Ok,
forse avevo rubato qualcosa ai banditi. Ecco. Sei contento ora? Può darsi
che io mi fossi intrufolata nel loro piccolo accampamento e mi fossi
concessa una particina minuscola, infima di tesoro, e si può supporre che
fossero un tantino irritati da questo. E immagino che ciò potesse aver
avuto a che fare col perché mi stessero inseguendo. Forse.
Avevo preso meno di una briciola di polvere di fata, lo giuro. E per quello
mi volevano tirare il collo! Sheesh. Quanto si può essere puntigliosi? Non
che abbia mai sentito parlare di banditi generosi, certo. Però…
Possiamo andare avanti?
Ero lì, a sfrecciare attraverso i boschi a tutta velocità, con un branco
di banditi assassini alle calcagna. Avevo su di loro un buon vantaggio, ma
loro procedevano spediti sui loro piedi assassini e maschi, mentre io stavo,
uhm, andando a spasso con i miei mai-così-graziosi boccioli di loto – Che
vuoi? I miei piedi sono graziosi! – quindi sapevo che il vantaggio
non sarebbe durato a lungo.
Non dando molta importanza alle misure cautelari, frenai e sbirciai da sotto
il cappuccio per valutare le mie possibilità. Gli alberi ad ambo i lati
della strada erano troppo fitti per essere attraversati. Anche a
mezzogiorno, non sarei riuscita a vedere a due piedi di distanza.
I banditi si stavano avvicinando , la loro sete di sangue si sentiva spessa
nell’aria. Anche gli uccelli avevano percepito il pericolo e avevano
smesso di cantare… ero in trappola!
Ora, quando dico strada, tieni presente che la strada che stavamo
percorrendo era più che altro un sentiero. Era come se qualcuno si
fosse aperto la strada attraverso i boschi a colpi di machete pensando che
la fila indiana fosse un buon modo per andare in giro. L’erba cresceva
alta su entrambi i lati, e dar via ad una baruffa là in mezzo non era
esattamente invitante.
Conoscendo il terreno meglio di me, il nemico era stato in grado di
accerchiarmi e circondarmi. Non ero molto sicura della situazione, quindi
decisi che nel frattempo sarebbe stato meglio moderare i termini. Eppure
dovevo escogitare qualcosa per impressionarli.
”So che siete lì” gridai, mordendomi la lingua per reprimere il
sarcasmo.
”Beh, allora ciao, tesoruccio.”
Chi sarebbe stato stavolta? Mi chiesi. Uno scheletro parlante, forse? Uno
zombie? No. Chi avrebbe mai detto che il tipico bruto pelato con benda
oculare avrebbe avuto il fegato di chiamarmi “tesoruccio”? Vai a capire.
Forse contava di puntellare la propria spavalderia con la sua oh-così-spaventosa
tenuta da fuorilegge? Conscio del fatto che ogni bellezza comincia dalla
cura della pelle, pelatone aveva optato per un bagliore bronzeo, ottenuto
massaggiando la pelle con ciò che a giudicare dall’odore poteva essere
solo sugna rancida. Faceva sfoggio di un completo a torso nudo con
scimitarra, ottenendo uno stile che urlava “SONO LURIDA, RIVOLTANTE
TEPPA!” Eppure, nonostante lo stile da bruto, sembrava intenzionato ad
uccidermi a parole.
“Quello che c’hai fatto non è stato carino”, grugnì.
Certo che no, genio.
“Ed ora eccoti qua, tutta sola soletta e alla nostra mercè.” si
leccò le labbra.
Uhm…bleah
“Puoi rilassarti adesso” disse, e scivolò in un sorriso così unto che
le sue guance fecero suoni sciaquettosi
“Non voglio combattere con te, tesoruccio. Sembri una di quelle che
mordono, e non ho intenzione di attaccar briga con una che mi lascerebbe il
segno”
“Ti dirò, c’hai proprio un bel set di palle. Proprio ammirevole. E la
tua tecnica è professionale, saltare fuori e sparare magia qua e là, dare
fuoco a tutto, abbrustolire il boss e approfittare della caciara per
penetrare nel deposito e sgattaiolare via con il bottino. Professionalmente
parlando, devo ammettere che sono rimasto impressionato.”
Ahem, prima mi ero dimenticata di menzionare le parti a proposito del fuoco
e del capicidio, vero? Scusami. Immagino che anche quello avesse a che fare
col perché mi stessero inseguendo.
Oh beh. Come dico sempre io, nessun riposo per i malvagi.
“C’hai proprio fregato. Prima pensavamo che ti avremmo inseguito e
avremmo preteso la nostra vendetta, in una maniera che si addice alla nostra
pessima reputazione , ma ad un certo punto della strada mi sono messo a
pensare che forse c’è un modo migliore, mmmh...? Forse dovresti unirti a
noi, eh? Che ne pensi, tesoruccio?”
Unirmi a voi? Sento il bisogno di dovermi fare una doccia solo perché ho
parlato con te, cretino.
“Dovrai restituire il maltolto, ovviamente, ma se ti unisci a noi
considereremo il tuo aver ucciso il boss acqua passata.”
Finsi di pensarci su.
“Quello che ti sto offrendo non è male come affare,” proseguì “È
quello che si chiama risoluzione nonviolenta di un conflitto, rendere il
meglio da una brutta situazione. Dare e avere: noi facciamo uso delle tue
capacità e tu acquisti una banda. Tu ci ridai il tesoro e noi ti lasciamo
continuare a respirare. Non è un brutto affare, vedi? Che te ne pare?”
chiese, e il sorriso gli si aprì come una ferita.
Ho capito come stanno le cose, pensai. Prima che stendessi il loro
capo, il qui presente pelatone era il numero due. Quindi in realtà gli
avevo fatto un favore. Non voleva vendetta; rivoleva solo il suo tesoro e in
più le mie capacità speciali per il suo arsenale. Era anche carino con me.
Chi potrebbe biasimarlo?
Purtroppo per lui, ho una politica rigidamente niente-rimborsi riguardo i
tesori, e non sono abbastanza depravata da unirmi a una banda di ladri.
Riesci a immaginare di svegliarti ogni giorno al fianco di un tipo come
quello che ti chiede “Come va, tesoruccio?” No grazie.
Ragazze, dove sono finiti i principi su cavallo bianco promessici dalle
fiabe, eh? Non potrebbe essercene anche solo uno in mezzo a questa marmaglia
di buzzurri?
No, non credo. Oh be’. Una ragazza ha il diritto di sognare.
“Rispondi in fretta, tesoruccio. Non si sa mai che genere di feccia può
vagare per quest’angolo di bosco. Non è un posto dove poter schiacciare
un sonnellino.”
Quel tipo era sicuramente un parlatore. Tieni presente che non avevo detto
nulla da quando aveva cominciato a blaterare. Me ne stavo lì in silenzio
mentre lui continuava, e continuava e continuava. E continuava. E ancora, un
altro po’. Ma che hanno gli uomini che amano tanto sentire il suono della
loro stessa voce?
Proprio quando cominciò a rallentare con un “Allora tesoruccio, che ne
pensi?” percepii un’altra presenza entrare a far parte della nostra
sfera. Mmmh…
“Manco per sogno,” ringhiai nella voce più bassa che potessi fare senza
sforzarmi, e puntai i piedi a terra per sottolineare la mia posizione.
“Perchè, tu piccola…” mugghiò, a bocca spalancata mentre il suo
cervellino da bandito cercava di processare contemporaneamente ira e
disappunto.
Fare più cose nello stesso momento evidentemente non era uno dei suoi punti
forti, e la pressione lo rese rosso acceso. Gli uscì addirittura del vapore
dalle orecchie, credo.
“Tu piccola…” ritentò.
Alla fine, trovò le parole che stava cercando: “Tu piccola puttanella
arrogante.”
Oh, bravo. Capisco perché ti ci è voluto tanto per uscirtene con 'sta
frase.
“Ti ho fatto un’offerta generosa e tu me la sbatti in faccia! Per questo
ti faremo mangiare il tuo fegato! Prendetela, ragazzi!”
E con ciò, dieci uomini uscirono dalla foresta e mi circondarono. Dieci.
“Dieci persone? Tutto qua?” Mi sfuggì. Non volevo essere scortese, ma
dieci? Andiamo. Era un insulto. Oh certo, quei dieci gonfiarono il petto e
fecero sfoggio di come erano forti, cosa checredo apprezzai, ma seriamente.
Dieci? Era come se non avessero fiducia in me. Che tristezza.
“Oh, ma non siamo ancora tutti, tesoruccio. I nostri compari nei boschi
stanno puntando le loro frecce affilate su di te. Quando gli do
l’ordine…THWAANNG! Sei un puntaspilli. Ora ti offro un’altra
possibilità di salvarti.”
Principianti! Erano palesi menzogne. Come spadaccina e maga, ho un’istinto
impeccabile per quando sono presa di mira. Se fossi nel mirino di qualcuno,
me ne sarei accorta.
Quei decerebrati erano molto al di sotto delle mie capacità e stavo
cominciando ad annoiarmi, quando…
“Devo aspettare che chiamate altri amici, così possiamo avere uno scontro
alla pari?”
La presenza che avevo percepito prima! Ci girammo tutti per vedere da dove
fosse venuta quella frecciatina. Un solo mercenario errante si materializzò
in mezzo agli alberi, i raggi del sole riflessi dalla sua spada sguainata.
Qualcuno può far partire il coro angelico?

“Ma chi diavolo sei tu che salti
fuori dalla boscaglia e interrompi i nostri delicati negoziati con i tuoi
orridi insulti e minacce, eh?”
“Non mi prendo la briga di sciuparmi il nome dandolo a voi” rispose il
biondino.
Ahia. Ok, questa era un po’ imbarazzante. Francamente l’intera faccenda
prese a farsi più clichè e difficile da sopportare da lì in poi. Non che
avessi scelta, voglio dire, dove sarei potuta andare? Me ne stetti là,
probabilmente dando l’impressione di aver appena ingoiato un insetto, il
che era più o meno come mi sentivo.
Non avrei dovuto lagnarmi, vero? Voglio dire, non è desiderio di ogni
ragazza che arrivi un aitante salvatore quando si trova spalle al muro? E
allora che importa che avrebbe potuto benissimo gestire la situazione da
sola e che il salvatore in questione non avesse l’acume verbale che
sperava? Una fanciulla non può essere troppo schizzinosa questi giorni,
nevvero? Lo so, lo so, ma stiamo al gioco, ok?
“Brutto piccolo…!”
Oh no. Credi che farà di meglio stavolta?
“Discolaccio impertinente!”
Direi di no.
“Ora vi faremo mangiare il fegato a tutti e due! All’attacco ragazzi!”
Finalmente cominciò il duello.
Presi in considerazione l’idea di aiutare il ragazzo, ma non volevo
metterlo in imbarazzo.
Fra l’altro il ruolo di un’eroina
è di correre qua e là starnazzando con una voce dolorosamente acuta, vero?
Voglio dire, altrimenti qual è il punto?
Non avevo mai fatto prima di allora quella cosa del correre-e-strillare, e
devo dire, se ti capita la possibilità, te lo raccomando. È molto più
divertente di quello che sembra.
Comunque, eccomi, a strillare come se la mia vita dipendesse da ciò e
fingendo di non avere idea di cosa mi stesse accadendo intorno. Purtroppo
l’intera faccenda si risolse in fretta. Il biondino prevalse, ovviamente.
Col fiatone e splendente di vittoria, si fece largo in un campo minato di
corpi banditeschi e avanzò verso di me. “Sta bene, milady?” chiese,
mentre i suoi occhi cercavano i miei. Mi diede un primo, lungo sguardo,
sorseggiando la mia avvenenza, e… rimase senza parole.
Ora, non per vantarmi, ma nel reparto estetico non si può dire che sia
difettata. Occhi grandi e tondi, pelle color crema e pesca; il tutto su un
corpo piccolo e sodo dalle minute proporzioni. Povera stella, non aveva
possibilità.
Sospirò (di ammirazione e brama, ne ero sicura). Quando alfine riuscì a
parlare, lo fece a voce bassa, come se stesse mormorando una preghiera. Era
appena udibile come sussurro, e se non fossi stata una maga dotata con
l’udito potenziato che accompagna quel ruolo, probabilmente non l’avrei
sentito per niente. Oh, come sarei stata fortunata.
“Grandioso, è solo una bambina.”
Solo una bambina? Ok. Quello faceva male
Oh, ma aspetta, c’è di più!
“Ecco cosa ottengo per non guardare più con attenzione prima di gettarmi
in queste cose. Cioè, io amo i bambini. Voglio essere un bravo ragazzo, ma
andiamo! Dieci uomini, ho combattuto! Dieci uomini! E’ troppo chiedere che
uno di questi giorni ci sia una sventola che mi aspetta dall’altro lato?
Qualcuna sexy, ci siamo capiti? Tutta senza fiato e riconoscente... è
troppo per sperarlo? E’ così apparentemente. E ora sono bloccato a dover
badare alla Signorinella Senza Tette.”
Gah!
Ok, suppongo di essere un po’ poco sviluppata per una ragazza della mia età.
E sono... non sono molto alta. Va bene, sono bassa. E’ questo che vuoi
sentirmi dire? Sono bassa e ho il seno piatto. Qual è il problema, huh?
Almeno posso correre veloce e i miei vestiti calzano bene. Le tette sono
sopravvalutate, secondo me.
Merda! Perchè ti colpiscono sempre dove sei sensibile?
Sono sicura non pensasse che potevo udire i suoi mugugni. Una persona
normale non avrebbe potuto, ma per fortuna o per sfortuna, le mie orecchie
sono sensibili come quelle degli elfi. Per sfortuna questa volta, devo dire.
Ouch.
Tuttavia, mi aveva aiutato a tirarmi fuori da un’emergenza, quindi ero
obbligata a ringraziarlo.
“Gr-grazie mille “ balbettai, e sorrisi il più largamente possibile.
“Non c’è bisogno di ringraziarmi” Riuscì a fare qualcosa come un
sorriso in risposta “Sei ferita, signorinella?”
Signorinella? Dio, aiutami...
“Lo sai, no, non è sicuro per una ragazzina andare in giro in un area
come questa da sola. Stavi viaggiando con tuo padre o qualcun altro? Ti sei
separata da lui? Persa?
Grr... ”No, no... Sono -- uh -- da sola...”
Scommisi che forse tutti quei capelli biondi gli rendevano difficile vedere.
Cioè, se fossi stata io, mi piace pensare che avrei capito molto in fretta
che quell’adorabile creatura di fronte a me non era una ragazzina
indifesa.
“Beh, non voglio che ti accada niente. Che ne dici se ti scorto fino a
casa, dolcezza?”
Oh, ora... aspetta un maledetto minuto --!
“Dove vivono il tuo papà e la tua mamma?”
Grrr! “Uh, sono da sola. Non vivo da nessuna parte, esattamente...
mi stavo solo recando ad Atlas City--“
“Capisco, beh, non c’è bisogno che spieghi nulla. Capisco
perfettamente. Sei in un momento proprio difficile, non è vero?”
“Huh?”
“Capisco completamente. Tutti abbiamo i nostri problemi,” disse in un
tono accondiscendente in modo esasperante.
“No, uhm, non credo che tu capisca”
“Oh, capisco più di quello che tu pensi che io capisca.”
Cosa? Non penso nemmeno che io capisco cosa tu pensi che io penso che tu
non capisca!
In retrospettiva, credo che pensasse di aver salvato una ragazzina indifesa
che era costretta a vivere da sola come risultato di una qualche specie di
tragedia. Al tempo, sospettavo che avrebbe continuato a vomitare le stesse
rassicurazioni fino a che fosse morto soffocato o io fossi morta
dall’imbarazzo. Uno dei due doveva porre fine a tutto questo.
“No, sul serio. Sto bene. Apprezzo la tua gentilezza, ma non sono
una vittima. Sono un’avventuriera, in giro per vedere il mondo.” Gli
stavo dicendo la verità -- il che, incidentalmente, non era un’impresa
facile per me!
“Veramente, non ho intenzione di impicciarmi, signorina. Non hai bisogno
di inventare scuse a mio beneficio.”
Ok, ora è proprio tutto uno schifo. Per una volta nella mia vita, non mi
sto inventando scuse!
Non sapevo cosa altro dire.
“Va bene allora, signorina. Che ne pensi se sto incollato a te e mi
assicuro che tu raggiunga Atlas City sana e salva?”
Pessima idea! Pessima idea! Pessima -- idea!
“Oh signore, n-no...non c’è bisogno che tu vada così lontano dalla tua
strada! N-non potrei.”
Non stavo scherzando. Atlas City era A DIECI GIORNI DA LI’. Non potevo
immaginare di passare ventiquattr’ore al giorno gomito a gomito col Signor
Ricettività per DIECI GIORNI senza soccombere alla tentazione di
commettere l’omicidio premeditato di un biondo.
“Va tutto bene,” disse “Penso tu abbia bisogno di un amico.”
Era ovviamente convinto della sua idea.
“Ma... io... “
La conversazione andò avanti in quel modo per parecchio tempo. Io
obiettavo. Lui obiettava alle mie obiezioni. Io capivo da dove venivano le
sue parole, ma pensavo avesse frainteso. Lui apprezzava la mia comprensione,
ma pensava avessi frainteso la sua comprensione. E così via finchè, tra comprendere,
non comprendere, pensare e obiettare , la mia testa
stava per scoppiare e non mi importava più chi venisse con me, purchè
ci fossimo mossi.
Non eravamo in strada neanche da venti minuti prima che gli venisse
l'urgenza di parlare ancora.
"Non credo ci siamo ancora presentati. Sono Gourry. Come sicuramente
hai dedotto, sono uno spadaccino errante. E tu?"
Considerai l'idea di dargli un nome falso, ma onestamente, ero troppo stanca
per vederne la ragione.
"Sono Lina. Sono una... viaggiatrice".
Ecco. Gli avevo dato il mio vero nome. E sono una viaggiatrice. Beh
forse lasciai fuori qualche dettaglio importante. E allora? Gourry aveva già
provato che non era il tipo da fare domande intrusive.
Immaginai che si sarebbe bevuto praticamente qualunque cosa avrei voluto
raccontargli delle mie circostanze, il che, per quanto mi riguarda, era un
punto a suo favore.
E lui probabilmente non era un tipo neanche introspettivo, ma sembrava una
brava persona. Aveva il cuore al posto giusto, dopotutto.
Non si era comportato da “Ehi, signorina, facciamo questo viaggetto
insieme, heh heh heh…” uh, bleah. Se avesse fatto cenno di
qualsiasi sordido secondo fine, lo avrei trasformato in cibo per troll. Ma
sembrava realmente preoccupato per me, quindi non potevo essere cattiva con
lui. E non mi stava dando sui nervi come pensavo avrebbe fatto. Eppure,
l’idea di essere trattata come una bambina fino ad Atlas City non diceva
bene a nessuno dei due. Non che volessi flirtare con lui, non dico questo.
Solo che… mi sto scavando la fossa, vero? Ok, al diavolo. Limitiamoci al
“sembrava una brava persona”.
Con Gourry che mi “scortava”, non riuscii a starmene per conto mio fino
a quando non trovammo una città per la notte, ottenemmo le indicazioni per
la locanda locale, cenammo, affittammo le stanze, vi entrammo e ci dicemmo bonsoire
per la notte. Era meraviglioso starsene sola. La stanza non era
particolarmente grande, e sapeva di olio per lampade. Il, ehm, décor
lasciava un po’ a desiderare, ma c’era tutto ciò di cui avevo bisogno:
un letto, un tavolo, e una lampada ad olio, e dopo una giornata come quella
sembrava certamente sfarzoso.
Mi slacciai il mantello e lo gettai sul pavimento. Colpì il pavimento con
un tonfo, un ding, e un po’ di cling clang.
Oh, come se tu non avessi mai buttato i vestiti per terra. Chi sei, mia
madre? Ero stanca. Lasciami in pace.
Grazie ad un incantesimo che ho fatto per tenermi le mani libere, il mio
mantello, che mi va dal collo alle ginocchia, è sempre piatto, nonstante
sia foderato di tasche per tenere il bottino.
Questo lo rende liscio, ma sfortunatamente non silenzioso, e il ding dang
della refurtiva confiscata ai banditi mi aveva fatto uscire di testa tutto
il giorno. Stavo aspettando l'occasione di svuotarmi le tasche e ammirare il
mio malloppo. Non era un compito da poco, perché… ehm… mi ero data da
fare per un bel po’ senza prendermi un giorno di ferie, e non avevo avuto
occasione per riassettare. E quelle tasche di cuoio si riempiono in fretta a
causa della mia semplice filosofia di saccheggio, ossia agguanta qualunque
cosa sembri di valore e verifica dopo.
La scarsa quantità di luce offerta da una lampada ad olio da quattro soldi
era difficilmente sufficiente per una valutazione precisa del tesoro, quindi
formai una sfera di luce fra i miei palmi aperti e la levai fino al
soffitto. Voilà! Un semplice incantesimo di luce, ma era luminoso
abbastanza per abbronzarsi nella stanza dopo aver finito.

E di cos’altro ha bisogno una
ragazza?
Beh, in realtà, se è una maga, le serve un po’ più di qualche cenetta
per farsi strada nel mondo! Ma non precorriamo i tempi. Torniamo alle gemme.
Le divisi per tipologia, e poi fra difettose e prive di difetti. Le gemme
buone andavano bene così com’erano, ma quelle incrinate non potevano
essere vendute per molto, a meno che…
Pescai una sfera di cristallo grossa come il pugno di un bambino dalla borsa
e la piazziai per terra davanti a me. Girò su sé stessa per un po’, poi
si arrestò puntando il simbolo incisovi sopra alla mia destra.
Estrassi una pergamena dalla borsa. In larghezza e ampiezza misurava una
spanna del mio braccio e splendeva del colore della pelle di una fanciulla
elfica.
Questo probabilmente va da sé, ma in caso: non devi dire niente di ciò che
ti svelo sui miei materiali. I miei incantesimi sono segreti professionali,
e l’ultima cosa di cui ho bisogno è un gruppo di principianti che
stuzzichino poteri che non sono in grado di gestire. Quindi, tutti i
dettagli del lancio degli incantesimi sono fra noi, ok? Bene!
Dalla borsa tirai fuori un’altra pergamena, più piccola, recante un
simbolo stampato sopra. Presi uno dei rubini senza difetti e lo posizionai
sopra il simbolo della pergamena più grande. Piazzai poi la pergamena più
piccola sopra il rubino, come se stessi facendo un panino di pergamena e
rubino. Mentre recitavo un incantesimo di Fuoco, il foglio più piccolo si
accese, incenerendosi istantaneamente.
“Passo uno, fatto!” diedi un’occhiata dall’alto alla gemma. Il
simbolo del foglio più piccolo si era sigillato nella gemma.
Selezionai poi uno dei rubini scadenti e lo tenni nella mano sinistra,
quattro-sei pollici al di sopra della gemma marchiata, mentre recitavo un
incantesimo d’Aria. La pietra nella mia mano si sbriciolò in una pioggia
di polvere color sangue, che si posò sulla pietra incantata sotto.
Ripetei la tecnica finché non mi sbarazzai dell’ultimo dei rubini
imperfetti e la pergamena grande, sulla quale giaceva la pietra, era coperta
da un montarozzo di polvere di rubini.
“Passo due…”
Sul mucchietto spruzzai un po’ di liquido trasparente da una bottiglietta,
piazzai il mio palmo sinistro sopra di esso, e recitai una
successione di incantesimi di Terra e Acqua, come avevo fatto prima con gli
incantesimi di Aria e di Fuoco. Il mio palmo si riscaldò mentre la polvere
di rubino si infiammava di luce bianca splendente. Dopo un istante, la luce
si affievolì, e il mucchietto aveva preso la forma di un grosso malloppo
rubinoso. Ta-da! Vittoria totale!
Cosa? Non ti piacciono i grossi malloppi rubinosi? Ok, genio! Non era questo
il mio scopo. Aspetta e vedrai.
Inizialmente, il malloppo sembrava un tentativo malriuscito di fare
ceramica. Ma lentamente la superficie iniziò a smaltarsi, e qualche minuto
dopo, si indurì. Il malloppo si era sistemato in una versione più grande
del rubino incantato, con tanto di simbolo incorporato.
“Fuori uno!”
Utilizzai la stessa tecnica con i restanti smeraldi, zaffiri, e ametiste.
Quando terminai avevo un gruppo di gemme incantate che si potevano
utilizzare come semplici talismani o combinati con altri incanti o armi per
potenziarne i poteri. E quel che è importante, avrei potuto rivenderli a un
prezzo molto migliore.
Tempo scaduto. Vorrei prendere un attimo del tuo tempo per far notare che il
mio stesso medaglione, come la bandana e la spada corta che porto alla
cintola, sono stati incantati in questo stesso modo. Se non hai un amuleto
ingioiellato, ti raccomando di procurartene uno. Sono alla moda, pratici, e
al momento sono l’ultimo grido per le persone benestanti. Se decidi di
procurartene uno, ti consiglierei di non risparmiare e prendere il migliore
che ti puoi permettere. Se ne hai la possibilità, te ne puoi anche far fare
uno da una maga talentuosa ed esperta.
Qualcuno come me, insomma. Ti sistemerei ben bene. Ok, fine spazio
pubblicitario.
Altri nove giorni ad Atlas City. Resisti, Lina!
***

O-k!
Agguantai la mia canna da pesca.
Ricordi quando dissi che non c'era niente tra una città e l'altra, a parte
rocce e erbacce?
Mi correggo: erbacce, rocce e un'intera armata di goblin. Grazie.
Cosa sai sui goblin? Lascia che ti dia le basi: i goblin sono più o meno
umanoidi, ma come altezza arrivano più o meno al petto di un essere umano
adulto. Generalmente - ma non esclusivamente- sono notturni, stupidi e
inclini alla violenza.
Si spaventano facilmente, quindi tendono ad evitare villaggi e città, anche
se ogni tanto si divertono a rubare le mandrie in periferia. Generalmente
non vanno matti per gli esseri umani, e non credo che trovarsi della gente
che gironzola attorno alle loro zone li renda molto felici. Questa è la
cattiva notizia.
Quella buona è che sono facili da prendere in giro.
Presi la canna da pesca con la mano sinistra, mi concentrai e iniziai a
formulare un incantesimo di mia creazione.
Non intendo insegnarti l'incantesimo, quandi non me lo chiedere neanche.
Io cerco di usarlo il meno possibile, e se te lo insegnassi, tu lo
insegneresti a qualcun altro e ben presto non ci sarebbero più pesci nel
mare! Quindi, seriamente, non chiedere.
Avevo appena finito quando uno di quei goblin lanciò un orribile grido che
doveva essere un grido di guerra.
Da sottoterra una moltitudine salì urlando, con mazze chiodate arruginite e spade pronte. Si aspettavano che corressimo via, ovviamente.
"Shhh! Calmi!" Urlai in una passabile lingua Goblin, e Gourry e io mantenemmo le nostre posizioni."Conosci dei trucchetti
veramente bizzarri," disse Gourry, e dovetti sorridere a quella uscita.
Nella notte, entrammo nella sala da pranzo della locanda a un piano solo del
paese. L'aria era profumata di odore di birra e tabacco; ma avevo un'altra
volta fame, e quando ci portarono i nostri spiedini di carne, subito mi
dimenticai di ciò che mi circondava. Gli spiedini erano veramente buoni. Mmmm....
Sbattei gli occhi quando Gourry parlò, e la stanza ritornò a fuoco. Gourry
mi stava fissando inespressivo dall'altra parte del tavolo.
Cosa? Sbattei gli occhi di nuovo. La fiamma della candela sul
tavolo traballava. Mi portai una tazza alle labbra e bevvi un sorso di
succo. Dei trucchi veramente bizzarri? Diedi un altro morso allo
spiedino nella mia mano sinistra...
La bocca di Gourry era aperta , incredula.
Ah, ora ricordo. "A proposito di prima..."
L'espressione incredula di Gourry aumentò in una che diceva allora-chi-è-sta-ragazzina.
Cosa? Che c'è di grandioso in un piccolo incantesimo per pescare?
Sheesh. Pensava che fossi totalmente indifesa?
"Era una magia abbastanza di base" spiegai. "Non vale la pena
interessarsene, ti assicuro"
Grugnì in ammirazione "Quindi... sei una specie di maga allora?"
Gah!
Ora era il turno della mia mascella di cascare a terra "Una specie di
maga? Si, sono una specie di maga! Che pensavi?"
Ora voglio precisare che dal momento
che Gourry mi posò gli occhi addosso per la prima volta, sono stata sempre
vestita da UNA SPECIE DI MAGA. Indosso pantaloni e stivali lunghi, che in
verità non indicano niente sulla mia professione eccetto, forse, che non
sono una principessa. Tuttavia, indosso anche un abito ampio, cinto in vita
da una spessa cintura di pelle, un paio di guanti di pelle e una bandana
sulla mia fronte. Degli spallacci leggermente corazzati proteggono le mie
spalle e il mio mantello mi arriva alle ginocchia. E senti questa: ogni
oggetto che ti ho descritto fin ora è ornato da simboli magici ricamati con
filamenti d'argento . E la spada corta che porto sul fianco sinistro ha
incassata una gemma incantata che ho fatto io stessa. Non potrei sembrare di
più una maga neanche se avessi un adesivo sul petto con su scritto "
Ciao, mi chiamo LINA e sono UNA MAGA!"
Pensava seriamente che fossi una specie di pescivendola o una cameriera a Le
Cafè Sorcerie?
"Mmmmh... Non sono molto sicuro
ora che me lo chiedi. Dopo tutto quell'affare lì sul fiume, pensavo potessi
essere una specie di pescivendola o forse una cameriera?"
Muori, Gourry! MUORI!
Seppellii la mia faccia nel piatto della zuppa.
Oh, hey...è rimasto ancora qualcosa qui...
"Rilassati" disse Gourry "Stavo scherzando. Non pensavo fossi
una pescivendola. Ti ho capito proprio bene, invece..."
"Si, sicuramente. Stavo per ucciderti, ma sono stata distratta dalla
mia zuppa" usai un fazzoletto per pulirmi la faccia dallo stufato
mentre parlavo. Non rise. Probabilmente avrei dovuto spiegare che anch'io
stavo scherzando, ma non sono molto sportiva. Meglio lasciarlo dubitare.
"Allora, quanto sei brava? Puoi usare una fireball? Hai l'aria di una
che potrebbe usare la Magia Nera."
Ti spiego, la magia è divisa in tre classi: Magia Bianca, Magia Nera e Magia Shamanica. L'ultima fa uso dei quattro elementi (terra, acqua, fuoco, aria) e del mondo spirituale, è il perno di ogni mago. La mia vera specialità, tuttavia, è la Magia Nera, che non è cattiva come suona -- uso solo gli incantesimi d'attacco, non le maledizioni. E' un malinteso comune pensare che tutti gli incantesimi d'attacco siano Magia Nera, ma molti di questi sono di Magia shamainca. La Fireball che Gourry aveva menzionato è classificata come Magia Shamanica -- ed è potentissima!
"Ho l'aria di una che potrebbe
usare la Magia Nera? Pensi così poco di me?"
"No! E' solo che, sembri un tipo molto tranquillo."
Ceeeerto.
"Beh, fa niente" sospirò " Sembra che vedrò che sai fare
tra un secondo, in ogni caso."
Che vuol dire? Mi chiesi. Nel tempo che ci misi a formare quel
pensiero, la porta della locanda si aprì con un calcio.
"E' lei." Ruggì qualcuno.
Girai la testa nella direzione del putiferio e incontrai gli occhi di chi
aveva ruggito.
Oh, merda. Stava puntando verso di me. Speravo che mi sarei girata
per scoprire che il rozzo che aveva ruggito fosse in cerca di qualche altra
sfortunata "lei", ma il dito indice sulla mia faccia squarciò le
mie speranze.
Non supponi che abbia visto i capelli di Gourry e l'abbia scambiato per
una donna vero? Niente fortuna.
Una parata di troll entrò subito dopo; e dietro di loro, una mummia che
sembrava controllarli tutti. Guardando più da vicino, vidi che non era
veramente una mummia, ma una persona viva avvolta in bende. Chiunque era,
era chiaramente un mago.
"Accidenti! Sono sicura che
stiate puntando alla ragazza sbagliata!" Gli diedi un sorriso largo due
pugni e cercai di trattenere i miei occhi dal fissarlo così non sarei
sembrata troppo intelligente.
"Il mio nome è Sophia. Penso che stiate cercando--"
"Zitta! Non mi importa niente del tuo nome, conosco la tua faccia! Sei
quella che ci ha derubato!
Ops. Ok, mi hai trovato.
"Oh, è stato così terribile? Sono spiacente, ragazzi. Forse possiamo
metterci d'accordo..."
Gourry mi fissò sospettoso.
"Ti spiegherò dopo" gli sussurrai "Prima, meglio se --"
Subito dopo, sentì fiato di troll sulla mia guancia.
Sei ferrato in troll? Un piccolo ripasso in ogni caso: i troll sono più o meno il doppio degli umani e sono parecchio forti. Sono anche sorprendentemente agili, considerando la loro enormità. La cosa più importante da ricordare su i troll, però, è che sono dotati di rapida rigenerazione, il che vuol dire che ogni danno inferiore a un colpo mortale si cura nel giro di secondi.E ciò vuol dire, ovviamente, è che l'unico modo per ucciderli è con un colpo solo. Inoltre è bene menzionare: combattere un troll con incantesimi d'attacco spettacolari in un luogo chiuso è un buon modo di distruggere la locanda e far evaporare i tuoi risparmi. Non che sto parlando per esperienza-- solo credimi su questo. Tende anche ad essere pericoloso per gli spettatori.
"Come vuoi, " dissi mentre
mi sollevavo dalla sedia "Sistemiamo le cose fuori."
"Neanche per idea."
"Ok"
Grande. Il padrone della locanda mi odierà.
"Ridacci indietro quello che hai rubato e ce ne andremo."
Oh, molto improbabile
"Non ci contare. Non rispondo bene alle minacce. Specialmente alle
minacce che provengono da maghi ladri.
"Scusami, ma non sei anche tu una maga ladra?" Gourry mi
interruppe dalle retrovie.
"Oh, piantala. Rubare ai ladri è un gioco leale" Sfortunatamente,
la mia linea di ragionamento stava fallendo nell'impressionare i cattivi che
ci superavano in numero.
"Prendeteli!" Comandò l'uomo mummia, e i troll passarono
all'azione. Passai anch'io all'azione.
I miei nemici erano armati solo di
clave appuntite e forza bruta, ma credimi, era abbastanza. Anche se i miei
vestiti, da talismani, erano incantati, quegli artigli non avrebbero avuto
nessun problema a tranciare le mie viscere. Un colpo ed ero cibo per troll.
Il primo e più grosso lanciò l'attacco iniziale, che evitai. Usando la sua
mano destra come leva, mi buttai all'indietro in una mezza capriola mentre
il prossimo troll si avvicinava. sfruttando il momento di quella mossa,
scivolai tra le gambe del troll che veniva verso di me, colpendolo sui
genitali e afferrando uno dei suoi piedi. Potrei non essere in grado di
battere un troll con le acrobazie, ma riuscì a farlo sbilanciare per un
momento, consentendomi di usarlo come scudo, minimizzando così il vantaggio
numerico dei miei nemici. Suona come l'avessi pianificato così, vero?
Percepì sete di sangue dietro di me, e nel momento successivo un altro
troll affondò i suoi artigli nel mio mantello.
Scusa, bruttone, ma il mantello è tutto ciò che otterrai.
L' avevo sganciato dalle mie spalle una frazione di secondo prima. Sono
così brava!
Il troll aveva messo così tanta forza nel suo colpo che ciò lo portò a
precipitare per terra. Calpestai prooprio leggermente la sua testa mentre mi
facevo largo verso il prossimo avversario.
Le cose andarono avanti così per un
po', e mi trovai presto di fianco a Gourry. Solo questa volta, io stavo
combattendo e lui guardava, come se fosse una specie di spettacolo di lotta
libera!
"Bentornata!"
"Grazie. Ti sono mancata?" sussurrai.
Che cosa pensava di fare, stare seduto e guardare una povera ragazza
innocente affrontare da sola una massa di troll?
Non discutere. Posso giocare la carta della "povera ragazza
innocente" quando voglio, grazie mille. E, in ogni caso, il suo
comportamento era completamente imperdonabile!
I troll non erano per niente scoraggiati. Probabilmente perchè non ero
riuscita a fare di più di buttarne a terra uno solo.
"Tu maleducata,piccola --"
Beh almeno avevo ottenuto qualcosa. Stavo dando sui nervi all'uomo mummia.
Forza.
"Gourry! Potresti sforzarti a colpire quei troll?" Chiesi
pungente.
"Sicuro ma... lo sai che i troll si rigenerano, vero?"
"Certo che lo so! Non farmi una lezione. Fallo e basta -- presto!"
"Beh, se va bene qualsiasi ferita anche se piccola--"
"Va bene, fallo!"
Mentre io e Gourry stavamo mettendo a punto la strategia, i troll avevano
ridotto la distanza tra noi e loro.
E' il momento di fare sul serio, Gourry.
"Ok! lo faccio! "disse, affondando la sua mano destra nella sua
tasca e tirando fuori un pugnetto di noci. Si, noci. Quelle cose che
piacciono tanto agli scoiattoli. Mi stavo chiedendo se anche nel suo
cervello ci fossero le noci quando...
"Argh!"
"Ack!"
Facendo scattare le punte delle dita, Gourry era riuscito non solo a
prenetrare la pelle dei troll con quelle piccole noci, ma anche ad affondare
quel cibo per scoiattoli dentro la loro carne. Aveva sparato quelle noci con
un livello di forza che sarebbe stato sufficiente a stendere un uomo
normale.
"Tecnica interessante,
ragazzino" sogghignò l'uomo mummia.
"Peccato per la rigenerazione rapida..." ma prima che il signor
mummia ebbe finito di compiacersi, i troll gridarono all'unisono. Le piccole
ferite che Gourry aveva inflitto si stavano espandendo velocemente.
"C-che succede? Che hai fatto?" disse in un urlo acuto l'uomo
mummia, visibilmente agitato.
Le ferite si espansero in tutte le direzioni, squarciando in pezzi le pancie
tozze dei troll. Quando tutto fu finito, più della metà dei loro corpi
erano spariti.
Il tutto faceva un po' schifo. Sono contenta non fosse avvenuto prima di
cena.
L'uomo mummia e i troll rimanenti erano veramente spaventati e parevano aver
perso la voglia di combattere. Bisbigliavano tra loro sulla bizzarra magia
sconosciuta che avevo usato per tagliuzzare i loro compari. La paura
dell'ignoto è una potente arma.
Ti confiderò un piccolo segreto: quello che avevo fatto ai troll era più
intelligente che difficile. Pensalo come l'inverso di un incantesimo di
guarigione da Magia Bianca.
Ecco come funziona: un incantesimo di
guarigione, come il nome suggerisce, usa potere spirituale per accellerare
la velocità con cui il danno inferto a un corpo fisico viene riparato.
Invertendolo, ho usato le capacità curative dei troll contro loro stessi.
Ovviamente, ciò è avvenuto a velocità molto elevata. Ricorda: i troll
hanno già capacità rigenerative molto veloci. Quindi, invertendo quell'abilità
e amplificandola, una piccola ferita può mandare un corpo in auto
distruzione.
Grazie, grazie. Ora, per favore, contenete gli applausi fino alla fine dello
spettacolo, gente.
E si, visto che te lo chiedi, è proprio un altro incantesimo originale.
Normalmente non userei mai qualcosa di così cattivo in combattimento, ma
non ce la si può cavare solo rallentando i troll.
Se non l'avessi usato, avrei finito col perdere molto più che solo
il mio fiato.

Mi aveva proprio dove mi voleva. Il
suo obiettivo era stato di esporre il suo torso e così avrei colpito. Poi,
sarei stata in trappola. Se avessi lasciato la mia spada, sarei stata
indifesa e già carne morta. Se non l'avessi fatto, sarei stata intrappolata
alla portata del mio nemico, mentre egli sarebbe sopravvissuto grazie ai
poteri rigenerativi.
Ma proprio mentre si preparava a gongolare, stavo per sistemare il
combattimento.
"Lighting!" castai, usando la mia spada come conduttore per
l'incantesimo "Mono Volt". Il torso del troll si aprì in due.
Ecco cosa ottieni per fare lo sbruffone, bestione.
L' ossatura del poveretto si dimenò mentre urlava di dolore e finalmente-
per misericordia- perì. Ci fu un colossale THUD mentre ognuno dei suoi arti
simultaneamente precipitava al suolo.
Il prossimo?
"E' finita la ricreazione, bambini." Misi le mani in posizione di
preghiera davanti al mio petto, chiusi gli occhi e iniziai a recitare.
Mentre separavo lentamente i palmi delle mie mani, una sfera di luce
bianco-blu apparve tra loro e crebbe sempre più luminosa.
"F-f-fireballll!" Gli occhi dell'uomo mummia si dilatarono mentre
muggiva "Correte! Correte!" Lui e i troll rimasti se la filarono
in tutta fretta, urlando come se avessero già i pantaloni in fiamme.
"Ffiuuuu" Emisi un lungo sospiro di sollievo, sempre trattenendo
la sfera di luce.
"Fiuuu un cavolo!" urlò Gourry la femminuccia dall'altro angolo
della stanza. "Che vuoi fare con quella fireball?"
Apparentemente anche lui aveva paura del potere dell'incantesimo fireball e
avanzava verso l'uscita.
La Fireball è un noto incantesimo
d'attacco di fuoco usato dai maghi più o meno ovunque. L'area dove la palla
di fuoco cade è circondata da fiamme istantaneamente, sterminando chiunque
che vive o respira nella zona.
Anche se il suo potere distruttivo varia da mago a mago, un colpo diretto
trasformerà invariabilmente un umano da " al sangue" a "ben
cotto" prima che il poveretto si accorga di quello che succede.
"oh, questa...?" diedi una
lunga occhiata a quello che c'era tra le mie mani e poi lo mollai
gentilmente verso l'alto.
"Aaaaaah!" Tutti nella stanza urlarono, e poi:
Ci fu silenzio.
Gourry fu il primo ad a guardare... timidamente.
"Oh rilassati. Non è una fireball." Sorrisi e puntai al festone
bianco nell'aria sopra di me.
"E' un incantesimo lighting." e risi, e risi ancora. Santo cielo,
sono così divertente. Mi scompiscio da sola.
"Che hai intenzione di fare per riparare a tutto questo?" si
interpose il padrone della locanda, che non mi trovava per niente
divertente.
Lo sapevo.
I tavoli e le sedie erano tutti scassati. Cadaveri erano sparsi per terra
come gusci di noccioline e l'aria era profumata di Eau de Sangue de
Troll. C'era d'avvero un sacco di sangue sparso. Voglio dire, un sacco.
E grazie all'incantesimo Lighting, non potevi perderne neanche una goccia.
Tutto ciò era un po' disgustoso, credo. Più macelleria che taverna, non
era esattamente il tipo di ambiente in cui le persone ardono di andare a
cena.
La maggior parte degli avventori si erano già piazzati nella locanda
seguente in fondo alla strada. I rimanenti piagnucolavano e tremavano avanti
e indietro.
Diavolo, non potevo biasimare quell'uomo.
Se fosse stata la mia locanda, sarei stata infuriata anch'io. Tuttavia,
avevo appena decimato una piccola armata di troll e non ero in vena di
prediche, quindi indossai la mia migliore faccia da pentita. Oltre che nella
magia, sono un esperta nel sembrare carina.
"Caspita, signore. So che io e il mio compagno vi abbiamo causato un
mucchio di problemi ma, " Sollevai il mento, diedi uno sguardo da
cerbiatta al vecchio e sussurrai " se non l'avessimo fatto, ci
avrebbero ucciso!" Feci scivolare la mano che avevo dietro la schiena
fuori dal guanto, e poi in tasca. Come mi aspettavo, il cipiglio del vecchio
si stava addolcendo.
Fin qui tutto bene.
"Forse..." Tirai fuori dalla tasca tre gemme, ma le tenni nascoste
nel pugno. "Forse voi accettereste queste come scuse?
Afferrai il polso del vecchio con una mano e vuotai le gemme nel suo palmo
con l'altra. Non poteva ancora vedeva cosa teneva in mano, anche se poteva
indovinare. In ogni caso, non potevo permettegli di distogliere lo sguardo.
Tenni i suoi occhi puntati su di me e trattenni il suo polso in un abbraccio
gentile. Puoi immaginare che effetto avesse su di lui.
"Per favore, mi comprenda, ho paura che questa magra offerta sia
inadeguata come scusa, ma è il meglio che posso fare." Mi morsi le
guance in modo che i miei occhi risaltassero di più.
Alla fine, rilasciai la mia presa sul suo polso. Il propretario guardò
dentro il palmo della sua mano, poi lo chiuse approvando ciò che aveva
visto.
"Beh, signorina. Visto che la mette così, che posso dire? Chiamerò
uno dei miei ragazzi a pulire questo disastro. Perchè lei non torna nella
sua camera e si riposa?"
Vittoria!
Di solito, quando ci sono problemi di
quel genere in una locanda, sei costretto a scappare via dalla città
immediatamente. Credevo che sarebbe finita in quel modo, e ero rassegnata a
ciò. Se qualcuno ti chiede di andartene, ti consiglio di farlo. Non c'è
motivo di stare dove non ti vogliono,giusto?
Non pensare che ho imparato questa lezione con le cattive, ma fidati, è
meglio che segui il mio consiglio.
D'altro canto, sborsare un piccolo, uhm, regalino -- come una gemma, forse
-- lancia il messaggio che sei davvero dispiaciuto. Implica anche che ci
potrebbero essere altre pietre, e che il proprietario della locanda
beneficierebbe dal chiudere un occhio a queste innocue eccentricità. Anche
quell'affare degli occhi da cerbiatta e delle mani non fa male.
Chinai il capo umilmente molte volte
mentre Gourry e io tornavamo nella direzione delle nostre camere.
Parlando di Gourry, indovina chi era molto seccato con me? Mi lanciò uno
sguardo di disapprovazione appena girammo l'angolo. Mi serviva da lezione,
credo. Non ero stata completamente sincera con lui dopo tutto, non è vero?
Non c'era bisogno di rispondere così velocemente!
"Hai le palle."
sospirò "Lo devo ammettere."
Mi stavo appoggiando con i fianchi contro il letto mentre Gourry parlava.
"Non penso di capire." dissi, facendo la gnorri.
Non se la beveva.
Poi mi resi conto di una cosa. "Gourry, che ci fai qui? E' la mia
camera!"
"Mi avevi promesso una spiegazione, non è vero?"
"L'ho fatto?"
"L'hai fatto."
Ah bene, ok allora.
Avevo anch'io qualche domandina per lui. Potevo approfittare per tirarle
fuori.
"Ok, è giusto. Ma prima, ho una domanda per te."
"Sono un libro aperto, signorinella. Spara."
No, ancora quella scemenza del 'signorinella'.
"Va bene, siediti."
Gourry prese la sedia più vicina e ci si sedette a cavalcioni.
"Sono seduto."
"Ora, chiariscimi questo" dissi, avvicinandomi e fissandolo
direttamente negli occhi "Che sentimenti provi per me?"
Silenzio.
Beccato.
Andò quasi in iperventilazione.
"Gourry, sto scherzando... solo scherzando."
Tirò fuori un lungo sospiro come se si fosse risparmiato la camera di
tortura.
"Uah,mio Dio, Lina. E' stato crudele. Pensavo di stare per morire per
un sec--"
"Ehi, cosa vorresti dire?"
Uomini.
"Seriamente, Lina, che vuoi sapere? Ti dirò tutto tranne le mie misure
-- quelle sono top secret."
Ha ha. Hai un futuro nella commedia.
"Come sapevi che quei ragazzi cercavano me?"
"Mica lo sapevo."
Negarlo era inutile "Ehi, l'hai detto tu. Proprio prima che i troll
entrassero, hai detto 'Sembra che vedrò che sai fare tra un secondo'"
"Ah, quello" rispose tranquillo. "Cercavano sicuramente
qualcuno all'interno. Ho solo indovinato che stavano cercando qualcosa di
rubato. Chiamala ipotesi per esperienza."
"Cosa ti ha fatto pensare che fossi io? C'erano almeno una dozzina di
persone--"
"Ehi ascolta. Tra tutti tu sembri proprio il tipo che si caccia
volentieri nei guai.".
Centro.
Che dovevo fare, ribattere? Penso di avere più giudizio della maggior parte
delle persone, ma lui aveva ragione. Sono un genio nel cercare guai. La mia
sorellona diceva la stessa cosa di me a casa.
"Ti sembra una linea di ragionamento valida?"
"Si." Ammisi.
"Qualche altra domanda?"
"No"
"Ok, è il mio turno. Esattamente perchè quei ceffi ti stavano
cercando?"
Sospirai. "E' una storia lunga"
"Non sto andando da nessuna parte. Spara."
Allora, gli raccontai l'intera sordida storia su come, dopo che avevo visto
che quei banditi cattivi stavano derubando e uccidendo paesani innocenti, mi
ero messa a vendicare i paesani, sterminare i banditi e restituire i beni
rubati (meno una piccola percentuale per coprire le mie spese, ovviamente)
Ed era per questo che ce l'avevano con me.
Cosa? Ti apettavi che dicessi a Gorry che li avevo attaccati perchè ero
annoiata e al verde? Speranza vana. In ogni caso, non mi avrebbe creduto.
Gli piaccio. Dissi a quel povero ragazzo ciò che voleva sentirsi dire.
Veramente, gli stavo facendo un favore...
Non mi guardare così!
Quando ebbi finito il mio monologo, Gourry annuii convinto.
"Capisco completamente. Certe cose capitano troppo spesso quando
qualcuno cerca di fare la cosa giusta."
Eh eh. Ha abboccato completamente.
Se la stava bevendo. Non solo la stava accettando, ma la stava bevendo
completamente. Sembrava così, almeno.
"Si, non me ne parlare," dissi, e poi spostai la conversazione in
un'altra direzione "C'è qualcos'altro che mi preoccupa, però."
"Cosa?"
"Quei tizi non avevano mai visto la mia faccia prima di trovarmi.
Ciononostante, cercavano proprio me, specificatamente. Il capo doveva essere
un mago."
"Uomo Mummia?"
"Si, doveva esserlo. E si aspettavano di cogliermi di sorpresa. Sono
feriti, adesso, ma probabilmente si sono solo ritirati fino a domani. Non
penso che ce ne siamo sbarazzati."
"Pensi abbia usato la magia per trovarti?"
"Si, sicuro"
"I maghi possono fare tutto, huh?"
"No, non tutto. Ci sono cose che non si possono fare con la
magia. Per esempio, l'uomo mummia deve aver messo un marchio magico su
qualcosa prima che l'avessi presa. Probabilmente è così che mi ha
rintracciato. Senza un segnale di qualche tipo, anche il mago migliore non
può rintracciare una persona facilmente."
"Oh, ho capito..." disse Gourry, ma non suonava come qualcuno che
ha capito.
"Si, hai capito," stetti al gioco "Altre domande?"
"No, maestra."
"Divertente. Allora ricapitoliamo --"
Qualcuno bussò.
Ci muovemmo simultaneamente ciascuno a un lato della porta. Gourry mise la
mano sulla maniglia.
"Chi è?" dissi.
"Qualcuno che vuole fare una transazione commerciale. Pagherò
qualsiasi prezzo tu vorrai per un oggetto che possiedi." disse la voce
dall'altra parte della porta.
"Ci perdoni se diciamo che suona molto sospetto, vero?"
"Infatti, non penso che avrei aperto la porta a ruoli invertiti."
rispose la voce.
"Quindi... ci stai avvertendo di non farti entrare?"
Perchè le cose non sono mai facili?
"Sono solo onesto. Sono anche onesto quando ti dico che non voglio
farti del male questa volta"
Questa volta? Che diavolo vuole significare?
"Quindi forse cambierai idea quando ti avremo fatto entrare?"
"Non devi preoccuparti, anche se ammetto che dirlo potrebbe essere
inutile. Forse sarebbe più persuasivo ricordarti che hai una guardia del
corpo affidabile."
La mia "guardia del corpo" e io ci guardammo a vicenda.
"Argomentazione ragionevole. Va bene, alla prima stranezza ti avverto,
ti inchioderò sul posto con un incantesimo."
"Lina? Non stai seriamente per farlo entrare...?" Gourry era
agitato.
"Tutto a posto. Ho una guardia del corpo affidabile, ricordi?"
parlai piano e strizzai l'occhio. Lasciai la mia posizione e camminai al
centro della stanza.
"Sto per aprire la porta. Entra con calma e lentamente" avvertii.
"Vai, Gourry. Aprila"
Un momento dopo, Gourry fece come avevo detto, e posai lo sguardo per la
prima volta sull'uomo che voleva fare affari con me.