in un duello magico. Lina e Gourry vengono quindi ricevuti da Tarim, che spiega loro come il vecchio Gran Maestro della Gilda dei Maghi di Atlas, Halcyform, sia di recente sparito in circostanze misteriose e come lui stesso sia in lizza per diventarne il successore. Tarim desidera protezione in vista della imminente elezione, poiché teme che il suo rivale, Daymia, cerchi di toglierlo di mezzo in modo da ottenere la carica.
Lina non è particolarmente propensa a farsi coinvolgere in queste faccende politiche. Tuttavia, dopo essersi allontanati dalla casa di Tarim con la promessa di pensare alla sua proposta, Lina e Gourry vengono avvicinati da due Mazoku, Seigram e Gio, che intimano loro di rimanere fuori dalla faccenda. Il coinvolgimento dei due demoni convince infine Lina e Gourry ad accettare la proposta di Tarim, per capire che cosa stia succedendo realmente nella città (e perché Lina non vuole dare l’impressione di essersi tirata indietro solo per il fatto di essersi fatta spaventare dai due demoni).
La notte successiva, mentre Lina e Gourry si trovano di guardia da Tarim, la villa del futuro Gran Maestro viene posta sotto attacco. Lina viene aggredita da Seigram, ma quando Gourry la raggiunge per aiutarla il demone scappa. Lina e Gourry lo inseguono, e lo vedono scomparire dentro la casa di Daymia. La maga e lo spadaccino fanno irruzione nella casa, ma vengono tratti in una trappola dallo stesso Daymia, che li fa precipitare attraverso un pavimento a scomparsa nei sotterranei della casa, costituiti da una sorta di immenso lago, circondato da pilastri. I pilastri formano in realtà un campo magico, che indebolisce la magia di Lina.
Mentre Lina e Gourry stanno ragionando su come uscire, si accorgono che sul fondo del lago si intravede una sagoma vagamente umanoide. Lina si tuffa, servendosi del Raywing per respirare, e scopre che in fondo al lago, vivo ma imprigionato in una specie di tomba di cristallo, c’è niente meno che l’ex Gran Maestro, Halcyform. Lina libera Halcyform servendosi della Spada di Luce e l’ex Gran Maestro spiega di essere stato rinchiuso lì sotto dagli stessi Tarim e Daymia, alleatisi l’uno con l’altro con l’obiettivo di rendere vacante la carica di Gran Maestro. Lina, arrabbiata con Tarim per il fatto di essere stata ingannata, decide di lasciare il lavoro e non tornare più alla villa, e piuttosto di spalleggiare segretamente Halcyform nella sua lotta contro i suoi due catturatori.
A partire da questo momento, tuttavia, si sussegue una serie di colpi di scena. Il giorno successivo, Lina e Gourry vengono attaccati dal Mazoku Gio. Gio fugge dopo aver scoperto che Gourry è in possesso della Spada di Luce, ma prima che Lina e Gourry riescano a realizzare quanto è successo Lance li raggiunge, terrorizzato, e chiede loro di seguirlo a casa di Daymia. Qui Lina e Gourry trovano Daymia sotto gli effetti terribili di una maledizione, il Raugnut Rushavna, che lo condanna a patire in eterno le sofferenze della morte. L’incantesimo è di origine demoniaca, e Lina lo attribuisce a Seigram, non spiegandosi però perché il demone abbia aggredito quello che lei riteneva originariamente un suo alleato. Lina inizia a sospettare che dietro a tutto ci sia Tarim, ma una volta giunti all’abitazione del candidato Gran Maestro, lei e Gourry trovano il suo corpo senza testa. La maga e lo spadaccino, poi, vengono aggrediti da Rod, che dichiara di avere trasferito la sua alleanza ad Halcyform, per poter combattere contro Gourry.
Gourry sconfigge Rod. Lina giunge alla conclusione che Halcyform li abbia usati allo scopo di farsi liberare, e che Seigram, alleato con lui, li abbia minacciati non per farli allontanare, ma, in effetti, per incoraggiarli a venire coinvolti nella battaglia. Per avere finalmente conferma della verità, Lina e Gourry decidono di intrufolarsi in casa di Halcyform. A questo punto, in modo simile all’anime, Lina e Gourry scoprono che Halcyform si è dedicato alla ricerca sull’immortalità (e ai crimini connessi) per riportare in vita la sua amata, Rubia (di cui è riuscito a creare un clone). Halcyform ha inoltre stretto un patto con Seigram per ottenere una immortalità temporanea (e peraltro, dopo la sua fuga di fronte a Gourry, ha “divorato” il demone Gio, per assorbire i suoi poteri). Tarim e Daymia avevano rinchiuso Halcyform per fermarlo, proprio perché non conoscevano alcun modo per ucciderlo. Lina, tuttavia, sa che per spezzare il contratto con un demone è necessario distruggere il contratto stesso, o il demone che lo ha stipulato. Lina e Gourry riescono a distruggere la maschera di Seigram, su cui è inciso il contratto con Halcyform, rendendolo così mortale. Alla fine, è il clone di Rubia a uccidere Halcyform, piantandogli la Spada di Luce in petto, consapevole che nient’altro potrà fermarlo. Halcyform si lascia uccidere senza opporre resistenza, perché si rifiuta di fare del male alla donna che ama.

A prescindere dal fatto che nella mia mente malata di shipper sorgono interessanti paralleli fra la storia di Halcyform e Rubia e quella di Lina e Gourry (considerando che Lina si dimostrerà disposta a sacrificare molte vite per salvare quella di Gourry, nel finale dell’ottavo romanzo…), anche restando più ancorati alla lettera questo libro è un piccolo scrigno di momenti significativi che riguardano la coppia. ^^

Nonostante Lina e Gourry non si conoscano da molto, già dall’inizio del romanzo il loro rapporto pare ormai piuttosto consolidato. Per usare le parole di Lina,


Citazione:
Lo conoscevo bene. Avevamo viaggiato insieme sin da quando ci eravamo incontrati, il che, in effetti, non era avvenuto molto tempo prima, ma impari molto di una persona sulla strada.
Lo stregone di Atlas – p.13


Gourry non appare ancora del tutto disposto a seguire Lina “all’inferno e ritorno” come si mostrerà più avanti nella saga, ma si lascia comunque coinvolgere senza troppo colpo ferire nelle sue iniziative. Anche se i suoi sospetti sulla natura cerca guai di Lina trovano sempre più inquietanti conferme…


Citazione:
“Ho detto che avrei ascoltato, non ho mai detto che avrei accettato il lavoro.”
“Ma…” Gourry si grattò la testa e produsse lo strano breve miagolio che fa sempre quando è confuso. “Da quanto ho sentito di questo Tarim, non credo che reagirà semplicemente con un ‘Ah, peccato, beh, ci vediamo’.”
“Allora se ci troveremo a quel punto, combatteremo per uscirne. Posso contare su di te, non è vero, Gourry?”
Fece una smorfia. “Sai, comincio a pensare che viaggiare con te non sia esattamente la strada verso una vita lunga e sana.”
“Probabilmente hai ragione.” Dissi, e sorrisi.
Lo stregone di Atlas – p.24


Ciò che più salta all’occhio del rapporto fra Lina e Gourry nel libro, però, è che l’aspetto un po’ goffo e impacciato della loro relazione nel primo romanzo ha ormai lasciato spazio a un’interazione più rilassata e naturale. Lina e Gourry sono amici, si divertono insieme e il loro rapporto è improntato alla familiarità e alla confidenza.
Questo fa sì che il romanzo sia letteralmente costellato dei più tipici “momenti Lina/Gourry”. Ad esempio, la scena in cui Seigram e Gio intimano ai due di non accettare il lavoro da Tarim e Lina, ubriaca, si serve di un valente interprete…


Citazione:
Ero assorta in quelle riflessioni quando, all’improvviso, qualcuno afferrò il mio colletto e mi tirò da dietro!
Era Gourry. “Di qua.” Disse, in tono da paternale. “Anche se era annacquato, signorina, ‘il vino è sempre vino’. Quando si beve troppo, ci si ubriaca.”
‘Di che sta parlando?’ Nessuno di noi due era ubriaco, per quanto potevo dire.
“Schi è obriaco?” Domandai.
‘Oh.’
Ok, già. Stavo un po’ farfugliando – e allora? La mia testa era totalmente a posto! Avevo sbagliato strada solo perché ero immersa nei miei pensieri, ecco tutto. Voglio dire, Gourry aveva bevuto più di me e parlava e camminava normalmente.
“Di qua.” Disse, facendo in qualche modo girare il terreno nella direzione opposta.
“Mmmm…” Decisi che era meglio fissare gli occhi sulla schiena di Gourry e seguirlo da vicino, solo fino a che non avessero smesso di spostare gli edifici.
Qualche passo più avanti, mi trovai a sbattere contro la sua schiena. “Gourry! Non fermarti così all’improvvi…”
Nell’attimo in cui aprii la bocca, seppi che c’era qualcosa che non andava. La familiare oscurità della notte si stava facendo più densa. Anche la luna ora era oscurata, e non dalle nuvole.
Due ombre scure stavano in piedi sui tetti, bloccando la luce della luna.
Un vento freddo mi investì, svegliandomi all’istante dal mio torpore.
Borbottai. “E’…”
D’accordo, forse farfugliavo un po’. Questo non significava che fossi ubriaca. Non ero ubriaca.
E anche se ero un po’ ubriaca, quelle figure non erano né un sogno né un’allucinazione creata dall’alcol. E come posso spiegare quella sensazione di paura?
Quelli di voi che hanno già incontrato delle apparizioni sapranno esattamente cosa intendo. Se non ne avete mai incontrate, è difficile spiegare cosa provavo. E’ una sensazione strana, gelida.
“Mazoku…” Mormorò Gourry.
Le due figure rimasero lì, immobili come la morte, i loro mantelli che ondeggiavano al vento. Quello sulla destra indossava una maschera bianca, di quelle che si portano ai balli in maschera, anche se sembrava fatta di pietra. Ma per il resto era ammantato di nero. Dal momento che era illuminato da dietro, sembrava senza volto, tranne che per la maschera bianca, ovviamente.
L’altro era accovacciato, vagamente umanoide nella forma, ma era difficile scorgere qualcosa di più di una massa nera. Anche il lato sinistro del suo volto era coperto da una maschera bianca, formata da piastrelle.
Finalmente capii. Erano quelli che ci stavano sorvegliando. Erano quelli che avevano inviato gli assassini contro di noi.
Si mossero. I capelli di quello che stava accovacciato, con la maschera spezzata, ondeggiarono al vento. Puntò un dito innaturalmente lungo verso di noi. “Gli ospiti di Tarim…” Disse, in una voce roca e anziana. Uno smeraldo incastonato nella parte bianca della sua maschera lampeggiò per un momento. Apparentemente, funzionava come un occhio. “Di certo non avrete accettato la sua offerta.” Continuò. “Farete bene a ripensarci, se volete vivere a lungo.”
“Qualunque cosa Tarim vi abbia detto, è vero il contrario. Se volete vivere avete una sola scelta.” Aggiunse quello con la maschera bianca intera. I suoi modi erano calmi, quasi regali. Il tono della sua voce somigliava a quello di un sacerdote alla messa domenicale. Quasi paterno.
Risi, ad alta voce. “Scioscia shtai diusciendo? Nu o muotavo di scindere a sciente cume vui!”
I Mazoku furono comprensibilmente colti di sorpresa dalla forza delle mie parole.
State zitti.
“Ha detto, ‘Cosa stai dicendo? Non ho motivo di credere a gente come voi!” Tradusse Gourry per me. Che caro.
Quello con la maschera spezzata schioccò la lingua. “Che cosa facciamo, Padron Seigram? Credo che sia troppo ubriaca per prenderci seriamente.”
“Non mi importa, Gio. La nostra missione era trasmettere un avvertimento. Che esso venga ascoltato o meno non è un nostro problema.” Quello con la maschera bianca – quello chiamato Seigram – era chiaramente il demone anziano.
Quello con la maschera spezzata, Gio, emise un breve sospiro, quindi si volse verso di me. “Rimanete fuori da questa faccenda, se siete saggi. Capito?”
“Ha detto, ‘Ruminate fuuri di questa fiaschienda, sche schiete sciasgi. Scapito?’.” Mi tradusse Gourry. ‘Idiota’.
“Il messaggio è stato trasmesso.” E con questo, i due si fusero con l’oscurità, portando via con sé quella sensazione di freddo e paura. Tutto ciò che rimase fu la tenue luce della luna.
“Ohoh, schiete piusciotto courgasciosi a attraccar biga cun Lina la Giante.”
“Oh oh, siete piuttosto coraggiosi ad attaccar briga con Lina la Grande.” Gourry ora mi stava traducendo le mie stesse parole.
Doveva essere ubriaco, giusto? Quell’uomo era decisamente ubriaco.
***
La mattina successiva fu sorprendentemente piacevole, tutto considerato.
Svegliai Gourry, che dormiva nella camera vicina. Dividemmo una leggera colazione al piano terra della nostra locanda e parlammo della notte precedente.
“Allora, cosa ne pensi di quei tizi? Servitori demoniaci di Daymia o qualcun altro?”
“Quei tizi?” Gourry arrestò la forchetta sulla via verso la sua bocca, e mi fissò.
‘Ah, ah! La mia occasione!’ La mia mano destra scattò in avanti. In un solo movimento di grande effetto, riuscii a tagliare un pezzo di pollo fritto dall’osso e lanciarlo nell’aria. Lo afferrai con la bocca proprio quando iniziava a ricadere, e prima che Gourry realizzasse cos’era successo, lo avevo inghiottito. ‘Ah, ah! Babbeo!’
“Ehi!” Sbraitò Gourry.
“Cosa? Ho visto la mia occasione e l’ho colta!”
“Oh, ho capito, è questo il tuo gioco…” Replicò, rabbioso. “Prendi questo!” Disse, e attaccò la mia colazione.
“Aaaaah, le mie preziose uova all’occhio di bue!”
‘Non avrai pietà da me, demonio!’
“Come hai osato! Anche se sei il mio compagno di viaggio, non c’è nessuno a questo mondo che io, la grande guerriera e maga Lina Inverse, perdonerò mai per aver toccato le mie uova all’occhio di bue!”
“Non sembri normale, lo sai, vero?”
“Silenzio!! Altrimenti farò… questo! Ah, AH!” E scesi nuovamente in picchiata sulle sue salsicce.
“Ah, sì? E che cosa ne dici se io faccio QUESTO?!”
“Scusatemi, signore, signora…”
“Bruto, come osi! Allora io farò questo!”
“Ah! Colpisci come un orco! Prendi QUESTO! Il mio miracoloso attacco a due stadi! Colpo finta!”
“Eeeh?! Orco?! Tu sei un demone! Ok, lo hai voluto tu!”
“Scusatemi… signore, signora?!”
“Temi la mia folle, terribile tecnica della colazione, babbeo!”
“Oh, pensi di essere così brava? Vedi questo? E’ mio! E questo è mio! E questo!”
“SIGNORE, SIGNORA!”
‘Uh…?’
Avevamo cominciato a duellare energicamente sul tavolo con le forchette e i coltelli. Coltellata! Attacco! Masticata! Coltellata! Morso! E coltellata, ancora!
Il locandiere apparve afflitto, mentre ci supplicava. “Per favore, mangiate il vostro pasto in silenzio.”
L’ultimo pezzo di pollo cadde tragicamente da sopra le nostre forchette intrecciate e atterrò al suolo. E la nostra lotta per il cibo, improvvisamente come era cominciata, terminò. Alla – uhm – richiesta del locandiere, ci spostammo nella stanza di Gourry, per continuare la nostra conversazione.
“Allora, cosa ne pensi di quei tizi?” Ripetei.
“Quali tizi?” Gourry continuò a non capire la mia domanda.
“Uh. I due Mazoku che abbiamo incontrato prima. Che ne pensi di loro?”
“Quali due Mazoku?”
‘Uh… ehilà?’
“Sai, i due che abbiamo incontrato tornando da casa di Tarim? Loro!”
“Oh!” Disse, battendosi il pugno sul palmo della mano. “Pare che non mi ricordi di loro.”
‘Aahhhh!’
Mi piazzai proprio di fronte al suo viso. “Cosa significa che non te li ricordi?!”
“Beh, a volte, quando bevo un po’ troppo, io – uh – mi dimentico le cose.” Arrossì, e continuò. “Mi ricordo che eravamo da Tarim, la notte scorsa, ma dopo quello, zero.”
“Stai scherzando?!”
‘Allora era ubriaco. Lo sapevo!’

Lo stregone di Atlas – pp. 46-53


La scena in cui Gourry traduce le parole di Lina ubriaca è assolutamente divertente e surreale, ma allo stesso tempo, a suo modo, straordinariamente tenera. Voglio dire, Lina e Gourry sono perfettamente coordinati anche nell’ubriachezza! XD La maga rimane mentalmente lucida ma non riesce a interagire con il mondo esterno, mentre Gourry, che evita che Lina vada fuori strada e che le fa da traduttore, il giorno dopo non ricorda assolutamente nulla di quello che è successo, e ha bisogno delle sue spiegazioni. Alla faccia del lavoro di squadra… XD E il fatto che, in qualche imperscrutabile modo, Gourry riesca a capire Lina anche mentre biascica in preda ai fumi dell’alcol è di per sé significativo della connessione mentale che esiste fra quei due…^^
E poi, abbiamo la più tipica scena di lotta col cibo. Lina e Gourry inaugurano qui per la prima volta l’hobby meno amato dai locandieri di tutto il mondo di Slayers… e hanno tutta l’aria di goderselo un mondo! Sono due idioti, ma decisamente, anche sotto questo punto di vista, si sono trovati perfettamente…XD (per qualche motivo, dubito che qualcun altro asseconderebbe l’amore di Lina per questo passatempo… e mettendoci tanto gusto!)

Oltre alla familiarità, un aspetto centrale della relazione fra Lina e Gourry così come emerge dai romanzi è il loro reciproco rispetto. Come Gourry ammira Lina per le sue capacità e per il suo coraggio, anche Lina riconosce e rispetta l’abilità di Gourry come combattente. Fra i due non c’è competizione. Piuttosto, entrambi conoscono i rispettivi punti di forza, e imparano ad appoggiarvisi in battaglia.

E’ proprio nel secondo romanzo che Lina comincia a rendersi realmente conto di quelle che sono le capacità di Gourry con la spada. Un esempio è il momento in cui Lance, dopo che Lina e Gourry hanno accettato l’impiego come guardie del corpo di Tarim, chiede loro di dimostrare ciò di cui sono realmente capaci.


Citazione:
“D’accordo, allora che ne dici di questo? Ti mostrerò quello che siamo in grado di fare.” Disse Gourry, estraendo con fare noncurante la spada.
‘Gourry! Che pensi di fare?!’
“Bene!” Rispose Lance.
“Ragazzi, ragazzi, calmatevi ora…” ‘Troppo tardi.’
Lance estrasse la spada ed tirò fuori una moneta d’oro dalla tasca, le mani che tremavano. La resse nella mano destra, puntandola in alto. Con la sinistra, posò la moneta d’oro sulla punta della lama e… la tenne in equilibrio.
‘Bello.’
Era il tipo di trucco che avrebbe potuto realizzare un abile dilettante, ma ero comunque impressionata.
“Ah!” Gourry agitò la spada davanti a sé, mentre gridava. Quindi vennero due scintillii, un tintinnio metallico e… Sia Lance che io osservammo febbrilmente.
La moneta d’oro era caduta sul tappeto, perfettamente tagliata in due – proprio al centro! Con una sola mossa, Gourry aveva tagliato a metà la moneta mentre si trovava in equilibrio sulla punta della spada di Lance. L’abilità, la velocità e la forza necessarie per quel piccolo trucco erano inimmaginabili!
“I… io non… è incredibile!” Echeggiò la voce di Lance, con genuina ammirazione.
Io salii la scala di diversi gradini.
Avendo soddisfatto il proprio orgoglio, Gourry rinfoderò la spada e si volse per seguirmi.
‘Direi che è il momento di spaccargli il cranio!’
Il mio colpo del ginocchio volante fece cadere Gourry. La sua fronte emise un lieve tonfo, sbattendo contro il suolo.
“Perché hai fatto una cosa del genere al fratellone?!” Mi gridò Lance, mentre aiutava Gourry a rialzarsi, gli occhi colmi di preoccupazione.
Fratellone?! Da quando Gourry è diventato il fratellone di questo tizio?
“Ehi, mi hai fatto male! Pe-perché lo hai fatto?!” Chiese Gourry quando si riprese, strofinandosi la fronte.
“Questo-” SMACK “- è per -” SMACK “- aver sprecato -” SMACK “- del denaro!” SMACK! SMACK! SMACK! Sarò anche una maga, ma vengo da una famiglia di mercanti e nessun mercante degno di questo nome se ne starebbe a guardare mentre una moneta viene trattata così miseramente.
Che posso dire? I miei genitori insistevano molto sulla responsabilità nel gestire il denaro. Né mia sorella né io abbiamo preso parte all’azienda di famiglia (lei è una cameriera), ma ehi, è nel nostro sangue. La divisione di quella moneta aveva scatenato indignazione nella parte più profonda del mio essere.
“Aspetta!” Protestò Gourry. “Smetti di picchiarmi! Mi perdoni se la moneta che ho tagliato è ancora utile?”
“Certo. Ma come?”
Gourry si sedette al suolo e raccolse entrambi i pezzi mentre Lance ed io guardavamo.
“Penserò a qualcosa.” Promise. “L’ho divisa piuttosto bene, se posso essere io a dirlo.”
“Sì, siamo molto impressionati. Ora…”
“Sai, normalmente non do spettacolo a questo modo.” Mi interruppe. “Ma Lance, che ne diresti di tenerla come portafortuna? Diciamo per cinquanta leeb.”
Un leeb vale dieci volte una moneta d’oro.
Pare che anche Gourry abbia un po’ di sangue da mercante, da qualche parte dentro di sé.
“Venduto.” Lance mi fissò con ostilità, mentre si infilava con la massima cura la moneta d’oro tagliata in tasca.
“E tu cosa sai fare?” Domandò. “Immagino che tu abbia qualche capacità che supporti il modo in cui tratti il fratellone, qui. O forse sei solo un giocattolino da portare in giro e mostrare?”
‘Un giocattolo?!’
“Oh, ti mostrerò cosa so fare, d’accordo!!!” E iniziai a recitare un incantesimo.
“Aaaaaah! Ferma! Lina! Ti prego, per favore, fermati!” In un atto di suprema pietà, smisi di recitare l’incantesimo del Dragon Slave. Ma solo dopo aver udito le patetiche e sincere suppliche di Gourry.
‘Ci sei andato così vicino, amico.’

Lo stregone di Atlas – pp. 61-64


Lina va su tutte le furie per lo spreco della moneta, ma riconosce che il “trucchetto” messo in atto da Gourry richiede capacità non comuni. Peraltro, finita la sfuriata, la maga rimane anche piacevolmente colpita dalla scaltrezza dello spadaccino nell’inventare un modo per guadagnare dal suo piccolo show. L’affermazione che Gourry deve avere sangue da mercante suona decisamente come complimento, da parte di una come Lina. Lo spadaccino mostra ancora una volta di non essere uno sprovveduto, e soprattutto di avere ormai capito perfettamente come prendere la maga: sa bene quali corde toccare per placarla, sia che stia insorgendo contro lo spreco di denaro, sia che stia recitando il più letale dei suoi incantesimi…^^

Un terzo aspetto della relazione fra Lina e Gourry che emerge dal romanzo è la dimensione del “gioco”. Perché, ebbene sì, nei romanzi Gourry è dotato di un senso dell’umorismo…>_> La maga e lo spadaccino scherzano spesso assieme. E in questa fase del loro rapporto, tali scherzi e battute riguardano spesso proprio la loro relazione. La mia impressione è che Lina e Gourry comincino a guardarsi con un certo occhio di interesse, e che questo si traduca… beh, fondamentalmente nel flirtare insieme… XD


Citazione:
“Sapevo che saremmo finiti qui.” Dissi a Gourry.
“Conosci questo posto?”
‘Groan…’
Caddi sulle ginocchia alla risposta di Gourry. “Sei venuto qui oggi durante il giorno, stupido! Ricordi? Lance ci ha fatto da guida!”
“Davvero?” Incrociò le braccia, immerso nei propri pensieri. “Uh, le cose hanno proprio un aspetto diverso la notte, non è vero?” Domandò, in piena serietà. “Quindi… cos’è questo posto, in ogni caso?”
“L-a c-a-s-a d-i D-a-y-m-i-a.” Dissi lentamente, attraverso denti serrati.
“Ah, ah!” Gourry batté sonoramente il pugno sul palmo della mano. “Proprio come pensavo!”
“Pensi che sia divertente? E’ così? Stai cercando di farmi un qualche strambo scherzo? Perché seriamente, Gourry, non sono dell’umore… ora, andiamo!”
“Andiamo dove?”
‘Qualcuno vuole essere il suo compagno al mio posto? Per favore?!’
“A c-a-s-a d-i D-a-y-m-i-a.” Replicai, sul punto di esplodere.
“Uh, ma…” Iniziò Gourry, con espressione seria. “Penso sia una trappola.”
“Lo so!” Gridai di rimando. “Ovviamente è una trappola! Ma trappola o non trappola, guidati qui o meno, non sappiamo quali siano le loro intenzioni, giusto?! E c’è solo un modo per scoprirlo! Forse ti sembra stupido, ma lasciare che la paura e la cautela dettino ogni nostra mossa mi sembra molto più stupido!” Mi levai sdegnosamente in piedi, e gli inveii contro da sopra la spalla, mentre camminavo.
Gourry pose gentilmente una mano sulla stessa spalla.
‘Uh?’
“Lina…” Mi guardò profondamente negli occhi e parlò a bassa voce.
‘O-ora aspetta solo un momento. Dovrebbe perdere la calma, non diventarmi serio a questo modo.
“Ora, Lina. Ascoltami bene…”
“C-cosa? Che fai, diventando tutto… serio?” Persino io potevo udire il nervosismo nella mia voce.
“Lina, ascoltami. Fare tutto questo chiasso di notte ci creerà problemi con i vicini.”
Il mio pugno esplose silenzioso sulla sua mascella.
‘Idiota.’
Lo stregone di Atlas – pp. 84-85


In questo caso, è più che altro Lina a fraintendere le intenzioni di Gourry. Ma in altre occasioni il gioco da parte dello spadaccino è molto più deliberato. Ad esempio, dopo che Lina e Gourry sono precipitati nel lago all’interno dei sotterranei di Daymia.


Citazione:
“Dobbiamo fare qualcosa per questi vestiti.” Disse Gourry, rabbrividendo.
“Giusto. Se resteremo così ancora per un po’, prenderemo il raffreddore…”
“Già. Allora…” Iniziò Gourry, sorridendo. “Credi che dovremmo spogliarci e stringerci l’un l’altro per usare il calore dei nostri corpi?”
‘Oh, nei tuoi sogni!’
Premetti i palmi delle mie mani l’uno contro l’altro, e cominciai a recitare. Il volto di Gourry assunse un bizzarro colore – il colore della paura.
“Eh… ehi, un attimo, Lina, aspetta! Stavo scherzando! Era uno scherzo, lo giuro! Guarda, lo ritiro, d’accordo?” Tremò Gourry.
“Palla di fuoco!” Gridai, scagliando dritto nel petto di Gourry un globo di calore in grado di fondere l’acciaio, che lo colpì in pieno, ed esplose. O comunque, questo era ciò che LUI pensava…
“Aaaaaaaaaaargh!” Gridò, mentre il suo corpo veniva avvolto dal calore. Quindi, quando si rese conto che non era morto, si fermò, e si fissò il petto come se non fosse sicuro che dovesse ancora trovarsi lì…
La mia palla di fuoco normalmente è in grado di fondere l’acciaio, certo, ma all’interno del Campo Magico faceva poco più che scaldare l’aria…
“Ora i tuoi vestiti sono asciutti, giusto?” Feci una risata.
Lo stregone di Atlas – pp. 97-98


O dopo che Lina ha spinto Gourry in acqua per convincerlo ad andare a controllare cosa sia la sagoma sul fondo, e Gourry la ha trascinata giù con sé per scherzo, facendole perdere involontariamente i sensi.


Citazione:
“Buongiorno, raggio di sole…” Disse Gourry, per la seconda volta.
“Perché diavolo l’hai fatto?!” Domandai.
“Ehi, non hai alcun diritto di parlare – sei stata tu a cominciare! Ma…” Si volse a guardare dall’altra parte mentre proseguiva. “Mi hai fatto spaventare. Credevo che saresti affogata, ho dovuto farti la respirazione artificiale per farti respirare di nuovo.”
“Mi hai fatto c… COSA?” Ebbi un singulto, strozzandomi con le mie stesse parole. Respirazione artificiale?! Gourry mi aveva fatto la respirazione bocca a bocca?! Il sangue mi salì alla testa. Lanciai un’occhiata al volto di Gourry, e mi concessi di chiedere: “Uh… cosa vuoi dire, esattamente?”
“Ti ho stesa sullo stomaco e ti ho dato dei calci sulla schiena.”
Lo colpii sulla fronte, come stava diventando mia abitudine.
‘Che cosa hai fatto?! E’ questo il modo di trattare una signora?!’
“Cosa? Non pensavi che per respirazione artificiale intendessi la respirazione bocca a bocca, vero?” Chiese, con fare scherzoso.
“No! Certamente no!” Replicai.
“Sì, invece! Stai arrossendo – guardati!”
“Oh, lasciamo perdere, ok? A… ad ogni modo, vogliamo per favore concentrarci sul campo magico?”
Il suo sguardo si spostò sull’acqua, e canticchiò sottovoce… “Stai arrossendo, stai arrossendo…”
‘Idiota.’
Lo stregone di Atlas – pp. 104-105


Personalmente, amo molto questa dimensione di “tensione”, o malizia, perché mi sembra aggiunga “pepe” alla relazione. ; P

Varie altre scene del romanzo confermano ulteriormente la solidità del rapporto che si è creato fra fra Lina e Gourry. Una delle mie preferite avviene subito dopo che i due hanno liberato Halcyform.


Citazione:
Eravamo tornati alla locanda dove avevamo lasciato le nostre cose e mi ero addormentata subito dopo colazione, ma era ormai sera quando mi svegliai.
Quando riuscii ad aprire gli occhi, il pranzo e la cena sedevano entrambi al mio fianco. E così Gourry. Non ebbe bisogno di dire una parola.
“Immagino che questi siano i ringraziamenti del Gran Maestro Halcyform?” Azzardai.
“Già.” Replicò.

Lo stregone di Atlas – pp. 118-119


E’ estremamente breve, ma la adoro. ^^ Il fatto che Lina al proprio risveglio trovi Gourry nella sua stanza, che attende in silenzio che lei apra gli occhi, mi da un’idea di incredibile familiarità fra i due. (e non posso fare a meno di chiedermi a cosa pensasse Gourry mentre la osservava dormire…XD).

E ancora…


Citazione:
Uscimmo da quella che era ora la tomba di Daymia più velocemente che potemmo, inghiottendo boccate dell’aria notturna. Era buona, purificante.
“Tu sai cos’è quella cosa, non è così?” Chiese Lance dopo una breve pausa. “La riconosci, non è vero?”
“Più o meno…” Annuii, debolmente.
Sia la pelle di Gourry che quella di Lance apparivano bluastre, e non era colpa della luce lunare.
“Quella cosa… è Daymia il Blu.” Spiegai. “E’ un incantesimo, uno che solo un Mazoku può usare.”
“Quello è una persona?” L’orrore di Lance era palpabile. “V- vuoi dirmi che i nostri nemici sono Mazoku in grado di trasformare un essere umano in… quello?! O-oh, ora, a-aspetta solo un dannato minuto! N-non mi dire che avete intenzione di combattere quella cosa?” Il poco di colore che era rimasto sul suo volto scomparve, mentre giungeva a comprendere quale nemico ci trovassimo ad affrontare.
Annuii. “Già. Abbiamo accettato di venire coinvolti in questa faccenda solo perché sapevamo che c’erano dietro quei due Mazoku.”
“DUE?!” Lance divenne furibondo. “Chi vuoi prendere in giro?! Non abbiamo abbastanza vite fra tutti e tre per sconfiggere un tizio del genere! Per non parlare di due! Non potete essere seri!”
“Possiamo…” Dissi.
“… e lo siamo.” Gourry terminò il mio pensiero in tono leggero, inclinando lievemente la testa mentre lo faceva.
Lance ci fissò duramente. “Chi… chi diavolo siete voi? Non c’è modo che dei normali mercenari accettino un incarico del genere.”
Beh, quanto meno era perspicace. Gourry ed io siamo tutto tranne che normali.
“No, non ditemelo!” Eruppe Lance, prima che potessi anche solo aprire la bocca. “Lasciate stare! Non mi importa chi siete. Questo è il momento in cui me ne lavo le mani!” Disse, dirigendosi verso la porta. “E se questo mi rende un codardo, che sia. Se siete intelligenti, lascerete perdere e ve la filerete da questa città finché potete. Nessuno dovrebbe morire a quel modo! Nessuno!”
Prese a trottare, e quindi a correre, fermandosi solo una volta per volgersi e gridarci: “Fermatevi ora! Lasciate perdere!” Quindi, scomparve nell’oscurità. Gourry ed io osservammo in silenzio. Non lo biasimavamo, e non pensavamo che fosse un codardo. Al contrario, aveva fatto esattamente ciò che speravamo avrebbe fatto. Se avesse voluto restare e combattere con noi, probabilmente avremmo cercato di convincerlo a non farlo. Sarebbe stato più un ostacolo in combattimento che altro… non che fosse debole, solo che Gourry ed io eravamo abituati a lavorare come una squadra e, beh, il nemico era un Mazoku.
Lo stregone di Atlas – pp. 140-142


In questa scena, Lina rende esplicito quello che l’atteggiamento suo e quello di Gourry hanno già mostrato nei fatti: che lei e lo spadaccino ormai sono una squadra. Gourry presumibilmente non conosce, come Lance, i dettagli riguardo all’incantesimo di cui è stato vittima Daymia, ma la sua volontà sul da farsi sembra accordarsi con quella di Lina in modo naturale. Lina e Gourry affrontano Lance in modo compatto (amo Gourry che termina la frase di Lina…XD) e, anche se non ne hanno parlato, Lina parla con la cognizione di causa di chi è certa della volontà di entrambi.

A mostrare la solidità dell’intesa fra Lina e Gourry concorre anche, poi, la sfida di Rod.


Citazione:
Lance… beh, giaceva al suolo in una massa di membra e di mobili rotti. Era ancora intero e respirava, il che lo poneva in una posizione molto migliore rispetto al resto dei suoi compagni.
E laggiù, in piedi sopra di lui, la spada estratta e grondante sangue, si trovava Rod.
Volse i suoi occhi scuri verso di noi. “Speravo che saresti venuto. Ora scopriremo chi è il migliore.” Disse a Gourry.
“Non capisco.” Mormorai.
“Ero impossibilitato a sfidarvi finché eravamo alleati.” Spiegò, volgendo la sua spada insozzata in nostra direzione, gocce di sangue che cadevano al suolo come punti esclamativi. Nella debole luce, la lama rifletteva un pallido lucore purpureo.
“E’ così allora, eh?” Replicò Gourry. Era inorridito, ma non sorpreso. C’era una quieta rabbia dietro le sue parole. Io ancora non capivo cosa stesse succedendo.
“Sì. Ho trasferito la mia alleanza ad Halcyform proprio per rendere possibile questo scontro.”
‘Lui cosa?!’ Pensai che gli occhi stessero per schizzarmi fuori dalla testa. ‘Quindi lo ha fatto per…? Aspetta, questo vuol dire che… Oh, no-OH!!’
“Mi spiace doverti negare ciò che tanto conta per te.” Disse Gourry, ponendosi davanti a me. Non aveva ancora estratto la spada.
“Negarmi? Che cosa devo fare, per convincerti alla sfida? Uccidere la ragazza?” Chiese Rod.
“Se anche fosse così facile, non sarebbe necessario. Non intendo negarti il tuo combattimento, solo la tua vittoria.” Rispose Gourry.
Feci un passo indietro. La tensione nella stanza era quasi insopportabile.
“Lina, vai a vedere cosa puoi fare per Lance. Io mi occuperò di questo.”
“Vado.” Dissi, e annuii. Mi stava chiedendo di non intervenire nel loro combattimento qualunque cosa fosse successa, e io avevo appena acconsentito. Non ero completamente certa che potesse sconfiggere Rod – e ovviamente ero preoccupata – ma lo sguardo negli occhi di Gourry mi diceva che quella volta voleva combattere da solo. Concentrai le mie energie su Lance.
Lo stregone di Atlas – pp. 146-148


Lina, anche senza che lo spadaccino glielo dica esplicitamente, comprende che Gourry desidera combattere da solo, e, pur preoccupandosi della sua sorte, rispetta la volontà del suo compagno. In questa scena, peraltro, amo molto la risposta con cui Gourry replica alla minaccia di Rod di uccidere Lina: “se anche fosse così facile”. Mi sembra un modo implicito di difendere le capacità della maga, che il mercenario sembra sottovalutare nella sua minaccia di utilizzarla come un semplice strumento di ricatto. Forse è solo una frase buttata lì, ma io tendo a vederla come il fatto che Gourry ormai è ben consapevole del fatto che Lina non è la classica “damigella da salvare”… e che ne è in qualche modo anche orgoglioso, dal momento che lo rivendica per lei.

Ma è all’inizio dell’ultimo capitolo, nel momento in cui Lina e Gourry fanno irruzione nella casa di Halcyform, che si trova una delle scene più compromettenti del romanzo, almeno per quanto riguarda Gourry…


Citazione:
“Che ne dici di qui?” Chiesi, indicando una piccola finestra che conduceva al seminterrato. Non era molto grande, ma era certamente abbastanza grande perché io potessi infilarmici dentro. Gourry, però, non ce l’avrebbe fatta.
“Io entro.” Dissi. “Torno subito, quindi aspetta qui come un bravo bambino, d’accordo?” Avevo voglia di essere carina, quindi aggiunsi una strizzata d’occhio.
“A-aspetta un momento!” Interloquì Gourry, agitato. “Entri da sola?”
“Qual è il problema? Hai paura di stare cinque minuti da solo in un giardino?”
“Non è questo! Solo, non penso che dovresti entrare da sola…” La voce di Gourry si affievolì, come se fosse stato imbarazzato.
“Va tutto bene. Prometto che non lancerò il Dragon Slave, o qualcosa del genere.” Unii le mani e le strofinai lievemente, facendo del mio meglio per apparire minacciosa.
“No, non volevo dire questo. Sono solo…” Mormorò Gourry.
‘Ehi, questo vuol dire che…’
“Sei preoccupato per me?” Risi.
Volse la testa dalla parte opposta e si grattò il naso. “C’è qualcosa di male a essere preoccupati?”
“Ti sei innamorato di me?” Chiesi, con espressione seria. Perse la calma. ‘Eh, eh…’
“Innamorato?! Sono la tua guardia del corpo – è ovvio che sia preoccupato!”
Avete mai sentito qualcuno cercare di gridare e sussurrare allo stesso tempo? Dava quella impressione.
“Non importa ciò che dici, Gourry. L’amore è su tutto il tuo volto…”
“Ehi, finiscila, d’accordo?!” Mi interruppe. “Penso solo che non sia una buona idea che tu entri da sola.”
“Beh, io posso passare da questa finestra, e tu no.” Dissi. E’ dura ribattere a ciò che è ovvio.
“Non è vero.” Gourry si fece indietro ed estrasse la spada. Una luce argentata lampeggiò nell’oscurità.
Cling!
Rinfoderò la spada prima che potessi anche solo capire cos’era successo.
“Che cosa hai fatto?” Domandai. Sorrise, afferrò il telaio della finestra con entrambe le mani e lo tirò lievemente.
Con un lieve suono, sia il telaio che la finestra si staccarono. Li aveva tagliati via.
“Uh.”
Che cosa dovevo dire? Non solo aveva tagliato via il telaio della finestra dal muro, ma lo aveva fatto senza che il vetro si rompesse o cadesse nel seminterrato. E lo aveva fatto quasi silenziosamente. Quel livello di abilità era pari a quello dei boia che affermano di poter decapitare le loro vittime con un solo colpo. Ovviamente, molti di loro mentono, così…
Ora che ci penso, forse non è un buon esempio.
“Dici che è il caso di togliersi le armature?” Disse, con una breve risatina. Finsi di non essere impressionata, mentre strisciavamo attraverso la finestra.
Lo stregone di Atlas – pp. 156-158


Uh, calmati, Gourry, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che hai la coda di paglia…XDDD
Adoro questa scena, che ancora una volta mostra un lato di Gourry che nell’anime non emerge. Nell’anime lo spadaccino è aperto sin da subito nel mostrare i propri sentimenti, mentre in questa scena da quasi l’impressione di stupirsi lui stesso di avere a cuore la sicurezza di Lina. E’ tenero il suo imbarazzo nell’ammettere di essere preoccupato, e lo è anche la sua agitazione quando Lina, senza pietà, lo prende in giro per il suo atteggiamento protettivo (e il fatto che poi Gourry si diverta a impressionarla con il trucchetto della finestra mi sembra una piccola vendetta per il suo colpo basso…XD).
Questa scena è molto diversa da quella del primo romanzo in cui Lina viene ferita dal berserker, per l’atteggiamento di entrambi i personaggi. La preoccupazione di Gourry ormai non è affatto “neutra”, ma molto ben indirizzata, tanto che Gourry si trova costretto a giustificarsi con quella che diventerà l’onnipresente scusa della “guardia del corpo” (non a caso, Lina non considera più il suo atteggiamento come paternalistico, ma lo schernisce addirittura come atteggiamento da innamorato) Lina, dal canto suo, non mostra più alcuna traccia di irritazione per la preoccupazione di Gourry… semmai, è vagamente divertita all’idea che su tutti proprio lui, che ormai conosce così bene le sue capacità e vi ripone fiducia, possa agitarsi a quel modo per la sua sicurezza. La mia impressione è che per Lina sia una cosa nuova avere a che fare con un vero e proprio “compagno”, una persona che si preoccupa costantemente del suo benessere… sembra che la cosa la colga un po’ in contropiede, ma in un modo piacevole (una impressione che sarà confermata a più riprese con l’avanzare della saga…^^).
Anche nei romanzi, come nell’anime, Gourry tende a mostrarsi più “maturo” emozionalmente rispetto a Lina, e diventa velocemente più esplicito riguardo ai suoi sentimenti (mentre la maga ha bisogno di più tempo per elaborarli, ed è più sottile nel dimostrarli). In questo passo, però, pare quasi realizzarli lui stesso per la prima volta…^^ Magari non si può considerare questa scena come una vera e propria “epifania” (XD) per Gourry, ma sembra che lo spadaccino inizi a rendersi conto di qualcosa che fino a quel momento era rimasto solo viscerale… o quanto meno, la sua considerazione per Lina a questo punto è sufficiente a metterlo in agitazione.
Ancora una volta, realisticamente, questo atteggiamento verrà elaborato gradualmente. Già dal termine del romanzo successivo Gourry si mostrerà molto più a suo agio nel mostrare a Lina il proprio affetto e la propria preoccupazione… fino all’apice raggiunto nel quarto romanzo, in cui, a mio parere, Gourry mostrerà con ogni crisma di essere ormai felicemente partito per la tangente. XD

Nel secondo romanzo, sostanzialmente, la relazione fra Lina e Gourry si assesta su quelle che saranno le sue linee fondamentali anche nei capitoli successivi della saga. A partire da questo punto, la familiarità fra i due personaggi si farà sempre più accentuata ed entrambi (prima Gourry e poi Lina) elaboreranno quello che provano l’uno per l’altra, fino a culminare nell’epilogo dell’ottavo romanzo.
 
 
 
Terzo romanzo – Il fantasma di Sailarg
“‘Io?’ Chiese Gourry, e si volse a guardarmi, per qualche motivo.”


Il terzo romanzo copre fondamentalmente gli eventi della seconda parte della prima serie. La trama, a grandi linee, è quella dell’anime, con alcune differenze sostanziali (in primis, l’assenza di Amelia).
Lina e Gourry scoprono che qualcuno ha posto una taglia sopra le loro teste (e sopra quella di Zelgadiss), quando vengono catturati e imprigionati a tradimento dagli abitanti di un villaggio in cui si sono fermati per la notte. Interrogando il capo villaggio, dopo essersi liberati, scoprono che ad averli fatti incriminare è Rezo, il Monaco Rosso, il sacerdote che credevano di avere ucciso sconfiggendo Shabranigdu.
Dal momento che la taglia è stata emessa a Sailarg, Lina e Gourry decidono di recarsi sin laggiù per indagare. Sulla strada, incontrano nuovamente Lance, da cui si erano separati dopo le vicende di Atlas, e che decide di accompagnarli nel loro viaggio. Una volta giunti a Sailarg, poi, al loro gruppo si unisce anche Eris, una cacciatrice di taglie. Eris cerca inizialmente di arrestare Lina e Gourry, ma si trova coinvolta nella loro lotta contro i sottoposti di Rezo (fra cui un Mazoku, Vizea, contro cui Gourry ha apparentemente già combattuto, anche se non rivela a Lina in quale occasione). Durante la battaglia, intervengono anche Zelgadiss (giunto come loro per indagare) e Sylphiel, la figlia del Gran Sacerdote della città, con cui Zel ha iniziato a collaborare per ostacolare Rezo.
Nel corso della battaglia, tuttavia, Rezo in persona fa la sua apparizione. Lina e gli altri sono costretti a fuggire, e si rifugiano in una delle innumerevoli grotte sotterranee sotto Flaghon, l’Albero Sacro di Sailarg (piantato, come nell’anime, per assorbire le energie negative dopo la distruzione del demone Zanaffer…).
Sylphiel rivela a questo punto di essere una vecchia amica di Gourry, e che Gourry è noto a Sailarg niente di meno che come il salvatore della città (anche se né lei né Gourry mostrano di voler spiegare per quali circostanza…). Per questo, lei e suo padre si sono subito insospettiti alla notizia della taglia, e hanno dubitato della buona fede di Rezo. Rezo, tuttavia, ha preso a drogare di nascosto il padre di Sylphiel, in modo da togliergli lucidità e influenzare le sue decisioni.
Inoltre, Sylphiel svela che proprio in quelle grotte è nascosta una spada leggendaria, la Spada Sacra, che potrebbe aiutare Lina e gli altri nella lotta contro il Monaco Rosso. Dal momento che le gallerie sono strette ed è pericoloso addentrarvisi in molti, per il rischio di restare intrappolati in caso di attacco, la sacerdotessa chiede a Gourry di accompagnarla a recuperarla, mentre gli altri attendono fermi nella grotta. Mentre il gruppo è separato, Lina e gli altri si mettono a raccogliere funghi per il pranzo (Lina aveva fame…XD), e commettono l’errore di dividersi. Lina viene aggredita da Eris e Lance, che tuttavia non appaiono in sé, ma guidati da un incantesimo di controllo mentale, lanciato attraverso un rubino incastonato nelle loro fronti.
La maga viene ferita gravemente, e salvata in ultimo da Zelgadiss, attirato a lei dai rumori della lotta. Fortunatamente, Sylphiel e Gourry arrivano in tempo perché Sylphiel possa curarla, ma mentre la sacerdotessa la sta guarendo, Rezo scova il gruppo e passa di nuovo all’attacco. Gourry e Zelgadiss cercano di prendere tempo perché Lina possa ristabilirsi. Nel frattempo, anche Vizea compare di nuovo, e viene abbattuto da Lance con la Spada Sacra. Alla fine, guarita, Lina può riunirsi alla battaglia.
A questo punto, tuttavia, Rezo rivela di non essere effettivamente il vero Monaco Rosso, ma un clone creato da Eris. La donna è una ex allieva di Rezo e desidera servirsi della sua copia per vendicare la morte del proprio maestro. Ma la copia di Rezo, inaspettatamente, si ribella a Eris e la uccide. Il clone rivela di desiderare di essere pienamente libero, e di voler sconfiggere Lina, Gourry e Zelgadiss per provare di essere all’altezza del vero Rezo. Come a rimarcare la sua serietà, la copia giunge a distruggere l’intera città di Sailarg, in modo che Lina e gli altri non debbano farsi remore nel combattere, lanciando solo incantesimi deboli per evitare di coinvolgere innocenti.
Alla fine, Lina riesce a uccidere la copia di Rezo, con l’aiuto di Flaghon e della Spada Sacra.

Ora, la prima parte del romanzo in realtà non contiene momenti estremamente significativi, per quanto riguarda la coppia. ^^ Per lo più, è costellata di scene divertenti, in cui si riconferma soprattutto l’impressione di familiarità e “cameratismo” fra la maga e lo spadaccino: ancora una volta, tipici momenti Lina/Gourry, insomma. ^^
Ad esempio, la scena iniziale. Lina e Gourry sono prigionieri e le guardie cercano di mettere le mani addosso a Lina prima di consegnarla a Sailarg… per cui, dal momento che Lina è imbavagliata e non può usare la magia, Gourry mette al lavoro il cervello per tirare fuori la sua compagna dai guai…


Citazione:
Guardia A mi afferrò il mento con la sua mano enorme. Desiderai poter sputare.
“Non ti piace, eh? Pensavi di cavartela nonostante tutte le tue malvagie azioni, vero?”
‘Quali malvagie azioni?!’
“Bene, ora…” A mi trascinò vicino al suo volto…
“Ora basta!” Li ammonì Gourry. Era ancora legato, ma parlò con tale autorità che entrambe le guardie fecero un mezzo passo indietro. “Se osate anche solo sfiorarla con un dito…”
Per un glorioso momento, le due guardie si bloccarono.
‘Devo riconoscertelo Gourry. Hai una bella fermezza.’
La stanza era in preda alla tensione – ognuno di noi fermo ed in silenzio, in attesa di vedere chi avrebbe fatto la mossa successiva. Quindi…
“Heh.” Guardia A sorrise, mandando in frantumi le mie speranze.
‘Dannazione! La grande Lina Inverse alla mercé di malvagi come questi! Che schifo.’
Il peggio era che non sapevo nemmeno perché eravamo tenuti prigionieri – né da chi!
“N- non abbiamo paura di te!” Disse B, sforzandosi di sembrare di avere una spina dorsale…
‘Ti trema la voce. Nessuno si sta bevendo la tua recita da uomo duro, faccia da idiota!’
“Se osiamo anche solo sfiorarla con un dito, cosa?” Chiese A. “Cosa credi che farai in proposito? Sei tutto legato!”
“Se osate anche solo sfiorare con un dito quella ragazza…” Ripeté Gourry, con calma.
“Cosa farai?” A stava ridendo, ora.
“… prenderete la sua malattia…”
A smise di ridere. Gourry sorrise.
Io desiderai poterli uccidere tutti con la mia mente.
Dapprima lentamente, i due uomini indietreggiarono. I loro corpi esprimevano la tensione nata dal Fare Del Proprio Meglio Per Non Cadere Nel Panico. Avevano l’aria di chi avrebbe desiderato molto lavarsi le mani. Con spugne ruvide. E candeggina.
I miei occhi si ridussero a piccoli punti.
“Io, uhm…” A stava cercando di nascondere la profondità del suo orrore, e non ci stava riuscendo molto bene. “Penso che dovremmo andare sul sicuro. Attenerci a ciò che sappiamo, sai?”
“G-già, è bene andare sul sicuro. Mi piace andare sul sicuro.” Vi fu una significativa pausa, e quindi entrambi scoppiarono a ridere, come se si fosse trattato di qualche stupido scherzo. Le loro risate culminarono in un paio di lunghi, profondi sospiri.
“Che ne dici se usciamo?” Chiese A a B.
“Buona idea, buona idea. E’ un po’ umido qui. Non vorremmo prenderci qualcosa, sai cosa intendo?”
‘Oh, per favore…’
Entrambi mi scoccarono un’occhiata truce mentre se ne andavano.
“Per fortuna. Ho pensato che non se ne sarebbero più andati.” Ridacchiò Gourry.
‘Grrr…’
Lo fissai trucemente mentre scivolavo verso di lui sulla pancia, come un verme.
“Oh, avanti, Lina! Non sei arrabbiata, vero? E’ la cosa migliore che mi sia venuta in mente in quelle circostanze.”
Scivolai più vicino.
“La cosa importante è che tu sia salva, giusto? Voglio dire, avanti! Ti ho salvata! Lina – aspetta, non farlo!”
Sbattei entrambi i piedi contro la sua faccia, più forte che potevo.
‘Ora mi sento molto meglio, grazie.’
“Non dovevi prendermi a calci.” Si lamentò Gourry, subito prima di togliermi il bavaglio con i denti.
“No, non dovevo, ma è stato un piacere! Non potevi inventarti niente di meglio del fatto che fossi contagiosa?!”
“E’ stata la prima cosa a cui ho pensato!”
Gli lanciai un’occhiataccia.
“Che cosa dovevo fare? Lasciare che quei tizi ti mettessero le mani addosso mentre pensavo a qualcosa di più lusinghiero?”
“No! Voglio dire…” Dovevo ammettere che non aveva tutti i torti.
“Visto?”
“D’accordo. Ok… beh… va bene! Potresti avere ragione, questa volta!”
Quello era il mio modo di scusarmi.
“Questo sarebbe il tuo modo di scusarti?” Ruggì Gourry.
‘Uh. Abbassa la voce; i due idioti finiranno per sentirti.’
“Seriamente, Lina, puoi dirmi la verità: sei stata cresciuta fra i lupi?”
“Oh, stai zitto! Lascia perdere! Concentriamoci sull’uscire di qui, d’accordo?”
Il fantasma di Sailarg – pp.12-17


Bella mossa, Gourry… peccato non sia stata apprezzata ! XD (chissà perché…XD) Questa scena mi ha sempre divertito molto… ^^ Inoltre, l’immagine di Gourry che toglie il bavaglio a Lina con i denti è… diciamo… evocativa…*_*


Citazione:
“Allora, che ne pensi di tutto questo?” Domandai. “Voglio dire, non ti chiedo nulla di concreto, ma se dovessi indovinare…”
“Intendi riguardo al fatto che Rezo il Monaco Rosso sia vivo?”
Annuii.
“Be’, ci sono diverse ipotesi possibili…” Disse Gourry, le braccia incrociate.
Lo seguii, qualche passo dietro di lui, e gli lasciai comporre i propri pensieri. La strada pavimentata in pietra si allungava di fronte a noi fino a dove la nostra vista si estendeva. Picchi di montagne ricoperti di verde si ergevano dall’orizzonte. Una lieve brezza correva attraverso i prati erbosi. Sentivo gli uccelli cantare da qualche parte vicino a noi.
‘Uh… ehilà?’
“Gourry… non ci hai pensato per niente, non è così?”
“Esatto.” Sorrise allegramente, grattandosi il volto.
‘Esatto?!’
“Se non pensi mai a nulla, il tuo cervello si trasformerà in salsa tartara!” Gridai, per motivi che non avevano più senso per me che per voi.
“Uh? Cos’è la salsa tartara?” Chiese Gourry, mancando totalmente il punto.
‘Gli zombie stanno avendo la meglio su di te, Gourry. Grrr.’
“E’ vero che ci sono diverse ovvie possibilità.” Proseguii, ignorando la domanda. “Quella che ha più senso è che il Rezo che ha offerto la ricompensa sia un impostore. Qualcuno dei seguaci di Rezo potrebbe stare usando il suo nome per vendicarsi di noi per il fatto di avere ucciso il suo maestro. Questo è in cima alla mia lista delle possibilità, in ogni caso. Ovviamente, se questo fosse il caso, screditarci non sarebbe stato abbastanza; qualcuno che cercasse vendetta vorrebbe distruggerci con le sue stesse mani – e questo spiegherebbe perché la taglia specificava che avremmo dovuto essere consegnati vivi. Un’altra possibilità è la semplice incompetenza. C’è stato un intervallo di diversi giorni fra quando Zelgadiss ed io siamo fuggiti e quando ti abbiamo rincontrato, quindi Rezo avrebbe potuto dire a un suo sottoposto di porre una taglia su di noi in quel periodo. E quindi per qualche ragione – forse a causa della burocrazia – non è stata diramata che quasi due mesi dopo – no, questo non va bene. Non ci sarebbe stato motivo di catturarci vivi…” Stavo pensando ad alta voce.
“C’è un’altra possibilità.” Disse Gourry, con allarmante serietà.
Lo guardai negli occhi e seppi cosa intendeva. C’era un’altra possibilità, quella che meno preferivo, fra tutte le possibili spiegazioni…
“Rezo il Monaco Rosso è vivo.” Mormorai, quietamente, diretta al cielo blu senza nuvole.
Il fantasma di Sailarg – pp. 27-29


Il commento di Lina sugli zombie è dovuto al fatto che presentando Gourry all’inizio Lina aveva osservato che il suo cervello poteva essere migliore di quello di uno zombie…XD Comunque, anche questa scena mi fa molto sorridere, adoro come i dialoghi di Lina e Gourry scivolino spesso nell’assurdo…XD (“cos’è la salsa tartara?” mi fa morire…XDDD) Ma mi piace anche il fatto che nel finale Lina guardi Gourry negli occhi e capisca subito quello che intende… ancora una volta, un segno della loro connessione mentale e della loro capacità di leggersi nel pensiero…^^


Citazione:
Fortunatamente, nonostante fossimo in fuga dalla legge, riuscimmo a intrufolarci in una grande città, procurarci ciò di cui avevamo bisogno e alloggiare in una delle varie locande.
Ma nonostante questo, per qualche ragione, provavo un vago dolore al petto. La sensazione si era fatta più forte negli ultimi giorni, soprattutto quando ci trovavamo in una locanda. Riuscivo a malapena a dormire, giorno e notte.
Nel profondo del cuore, conoscevo la causa.
Pensai a Gourry, che probabilmente dormiva nella stanza accanto. Era la prima volta che provavo quella sensazione, da quando ci eravamo incontrati.
‘Forse è ancora sveglio?’
Il dolore nel mio petto si fece più forte mentre riflettevo su di lui.
‘Sigh…’
Rinunciai a dormire e scesi dal letto. Gentilmente, accarezzai il sottile, freddo muro che separava le nostre stanze. Doveva essere addormentato. Premetti l’orecchio sulla superficie, ma non riuscii a sentirlo respirare.
‘Probabilmente sta dormendo profondamente, quindi…’
“Sleeping!” Ero così eccitata che lo dissi ad alta voce. Perché non ci avevo pensato prima?
Con questo, lanciai l’incantesimo attraverso il muro. Nemmeno il grido di una banshee o il ruggito di un drago lo avrebbe svegliato prima del mattino.
‘Perfetto!!’
Soddisfatta, infine, sorrisi e iniziai a vestirmi: veste bianca, pantaloni neri – fatto! Bandana sulla fronte, stivali, guanti lunghi – fatto! Guardaspalle di scaglie di drago, il mio mantello nero come la notte, più la mia spada corta al fianco – fatto, fatto e fatto!
Armatura completata!
‘Eh, eh… eh, eh, eh…’
Un ghigno si diffuse sul mio volto. Questo mi avrebbe curato dal dolore nel petto!
Già! Era questo!
Da quando avevo incontrato Gourry, non avevo avuto tempo di andare a caccia di banditi.
Il fantasma si Sailarg – pp. 33-34


Kanzaka, come puoi essere crudele e illuderci a questo modo? XDDD A parte tutto, questa scena mi ha colpito a posteriori soprattutto per la sua ironica somiglianza con una scena dell’ottavo romanzo, in cui Lina si ritrova sola nella sua stanza, in preda ad un simile dolore al petto… che ha però ben altre cause. ^^ Involontario, probabilmente, ma è un bel parallelismo…^^


Citazione:
Levai la mano, prima di alzare la voce. “Signora, due portate del primo aperitivo che avete elencato qui, per favore!” Gridai.
“Dicci la verità, bella ragazza.” Lance si avvicinò, e abbassò la voce a un sussurro. “Sei un demone?”
Gli lanciai un’occhiataccia.
‘Occhiataccia, occhiataccia, occhiataccia.’
“Oh, cielo. Povero fratellone. Dovrebbe ricevere una medaglia per il fatto di trascorrere ogni giorno con te.”
Lance era rimasto così impressionato dalle capacità di Gourry con la spada che aveva cominciato a chiamarlo “fratellone” in segno di rispetto. I soprannomi che rivolgeva a me non erano altrettanto colmi di adorazione.
“Ehi, non è così male.” Intervenne Gourry, in mia difesa. “Voglio dire, certo, mangia un sacco. E, sì, ci coinvolge sempre in qualche guaio. Ha una boccaccia, certo, e non è esattamente sexy –”
“Cosa?! Tu mangi assolutamente più di me! Non startene qui a dargli ragione!” Scattai.
Il fantasma di Sailarg – pp.79-80


Vedete, Gourry conosce tutti i difetti di Lina, eppure si affretta ad affermare che gli piace passare ogni giorno con lei…*_* (ok, lo so, questa scena non aveva nulla di romantico in effetti, ma mi piaceva lo stesso…XD) Da notare che metà dei personaggi maschili della saga a un certo punto fa notare a Gourry come Lina sia complicata da gestire (anche Zel lo farà, nel sesto romanzo…XD) ma Gourry non si scoraggia…XD


Citazione:
“Beh, credo di aver colto il punto, comunque. Quindi, ora, dobbiamo cercare di elaborare un piano… giusto, Gourry?”
“Sì?” Gourry mi guardò come se non avesse idea di quello che avevo appena detto. “Oh, scusami, dovevo ascoltare?”
“Tu… aa… aah…?!” Persi la calma. “SI’! Sì, dovevi ascoltare. Abbiamo la tua attenzione, ora?”
Gourry annuì.
“Bene! D’accordo, Zelgadiss è da qualche parte in questa foresta – devo ripetertelo lentamente o hai capito?!”
“Ho capito: Zelgadiss è qui.” Ripeté Gourry allegramente. “Allora perché non andiamo a cercarlo?”
‘Già, perché?!’
“E come dovremmo farlo, esattamente?” Domandai.
“Hmm, non ho pensato molto a quella parte.”
“Tu non pensi molto IN GENERALE, non è vero, Gourry?!” Potevo avvertire la mia frustrazione sul punto di esplodere.
‘Respira… respira…’
“Diventare così rossa in volto non ti fa bene, Lina.” Disse Gourry, con fare genuinamente preoccupato.
Lance osservò il nostro piccolo scambio con meraviglia. “Voi due dovreste mettere in atto questo spettacolo sulla strada.” Disse, ridendo.
‘Siamo sulla strada, idiota.’
Il fantasma di Sailarg – pp. 96-97


Altra piccola scenetta all’insegna dell’assurdo…XD Ma mi fa troppo ridere Gourry che si preoccupa seriamente per Lina, e anche Lance, che sembra godersi da matti la scena…XDDD

E’ dalla metà circa del libro, però, che cominciano a essere presenti scene un po’ più “succose”…


Citazione:
“Gourry, come fai a sapere queste cose? Voglio dire, il fatto che la foresta sia chiamata Foresta Maledetta, e tutto il resto.”
[…]
La leggenda della Foresta Maledetta era ben nota fra i maghi, ma Gourry non sapeva nemmeno dove si trovava per la metà del tempo. Certo, è un discendente dello Spadaccino di Luce, ma non pensavo che fosse particolarmente ferrato nelle leggende locali.
“Io – uh – sono passato da queste parti una volta, un po’ di tempo fa.” L’espressione sul suo volto diceva chiaramente, ‘Non voglio parlarne’.
“Uh, uh…” Disse Lance.
“Non mi dire.” Aggiunsi. Né Lance né io eravamo molto abili nel cogliere le allusioni. Entrambi fissammo Gourry.
“C-cosa? Perché mi state fissando?” Balbettò Gourry.
“Ora che ci penso, non sembravi particolarmente entusiasta quando abbiamo deciso di venire a Sailarg.” Meditai.
“Ah, fortunato!” Esclamò Lance. Scommetto che c’è una fila di cuori spezzati in città, ogni singolo dei quali ha il tuo nome sopra – ho ragione?”
“Oh! Forse c’è un intero gruppo di piccoli Gourry che corrono per la città agitando spade giocattolo alle ombre, eh?” Aggiunse.
“Scommetto che hai ragione.” Intervenni. “ ‘Papà è venuto a trovarci’! Dirà un gruppo, e quindi comparirà un altro branco. ‘No, quello è il nostro papà!’ ”
“Già, e poi combatteranno! Armate multiple di minuscoli biondi!” Rise sguaiatamente Lance.
Ero onestamente sorpresa che Lance conoscesse la parola minuscolo. Non male.
“Voi due.” Sospirò Gourry.
Sia Lance che io sorridemmo.
Il fantasma di Sailarg – pp. 84-86


Povero Gourry, costretto a subire queste basse insinuazioni… XDDD

Quello che mi ha colpito in questa scena è il fatto che Gourry sia così riluttante all’idea di andare a Sailarg, e non voglia spiegarne a Lina il motivo. Questo fatto verrà rimarcato a più riprese nel romanzo, ma Gourry MAI scucirà le labbra, e darà a Lina una effettiva spiegazione. Questo è uno dei momenti della saga in cui sarebbe stato utile avere anche il suo punto di vista, oltre a quello di Lina… ma in mancanza di questo, si entra ovviamente nel puro territorio della speculazione. ^^
Personalmente, mi vengono in mente principalmente due ipotesi riguardo alla sua riluttanza ad andare a Sailarg (una delle quali non necessariamente esclude l’altra).
La prima è che Sailarg per Gourry sia legata a un passato che non vuole rievocare, ovvero la sua vita come mercenario. Una parte che ho amato molto dello spin off su Gourry è quella in cui il padre di Lina gli dice che è evidente, guardandolo, che ha un passato tormentato, e che dovrebbe imparare a mascherare le proprie emozioni, soprattutto di fronte alla donna che ama. Il Gourry conosciuto da Lina non ha mai lasciato trapelare nulla di ciò che il padre di Lina aveva notato… il che fa pensare che lo spadaccino abbia seguito il suo consiglio. ^^ Ho l’impressione che il Gourry conosciuto da Lina abbia imparato a vivere solo per il presente, e che lo disturbi l’idea che possano riemergere aspetti del suo passato che vorrebbe totalmente escludere dalla sua vita con Lina. Del resto, il fatto che Gourry si trovi costantemente a fare i conti con il proprio passato sembra essere suggerito anche in una scena più avanti nel romanzo, in cui Gourry si rifiuta deliberatamente di colpire Rezo con la spada dopo un combattimento impari, dichiarando che va contro la sua etica uccidere se può evitare di farlo. E’ solo un’ipotesi, ma ho sempre visto quel momento come rivelatore del fatto che, dopo aver combattuto in guerra, Gourry ha cominciato a provare repulsione per le uccisioni inutili che in battaglia è stato costretto a perpetrare. Il che potrebbe essere un segno di come lo spadaccino cerchi di mantenere la persona che è nel presente ben separata da quella che è stata in passato.
La seconda idea che mi viene in mente, per quanto poco lusinghiera nei confronti della sacerdotessa, è che la ragione sia semplicemente Sylphiel. Gourry nel libro è gentile con la sacerdotessa, ma decisamente più rigido e meno amichevole con lei di quanto non sia nell’anime. La mia impressione è che nei romanzi Gourry abbia realizzato pienamente i sentimenti di Sylphiel, e sia a disagio per il fatto di non ricambiarli… o forse che sia vagamente infastidito dall’essere oggetto di tale idealizzazione da parte di una donna che in fondo non lo conosce veramente. A maggior ragione, in presenza di Lina.
Questa impressione parrebbe confermata in diverse scene successive.


Citazione:
Gourry guardò Sylphiel, che rispose con un profondo inchino. “Gourry, mio signore.” Disse. “E’ bello vedervi dopo così tanto tempo. Vi prego, perdonatemi per non avervelo detto prima.”
“Uh, certo, non c’è problema.” Replicò Gourry piuttosto mitemente, e si grattò il volto.
“Voi due vi conoscete?” Domandai.
“Più o meno.” Disse semplicemente Gourry.
‘Più o meno?’
“Sembrano essere accadute cose piuttosto terribili da quando vi abbiamo visto l’ultima volta. Avete sentito di mio padre?” Continuò Sylphiel.
“No, non lo ho sentito.” Gourry aveva un’aria afflitta.
“Tuo padre, hai detto?” Intervenni.
“Ti ho sentito dire che è stato drogato, penso.” Proseguì Gourry, ignorandomi completamente.
‘Uhm… ehilà? Posso avere un po’ di attenzione?’
“Sì, drogato.” Disse Sylphiel (ignorandomi a sua volta, potrei aggiungere). “Probabilmente con un estratto di radice di videssa.”
“Ehi, Gourry.” Dissi, tentando l’approccio diretto.
“Perché qualcuno avrebbe fatto una cosa del genere?” Proseguì.
‘Grrr…’
Non avrebbe dovuto importarmi. Voglio dire, davvero. Non avrebbe dovuto.
Ma mi importava.
Il fantasma di Sailarg – pp. 125-126


Gourry, in questa scena, mi da decisamente l’impressione di sentirsi preso fra due fuochi…XD E anche Lina sembra essere molto infastidita… e probabilmente un po’ gelosa. Certo, sembra più una sensazione viscerale che una razionale, e sono convinta che a questo punto sia soprattutto Gourry a essere cosciente del proprio interesse verso Lina, più che viceversa. Però, questa scena fa un po’ paio con quella dell’anime in cui Lina si innervosisce per via di Gourry e Sylphiel, ma alla richiesta di spiegazioni di Zel non sa risponderne il perché…^^
Ma Gourry, nei romanzi ancor più che nell’anime, non da in effetti alcun ulteriore motivo a Lina per essere gelosa.


Citazione:
“Mio signore, Gourry, vorreste accompagnarmi?”
“Io?” Chiese Gourry, e si volse a guardarmi, per qualche motivo.
‘Le piaaaaci, le piaaaaci! Eh, eh, eh. Sui gusti non si discute, suppongo!’
“Dobbiamo andare.” Disse Sylphiel, alzandosi. “E’ meglio fare presto.”
Gourry, con l’aria ancora un po’ riluttante, si sollevò, e mi pose una mano sulla spalla. “Non fare nulla di avventato mentre sono via.” Disse.
“Chi, io? Starò bene. Abbi fiducia in me.” Feci una risata. Era dolce da parte sua preoccuparsi.
Il fantasma di Sailarg – p. 150


Mentre l’attenzione di Sylphiel è costantemente rivolta a Gourry, quella di Gourry rimane totalmente focalizzata su Lina. Il suo atteggiamento nei confronti della sacerdotessa è piuttosto freddo, e lo spadaccino si mostra riluttante ad andare con lei, mentre è evidente la sua preoccupazione all’idea di perdere di vista la maga in una situazione di pericolo (adoro come il suo sguardo scatti immediatamente in direzione di Lina, alla proposta di Sylphiel…^^). Per quante occasioni gli si possano presentare, Gourry rimane fedele a Lina, e la sua devozione è rivolta a lei e a lei soltanto. Lina, dal canto suo, mostra anche in questa occasione come le attenzioni di Gourry non la infastidiscano più come all’inizio… anzi, ormai ne appare vagamente lusingata. La sua preoccupazione per lei, a questo punto, non viene più descritta come qualcosa che la mette a disagio. Ormai è diventata “dolce”.

Il fatto che Lina apprezzi le attenzioni di Gourry diviene ancora più evidente al suo risveglio, dopo che è stata ferita da Lance e Eris.


Citazione:
“Lina? Stai bene? Ti fa male?” Gourry, la mia auto proclamata guardia del corpo, sembrava disperato.
Tossii, e annuii.
Zelgadiss guardava da sopra la spalla di Gourry. Oltre loro, c’erano Lance e Eris. Non c’era segno di rubini sulla fronte di nessuno dei due. Lance sembrava sul punto di piangere, mentre Eris mi fissava con espressione triste.
Non sapevo come, ma ero stata salvata.
“Un po’ dopo che ti sei allontanata, ho sentito il suono di una spada che cadeva.” Disse Zelgadiss, in tono calmo. “All’inizio ho pensato di averlo immaginato, ma avevo un brutto presentimento, quindi sono venuto a vedere. Ti ho trovata al suolo, e ho visto rubini su entrambe le loro fronti. Solo dopo averli bloccati e legati in modo che non potessero muoversi mi sono accorto della tua grave ferita. Sarei stato nei guai da solo, ma per fortuna Gourry e Sylhpiel sono tornati prima del previsto.”
Il suono della mia spada caduta era riecheggiato nella grotta e aveva messo in allerta Zel.
‘Ma se è andata così, allora…’
“Quando abbiamo cercato di parlare a Lance e Eris, sono caduti in un sonno profondo.” Proseguì Zel. “Sylphiel ha spezzato l’incantesimo, e ha rimosso i rubini dalle loro fronti. Non ricordavano nulla.”
“Ero preoccupato.” Sussurrò Gourry.
“Mmm…” Sorrisi, lievemente.
“Lina, mi dispiace tantissimo!” Si lamentò Lance da dietro di lui, rovinando il mio momento tenero. Gli feci cenno che non importava. Non era colpa sua.
Il fantasma di Sailarg – pp. 156-159


Tutti i volti che incombono su Lina al suo risveglio sono preoccupati, ma Gourry è l’unico che viene descritto come “disperato” (anche in questo caso, mi sarebbe piaciuto avere anche il punto di vista di Gourry… forse la scena sarebbe stata molto simile a quella corrispondente dell’anime, in cui Lina viene ferita da Rezo…^^)
Mentre Zelgadiss procede con calma a spiegare a Lina quello che è successo, Gourry sembra essere rimasto totalmente senza parole. Tutto ciò che riesce a fare è confessare a Lina, in un sussurro, la sua preoccupazione, ormai senza più alcuna traccia dell’imbarazzo che sembrava averlo frenato dall’esprimerla alla fine del romanzo precedente. Lina sembra ancora una volta felice del suo interesse. Gli sorride, come riconoscimento, e dopo l’intrusione di Lance ammette che quello che è stato appena interrotto era un momento tenero.

In seguito, nel corso della battaglia finale con Rezo, Lina e Gourry sembrano preoccuparsi come prima cosa della reciproca sicurezza.

Citazione:
Gourry si allontanò per indagare.
“Lance.” Gridò, lanciandogli la Spada Sacra.
“Sì ?” Disse Lance, afferrando l’arma.
“Io vado. Abbi cura di Lina.”
Lance lo guardò in volto, e annuì fermamente. “Contaci.”
Il fantasma di Sailarg – p. 160

Citazione:
Il Monaco Rosso rivolse un’occhiata colma di odio a Zelgadiss. In quel momento, Gourry diede un calcio direttamente sul mento di Rezo. Corse verso il sacerdote caduto senza un momento di esitazione. I piedi di Gourry bloccarono le mani del Monaco Rosso, le sue gambe si separarono, la Spada di Luce che pendeva su di lui.
La copia di Rezo lottò inutilmente per spingere via Gourry, ma la Spada di Luce lo respinse al suolo.
Pareva che la battaglia si sarebbe decisa in quel momento… prima ancora che arrivasse il mio turno.
“Uccidilo!” Ordinò Zelgadiss. Tuttavia, Gourry non si mosse.
“Giura che cancellerai la taglia e non ci inseguirai più.” Ingiunse Gourry, mentre incombeva su Rezo.
“No! Gourry!!” Gridò Zelgadiss.
“Non mi piace combattere a questo modo.” Disse Gourry. “E non uccido un uomo se non devo farlo.”
“Ma devi farlo.” Sputò Zel, disgustato.
“Io sono…” Disse il Monaco Rosso, sogghignando. “… più forte di quello che credete!”
Per un momento, pensai di udire un eco nella sua voce.
Gourry volò all’indietro, mentre la sua voce risuonava. Volò per metri, prima di atterrare… no, cadere. Rotolò per diverse volte dopo l’impatto, e sangue rosso si sparse al suolo attorno a lui.
[…]
“Lance, abbi cura di Gourry.” Dissi, prendendogli la Spada Sacra mentre parlavo. “Le sue ferite non sono mortali, ma avrà bisogno di una mano.”
La lama argentea aveva una quantità di piccole crepe che correvano lungo di essa – un diretto risultato del suo legame con l’ora danneggiato Flagohn.
Lanciai un’occhiata all’albero sacro.
‘Resisti, Gourry. Presto sarà tutto finito.’
Il fantasma di Sailarg – pp. 201-206


Sia Lina che Gourry si premurano di affidare a Lance la sicurezza dell’altro, ferito, prima di andare a combattere. Anche Lina sta iniziando a mostrarsi protettiva verso Gourry, quanto lui lo è con lei. ^^
 
 
 
Quarto romanzo – La battaglia di Sailune
“Non ero in grado di esprimere a parole quanto fossi felice di vederlo, quindi semplicemente affondai il volto nel suo petto, e annuii silenziosamente.”


Il quarto romanzo copre gli eventi della “saga di Sailune” di Slayers Next.
Anche in questo caso, sono presenti numerose differenze rispetto all’anime, in primo luogo l’assenza di Zelgadiss. Il romanzo si apre dopo che Lina e Gourry si sono separati da Lance e Zel, e si trovano sulla via verso Sailune. Sylphiel, rimasta sola dopo la distruzione di Sailarg e la morte del padre, e ha infatti chiesto loro di scortarla presso alcuni suoi parenti che risiedono nel Regno della Magia Bianca.
Giunti presso il Signor Gray, zio di Sylphiel, Lina e Gourry vi trovano niente meno che l’erede al trono di Sailune, il principe Philionel, che si sta nascondendo dai suoi sudditi e dalla corte. Philionel ha infatti finto la propria morte, per poter indagare in incognito su una serie di attentati che negli ultimi tempi lo hanno coinvolto a corte, e il cui mandante il principe sospetta essere suo fratello minore Cristopher, interessato al trono.
Philionel chiede a Lina e Gourry di introdursi per lui a palazzo, e di comunicare a Clawfell, uno dei suoi fedelissimi a corte, che in realtà è vivo e al sicuro. In questo modo, Clawfell potrà rassicurare anche la figlia di Philionel, Amelia, rimasta sola al castello. Lina e Gourry accettano l’incarico, e nella notte riescono a trasmettere il messaggio, ma mentre escono dal castello vengono intercettati al contempo dalla guardia reale e dal mago di corte di Cristopher, Kanzeil. Kanzeil e le guardie sembrano in disaccordo su chi debba prendere prigionieri i due intrusi, ma Cristopher interviene e fa valere la propria autorità, ordinando alle riluttanti guardie di lasciare gli intrusi al suo mago. Kanzeil, con sorpresa di Cristopher, si mostra però intenzionato a uccidere entrambi, invece di catturarli. Gourry viene ferito alla gamba, ma lui e Lina riescono comunque a fuggire volando, e a tornare presso il Signor Gray.
Poco dopo il loro arrivo, a casa di Gray giunge notizia che Clawfell è stato incriminato da Cristopher, dal momento che gli intrusi di quella notte sono stati visti uscire dalle sue stanze. Indignato, Philionel decide di mostrarsi a corte, per far liberare il suo uomo, e ingaggia Lina e Gourry perché gli facciano da guardie del corpo finché non riuscirà a smascherare il vero colpevole.
Giunti a palazzo, Lina e Gourry fanno conoscenza con la figlia di Phil, Amelia, e con il figlio di Cristopher, Alfred. Inoltre, rincontrano Cristopher e Kanzeil. Quest’ultimo, in particolare, manifesta aperta ostilità nei confronti di Lina.
Ben presto, la situazione a corte prende una piega inaspettata. Alfred confessa ad Amelia, Lina e Gourry che il colpevole dei tentativi di omicidio a Phil è effettivamente suo padre, ma prega la principessa di convincere Philionel a parlare con Cristopher, prima di passare a soluzioni più drastiche. Nel frattempo, numerosi attacchi si susseguono a palazzo. Ben pochi di questi, però, sono indirizzati direttamente a Phil… per la maggior parte, l’oggetto degli attacchi è la stessa Lina, che rischia numerose volte di perdere la vita. La maga, già poche ore dopo il suo arrivo, viene tratta in una trappola da Kanzeil, che la imprigiona in una dimensione parallela. Lina riesce a liberarsi grazie a un incantesimo di evocazione, ma non ha prove per fare incolpare Kanzeil, e tace la cosa anche a Gourry. La notte successiva, però, Lina viene aggredita nuovamente, questa volta da un assassino professionista, Zuuma, che si introduce nella sua stanza e riesce a coglierla di sorpresa grazie alla sua capacità di mascherare la propria presenza. Solo l’intervento tempestivo di Gourry, che in qualche modo riesce ad avvertire comunque la presenza dell’assassino, le evita di finire strangolata (e in seguito, Lina apprenderà da Amelia di essere stata la prima persona in assoluto a sopravvivere a un attacco di Zuuma). Ancora in seguito, Lina e Gourry vengono intrappolati nuovamente in una diversa dimensione, e aggrediti dal loro stesso pranzo (XD).
L’ennesimo tentato omicidio da parte di uno scarafaggio gigante (XD), in cui Lina rimane gravemente ferita, prova definitivamente che è lei il reale obiettivo di chiunque sia dietro a tutta la faccenda. Gourry, preso dal panico, cerca di convincerla a lasciare l’incarico, ma Lina ribatte che gli assalitori continuerebbero a perseguitarla comunque e che probabilmente stanno solo approfittando della situazione a Sailune per giungere a lei più facilmente. Alla fine, lei e Gourry si convincono a rimanere a Sailune, per terminare il lavoro.
Nel frattempo, Clawfell viene rapito, e, nonostante si tratti palesemente di una trappola, Lina e Gourry cedono alla richiesta di Amelia di tentare di salvarlo. La maga e lo spadaccino raggiungono il luogo in cui Clawfell è stato rinchiuso, e si trovano in effetti a essere aggrediti prima da Kanzeil (che rivela finalmente di essere un Mazoku) e poi da Zuuma, da cui i due sfuggono a fatica. Interrogando le guardie che tengono prigioniero Clawfell, Lina e Gourry scoprono che dietro a tutta la cospirazione a corte non c’è Cristopher, come sospettavano, ma Alfred.
Sulla via di ritorno a palazzo, Lina, Gourry e Clawfell vengono attaccati da Alfred (che si rivela essere un ottimo evocatore) e Zuuma. Anche grazie all’intervento di Amelia, Alfred viene sconfitto e catturato, mentre Gourry riesce a ferire gravemente l’assassino, tagliandoli di netto un braccio, e a metterlo in fuga. Nonostante la temporanea vittoria, tuttavia, Alfred a corte riesce a liberarsi e in un estremo tentativo tenta di eliminare Philionel. Cristopher interviene per fermarlo e, non potendo farlo desistere, si trova costretto a ucciderlo con le sue stesse mani.
La situazione a corte in questo modo viene risolta. A Lina e Gourry, però, rimane ancora Kanzeil da affrontare. Amelia rivela a Lina che i suoi poteri di sacerdotessa le fanno presentire che nel mondo si sta agitando qualcosa di malvagio e potente, che la ha al centro. La rivelazione terrorizza Lina, che comprende che se questo è vero Kanzeil non si fermerà fino a che non la avrà uccisa, e che probabilmente, anche in caso lei riesca a sconfiggerlo, altri demoni verranno dopo di lui, per terminare il suo lavoro.
Seppur spaventata, Lina decide di affrontare Kanzeil in campo aperto, perché non ha senso rimandare uno scontro che il Mazoku cercherà comunque. Gourry sceglie di accompagnarla, anche se Kanzeil non ha manifestato interesse nei suoi confronti. Durante lo scontro, Kanzeil minaccia di torturare Lina a morte, e riesce quasi nello scopo, quando nemmeno il Dragon Slave riesce ad abbatterlo. Alla fine, a sconfiggerlo è il potere combinato della Spada di Luce di Gourry unito a quello del Dragon Slave di Lina.
Lina e Gourry vengono curati nel tempio di Sailune, dopo la battaglia. Amelia decide di partire con loro, per scoprire la verità dietro alla sua predizione su Lina.

Già nel primo capitolo, la lunga sequenza in cui Lina e Gourry si intrufolano dentro il palazzo di Sailune mette in luce ancora una volta l’efficacia del gioco di squadra della maga e dello spadaccino.


Citazione:
Gourry ed io ci accucciammo vicino a una piccola siepe e cercammo di pensare.
“Ehi, Lina.” Sussurrò Gourry. “Perché non distrai le guardie con un richiamo per uccelli magico o qualcosa del genere?”
“Non posso farlo.” Replicai. “Se lancio un incantesimo ora, brucerò la nostra copertura in un attimo.”
“Oh.” Gourry si accigliò. “Ma allora quegli incantesimi di Levitazione che hai usato? Perché nessuno se ne è accorto?”
“La Levitazione è un incantesimo debole – debole come o più di un Lighting.” Spiegai. “Con tutti i Lighting che sono in funzione attorno a noi, un incantesimo di Levitazione si camuffa facilmente. Ma un incantesimo di evocazione o di attacco? Quello richiede molto più potere. E’ rintracciabile.” Esitai per un secondo.
“E poi…” Aggiunsi. “… io odio gli incantesimi di evocazione. Ne ho usato uno solo una volta.”
“Come mai?”
“Per favore.” Feci un sorrisetto. “Non sono abbastanza appariscenti. Rovinano il mio stile.”
Alla fine, optammo per l’approccio più semplice: la Levitazione, anche se in un modo tortuoso. Volammo fino al tetto del palazzo, e da lì, immaginammo, sarebbe stato più semplice evitare le guardie e raggiungere Clawfell al terzo piano. Per darvi un’idea: il palazzo centrale era alto cinque piani, quindi il tetto era abbastanza in alto da essere fuori dal campo visivo delle guardie. Arrivare dal tetto al terzo piano avrebbe richiesto un po’ di complicato gioco di gambe, ma Gourry ed io concordammo che semplicemente non c’erano altre opzioni.
Dei lucernari allineati sul tetto ci permisero di spiare nelle stanze al di sotto. Tutte sembravano occupate, e ci stavamo velocemente scoraggiando riguardo al fatto di trovare un facile accesso al palazzo… finché non trovammo una stanza completamente vuota.
‘Comodo.’ Pensai. ‘Ma sembra un po’ troppo facile.’
Decisi di non entrare attraverso quella stanza e ne scelsi invece una dove una donna anziana e grassoccia giaceva russando nel suo letto. Sembrava una delle cameriere, quindi supposi che la sua stanza fosse abbastanza sicura.
Dalla tasca della mia tunica, estrassi un ago e una sottile targa di acciaio e iniziai a lavorare sul lucchetto che teneva chiuso il lucernario.
“Non mi hai tenuto nascosto qualcosa, vero?” Chiese Gourry, con una risata soffocata. “Non sei per caso una provetta scassinatrice oltre a essere una maga?” Mi sentii vagamente lusingata dal tono ammirato della sua voce – a una ragazza piace sentire un complimento una volta ogni tanto, sapete.
“Di che parli?” Risposi. “Sono solo la tipica, comune ragazza, che conosce un paio di cose su come forzare le serrature.”
Gourry sorrise. “Bugiarda.”
Proprio in quel momento, sentii uno scatto nel lucchetto e, con un lieve strattone, il lucernario si aprì. Presi un profondo respiro e scesi nella camera. Fortunatamente, c’era un tappeto proprio sotto di noi, che attutì efficacemente il suono dei nostri piedi quando atterrammo sul pavimento.
La donna non si mosse nemmeno. Continuò a russare più pacificamente che mai.
Arrivai in punta di piedi alla porta e premetti l’orecchio contro il legno di quercia, attenta a cogliere qualsiasi suono nel corridoio. Non avendo sentito nulla, girai lentamente la maniglia e aprii la porta.
Il corridoio era tranquillo, e correva diritto da ambo i lati. Torce che emanavano una luce pallida, poste su supporti, punteggiavano i muri di pietra e una singola guardia sedeva addormentata lì vicino. In effetti, era stazionata vicino alla porta della stanza vuota che avevamo individuato dal soffitto. Era una trappola come avevo sospettato, anche se non era molto efficace, come provava il soldato addormentato.
‘Dormi sul lavoro, eh? Grazie dell’aiuto, soldato!’
Fortunatamente per noi, non c’erano molte altre guardie lì attorno. Non ne trovammo nemmeno una mentre raggiungevamo le scale alla fine del corridoio e scendevamo la prima rampa. Ma quando sbirciammo dalla curva che conduceva alla rampa successiva, vedemmo delle ombre di guardie contro il muro, e udimmo un basso mormorio provenire dal corridoio.
‘Cavoli.’
Imprecai in modo più colorito, nella mia testa, ma sapevo già che avremmo dovuto avere a che fare con dei soldati, prima o poi. Inoltre, eravamo sul piano dove dormiva il burattinaio Cristopher – il fatto che ci fossero più guardie non era una sorpresa.
Con un cenno della mano, lanciai uno Sleeping sulle sentinelle. Osservammo le ombre delle guardie cadere l’una dopo l’altra.
Un minuto o due di super-irruzione dopo, ci trovammo al piano di Clawfell. Non avevamo incontrato quasi nessuna resistenza. Lo so, lo so – suona fantastico, giusto? Ma non avevo quella impressione; la facilità con cui eravamo entrati mi aveva lasciato uno strano sapore in bocca. Sembrava sbagliata.
Il corridoio era stranamente tranquillo. Afferrammo le else delle nostre spade, pronti per qualunque cosa potesse balzare fuori dalle ombre, e cominciammo a muoverci a passo spedito lungo il corridoio.
“Che cosa ne pensi?” Chiesi a Gourry, con esitazione.
Scosse la testa. “Non mi piace.” Sussurrò di rimando. “Sembra una trappola.”
“Siamo arrivati troppo avanti per tornare indietro ora.” Lo afferrai per il braccio, e dissi a bassa voce. “Ascoltami, quando troviamo la stanza di Clawfell, non facciamo nulla di avventato. Rimani in silenzio e lasciami capire se si tratta di lui, prima.”
“Ho capito.” Replicò Gourry. “Lascerò parlare te.”
La battaglia di Sailune – pp. 38-42


Adoro molti dettagli di questa sequenza. ^^ Innanzitutto, il commento divertito e ammirato di Gourry alle doti da scassinatrice di Lina (nella mia testa shipper, me lo immagino che la contempla rapito mentre lavora, con tanto di sorriso ebete stampato sul volto …XD). Mi è capitato spesso di leggere che Lina non è la tipologia di donna più adatta a Gourry, perché la sua mentalità di tipo “tradizionale” (vedi i suoi vari atteggiamenti cavallereschi) dovrebbe portarlo a desiderare di avere al suo fianco piuttosto un personaggio mite e “controllabile” come Sylphiel. Ma scene come questa mi sembrano mostrare altrimenti. Gourry di Lina ammira proprio l’acume, il fegato, lo sprezzo delle regole e, sì, anche lo spirito da scassinatrice. XD Sono questi aspetti di lei lo hanno interessato da subito, e, come si vedrà chiaramente con l’avanzare del romanzo, sono tratti del suo carattere che Gourry non vorrebbe veder mutare. Per converso, si può dire che, oltre all’atteggiamento di Gourry nel terzo romanzo, proprio questi piccoli “hint” sottolineino le scarse possibilità di un effettivo decollare di una eventuale coppia Gourry/Sylphiel. Sarebbe piuttosto inconsistente rispetto alle inclinazioni mostrate da Gourry. ^^
Un altro aspetto che mi piace della scena è il fatto che Lina si consulti deliberatamente con Gourry sul da farsi, sia prima di entrare a palazzo, sia mentre avanzano nel corridoio sospetto… Lina rimarca spesso nel romanzo come le capacità sensoriali di Gourry siano molto sviluppate, e non esita ad affidarvisi, all’occorrenza… e Gourry, d’altra parte, non mette in questione la sua richiesta, quando Lina gli chiede di parlare per prima a Clawfell. Lina e Gourry mostrano ancora una volta di muoversi facilmente insieme, e di intendersi perfettamente.
E l’immagine di Lina che si afferra al braccio di Gourry per bisbigliargli all’orecchio mi da un’idea di estrema familiarità…*^^* Lina ha raramente una interazione di tipo “fisico” con personaggi diversi da Gourry, ma con lo spadaccino la cosa pare venirle naturale. Anzi, nei momenti di pericolo, Lina e Gourry sembrano avvicinarsi istintivamente l’uno all’altra. ^^


Citazione:
“O li combattiamo qui.” Rifletté Gourry ad alta voce. “O troviamo un modo per scappare da questo posto.”
‘Scappare? Naturalmente!’
“Gourry!” Mi afferrai alla sua manica. “Spingiamo il tavolo contro la porta e barrichiamoci!”
La battaglia di Sailune – p.111


Citazione:
Gli feci segno di piegarsi. Una volta che fu più vicino, posi la mano a coppa attorno al suo orecchio, e gli sussurrai il piano.
La battaglia di Sailune – p.153

Citazione:
“Lina!” Era la voce di Gourry. Sentii la sua mano afferrare la mia, e trascinarmi lontano dal caos.
Afferrò entrambe le mie spalle, e mi fissò. “Ti senti bene?!”
La battaglia di Sailune – p.162



Poche pagine dopo la scena della irruzione, inoltre, Lina conferma il suo atteggiamento protettivo nei confronti dello spadaccino.


Citazione:
“Ow!” Gridò all’improvviso Gourry.
Guardai verso di lui. “Cos’è successo?” Gridai.
“La mia gamba.” Grugnì e sussultò. “M-ma è solo un graffio. Non ti preoccupare, vai!”
Ero preoccupata. Poteva anche dire che si trattava di un graffio, ma sapevo che probabilmente stava fingendo che la ferita fosse meno grave di quanto era; il sussulto del suo viso lo aveva tradito. Strinsi i denti e cercai di pensare.
‘Quel raggio magico non poteva venire da Kanzeil. Allora chi ha sparato il secondo colpo?’
Il raggio era stato abbastanza forte da attraversare la Barriera di Vento, quindi chiunque lo avesse lanciato non era una mezzacalzetta.
“Resisti.” Confortai Gourry. “Arriveremo in un attimo.”
Dicendo questo, volai attraverso i cortili del palazzo più veloce che potevo, verso la casa del Signor Gray.
***
“E questo ci porta ad ora.” Conclusi. Sospirai e mi rilassai nella mia sedia. Nel salotto della casa di Gray, presi un altro sorso dalla mia coppa di tè nero, e lasciai che il Signor Gray e Phil digerissero tutto quello che avevo riportato.
Lanciai a disagio un’occhiata al piede mezzo bendato di Gourry. Parte della sua carne era stata bruciata dal colpo, e il Signor Gray la stava ancora curando, mentre il sole cominciava a sorgere sulla città.
Phil scosse la testa, camminando avanti e indietro. “Mi spiace di avervi creato tanti problemi.” Mormorò. “E ora, oltre a questo…” Fece una pausa e indicò il piede di Gourry. “… di farvi soffrire delle ferite.”
“Non è stato nulla.” Si sforzò di dire allegramente Gourry, dalla sua posizione sdraiata su un divano. Sapevamo tutti che si trattava di qualcosa di più serio di quanto Gourry lasciasse vedere; non stava prendendo in giro nessuno. Fortunatamente il raggio aveva solo sfiorato il piede di Gourry e aveva mancato tutte le ossa, e il Signor Gray era un guaritore magico di considerevole abilità, quindi Gourry non avrebbe sofferto nessun danno a lungo termine. Ma questo non mi faceva sentire molto meglio.
La battaglia di Sailune – pp.53-54


Gourry si è “solo” ferito a una gamba, ma Lina sembra molto in ansia, e manifesta apertamente la sua preoccupazione per lui.
La maga, inoltre, a tratti si lascia andare a commenti molto… sospetti. XD


Citazione:
Phil indossava le sue vesti reali di seta, quel giorno. Non aveva molti ricami dorati sopra, ma aveva le insegne del cimiero reale. Ma una ragazza deve essere onesta: quell’abbigliamento sofisticato non si adattava per niente a Phil. Era come mettere un vestito a un bulldog. Capite cosa intendo?
Gourry vestiva un farsetto di lino che il Signor Gray aveva scelto per lui. Era adorabile… per quanto poteva essere adorabile un farsetto. Sopra, vestiva i suoi pettorali con il segno del serpente di ferro, e la sua spada lunga al fianco.
La battaglia di Sailune – p.58

Mi fa ridere la diversità di tono riservata a Phil e a Gourry…XDDD Il commento riguarda il farsetto, ma quell’ “adorabile” lasciato in sospeso, e il fatto che Lina sembri come “riprendersi” di colpo subito dopo suonano strani…XD

Per quanto riguarda Gourry, in questo libro sembra introdurre un nuovo trend, ovvero lo RSAOCCDOFL (“Ridiamo Stupidamente A Ogni Cosa Che Dice O Fa Lina”…XDDD).


Citazione:
“Lascia fare a me, padre.” Disse improvvisamente Amelia. Si volse verso di noi, fece un grande movimento col braccio, e dichiarò. “Questo è Cristopher, il mio amato zio.”
Cristopher pareva afflitto. Se non avessi saputo il vero motivo, avrei pensato che avesse urgente bisogno di un lassativo.
“E questo è Alfred.” Continuò allegramente Amelia. “E questo è il vecchio amico di mio zio, Kanzeil. Le cose nel palazzo reale hanno cominciato a complicarsi proprio dopo che è stato invitato, ma sono certa che si tratti solo di una sfortunata coincidenza!”
Dubitavo sinceramente che Amelia cercasse di essere sarcastica, ma fece le sue osservazioni in tono abbastanza alto da essere udita dai soldati a raccolta. Avevo l’impressione che sospettassero già di Cristopher, dal momento che sogghignarono deliberatamente in sua direzione, una volta che Amelia ebbe finito.
“E’ bello rivederti.” Dissi, con sicurezza. “Oh, ho detto rivederti? Perché ci incontriamo per la prima volta, scusami.”
Udii Gourry soffocare una risata. Potevo vedere l’agitazione di Cristopher crescere, ma continuò comunque a mostrarsi cortese e sollevato di rivedere il fratello.
La battaglia di Sailune – pp.64-65


Questa scena e quella dell’irruzione a palazzo non sono le uniche. Diciamo che, quanto meno, Gourry mostra di apprezzare il senso dell’umorismo della maga…XD

Queste premesse sembrano confermare ancora una volta le impressioni dei due romanzi precedenti, la crescente familiarità fra Lina e Gourry, e il fatto che la maga e lo spadaccino apprezzino decisamente la reciproca compagnia. Ma è partire dal primo attacco di Zuuma che il rapporto fra Lina e Gourry inizia ad assumere un aspetto più serio e profondo.


Citazione:
Una folata di vento ululò. Nella cornice della finestra, si trovava una figura umanoide, vestita completamente in nero e con in mano una spada.
“Hai scelto la ragazza sbagliata e la notte sbagliata per attaccare battaglia, amico!” Cercai di suonare più dura che potevo, date le circostanze.
L’assassino avanzò attraverso la finestra. I suoi piedi non emisero suono quando toccarono e attraversarono il pavimento, e non potei vedere nulla di lui, tranne il lampeggiare dei suoi occhi attraverso le fenditure nella sua maschera. Cosa quanto mai incredibile, non riuscivo ad avvertire la sua presenza. Era come se non si trovasse nemmeno lì.
“Introfularti nella camera di una ragazza nel cuore della notte…” Scattai. “Dove hai imparato le buone maniere?” Dissi, mentre mi si avvicinava lentamente. “Il meno che puoi fare è dirmi il tuo nome.”
Pronunciò un’unica parola, attraverso la maschera. “Zuuma.”
‘E’ stato facile. Di solito, sono costretta a strappare denti prima di sapere il nome dei miei nemici…letteralmente.’
La sua natura cortese mi colse di sorpresa. “Sono impressionata, Zuuma. Sei molto educato, per essere un assassino.”
Zuuma levò la spada. “Solo due persone conoscono il mio nome…” Disse, con voce profonda. “Il mio signore… e la mia preda.”
‘Grande spirito.’.
Il vento si levò di nuovo e mulinò nella stanza.
Con un muro diversi passi dietro di me e un comodino alla mia sinistra, sapevo che la mia unica via di fuga era alla mia destra.
E anche Zuuma lo sapeva.
Ovviamente, pensava di intercettarmi una volta che avessi fatto la mia mossa, quindi finsi di dirigermi a destra. Balzò in avanti e io saltai sul mio letto. Approfittai di quel mezzo secondo per iniziare a recitare un incantesimo. Zuuma fece un salto mortale a mezz’aria, si diede una spinta sul muro opposto e si scagliò verso di me. Fortunatamente, riuscii a evitarlo di nuovo, ma lo udii recitare un incantesimo sotto voce. Tutto ciò che riuscii a percepire fu che non si trattava di un incantesimo di attacco.
In un duello di magia, bisogna essere in grado di prevedere con buon anticipo gli incantesimi del proprio avversario. Non è così difficile una volta che ci si abitua. Si sa quali sono gli incantesimi che è meglio utilizzare in un determinato momento del combattimento, e, ascoltando con sufficiente attenzione, si può percepire in generale quale tipo di incantesimo il proprio avversario stia recitando, giudicandolo dal suo stesso ritmo. Suona complicato, ma quando si è temprati alla battaglia come me viene naturale.
E’ quando si inizia a unire lo scontro fisico con il duello di magia che le cose si fanno avventurose. Zuuma sembrava cavarsela piuttosto bene in questo – atterrò sul lato opposto della stanza con un grugnito determinato, gettò via la spada e corse verso di me a pugni chiusi.
Così voleva un corpo a corpo, eh? Probabilmente pensava che dal momento che lui aveva abbandonato la sua arma io avrei fatto lo stesso, e saremmo passati ad azzuffarci come due soldati semplici senza educazione. L’idea non suonava troppo allettante per me, quindi tenni stretta la spada in mano, pronta a colpire se si fosse tuffato nuovamente verso di me.
Il fatto che tutto questo stesse accadendo alla pallida luce della luna rendeva le cose un po’ più eccitanti. Progettai di attaccarlo con l’incantesimo che stavo recitando, e, se quello non lo avesse smosso, di accecarlo con un Lighting, ma non pianificai oltre.
Proprio in quel momento, sentii bussare alla porta.
“Lina!” Giunse la voce di Gourry, attraverso il legno. “C’è qualcosa che non va?!” Bussò di nuovo.
Lottai duramente per non levare gli occhi al cielo.
‘C’è qualcosa che non va? No, Gourry, è solo il mio amico Zuuma e ci stiamo divertendo un po’. Non badare a noi!’
“Gourry!” Gridai. “Dovrai fare irruzione!”
Stava armeggiando con la maniglia, ma, come l’intelligentona che sono, avevo chiuso a chiave la porta prima di andare a dormire. A meno che non desiderassi un incontro ravvicinato con i pugni di Zuuma, non avevo modo di correre verso la porta per aprirla.
Terminai di recitare l’incantesimo e levai in alto le braccia. “Bram Blazer!” Gridai, e una onda d’urto luminosa venne sparata dalle mie mani. Zuuma la evitò come avrebbe fatto con una pozzanghera. La scia di luce sfrecciò fuori dalla finestra e sparì nell’aria della notte.
Zuuma si accucciò al suolo e ringhiò. “Dark Mist!” Avevo appena registrato la voce bassa e roca di Zuuma, quando tutto attorno a me divenne nero.
SHOOM.
Almeno prima avevo avuto la luce della luna. Ora era come se una mano fosse passata sul cielo e avesse oscurato la terra intera.
Una mano molto grande che mi voleva morta.
“Co –?” Gridai.
La completa oscurità mi preoccupava alquanto, ma dovevo essere dannatamente veloce a elaborare una strategia. Recitai rapidamente.
“Lighting!” Gridai. Estesi il palmo della mano, agitandolo circolarmente, per liberare fasci di luce in ogni direzione. Solo che non ci fu luce. Solo un’onda che sembrava inchiostro. Qualunque cosa Zuuma avesse evocato, non si limitava a bloccare la luce – la indeboliva, da qualsiasi fonte provenisse all’interno del suo campo d’azione. Non solo, ma non potevo avvertire la presenza del mio avversario.
‘Si sta di nuovo mascherando.’
Strinsi con forza l’elsa della mia spada. Dov’era in agguato, in quella esasperante oscurità? Ovviamente, anche Zuuma non poteva vedermi, ma poteva senza dubbio percepire la mia presenza.
L’istante successivo, un brivido gelido mi corse lungo la schiena. D’istinto, mi girai su me stessa e agitai la spada verso qualunque cosa si trovasse dietro di me.
Qualcosa mi toccò il collo.
Splash! Udii un suono umidiccio, e contemporaneamente avvertii un dolore lancinante alla gola.
“Lina!” Giunse il grido di Gourry. Udii il legno che si spaccava con violenza, e il fragore della sua spada che colpiva il suolo. “Lina, stai – eh?!”
Gourry irruppe nella stanza, e si trovò momentaneamente smarrito a causa della completa oscurità. Un attimo dopo, dopo aver avvertito la mia presenza, corse direttamente verso di me, e mi afferrò per le spalle. Mi scosse con tanta forza da farmi battere i denti.
“Lina!” Gridò. “Stai bene?! Chi ha fatto questo – si trova ancora qui?!”
Afferrai i suoi polsi perché smettesse di scuotermi.
Ci sento benissimo. Non hai bisogno di gridare.
“Lina?”
Il sollievo mi invase improvvisamente. Non ero in grado di esprimere a parole quanto fossi felice di vederlo, quindi semplicemente affondai il volto nel suo petto, e annuii silenziosamente.
La voce di Gourry si calmò. “Stai bene…” Disse, gentilmente. “Credo che quel tizio sia scappato.” Mi sollevò il mento, e fissò i suoi occhi sui miei. “Davvero ti senti bene?”
Riuscii ad emettere un gemito, ma nient’altro che dolore raggiunse la mia gola. Zuuma mi aveva quasi spezzato il collo. Un altro secondo, e ci sarebbe riuscito.
La battaglia di Sailune – pp. 76-81


L’agitazione e la preoccupazione di Gourry sono evidenti, ma in questa scena mi sembra significativa soprattutto la reazione di Lina… ^^ La maga accetta di appoggiarsi a Gourry… letteralmente. Affonda il volto nel suo petto istintivamente, per il sollievo, e lascia che il compagno la conforti. Il “disagio nell’essere vista debole” non è più un problema, a questo punto, con lui. La maga, davanti allo spadaccino, ha cessato di indossare la maschera che normalmente adotta per nascondere il suo dolore, o la sua paura. Lina non condivide con nessun altro momenti di questo genere, in nessuno dei romanzi. Gourry è l’unico a cui venga concesso il privilegio di conoscere ogni aspetto di lei, anche quello più fragile e nascosto, che rimane celato al resto del mondo.


Citazione:
“Sai…” Disse Gourry, a disagio. “… sei un po’ strana, ultimamente.”
Sbadigliai. “Lo so. Tutta questa pompa e cerimonie mi scombussolano un po’…”
Gourry annuì. Non sembrava comunque troppo felice.
“Direi.” Borbottò.
“D’accordo, non sono molto in me al momento. E’ un problema?” Non potevo farne a meno; ero un po’ innervosita.
“Dal momento che me lo hai chiesto…” Replicò Gourry. “… sì, è un GROSSO problema, per me.”
Mi accigliai. “Allora perché non me ne hai parlato prima?”
Ma Gourry semplicemente fissò il muro dalla parte opposta della stanza, e non disse nulla.
“In caso non lo avessi notato…” Dissi, di proposito. “Siamo nel Palazzo Reale. Tutti qui attorno sono nobili – c’è un protocollo, e dobbiamo lavorare rispettandolo. Non siamo nel mondo reale, dove puoi confrontare i tuoi nemici faccia a faccia e sbrigartela.” Non volevo essere così seccata con lui, ma dovevo far valere la mia posizione. “Abbiamo bisogno di astuzia, Gourry. Se sembro un po’ fuori fase è solo perché sto lavorando con nuove regole.”
Gourry si strinse nelle spalle. “E da quando tu segui le regole?”
La battaglia di Sailune – pp. 94-95


Adoro anche questa scena…XD (Ma va’? XDDD Nd Tutti) Qui ritorna ancora una volta il discorso di prima: a Gourry Lina piace esattamente per quello che è… difetti compresi. Il suo sprezzo per ogni regola gli ha fatto rischiare l’osso del collo migliaia di volte, ma… Una Lina che rispetta le regole? Come potrebbe abituarsi a una cosa tanto assurda? ^_^ Ancora una volta, credo si confermi l’impressione che il tipo di donna che Gourry desidera avere al suo fianco è qualcosa di molto diverso da Sylphiel. Anche solo vedere Lina fuori fase mette Gourry a disagio, e lo spadaccino spinge deliberatamente la maga a rimanere fedele a se stessa. E Gourry sembra conoscere bene la vera indole della maga. Lina stessa, infatti, qualche capitolo prima aveva ammesso apertamente la propria avversione per le regole


Citazione:
‘Ugh… pensare alle cose? N-o-i-o-s-o.’
Io vivo per l’azione, vedete. Se mi dicono ‘il tale tizio è il cattivo’, allora toglietevi di mezzo – lo troverò e lo sistemerò in un attimo. Ma a Phil ovviamente piaceva giocare secondo le regole, e stava già mettendo alla prova la mia pazienza, per poca che fosse.
La battaglia di Sailune – p.29


Ancora una volta, dunque, Gourry mostra di aver colto piuttosto bene la natura della sua compagna. ^^


Citazione:
In diretto contrasto con il tempo, Kanzel si volse verso di me, e mi lanciò il sorriso più gelido che avessi mai visto. Ci volle tutta la mia forza di volontà per non togliere a forza di schiaffi quel ghigno ridicolo dalla sua piccola faccia connivente.
Mentre camminavamo, mi avvicinai a Gourry e sussurrai. “A proposito di Kanzel…”
Gourry parve aver notato il sorriso di Kanzel. Annui. “Sì?”
“Credo che abbia una cotta per me.”
Gourry fece una breve, penosa risata. “Hai del fegato, a scherzare in un momento come questo.”
Mi strinsi nelle spalle. “In questi giorni una risata non guasta.”
Gourry si avvicinò di più. “Uh, Lina…” Sussurrò. “Cosa facciamo se senza volto, quell’assassino, si fa di nuovo vivo?” Supposi che si riferisse a Zuuma.
“E’tutto tuo.” Risposi, con lieve cenno della mano.
Ancora oggi non so se Gourry prese seriamente ciò che avevo detto. Semplicemente si raddrizzò, annuì, e rispose. “D’accordo.”
La battaglia di Sailune – pp. 127 - 128


Ancora una volta, un po’ di sano RSAOCCDOFL… XD (li avete visti gli occhietti a cuore di Gourry mentre ridacchiava? Li avete visti? XD) Anche la serietà con cui Gourry prende l’affermazione di Lina riguardo Zuuma è in qualche modo tenera, e significativa. Gourry manterrà la promessa. Ogni volta che Zuuma si presenterà di fronte a Lina, a partire da questo momento, lui sarà lì per fermarlo. Questo sia in questo libro, sia nel sesto, quando Lina e Gourry si troveranno nuovamente ad affrontare l’assassino.

Citazione:
Gourry si piegò verso di me. “Pensi che possiamo batterlo?” Sussurrò.
“Non lo so.” Replicai. Di solito sono piuttosto certa delle nostre possibilità in combattimento – e di solito so che vinceremo – ma con Zuuma le circostanze non erano a nostro favore.
Zuuma si volse verso di noi con la stessa deliberata malizia con cui aveva appena compiuto la sua ultima decapitazione. “Fatti da parte.” Disse a Gourry, con calma.
Gourry si interpose fra Zuuma e me. “Non hai chiesto per favore.” Disse, in tono piatto.
La battaglia di Sailune – p. 170


Citazione:
“Lasciamo stare le idiozie e passiamo agli affari.” Disse Gourry, con decisione. Estrasse la Spada di Luce, e ne rivolse la punta contro Zuuma. “Se vuoi lottare con Lina, dovrai prima passare attraverso di me.”
Zuuma cadde in silenzio per un momento, volgendo lo sguardo da Gourry a me, e quindi nuovamente a Gourry. “E allora passerò attraverso di te.” Replicò alla fine.
La battaglia di Sailune – p. 182


L’obiettivo di Zuuma è unicamente Lina, ma Gourry non sembra nemmeno considerare i rischi in cui incorre inimicandoselo. L’assassino è una minaccia per Lina, e dunque il suo unico pensiero è evitare che lui arrivi a lei. La fedeltà di Gourry a Lina è ormai fuori da ogni discussione.

E’ proprio la preoccupazione per la sicurezza della maga a portare lo spadaccino, nel romanzo, ad abbandonare il suo atteggiamento normalmente controllato, e a perdere la calma in modo per lui inusuale.


Citazione:
“Lasceremo questo lavoro e ce ne andremo di qui.”
Gemetti. ‘Chi lo ha detto?’
Quando aprii gli occhi, Gourry era piegato su di me. Lo fissai per un secondo, quindi lentamente realizzai che mi trovavo in un letto, e che il mio cuore batteva ancora.
Gourry doveva aver colto l’espressione stordita e perplessa sul mio volto, perché si fece indietro e lasciò che mi orientassi. Dovevo sembrare un vero disastro – cercai di sistemarmi i capelli e di scacciare con le mani l’espressione assonnata dal mio volto. Lottando per sedermi, lasciai vagare i miei occhi esausti per la stanza.
Era un luogo spazioso, con curate pareti bianche. Un fuoco scoppiettava nel focolare e un odore di erbe riempiva l’aria attorno a me. Ai piedi del letto, notai un gruppo di preoccupati guaritori magici. Dopo pochi altri secondi, compresi di essere di nuovo nell’infermeria del tempio – il luogo dove Gourry mi aveva portata dopo il mio incontro ‘da spezzare il collo’ con Zuuma. Immaginai di stare diventando velocemente la paziente più popolare a palazzo.
Inciso fra le piastrelle del pavimento di pietra c’era un grosso esagramma. Il mio letto si trovava esattamente al suo centro. “Ehi!” Cinguettò Amelia dal fianco di Gourry. “Come va?”
“Piuttosto stanca.” Fu tutto ciò che riuscii a produrre in replica. “Ma riesco a muovermi, e nulla mi fa troppo male.” Cercai di muovere una gamba sotto le coperte, ma non ebbi grande successo.
Amelia sorrise allegramente. “Beh, capita. Ma è di certo meglio dell’alternativa!”
Aggrottai la fronte. “Capita?” Ripetei. “Che diavolo mi è successo laggiù?”
Gourry distolse lo sguardo. “E’ meglio se non lo chiedi.”
Levai un sopracciglio in direzione di Amelia. Lei semplicemente sorrise, e agitò una mano in mia direzione.
“Oh, non è nulla per cui turbarsi.” Disse, con inappropriata allegria. “Ti hanno squarciato le gambe e hai bruciature su tutto il corpo. Niente di DAVVERO grave.”
‘D’accordo. Non ero pronta a questo.’
“Ma… come?” Chiesi. “Cos’è successo?” Stavo cercando di ricostruire nella mia mente la battaglia contro lo scarafaggio gigante.
“Per dirla in breve: il signor Gourry ha ucciso lo scarafaggio con la Spada di Luce subito prima che ti facesse a fette. E’ stato davvero impressionante.” Gli rivolse un grande sorriso, dando ulteriore prova del fatto che non si stancava mai di far questo alla gente. “Però non mi sarei mai aspettata che avesse la Spada di Luce. Com’è eccitante!”
‘Grandioso, ma io questo lo sapevo già.’
“Quindi voi due avete ucciso quella cosa, e poi? E’…”
“Basta parlarne.” Mi interruppe Gourry. “Non ha importanza, Lina – ci tiriamo fuori immediatamente da questo casino.”
“Cosa? Perché?”
“Perché?” Ripeté Gourry, la voce che si faceva stridula. “Non lo capisci, Lina?! Sei tu il loro obiettivo! Quindi non venire a piangere da me se la tua testa viene tranciata da uno dei tuoi numerosi nemici!”
‘Non preoccuparti. Non credo che la mia testa tranciata piangerà molto.’
Levai gli occhi al cielo. “So bene che qualcuno sta mirando a me.” Risposi. “Grazie del chiarimento.”
Cavoli, non aveva bisogno di prendersela a quel modo.
“Già! E allora?”
“E allora, non ho ancora idea del PERCHE’ sono il loro obiettivo. Tu cosa ne pensi?”
Gourry batté le palpebre. “Uh, non lo so.” Disse, con fare assente. “Perché lo chiedi a me?”
“Nessuna ragione.” No, non pensavo DAVVERO che Gourry fosse un cospiratore in incognito, ma non fa mai male chiedere. Scossi la testa, condividendo la sua generale perplessità su come stavano le cose.
“Onestamente…” Dissi, mentre il mio morale si abbatteva. “… non ne ho idea nemmeno io. Fino all’ultimo attacco, non eravamo certi che i nemici mirassero a me personalmente.” Portai la mano al mento. “Tuttavia…” Dissi, dopo aver riflettuto per un po’… “… se sono io l’obiettivo forse questo non ha nulla a che vedere con Phil e Cristopher. Chiunque stia mirando a me POTREBBE stare utilizzando tutta la situazione a palazzo come copertura.”
Gourry si accigliò. “Forse.” Concordò, dopo un secondo.
“Capisci perché sarebbe inutile per me tirarmi fuori da tutto questo? Chiunque stia mirando a me continuerà a farlo ovunque io vada.”
Gourry si grattò la testa, segno che qualcosa stava effettivamente passando attraverso quella sua zucca dura. “E’… vero.”
“E dovrò confrontarmi con chiunque sia, alla fine. E’ meglio che mantenga la mia posizione qui, dove ho un lavoro da finire.”
Avevo sicuramente azzittito Gourry. Se ne stava lì, in silenzio, lo sguardo vitreo, e la bocca lievemente aperta.
Esitai. “Ehi, Gourry?” Aggiunsi.
“Sì?”
“Grazie.” Gli sorrisi. “Voglio dire, di preoccuparti per me. Ma starò bene.”
La battaglia di Sailune – p. 139-143


Gourry sembra letteralmente terrorizzato per quello che è appena accaduto a Lina. Non vuole rievocare, parlandone, il rischio enorme che la maga ha corso, vuole solo che Lina si rialzi per andarsene con lui… e il suo fare diventa quasi isterico quando la maga mostra di voler discutere invece di assecondarlo.
Se Gourry aveva ancora qualche dubbio riguardo all’importanza che Lina rivestiva per lui, il vederla quasi uccidere di fronte a lui deve averlo decisamente rimosso… e lo spadaccino non si fa remore nel dimostrarlo. Ancora una volta, Lina non ne sembra disturbata. Anzi, dopo essere riuscita a calmarlo, gli rivolge un ringraziamento sincero… una cosa non da poco, da parte di Lina Inverse. ^^

Oltre che della vita di Lina, Gourry si preoccupa anche dell’umore della compagna. Quando, verso la fine del libro, Lina è al colmo della preoccupazione per la faccenda di Kanzeil, Gourry fa di tutto per tirarle su il morale.


Citazione:
“Sto bene.” Replicai. “Perché?”
“Avanti…” Gourry si accigliò. “E’ tutto il giorno che un momento sei allegra, e quello dopo sei pensierosa… E a cena sei stata tranquillissima; di solito chiacchieri a non finire mentre mangi.”
“Quindi, fuori il rospo.” Disse Gourry. “Cosa ti tormenta?”
“Mmm…” Non ero certa di come porre la questione…
“Ascolta…” Aggiunse Gourry, sollevandosi sulla sedia. “… so di non essere un luminare, ma almeno di me ti puoi fidare. E anche se non posso aiutarti, parlare di qualunque cosa sia potrebbe farti stare meglio.”
Dalla taverna al piano inferiore giunse il coro scalmanato delle voci degli uomini, tutti ubriachi e felicemente inconsapevoli. Sospirai.
“Bé…” Dissi alla fine. “Suppongo di non potertelo nascondere per sempre.” Cercai il suo sguardo. “Questa mattina, Amelia ha detto che ha avvertito che qualcosa di malvagio e potente si sta agitando, Gourry. Qualcosa di malvagio a cui IO sono connessa.”
“Non è una cosa molto carina da dire.”
La battaglia di Sailune – pp. 211-212

E dopo avere parlato con Gourry, Lina sembra effettivamente sentirsi meglio.
Citazione:
“Ad ogni modo…” Dissi. “Non so quanto sia servito, ma grazie di essere venuto da me.”
Gourry batté le palpebre. “Stai cercando di dirmi che nulla di quello che ho detto ti ha aiutata?”
Non potei evitare di sorridere. Se non altro, Gourry mi aveva tirato un po’ su il morale col suo nonsenso, e questo valeva decisamente qualcosa.
“Ehi…” Dissi dopo un minuto, alzandomi in piedi. “Che ne dici se tu ed io andiamo a prenderci uno spuntino di mezzanotte giù alla taverna? Offro io.”
Gourry levò un sopracciglio. “Bene, bene…” Mormorò. “… questo è stranamente generoso da parte tua…”
“Bé, io offro la prima portata.” Mi stiracchiai, e strizzai l’occhio. “Il resto te lo paghi da solo.”
La battaglia di Sailune – p. 218


Gourry ancora una volta mostra di quanto gli stia a cuore il benessere di Lina. La scena finale, con Lina che ammette di essere rasserenata dalla presenza di Gourry, mi da un’impressione di grande intimità. ^^ E Lina di certo apprezza il conforto e il supporto che le vengono offerti dal suo compagno, perché il suo modo di ringraziarlo (= spuntino di mezzanotte offerto) raggiunge vette di generosità da lei mai toccate in precedenza…XD (io avrei in mente altre possibili vette, ma direi che possiamo passare oltre…XDDD)

La battaglia con Kanzeil, che avviene poco dopo, rappresenta probabilmente l’apice di drammaticità dell’intero romanzo.


Citazione:
Kanzeil levò il braccio. Una luce magica, sottile come un filo, venne sparata da una delle sue dita e venne dritta verso di me.
“Non oggi!” Tuonò Gourry. Si lanciò di fronte a me per deviare il raggio con la Spada di Luce. Ma proprio prima di giungere alla sua portata, il raggio magico zigzagò attorno a Gourry e colpì direttamente le mie gambe.
“OW!”
Le mie ginocchia cedettero per l’insopportabile fitta di dolore, e caddi sul prato. Sia le mie cosce che le mie caviglie erano ustionate; non era un danno grave, e non stavo sanguinando, ma faceva male da morire.
Non era una cattiva strategia: prima immobilizzare l’avversario e poi ucciderlo. “Lina!” Il colore era scomparso dal volto di Gourry e sembrava assolutamente terrorizzato.
“Sto bene!” Gridai. “Danno minimo.” Riuscii a produrre un debole – e probabilmente estremamente goffo – sorriso.
“Proprio come mi piace…” Mormorò Kanzeil, le sue parole che salivano a spirali nell’aria pomeridiana come il fumo da un fuoco che si sta consumando. La sua voce suonava quasi seducente, o gioiosa, come se in quel momento fosse stato sottoposto al massaggio ai piedi migliore della sua vita. “Non ti finirò velocemente. Che tu muoia per il dolore o per la pazzia, la tua morte non sarà in ogni caso pacifica.”
Un brivido mi corse lungo la schiena. Kanzeil si stava divertendo. Sfortunatamente, io non provavo nessuna gioia nel sentire che il mio infinitamente più potente avversario aveva appena deciso di torturarmi a morte.
“Che c’è?” Domandò Kanzeil. “Sembri delusa.” Le sue labbra si contorsero in un sorriso gelido – no, in un sorriso folle.
Delusa? Più che altro terrorizzata oltre ogni dire, ma era sulla strada giusta. Non volevo incoraggiarlo ulteriormente sussultando, quindi lottai per rialzarmi, con un’espressione più normale possibile. Dovevo agire, e in fretta. Probabilmente avevo un solo colpo, quindi decisi di metterci un po’ di sapore.
“Stai indietro!” Gridò Gourry. “Che cosa stai cercando di fare?”
‘Uh… uccidermi! Non hai ascoltato?!’
Kanzeil volse lo sguardo verso Gourry. “Non sai cosa consumano i Mazoku per vivere?” Chiese cupamente, lo sguardo fermo, mentre camminava verso di noi. “La fonte del nostro potere è il miasma, sono le emozioni negative prodotte dagli esseri viventi. Paura, rabbia, tristezza, disperazione… per la mia razza, sono assolute prelibatezze. L’agonia della tortura è semplicemente il metodo più efficace per ottenerle.”
Il mio sangue si gelò. Improvvisamente compresi perché Kanzeil suonava e appariva quasi affamato, e perché questo non era ancora venuto fuori. Aveva tutto il tempo del mondo in quel campo – nessun umano di passaggio da evitare, nessun’altra cospirazione a cui partecipare. Aveva intenzione di nutrirsi bene e con calma, e qualsiasi tormento potesse trarre da Gourry e me era la dannata portata principale.
‘Vai a prenderti un maledetto panino e lasciaci in pace!’
La buona notizia era che durante la breve, criptica lezione di Kanzeil, avevo recitato il mio incantesimo successivo.
“Dragon Slave!”
“Cosa?” Kanzeil si bloccò. “Dannazione!”
KABOOM!
Una luce rosso brillante inghiottì il Mazoku, che poté solo sogghignare prima che una tremenda esplosione al suo interno lo coinvolgesse. L’onda d’urto colpì Gourry e me con forza considerevole. Piantai dolorosamente i piedi al suolo e mi riparai il volto con le braccia, strizzando gli occhi di fronte all’esplosione per osservare il conseguente incenerimento.
Il Dragon Slave è considerato l’incantesimo più potente che un uomo possa lanciare. Dal momento che deriva il suo potere dal Signore di tutte le tenebre, Shabranidgu dagli occhi di rubino, anche un Mazoku potente non ha abbastanza forza per resistergli.
“L’hai preso!” Gridò Gourry, con esultanza.
Mi piegai per il dolore che mi attraversava le gambe, ma riuscii comunque a rivolgere a Gourry una veloce strizzata d’occhio di riconoscimento.
“Hmph.” Risuonò una voce. “Mi ha preso, in effetti.”
Levai la testa di scatto. Una scura figura solitaria emerse dal velo di fumo che si stava disperdendo. Mentre si avvicinava, compresi che l’incantesimo aveva avuto un effetto piuttosto terribile su Kanzeil, ma decisamente non del tipo che mi ero aspettata.
Kanzeil non aveva più capelli, solo qualche ciocca bruciacchiata qua e là sulla sua testa nuda. Non aveva orecchie, non aveva naso, non aveva bocca, e la pelle del suo viso appariva blu come quella di un cadavere congelato. La cosa più strana, però, erano i suoi occhi – erano senza palpebre e molto più grandi di quelli di qualsiasi umano.
‘Ew!’
Era Kanzeil come realmente era; la sua vera forma sul piano terrestre. Ma, con il volto blu o meno, come faceva a camminare ancora dopo che lo avevo colpito con un Dragon Slave?
“Sembra che tu abbia sottovalutato la razza demoniaca. Anche un incantesimo che deriva il suo potere da Shabranigdu deve comunque essere veicolato da un umano. Un incantesimo del genere può essere sufficiente a neutralizzare un demone di basso rango, ma contro un demone di medio rango come me, difficilmente è sufficiente a eliminare con un solo colpo.”
“M-medio rango?!” Mi lasciai sfuggire.
“E’ la prima volta che vedi il reale potere di un Mazoku?” I giganteschi occhi di Kanzeil si strinsero. “O non avevi considerato che i Mazoku che hai affrontato finora fossero del livello più basso?”
Si avvicinò lentamente mentre parlava.
“Stai indietro!” Gridò Gourry, tenendo in alto la sua Spada di Luce. Si pose di fronte a me e sferzò duramente la spada in direzione di Kanzeil.
“Fuori dai piedi!” Ruggì Kanzeil. Levò la mano sinistra, rilasciando un’onda d’urto. Gourry parò l’onda d’urto con la sua lama magica, ma poiché era più forte di quanto fosse preparato ad affrontare, l’onda lo spinse all’indietro e lontano.
Ora non c’era nulla fra Kanzeil e me.
Da Kanzeil giunse una strana risatina raschiante. I suoi occhi giganteschi si rilassarono, e sembrò quasi sorridere, se è possibile sorridere senza una bocca. Levò l’indice e lo punto dritto verso di me.
Il raggio magico partì nuovamente, trafiggendomi il fianco! La voce mi si bloccò in gola, mentre crollavo al suolo, piegandomi su me stessa per il dolore.
“Smettila!” Gridò Gourry, correndo furiosamente verso Kanzel con la sua Spada di Luce fiammeggiante.
Kanzel stava mantenendo la sua promessa: mancando tutti i miei organi vitali, mi stava torturando a morte.
Il dolore al fianco confondeva i miei sensi, e mi annebbiava la vista. Kanzel arrestò il suo attacco per un momento, solo il tempo necessario perché riguadagnassi coscienza e, presumibilmente, potessi avvertire il dolore.
Lanciò un altro raggio, questa volta nell’altro fianco. Sussultai, e arcuai la schiena, mentre un grido silenzioso mi esplodeva nella mente.
Gourry gridò qualcosa e tirò un eccellente colpo di spada. Ma un istante prima che la spada colpisse il suo bersaglio, un muro di oscurità avvolse Kanzel, riparandolo e respingendo l’attacco di Gourry.
“Smettila, smettila, SMETTILA!” Gridò Gourry.
Kanzel rise allegramente, mentre Gourry tirava fendenti con la spada.
“Sì…” Esclamò Kanzel. “Sì! Posso avvertire la tua rabbia, la tua disperazione! Come sei delizioso.”
Dovevo aver perso i sensi per un momento, perché, quando riguadagnai conoscenza, mi trovai rannicchiata fra le braccia di Gourry.
Non so come avesse fatto. Non solo Gourry era riuscito a ripararmi da ulteriori attacchi, ma mi aveva spostato fuori dalla portata di Kanzel.
“Lina!” Implorò Gourry. “Resisti! Lina!”
“G- Gourry…” Presi un respiro, lottando per capire nuovamente dove mi trovavo. Riuscivo a malapena a muovermi, e la mia vista era annebbiata dalle lacrime, ma ero consapevole di una cosa: non stavo per morire.
Gourry premette le labbra contro il mio orecchio. “Ascoltami.” Sussurrò, con voce roca. “Lina, devi USARLO.”
“Usarlo?” Mormorai, vagamente.
“Usa QUELL’incantesimo.” Insistette Gourry. “Il più forte che hai! Mi hai sentito? Usalo!”
QUELL’incantesimo? La mia mente tornò improvvisamente all’attenzione. Il Giga Slave era l’incantesimo più forte che conoscevo, ed ero probabilmente l’unica persona in grado di usarlo. Traeva il suo potere da un Mazoku ancora più forte di Occhi di Rubino: Lord of Nightmares. Infatti, avevo usato il Giga Slave per sconfiggere Shabranigdu.
Era un incantesimo molto più forte del Dragon Slave, e persino Kanzel, quel presuntuoso bastardo, probabilmente non vi sarebbe sopravvissuto. C’era una controindicazione, però. Una grossa controindicazione.
Io.
“Non posso.” Sussurrai a Gourry.
“Perché no?”
“Non posso controllare l’incantesimo così ferita. E se non posso controllarlo, è un rischio troppo grande. Potrei uccidere TUTTI.”
E quando dicevo che avrei potuto uccidere tutti, intendevo TUTTI. Non solo me, Gourry, Kanzel, e gli abitanti di Sailune. Intendevo TUTTI QUELLI CHE C’ERANO SULLA TERRA.
E dal momento che il Giga Slave assorbe una grande quantità di energia vitale da chi lo lancia, sapevo che avrei potuto rimanere uccisa solo tentando di lanciare quel dannato coso. Riflettei per un momento.
“Hai qualche altra opzione?!” Chiese Gourry, febbrilmente.
“Sì…” Farfugliai. “… ma…”
“Niente ma!” Esclamò. “Fallo e basta!”
Bene, era stato Gourry a chiederlo, ed ora non c’era modo di tornare indietro.
La battaglia di Sailune – pp. 225-232


Questa sequenza, a mio parere, è in assoluto una delle più intense di tutti i romanzi… una sequenza che rivaleggia quasi con quella della lotta contro Fibrizo, nell’ottavo romanzo.
Kanzeil rivela al pieno la natura della razza demoniaca, e sia Lina che Gourry realizzano forse per la prima volta contro cosa si trovano a lottare. Adoro l’umanità che trapela da entrambi, il terrore di Lina e la disperazione di Gourry, a confronto con la crudezza demoniaca di Kanzeil… anche questo aspetto verrà ripreso nello scontro di Lina con Fibrizo, quasi come un Leit motiv della saga.
Gourry mostra definitivamente, durante la lotta, il suo attaccamento per Lina. Continua a sfidare Kanzeil senza tregua per tutta la sequenza, e la sua disperazione sembra crescere attacco dopo attacco. Riesce a portare Lina in salvo in un modo che nemmeno la maga riesce a spiegarsi, e il suo terrore per la vita della maga arriva al punto di fargli suggerire a Lina di usare il Giga Slave (sono rimasta troppo basita, quando lo ho letto per la prima volta…^^’). Qui non è in gioco il mondo, o la vita di persone innocenti. Kanzeil mira solamente a Lina. E Gourry si dimostra pronto a qualsiasi mezzo per salvarle la vita.
Se l’atteggiamento di Gourry nei confronti di Lina si era già fatto piuttosto esplicito nel terzo romanzo, credo che questa scena dimostri come gli eventi del quarto romanzo rappresentino per lui una definitiva presa di coscienza, e di posizione, nei confronti di Lina.
Il quarto romanzo ha, a livello di trama, un ruolo centrale nell’economia degli otto libri. Al suo interno Lina scopre di essere al centro di una cospirazione demoniaca, e a partire da esso gli eventi si sviluppano in un climax incessante, per culminare nella lotta finale contro Fibrizo.
Molto probabilmente il parallelismo non è deliberato, ma, per una ironia del caso, questo romanzo appare centrale anche per quanto riguarda lo sviluppo della relazione fra Lina e Gourry. Lina si apre definitivamente a Gourry e mostra di appoggiarsi sempre di più allo spadaccino. Ma, soprattutto, gli eventi al suo interno sembrano segnasse il “punto di non ritorno” per Gourry. Lo spadaccino si rende conto che Lina è al centro di eventi più grandi di quanto entrambi possano contemplare… e nonostante questo le vota la sua fedeltà, scegliendo di starle accanto, qualunque cosa accada, a costo della sua stessa vita. In un certo senso, il suo rapimento da parte di Fibrizo viene prefigurato in questo libro. E se nei romanzi non è presente la scena in cui Gourry insegue Lina nel Mare del Caos, il suo atteggiamento a partire dal quarto romanzo testimonia comunque la stessa incrollabile determinazione a rimanerle a fianco… che si rispecchierà, come nell’anime, nel sacrificio di Lina, durante la lotta con Fibrizo.
Detto questo… anche la parte in cui Gourry stringe a sé Lina e preme le labbra contro il suo orecchio ha un che di evocativo, non trovate? XDDD
 
 
 
Romanzi cinque, sei e sette – La bestia d’argento; Le tenebre di Vezendi ; La sfida di Garv
“Questo significava… che Gourry si fidava di me. ‘Davvero?’. Pensai. Un sottile filo di gioia si strinse improvvisamente attorno al mio cuore.”


Non farò un commento estensivo dei romanzi cinque, sei e sette… semplicemente, perché non ci sono molti elementi da commentare, riguardo alla coppia Lina/Gourry. ^^ La relazione fra i due personaggi prosegue bene o male lungo le linee già impostate nei romanzi precedenti, anche se per lunghe parti sia del quinto che del settimo libro Lina e Gourry finiscono (involontariamente) separati per ragioni di trama. Nel corso dei romanzi compare Xellos, e Zelgadiss e Amelia si uniscono definitivamente al gruppo. La narrazione approfondisce la questione del complotto demoniaco, attraverso la lotta con Mazenda nel quinto romanzo, con Seigram e Zuuma nel sesto e con il generale Rashart e Garv nel settimo, dove si chiarisce la questione della contrapposizione fra diverse fazioni demoniache, ripresa anche dall’anime.
L’approfondimento della relazione fra Lina e Gourry passa più in secondo piano, come è comprensibile… ma ciò non significa che non ci siano alcuni elementi a riguardo che vale la pena di commentare in ogni romanzo. ^^

Nel quinto romanzo, la Mazoku Mazenda sigilla i poteri di Lina, rendendola temporaneamente incapace di combattere. Questo pone Lina in una posizione difficile, nel momento in cui i seguaci di Mazenda attaccano lei, Gourry e Amelia.


Citazione:
“Scappate!” Ci gridò Gourry. “Tutte e due, andate via! Mi occuperò di questi tizi da solo!” Notai del sangue scendergli dall’angolo della bocca.
“Non se ne parla!” Replicai. “Stai sanguinando!”
“Mi sono solo morso la lingua! Ora uscite di qui!”
Andava contro ogni fibra del mio essere, ma sapevo cosa dovevo fare. “Va… bene.”
“Signorina Lina?”
Per quanto odiassi ammetterlo, Gourry aveva ragione. “Non c’è motivo per noi di restare.” Dissi ad Amelia. “I tuoi incantesimi non sarebbero di alcuna dannata utilità qui e per quanto mi riguarda… sono un ostacolo, ora. Sarei solo fra i piedi.”
Pronunciare quell’ultima parte fu come piantarmi un pugnale nello stomaco, ma ecco la verità. Nonostante le mie altre abilità in combattimento, col mio potere primario – la mia magia – sigillato, sapevo che non sarei stata di alcuna utilità a Gourry.
Amelia si accigliò, con fare preoccupato, ma non si oppose.
“Gourry!” Gridai. “Ce ne andiamo!”
“Vi raggiungerò più tardi!” Gourry si volse a guardarmi, con una punta di preoccupazione nello sguardo. Fece del suo meglio per sorridere coraggiosamente, quindi si volse e brandì la spada contro Vedur.
[…]
“Signorina Lina?” Il tono di voce di Amelia, normalmente allegro, suonava molto più preoccupato e sincero del solito.
Entrambe ansimavamo in una fitta macchia di alberi, un piccolo luogo riparato, che sembrava abbastanza sicuro per riprendere fiato. Avevamo deviato nei boschi appena fuori dalla strada polverosa.
Mi sentivo ancora malissimo. Come avevo potuto lasciare Gourry da solo? Era l’unico modo, continuavo a ripetermi, ma questo non calmava il pugno che mi stringeva lo stomaco.
“Signorina Lina?” Chiese nuovamente Amelia.
“Oh, scusa. Sto cercando di studiare cosa è meglio fare per noi. Dammi un attimo, ok?” Ripercorsi i fatti innumerevoli volte, ma non c’era modo di girarci attorno: dovevo sconfiggere Mazenda per riavere i miei incantesimi, ma non avevo possibilità senza USARE quegli incantesimi. E se Amelia si fosse battuta contro Mazenda, probabilmente avrebbe subito la mia stessa sorte.
Questo lasciava Gourry. Solo lui aveva una possibilità in una battaglia contro Mazenda, ma in quel momento non volevo pensare a Gourry. Mi faceva solo preoccupare nuovamente.
La bestia d’argento – p. 55-57


Lina e Gourry sono costretti a separarsi, e lo saranno praticamente fino alla fine del libro. Lina non è certo tipo da “angstizzare” tutto il tempo sulla sua assenza, ma mette decisamente in chiaro il fatto di essere riluttante, o addirittura di sentirsi in colpa a lasciare lo spadaccino, e di essere preoccupata per la sua sorte. Ancora una volta, Lina mostra nei confronti di Gourry il suo lato protettivo, che emerge con meno forza nei confronti degli altri personaggi, e che ben prefigura la sua reazione quando Gourry le verrà portato via, nell’ottavo romanzo, da Fibrizo.

Nel sesto romanzo, invece, tocca di nuovo a Gourry il ruolo del compagno preoccupato. La vita di Lina è messa di nuovo in pericolo da Zuuma, e lo spadaccino si mostra stranamente taciturno e agitato per la maggior parte del romanzo.
Inoltre, il libro offre una serie di “chicche” L/G…^^


Citazione:
“Non hai per caso un fischietto?”
“Fischietto?” Zelgadiss aggrottò la fronte. “Per cosa?”
“Sai, un fischietto che io possa usare per chiamarti quando ci troviamo in pericolo.”
“Non sono uno dei tuoi incantesimi.” Scattò Zelgadiss. “Non rispondo sempre alle richieste gentili, tanto meno ai fischi.”
Cielo, ma non sapeva stare allo scherzo?
“Ma pensa a quanto sarebbe utile.” Dissi, levando le sopracciglia con fare giocoso.
Zelgadiss sospirò e pose una mano sulla spalla di Gourry. “Viaggiare con lei non dev’essere semplice, per te.” Mormorò.
“Non lo è.” Gourry sorrise nervosamente. “Ma sono bravo nell’affrontare le situazioni dure.”
Le tenebre di Vezendi – pp.58-59


In effetti, Zel non pare propenso come Gourry ad “affrontare le situazioni dure”…XD Lina non è così semplice da gestire… ma Gourry non è intenzionato a tirarsi indietro. XD


Citazione:
“Gourry?” Chiesi, sperando di poter catturare la sua attenzione.
“Mm?” Borbottò, mangiando dal suo piatto di pasta.
‘Dillo e basta, Lina. Quando mai presta attenzione?’
“Ecco…” Cominciai, quindi esitai. “Vorrei che tu… beh… mi tenessi compagnia, stasera.”
Sentii un paio di posate cadere nei piatti. Amelia emise un singulto. “Signorina Lina!” Gridò. “Questo è molto… diretto, da parte tua!”
“Ah…” Sospirò Xellos, mentre il suo sorriso assumeva sfumature sinistre interamente nuove. “Sembra che la primavera sia finalmente arrivata.”
Sputai il mio stufato. “Ehi!” Tossii, mentre mi ripulivo la bocca. “Non è QUESTO che volevo dire!” Volsi la testa verso Gourry, ma era già arrossito. “Perché stai arrossendo?!” Strillai.
“Uh…” Gourry si grattò la testa, a disagio. “Bé, quando un uomo e una donna si amano molto…”
“NO!” Mi assicurai di interromperlo prima che dicesse UN’ALTRA PAROLA. “Intendevo che volevo fare un po’ di pratica con la spada! Ma che avete tutti?!”
Amelia aggrottò la fronte, perplessa. “Eh?”
Xellos levò un sopracciglio. “Non eufemistica pratica con la spada?”
“SÌ!”
Amelia e Xellos si scambiarono sguardi delusi.
Le tenebre di Vezendi – pp. 103-104


Sia le reazioni di Amelia e di Xellos che quella di Gourry sono inimitabili…XDDD Ad Amelia shipper L/G siamo abituati, ma vedere Xellos in questa nuova veste… beh, è strano… e un po’ inquietante. XDDD E adoro Gourry che pensa SUBITO male, e arrossisce. E quel suo “quando un uomo e una donna si amano molto…” Hai considerato bene la cosa, eh, Gourry? Abbiamo un tantino di coda di paglia? XDDD

Lina e Gourry, comunque, programmeranno e faranno in effetti pratica (non eufemistica …XD) con la spada. E prima di iniziarla, ancora una volta, Gourry darà prova di essere sempre molto attento a qualsiasi cosa riguardi Lina. ^^


Citazione:
“Non ce la siamo passata male, vero?” Chiesi a Gourry, mentre camminavamo per la strada.
Mormorò una qualche risposta incoerente. Gli lanciai un’occhiata; con mia sorpresa, appariva davvero esausto.
“Gourry?” Chiesi, la mia fronte che si aggrottava.
Si strinse nelle spalle. “Suppongo di essermi un po’ pentito di essere venuto a fare spese con te.” Ammise, dopo un secondo.
“Immagino che startene chiuso in un negozio di magia sia piuttosto noioso per te, eh?”
“No, non è questo. E’ solo…” La sua voce si affievolì in un sospiro.
La strada ci portò su una collina, permettendoci un ampio sguardo su Vezendi, sullo sfondo del sole che tramontava. Gourry fissò pensosamente la città, la sua intera distesa immersa nel bagliore rossastro della sera.
Cielo, era già il crepuscolo? Tutte le chiacchiere e le trattative sul prezzo avevano richiesto un bel po’ di tempo.
“C-comunque.” Offrii, rivolgendogli un sorriso di scusa. “Che facciamo ora? Andiamo a trovare Zel, magari?”
“No.” Replicò Gourry. “E’ già troppo tardi. In più, se tardiamo a tornare da Radok, probabilmente ci farà un’altra scenata.”
Bleah. Me ne ero quasi dimenticata.
“Probabilmente hai ragione.” Borbottai. Dopo un momento, mi volsi nuovamente verso di lui.
“Ricordi cosa ho detto prima? Vorrei fare un po’ di pratica con la spada, dopo cena; tu di certo puoi essermi utile.”
“Certo. Oh, a proposito.” Le labbra di Gourry si assottigliarono e i suoi occhi si strinsero, come se fosse stato indeciso se dire o no qualcosa.
“Non ero certo se dovevo dirtelo, ma…” Fece un sospiro. “Quando vieni attaccata di fronte, schivi sempre a sinistra. Probabilmente, dovresti liberarti di questa abitudine.”
Abitudine? E’ una abitudine?
“Davvero?” Chiesi.
“Già.”
Stranamente, non me ne ero mai accorta. Ma è per questo che si chiamano “abitudini”, giusto? Perché non ti accorgi di farle.
“Hai capito.” Dissi, levando il pollice verso di lui. “E’ proprio quello che voglio.”
Le tenebre di Vezendi – pp. 113-115


Gourry che accompagna Lina a fare shopping mi fa sorridere… è il classico ruolo da fidanzato, con la sottile differenza che Lina va in giro per negozi di oggetti magici… XD Lo spadaccino sopporta senza troppo colpo ferire una intera giornata al chiuso del negozio mentre Lina è persa nelle sue trattative, e questo, direi, è davvero segno di imperituro amore…XDDD
Personalmente, ho trovato carino anche il modo in cui lo spadaccino sembra esitare nel far notare a Lina i suoi difetti nel combattere… anche se alla fine si convince, per rispondere alla sua richiesta. ^^ E Gourry mostra di conoscere molto bene Lina, tanto di essersi accorto di abitudini nel combattimento di cui nemmeno la maga pare avere coscienza.

Gourry, poi, continua, nel romanzo, a mantenere la sua promessa di occuparsi di Zuuma.


Citazione:
Cercai di riguadagnare l’equilibrio, ma la mia schivata dell’ultimo secondo mi aveva lasciata troppo sbilanciata. Un istante dopo, stavo atterrando sul mio sedere, mentre Zuuma si avvicinava.
‘Merda merda merda merda merda!’
Ero senza difese mentre recitavo l’incantesimo. Tutto ciò che potevo pensare di fare era sferrargli un calcio all’inguine, o qualcosa del genere. Sapevo che avrebbe potuto spezzarmi la gamba, ma era meglio che venire uccisa.
Mi preparai e feci scivolare indietro una gamba.
Zuuma si fermò all’improvviso. I suoi occhi si strinsero e le sue pupille riflessero una luce bianca brillante che veniva proprio da dietro di me.
La Spada di Luce.
“E’ passato del tempo dall’ultima volta.” Annunciò Gourry, tenendo bassa la spada, mentre camminava attorno a me.
Zuuma non rispose. Colsi l’occasione per alzarmi.
“Lina.” Gourry mi lanciò un’occhiata. “Occupati degli altri demoni. Per ora, posso tenere occupato questo tizio.”
Esitai per un secondo. Non mi piaceva l’idea di lasciare Zuuma con Gourry; non è che non potessi tenere testa a Zuuma, era solo che… non potevo tenere testa a Zuuma.
Ma sapevo anche che essere testarda avrebbe solo reso a Gourry le cose più difficili contro Zuuma. “Ho capito.” Mormorai, e mi avviai a far esplodere qualche Mazoku.
Le tenebre di Vezendi – pp198-199


Ancora una volta, Lina e Gourry bilanciano le proprie capacità in battaglia. Gourry si occupa di Zuuma, contro il quale il requisito primario e la velocità, mentre Lina si occupa dei Mazoku, che sono il suo campo di azione privilegiato. E Gourry continua a mantenere, indefesso, la promessa che a rivolto a Lina a Sailune. ^^

Anche nel settimo romanzo, Gourry non abbandona il suo ruolo di guardia del corpo.


Citazione:
Garv si volse lentamente in nostra direzione. “Ora.” Mormorò. “Per quanto riguarda te, ragazza.”
Strinsi i denti. Non aveva bisogno di dirlo – sapevo che intendeva uccidermi.
“Continuo a non conoscere il piano del Signore degli Inferi.” Ammise. “Ma ti ucciderò comunque. Voglio ancora rovinare ciò che il Signore degli Inferi sta pianificando e ripagarti dei guai che hai causato.”
“Sul mio cadavere.”
Mi irrigidii. Gourry, la Spada di Luce in mano, avanzò lentamente, ponendosi fra Garv e me.
‘Gourry?’
Garv occhieggiò la spada. “La Gorn Nova.” Disse, con interesse. “Hai un bel giocattolo, lì.”
Non potevo credere che qualcuno potesse chiamare la Spada di Luce giocattolo. Ma il nome che aveva usato, Gorn Nova… quelle erano le stesse parole che aveva recitato la Claire Bible.
Garv si strinse nelle spalle. “Non ha importanza quanto la agiti, nessun umano può utilizzarla per sconfiggermi. Vuoi davvero giocarti la vita in una battaglia che non puoi vincere?”
Gourry sorrise. “Sono la sua guardia del corpo.” Rispose. Dopo un secondo, aggiunse. “Auto proclamata, suppongo, ma una guardia del corpo è sempre una guardia del corpo. Non posso lasciare che tu la uccida.”
La sfida di Garv – pp. 182-183


Per certi aspetti più interessante, però, è la scena in cui Xellos rivela a tutti di essere un demone al servizio del Signore degli Inferi. Lina aveva già intuito la natura di Xellos, ma aveva scelto di non rivelarla ai suoi compagni di viaggio, per evitare di sollevare un polverone all’interno del gruppo. Quando la verità emerge, tuttavia, Amelia e Zelgadiss reagiscono con stupore e con rabbia. Affermano che rimarranno a fianco di Lina il più a lungo possibile per proteggerla, ma che una volta che saranno chiari i piani di Xellos e di Fibrizo, valuteranno se non sia invece il caso di schierarsi contro di lei. La reazione di Gourry, però, è molto diversa…

Citazione:
Gourry non fu turbato. “Certo.” Disse. “Ma io avevo già capito che si trattava un demone.”
Ogni bocca nella stanza – esclusa quella di Gourry – praticamente crollò al suolo. “COSA?!” Gridammo, perfettamente all’unisono.
“Tu mi stai prendendo in giro!” Scattai, resistendo all’impulso di prenderlo per il collo e iniziare a scuotere. “Tu l’avevi capito?! Quando? E come?!”
Sorrise, con fare allegro. “Ha avuto sempre più senso, da quando lo abbiamo conosciuto.” Disse, come un alunno al momento dell’interrogazione. “Non so come descriverlo, ma era come… il suo odore, forse? Comunque, in qualche modo lo ho capito.”
“Perché non hai detto nulla?” Domandai. “O hai semplicemente continuato a viaggiare con lui perché non ti importava?!”
Gourry si strinse nelle spalle. “No. Ho solo pensato che se continuavi a tenere un estraneo con te, probabilmente avevi una buona ragione per farlo.”
Mi fermai, sul punto di insultarlo, e avvertii i miei occhi spalancarsi. Io, Lina Inverse, ero improvvisamente rimasta senza parole.
Questo significava… che Gourry si fidava di me. ‘Davvero?’. Pensai. Un sottile filo di gioia si strinse improvvisamente attorno al mio cuore.
“Immagino che questo significhi che il Signor Gourry ha intenzione di restare con Lina qualunque cosa accada, allora.” Commentò Amelia, dall’altra parte della stanza.
Gourry sorrise. “Sono la sua guardia del corpo, dopotutto.” Mi diede un buffetto sulla testa.
La sfida di Garv – pp. 75-78


Ho trovato tenera la reazione di Lina nel capire che Gourry ha fiducia in lei. ^^ Lina, in tutta la parte iniziale del romanzo, insiste per indagare e sbrigare ogni cosa da sola. La dichiarazione di lealtà di Gourry, però, sembra ancora una volta sciogliere la sua corazza: la maga rimane senza parole, e prova un irrazionale guizzo di gioia, alla sua affermazione.
Avere qualcuno che si fida pienamente di lei sembra una cosa nuova, per Lina, ma Gourry dimostra di credere in lei senza riserve. Non credo che sia casuale il fatto che in tutti i romanzi la maga condivida questo genere di momenti solo ed esclusivamente con lo spadaccino. La presenza di Gourry sembra rasserenare Lina, più di quella di qualsiasi altro personaggio della serie. Per questo, la sua mancanza dopo il rapimento da parte di Fibrizo riuscirà a destabilizzarla in modo così profondo.



Ottavo romanzo: Il re della città dei fantasmi

“Non mi importava più che l’incantesimo andasse fuori controllo, o del piano di Fibrizo. Non mi importava di nulla. Volevo solo salvare Gourry.”


L’ottavo romanzo copre la trama degli ultimi episodi di Slayers Next, dalla comparsa di Fibrizo e dall’uccisione di Garv in poi. Ci sono alcune differenze rispetto alla trama dell’anime (in primo luogo, il fatto che Gourry non viene mandato da Fibrizo ad attaccare i suoi compagni, e al suo posto viene inviato Rashart, l’ex generale di Garv, passato al servizio del Signore degli Inferi), ma nessuna fondamentale ai fini della storia. Piuttosto, esistono diverse differenze di singole scene, alcune delle quali di una certa rilevanza per la relazione fra Lina e Gourry.

Il romanzo si apre con l’uccisione di Garv da parte di Fibrizo, e il rapimento di Gourry.


Citazione:
In un esempio particolarmente esasperante del suo atteggiamento, Fibrizo indicò con calma la figura imprigionata di Gourry. “Lo porterò con me alla mia città, Sailarg.”
Il fiato mi si bloccò in gola. “Aspetta!” Cercai di gridare, ma prima che potessi terminare di pronunciare la parola, uno strano suono elettrico colmò l’aria.
ZZZZZ!
Fibrizo e Gourry svanirono nell’aria fina.
“G- Gourry!” Gridai, mentre lottavo per rialzarmi. Non riuscii a sollevarmi completamente, prima che le vertigini mi catturassero con tanta violenza da farmi ricadere al suolo.
Quel figlio di… ARGH!
Immaginai che probabilmente Fibrizo avesse utilizzato il proprio potere sulla Gorn Nova per portare Gourry con sé in un viaggio attraverso lo spazio. Ciò significava che si stavano recando nella città di Sailarg, nell’impero di Raizel, proprio come aveva detto.
Ma l’aveva chiamata “la mia città”. Che cosa voleva dire questo?
Dopo tutto quello che era successo, l’improvvisa assenza di Fibrizo e di Gourry aveva reso il Picco del Drago silenzioso in un modo inquietante. Fissammo l’aria vuota, il silenzio fra noi colmo di shock.
“Che sta succedendo?” Sussurrò finalmente Amelia. Il vento afferrò la sua voce e la trascinò nel cielo.
***
Feci un sogno quella notte. Non lo ricordavo per nulla quando mi svegliai. Era spaventoso, forse, o triste… ma comunque fosse stato, mi levai nel mio letto la mattina successiva con un impulso che non riuscii realmente a capire. Mi portai un dito alla guancia.
Era bagnata.
Dunque non era stato bello. Dal momento che non avevo memoria del sogno, tutto ciò che ne restava erano le lacrime sul mio volto.
La bianca luce del sole aveva cominciato a strisciare nella stanza buia attraverso le imposte di legno delle finestre. Battei le palpebre dei miei occhi offuscati e fissai i fasci di luce.
Mattina, eh?
Sospirai.
Sentendomi ancora, per qualche motivo, indolente, scesi lentamente dal letto.
Dopo tutto l’incidente del giorno prima, Zel, Amelia e io avevamo lasciato il Picco del Drago e trovato una locanda nel villaggio vicino. Dovevo essere stata esausta, perché avevo saltato la cena ed ero crollata nel mio letto. Non mi ero nemmeno mossa nel sonno – mi ero svegliata girata sul fianco, esattamente come mi ero addormentata.
Mi trascinai giù dal letto e al piano di sotto, nella sala da pranzo al piano terra. Zel e Amelia erano già al tavolo; sembrava che mi stessero aspettando. Presi inconsciamente a cercare Gourry con lo sguardo.
‘Svegliati.’ Scattò la mia mente dopo un secondo. ‘Lui non c’è, Lina.’
Lasciai scivolare lo sguardo al suolo. Mormorando un “buon giorno” estremamente poco sincero ad Amelia e Zel, presi una sedia e mi sedetti. Ordinai un menu colazione doppio – ecco quanto avevo perso l’appetito.
Dopo un minuto, Amelia si schiarì la gola. “Ti senti bene?” Chiese nervosamente.
Forzai un piccolo sorriso. “Sto bene. Sembra che abbia dormito da schifo, però – ho fatto uno strano sogno.”
Amelia si morse le labbra. “Bene.” Disse in tono vago, il che era inusuale, per lei.
Nessuno disse altro dopo questo. Un cameriere giunse con il nostro cibo e io mi tuffai nella mia colazione. Stavo nascondendo il mio volto in una lunga sorsata di tè, quando Zelgadiss finalmente ruppe il nostro auto-imposto silenzio.
“Che cosa farai?” Chiese, in tono piatto.
Amelia emise un rantolo. “Signor Zelgadiss!” Esclamò, apparentemente preoccupata dal fatto che avesse osato chiedere.
“Essere depressa non la porterà a nulla.” Abbassai la tazza lievemente, e il suo sguardo penetrò il mio. “Qualunque cosa faremo, sarà meglio farla il prima possibile.”
‘Depressa?’ Non avevo pensato di essere depressa, ma apparentemente loro due si erano accorti di qualcosa. Misi giù il mio tè.
“Lo so.” Gli dissi. “Voglio dire… lo so.” Un breve sospiro mi uscì dalle labbra, mentre tamburellavo sulla tavola. “Solo, pensiamoci con calma, d’accordo? Ci sono un sacco di cose da considerare.”
Levai lo sguardo su entrambi. “Ci confronteremo con il Signore degli Inferi, Fibrizo. Ha letteralmente dilaniato il Drago del Caos Garv senza il minimo sforzo, e un Ra Tilt a sorpresa non gli ha fatto nemmeno un graffio. Quel tizio è un mostro. Probabilmente potrei lanciargli Dragon Slave per tutto il giorno e lui li ignorerebbe come becchi di zanzara. Ciò significa che l’unico modo in cui posso salvare Gourry è andare dal Signore degli Inferi e fare ciò che vuole che io faccia. Ma non mi ha nemmeno promesso di restituirmi Gourry tutto intero se lo facessi, quindi persino questo potrebbe solo porre Gourry in un pericolo ancora maggiore.” Emisi un sospiro. “E’ al sicuro, finché è un ostaggio. La cosa intelligente da fare sarebbe evitare Sailarg per il resto della mia vita.”
Lasciai fermentare la cosa per un po’. Dal momento che Zel e Amelia si limitarono a fissarmi in silenzio, alla fine rivolsi loro un sorriso afflitto.
“Ma non potrei fare nemmeno questo. Lui ha scelto di essere la mia guardia del corpo, o comunque lo chiami. Non lo lascerò là.”
Amelia si raddrizzò sulla sedia. “Allora…”
Annuii. “Proveremo con Sailarg.”
La soddisfazione sommerse il volto di Amelia. “Questa è la mia Lina.” Disse con un ampio sorriso. “Anche se le tue azioni di solito sembrano malvagie, ingorde, colleriche e spietate, la tua vera personalità emerge quando conta.”
Levai un sopracciglio. “Stai cercando di attaccare briga?”
“Hai provato che, nel profondo, non sei malvagia!” Esitò. “Anche se non ti chiamerei nemmeno buona.”
Levai gli occhi al cielo. Le concederò dei punti per la sua onestà, suppongo.
Amelia batté il pugno sul palmo della mano. “Ora che è deciso, andiamo a Sailarg! Non c’è tempo per – ”
“Ehi!”Scattai, agitando velocemente le mani di fronte al suo viso. Era sulla strada per una Immersione Nella Giustizia, e dovevo stroncarla sul nascere. “Calmati, Amelia! Vado da sola!”
Il sorriso di Amelia si spense, mentre la nebbia della giustizia abbandonava i suoi occhi. “Eh?” Si lascio sfuggire. “Cosa intendi con ‘da sola’? Come… senza di noi?”
“Sì, senza di voi.”Mi strofinai le tempie. “Sembra che il Signore degli Inferi cerchi solo me. Nessun altro deve essere coinvolto.”
“E’ vero.” Ammise Zel,in un mormorio.
Amelia gli rivolse un’occhiata tagliente. “Signor Zelgadiss!” Gridò in tono incredulo, per la seconda volta quella mattina.
Al contrario di Amelia, Zel replicò con voce quieta. “Che cosa potremmo ottenere noi due andando con lei, Amelia? I nostri incantesimi non farebbero nemmeno un graffio al Signore degli Inferi – nella peggiore delle ipotesi, la rallenteremmo.”
Amelia spostò gli occhi sul tavolo. “Immagino di sì…” Disse. “Ma…”
“Ho detto ‘nella peggiore delle ipotesi’.” Zel volse lo sguardo dall’altra parte, e posso giurare che arrossì lievemente. “Non ho detto che dovremmo lasciarla andare da sola. Dobbiamo solo assicurarci di non intralciarla.”
Lo fissai, confusa. ‘Si è appena imbarazzato da solo per averlo detto?’ Mi chiesi. Chi è che arrossisce alle sue stesse parole?
Amelia riprese immediatamente animo. “Giusto!” Dichiarò, battendo un dito sul tavolo. “Anche contro un nemico invincibile, si aprirà una via per dei coraggiosi cercatori di Giustizia!”
Se solo la vita funzionasse così. Sospirai, e mi appoggiai allo schienale della sedia.
Non importava con quanto coraggio, o genio, o “sentimenti da Amelia” facevamo irruzione, eravamo comunque sostanzialmente fregati. Milgazia era il più anziano dei Draghi Dorati, e persino lui era rimasto a guardare quando il Signore degli Inferi aveva preso Gourry. Ma cosa potevo dire? Amelia e Zel conoscevano i rischi.
‘Immagino sia un lavoro di squadra, dopotutto.’
“Abbiamo ancora qualcosa da chiarire.” Aggiunse freddamente Zelgadiss. Il suo sguardo catturò il mio, e nell’istante in cui aprì la bocca seppi cosa voleva dire.
“Sai o non sai quello che il Signore degli Inferi Fibrizo vuole fare con te?” Incrociò le braccia. “Dopo il suo discorso di prima, ho immaginato che potessi – ”
“Fermi!” Interruppe Amelia.
Zel le lanciò un’occhiata. “Cosa?”
Amelia scosse la testa. “Qualunque cosa stia progettando, non voglio sentirlo.”
‘Eh?’
Zelgadiss ed io la guardammo sorpresi. Che cosa aveva questa volta?
“Non voglio sentirlo.” Ripeté Amelia, le sue labbra una linea sottile.

“Amelia.” Dissi, cautamente. “Perché no? La verità non è il fondamento della Giustizia, per te?”
“Questo è esattamente il perché non voglio sentirlo.” Amelia abbassò lo sguardo. “Qualunque cosa il Signore degli Inferi stia progettando, non può essere buona. Sentire i dettagli potrebbe obbligarmi a fermarti con ogni mezzo necessario – incluso abbandonare il Signor Gourry. Quindi, semplicemente, non voglio… non voglio saperlo, stavolta.”
A questo, mi bloccai. Alla fine, Zel fece un debole sorriso.
“Bene.” Disse. “Allora nemmeno io voglio sentirlo.” Fece un sospiro. “In effetti, dubito che potrei fare qualcosa per il piano del Signore degli Inferi, se anche lo conoscessi.”
Tutto quel “non vedere il male” da parte di Amelia e Zelgadiss era piuttosto strano. Mi faceva sentire a disagio.
“Ne siete sicuri?” Chiesi.
Amelia mi rivolse un sorriso luminoso. “Qui non si tratta di giusto o sbagliato.” Rispose. “Salveremo il Signor Gourry, tutti insieme – questo basta, giusto?”
Esitai. Dopo un secondo, deglutii, e mi volsi dall’altra parte.
Per essere onesta… era la prima volta nella mia vita che ero davvero felice di avere degli amici.


Il rapimento di Gourry sembra colpire profondamente Lina, che viene sopraffatta da un’ondata di sentimenti per lei completamente nuovi. La maga non riesce a dare un nome a queste sensazioni, ed è buffo come, nel corso di tutto il romanzo, siano gli altri a elaborare per lei quello che prova. In questo caso, Lina non comprende il proprio impulso a piangere, ed è Zel a farle capire di essere, in effetti, depressa. Più avanti, Sylphiel riuscirà in modo simile a interpretare ciò che la maga prova. La mia impressione è che Lina non abbia mai provato per nessuno un attaccamento simile a quello che prova per Gourry, e che la sua mancanza la abbia messa a confronto con emozioni che non è ancora riuscita a razionalizzare.


Citazione:
“So che siamo di fretta.” Le dissi. “E so che è ancora presto, ma pensala così… sarà il tramonto prima che raggiungiamo il prossimo villaggio o città, e accamparci all’aperto è come esporre un segnale con scritto ‘vieni ad ucciderci’ e aspettare che Rashart si mostri. Ci raggiungerà, e presto.”
Scossi la testa. “E anche se non ci inseguisse, saremmo così stanchi per il troppo camminare e per aver dormito male che cominceremmo a rallentare. Anche questo non va bene.”
“Immagino di sì, ma…” Amelia mi guardò, sorpresa e delusa.
“Lina.” Disse, a bassa voce. “Non sei preoccupata per il Signor Gourry?”
Per qualche motivo, sentii il bisogno di volgere lo sguardo dall’altra parte, e grattarmi la guancia. “Beh.” Risposi. “Sono stata vicina all’uccidere Gourry dozzine di volte, ma ho sempre avuto la sensazione che ucciderlo non lo avrebbe realmente ucciso. Non so se Fibrizo possa ucciderlo, sai? E ho la sensazione che Gourry sia al sicuro.” Feci una pausa. “Per qualche motivo.”
Amelia, stranamente, vestì un debole sorriso. “Capisco.” Commentò. “Allora immagino che ci fermeremo qui, per oggi.”
“D’accordo.” Ignorai il suo assenso insolitamente gentile e iniziai a ispezionare la zona.


Una sorta di sesto senso suggerisce a Lina che Gourry sta bene, segno ancora una volta, probabilmente, della connessione mentale che la unisce allo spadaccino. Anche Amelia, quanto meno, sembra giungere a questa conclusione, perché, nonostante prima fosse riluttante, si piega senza insistere alla decisione della maga.

Ma la persona che sembra saper meglio interpretare i sentimenti di Lina, ironicamente, è proprio Sylphiel. La sacerdotessa, probabilmente in quanto direttamente interessata, sembra studiare con particolare attenzione le circostanze, e le reazioni di Lina al rapimento del suo compagno.


Citazione:
Quando ebbi finalmente finito, Sylphiel lasciò cadere lo sguardo sulle sue mani, che le riposavano in grembo. “Wow.” Mormorò, e capii dal suo tono che stava cercando di non perdere nuovamente la calma. “Quindi… Il signor Gourry è stato preso in ostaggio per attirare te a Sailarg.”
Deglutii. “Già.” Dissi, sprofondando lievemente nella mia poltrona. C’era qualcosa di vagamente spaventoso in agguato dietro le sue parole.
“Mmm.” Ma invece di scavalcare il tavolo e strozzarmi, Sylphiel si perse semplicemente nei propri pensieri. I suoi occhi divennero vitrei, e cadde in silenzio.
Le diedi un minuto. “Sylphiel?” Domandai alla fine.
Si volse verso di me a quel punto, e i suoi occhi si focalizzarono nuovamente sul mio viso. “Non vi ho ancora detto perché sono qui, non è così?” Chiese, a bassa voce.
Battei le palpebre. “Uh… no.” Dissi, un po’ confusa. Non voleva parlare di Gourry?



Sylphiel è certamente preoccupata per il fatto che Gourry sia stato rapito dal Signore degli Inferi, ma a turbarla sembra anche l’idea che Fibrizo abbia scelto proprio Gourry come ostaggio per attirare Lina a Sailarg, probabilmente perché questo la porta a interrogarsi su come si sia evoluto il rapporto fra la maga e lo spadaccino. Il pensiero sembra pungolarla al punto da scegliere di cambiare argomento e di cessare di parlare di Gourry. Ma l’idea evidentemente continua a disturbarla, perché la sera stessa la sacerdotessa bussa alla porta di Lina, decisa a interrogarla sulla questione.


Citazione:
Quella notte, ci recammo tutti nelle rispettive stanze per dormire un po’. Non mi aspettavo di riuscire a riposare molto, ma dovevo tentare; viaggiare giorno dopo giorno verso morte certa si stava rivelando davvero stancante. Mi ero appena tolta il mantello e i guardaspalle quando qualcuno bussò alla porta. Mi accigliai, e guardai da sopra la spalla.
‘Cosa c’è, ora?’
“Signorina Lina?” Chiese Sylphiel, attraverso il legno. “Stai già dormendo?”
Feci scattare il lucchetto per lei. “Non ancora.” Dissi, aprendo la porta.
Si trovava in piedi nel corridoio, con un’espressione estremamente seria sul viso. Non era una sorpresa – la nostra conversazione di prima aveva fatto schifo.
“C’è qualcosa che vorrei discutere con te.” Disse. “Ti dispiace?”
“No. Qual è il problema?”
Entrò nella mia stanza senza rispondere. Chiuse la porta e girò la chiave, si sedette in una delle economiche sedie della mia stanza e incrociò le mani in grembo. Io mi sedetti sul letto di fronte a lei.
“Signorina Lina…” Iniziò. “Arriverò direttamente al punto.” Il suo sguardo penetrò il mio. “Che cosa pensi del Signor Gourry?”
“E’ bravo con le cose appuntite, ma il suo cervello è come zuppa.”
La bocca di Sylphiel rimase aperta. Io aggrottai la fronte.
‘Cosa?’ Mi chiesi, sulla difensiva. ‘E’ la prima cosa che penso quando penso a lui, ok?’
Deglutì. “N- non è quello che intendevo dire.” Balbettò. “Volevo sapere se lui… ti piace o no.”
“Non piacermi? Se non mi piacesse, lo avrei messo al tappeto e avrei rubato le sue cose un sacco di tempo fa.”
Sylphiel sospirò. Non le stavo dando le risposte che si aspettava, apparentemente, ma non aiutava il fatto che non avessi idea di dove stesse andando a parare.
“Lascia che riformuli la domanda.” Mormorò. “Non molto tempo fa, quando abbiamo viaggiato da Sailarg alla città di Sailune insieme, ti ho chiesto perché voi due viaggiavate insieme. Tu hai detto che volevi la Spada di Luce, ricordi?” Unì le mani l’una all’altra. “Però ora, da quello che mi hai detto, la Spada di Luce è un demone. Non potrai recuperarla da Fibrizo, giusto? E senza la Spada di Luce, anche se in effetti salverai Gourry, avrai perso il tuo motivo per viaggiare con lui.”
Questo mi colpì per un secondo. “Oh.” Dissi alla fine, elaborando quanto aveva detto. Il Signore degli Inferi probabilmente non ci aveva ancora pensato, ma certamente non avrebbe restituito la spada. Quindi Gourry non avrebbe potuto, per dire… darmi la Spada di Luce come ringraziamento per averlo salvato.
‘Dannazione.’
“Già.” Dissi lentamente, incrociando le braccia. “Immagino che poi non avremo più nessuna ragione per viaggiare insieme.” Mentre la mia mente cominciava a vagliare altre possibilità, Sylphiel mi rivolse all’improvviso un sorriso afflitto.
“Signorina Lina.” Disse, gentilmente. “Stai cercando di pensare a un’altra ragione perché voi due possiate stare insieme?”
Sobbalzai. Io… io stavo facendo questo, non era così? Sylphiel aveva continuato a leggermi nel pensiero per tutto il giorno, il che era un po’ preoccupante.
“Se ho ragione, Signorina Lina, perché pensi di stare facendo questo?”
Aprii la bocca per rispondere, quindi realizzai improvvisamente che non sapevo cosa dire. La fissai, a bocca aperta, sentendomi (e probabilmente apparendo) come una idiota senza parole.
Sylphiel rivolse lo sguardo al suolo, quel debole sorriso ancora sul suo volto. “Capisco.” Mormorò, alzandosi. “Lascerò la locanda presto domani mattina. Salverò il Signor Gourry da sola, in qualche modo.”
‘Capisci?’ Pensai, confusa. ‘Capisci cosa?’
“Buonanotte, Signorina Lina.” Con questo, Sylphiel lasciò la stanza e chiuse la porta dietro di sé. Per un lungo minuto, rimasi semplicemente ferma a guardare il punto in cui era sparita. Inghiottii l’amaro che avevo in bocca. Per una ragione che io stessa non capivo, rimasi seduta lì, da sola, il mio petto stretto in modo insostenibile.



Syphiel davvero “legge nel pensiero” di Lina, Lina che ancora una volta pare ingenuamente ignara delle stesse motivazioni delle sue azioni. La maga sa che vuole rimanere con Gourry, anche se ormai non esistono più motivi contingenti per farlo, ma non sa quale nome attribuire a questa sensazione. Sylphiel, invece, ha capito benissimo di che cosa si tratta. Il sorriso triste con cui la sacerdotessa lo dichiara, sembra suggerire che abbia realizzato che non ci sarà facile via d’uscita, dalla situazione in cui lei, Gourry e Lina si trovano, e che una di loro due necessariamente sarà infelice. Il dialogo con la sacerdotessa, d’altra parte, sembra incrementare – se possibile – ulteriormente l’ansia di Lina. L’immagine della maga sola nella sua stanza a fissare il vuoto, il petto stretto per la paura, trasmette in modo estremamente potente le sue sensazioni… Nel quarto romanzo, una scena simile, con Lina seduta sul letto e preoccupata per Kanzeil, era stata seguita dall’arrivo di Gourry, pronto a tirare su il morale alla maga. Ma ora, Lina non ha più nessuno che possa giungere a consolarla.

Avanzando nel romanzo, si trova un altro dialogo “illuminante” con Sylphiel.


Citazione:
“Signorina Lina?” Domandò, a bassa voce. “Se il Signore degli Inferi utilizzasse Gourry per spingerti a utilizzare l’incantesimo proibito, credi onestamente che lo lanceresti?”
“Non lo so.” Mormorai. “Se me lo avessi chiesto prima che conoscessi la vera natura di Lord of Nightmares, probabilmente avrei semplicemente giurato di lanciarlo e non lasciarlo andare fuori controllo. Ma ora, per essere onesta… non sono certa di riuscire a controllare la versione completa.
“Allora…” Sylphiel mi rivolse un’occhiata supplichevole. Io scossi lentamente la testa.
“Te l’ho già detto, Sylphiel. Non abbandonerò Gourry.”
Sylphiel guardò il suolo. “Suppongo di no.” Emise un sospiro.


Lina ormai sa di non poter più controllare il Giga Slave, avendone imparato la versione completa grazie alla Claire Bible. Venuta a conoscenza di questo, Sylphiel cerca di convincerla a desistere dal lanciarlo, ma Lina tronca la discussione sul nascere, dicendo che in ogni caso non ha intenzione di abbandonare Gourry. Lina non si trova ancora nel pieno del combattimento, sotto la diretta pressione della minaccia di Fibrizo, ma l’idea di lanciare comunque il Giga Slave, senza curarsi delle conseguenze, già la sfiora. Certo, le rimangono remore ed esitazioni, ma la vita di Gourry è già la sua prima scelta.

Più avanti, nel pieno della lotta, un Dragon Slave combinato di Lina e Sylphiel sembra aver abbattuto il Signore degli Inferi. A conferma di questo, Gourry, prigioniero in un pilastro di cristallo e privo di sensi, viene improvvisamente liberato.


Citazione:
“L’abbiamo… ucciso?” Mormorò finalmente Zel, per spezzare il silenzio.
Sylphiel deglutì. “Chi lo sa?” Replicò, guardandosi attorno. Capii che non aveva ancora abbassato la guardia.
Non avvertivo più nessuna presenza nella zona. Era un passo nella giusta direzione, ma non confermava necessariamente nulla.
Proprio allora, Amelia gridò qualcosa e indicò il cristallo. Mi volsi, per vedere una figura emergere dal pilastro di cristallo.
‘Merda!’ Tutti e quattro assumemmo la posizione di guardia e cominciammo a recitare degli incantesimi. Se quel bastardo stava tornando, saremmo stati pronti per lui!
Ma la figura alla fine divenne più chiara, e riuscimmo a vedere chi era veramente. Non era decisamente il ritorno di Fibrizo.
Era Gourry.
“Signor Gourry!” Rantolò Sylphiel.
Emerse lentamente dal cristallo, come se qualcuno lo stesse spingendo. Scivolò fuori e cadde verso il pavimento.
“Gourry!” Prima che potessi muovermi o dire una parola, Sylphiel si lanciò verso Gourry e lo afferrò mentre cadeva. Supportò gentilmente la sua figura tanto più grande della sua.
“Gourry!”
‘C- cosa?’ Pensai. Qualcosa mi stava soffocando, per qualche ragione. I miei piedi erano incollati al suolo e si rifiutavano completamente di avanzare. Potevo solo fissare Sylphiel, con Gourry fra le braccia.
“Uh.” Riuscii a gracidare alla fine. “Sta, uh… sta bene?”
Senza nemmeno prendersi la briga di volgere il capo, Sylphiel annuì.
‘Sta… sta bene.’
Sospirai, la tensione che abbandonava il mio corpo, tutta in una volta. Stava bene. Gourry era tornato, e sarebbe stato bene.



La reazione fisica di Lina alla vista di Gourry è potentissima, e dice più di mille parole. La maga è come paralizzata, e solo alla certezza che lo spadaccino sta bene l’ansia abbandona, come un’onda, le sue membra.
Fibrizo, tuttavia, non è davvero morto. Il colpo di Sylphiel e Lina ha distrutto solo una minima parte del suo essere, da lui lasciata sul piano terrestre per salvare il resto di sé ritiratosi nel piano astrale, in modo simile a come avrebbe fatto una lucertola con la propria coda. Fibrizo abbatte i compagni di Lina e li imprigiona, insieme a Gourry, in cristalli simili a quelli in cui aveva rinchiuso in precedenza lo spadaccino. A questo punto, per salvarli, Lina tenta il tutto per tutto, e decide di provare a lanciare la versione incompleta del Giga Slave, che con i suoi talismani può ancora riuscire a controllare. Fibrizo viene colpito, ma ancora una volta l’incantesimo non è sufficiente ad abbatterlo. Irritato per il tentativo di Lina di imbrogliarlo, Fibrizo decide di ripagarla rompendo il cristallo di Gourry e uccidendolo. Questo convince definitivamente Lina a usare la versione completa del Giga Slave.


Citazione:
Fibrizo sbuffò. “Allora ti restituirò il favore. Ti sei guadagnata un amico rotto.”
‘No!’
“Ma chi scegliere…” La voce di Fibrizo si affievolì, mentre si strofinava il mento. “Magari potrei attenermi al piano originario e occuparmi di questo grosso uomo?” I suoi occhi si soffermarono sull’immagine di Gourry.
“NON FARLO!” Gridai.
Fibrizo si fermò. In modo lento, esasperante, si volse a guardarmi e mi lanciò un breve sorriso.
‘No, no, no!’ Era tutto ciò a cui potevo pensare. Stava per uccidere Gourry. Stava per uccidere Gourry.
‘Sta per uccidere Gourry!’
C’era un solo modo per fermarlo. Nel momento in cui il mio cervello lo realizzò, ogni mia esitazione scomparve.
Trassi potere dai talismani per l’Incantesimo di Amplificazione, quindi recitai le parole del Caos.
“Tu che sei più oscuro della notte…”
Mentre alzavo la voce, sentii l’ultimo residuo della mia energia fluire attraverso le mie membra. Mi alzai in piedi, traballando.
Fibrizo mi fissò con freddezza. “Non dirmi che stai provando la stessa cosa.” Sibilò. “Non essere idiota – non mi sconfiggerà.”
Lo ignorai e proseguii.
“Tu che sei più profondo della notte…”
Non mi importava più che l’incantesimo andasse fuori controllo, o del piano di Fibrizo. Non mi importava di nulla.
Volevo solo salvare Gourry. Il mio cervello di melma, la mia auto-proclamata guardia del corpo, Gourry.



Credo che questa scena si commenti da sola. Gettata via ogni esitazione, Lina sceglie Gourry, prima di se stessa e prima del mondo intero.

L’epilogo del romanzo suggella definitivamente l’unione fra Lina e Gourry.


Citazione:
Sylphiel abbassò lo sguardo. “Allora…” Chiese, timidamente. “Uhm, Signor Gourry… che cosa progettate di fare ora?”
Gourry parve sorpreso che gli fosse rivolta quella domanda. “Io?” Domandò, chiarificando ulteriormente puntando il dito verso di sé.
Come se ci fossero degli altri Gourry!
Guardò verso di me. “Qual è il piano?” Domandò.
Battei le palpebre. “Pe- perché lo chiedi a me?” Mi lasciai sfuggire.
“Beh, ho solo immaginato che…”
Sylphiel fece un basso sospiro. “Capisco.” Mormorò, ma non sapevo a che diavolo si stesse riferendo. Assunse un’espressione abbattuta, che mi disturbò.
“Io tornerò a Sailune.” Disse, miseramente. “Continuerò a lavorare come assistente di mio zio, ma un po’ alla volta diverrò qualificata come una alta sacerdotessa. E allora, un giorno, tornerò a Sailarg, e ricostruirò la città.”
Era un obiettivo piuttosto elevato. Buono, ma elevato. “Wow.” Dissi. “Buona fortuna, Sylphiel.”
Sorrise in risposta.
Dunque… che avrebbe fatto Lina Inverse? Pensai al mio destino per un secondo. Avrei potuto tornare a Zephilia per un po’ e salutare tutti a casa. O avrei potuto continuare a viaggiare senza scopo un altro po’ – in effetti mi piace molto viaggiare senza scopo.
“Lina?” Chiese Gourry all’improvviso, spezzando la mia concentrazione. “Cos’è successo alla mia Spada di Luce?”
‘Oh.’
“Giusto.” Dissi. “Fibrizo la ha inviata in un altro mondo, credo. Ha detto che la ha restituita al suo proprietario originario.”
Gourry mi osservò per un secondo, quindi fissò lo sguardo in lontananza. “Capisco.” Disse, insolitamente.
Non avere la Spada di Luce era una grossa perdita per lui. Era decisamente uno spadaccino di prima categoria, e questo nulla avrebbe potuto toglierglielo, ma ora non poteva più tagliare in due i Mazoku.
Questo mi diede un’idea. “Ho trovato!” Dissi, battendo un pugno sul palmo della mano. “Ecco la nostra prossima ricerca, Gourry! Troverò e ti regalerò una spada che sostituisca la Spada di Luce!”
La bocca di Gourry si spalancò. “N- non è possibile!” Farfugliò. “Lina, hai appena detto qualcosa di carino?!”
Gli lanciai un’occhiataccia. “Questo cosa vorrebbe dire?” Sibilai. “E inoltre, non saresti stato preso prigioniero insieme alla Spada di Luce se io non avessi catturato l’attenzione di Fibrizo. Devo sostituirla, ma farlo con una spada normale non sarebbe molto giusto.”
Gourry si accigliò. “Una spada per sostituirla non sarà semplice da trovare però, giusto?”
Agitai la mano, con fare sprezzante. “Non ti preoccupare.” Lo rassicurai. “Sono certa che possiamo trovare una spada fantastica, se cerchiamo.”
La Spada Sacra probabilmente si era rotta insieme a Flagohn, ma non era decisamente l’unica spada leggendaria in circolazione. La Blast Sword, la Red Dragon Blade, la Elmekia Blade… dovevano essere da qualche parte. A meno che non fossero solo favole.
In ogni caso.
“Io in effetti sono entrata in possesso di una spada magica senza nome in un mio precedente viaggio.” Spiegai. “La ho data a una ragazza del mio paese natale come regalo, però. E, ehi – se ci impossessiamo di una nuova, bella spada leggendaria, potrò usarla per la ricerca magica! Quindi sono decisamente felice di andare a cercarla.”
Gourry emise un sospiro. “D’accordo.” Disse alla fine. “Quindi rimarremo insieme finché non troveremo una spada, giusto? Non scapperai con i miei soldi a metà del viaggio?”
“Come se potessi fare una cosa del genere. Per favore.”
‘Ah, dannazione, nessuno si azzardi a dire nulla.’
“D’accordo.” Sorrise Gourry. “Allora andiamo.”
Mi tamburellai il mento. “Dove pensi che dovremmo dirigerci, prima?”
“Io non penso. Sei tu quella che pensa.”
Levai gli occhi al cielo. “Perché non ci sorprendi tutti e fai un tentativo?” Scattai, afferrandolo per la testa e spingendo.
Ci dividemmo tutti dopo questo, ognuno sulla propria personale strada e verso il proprio personale obiettivo. C’erano cose da fare, sapete? Non potevamo starcene seduti tutto il giorno.
Lasciammo tutti la Città dei Fantasmi ben lontana alle nostre spalle.



Sylphiel, osservando il comportamento di Gourry, come sempre proiettato verso Lina, comprende di avere ormai perso la “battaglia”, e nobilmente di tira indietro. In quanto a Lina e Gourry, la scusa dello stare insieme per la Spada di Luce è ormai venuta a cadere. Lina sceglie di rimanere a fianco dello spadaccino senza più alcun motivo materiale per farlo. Anzi, si impegna a impiegare tempo, energie e denaro (cosa non da poco, vista la sua educazione alla responsabilità nel gestire i soldi) per trovargli una nuova spada (che poi potrà diventare oggetto di ricerca anche per lei: segno che, anche una volta trovata, la maga non a intenzione di allontanarsi da Gourry).
Kanzaka, in un’intervista, ha dichiarato che alla fine dell’ottavo romanzo Lina è ormai ben consapevole di ciò che lo spadaccino prova per lei, e dal romanzo sembra emergere che ormai anche la maga è giunta a fare chiarezza su ciò che desidera. Su queste basi, nell’epilogo, il “patto” è riformulato, e ormai a legare Lina e Gourry non c’è altro che la reciproca volontà di stare insieme. ^^